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mercoledì 9 agosto 2017

LUCCA: PRESIDIO ON LINE CONTRO LE MAFIE

#idv #luccaprovincia #presidiocontrolemafie
Capezzoli Idv: Omicidio Scopelliti, Ucciso da Cosa Nostra in accordo con l'Ndrangheta. Il magistrato rifiutò diversi tentativi di Corruzione, chi sono i mandanti?
9 AGOSTO 1991    -    9 AGOSTO 2017


Antonino Scopelliti  era un magistrato italiano,  entrato in magistratura a soli 24 anni, ha svolto la carriera di magistrato requirente, iniziando come Pubblico Ministero presso la Procura della Repubblica di Roma, poi presso la Procura della Repubblica di Milano.
Procuratore generale presso la Corte d'appello quindi, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione. Seguì una eccezionale carriera, che lo portò ad essere il numero uno dei sostituti procuratori generali italiani presso la Corte di Cassazione. Si è occupato di vari maxi processi, di mafia e di terrorismo.
Ha rappresentato, infatti, la pubblica accusa nel caso Moro, durante il primo processo, al sequestro dell'Achille Lauro, alla Strage di Piazza Fontana ed alla Strage del Rapido 904. Per quest'ultimo processo, che si concluse in Cassazione nel marzo del 1991, il procuratore Scopelliti aveva chiesto la conferma degli ergastoli inferti al boss della mafia Pippo Calò e a Guido Cercola, nonché l'annullamento delle assoluzioni di secondo grado per altri mafiosi. Il collegio giudicante della Prima sezione penale della Cassazione, presieduto da Corrado Carnevale, rigettò la richiesta della pubblica accusa, assolvendo Calò e rinviando tutto a nuovo giudizio.
Il magistrato fu ucciso il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, sua terra d'origine, in località Piale (frazione di Villa San Giovanni, sulla strada provinciale tra Villa San Giovanni e Campo Calabro).
Scopelliti venne intercettato dai suoi assassini mentre, a bordo della sua automobile, rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. L'agguato avvenne all'altezza di una curva, poco prima del rettilineo che immette nell'abitato di Campo Calabro. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, spararono con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito con due colpi alla testa esplosi in rapida successione, fu istantanea. L'automobile, priva di controllo, finì in un terrapieno.
Come ricostruito nel libro inchiesta Primo Sangue di Aldo Pecora, in un primo tempo si pensò che Scopelliti fosse rimasto coinvolto in un incidente stradale. L'esame esterno del cadavere e la scoperta delle ferite da arma da fuoco fecero emergere la verità sulla morte del magistrato.
Quando fu ucciso stava preparando, in sede di legittimità, il rigetto dei ricorsi per Cassazione avanzati dalle difese dei più pericolosi esponenti mafiosi condannati nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Si ritiene che per la sua esecuzione si siano mosse insieme la 'ndrangheta e Cosa Nostra, dopo che il magistrato rifiutò diversi tentativi di corruzione (il pentito Marino Pulito rivelò che a Scopelliti furono offerti 5 miliardi di lire italiane per "raddrizzare" la requisitoria contro i boss della Cupola siciliana). Anche secondo i pentiti della 'ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca, sarebbe stata la Cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla 'ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra.
Cosa nostra, in cambio del favore ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la seconda guerra di 'Ndrangheta che si protraeva a Reggio Calabria dall'ottobre 1985, quando fu assassinato il boss Paolo De Stefano. Nell'abitazione paterna di Scopelliti, dove il magistrato soggiornava durante le vacanze, furono trovati gli incartamenti processuali del maxiprocesso. Per la sua uccisione furono istruiti e celebrati presso il Tribunale di Reggio Calabria ben due processi, uno contro Salvatore Riina e sette boss della "Commissione" di Cosa Nostra, ed un secondo procedimento contro Bernardo Provenzano ed altri sei boss, tra i quali Filippo Graviano e Nitto Santapaola. Furono tutti condannati in primo grado nel 1996 e nel 1998 e successivamente assolti in Corte d'Appello nel 1998 e nel 2000 perché le accuse dei diciassette collaboratori di giustizia (cui si aggiunsero in un secondo momento quelle del boss Giovanni Brusca) vennero giudicate discordanti

La riapertura delle indagini
Dopo anni di stasi giudiziaria nei quali non si è riusciti ad assicurare alla giustizia i responsabili del delitto, l'11 luglio 2012 nel corso di un'udienza del processo "Meta" contro la 'ndrangheta a Reggio Calabria, il pentito della cosca De Stefano, Antonino Fiume, ha dichiarato che ad uccidere il giudice sarebbero stati due reggini su richiesta di Cosa nostra. Il collaboratore di giustizia, però, su invito del pubblico ministero non ha fatto i nomi dei presunti killer. Ciò confermerebbe quanto ricostruito dagli inquirenti.
 
Domenico Capezzoli ITALIA DEI VALORI

martedì 1 marzo 2016

PD...come... V!...

Pensando un attimo a quale lettera dell'alfabeto abbinerei al PD...è emersa subito ...la V!

V come Vergogna ....per tutto quello state facendo CONTRO il popolo italiano!

V come Vigliacchieria....vi nascondete dietro l'oscurantismo da inoculare alle masse e la tecnocrazia

V come Viscidezza....non affrontate i problemi ...li minimizzate, li trascurate, li evitate, ...in cambio di tante promesse al vento e vuoti quanto forbiti bla bla bla

V come Vendifumo....le balle e i dietrofront di Renzi & C. sono senza pari

V come Vessazioni...avete messo l'Italia alla fame togliendo il Pane e i Servizi al Popolo Sovrano, nonchè distruggendo la Sanità, la Sicurezza, la Democrazia, le Imprese, la Scuola, l'Economia, i Posti di Lavoro, le Poste, i Trasporti pubblici, la Cultura, la fiducia nelle Istituzioni, il Fisco ecc ecc

V come Vendersi ....record storico assoluto in quanto a inquisiti!! Non vi si sta dietro ..c'è n'è uno alla settimana...Sciacquatevi la bocca con la soda caustica prima di parlare di Anticorruzione! Avete svenduto la nostra Sovranità Monetaria, Culturale, Economica e Alimentare per squallidi interessi personali! Nonchè i nostri maggiori assets nazionali a lobbies straniere, che inoltre stanno facendo a pezzi i diritti dei lavoratori! Svendete l'Italia al Sistema Bancario Usuraio di cui siete i camerieri! Siete Colpevoli di Alto Tradimento, un bel giorno ne risponderete

V come Voltagabbana ...ne assumete in quantità...evidentemente vi piacciono i "cercasi poltrona disperatamente", burattini docili e ammaestrabili in cerca di sistemazione altrettanto facile (nella vita non sanno fare altro evidentemente e non hanno voglia di lavorare), vermi allo stato puro 

V infine come....Vaffanculo!!!!!!!!!!!!!!!!

Alessandro Benvenuti

PS:
Ma la V di Vittoria ...quella Vera...non è per Voi....illudetevi pure ...i viscidi non saranno mai Uomini...ma solo scimmie che si credono tali








lunedì 15 febbraio 2016

ITALIANI ''VESSATI'' , STATO CONTRO I CITTADINI ONESTI E BUONO CON I LADRI


Tagliano i fondi agli organi che si occupano di sicurezza lasciando i cittadini in balia di ladri e bulli, e quei pochi che possono , con poche forze , fermare e arrestare, vengono subito scarcerati a piede libero......
E cio' provoca pure lo sconforto in chi tenta con pochi mezzi di proteggerci !!!
Ma ci sono anche quelli che vessano i cittadini onesti , che vanno a vedere se hai fatto uno scontrino per un caffe' e che ti trattano pure da delinquente, come mai che queste fiamme gialle sono sempre pronte ad accanirsi contro persone oneste che lavorano combattendo sia con la crisi, sia con tasse sempre piu' astruse e complicate, per non dimenticarci della mafia dei corsi di aggiornamento, fatti da persone che l'unica qualifica che hanno e' una tessera partitica ???
Come mai non li vediamo mai a spulciare i conti dei nostri comuni, unioni e province ???
Perche' non vanno mai a verificare sul motivo che porta gli appalti pubblici a costare enormemente di piu' alle casse di quello stato che non e' piu' espressione degli italiani ???

IL PROBLEMA DELL'ITALIA NON SONO I MISERI SCONTRINI, MA SONO GLI SPRECHI DI SOLDI PUBBLICI, ENORMEMENTE MAGGIORI !!!!!
ANDATE A GUARDARE QUESTI, OPPURE NON VI CI FANNO ANDARE PER TUTELARE LA LOBBY POLITICA ???

Vorrei davvero la risposta a queste domande......
Ma forse arriveranno solo ''ritorsioni''........

Andreotti Roberto.

mercoledì 30 dicembre 2015

MATTEOLI E IL CASO MOSE, QUESTA E' L'ALTERNATIVA DI CENTRODESTRA LUCCHESE ???

ALTERO MATTEOLI
UNA VITA DA POLITICO.....
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Caso Mose, le rilevazioni del superteste: "Portavo io al ministero le mazzette per Matteoli" riguardo ai lavori per istallare il Mose nella Laguna di Venezia....
Mazzacurati interrogato negli Usa su mandato dei magistrati veneziani ha detto: "Quattrocentomila euro in due tranche, viaggiavo con i soldi in pacchetti", "Ho dato soldi ad Altero Matteoli, in contanti, nell'ordine di 300/400mila €. Glieli ho consegnati personalmente, anche al ministero a Roma, ma non avevamo testimoni". Queste le parole dell'82enne Giovanni Mazzacurati, il gran burattinaio del Consorzio Venezia Nuova e testimone chiave dell'inchiesta sulle tangenti del Mose. Il sistema da lui creato non era "affare" solo dei veneziani, ma aveva sponde robuste a Roma con Milanese e Spaziante, che sono ancora in carcere in custodia cautelare ed infine Altero Matteoli.
L'interrogatorio cui Mazzacurati è stato sottoposto per rogatoria in California il 17 settembre scorso, nell'ufficio del procuratore generale di San Diego, sarà anche l'ultimo , comunque le 45 pagine del suo verbale sono considerate "attendibili ", parole di un uomo "ancora capace di intendere ". Dunque, punto fermo dell'istruttoria condotta dal Tribunale dei ministri, che ha convinto i magistrati a scrivere, nelle loro conclusioni: "È dimostrato l'asservimento di Matteoli alle politiche del Consorzio Venezia Nuova, nella veste di ministro dell'Ambiente e di ministro delle Infrastrutture". Dieci faldoni di atti sono stati inviati ieri alla presidenza del Senato: l'aula dovrà decidere se autorizzare la procura di Venezia a procedere nelle indagini oppure no.
Mazzacurati risponde davanti a due assistenti del procuratore di San Diego e a un agente speciale della homeland security degli Stati Uniti - "Da quel che ricordo mi sembra di averlo fatto (portare soldi, ndr) due volte, una volta al ministero a Roma e un'altra volta... in qualche posto, insomma". Gli chiedono come fossero pattuite le cifre. "Si stabiliva prima". E i soldi in contanti come erano trasportati nell'ufficio del ministero? "Me li han dati quelli del Consorzio. Non era un grande pacco. È un pacchetto, ci sta in tasca... diciamo che in un pacchettino 100mila euro... Cosa avrebbe fatto il ministro con quei soldi non me l'ha detto... o campagna elettorale oppure necessità".
Non si sa di quali necessità si tratti..... "Ma sicuramente erano necessità elettorali - aggiunge - loro hanno dei centri in Toscana dove hanno delle persone che girano, che lavorano, che hanno bisogno di soldi". I pm che hanno scoperchiato il sistema Mose, Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, sostengono che la prima presunta mazzetta a Matteoli sia stata consegnata nel 2003, quando era ministro dell'Ambiente. A Mazzacurati interessava che il maxi appalto per le bonifiche di Marghera fosse affidato direttamente alla Mantovani di Baita.
Continua poi così: "Sì, certo che conosco Erasmo Cinque", afferma il Mazzacurati. "Pacchettini anche per lui? Forse sì, ma non lo so". L'imprenditore Cinque, della Socostramo, per Matteoli non è uno qualunque. È più di un amico, è l'uomo con cui ha condiviso la lunga militanza nella destra di Alleanza Nazionale. L'allora ministro dell'Ambiente si spende - secondo gli atti di indagine - per fargli ottenere una parte nel maxi appalto milionario delle bonifiche di Porto Marghera. La sua Socostramo entra in un Ati con la Mantovani di Baita. Ufficialmente figurano al 50 per cento, ma con una scrittura privata stabiliscono che l'azienda di Cinque avrebbe ricevuto un 6-7 per cento della commessa", senza muovere una benna. "Cinque apparentemente faceva il lavoro - mette a verbale Mazzacurati - però lui mezzi non ne portava... era una cosa un po' fittizia... era un peso morto 'sta Socostramo, un peso morto".
IN UN ALTRO CASO SI PARLA DI LUCCA:
C'è poi un altro presunto episodio corruttivo che l'ex patron del Mose riferisce sommariamente ai magistrati, questo fatto risale ai tempi in cui Matteoli occupava la poltrona di ministro delle Infrastrutture e Mazzacurati sostiene di averlo incontrato nella sua casa in Toscana. "Sono andato io a trovarlo, in provincia di Lucca. Quante volte? Ah non lo so... un paio di volte. Lo scopo della visita era sollecitare i pagamenti, era sempre l'urgenza di avere i fondi (per il Consorzio, ndr)". I pm sospettano che ci sia stato, in un caso, il passaggio di una mazzetta a Matteoli. E in cambio del finanziamento della campagna elettorale, gli chiedono nell'interrogatorio, cosa avrebbe ottenuto? La memoria di Mazzacurati, a questo punto, si accende: "Che venissero accelerati i tempi di finanziamento delle varie tranche del lavoro". Cioè una scorciatoia, per avere alla svelta i soldi pubblici che il governo pompava nel suo Consorzio Venezia Nuova.
APPROFONDIMENTO:
http://capfuturo73.blogspot.it/search/label/matteoli

martedì 10 novembre 2015

BUSINESS MIGRANTI, INDAGINI PER CORRUZIONE SVELANO IL MALAFFARE !!!!

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Cantone: «Dopo Mafia Capitale rischia la Campania» ma controlli in tutta Italia.

Ascoltato davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta il presidente dell’Anticorruzione CANTONE: Alto rischio infiltrazione della camorra negli appalti !!!

Il contagio di Mafia Capitale nella gestione del business migranti: una corruzione che dilaga a macchia d’olio per l'accoglienza di migliaia di profughi distribuiti in tutto il Paese in ogni genere di struttura con procedure d’emergenza. Ne parla il presidente dell’Autorità Anticorruzione, il magistrato Raffaele Cantone, davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza e identificazione dei migranti. Senza troppi giri di parole dopo Lazio e Sicilia toccherebbe alla Campania stare nel mirino: «Il sistema mafia capitale è esteso ad altre regioni, è più diffuso di quanto non sia emerso», ha detto il capo dell’Anac. E la Campania sarebbe già attenzionata per la qualità delle strutture che accolgono richiedenti asilo e rifugiati, in particolare per i centri di accoglienza straordinaria in mano alle coop ed associazioni.

La commissione starebbe programmando blitz ad hoc in Campania «perché ci sono serissimi dubbi sulla compatibilità tra servizi richiesti e quelli erogati».

Regione Campania. E da Cantone arrivano conferme: dopo la «vicenda squallida», dice il magistrato, della onlus Un’ala di riserva di Pozzuoli «abbiamo esteso i nostri controlli inviando nuclei anticorruzione a tutte le stazioni appaltanti in Campania gestite in base alla delega del Viminale. La Guardia di finanza si è recata in Regione e sono stati acquisiti gli atti, ma non abbiamo ancora una nota conclusiva sui riscontri». Dopo aver ricordato che «il dominus della onlus era un soggetto che aveva distratto i soldi dell’associazione per utilizzarli investimenti personali in Montenegro e starebbe chiamando in causa, come racconta la stampa, pubblici funzionari tanto che i giornali di Napoli parlano di utleriori accertamenti su altri soggetti per atti di corruzione», Cantone spiega che ci sono «indagini su tutte le altre onlus che hanno ricevuto appalti con lo stesso sistema». Poi sottolinea che in Campania il settore appaltante «è stato individuato nella Regione» perché«sia stata scelta la Regione come centro per la decisione degli appalti proprio non lo so».

«Meglio stazione appaltante unica» dice Cantone , «Stiamo mettendo a punto con il ministero dell’Interno un bando tipo per la gestione degli appalti nel settore dei servizi per l’accoglienza degli immigrati . Uno dei problemi è rappresentato dai diversi soggetti che fanno da stazione appaltante: gli enti locali, le regioni, consorzi ad hoc come accaduto in Sicilia per il Cara di Mineo. Servirebbe invece un attuatore unico .

«Attese conferme dai controlli» «In alcune regioni il legame tra gestione illecita» dei servizi agli immigrati e relativi appalti «e la criminalità organizzata rischia di essere confermata da futuri controlli», ha detto ancora Cantone. «Quando si è prodotta l’emergenza immigrati si sono affermate alcune realtà in grado di soddisfare, anche positivamente, queste esigenze e di dare una risposta in molti casi anche positiva. Ora però le ondate migratorie sono diventate costanti e non si può più parlare di emergenza». Ma sul piano della gestione dei servizi «si è fatto sì che l’emergenza favorisse il perpetuarsi di determinati meccanismi .

«Alberghi “strani” nell’accoglienza» « A Roma - ha aggiunto Cantone - c’è stata un’indagine approfondita sulle strutture diventate monopoliste ma ho la sensazione che il sistema di irregolarità sia molto più diffuso di quello che è apparso a Roma. In alcune regioni, anche dove è forte la presenza di criminalità organizzata, si riscontrano strutture strane per l’accoglienza, anche con l’utilizzo di alberghi e strutture ricettive», ha detto ancora Cantone, segnalando uno degli aspetti su cui sarebbe opportuno approfondire.

venerdì 30 ottobre 2015

IL PD E NON MARINO HANNO INCASINATO ROMA, SERVIVA CHIUDERE PRIMA !!!

I ROMANI DEVONO CAPIRE CHE NON DEVONO VOTARE NESSUN POLITICO DI PROFESSIONE
I ROMANI NON DEVONO PIU' VOTARE CHI HA GIA MESSO PIEDE IN QUELL'AULA
I ROMANI DEVONO COMPRENDERE CHE SERVONO PERSONE NUOVE AD OGNI ELEZIONE, SOLO IL VERO CAMBIAMENTO FUNZIONA, OGNI VOLTA FACCE NUOVE !!!!
O G N I . V O L T A !!!!

Siamo tutti umani, ed abbiamo tutti i nostri difetti, ma cambiare sempre persone, garantisce che non si creino gruppi di ''amicizie'' che poi possano divenire una ''mafia'', non solo l'alternanza tra partiti, ma dobbiamo pretendere e votare facce nuove ogni volta, se non distruggiamo la connivenza non possiamo garantire un buon futuro ai nostri figli, sta a noi ed al nostro voto decidere......
LEVIAMOLI DALLE PALLE, VOTATE CHI VI PARE MA CAMBIATE, SEMPRE E COMUNQUE !!!!

mercoledì 30 settembre 2015

ANAS , ARRESTI PER CORRUZIONE , ANCHE PER I LAVORI SUL BRENNERO !!!

CHE SI STIA SCOPERCHIANDO IL PENTOLONE ?????
Speriamo che poi scoprano tutto il marcio che c'e' nel resto della valle......

L'operazione ''le strade dell'oro''
E' portata avanti da una collaborazione tra polizia stradale e corpo forestale.

Un vero e proprio terremoto giudiziario che ha coinvolto i vertici dell'Anas Toscana, con quattro persone finite agli arresti domiciliari e 24 indagati nell'inchiesta fiorentina per corruzione. Tra le opere finite sotto la lente degli inquirenti della procura fiorentina ci sarebbero anche interventi compiuti sulla strada statale 12 del Brennero in provincia di Lucca. Secondo le ipotesi della procura, venivano sfruttate proprio le emergenze per chiedere mazzette pari al 5% dell'importo dei lavori.

Sono finiti ai domiciliari, con l'accusa di corruzione, il capo compartimento di Anas Toscana, Antonio Mazzeo, il capo servizio amministrativo Anas Toscana Roberto Troccoli, e un funzionario di Anas Toscana, Nicola Cenci. In piu' oltre a loro è ai domiciliari pure l'imprenditore Francesco Mele. L'indagine è arrivata ad una svolta in questi giorni e nelle ultime ore , sono in tutto una settantina le perquisizioni in corso. Il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo ha parlato di: ''un collaudato sistema di corruzione, di un sistema che ha provocato danni per tutta la collettività per l'importo di molte decine di migliaia di euro. Venivano date mazzette corrispondenti al 5% dell'importo dei lavori in svariate decine di appalti nella rete stradale della Toscana".

IL LOGO DEL GRUPPO FACEBOOK

domenica 6 settembre 2015

FACCIO APPELLO AI POLITICI ONESTI, VENITE CON NOI, ABBIATE COSCIENZA !!!

MI RIVOLGO A CHI FA POLITICA VERA PER PASSIONE E NON PER GUADAGNARCI
MI RIVOLGO ALLE PERSONE ONESTE
MI RIVOLGO A CHI INVECE DI GUADAGNARCI, CI RIMETTE
MI RIVOLGO A CHI HA OCCHI PER VEDERE
MI RIVOLGO A QUELLI CHE HANNO UNA COSCIENZA PULITA

E SE VOLETE CONTINUARE AD AVERE UNA COSCIENZA PULITA, SE VOLETE POTER GUARDARE IN FACCIA I VOSTRI COMPAESANI E CONCITTADINI, NON POTETE PIU' FAR FINTA DI NON VEDERE, NON POTETE PIU' INGOLLARE IL ROSPO......
PERCHE' E' LADRO PURE CHI PARA IL SACCO O CHI FA IL PALO !!!!!!
PERCHE' E' LADRO PURE CHI FA FINTA DI NON VEDERE !!!!!!

Mi rivolgo a chi fa politica davvero con la gente, tra la gente e per la gente, ai piccoli consiglieri comunali che la vivono sulla loro pelle, se ti rendiconto che non ne puoi piu' del malaffare e delle cricche di amicizie che per far lavorare tizio o caio buttano i soldi dei cittadini per farli finire nelle loro lorde mani, se sei onesto non puoi far finta di non vedere, non potrai dire di non sapere quando i cittadini verranno a renderti conto, perche' tutto quello che scopriremo arrivera' ai cittadini ed alla giustizia ed anche la giustizia non potra' piu' far finta di non vedere, se sei onesto vieni con noi, aiutaci a scoprire tutto il marcio e tutte le magagne che ci sono e che prima o poi verranno fuori, se hai le palle ed il coraggio di lottare per il futuro tuo e dei tuoi figli non essere codardo, lotta per un futuro migliore......
LOTTA PER UN FUTURO PER L'ITALIA !!!!!

Contattami solo in privato, perche' nessuno deve essere buttato in bocca ai lupi, gia altri collaborano con me in segreto e bisogna muoversi con discrezione.
Mail: capitan.futuro3000@gmail.com
Telefono: 3487978694

Andreotti Roberto.

martedì 16 giugno 2015

LAVORI PUBBLICI, CONFRONTI CON L'ESTERO, IN ITALIA E' UN MAGNA-MAGNA !!!!!

A Tenerife ho trovato vicino all'hotel dei lavori in corso, ed ho notato subito la cifra esigua che era stampata sul cartellone, per un lavoro che in Italia di solito ci vuol dieci volte tanto !!!!!

trattasi di muro di contenimento di una strada che deve proteggere dalle mareggiate oceaniche, molto piu' forti e potenti, il muro in cemento armato e' poi rivestito con blocchi lavici decorativi......
tali lavori in Italia ne ho visti molti, e ne ho visto uno simile che pero' e' costato 892.000€ !!!!!!!!!
e di solito in Italia i lavori vanno poi a costare molto di piu' del preventivo .
Qua , chiedendo agli operai , son venuto a sapere che di solito si spende meno, ed il resto viene considerato come premio se viene rispettata la scadenza !!!
Mentre in Italia costa dieci volte di piu' perche' poi i politici si spartiscono le loro tangenti.....
ecco spiegato come mai in Italia si va male !!!!!!

QUESTI I LAVORI IN ESSERE:

giovedì 21 maggio 2015

PIANETA PRATO: Robe dell’ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…” di Francesco Fedi

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"PIANETA PRATO:  Robe dell'ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…" di Francesco Fedi
 
Fantascientifico, metafisico o grottesco?... Sotto quale cappella potremmo correttamente inserire i fatti di cui oggi ci parlano le cronache?
Iniziamo da stamani, nel primo mattino, in zona Paperino (..fa anche rima..). Un nucleo della Squadra Mobile, è intervenuto nei confronti di un'articolata organizzazione criminale, dedita allo sfruttamento di giovani prostituzione di nazionalità albanese. Risultato: una decina gli arresti e numerose perquisizioni in Toscana, tra cui a Prato, all'interno di un residenze in loc. Paperino, posto sotto sequestro con l'occasione.
L'operazione ha avuto inizio a partire dalle indagini che hanno avuto seguito da una burrascosa baruffa, che a causa di litigi per l'accaparramento della clientela, la sera del 12 aprile 2014 è sfociata in confronti con coltelli, bastoni e mazze da baseball. Alla fine tre persone, sono state ferite in modo grave e una rimasta in fin di vita.  Per quanto riguarda le ragazze, pressoché ventenni, oltre che sulle strade di Novoli, avevano una  base anche nel residence di Paperino, via per le Calvane.
Dunque nel complesso ci saranno accuse che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al tentato omicidio, ma la vera particolarità sta nel fatto che già in passato, più volte e sempre per lo stesso reato, l'immobile era stato oggetto di provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria, con tanto che anche il precedente gestore era stato anche arrestato.
Ora la tentazione sarebbe quella di lanciarmi nel solito lungo pistolotto sulla presenze mafiose e i loro intrecci nel nostro territorio, ma resisterò rimandando tutti gli approfondimenti per chi ne volesse sapere di più, a quello che indubbiamente è il miglior documento di approfondimento sulla mafia albanese in Italia., redatto dal Maresciallo Capo dei Carabinieri, Fabio Iadeluca, in servizio presso il Comando Operativo di Vertice Interforze. 
Di questo mi limito a riportare che in Toscana il fenomeno criminale organizzato tratta principalmente di reati legati al traffico di stupefacenti e in particolare, attraverso importanti reti di contatti internazionali, nel settore delle droghe pesanti, poi reati contro il patrimonio e lo sfruttamento della prostituzione. Per quanto riguarda la prima, in Olanda, è stata accertata l'esistenza di un'organizzazione ben radicata di criminali albanesi che attraverso corrieri, fornivano di cocaina in quantità considerevoli a gruppi di loro connazionali sparsi in varie regioni d'Italia. A questo proposito, nel suo documento il Maresciallo Iadeluca punta il di dito proprio sulla Toscana e su Prato, dove si è riscontato un collaudato sodalizio italo-albanese sul traffico di eroina dall'Albania.
Tra i documenti citati, la relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia della XIV, approvata il 18 gennaio 2006, relatore sen. Centaro, evidenzia che la Direzione Centrale della Polizia Criminale osserva che le originarie piccole bande, non rappresentano più strutture delinquenziali "di servizio", affiancate funzionalmente altri aggregati criminali, ma sono cresciute acquisendo via via le connotazioni tipiche di sodalizi di tipo "mafioso". Un altro aspetto importante è la "trans nazionalità".
Le consorterie criminali albanesi, hanno mostrato un'alta specializzazione criminale, divenendo un importantissimo punto di riferimento per i traffici illeciti internazionali. Questo potendosi avvalere della posizione geografica strategica del proprio  Paese di origine e detto anche che i gruppi di criminali insediati in Italia e negli altri Paesi dell'Europa mantengono un particolare legame con la madrepatria, fungendo da abili gestori locali di traffici organizzati su scala. Le ben note vicende politiche degli anni '90, responsabili dei più massicci afflussi di immigrati albanesi in Italia, hanno creato o fortificato contatti con gruppi organizzati stranieri come la Nuova Sacra Corona Unita o la Mafia turca, la Mafia russa, la criminalità montenegrina e, non ultima, le Triadi cinesi.
Questo mentre le organizzazioni criminali albanesi si sono attestate, con diversa intensità, in quasi tutte le regioni del Paese:  è da tempo accertata la presenza di queste in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. 
Tornando al caso di Prato, la città più multiculturale d'Italia, bisogna dire che il carattere di trans nazionalità e i legami con la Triade cinesi o della mafia nigeriana, fanno sì che l'area pratese sia anche per questa mafia estera, un punto nevralgico di influenza e di affari (vedi immagine tratta da relazione citata)
Ora, di fronte ad atti parlamentari e relazioni già da tempo rese di dominio pubblico, come quella del M.llo Iadeluca, scoprire che a Paperino accade che un residence-berdello diviene reiteratamente ad essere teatro delle medesime attività illecite, fa davverro pensare di essere su un altro pianeta!!!
Ma non è così: siamo a Prato, il PIANETA PRATO!...  

La storia del residence di Paperino non è però l'unica di luogo noto per essere oggetto di reiterazione di certi reati.
Facciamo infatti qualche chilometro e spostiamoci più a nord, nel nostro amato Macroloto Zero, esattaente in Via Giovanni da Verrazzano. Qui un ventisettenne di nazionalità cinese è stato sorpreso mentre gettava scatole conteneti circa 160 kg. di scarti tessili….
Sorpreso da una pattuglia di vigili, p stato multato e si è visto sequestrare l'autovettura con cui stava trasportando i rifiuti…. ..a la domanda è: cosa c'è davvero di notevole in questa storia?...
LA cosa clamorosa è che un'identico episodio era già accaduto nel novembre scorso, dunque giusto sei mesi fa nello stesso quadrato di strade: in via Puccini un furgone con a bordo 47 sacchi di scarti tessili fu bloccato dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale per un controllo straordinario. Risultato sprovvisto di documenti si scoprì che gli scarti erano diretti in un qualsiasi cassonetto della raccolta indifferenziata dei dintorni. Anche lì subito scattarono i provvedimento del caso: veicolo e rifiuti sequestrati e una denuncia penale con rischio di arresto da 6 mesi a 2 anni o una multa da 2.600 a 26.000 euro. La cosa fantastica è che lo stesso giorno, nella strada a fianco, in Via Vespucci, un uomo ed una donna cinesi, furono ripresi da delle telecamere, mentre mpegnati ad abbandonare sul marciapiede alcuni scatoloni di cartone all'interno dei quali, sempre gli stessi agenti, rinvennero anche lì scarti di lavorazione, per i quali fu accertata la provenienza da un maglificio, attivo nella zona del Soccorso. Ovviamente quel maglificio risultò completamente sconosciuto agli agenti di riscossione della tassa smaltimento rifiuti.
 
Ovviamente, oggi come allora, ci occupammo di quei casi per estrapolare alcune riflessioni. Anche allora ci dicemo: "..Passerà qualche giorno, e tutti potranno tornare a scaricare allegramente, magari in Via Bonicoli o in Via Bruno Giordano, anziché in via Vespucci. Garantito, non c'è nessun problema. Funziona così e funziona così perchè c'è una politica che da oltre venti anni si disinteressa di dotarsi di forze, strumenti ed una dotazione organica adeguata per dare un taglio netto a questo stato delle cose…" .
Oggi però, nonostante ci abbiamo azzeccato, fino al punto che la cosa accade di nuovo tale e quale nello stesso posto ed in pieno giorno (il fatto in discussione è avvenuto alle 20.00 di ieri), la riflessione è un'altra: anche in questo caso, come in quello di Paperino, parlare di forze e di dotazione organica, appare quasi ridicolo, visto che il particolare legame tra due episodi così diversi, induce a dire che qui sarebbe bastato dire a agli stessi agenti di ripassare negli stessi posti o rifare una capatina nello stesso stabile di Paperino, la settimana successiva, se non qualche giorno dopo.
Forse la nostra visione è semplicistica e non ci dovremmo sbilanciare in considerazioni che non ci competono.
Ci sia però consentito che, in qualità di comuni cittadini, questi fatti ci appaiono come "Robe dall'altro mondo"… ..robe da "PIANETA PRATO"…
 
 

mercoledì 6 maggio 2015

PRIMARIO DI CARDIOLOGIA DI LUCCA INDAGATO PER CORRUZIONE !!!! (clicca qui)

Il primario di lucca del reparto cardiologia, prof. Bovenzi
Indagato per corruzione, mazzette e viaggi per favorire
Alcuni produttori di protesi.

LEGGI:
http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2015/05/06/news/anche-il-primario-di-cardiologia-di-lucca-indagato-per-corruzione-1.11367529

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/05/06/news/inchiesta_cardiologie_altri_due_primari_indagati_per_corruzione-113623262/

Lucca, 6 maggio 2015 - Si allarga l'inchiesta per corruzione nelle forniture per ospedali condotta dalla procura di Firenze. Altri due primari si sono aggiunti all'elenco di una quindicina di medici indagati nel novembre scorso. I due nuovi indagati sono il primario di cardiologia di Arezzo Leonardo Bolognese, e Francesco Bivenzi, primario di cardiologia a Lucca. I loro reparti sono stati perquisiti nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. L'inchiesta aveva portato anche all'arresto di imprenditori, rappresentanti di dispositivi medici.
http://www.lanazione.it/lucca/inchiesta-corruzione-ospedali-1.926055

MA A LUCCA NON SE NE ERA ACCORTO NESSUNO ???
LE MAGAGNE LE DEVONO SEMPRE TROVARE A FIRENZE ???
ED IN VALSERCHIO NON INDAGA MAI NESSUNO ???
PERCHE' ???

domenica 5 aprile 2015

PERCHÉ IN ITALIA TUTTO RIMANE SEMPRE UGUALE OVVERO SEMPRE PEGGIO. Marco Poli


 GEN. CARLO ALBERTO DALLA CHIESA.
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-- Come mai in Italia non cambia niente? nel senso che tutto continua a peggiorare dal punto di vista politico, ma il popolo continua a farglielo fare impunemente? vorrei dare la mia opinione partendo da un discorso del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso il 3 settembre 1982 dalla mafia a cui aveva dato tanta battaglia in vita.

Dalla Chiesa sosteneva la teoria delle tre C, decisive per la vittoria della mafia. Lui parlava di tre categorie antropologiche: i Complici, i Codardi e i Cretini. Ecco penso che questa teoria ben si applichi all'odierna situazione politica italiana, naturalmente questo è un mio pensiero, una considerazione personale e quindi si può essere d'accordo o meno, nè voglio considerarmi alla pari con il Generale Dalla Chiese, eroe che è morto per aver combattuto la mafia con dedizione e impegno.

Nel mio pensiero però queste classi si son evolute, nella politica, in ulteriori sotto-classi che ora incomincerò a descrivere.


partiamo dai complici:


  • complici attivi:sono i peggiori sanno perfettamente che quello che fanno fa male al paese in generale,ma se ne fregano pienamente per favorire chi gli dà un contraccambio e fanno di tutto per mantenere il loro potere e/o ricchezza

  • complici consapevoli:queste in teoria sono delle brave persone, ma convinti di poter cambiare le cose dall'interno del partito, lasciano passare le peggio cose,trasformandosi in spettatori passivi,che forse sono peggiori di chi lasciano operare impunemente

  • complici inconsapevoli:sono le persone che gli passa tutto davanti agli occhi,ma non vedono o perché si fidano dei cosiddetti complici attivi oppure perché son tranquilli personalmente o credono”che vada tutto bene” e non riescono a rendersi conto di quello che succede.C'è da dire che se per caso si”risvegliano” solitamente diventano i peggiori nemici dei primi.


Invece i codardi si dividono in:

  • codardi paurosi:ben conscio che le due parole son sinomini l'una dell'altra,questo accostamento mi serve per descrivere,quelle persone che hanno una paura folle dei potenti e presunti tali,che in nome di questa si bloccano,applicando il vecchio metodo” non vedo,non guardo,non parlo”avendo timore di perdere tutto non si rendono conto che lo perderanno comunque e che se uscissero tutti insieme allo scoperto potrebbero cambiare le cose.

  • Codardi servili:anche definiti banderuole o voltagabbana,sono quelli che hanno si paura dei potenti,ma vergognosamente li aiutano facendo da spie e riportando anche conversazioni popolari,a volte carpite in fiducia.Attenzione non sono da confondere con quelli che poi abilmente riescono ad entrare nelle stanze del potere,questi non hanno alcuno capacità del genere. Naturalmente non hanno alcun tipo di fedeltà e si assoggettano sempre al potente di turno.

Infine vi sono le categorie dei cretini:

  • cretini tifosi:sono quelli che letteralmente”tifano”per un partito politico,a prescindere qualsiasi cosa esca dai suoi esponenti è la verità indiscussa e la cosa giusta da fare.Questo vale anche nel caso che questo incominci a fare le cose che un tempo proponeva il partito avversari,che in quel caso venivano bollate come cattive, ma che proposte da loro divengano buone.

  • Cretini menefreghisti:coloro che non vanno a votare”perchè sono tutti uguali”non consapevoli che quelli che invece traggono profitto da questo sistema vanno e fanno rieleggere sempre i soliti o comunque affini.A questi vanno associati quelli che non informandosi rivotano sempre il solito partito da anni,anche se questo non rappresenta più quello in cui credono da anni. Ci sono poi i fautori del”voto utile”,che si credono pure intelligenti, che non votano un partito in cui credono,perchè lo ritengono piccolo,inutile dire che con questo principio,tanto caro ai grossi partiti,nessuna forza politica appena nata,non crescerebbe mai anche se avrebbe i numeri per farlo.

  • Cretini convinti:quelli che realmente credono che la soluzione che gli propone una certa forza politica sia la soluzione,anche se gli proponesse che la cura per la calvizie sia tagliare tutta la testa.Con questi c'è poco da fare in quanto non c'è logica nei loro ragionamenti.


Ci sono poi una piccola parte di gente preparata,competente ed onesta, che non appartiene ad un unica idea politica,anche se a volte in virtù di questa rimangono comunque divisi,ma in questo caso è legittimo.Questi rimangono però in minoranza e sono pochi coraggiosi lottatori che non possono fare molto da soli.

E con questo la mia analisi è finita, ben conscio che farò irritare molti di quelli che la leggeranno, ma tale è il mio pensiero, opinabile e duro, che può essere condivisibile o meno, devo dire che però ne ho incontrate tante di persone, da quelle importanti a quelle comuni, che rientrano in questa categoria.

Se qualcuno volesse scrivermi e darmi la sua personale opionione, ne sarei ben felice, alla prossima.


Distinti saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com cell.334/9069101


 

martedì 31 marzo 2015

Anticorruzione, Grillini chiamati al voto online. Oggi gli iscritti M5S votano. di Francesco Fedi

RICEVO E RIPUBBLICO:

Oggi martedì 31 marzo dalle 10:00 alle 19:00 gli iscritti M5S possono esprimere la loro preferenza sulla legge anticorruzione al voto in Aula al Senato e decidere come dovranno votare i portavoce M5S. Questo in vista della votazione finale che si terrà domani nell'aula del Senato, per il primo passaggio alle Camere, sul pacchetto di norme anticorruzione. Si voterà su un testo base, che include anche l'atto Senato n. 19 a prima firma del Presidente del Senato Pietro Grasso, totalmente modificato, accorpamento e diviso nel corso di questi mesi dal Governo e dalla Maggioranza.
 
In piena sintonia, destra e sinistra, per non tacer dei centristi hanno ben pensato di ridurre le pene per il voto di scambio politico-mafioso questo: da 4 a 10 anni di reclusione, contro i 7-12, inizialmente indicati e pari a una riduzione del 42%. Inoltre il Governo ha voluto escludere il reato in assenza di prove di procacciamento di voto e lo scambio di controprestazioni non sia avvenuto mediante atti intimidatori tipici mafiosi. Una soluzione che è giù andata incontro a censura da parte delle Corte di Cassazione Penale.
Da 4 a 12 anni erano invece previsti per l'autoriciclaggio, ed anche qui pena ridotta a tempi che vanno da 2 a 8 anni, oltre all'insussitenza del reato qualora il denaro proveniente o frutto di precedenti reati venga destinato alla mera utilizzazione o al godimento personale, con la sostanziale inapplicabilità della norma.
 
Magnifica è la vanificazione operata in fatto di reintroduzione del reato di falso in bilancio, con il ddl Grasso che abrogava di sana pianta le soglie di non punibilità, ma che adesso invece si parla di circostanze attenuanti per fatti di lieve entità e per la non abitualità della condotta. Introdotti inoltre sconti di pena applicabili a prescindere dalle dimensioni e dal fatturato delle società. Abbiamo poi la pena nel massimo di cinque anni prevista dal Governo per società non quotate in borsa (ossia oltre il 90% delle esistenti), che esclude l'uso delle intercettazioni come mezzo di prova per accertare tale reato, esistente solo in caso di falsificazioni operate in modo "consapevole" e con modalità "concretamente idonee" all'induzione in errore. Misura utile solo a mettere in crisi il lavoro degli inquirenti.
 
Tutto questo spiegato anche che Governo e maggioranza, hanno già velocemente cassato l'introduzione di alcuni istituti proprosti dal M5S, quali misure interdittive perpetue dai pubblici uffici per politici ed amministratori condannati per tutti i reati contro la P.A. (c.d. DASPO) e l'incapacità perpetua a contrarre e ad avere futuri rapporti con la P.A, l'istituzione dell'agente provocatore o l'agente sotto copertura, previsto in Italia per altri reati (terrorismo, droga, pedopornografia, etc.), utile per contrastare i reati di corruzione contro la P.A. ed infine misure cautelari  cghe rendevano automatica la presunzione di idoneità della misura cautelare del carcere (limitando la libertà personale e la disponibilità dei beni) nel caso dei seguenti gravi reati: i) scambio elettorale politico mafioso; ii) corruzione e iii) reati contro la P.A.
 
 Per tutti questi emendamenti, che verranno comunque riproposti in Aula mercoledì 01 Aprile, è inevitabile aspettarsi l'ennesima bocciatura.
 
Nonostante ciò il popolo degli iscritti al portale M5S è chiamato ad esprimersi e, immancabilmente, a far sentire tutto lo sdegno del popolo italiano, verso uno Stato e delle istituzioni che, per tutto quanto qui detto , stanno dando prova di volere deliberatemente spianare la strada affinchè l'Italia possa ad essere un paese a misura di corrotto!!!
 
Una schifezza che non deve essere messa sotto silenzio!

lunedì 30 marzo 2015

ARRESTATO IL SINDACO PD DI ISCHIA PER TANGENTI SULLA METANIZZAZIONE ISOLANA.

Il sindaco di Ischia, Giuseppe ‘Giosi’ Ferrandino (Pd) ed altre nove persone, tra cui dirigenti del colosso delle cooperative CPL Concordia, sono state arrestate dai carabinieri del Comando Tutela Ambiente nell’ambito di una inchiesta della procura di Napoli su tangenti pagate per la metanizzazione dei comuni dell’isola campana. I reati contestati, a vario titolo, vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’inchiesta, coordinata dai pm Woodcock, Carrano e Loreto e condotta dai reparti speciali del Comando per la Tutela dell’Ambiente del colonnello Sergio De Caprio, il ‘Capitano Ultimò, ha preso le mosse nell’aprile 2013 ed ha portato alla luce, secondo l’accusa, un sistema di corruzione basato sulla costituzione di fondi neri in Tunisia da parte della CPL Concordia con cui retribuire pubblici ufficiali per ottenerne i ‘favorì nell’aggiudicazione di appalti. In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti, oltre al sindaco di Ischia, il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo CPL Concordia Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l’accusa ancora ‘registà degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della CPL distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico. Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ischia Silvano Arcamone, mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della CPL è stata disposta la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Il sindaco “factotum” La stipula fittizia di due convenzioni nell’albergo della famiglia, per un totale di 330 mila euro; l’assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l’accusa, il ‘prezzò pagato dalla CPL per la corruzione del sindaco di Ischia. Secondo l’accusa Ferrandino «era diventato una sorta di factotum al soldo della CPL». In particolare, la CPL Concordia – in cambio dei «favori» di Ferrandino per l’assegnazione dei lavori di metanizzazione dell’isola – avrebbe stipulato due «fittizie convenzioni» (ciascuna da 165 mila euro) con l’Hotel Le Querce di Ischia, di proprietà della famiglia del sindaco, ciascuna da 165 mila euro, a fronte della «messa a disposizione» di alcune stanze durante le stagioni estive 2013 e 2014 per i dipendenti della società modenese. Altre “utilità” ottenute dal sindaco sarebbero state l’assunzione del fratello, Massimo Ferrandino, quale consulente della CPL Concordia e almeno un viaggio tutto spesato in Tunisia.

Secondo l’accusa sarebbe stato proprio grazie all’interessamento del sindaco ed alla complicità dell’architetto Silvano Arcamone, dirigente dell’ufficio tecnico di Ischia, che l’appalto di metanizzazione dello stesso Comune (capofila del progetto) e di quelli di Lacco Ameno e Casamicciola Terme è stato affidato alla CPL. La cooperativa, dal canto suo, avrebbe provveduto al pagamento attingendo a dei fondi neri costituiti mediante l’emissione di fatture per operazioni inesistenti con una società tunisina (la Tunita sarl) riconducibile a Francesco Simone, responsabile delle relazioni istituzionali del gruppo CPL Concordia, definito dagli inquirenti »personaggio chiave« della vicenda, con un ruolo di primo piano nella presunta associazione a delinquere attiva non solo nell’appalto di Ischia, ma in numerosi altri, soprattutto in Campania.

Gli accordi con la camorra I dirigenti della CPL Concordia avrebbero fatto «sistematico ricorso ad un modello organizzativo ispirato alla corruzione che li ha portati ad accordarsi non solo con i Sindaci, gli amministratori locali e i pubblici funzionari, ma anche con esponenti della criminalità organizzata casertana e con gli amministratori legali a tali ambienti criminali». È quanto si legge negli atti dell’inchiesta.

È di un mese fa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati dell’ex presidente della CPL, Roberto Casari, per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta sui lavori di metanizzazione compiuti tra il 1999 e il 2003 a Casal di Principe e in altri sei comuni del Casertano. Opere realizzate non a norma, con rischi per la sicurezza dei cittadini, sostiene la Dda di Napoli, dopo le dichiarazioni rilasciate nel giugno 2014 dal pentito Antonio Iovine. Secondo l’ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l’appalto con l’appoggio della fazione dei Casalesi guidata da Michele Zagaria; i subappalti sarebbero stati poi distribuiti alle ditte locali indicate dai boss. Zagaria ne ha fatto un elenco dettagliato, indicando anche le anomalie sullo svolgimento dei lavori. Anomalie che i magistrati hanno voluto verificare, inviando di recente le ruspe a Casal di Principe: dagli scavi, coordinati dai carabinieri del Noe di Caserta ed effettuati in corso Umberto, in pieno centro, è emerso che le tubature erano state interrate a 30 centimetri di profondità invece che ai 60 previsti dalla normativa, mettendo quindi a rischio la sicurezza della popolazione. Nell’ordinanza di custodia cautelare relativa alle tangenti che sarebbero state pagate per la metanizzazione di Ischia non si entra nel merito dei presunti collegamenti tra la CPL e la criminalità organizzata, oggetto di altra indagine. Anche i brani delle intercettazioni, quando gli arrestati toccano questo argomento, sono coperti da omissis.

venerdì 20 marzo 2015

Grandi Opere e malavita: un binomio indissolubile, con il placet della politica. di Francesco Fedi

 FRANCESCO FEDI , PRATO.


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: FRANCESCO FEDI — Data: 20/mar/2015 ore 13:40
Oggetto: "Grandi Opere e malavita: un binomio indissolubile, con il placet della politica" di Francesco Fedi
A: capitan.futuro3000@gmail.com
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"Grandi Opere e malavita: un binomio indissolubile, con il placet della politica" di Francesco Fedi
"la rassegna stampa in questi giorni è sterminata e immaginiamo che tutti avranno letto qualche giornale o sentito qualche TG che non può più tacere il verminaio del sottopasso TAV; se troviamo il tempo faremo un
piccolo archivio delle notizie. Per ora inviamo un articolo che viene dalla Calabria su alcuni fatti secondari della questione TAV; fatti secondari, ma molto eloquenti..."

Questo il commento del Comitato No Tunnel TAV di Firenze, a commento delle notizie che si stanno rincorrendo in questi giorni. Adesso salta fuori che la 'ndrangheta forniva cemento e betoniere ai cantieri della TAV fiorentina.  
«a fine maggio 2011, prima che mi arrestassero, dalla Lombardia mi recai in bus in Calabria. Nel viaggio incontrai un membro della famiglia di Petilia Policastro, un certo Garofalo di Pagliarelle, frazione di Petilia. Gli chiesi come erano messi in Toscana. Lui mi disse che fornivano il cemento e betoniere ai cantieri Tav tramite imprese di Firenze. Mi precisò poi che per il movimento terra c'erano i Casalesi e che si erano associati con noi (inteso come 'ndrangheta)».
Questa le parole di Francesco Oliverio, dal 2005 capo del 'locale' di Belvedere Spinello (Crotone),  in un interrogatorio dell'ottobre 2013, dal quale emergevano anche legami con l'omicidio della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo,  strangolata con una corda, rinvenuta solo grazie alle rivelazioni di una altro pentito, Carmine Venturino, dell'ex fidanzato di sua figlia Denise. La donna fu uccisa, bruciata e sepolta in un campo vicino Monza. Era il 24 novembre 2009.
Il verbale, da cui emerge anche l'ombra della 'ndrangheta, accanto a quella della camorra sui lavori della Tav di Firenze, si trova in una informativa agli atti dell'indagine sulle grandi opere, venuta alla ribalta nell'ultima settimana.
Dunque esiste un autentico asse del malaffare, Milano-Firenze-Roma, lungo il quale si annodano intrecci di malavita organizzata, politica e grandi opere.
Niente che ci debba stupire, visto che ce lo diciamo da tempo .
Tornando a quel "un certo Garofalo di Pagliarelle", sembra trattasi di Francesco Garofalo imprenditore nel settore «…dell'autotrasporto di merci per conto terzi, lavori edili e stradali in genere, movimento terra, costruzione di strade ed autostrade…» presente «…nell'elenco degli autotrasportatori impiegati in attività di betonaggio sul cantiere alta velocità di Firenze per conto della Calcestruzzi Valdarno…». Ed in merito al quale le indagini dicono che «il ragazzo di Pagliarelle che abita a Firenze» era stato riferito «telefonicamente dato incarico di consegnare la somma di 100 euro alla moglie Lea e alla figlia Denise in modo che potessero sostenere la spesa per il viaggio da Firenze a Milano, si ritiene che possa essere proprio il citato imprenditore Francesco Garofalo».
Per quanto riguarda gli ambienti fiorentini, che l'argomento Tav/mafia, era già stato messo all'attenzione del Consiglio Comunale, con una mozione dei Consiglieri del Movimento Cinque Stelle in cui si chiedeva la sottoscrizione di un «protocollo di intesa 'anti infiltrazioni criminali' per tutelare dalle mafie i cantieri di tramvia e Tav» ed alla quale era seguita la blanda risposta dell'assessore alle infrastrutture Stefano Giorgetti spiegato che fino ad allora (Settembre 2014) "…alcuni dirigenti hanno solo partecipato in prefettura all'istruttoria di una bozza di protocollo… ».
Un mese più tardi, esplode il caso di ASSOCIAZIONE a delinquere, corruzione, frode in pubbliche forniture,
falso, truffa, traffico organizzato di rifiuti, abuso d'ufficio legato alla TAV Fiorentina dove la procura di Firenze spiega come quest'opera sia un concentrato di illegalità, di scambi di favori, di sottomissione dell'interesse pubblico a quello dei privati costruttori, di totale noncuranza per la sicurezza e per l'ambiente.
 
L'espisodio si andava ad aggiungere all'l'inchiesta del Ros dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato,
che l'anno precedente aveva portato all'arresto dell'ex presidente di Italferr Maria Rita Lorenzetti (Pd) e ad
altre cinque persone. 33 persone, tra cui i i vertici di Italferr, Nodavia, Coopsette, Seli (gestiore la maxifresa
Monna Lisa) e dirigenti pubblici, indagati per essersi resi responsabili di forzature volte ad ottenere che l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, autorizzasse Rfi all'ammissione di tutta una serie di riserve a Nodavia, che si trovava in una condizione di grave crisi di liquidità.
Irregolarità anche nel piano di utilizzo delle terre di scavo altamente contaminate presentato da Nodavia presso la commissione di Valutazione di impatto ambientale del Ministero, agevolato da esponenti Pd, in cambio di appoggi per promozioni e candidature.
 
Le intercettazioni di questa inchiesta ci chiariscono le idee anche su argomenti molto in voga anche sul versante pratese, dove sembra esplosa la "moda del buco": è certo che, come già in passato dell'omologa nuova stazione TAV a Bologna e dove si sono avuti interi abitati evacuati per rischio crollo,  gli scavi per la stazione avevano lesionato la scuola media Rosai, con l'aggiunta di centinaia di tonnellate di fanghi
sversati abusivamente, e con tanto che Nodavia si facesse rimborsare da Rfi  lo smaltimento dei rifiuti, assai più di quanto pagava agli autotrasportatori. Poi c'è la questione per cui la fresa Monna Lisa era dotata di guarnizioni scadenti con rischio di sversamento di grandi quantità di oli idraulici e lubrificanti altamente e molto altri visi e disfunzioni per cui c'era chi pensava di risolvere tutto inducendo dei consulenti a falsare i propri responsi.
 
Da subito erano emerse responsabilità in capo ad Ettore Incalza, insieme a capicantiere, dirigenti di Rfi e autotrasportatori e 7 società, tra le quali,  assieme a Nodavia, Coopsette, Seli, Italferr, Htr, Hydra e  tanto per tornare alle questioni pratesi, era spuntato anche il nome di Varvarito, un'azienda che si interessa di riciclaggio di inerti e che da qualche anno tiene banco nella discussione politica per una controversa vicenda legata alla ricollocazione del suo impianto all'interno del territorio comunale.
 
…e detto questo è proprio il caso di fermarsi qui… …visto che sono molti quelli che dalle nostre parti, potrebbero non gradire che ci mettessimo ad unire i puntini e vedere un po' cosa viene fuori… 

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UN COMMENTO, IERI SERA GUARDAVO IL FILM QUALUNQUEMENTE DI ANTONIO ALBANESE....... SIETE SICURI CHE NON SIA L'AMARA REALTA' INVECE DI UN FILM COMICO ???? (Andreotti Roberto).


mercoledì 18 marzo 2015

“Grandi Opere: la trasparenza non basta”,''TAV e TIRRENICA'' articoli di Francesco Fedi .


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: FRANCESCO FEDI — Data: 18/mar/2015 ore 18:54
Oggetto: "Grandi Opere: la trasparenza non basta" di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

DUE ARTICOLI DI FRANCESCO FEDI :
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"Grandi Opere:  la trasparenza non basta" di Francesco Fedi
 
L'avevo detto e lo ripeto: "Grandi Opere" significa solo corruzione, mafia, tangenti ecc.. ecc.
Solo a questo servono le grandi opere che si chiamino TAV o Ponte sullo Stretto, che siano a Firenze, Val di Susa o Sicilia.
Allarmanti i dati appena pubblicati dall'Autorità nazionale Anticorruzione : l'analisi di un campione rappresentativo di amministrazioni dello Stato, circa la vigente normativa in tema di trasparenza, per scongiurare episodi di corruzione e malaffare all'interno delle amministrazioni pubbliche,  offre uno scenario inquietante sull'operato degli uffici pubblici e di chi ne ha la direzione.
L'Authority ha pensato di chiedere a singole amministrazioni la pubblicazione sul proprio sito internet lo stato delle attestazioni ed  il rispetto di ogni puntuale adempimento.
La richiesta ha coinvolto tutti i Ministeri, le Regioni, altre Autorità indipendenti nonché, un  campione composto da  35 Asl ed altri enti del servizio sanitario nazionale più 20 Comuni, capoluoghi di Regione. I  risultati sono imbarazzanti, evidenziando amministrazioni dello Stato che hanno mostrato resistenze a qualsiasi tipo di verifica in tal senso: il 50% delle Autorità indipendenti non hanno pubblicato sul proprio sito internet, l'attestazione relativa al puntuale adempimento degli obblighi di legge in materia di trasparenza, o non lo hanno fatto entro i termini indicato. Tra i più riottosi spiccano l'Autorità di regolazione dei trasporti, quella per l'energia elettrica, quella per le garanzie nelle comunicazioni e quella di garanzia dell'attuazione della legge nello sciopero nei servizi pubblici essenziali.
I dati relativi alle Regioni si dimostrano invece migliori, con adempienti rispettati per  l'82%,
meglio i Comuni, con  il 90%, e ai Ministeri, con il 92%, mentre peggio le Asl, con il dato attestato al 77%. Tra quest'ultimi, si è registrata l'inadempienza del Ministero dello Sviluppo economico, cosa alquanto grave vista la centralità delle stesso per aspetti strategici ed economicamente, decisamente importanti.
Si è trattato solo di un primo step, poiché a breve l'Authority inizierà a verificare la corrispondenza tra la trasparenza dichiarata e quella effettivamente garantita dai vari enti.
In ogni caso, quello che si può dire fin da subito è che, per le amministrazioni pubbliche, ben poca corrispondenza sembra esserci tra la il rispetto degli adempimenti richiesto a cittadini e imprese e quello riscontrato ad enti superiori o esterni: è evidente che l'attuale disciplina sulla trasparenza, ha ben pochi effetti dissuasivi sul fenomeno della corruzione, verificato che il Ministero come quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, al centro dei recenti scandali sulla corruzione legata alle grandi opere si è guadagnato un posto nell'elenco delle amministrazioni trasparenti.
Ma questo non fa altro che confermi il mio personale convincimento che per limitare corruzione, mafia, tangenti e via di seguito, l'unica strada è limitare le grandi opere, ovvero fare solo quelle che servono davvero, ovvero ancora, di tutte quelle che ci vengono propinate, neanche una….
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 Tutti i nodi della Tirrenica e Tav vengono al pettine e si chiude il cerchio del malaffare :

Firenze 17 marzo 2014

In relazione alle notizie degli arresti di ieri e dell'inchiesta sul sottoattraversamento fiorentino di Tav, emerge che è stato indagato per concussione anche l'avv. Bargone (già sottosegretario ai Lavori Pubblici dei governi Prodi e D'Alema) e ora Presidente della Sat (autostrade tirrenica). Ricordiamo che dalle intercettazioni telefoniche pubblicate da Il Tirreno nel 2013, era emerso che "l'avv. Bargone scrisse a Rossi di essere stato informato da Ercole Incalza, super dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici, ( arrestato ieri ) dell'attività dell'arch.Fabio Zita in merito alla Tirrenica". Proprio a Fabio Zita Italia Nostra aveva conferito il Premio Zanotti Bianco 2013, per i particolari meriti svolti da Dirigente a capo per 16 anni del Settore Via della Toscana, in difesa del Paesaggio. E ora corre l'obbligo di dire che, proprio per il suo lavoro scrupoloso e per la sua schiena dritta, sempre dalle stesse intercettazioni emergeva che 'la sua attività avrebbe potuto frenare la realizzazione dell'opera' (autostrada Tirrenica). Questo si aggiunge a quanto fatto, sempre dallo stesso Dirigente integerrimo per lo stoccaggio delle terre di scavo dell'alta velocità: una questione mai risolta, che fortunatamente ha bloccato la Tav fiorentina finora. Dunque per questi motivi e per queste 'pressioni' l'arch. Zita risultava assai scomodo e costituiva un ostacolo da rimuovere al più presto, per portare avanti le grandi opere pubbliche in Toscana, voragini di tangenti e di malaffare. Così è stato rimosso dal Governatore Rossi nel 2012 da funzionario a capo della Via e 'spostato' a Dirigente del Piano Paesaggistico della Toscana ...quel Piano che, proprio in questi stessi giorni, è al centro della bufera politica all'interno del partito che guida la Regione Toscana. E il Consiglio regionale che aveva istituito lo scorso anno una "commissione di inchiesta speciale " per far luce sull' AV, il caso Zita e il procedimento aperto dalla Magistratura fiorentina, ha concluso dopo sette mesi i propri lavori con una RIUNIONE A PORTE CHIUSE, di cui non è dato sapere l'esito! Mariarita Signorini Italia Nostra Firenze NO TUNNEL TAV
  

sabato 6 dicembre 2014

48° RAPPORTO CENSIS, LA GENTE RISPARMIA PERCHE' NON HA CERTEZZA DEL FUTURO

48° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2014
Cnel - Viale David Lubin, 2 - Roma

Giunto alla 48ª edizione, il Rapporto Censis interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella difficile congiuntura che stiamo attraversando.
Le Considerazioni generali introducono il Rapporto sottolineando come il Paese viva una profonda crisi della cultura sistemica: nella «società delle sette giare», i poteri sovranazionali, la politica nazionale, le sedi istituzionali, le minoranze vitali, la gente del quotidiano, il sommerso e la comunicazione appaiono come mondi non comunicanti, che vivono di se stessi e in se stessi.
Nella seconda parte,«La società italiana al 2014», vengono affrontati i temi di maggiore interesse emersi nel corso dell'anno, descrivendo una società satura dal capitale inagito, la solitudine dei soggetti, i punti di forza e di debolezza dell'Italia fuori dall'Italia.
Nella terza e quarta parte si presentano le analisi per settori: la formazione, il lavoro e la rappresentanza, il welfare e la sanità, il territorio e le reti, i soggetti e i processi economici, i media e la comunicazione, il governo pubblico, la sicurezza e la cittadinanza.

IL RAPPORTO:
http://www.censis.it/5?shadow_evento=121053

COMMENTO DI ANDREOTTI ROBERTO:
Secondo il rapporto del CENSIS , i soldi non sono spariti, secondo loro non vengono spesi , vengono risparmiati......
Difatti, un popolo che non ha certezza del suo futuro, non puo' spendere denaro senza pensieri !!!!
Quando, anni fa, un operaio iniziava a lavorare, aveva la certezza del suo lavoro, e della sua pensione, cio' permetteva di spendere , comprare ed investire in auto e case.
Adesso non piu'.......
Se non sei sicuro del tuo futuro, spendi solo il minimo indispensabile, perche' poi i soldi ti potrebbero servire in futuro !!!!! In quel futuro senza certezze......
Con la certezza del lavoro creata dai sindacati nel passato, c'era lavoro per tutti e ricchezza per quei tanti artigiani, negozianti ed imprenditori che adesso sono strozzati da tasse e crisi.
Crisi creata dal sistema politico che vuol tagliare i diritti acquisiti dai lavoratori, sponsorizzato da quegli industriali che si stanno uccidendo con le proprie mani!!!!
Ci guadagnano solo le multinazionali, che vengono a fare acquisti per pochi spiccioli.
Mentre i nostri politici fanno di tutto per rubare e mangiare i soldi delle nostre tasse.
Mafia capitale e' solo la punta dell'iceberg , ogni regione, provincia e comune ha il suo magnamagna, che noi paghiamo sulla nostra pelle.......

Andreotti Roberto.