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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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martedì 15 settembre 2015

Il 20 settembre la prima zombirun della Toscana: La Corsa degli Zombi (competitiva e non competitiva da 8,1 Km)


Vorremmo segnalarvi che in Toscana tra 4 giorni prenderà il via la
particolarissima Corsa degli Zombi (competitiva e non competitiva da 8,1
Km) organizzata dall'asd TOSCANA SPORT AVVENTURA a Buggiano (Pt)
domenica 13 settembre 2015. Regolamento e iscrizioni su
www.zombiadi.it

Siamo lieti di annunciare che oltre alla nostra premiazione con coppe e
premi offerti da vari sponsor, l'Unione Nazionale Veterani dello Sport -
Pistoia (Sezione Celina Seghi) premierà con una medaglia l'atleta più
giovane della giornata sportiva con l'obiettivo di tenere vivo lo
spirito e i valori che da sempre contraddistinguono l'associazione:
passione per lo sport, fratellanza, lotta al doping e alla violenza
nello sport con un particolare messaggio di etica sportiva rivolto alle
giovani generazioni.

In omaggio ai corridori la maglietta ufficiale!

*****

La Corsa degli Zombi 2015

Domenica 20 settembre, presso piazza Mercato del Bestiame a Borgo a
Buggiano (Pistoia), vedrà il via la prima zombie run della Toscana (la
prima d'Italia organizzata su circuito cittadino) con una doppia
sessione: una gara competitiva alle ore 17:00 e successivamente una gara
non competitiva con partenza alle ore 18:30.

I partecipanti dovranno percorrere un circuito di 1.630 metri per un
totale di 5 giri e 8,1 chilometri cercando di non farsi toccare dagli
zombi che infestano il circuito e che tenteranno di lasciare la propria
impronta "insanguinata" (saranno usati colori speciali, non tossici e
lavabili) sui quadranti predisposti sulle apposite magliette che saranno
distribuite ai corridori.

Alla corsa è possibile iscriversi sia come Umani sia come Zombi (chi non
ha la possibilità di truccarsi a casa avrà a disposizione, previa
prenotazione, i truccatori del contest al costo di 5 euro). Lo scopo
degli umani è quello di giungere al traguardo senza essere toccati dagli
zombi che non potranno correre ma tenteranno di imbrattare la maglia dei
podisti per assegnare loro più penalità possibili. I corridori dovranno
inoltre scoprire la postazione biomedica nascosta lungo il tracciato e
recuperare l'antidoto che permetterà loro di annullare una penalità
ricevuta. I corridori potranno inoltre partecipare alla gara con un
travestimento cosplay e questo darà diritto ad una dose di antidoto.

Saranno premiati i primi tre classificati della corsa competitiva, il
miglior zombi e il miglior truccatore in loco, oltre al vincitore
"morale" della corsa non competitiva (scelto ad insindacabile giudizio
dagli organizzatori). Sarà infine assegnato un premio al miglior cosplay
della giornata tra i partecipanti alle due corse.

Al termine della gara sarà inoltre distribuita a tutti gli iscritti una
Zombirra, la birra della Corsa degli Zombi, e saranno aperti i punti
ristoro con menù dedicati a prezzi scontati: La Taverna degli Zombi e la
trattoria di Piazza dei Cadaveri con menù tipici toscani, il bar presso
la Pergola della Paura, la pizzeria "Come a casa... di uno Zombie" ed
altri ristoranti che stanno aderendo proprio in questi giorni.

Regolamento completo, prezzi ed iscrizioni online su www.zombiadi.it
oppure a Buggiano presso Bar Garibaldi (corso Indipendenza angolo via
Carozzi - 0572.33001), Edicola Tabacchi L'Angolo della Fortuna
(0572.32376) in corso Indipendenza 141 e La Taverna del Vin Vino
(0572.33340)

La Corsa degli Zombi è una manifestazione sportiva organizzata da A.S.D.
Toscana Sport Avventura facente parte del più ampio progetto fantasy
"Zombiadi" ideato da Marco Bonaccorsi e Andrea Gervasi.

giovedì 10 settembre 2015

PRATO: FASCISTI ED ANTIFASCISTI di Francesco Fedi . ( clicca qui ) .

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"Prato, i fascisti e i "Diversamente Fascisti" di Francesco Fedi

Sono giorni tristi per la Città di Prato. A 70 anni dalla liberazione, ci accorgiamo di quanto imbacuccate siano le zucche di molte persone. Ci accorgiamo di quanto Prato sia divisa nelle due categorie di fascisti di cui parlava Ennio Flaiano: i fascisti e gli anti-fascisti.

La commemorazione alla quale i ragazzi di Casa Pound ed Etruria 14 hanno voluto dare vita la Castello dell'Imperatore , ha scatenato le ire del gruppo di estrema sinistra "Left-Lab".

Dalla pagina Facebook di Etruria 14: "Oggi CasaPound Italia e Etruria 14 hanno deposto una corona di fronte al Castello dell'Imperatore, dove il 7 settembre 1944 un gruppo di partigiani guidati da Marcello Tofani trucidò un numero ancora imprecisato di persone. Di questa storia non se ne parla nei libri di storia. Questa è una storia che non ha meritato neppure una targa commemorativa. Questa è una storia che negli ultimi due anni non ha suscitato nessuna parola di commiato da parte dell'amministrazione comunale. Così oggi ci abbiamo pensato noi."

Di tutto punto risponde Left Lab: "Il Comune la tolga o ci pensiamo noi!".

Dunque passano 70 anni e ci sono ancora dei ventenni che si dividono in fascisti di prima specie, che espongono striscioni firmati "i camerati", e di seconda specie, i pro-nipoti putativi di Marcello Tofani, detto Tantana, partigiano antifascista e criminale italiano, responsabile di quello che viene ricordato come l'eccidio del Castello dell'Imperatore, nonchè dell' omicidio di Guido Cecchini, vigile urbano di Prato e militante repubblichino. Tutto per vendetta del fratello Ruggero Tofani, il 15 giugno 1944 a Catena, di Quarrata.

Così la "Brigata Tantana", quella dei partigiani guidati da Marcello Tofani e così chiamata in onore del fratello, non sembra essere affatto disciolta, ma semplicemente ha preso i nome di "Left Lab".

Quanto all'eccidio del castello, fatto del quale da sempre la sinistra pratese ha tentano invano di consegnare all'oblio, è giusto ricordare e spiegare come in concomitanza della liberazione di Prato, , nella piazza antistante il Castello dell'Imperatore, Tantana eseguì la condanna a morte di alcuni fascisti tra i quali mancava però anche la persona da lui ritenuta responsabile della brutale uccisione del fratello, che invece il Tofani riuscì a rintracciare a Milano, a guerra ormai finita, e dopo averlo ucciso colpi di pistola, ne getto' il corpo in un canale, dopo averlo completamente denudato.

Arrestato a Prato e processato a Milano, fu condannato a 25 anni, dei quali però sconto solo i primi sette, grazie ad un'amnistia.

Ammesso che questa è storia, più o meno conosciuta e risaputa, ma questa è, quello che fa di questa un'attualità drammatica sotto più aspetti, è anche la vicenda di cui si discute oggi.

Al dramma della storia in sè, si aggiunge il dramma dei toni nostalgici dei gruppi di estrema destra che emergono dall'improvvisata commemorazione e della risposta di questa estrema sinistra, che trova in tutto ciò un vivace momento di rianimazione, altrimenti insperato.

Più che una guerra contro l'altro è una lotta contro sè stessi. Gesti che si compiono ed esternazioni che fanno, anche solo per dare prova di essere vivi, in un clima di sconfinata tristezza.

Non certo più vitali si dimostrano le istituzioni pratesi, che dopo 70 anni, con il manifestarsi di questo episodio, finiscono per dare prova di non aver ancora raggiunto quella maturità per saper pacificare certi drammatici passaggi delle nostra storia. Una storia brutta, indubbiamente, e che a causa di questa incapacità, finisce per essere riproporta in una salsa che non giova a nessuno.

E andiamo avanti così, a botte di folklore, tra scaramucce tra "fascisti" e "diversamente fascisti"… ..dove ognuno aggrappa la propria esistenza a quella dell'altro, senza produrre buona, e nuova, storia..

sabato 1 agosto 2015

!!!!!!11552 GRAZIE!!!!!! by Simone Togneri Lucca News

!!!!!!11.552 VOLTE GRAZIE!!!!!!
11552 visualizzazioni nel mese di Luglio... questo lo considero un ENORME successo non solo personale ma di gruppo e infatti non posso che ringraziare anche tutti gli altri blogger da Roberto Andreotti a Marco Poli passando per Francesco Fedi, Albano Fini, Alessandro Benvenuti e tutti gli altri!!! Un enorme risultato di gruppo con il blog che questo mese ha toccato quota 41650 visualizzazioni con un incremento di oltre il 50% rispetto al mese precedente e nonostante il periodo estivo che di sicuro non favorisce le letture e le pubblicazioni...
GRANDISSIMI!!! 

Il mio risultato lo dedico a loro, i miei amici blogger di Capitan Futuro, ma anche a tutti quelli che mi hanno dato fiducia inviandomi i loro comunicati stampa o facendosi intervistare ma soprattutto a voi lettori che mi date un immenso stimolo per continuare e... a mia moglie che ogni tanto "subisce" il blog a causa del tempo che gioco forza dedico a questo hobby...
Mi fanno piacere soprattutto i risultati sui post di cronaca locale sempre conditi dalle mie posizioni personali che hanno una media di visualizzazioni più alta dei comunicati stampa e della media globale dei miei "post casuali" indice questo dell'interesse che suscitano le mie posizioni personali.
Una dedica, speciale e un pò ironica, va anche ai miei "detrattori" coloro i quali mi avevano "accusato" di non essere letto e apprezzato, a costoro dico che l'invidia è una brutta bestia e gli offro un brindisi virtuale affinchè anzichè attaccarmi mi ascoltino perchè, forse, ogni tanto, qualcosina di giusto la scrivo e, come avrebbe detto l'assessore Palmiro Cangini di Zelig "i fatti lo cosano"... 11552 fatti aggiungo io...
Concludo dicendo un pò a tutti, in giro, a 360 gradi che Simone Togneri c'è, la sua voce si fa sentire e i feed back delle persone me lo avevano già indicato prima dei numeri di questo mese... la mia voce, che non è solo un grido per una città migliore, per una politica pulita e del buon senso è condita da idee, progettualità che troppo spesso sono scomode a chi questa città vuol renderla asservita ai propri scopi... avanti così... magari ad agosto un pò di "sudato" riposo me lo prenderò... ma a Settembre si riparte alla grande con tante idee e tanti suggerimenti per questa città... sempre vigile ad osservare, capire e scrivere ciò che accade... così come non fanno gli altri, troppo spesso, a mio parere, allineati e coperti per non "disturbare" nessuno...

GRAZIE ANCORA e...
CONTINUATE A LEGGERE I MIEI POST E QUELLI DEI MIEI AMICI BLOGGER!!!!

Simone Togneri

venerdì 17 luglio 2015

“Idraulici a nero e Prodotti cinesi: chi è il vero problema dell’evasione fiscale in Italia?“ di Francesco Fedi

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Ne aveva parlato anche tre anni fa il Quotidiano Libero. La Cina c'inchiappetta decine di  miliardi di euro l'anno (LEGGI L'ARTICOLO DI di Rita Cavallaro del 08/03/2012). Con l'importazione delle merci cinesi, è di questo ordine di grandezza l'evasione di Iva e dazi doganali:

"… L'evasione fiscale, quella vera, si consuma in dogana. Mentre Finanza e Agenzia delle Entrate sono impegnate tutti i giorni a dare la caccia ai furbetti del Fisco, ai varchi doganali italiani, ogni anno, la Cina evade 30 miliardi di euro. Una frode colossale, che il paese asiatico porta avanti con un sistema ben collaudato: la sottofatturazione.
Attraverso false fatture e documenti artefatti all'origine, le aziende cinesi importano nel nostro Paese una marea di merci omettendo di dichiarare il reale valore dei prodotti, risparmiando così il 30 per cento circa dall'evasione del dazio e dell'Iva…. … chi tutti i giorni ha a che fare con i prodotti "made in China" sottofatturati di 3,5, 10 o addirittura 20 volte, il gigante asiatico froda all'Italia 30,2 miliardi di euro all'anno… 
Esistono due tipologie: all'export, che consente di costituire plafond Iva, e all'import, la forma più pericolosa. Perché è all'atto dell'importazione che gonfiare le fatture determina i maggiori danni per l'economia italiana e genera tre fenomeni: la costituzione illecita di fondi all'estero attraverso l'esportazione di capitali, l'aumento fittizio dei costi industriali e il ricorso al licenziamento o all'utilizzo di ammortizzatori sociali. Dalle indagini è emerso che sono sempre di più le aziende italiane a mettere in atto la sovrafatturazione grazie a sodalizi con la criminalità cinese. Tutto inizia con la produzione di una fattura falsa all'estero. L'impresa nostrana costituisce una società in un paese extracomunitario che abbia un accordo di non doppia imposizione fiscale con l'Italia (ad esempio l'Albania). Vengono quindi create una società fiduciaria nel nostro territorio e una finanziaria in un Paese che garantista la riservatezza sui dati societari, come il Lussemburgo. Attraverso la fiduciaria, l'azienda italiana controlla la finanziaria e di conseguenza la società albanese. In questo modo può importare dalla Cina un prodotto con una fattura gonfiata, dichiarando alla dogana un prezzo maggiore ed evadendo Iva e dazio. Il container viene inviato in Albania e rientra in Italia con un costo maggiorato dopo la simulata lavorazione all'estero. Un fenomeno devastante per la nostra economia, che perde le imposte e si ritrova con sempre più disoccupati. Mentre la Cina "congela" i nostri soldi.

Avevamo un po' accennato all'argomento qualche tempo fa , in occasione del maxi-sequesto di merci pericolose all'interno del centro "Euroingro", nella zona industriale del "Macrolotto" (LEGGI).
 
Dopodiché concentriamoci un po'. Pensiamo a quello che intere schiere di politici contiunuano a propinarci come dato: "…In Italia abbiamo un peso dell'evasione che si attesta su cifre di 120-130 Miliardi di Euro a all'anno!...". Una relazione del presidente della Corte dei Conti presentata in audizione alla Commissione Finanze del Senato nell'ottobre 2012, trattava di una cifra introno ai 180 Miliardi di Euro (LEGGI).
 
Questo ci dà la misura della ridicolezza di quando ascoltiamo la solita solfa per cui "il nero", sarebbe quallo dell'idraulico che viene a cambiarci la guarnizione del rubinetto della cucina e ci prende 50-70 Euro, senza emettere regolare fattura…
 
La truffa delle merci cinesi, corrisponde al 15-25 % dell'intera evasione che in un anno avviene nell'intero paese. Poi a fare il resto ci pensa la nostra criminalità organizzata, la corruzione e via discorrendo…
 
Quanto all'articolo di Rita Cavallaro, decisamente ottimo, credo si sia da fare un piccolo appunto: la Cina non "congela" i nostri soldi, ma anche li reinveste e talvolta anche proprio qui. Questo comprando capannoni, case, appartamenti e fondi commerciali. Anche qui secondo schemi e modalità ben collaudate. Ovvero con l'accortezza di intestare tutto a connazionali privati che nel breve si renderanno irreperibili (Leggi altro articolo sull'argomento). Così, giusto per avere la certezza di non essere rintracciati presso un domicilio dove potrebbero arrivare cartelle esattoriali, multe, sanzioni, accertamenti… Tutti provvedimenti che vengono notificati presso indirizzi dove l'ufficiale o il postino, suona al campanello, bussa alla porta e non viene ad aprire nessuno… e così si ingigantisce in mare dei crediti inesigibili degli Enti e delle Amministrazione dello Stato e degli Enti Locali… Insomma, dani su danni..
 
Comunque sia, tutta questa premessa ci serve a commento della notizia/non-notizia del sequestro di tessuti importati di contrabbando dalla Cina a Montemurlo (LEGGI).  Questo è infatto accaduto un paio di giorni fa, mercoledì 15 luglio, quando la Guardia di Finanza ha eseguito diverse perquisizioni nell'ambito di un procedimento penale aperto dalla Procura di Prato, scaturito da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una società di Montemurlo. Le perqusizioni hanno portato alla messa sotto sequestro di oltre 800mila euro in contanti e oltre 400mila euro in assegni, più 2.700 rotoli di tessuto. In rotoli di tessuto e filati importata dalla Cina erano stipati all'interno di numerosi container, per esser venduta da questa società ad un'altra, sempre di Montemurlo, ma prima ancora di approdare in territorio comunitario.
Queste cessioni venivano fatturate senza l'applicazione dell'Iva in quanto prive tecnicamente del requisito di territorialità, sebbene le due società avessero sede nella stessa struttura industriale.
Controllando le 40 operazioni commercialmente più rilevanti della seconda società, sono emerse  false fatture, che nel complesso portavano ad indicare un valore economico delle merci notevolmente inferiore. Riducendo dunque l'importo di quanto da versare all'erario, oltre a scontare un'imposizione più bassa, l'azienda riusciva a presentarsi sul mercato con prezzi concorrenziali rispetto a tutte le altre aziende che agivano nel rispetto dei propri obblighi fiscali.


lunedì 13 luglio 2015

“Il “CASO-PRATO”, tra attività illecite e “LIQUIDITA’ di ritorno”” di Francesco Fedi

"Il "CASO-PRATO", tra attività illecite e "LIQUIDITA' di ritorno"" di Francesco Fedi
 
Lunedì 13 Luglio 2015. Un'altra calda settimana di luglio ricomincia e, nonostante il caldo, ricomincia anche la mia ossessiva attività dei denuncia sul "CASO-PRATO" e su come questo sia il prodotto dell'esistenza di un'attività delle mafie cinesi che , sul nostro territorio, operano in modo sostanzialmente indisturbato.
 
Ne parlo da altre un anno e in questo tempo non ho fatto altro che commentare fatti di cronaca, secondo chiavi di lettura che una stampa sottoposta alla "censura-patronale" non può ovviamente fare (..questo è il bello dei blog: spazio illimitato e censure ZERO...).
 
Voglio dunque fare un passo indietro , alla mattinata di venerdì scorso ed alla rissa a colpi di machete che alcuni soggetti di nazionalità cinese, per motivi legati all'esercizio della prostituzione, hanno pensato di organizzare in centro, per ravvivare un po' il clima sonnolento di metà mattinata.
 
Il circo di strada è andato in scena nella zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi e piazza Mercatale, e a un certo punto in una colluttazione fra due prostitute cinesi tra calci, urla e sputi, in cui  una delle donne è finita a terra. Alcuni  testimoni, hanno poi affermato anche di aver visto  un terzo cinese, un uomo sulla quarantina, appunto armato di pistola e di machete.
Tutto è durato pochi minuti e all'arrivo dei carabinieri, la rissa era terminata e l'uomo passeggiava tranquillamente in via Pugliesi, all'angolo con via Garibaldi, parlando al cellulare. Perquisito, non aveva indosso armi di alcun tipo, . così è stato identificato, ma non denunciato visto che, come c'era da aspettarsi, le due donne coinvolte non hanno ammesso nulla….
La sostanza è che SERVE IL MORTO, O ALMENO UN FERITO, poi se succederà che la prossima volta si sparerà e si accopperà un passante, pazienza: sono cosa che capitano, e se se ne stava a casa, non gli succedeva.
Il bello è che da tempo i residenti di Piazza Marcatale hanno le idee chiare. Da tempo si sa chi controlla chi., tra magnaccia e metresse. In particolare una, una tizia di media altezza, mora, sui 45-50 anni, detta "LA PANTERA" e che spesso va in giro insieme a un altro tizio, anche lui cinese, su per giù della stessa età di lei, controllando il territorio e i vari appartamenti. Tutto secondo una gestione efficiente, pianificata, silente. Un'organizzazione che funziona come un orologio svizzero, tant'è è vero che la rissa di venerdì è stata proprio un fulmine a ciel sereno.
 
I militari dell'arma avrebbero dovuto fare di più?... Per cortesia, non scherziamo!... Come avrebbero potuto?..
 
Qui c'è un pesce che puzza dalla testa, ossia da quella politica che non mette la Procura della Repubblica di Prato, in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e magari anche con degli indirizzi precisi, strumenti e dotazioni adeguate
Così in tutto questa scarsità e inadeguatezza succede che non solo accadono risse con machete e pistole in pieno giorno, ma anche che il "mostrare la pistola" diventi un gesto di sfida anche quando ci si trova ad essere sottoposti ad un controllo.  Mi riferisco al fatto accaduto lo scorso 7 Luglio durante il sequestro di una confezione cinese in via Strozzi, dove il marito della titolare cinese della ditta ha minacciato gli ispettori della Asl intervenuti, estraendo una pistola da un cassetto e riponendola su una scrivania davanti ai loro occhi, con intento intimidatorio. Intervenuta una volante della Polizia sul posto, la pistola si è rivelata poi un giocattolo, fedele riproduzione di un'originale, a è stata comunque sequestrata e il cinese denunciato per minaccia aggravata.
 
Qualcuno penserà che questo signore sia un autentico coglione, uno che non ha saputo avere sangue freddo, lasciando che gli incaricati eseguissero il sequestro, visto anche che è a tutti noto che, giusto il tempo di trovarsi un prestanome nelle vasta cerchia di parenti, amici e collaboratori, fare quelle poche scartoffie che ci sono da fare tra commercialista e notaio, che lui e la moglie, la stessa attività la potevano riprendere, magari e prendendosi in affitto un altro capannone anche a breve distanza, da quello.
 
Allora perché questa coglionata, beccandosi una denuncia che forse avrà anche un processo per direttissima?.. In realtà non è stata una coglionata, ma un ottimo investimento, perché il più demente degli avvocati in circolazione, di fronte ad un fatto come quello che si è conclamato di fronte a degli agenti di polizia, non potrà far altro che consigliare di uscirne velocemente con un patteggiamento ed ottenendo così' una riduzione della pena fino ad un terzo e con tanto che, per quel tipo di reato già esigua, e pari a un anno di reclusione. Reclusione che forse, se il nostro amico cinese con la passione per le pistole giocattolo, risulterà essere anche incensurato, non farà neanche mai.  
 
Dunque il pistolero di Via Strozzi, almeno per ora, la galera non la vedrà proprio e forse il provvedimento di dissequestro della ditta della moglie, arriverà molto prima che si sia conclusa la vicenda giudiziaria della sua bravata… In compenso però, si sarà capito che lui è uno che voglia di scherzare ne ha poca e che d'ora in avanti, davanti al portone della sua ditta, della moglie e di eventuali prestanomi, sarà meglio tirare di lungo…
 
D'altra parte, nei panni di un ispettore ASL con reddito annuo tra i 15.000 e i 20.000 Euro netti al mese, rischiereste di prendervi una pistolettata al solo scopo di essere celebrato come eroe nazionale, di una nazione che non sa neanche tutelarvi a dovere nell'esercizio delle vostre funzioni?...
 
Non giustifichiamo il pensiero, perché questa nazione va avanti solo grazie ai propri eroi, ma comprendiamolo come un qualcosa di puramente umano…
 
Viene poi una domanda: perché tutto questo viene reso possibile e di fatto tollerato?.. Perché non c'è una politica che parla di questi fatti che riguardano la comunità cinese con i toni che questi meriterebbero? … Nota a margine: qualcuno ha per caso sentito qualche dichiarazione di Sindaco, Assessore o altro esponente politico di maggioranza, che abbia commentato almeno uno di questi fatti?...
 
In proposito, anche pensando alle vicende greche di questi giorni, una persona i ha fatto notare una cosa a cui non avevo pensato: LA LIQUIDITA'.
 
Dei 120 – 130 Miliardi di Euro di evasione fiscale annua stimata, sembra che oltre un miliardo sia da imputare all'attività delle Comunità Cinese nell'area Pratese. Così Prato, che con i suoi 200.000 abitanti circa, rappresenta 0,33 % circa della popolazione italiana, produce circa l'1% dell'evasione fiscale prodotta sul territorio nazionale. Vale a dire che, a grandi linee (tanto per intendersi) se in tutte le provincie d'Italia si avesse un simile rapporto, allora l'evasione totale potrebbe arrivare a tre volte tanto…
 
Ma allora vogliamo dire che La Cina ci rovina.?...
 
Per qualcuno no anzi, c'è tanta politica che evidentemente pensa che sia meglio far fare i porci comodi in casa nostra,  schiavizzando e soggiogando loro connazionali, che tanto poi i capitali usciti a nero, rientrano "a bianco"… In sostanza, la "FLAT TAX" tanto sbandierata da Matteo Salvini l'abbiamo già messa, senza che nessuno se ne sia accorto. Aggiungiamoci anche che nel caso in questione il contribuente si sceglie anche l'aliquota, visto che il si sceglie quanto reinvestire in Italia…
 
Vuoi o non vuoi, chi deve gestire ingenti capitali sa che deve diversificare, ovvero acquistare titoli e beni dei più svariati, dalle opere d'arte agli immobili, e dalle case e capannone, agli impianti sportivi  e agli stabilimenti balneari.
 
 
Chiediamoci infatti da dove vengano tutti questi ingenti capitali che, dal non sapere proprio più proprio cosa farci, adesso si comincia ad investire nelle attività più inusuali. Tutto con il plauso di Comune e Regione.
 
Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo? La risposta ovviamente è NO, ma dubitare è d'obbligo, quando si ha ben chiaro quale sia la situazione d'illegalità dilagante delle imprese cinesi.
 
Poi ci sono le attività più spiccatamente mafiose, come la gestione delle attività di prostituzione: chi ci dice che tutta questa montagna di capitali non sia altro che il riciclaggio di questi proventi?...
 
Per il resto, in grosso in bocca al lupo a tutti quegli imprenditori cinesi, che regolarmente fanno impresa sul nostro territorio, assumono con contratti di lavoro regolari i propri dipendenti, garantiscono loro di lavorare in sicurezza, sono in regola con il pagamento di tasse e contributi e, alla fine, riescono anche a fare buoni investimenti sul nostro territorio. Il timore però è che la situazione, possa essere anche ben diversa…
 
Dunque riassumendo, stiamo scambiando il nostro territorio e la proprietà dei nostri beni, stiamo scegliendo di non essere più padroni in casa nostra, sottostando al ricatto di quella liquidità monetaria della quale, causa gli sprechi e i privilegi della politica, siamo alquanto a corto. Il bello, è che potrebbe essere che questa liquidità, è solo una liquidità di ritorno: tasse non pagate, non pagate a monte, che, in una frazione veramente minima, ci tornano indietro come titoli d'acquisto… Diversamente, se decidessimo di combattere seriamente tutta questa illegalità, tante si queste risorse le potremmo recuperare a monte, farle transitare per il bilancio dello stato, avere dei conti migliori e in ultimo, essere noi quelli che investono sul proprio suolo, rimanendo proprietari di tutto..
 
 
 
 

giovedì 9 luglio 2015

Publiacqua spa: cittadella Renziana tra perdite d’acqua e indagini giudiziarie. di Fedi.

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"Publiacqua s.p.a.: cittadella Renziana tra perdite d'acqua e indagini della Magistratura" di Francesco Fedi
 
Da anni la gestione dell'acquedotto pratese da parte di Publiacqua s.p.a., ci sta regalando spettacoli di giochi d'acqua in varie parti della città. Zampilli e inusuali sorgenti spuntano ovunque, aprendosi varchi nell'asfalto e le immediate segnalazioni dei cittadini non sono mai evase prima che metri cubi di metri cubi d'acqua si  siano versati in fognatura.
 
Centinaia e centinaia le segnalazioni, decine gli episodi solo nelle ultime settimane; a Santa Lucia, in via Magazzini  a Tobbiana, in  Via per Iolo, a Le Badie,  in via Migliore di Cino, a Tavola, in Via Braga. Il più spettacolare è stato però sicuramente il "geyser" spuntato d'improvviso in Via Cantagallo a  Villa Fiorita, con un getto d'acqua spruzzato in aria per qualche metro…
 
Alcune rotture avvengono, sembra, anche più volte nello stesso punto e c'è chi dice che il motivo stia in lavori di riparazione effettuati in modo ortodosso. Per questo nei chiacchiericci di paese si dice che sia tutto fatto apposta per far girare gli appalti e far lavorare le solite ditte anche più volte nello stesso punto.
 
In fondo è vero che per dare uno scossone al PIL si potrebbe fare anche così.. ..tanto i conti di Pubbliacqua, alla fin fine, li pagano i cittadini.
 
Proprio oggi però a interessarsi della società  Publiacqua c'è anche il Settimanale Panorama, con un articolo di Paolo Romano. Questi ci mette davanti come questa società a partecipazione pubblica, gestore dei servizi idrici nelle province dì Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, sia da tempo un "feudo renziano": Presieduta oggi da Filippo Vannoni, genero dell'ex presidente della Corte costituzionale, Ugo De Siervo, e cognato di Luigi, ché guida l'associazione dirigenti della Raì, questi è succeduto ad Erasmo D'Angelis, ex-sottosegretario alle  Infrastrutture e Trasporti del Governo Letta e neo-direttore de l'Unità.. ..un giornale fondato da Antonio Gramsci, più volte sepolto e, in ultimo resuscitato, sempre con onere a carico della collettività, da Matteo Renzi… .

Come D'Angelis, chi nel PD riesce a strappare un qualche strapuntino in Publiacqua, ha buona possibilità di avere un roseo futuro politico, come è stato nel caso di Maria Elena Boschi, infilata di gran lena nel CDA quando ancora fresca di studi, e da questo dimessasi solo conseguentemente la sua elezione in Parlamento.
 
Come ogni buona società partecipata che si rispetti, non mancano in questa gli indagati, come poi Caterina Ammendola, funzionaria regionale ed ex-Vicepresidente della società in questione, che di recente è stata  rinviata a giudizio per peculato e truffa.
 
Soprattutto c'è l'amministratore delegato Alberto Irace, renzïano di scuola partenopea, interessato da un'indagine per appropriazione indebita, dovuti al fatto che Publiacqua, in barba ai ben noti esiti del referendum del 2011, ha bellamente continuato a pretendere dai suoi utenti la remunerazione del capitale investito… … Questo in un'inchiesta in cui si indagava anche facendo chiarezza sugli investimenti di Publiacqua effettuati nel 2012. Dunque non solo sembra che si sia pagato mentre non si era tenuti a farlo, ma si è pagato anche per qualcosa che è di per sé andato al vaglio della magistratura…
 
Diciamo pure, tutto secondo lo schema classico delle indagini di questi tempi: c'è una società pubblica e la  grande opera, che sta nella la gestione dell'acqua nell'ex-Ato 3 Toscano- . Una vicenda costata anche il mandato di Assessore all'Ambiente del comune di Pistoia a Ginevra Lombardi. Il Sindaco di quella città non ha infatti gradito il fatto un suo assessore si sia permesso di chiedere alcuni chiarimenti al direttore dell'Autorità idrica toscana (AIT), Alessandro Mazzei, sul motivo per cui di 78 milioni i Euro di investimenti previsti nel 2012 dalla delibera di Ato 3, Publiacqua ne avesse  rendicontati in bilancio solo 63 circa.
 
Dunque questa è Publiacqua s.p.a. … ..e cosa vuoi che sia se a Villa Fiorita zampilla acqua in cielo o se a Tavola si ripara più volte lo stesso tubo?...
 
 
 
FRANCESCO FEDI , PRATO .

mercoledì 8 luglio 2015

PRATO: “Sicurezza e legalità: solo la partecipazione attiva può salvarci” di Francesco Fedi

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"Sicurezza e legalità: solo la partecipazione attiva può salvarci" di Francesco Fedi
 
Negli ultimi tempi ho potuto spiegare come una situazione disastrata come quella di Prato, con un tribunale al collasso e pesanti carenze di organico tra le forse dell'ordine impiegate sul territorio, non può trovare via d'uscita senza la partecipazione attiva dei cittadini.
 
Nello specifico mi sono soffermato anche sul problema dello scarico abusivo di rifiuti, spiegando che questo non può trovare rimedio senza una collaborazione organizzata tra gruppi di cittadini volontari e forze dell'ordine.
 
Da qui l'idea dei "Gruppi di Controllo Cassonetto", per organizzare appostamenti, foto, video e procedere con relative rinunce e segnalazioni…
 
Così quando ho cominciato a spargere l'idea in rete, come sempre succede, ho riscontrato commenti positivi  e qualche perplessità.
 
Alloora dico che ieri pomeriggio, ho appreso una notizia che mi conforta del fatto che la mia idea non era poi così peregrina, visto che, appunto da ieri, un qualcosa di assai simile è una realtà pienamente operativa.
 
Si chiama "IO SEGNALO" ed è un portale web attivo 24 ore su 24, al quale possono registrarsi tutti i residenti nel Comune di Roma, attraverso il quale è possibile eseguire ed accedere ad altri servizi forniti dal sito, come la stampa di certificati, la verifica delle multe, i calcoli delle imposte o l'apertura di pratiche.
 
Dunque succede a Roma, dove archiviati i primi due mesi di sperimentazione, lo scorso  lunedì 6 Luglio i vigili del Corpo di Polizia Municipale, posso essere attivati anche per mezzo di uno smartphone.
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Il comandante del Corpo Raffaele Clemente, ha per questo parlato di "rivoluzione", concepita nell'intenzione di  ampliare le possibilità di intervento da parte dei i cittadini. Dunqu non più solo chiamate alal centrale operativa, ma anche la possibilità di inviare messaggi con numeri di targa, spiegazioni di fatti e circostanza. Tutto in tempo reale e in odo da accelerare ed ottimizzare il dislocamento delle forze sul territorio e il tempismo negli interventi. Tutto anche senza attese interminabili, che siano in una sala d'aspetto o in alla cornetta del telefono.
Il Comune di Roma Capitale era già forte dell'esperienza del canale Twitter @plromacapitale che, attivo dal 2013, ha recentemente raggiunto gli oltre 14.000 follower e resterà attivo, ma adesso con IO SEGNALO, sarà possibile fare tanto di più.
Quanto alle segnalazioni, una volta effettuato il login è possibile inserire il luogo dell'evento e selezionare l'infrazione scegliendo tra quelle predefinite di argomenti, con la possibilità di inserire note ed allegare eventuali fotografie. Le infrazioni attengono non solo quelle riguardo al codice della strada, ma anche a quelle del commercio, dell'ambiente o di altra materia di competenza del Corpo di Polizia Municipale. Interessante è anche che al momento in cui il sistema comunica che la segnalazione è stata effettuata con successo, ma anche fornendo il suo numero progressivo, così da permettere al cittadino potere verificare successivamente gli efetti della sua segnalazione.
 

Le segnalazioni infatti arrivano subito ad una centrale operativa vengono divise in due gruppi, a seconda che si tratti di urgenze, (ad es. incidenti, malfunzionamento di semafori, oggetti da rimuovere dalla sede stradale…) oppure di attività ordinaria..

In via definitiva, il Servizio è partito alle 10 di mattina di lunedì scorso , e la sala operativa della polizia municipale ha ricevuto immediatamente 20 segnalazioni, a fronte di  un'ottantina di accessi. Dopo 3 ore  gli accessi erano saliti a 200 e oltre 80 le segnalazioni ricevute. Dati diffusi dal Comando di Polizia Municipale parlano di un percentuale di evasione del 90%, ossia 9 segnalazione su 10 hanno dato luogo ad un intervento immediato, dopodiché le altre sono state prese in carico come da trattare come attività ordinaria. Tra le richieste più frequento auto che bloccavano il traffico, sosta selvaggia, piccoli accampamenti abusivi a ridosso delle abitazioni.
 
Il costo di tutto questo si dice essere ad oggi di soli 9000 euro,per rispondere ad un bacino d'utenza di  600 mila persone: un costo decisamene contenuto per un vantaggio importante sia da parte dei cittadini che dell'Amministrazione Comunale visto che, da raffronti effettuati 80 segnalazioni inviate via web corrispondono ad un risparmio di 400 minuti di impiego per l'operatore telefonico, dunque significa anche mettere più vigili strada ed essere più presenti la' dove gli agenti di polizia devono essere….
 
Indubbiamente una buona notizia, e che ci conduce immediatamente ad una domanda: ma a Prato, cosa vogliamo fare?!...

martedì 7 luglio 2015

“Un Caldo che fa da preludio a tempeste e nuovi allegamenti” di Francesco Fedi

 MASSA CARRARA.

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"Un Caldo che fa da preludio a tempeste e nuovi allegamenti" di Francesco Fedi
 
Caldo, caldo, caldo… Da una quindicina di giorni, anche i miei soggiorni a Rimochi, nel Comune di Vernio, non mi garantiscono un gran rimedio contro il caldo. E' caldo anche lì. Non come a Prato, questo è vero, a non è certo quel clima fresco ed arieggiato che gli abitanti della Piana immaginano.
 
Tra le cose che non so quanti nella Piana abbiano ben chiaro , è che poi tutta questa energia di cui l'atmosfera si sta caricando, tra quindici– venti giorni tutta questa energia si scaricherà e potrebbe anche accadere che questo avvenga in modo repentino, con forti piogge ed immancabili allagaenti.
 
Diciamo di quelli di cui a Giugno abbiamo avuto un simpatico ed innocuo assaggio…
 
A tutti sarà sicuramente sfuggito l'articolo di Ilaria Bonuccelli di uscito su Il Tirreno di Massa-Carrara lo scorso 18 Giugno, dove a tutti i lettori si spiegava candidamente di cominciare a prepararsi al prossimo arrivo di due divertenti bombe d'acqua.
 
A dircelo è un recente studio di Legambiente, che ci spiega come in Italia è possibile prevedere l'arrivo a breve di una sequenza di ben 10 bombe d'acqua, delle quali 2 sarebbero da localizzare in Toscana, ossia nella regione che investe dove è concentrato il 20% dei siti italiani ad alto rischio idrogeologico.
 
Dopodiché decine e decine di milioni di euro investiti nella difesa del suolo, sono serviti a ben poco, anche a cause di un uso del suolo dissennato che continua ad essere causa di nuovi ed ulteriori rischi.
 
In sostanza, checché ne dicano le carte e i tanti professionisti e consulenti dal lauto compenso pagati dalle varie Amministrazioni Pubbliche (dicesi anche "clientele"), la realtà è quelle di interventi di difesa che non riescono a porre rimedio o mitigare una situazione di rischio sempre più importante.
 
In Toscana non si può costruire più. Pensare che un altro metro quadro di terreno possa essere impermeabilizzato, urbanizzato e interessato da costruzioni è un pensiero folle e criminale, e folel e criminali è quella politica che aggiusta le carte e i numeri affinchè tutto ciò sia sempre possibile, con ampio beneficio per gli interessati e con costi e disagi a carico della collettività.
 
Il risultato è che in Italia, circa una persona su dieci vive in condizione di rischio allagamento: 6 MILIONI DI PERSONE A RISCHIO, distribuite in 6.633 i Comuni (oltre l'80% del totale)  con aree a rischio idrogeologico per  pericolo di frane o alluvioni e con 2mila eventi atmosferici di  frane e allagamenti Dal 2000 al 2015 si sono verificati circa che hanno causato la morte di più di 300 persone , verificatesi negli ultimi 15 anni.
Ad oltre un miliardo di euro, ammontano le richieste di stanziamento degli negli ultimi cinque anni.
" Di fronte a questo scenario servono scelte nuove e radicali… …l'unica scelta possibile è quella della demolizione e delocalizzazione delle attività (sintetizzate nella mappa di rischio di Legambiente). Per questo ci aspettiamo un impegno in tal senso e un segnale di discontinuità da parte del Governo, a partire dall'appuntamento degli Stati generali sul clima di lunedì 22 giugno", ha recentemente spiegato Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.
Il dossier di Legambiente, prende in esame anche il caso specifico del Comune di Carrara, dove "oggi i terreni spondali sono quasi interamente occupati da segherie, oggetto di modifiche da parte del piano strutturale che prevede la delocalizzazione di quelle dismesse, mentre per quelle attive prevede la conferma dello stato di fatto o altre possibilità: ristrutturazione edilizia, sostituzione edilizia, cambio di destinazione d'uso (con laboratori artistici, esposizioni, studi, ecc.). Secondo questa logica la delocalizzazione non sarebbe finalizzata alla riduzione del rischio idraulico: infatti, con la sostituzione delle segherie con edifici di maggior valore in caso di esondazioni i danni sarebbero maggiori". Nonostante ciò per "oltre 10 anni si è continuato a costruire ed autorizzare attività commerciali, servizi pubblici ed abitazioni in un'area prima soggetta alle misure di salvaguardia e poi dichiarata a 'Rischio idraulico molto elevato' con delibere dell'Autorità di Bacino e dei consigli regionali di Toscana e Liguria. È emerso anche, nel periodo successivo all'alluvione, che il Piano comunale di Protezione Civile prevedesse il Centro di raccolta degli evacuati in un edificio posto in area a rischio idraulico, che infatti è stato alluvionato, insieme ad edifici strategici quali i vigili del fuoco e il municipio. Per queste responsabilità 11 tra ex Sindaci e funzionari comunali sono stati rinviati a giudizio per disastro e omicidio colposo e subiranno un processo in avvio a giugno, per il quale Legambiente è costituita parte civile".
Significa che dove c'è rischio di esondazione è possibile compiere un solo pensiero: TABULA RASA, ossia restituire al corso d'acqua quello che nei secoli è sempre stato suo, il suo naturale bacino di esondazione. Diversamente il corso d'acqua, al momento opportuno, se lo riprenderà con la forza.
Infatti Legambiente giunge alla conclusione tante risorse spese per interventi di sedicente "messa in sicurezza" delle aree edificate e di quelle parzialmente edificate, hanno comportato il  risultato paradossale di certificare la 'sicurezza' dell'esistente, veicolando dunque informazioni errate ai legittimi proprietari dei vari edifici interessati dalle zone di intervento. Questo con l'aggiunta di spalancare le porte anche a nuovi interventi edilizi, con ulteriori volumi da edificare, e conseguente ulteriore aumento del rischio.
Interesante la chiosa del Dott. Giorgio Zampetti, geologo e responsabile scientifico di Legambiente che afferma come "… Tutti i soggetti coinvolti (Ministeri, Regioni, Autorità di bacino, uffici tecnici comunali, ordini professionali, associazioni di categoria, commercianti, artigiani, comitati e cittadini), dovrebbero avviare una concertazione con l'obiettivo di rivedere la programmazione degli interventi e predisporre opportuni vincoli sulle aree oggetto degli interventi di delocalizzazione, individuando soluzioni procedurali e economiche per realizzare gli interventi di demolizione e delocalizzazione… … all'interno della pianificazione di bacino (a partire dai Piani di gestione del rischio alluvioni), e in un programma più ampio di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e riqualificazione urbana, con l'obiettivo di aumentare la capacità di risposta della città ai sempre più frequenti eventi meteorici intensi, ristabilendo il delicato equilibrio tra la città e i corsi d'acqua e riducendo il carico delle attività antropiche nelle aree a maggior rischio".
Così in attesa che "Tutti i soggetti coinvolti " prestino ascolto al richiamo, se tra quindici-venti giorni cominciamo a sentire aria di tempesta, teniamo presente che potremmo essere di nuovo…all'acqua!

venerdì 3 luglio 2015

''PRATO, STORIA E PUTTANE” di Francesco Fedi . (CLICCA QUI) .

 PROSTITUTE CINESI.

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"PRATO, STORIA E PUTTANE" di Francesco Fedi
"Nel 1848 viene proposta da Filippo Morghen la costruzione di un grosso terrapieno, fra il piccolo bastione di S. Margherita e i resti del bastione Magheri, collocato ad un'altezza tale da non essere minacciato dalle piene dei fiume. Dalle memorie di Don Giuseppe Nesti si apprende che "il terrapieno fu costruito nei primi tempi della rivoluzione del 1848 [. ..] quando per occupare la bassa plebe, si fece trasportare terra e sassi in quel lungo piazzale, antico greto del Bisenzio. Le mura castellane erano sul parapetto interno del piazzale medesimo. Furono demolite sulla fine del 1866, e ricostruite poi sul fiume quando si fabbricava il loggiato che copre adesso Ia vasca dei lavatoi. Fu ingegnere per la esecuzione di tutto il lavoro Ottaviano Berti, ma chi ne fece il progetto fu l'ingegnere Giuliani".
Il progetto ha effettivamente inizio nel 1848 e l'anno successivo vengono portati avanti, secondo il progetto dell'Ingegnere comunale Giuliani, i lavori di formazione del nuovo terrapieno "riempiendo di ghiaia la insenatura dell'alveo del Bisenzio che esisteva tra i detti due corpi sporgenti e le mura urbane". Nello stesso anno viene cominciato anche il muraglione sul fiume, con il compito di contenere il terrapieno e di difenderlo dalle acque, Ia cui realizzazione termina però solo nel 1857. Il piazzale era dunque inizialmente contenuto fra le vecchie mura cittadine e questo nuovo muro, "rivestito da filari di bozzette di sasso di alberese accapezzate con il martello iI meglio possibile", e vi si accedeva da una porta aperta nelle Mura su via S. Antonio; era destinato ad ospitare il mercato dei bestiami, i funai ed i lavatoi.
Circa dieci anni più tardi però, come sopra accennato, Ie antiche mura cittadine vengono demolite per la loro quasi totale lunghezza (circa 180 metri ) e per un'altezza di m. 4,66; lungo via S. Antonio rimarranno le fondamenta e il basamento della cortina muraria trecentesche lungo il fiume, rialzandosi di circa 4 metri e mezzo sul piano del terrapieno, verranno costruite quelle che il Berti nella perizia del 1845 definisce le "Nuove Mura"; ancora oggi si può notare, osservando il tratto di mura che affaccia sul Bisenzio compreso fra il bastione di S. Margherita e il ponte ferroviario, la differenza nell'appezzamento del pietrame tra la parte più bassa, che racchiude il terrapieno, e quella più alta, di successiva costruzione che l'Ingegnere descrive come un muro "appiombato per la parte interna e scarpato per la parte esterna ,dalla quale verrà formato a sassi spuntati e ristuccato, e per Ia parte interna a Muro di Fabbrica rabboccato a filo di sasso". Per il completamento della parte superiore delle mura sbassate lungo via S. Antonio, che fungono da parapetto per il piazzale, viene elaborata dall'ingegnere Berti una nuova relazione, datata 12 marzo 1867, dove si propone all'Amministrazione cittadina tre possibili modalità di intervento con le relative perizie. Non si registrano lavori di particolare entità a questo tratto di mura urbane, a parte qualche isolato intervento di restauro, fino al secondo decennio del'900 quando, si rende indispensabile ripristinare il muraglione lungo il Bisenzio, scalzato dalle acque."
Il testo qui riportato è tratto dal bellissimo libro del Prof. Giuseppe Alberto Centauro dal titolo "Le Antiche Mura di Prato: un futuro per la città.", edito nel 2003. Un testo affascinante, denso di passione per la storia della nostra città. Una storia che però ci lancia verso il futuro, parlandoci sì di "storia", ma in una chiave di prospettiva per un futuro di valorizzazione della Città di Prato e del suo Centro Storico.
Un testo che tratta dell'intera cerchia muraria e dei bastioni, tra i quali anche il Bastioncino di Santa Margherita, del quale oggi rimangono tracce in quel palazzotto di più piani fuori terra con il quale  confinano a sud-est i Giardini della Passerella. Si tratta di quell'edificio che incontriamo a metà della Via Sant'Antonio, dove questa interseca la Via Santa Margherita, in corrispondenza del vertice nord della Piazza Mercatale...
Siamo nel cuore di Prato della sua grande piazza e da sempre ha attiratola mia attenzione quest'edificio di singolare fattezza, con il suo accesso soprelevato rispetto al piano stradale ed a questo collegato mediante una gradinata in pietra.
Questa mattina, passando di lì ho assistito ad una scena che ci dà la misura di quanto la nostra città sia caduta in basso e sia lasciata abbandonata a sé stessa… Quell'incrocio di strade che ho appena detto è infatti luogo dove le prostitute di nazionalità cinese stazionano quasi H24, per i loro adescamenti in strada.
Diversamente da quanto pensassi, ovvero che gli appartamenti abiti ad alcove del sesso a pagamento, fossero solo quelli di via Sant'Antonio con retro su Piazza Mercatale, ho scoperto invece che anche il bastioncino di Santa Margherita è adibito alle stesse funzioni. Tutto questo con buona pace del Prof. Centauro, della storia di Prato e della valorizzazione del Centro Storico e delle Mura.
Ho infatti visto la solita signora che, intercettato il cliente in strada, si è avviata verso la porta d'ingresso, precedendo di alcuni metri il proprio cliente. Ha quindi aperto la porta ed è entrata con lui che la seguiva….
Ora diciamo che giuridicamente il fatto non costituisce reato e che forse i due erano solo amici e siccome in strada faceva anche parecchio caldo, i due hanno pensato di prendersi il solito caffè a casa di lei e fare due chiacchiere in liberà all'interno delle fresche mura del bastioncino…
…Già,..a proposito: ma di chi sono le "fresche mura del bastioncino"?... …Della Sig.ra cinese? Di un italiano? Di qualcuno che affitta alla Sig.ra cinese? O a più Sig.ri cinesi? O a un prestanome cinese che poi concede quelle stanze a più signore cinesi ed alle quali chiede un aggio sulle loro prestazioni sessuali?...
Oppure è solo un appartamento, dove la Sig.ra cinese vive ed essendo molto amichevole e cordiale con tutti, usa scendere strada ed invitare di lontano i passanti a prendersi un caffè. Tutto gratuitamente…
Magari si scoprirà che anche l'appartamento è a lei ceduto gratuitamente mediante un contratto di coodato d'uso, debitamente registrato, nei modi e nelle forme di legge, presso la competente Agenzia delle Entrate di Prato.
…la devo smettere: sto diventando ossessivo.. ..c'è quella frase che mi martella in testa: "Bisogna seguire i piccioli".. …e poi ci sono quelle domande: "Chi paga a chi?.. ..Da dove vengono quei soldi? Dove vanno?...".
Anche il Prof. Centauro le deve smettere: BASTA LIBRI! BASTA PARLARE DI STORIA E DI FUTURO!...
…BASTA PRATO!... …BASTA PRATO, STORIA E PUTTANE!...
 
 
da:
Le Antiche Mura di Prato: un futuro per la città. A cura di Giuseppe Alberto Centauro. Lalli Editore. 2003
 

giovedì 2 luglio 2015

PRATO: ILLEGALITA’ CINESE, Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro.

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"ILLEGALITA' CINESE - Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro"
 
Società aperte e chiuse in un lampo. Prestanomi che si susseguono uno dietro l'altro. Tutto organizzato da una coppia di coniugi di nazionalità cinese…. ..e noi  aggiungiamo:"… almeno all'apparenza…"
 
Vista la diffusione del fenomeno, a Prato questo non dovrebbe fare notizia. Invece così è, ed è pre quato che abbiamo voluto titolare con "UNA NOTIZIA INASPETTATTA".
 
Strano ma vero: dopo venti anni di un processo che a Prato si è consolidato e incancrenito, il fatto che due cinesi, marito e moglie, si cimentino in simili avventure fiscali, riesce ancora a fare notizia.
 
Venti Milioni di Euro l'entità dell'evasione. Tutto accertato da verifiche condotte su documentazione extracontabile e dall'analisi dei computer, ben occultati: circa 14 milioni di euro di ricavi non contabilizzati, più oltre 6 milioni di euro in fatto di violazioni IVA ed IRAP.
 
Una vera "caccola" in una città dove l'evasione è un qualcosa che viaggia su cifre dell'ordine del Miliardo di Euro, ovvero cento volte tanto!...
 
Vero è che se queste notizie fosse all'ordine del giorno, il recupero dell'evasione sarebbe presto cosa fatta..
 
Putroppo così non è, ed allora il fatto fa notizia…
 
Infatti, quanti di questi "Bonnie & Clyde alla cinese", avremo saldamente operanti sul nostro territorio?...
Quante di queste "cabina di regia" abbiamo attive sul nostro territori?
 
Si tratta di  uno schema classico: amministratori di fatto di un società operanti principalmente sul territorio pratese ed attive nel settore tessile, più precisamente in quello  delle confezioni..
 
Nel caso specifico la sede operativa era in via Toscana, nel Macrolotto, messa in esercizio inizialmente nel pieno rispetto, almeno sul piano formale, di tutte le disposizioni di legge, dopodiché una volta costituita e dato corso all'attività, vengono di punto in bianco cessato tutti gli obblighi nei confronti di tutti: clienti, fornitori e, non certo ultima l'amministrazione tributaria e fiscale. A questo punto, il tempo di mettere da parte il tesoretto, ed arrivala la cessazione dell'attività, non senza averne avviata un'altra, magari con stessa sede operativa e stesso giro d'affari, ma formalmente facente capo a soggetti magari anche privi di legami di parentela…
 
Così il ciclo riparte da zero.
 
La Guardia di Finanza, nel corso delle proprie indagini, ha potuto accertare come a rivestire la carica di amministratori delle varie società "apri&chiudi" in questione, si erano avvicendati i soliti cinque prestanomi, tutti rigorosamente nullatenenti e tutti di nazionalità cinese.
 
Anche qui la cerchia, il bacino da cui i due attingevano,  era quello dello schema più classico: parenti, amici o dipendenti assunti con contratti a tempo parziale. Altro elemento chiave era l'irreperibilità, con gli interessati che, ricevuta la nomina e trascorso qualche mesetto, se ne prendevano un aereo e se ne tornavano in Cina.
 
Al di là della sede operativa, in questo caso, la sede societaria era stata stabilita nel Comune di Campi Bisenzio (FI), nella residenza abituale dei coniugi, risultati poi essere i reali amministratori di tutta la combriccola, e che i due, tanto per rimanere in tema, avevano anche ben pensato di intestare la casa ad una figlia. Ufficialmente invece gli stessi dichiaravano di essere residenti in immobili di diversa proprietà ancora, mentre per la villetta della figlia incombe l'ipotesi di un provvedimento di confisca (significa che diventerebbe di proprietà dello Stato…).
 
Una buona notizia, inutile dirlo, ma adesso che provvedimenti saranno infine adottatti all'indirizzo dei due?...
 
E poi, il capannone di Via Toscana?... Di chi è? Chi percepiva l'affitto? Lo percepiva da chi, in che modo? Contante? Assegni? Bonifico?... Ci sarà un sequestro, oppure vi si continuerà a lavorare all'interno, con altre società  "apri&chiudi", intestate ad altri parenti ed amici che poi si renderanno irreperibili tornandosene in Cina?
 
Sempre più l'ossessione "Falconiana" prende campo: "…Bisogna seguire i piccioli…"
 
Signori, questa è Prato e questo è il "CASO-PRATO". Una città dove si accerta che 4 imprese su cinque non sono in regola e la politica, con un Tribunale allo sbando e le forze dell'ordine in gravi carenze d'organico, ci continua a propinare la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA"…
 
Avanti così, con il PD ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana…