ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta mafia cinese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mafia cinese. Mostra tutti i post

lunedì 13 luglio 2015

“Il “CASO-PRATO”, tra attività illecite e “LIQUIDITA’ di ritorno”” di Francesco Fedi

"Il "CASO-PRATO", tra attività illecite e "LIQUIDITA' di ritorno"" di Francesco Fedi
 
Lunedì 13 Luglio 2015. Un'altra calda settimana di luglio ricomincia e, nonostante il caldo, ricomincia anche la mia ossessiva attività dei denuncia sul "CASO-PRATO" e su come questo sia il prodotto dell'esistenza di un'attività delle mafie cinesi che , sul nostro territorio, operano in modo sostanzialmente indisturbato.
 
Ne parlo da altre un anno e in questo tempo non ho fatto altro che commentare fatti di cronaca, secondo chiavi di lettura che una stampa sottoposta alla "censura-patronale" non può ovviamente fare (..questo è il bello dei blog: spazio illimitato e censure ZERO...).
 
Voglio dunque fare un passo indietro , alla mattinata di venerdì scorso ed alla rissa a colpi di machete che alcuni soggetti di nazionalità cinese, per motivi legati all'esercizio della prostituzione, hanno pensato di organizzare in centro, per ravvivare un po' il clima sonnolento di metà mattinata.
 
Il circo di strada è andato in scena nella zona fra via Garibaldi, via Tintori, via Verdi e piazza Mercatale, e a un certo punto in una colluttazione fra due prostitute cinesi tra calci, urla e sputi, in cui  una delle donne è finita a terra. Alcuni  testimoni, hanno poi affermato anche di aver visto  un terzo cinese, un uomo sulla quarantina, appunto armato di pistola e di machete.
Tutto è durato pochi minuti e all'arrivo dei carabinieri, la rissa era terminata e l'uomo passeggiava tranquillamente in via Pugliesi, all'angolo con via Garibaldi, parlando al cellulare. Perquisito, non aveva indosso armi di alcun tipo, . così è stato identificato, ma non denunciato visto che, come c'era da aspettarsi, le due donne coinvolte non hanno ammesso nulla….
La sostanza è che SERVE IL MORTO, O ALMENO UN FERITO, poi se succederà che la prossima volta si sparerà e si accopperà un passante, pazienza: sono cosa che capitano, e se se ne stava a casa, non gli succedeva.
Il bello è che da tempo i residenti di Piazza Marcatale hanno le idee chiare. Da tempo si sa chi controlla chi., tra magnaccia e metresse. In particolare una, una tizia di media altezza, mora, sui 45-50 anni, detta "LA PANTERA" e che spesso va in giro insieme a un altro tizio, anche lui cinese, su per giù della stessa età di lei, controllando il territorio e i vari appartamenti. Tutto secondo una gestione efficiente, pianificata, silente. Un'organizzazione che funziona come un orologio svizzero, tant'è è vero che la rissa di venerdì è stata proprio un fulmine a ciel sereno.
 
I militari dell'arma avrebbero dovuto fare di più?... Per cortesia, non scherziamo!... Come avrebbero potuto?..
 
Qui c'è un pesce che puzza dalla testa, ossia da quella politica che non mette la Procura della Repubblica di Prato, in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro e magari anche con degli indirizzi precisi, strumenti e dotazioni adeguate
Così in tutto questa scarsità e inadeguatezza succede che non solo accadono risse con machete e pistole in pieno giorno, ma anche che il "mostrare la pistola" diventi un gesto di sfida anche quando ci si trova ad essere sottoposti ad un controllo.  Mi riferisco al fatto accaduto lo scorso 7 Luglio durante il sequestro di una confezione cinese in via Strozzi, dove il marito della titolare cinese della ditta ha minacciato gli ispettori della Asl intervenuti, estraendo una pistola da un cassetto e riponendola su una scrivania davanti ai loro occhi, con intento intimidatorio. Intervenuta una volante della Polizia sul posto, la pistola si è rivelata poi un giocattolo, fedele riproduzione di un'originale, a è stata comunque sequestrata e il cinese denunciato per minaccia aggravata.
 
Qualcuno penserà che questo signore sia un autentico coglione, uno che non ha saputo avere sangue freddo, lasciando che gli incaricati eseguissero il sequestro, visto anche che è a tutti noto che, giusto il tempo di trovarsi un prestanome nelle vasta cerchia di parenti, amici e collaboratori, fare quelle poche scartoffie che ci sono da fare tra commercialista e notaio, che lui e la moglie, la stessa attività la potevano riprendere, magari e prendendosi in affitto un altro capannone anche a breve distanza, da quello.
 
Allora perché questa coglionata, beccandosi una denuncia che forse avrà anche un processo per direttissima?.. In realtà non è stata una coglionata, ma un ottimo investimento, perché il più demente degli avvocati in circolazione, di fronte ad un fatto come quello che si è conclamato di fronte a degli agenti di polizia, non potrà far altro che consigliare di uscirne velocemente con un patteggiamento ed ottenendo così' una riduzione della pena fino ad un terzo e con tanto che, per quel tipo di reato già esigua, e pari a un anno di reclusione. Reclusione che forse, se il nostro amico cinese con la passione per le pistole giocattolo, risulterà essere anche incensurato, non farà neanche mai.  
 
Dunque il pistolero di Via Strozzi, almeno per ora, la galera non la vedrà proprio e forse il provvedimento di dissequestro della ditta della moglie, arriverà molto prima che si sia conclusa la vicenda giudiziaria della sua bravata… In compenso però, si sarà capito che lui è uno che voglia di scherzare ne ha poca e che d'ora in avanti, davanti al portone della sua ditta, della moglie e di eventuali prestanomi, sarà meglio tirare di lungo…
 
D'altra parte, nei panni di un ispettore ASL con reddito annuo tra i 15.000 e i 20.000 Euro netti al mese, rischiereste di prendervi una pistolettata al solo scopo di essere celebrato come eroe nazionale, di una nazione che non sa neanche tutelarvi a dovere nell'esercizio delle vostre funzioni?...
 
Non giustifichiamo il pensiero, perché questa nazione va avanti solo grazie ai propri eroi, ma comprendiamolo come un qualcosa di puramente umano…
 
Viene poi una domanda: perché tutto questo viene reso possibile e di fatto tollerato?.. Perché non c'è una politica che parla di questi fatti che riguardano la comunità cinese con i toni che questi meriterebbero? … Nota a margine: qualcuno ha per caso sentito qualche dichiarazione di Sindaco, Assessore o altro esponente politico di maggioranza, che abbia commentato almeno uno di questi fatti?...
 
In proposito, anche pensando alle vicende greche di questi giorni, una persona i ha fatto notare una cosa a cui non avevo pensato: LA LIQUIDITA'.
 
Dei 120 – 130 Miliardi di Euro di evasione fiscale annua stimata, sembra che oltre un miliardo sia da imputare all'attività delle Comunità Cinese nell'area Pratese. Così Prato, che con i suoi 200.000 abitanti circa, rappresenta 0,33 % circa della popolazione italiana, produce circa l'1% dell'evasione fiscale prodotta sul territorio nazionale. Vale a dire che, a grandi linee (tanto per intendersi) se in tutte le provincie d'Italia si avesse un simile rapporto, allora l'evasione totale potrebbe arrivare a tre volte tanto…
 
Ma allora vogliamo dire che La Cina ci rovina.?...
 
Per qualcuno no anzi, c'è tanta politica che evidentemente pensa che sia meglio far fare i porci comodi in casa nostra,  schiavizzando e soggiogando loro connazionali, che tanto poi i capitali usciti a nero, rientrano "a bianco"… In sostanza, la "FLAT TAX" tanto sbandierata da Matteo Salvini l'abbiamo già messa, senza che nessuno se ne sia accorto. Aggiungiamoci anche che nel caso in questione il contribuente si sceglie anche l'aliquota, visto che il si sceglie quanto reinvestire in Italia…
 
Vuoi o non vuoi, chi deve gestire ingenti capitali sa che deve diversificare, ovvero acquistare titoli e beni dei più svariati, dalle opere d'arte agli immobili, e dalle case e capannone, agli impianti sportivi  e agli stabilimenti balneari.
 
 
Chiediamoci infatti da dove vengano tutti questi ingenti capitali che, dal non sapere proprio più proprio cosa farci, adesso si comincia ad investire nelle attività più inusuali. Tutto con il plauso di Comune e Regione.
 
Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo? La risposta ovviamente è NO, ma dubitare è d'obbligo, quando si ha ben chiaro quale sia la situazione d'illegalità dilagante delle imprese cinesi.
 
Poi ci sono le attività più spiccatamente mafiose, come la gestione delle attività di prostituzione: chi ci dice che tutta questa montagna di capitali non sia altro che il riciclaggio di questi proventi?...
 
Per il resto, in grosso in bocca al lupo a tutti quegli imprenditori cinesi, che regolarmente fanno impresa sul nostro territorio, assumono con contratti di lavoro regolari i propri dipendenti, garantiscono loro di lavorare in sicurezza, sono in regola con il pagamento di tasse e contributi e, alla fine, riescono anche a fare buoni investimenti sul nostro territorio. Il timore però è che la situazione, possa essere anche ben diversa…
 
Dunque riassumendo, stiamo scambiando il nostro territorio e la proprietà dei nostri beni, stiamo scegliendo di non essere più padroni in casa nostra, sottostando al ricatto di quella liquidità monetaria della quale, causa gli sprechi e i privilegi della politica, siamo alquanto a corto. Il bello, è che potrebbe essere che questa liquidità, è solo una liquidità di ritorno: tasse non pagate, non pagate a monte, che, in una frazione veramente minima, ci tornano indietro come titoli d'acquisto… Diversamente, se decidessimo di combattere seriamente tutta questa illegalità, tante si queste risorse le potremmo recuperare a monte, farle transitare per il bilancio dello stato, avere dei conti migliori e in ultimo, essere noi quelli che investono sul proprio suolo, rimanendo proprietari di tutto..
 
 
 
 

giovedì 2 luglio 2015

PRATO: ILLEGALITA’ CINESE, Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro.

_______________________________________________________________

"ILLEGALITA' CINESE - Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro"
 
Società aperte e chiuse in un lampo. Prestanomi che si susseguono uno dietro l'altro. Tutto organizzato da una coppia di coniugi di nazionalità cinese…. ..e noi  aggiungiamo:"… almeno all'apparenza…"
 
Vista la diffusione del fenomeno, a Prato questo non dovrebbe fare notizia. Invece così è, ed è pre quato che abbiamo voluto titolare con "UNA NOTIZIA INASPETTATTA".
 
Strano ma vero: dopo venti anni di un processo che a Prato si è consolidato e incancrenito, il fatto che due cinesi, marito e moglie, si cimentino in simili avventure fiscali, riesce ancora a fare notizia.
 
Venti Milioni di Euro l'entità dell'evasione. Tutto accertato da verifiche condotte su documentazione extracontabile e dall'analisi dei computer, ben occultati: circa 14 milioni di euro di ricavi non contabilizzati, più oltre 6 milioni di euro in fatto di violazioni IVA ed IRAP.
 
Una vera "caccola" in una città dove l'evasione è un qualcosa che viaggia su cifre dell'ordine del Miliardo di Euro, ovvero cento volte tanto!...
 
Vero è che se queste notizie fosse all'ordine del giorno, il recupero dell'evasione sarebbe presto cosa fatta..
 
Putroppo così non è, ed allora il fatto fa notizia…
 
Infatti, quanti di questi "Bonnie & Clyde alla cinese", avremo saldamente operanti sul nostro territorio?...
Quante di queste "cabina di regia" abbiamo attive sul nostro territori?
 
Si tratta di  uno schema classico: amministratori di fatto di un società operanti principalmente sul territorio pratese ed attive nel settore tessile, più precisamente in quello  delle confezioni..
 
Nel caso specifico la sede operativa era in via Toscana, nel Macrolotto, messa in esercizio inizialmente nel pieno rispetto, almeno sul piano formale, di tutte le disposizioni di legge, dopodiché una volta costituita e dato corso all'attività, vengono di punto in bianco cessato tutti gli obblighi nei confronti di tutti: clienti, fornitori e, non certo ultima l'amministrazione tributaria e fiscale. A questo punto, il tempo di mettere da parte il tesoretto, ed arrivala la cessazione dell'attività, non senza averne avviata un'altra, magari con stessa sede operativa e stesso giro d'affari, ma formalmente facente capo a soggetti magari anche privi di legami di parentela…
 
Così il ciclo riparte da zero.
 
La Guardia di Finanza, nel corso delle proprie indagini, ha potuto accertare come a rivestire la carica di amministratori delle varie società "apri&chiudi" in questione, si erano avvicendati i soliti cinque prestanomi, tutti rigorosamente nullatenenti e tutti di nazionalità cinese.
 
Anche qui la cerchia, il bacino da cui i due attingevano,  era quello dello schema più classico: parenti, amici o dipendenti assunti con contratti a tempo parziale. Altro elemento chiave era l'irreperibilità, con gli interessati che, ricevuta la nomina e trascorso qualche mesetto, se ne prendevano un aereo e se ne tornavano in Cina.
 
Al di là della sede operativa, in questo caso, la sede societaria era stata stabilita nel Comune di Campi Bisenzio (FI), nella residenza abituale dei coniugi, risultati poi essere i reali amministratori di tutta la combriccola, e che i due, tanto per rimanere in tema, avevano anche ben pensato di intestare la casa ad una figlia. Ufficialmente invece gli stessi dichiaravano di essere residenti in immobili di diversa proprietà ancora, mentre per la villetta della figlia incombe l'ipotesi di un provvedimento di confisca (significa che diventerebbe di proprietà dello Stato…).
 
Una buona notizia, inutile dirlo, ma adesso che provvedimenti saranno infine adottatti all'indirizzo dei due?...
 
E poi, il capannone di Via Toscana?... Di chi è? Chi percepiva l'affitto? Lo percepiva da chi, in che modo? Contante? Assegni? Bonifico?... Ci sarà un sequestro, oppure vi si continuerà a lavorare all'interno, con altre società  "apri&chiudi", intestate ad altri parenti ed amici che poi si renderanno irreperibili tornandosene in Cina?
 
Sempre più l'ossessione "Falconiana" prende campo: "…Bisogna seguire i piccioli…"
 
Signori, questa è Prato e questo è il "CASO-PRATO". Una città dove si accerta che 4 imprese su cinque non sono in regola e la politica, con un Tribunale allo sbando e le forze dell'ordine in gravi carenze d'organico, ci continua a propinare la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA"…
 
Avanti così, con il PD ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana…
 
 
 

giovedì 18 giugno 2015

PRATO: “Mafia Cinese/Prostituzione – “Bisogna seguire i piccioli”… ..la lezione di Giovanni Falcone” di Francesco Fedi

_____________________________________________________________

"Mafia Cinese/Prostituzione – "Bisogna seguire i piccioli", la lezione di Giovanni Falcone" di Francesco Fedi
 
Dalle pagine di questo blog, più e più volte abbiamo parlato di Mafia Cinese, di sfruttamento delal prostituzione e di corruzione. Lo abbiamo fatto così tanto da rendere queste pagine un luogo di sfogo della nostra ossessione per cui il "CASO-PRATO" non si spiega senza le due variabili fondamentali di MAFIA e CORRUZIONE.
 
Abbiamo anche detto che la chiave per dare soluzione al "CASO-PRATO", ammesso che davvero esista una politica intenzionata a farlo, sta nel trattare questo come un caso di mafia, arrivando ad imputazioni di reati di associazione a delinquere di stampo mafioso.
 
Nel fare questo abbiamo scomodato dei giganti della storia italiana, come il Giudice  antimafia Giovanni Falcone e la sua lezione del "Bisogna seguire i piccioli" , ossia per capire la struttura e le ramificazioni di un'organizzazione, bisogna idealmente "sedersi" sulle banconote e seguire i flussi… …Da dove partono? Dove arrivano? Per quali mani passano?...
 
Ls prima volta che ho fatto riferimento a ciò è stato poco più di un anno fa, quando su di un altro blog, parlavo del caso della prostituzione che avviene nelle zone di Piazza Mercatale e Via Sant'Antonio, quando mettevo in evidenza la particolarità di un'attività che viene svolta alla luce del sole, in pieno giorno ed all'interno del centro storico della città , anziché, nelle ore notturne, magari su strade interessante da intenso traffico, in prossimità di zone produttive o comunque semi deserte ma anche per essere comparsa quasi all'improvviso e di essere organizzata con una base logistica, ben ideata.

Evidenziavo allora i contorni singolari,  di come questa si fosse sviluppata in tempi ristretti, ma con la sensazione che rispondesse a un piano ben preciso: chi conosce quella realtà arriva velocemente a sostenere  l'illogicità di pensare che queste donne siano arrivate lì per caso alla rinfusa.
 
Ciò essendo al contempo noto e visibile come tutta l'attività si consumarsi all'interno dei piccoli locali, degli appartamenti dei palazzi che si affacciano sulla Via Sant'Antonio, dove con estrema facilità sarebbe possibile compiere delle indagini, risalendo all'identità di  proprietari di questi appartamenti, come pure a quella degli affittuari, prestanome ecc..…
 
Indubbiamente scopriremmo storie di affitti a nero, o di affitti con tanto di contratto regolarmente registrato, dove tizio, affittuario, paga ogni mese a caio, un canone di locazione. Duqnue potremmo monitorare i conti correnti intestati sia a tizio che a caio. Oppure pedinarli entrambi, mettere sotto controllo i loro telefoni… ..Capire quale possa essere la provenienza di quei  soldi, "i piccioli" per dirla alla Falcone, con cui ogni mese tizio paga a caio, scoprendo magari che dietro tizio c'è pure Sempronio, oppure che, tra i due, di mezzo c'è anche Mevio, collegato con Filano e poi Calpurnio…
 
Arriveremmo a uno scacchiere. Un gran bel diagramma…
 
Ma veniamo ai fatti delle ultime 24 ore: un ricercato per sfruttamento della prostituzione giudiziaria e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, per reati commessi nel 2010 e nel 2011 nel Nord Italia faceva il contadino a Prato.  Scovato a lavorare nei famosi "Orti cinesi" gli è stato notificato l'obbligo di dimora emesso dall'autorità… Si tratta forse di un convertito alla bellezza di una vita vissuta nella semplicità? Uno che ha avuto una crisi di coscienza e si è riconvertito?... …Oppure questi signore è solo un "nome"? Una pedina? Uno che viene spostato in giro per l'Italia,a seconda delle necessità?... Ma soprattutto, sulla base del nostro precedente ragionamento, di chi è quel terreno dove  è stato sorpreso a lavorare? Lavorava per conto di un affittuario? Questi hanno dei conti intestati? Veicoli? Beni immobili? Carte telefoniche? Il proprietario del terreno è un pratese? Che movimenti si registrano sul suo conto corrente?
 
Abbandoniamo la campagna e rientriamo in città: sempre ieri, agenti della polizia municipale hanno perquisito,due centri massaggi gestiti da cinesi e tre abitazioni private, nel quadro di un'inchiesta che ha così portato alla denuncia di cinque, la chiusura di un centro massaggi con farmaci e droghe sequestrate. Il tutto poi non così diversamente da come  nell'ambito della medesima indagine, alcuni mesi fa era già stato sequestrato un immobile in zona Soccorso (via Roma), dove si svolgevano le stesse attività illecite.
Questa volta le perquisizioni sono scattate nel grande centro di via Paronese, in un fondo di in via da Filicaia, in angolo con Via Bruno Zucca, più un paio di appartamenti in una palazzina di via Frà Bartolomeo.
Proprio qui, sequestrati proprio i famosi "piccioli", denaro contante proveniente dall'attività illecita, farmaci utili a propiziare l'attività sessuale e 26 grammi di droghe leggere.
 
Dunque chiusa l'attività del centro di in via Paronese e comminate sanzioni amministrative per 24mila euro. Questi però sono dettagli perché la questione è sempre quella del "bisogna seguire i piccioli" e se è vero che l'inchiesta è stata avviata dal monitoraggio di  annunci e volantini che pubblicizzavano in modo inequivocabile i particolari massaggi, allora verrebbe da indagare su chi e dove è stato stampato quel materiale pubblicitario… Anche questo, magari tipografo italiano, è stato pagato in nero? Chi gli ha commissionato il lavoro?...
 
E quegli immobili? Di chi erano? Chi li aveva affittati? Chi sono i vari Tizio, Caio, Sempronio e poi Mevio, Filano e pure Calpurnio, del caso? Hanno di conti? Carte telefoniche? Veicoli o immobili intestati? Da chi li hanno acquistati?....
 
Bisogna arrivare alla rete… ..ricomporre lo scacchiere… e per farlo dobbiamo solo seguire la lezione di Giovanni Falcone: "Bisogna seguire i piccioli…"..
 
 

venerdì 22 maggio 2015

PRATO: Prodotti cinesi: quali controlli? di Francesco Fedi (Candidato M5S Consiglio Regione Toscana)

______________________________________________________________________

"Prodotti cinesi: quali controlli?" di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)
 
Anche oggi la magagna non manca: i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Prato, su delega del procuratore Giuseppe Nicolosi e del sostituto procuratore Antonio Sangermano, sono intervenuti per un controllo all'interno del centro espositivo "Euroingro", nella zona industriale del "Macrolotto", dove sono state effettuate delle verifich su articoli prodotti con l'utilizzo di metalli pesanti, estremamente tossici per la salute e vietati da specifico regolamento comunitario.
 
Il tutto si inquadra all'interno di un'indagine avviata nello scorso mese di febbraio, quando in seguito ad una perquisizione che aveva portato all'acquisizione di alcuni articoli di bigiotteria ed alle successive analisi di  laboratorio del Buzzi, queste condotto a riscontrare la presenza di elevatissime percentuali di Nichel, Cadmio e Piombo.

I prodotti illegali sono risultati essere importati da 17fornitori/importatori, collegati ad altrettante aziende con sedi a Roma, Milano, Rovigo, Padova, Monza e Viterbo, sempre gestite da cittadini cinesi. Anche in queste, dove sono state eseguite perquisizioni e sequestrati altri articoli.

Alla fine il maxi-sequestro ha interessato oltre 1.400.000 articoli, per un valore di circa 10 milioni di euro. 25 il numero delle persone indagate per i reati di frode in commercio con immissione sul mercato di prodotti pericolosi e adulterazione continuata di prodotti in danno della salute pubblica. Tra questi, non potevano mancare due italiani, mentre gli altri tutti di nazionalità cinese.
Sulla scorta di tale episodio, ci sovvengono alcune parole del Comandante della Guardia Forestale di Prato, che in occasione del controlli effettuati alcune settimane fa sugli orti cinesi,  aveva spiegato come il lo compito fosse : "… accertare che siano a norma, che possano essere immessi sul mercato e quale è il consumatore finale. La commercializzazione di tali prodotti come avviene? E in quali modi? Dobbiamo, inoltre, accertare che non ci siano problemi di organismi geneticamente modificati, di ogni tipo di illegalità: dall'importazione alla commercializzazione dei semi, allo stoccaggio di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, allo smaltimento tramite il fuoco nei campi, ad esempio se vengono bruciati residui di prodotti chimici o se vengono fatti trattamenti con i fitosanitari. E' necessario capire che cosa c'è da contrastare e fare prevenzione. Spesso certi lavori vengono svolti da persone che non sono preparate».
Nell'occasione fu anche spiegato come le  sementi che vengono utilizzate, di provenienza ignota, arrivano dalla Cina eludendo spesso i controlli doganali "Le piante e le sementi provengono dalla Cina ed arrivano in maniera del tutto irregolare", sempre come spiegato dal Comandante Lombardi.
In quel caso però si tratta di importazione di alimenti o tutto ciò che va a contatto con la persona (cosmetici o a mezzo ingestione), ed è sottoposto a controlli sanitari doganali.
Contattata per l'occorrenza, Francesca Cadeddu, Amministratrice del gruppo Facebook "Prato si ribella a qualisiasi sistema di illegalità" , ci ha potuto spiegato come in questi casi la vigilanza sanitaria rilascia il nulla osta a seguito di 3 possibilità, all'arrivo del container in porto: 1) chiedono la documentazione necessaria all'importatore, relativa ad analisi e test già effettuati, per rilasciare il nulla osta cartaceo, 2) Effettuano visita ispettiva sulla merce , solo di tipo visivo (controllo reale di quanto si dichiara all'importazione, oppure 3) Effettuano visita ispettiva e prelevamento per analisi (campionamento).
"Quindi, - ci spiega Francesca Cadeddu - con tali premesse, se l'importazione avviene illegalmente, potrebbe passare attraverso altri canali, facciamo delle ipotesi: Importazione sotto altre voci doganali per cui non vengono sottoposte a visite sanitarie, oppure importazione su container destinati a importatori agricoli italiani (sementi legali insieme a quelle illegali - rischioso soprattutto per l'importatore italiano in caso di controllo), oppure ancora importazione in altri stati e proseguimento via camion verso l'Italia (solo in Italia – all'interno della comunità europea - abbiamo controlli doganali rigidi). Sicuramente il sistema di collusione con altri soggetti è lo stesso come per tutto il resto del loro business. …. …La soluzione potrebbe essere un blocco delle merci provenienti dalla Cina, ma il problema è che si bloccherebbero i porti perché i controlli  possono durare settimane ed hanno alti costi. "
Dunque la soluzione, che si parli di bigiotteria o di sementi, sembra non poter essere altro che rendere i controlli a destino un qualcosa di quasi sistematico: dove si vende oggettistica o dove ci sono dei campi coltivati da cinesi, è necessario intervenire con buona frequenza.
Anche qui i costi non sono da poco: costa indagare, analizzare, sequestrare, distruggere…
Nel tempo però si vedrebbero i risultati ed allora quest si rivelerebbe un buon investimento per  dare impulso alla domanda di prodotti interni…
Il nocciolo è che se oggi sul mercato si riescono a piazzare in modo indisturbato 100 prodotti contro 1 che viene sequestrato, bisognerebbe arrivare, se non ad invertire il rapporto, almeno da renderlo tale da non rendere più la vendita di merce illegale un qualcosa di altamente redditizio.
Per ora però, vediamo che le maglie dei controlli che vengono effettuate non sono adeguate a far andare in crisi il sistema.
MAggiori informazioni sull'autore:
 
 
 
 

giovedì 21 maggio 2015

PIANETA PRATO: Robe dell’ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…” di Francesco Fedi

____________________________________________________________


"PIANETA PRATO:  Robe dell'ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…" di Francesco Fedi
 
Fantascientifico, metafisico o grottesco?... Sotto quale cappella potremmo correttamente inserire i fatti di cui oggi ci parlano le cronache?
Iniziamo da stamani, nel primo mattino, in zona Paperino (..fa anche rima..). Un nucleo della Squadra Mobile, è intervenuto nei confronti di un'articolata organizzazione criminale, dedita allo sfruttamento di giovani prostituzione di nazionalità albanese. Risultato: una decina gli arresti e numerose perquisizioni in Toscana, tra cui a Prato, all'interno di un residenze in loc. Paperino, posto sotto sequestro con l'occasione.
L'operazione ha avuto inizio a partire dalle indagini che hanno avuto seguito da una burrascosa baruffa, che a causa di litigi per l'accaparramento della clientela, la sera del 12 aprile 2014 è sfociata in confronti con coltelli, bastoni e mazze da baseball. Alla fine tre persone, sono state ferite in modo grave e una rimasta in fin di vita.  Per quanto riguarda le ragazze, pressoché ventenni, oltre che sulle strade di Novoli, avevano una  base anche nel residence di Paperino, via per le Calvane.
Dunque nel complesso ci saranno accuse che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al tentato omicidio, ma la vera particolarità sta nel fatto che già in passato, più volte e sempre per lo stesso reato, l'immobile era stato oggetto di provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria, con tanto che anche il precedente gestore era stato anche arrestato.
Ora la tentazione sarebbe quella di lanciarmi nel solito lungo pistolotto sulla presenze mafiose e i loro intrecci nel nostro territorio, ma resisterò rimandando tutti gli approfondimenti per chi ne volesse sapere di più, a quello che indubbiamente è il miglior documento di approfondimento sulla mafia albanese in Italia., redatto dal Maresciallo Capo dei Carabinieri, Fabio Iadeluca, in servizio presso il Comando Operativo di Vertice Interforze. 
Di questo mi limito a riportare che in Toscana il fenomeno criminale organizzato tratta principalmente di reati legati al traffico di stupefacenti e in particolare, attraverso importanti reti di contatti internazionali, nel settore delle droghe pesanti, poi reati contro il patrimonio e lo sfruttamento della prostituzione. Per quanto riguarda la prima, in Olanda, è stata accertata l'esistenza di un'organizzazione ben radicata di criminali albanesi che attraverso corrieri, fornivano di cocaina in quantità considerevoli a gruppi di loro connazionali sparsi in varie regioni d'Italia. A questo proposito, nel suo documento il Maresciallo Iadeluca punta il di dito proprio sulla Toscana e su Prato, dove si è riscontato un collaudato sodalizio italo-albanese sul traffico di eroina dall'Albania.
Tra i documenti citati, la relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia della XIV, approvata il 18 gennaio 2006, relatore sen. Centaro, evidenzia che la Direzione Centrale della Polizia Criminale osserva che le originarie piccole bande, non rappresentano più strutture delinquenziali "di servizio", affiancate funzionalmente altri aggregati criminali, ma sono cresciute acquisendo via via le connotazioni tipiche di sodalizi di tipo "mafioso". Un altro aspetto importante è la "trans nazionalità".
Le consorterie criminali albanesi, hanno mostrato un'alta specializzazione criminale, divenendo un importantissimo punto di riferimento per i traffici illeciti internazionali. Questo potendosi avvalere della posizione geografica strategica del proprio  Paese di origine e detto anche che i gruppi di criminali insediati in Italia e negli altri Paesi dell'Europa mantengono un particolare legame con la madrepatria, fungendo da abili gestori locali di traffici organizzati su scala. Le ben note vicende politiche degli anni '90, responsabili dei più massicci afflussi di immigrati albanesi in Italia, hanno creato o fortificato contatti con gruppi organizzati stranieri come la Nuova Sacra Corona Unita o la Mafia turca, la Mafia russa, la criminalità montenegrina e, non ultima, le Triadi cinesi.
Questo mentre le organizzazioni criminali albanesi si sono attestate, con diversa intensità, in quasi tutte le regioni del Paese:  è da tempo accertata la presenza di queste in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. 
Tornando al caso di Prato, la città più multiculturale d'Italia, bisogna dire che il carattere di trans nazionalità e i legami con la Triade cinesi o della mafia nigeriana, fanno sì che l'area pratese sia anche per questa mafia estera, un punto nevralgico di influenza e di affari (vedi immagine tratta da relazione citata)
Ora, di fronte ad atti parlamentari e relazioni già da tempo rese di dominio pubblico, come quella del M.llo Iadeluca, scoprire che a Paperino accade che un residence-berdello diviene reiteratamente ad essere teatro delle medesime attività illecite, fa davverro pensare di essere su un altro pianeta!!!
Ma non è così: siamo a Prato, il PIANETA PRATO!...  

La storia del residence di Paperino non è però l'unica di luogo noto per essere oggetto di reiterazione di certi reati.
Facciamo infatti qualche chilometro e spostiamoci più a nord, nel nostro amato Macroloto Zero, esattaente in Via Giovanni da Verrazzano. Qui un ventisettenne di nazionalità cinese è stato sorpreso mentre gettava scatole conteneti circa 160 kg. di scarti tessili….
Sorpreso da una pattuglia di vigili, p stato multato e si è visto sequestrare l'autovettura con cui stava trasportando i rifiuti…. ..a la domanda è: cosa c'è davvero di notevole in questa storia?...
LA cosa clamorosa è che un'identico episodio era già accaduto nel novembre scorso, dunque giusto sei mesi fa nello stesso quadrato di strade: in via Puccini un furgone con a bordo 47 sacchi di scarti tessili fu bloccato dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale per un controllo straordinario. Risultato sprovvisto di documenti si scoprì che gli scarti erano diretti in un qualsiasi cassonetto della raccolta indifferenziata dei dintorni. Anche lì subito scattarono i provvedimento del caso: veicolo e rifiuti sequestrati e una denuncia penale con rischio di arresto da 6 mesi a 2 anni o una multa da 2.600 a 26.000 euro. La cosa fantastica è che lo stesso giorno, nella strada a fianco, in Via Vespucci, un uomo ed una donna cinesi, furono ripresi da delle telecamere, mentre mpegnati ad abbandonare sul marciapiede alcuni scatoloni di cartone all'interno dei quali, sempre gli stessi agenti, rinvennero anche lì scarti di lavorazione, per i quali fu accertata la provenienza da un maglificio, attivo nella zona del Soccorso. Ovviamente quel maglificio risultò completamente sconosciuto agli agenti di riscossione della tassa smaltimento rifiuti.
 
Ovviamente, oggi come allora, ci occupammo di quei casi per estrapolare alcune riflessioni. Anche allora ci dicemo: "..Passerà qualche giorno, e tutti potranno tornare a scaricare allegramente, magari in Via Bonicoli o in Via Bruno Giordano, anziché in via Vespucci. Garantito, non c'è nessun problema. Funziona così e funziona così perchè c'è una politica che da oltre venti anni si disinteressa di dotarsi di forze, strumenti ed una dotazione organica adeguata per dare un taglio netto a questo stato delle cose…" .
Oggi però, nonostante ci abbiamo azzeccato, fino al punto che la cosa accade di nuovo tale e quale nello stesso posto ed in pieno giorno (il fatto in discussione è avvenuto alle 20.00 di ieri), la riflessione è un'altra: anche in questo caso, come in quello di Paperino, parlare di forze e di dotazione organica, appare quasi ridicolo, visto che il particolare legame tra due episodi così diversi, induce a dire che qui sarebbe bastato dire a agli stessi agenti di ripassare negli stessi posti o rifare una capatina nello stesso stabile di Paperino, la settimana successiva, se non qualche giorno dopo.
Forse la nostra visione è semplicistica e non ci dovremmo sbilanciare in considerazioni che non ci competono.
Ci sia però consentito che, in qualità di comuni cittadini, questi fatti ci appaiono come "Robe dall'altro mondo"… ..robe da "PIANETA PRATO"…
 
 

lunedì 18 maggio 2015

MAFIA CINESE/CASO PRATO: A quando l’applicazione del 416-bis?” di Francesco Fedi.


"MAFIA CINESE/CASO PRATO: A quando l'applicazione del 416-bis?" di Francesco Fedi
 
"L'associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri… "
 
Quello sopra riportato è il testo del comma 3 dell'art.416-bis del Codice codice penale. Si chiama "bis", perché si aggiunge in coda all'art. 416 del C.P. che tratta più genericamente di "associazione a delinquere" , poiché introdotto in seguito nel nostro ordinamento con la legge n. 646/1982, nell'intento di perseguire in modo più incisivo ed efficace il dilagare del fenomeno mafioso.
 
Un provvedimento che all'epoca, non comparve per caso, bensì fu la risposta dell'allora parlamento all'uccisione del generale dell'Arma dei Carabinieri, Carlo Alberto  Dalla Chiesa, avvenuta a Palermo il 3 Settembre 1982. 
 
Un provvedimento che fu formulato e introdotto in soli 20 giorni, cosa che la dice lunga su quanto la politica sappia essere celere, quando ne abbia la piena volontà.
 
Al di là di ciò, la cosa ci interessa per come abbiamo detto e ridetto più volte, quando l'entità di un fenomeno si fa "dilagante", se lo si vuole davvero combattere, allora occorrono mezzi speciali.
 
LA cosa ci interessa anche in relazione ad un ben preciso fatto di cronaca di cui si oggi occupano i locali organi di stampa: Una maxioperazione della guardia di finanza di Prato si è avuta stamani dal primo mattino. L'operazione "Passepartout", questo il suo nome,  che ha interessato varie parti d' Italia, è stata mossa all'indirizzo di un gruppo criminale specializzato nella fornitura di false documentazioni e attestazioni di lavoro, per clandestini di nazionalità cinese. Su disposizione del PM Sangermano, gli uomini del Colonnello Reolon,  hanno compiuto  perquisizioni in circa 200 immobili, delle 100 delle quali solo a Prato.
 
Al centro di tutto, una banda prevalentemente composta da cittadini cinesi, che forniva a connazionali clandestini falsi cud e buste paga, così da poter ottenere permessi di soggiorno. Si tratta di una vicenda che si riallaccia alla "permessopoli" del 2013, quando vi fu l'arresto di numerose persone facenti part di un'associazione a delinquere che, grazie alla complicità di un impiegato comunale, attestava false residenze a cittadini cinesi. Questo, previo previo pagamento di tangenti.
 
E' da quell'inchiesta che la Guardia di Finanza ha potuto ricostruito la districata rete di contatti e relazioni, sviluppata all'organizzazione. che permetteva di favorire l'immigrazione clandestina grazie a un  di un vero e proprio sodalizio criminale, coordinato da un cinese, e non senza la complicità di 2 consulenti del lavoro italiani e con sullo sfondo  imprese totalmente  inesistenti, ma necessarie per creare il presupposto tecnico-contabile  idoneo alla produzione dei documenti falsi.
 
Dunque un fatto perfettamente in linea con quello che da tempo ci stiamo dicendo.
 
LA discussione semmai è un'altra: questa "organizzazione" nei confronti della quale si è agito, sarà semplicemente un'"associazione a delinquere" o sarà addirittura un'"associazione a delinquere di stampo mafioso"?...
 
In altre parole, sarà possibile per questa contestare il famigerato 416-bis, oppure no?... Si potrà affrontare la cosa con i maggiori mezzi che una simile contestazione consente oppure no?...
 
Non è lontano l'insediamento a Prato del nuovo Procuratore, Dott. Nicolosi. A questi da subito è stato chiesta la sua opinione sulla realtà delle mafie cinesi, con tanto che la sua risposta è stata un rimandare ad un tempo in cui egli avrà potuto conoscere meglio la complessa realtà pratese.
 
Il caso di stamani, casca proprio a fagiolo: c'è l'organizzazione, il clima di omertà,  il controllo di attività economiche, le ingerenze sui  servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri…
 
Certo, queste sono riflessioni che ci facciamo tra di noi e rimane che tutte queste sono valutazioni che spettano a chi di competenza e non certo a noi.
 
Noi siamo però fermi nel ribadire la nostra convinzione, visto che il possesso di un'opinione e di esternarla è una cosa che è consentita a tutti: la soluzione o almeno una svolta sostanziale del "CASO-PRATO" è possibile solo se si cartifica e si persegue come un caso di mafia. Altre soluzioni non ne vediamo.
 
O si arriva alla contestazione del 416-bis e magari, operazioni come quella in discussione o some molte altre che si sono avute in passato, anche i giro per l'Italia, si mettono a sistema, oppure non potremo ma essere efficaci.
 
Ovviamente staremo a vedere, non senza manifestare un senso di riconoscenza verso il PM Sangermano, il Colonnello Reolon e tutti  gli uomini che hanno messo la propria professionalità e competenza in questa operazione.
 
Informazioni sull'autore:
 
More info:
 

giovedì 7 maggio 2015

Prato, una vetrina per le puttane… …ed una cassaforte per la mafia. di Francesco Fedi

____________________________________________________________

"Prato, una vetrina per puttane… …ed una cassaforte per la mafia" di Francesco Fedi
 
Prato, un residente spiega ""Il centro…" [massaggi] "…è aperto da gennaio è un continuo andare e venire, sempre di uomini. Non ci vuole molto a capire che tipo di servizi siano fatti. Non solo, spesso capita di vedere queste ragazze in baby doll che sostano davanti alle vetrate". A Prato, in Viale delle Repubblica, una delle maggiori arterie di traffico, all'interno di una zona dove si insediano studi di notai, avvocati, commercialisti ed aziende del settore terziario di ogni genere e tipo, da alcuni mesi vi era anche un bordello. Al piano terra di un distinto condominio prevalentemente residenziale, giovani ragazze di nazionalità cinese, rigorosamente prive di  un regolare contratto, mostravano la propria "mercanzia" ai passanti attraverso grandi vetrine…
 
Tutto questo, fino ad oggi,  accadeva a Prato, in pieno giorno, a poche centinaia di metri da una caserma della Guardia di Finanza e non tanto più lontano dalla Caserma dei Carabinieri, dal Tribunale di Prato e dalla Questura.
 
Ben presto i residenti, come il dirimpettaio Preside, Prof. Alessandro Giorni, delle Scuole Medie "Pier Cironi", (…ancora più vicino delle dette Caserme, ci sono infatti delle scuole medie inferiori, oltre che l'Istituto Tecnico Superiore "Tullio Buzzi" ha sentito la necessità di sollecitare l'intervento delle istituzioni, con tanto che nel frattempo alcune foto inequivocabili erano state fatte pervenire ai media locali.
 
Questa volta non avere la benzina per far girare le auto di servizio (…inflazionata immagine usata dai nostri politici in tema di taglio di fondi alle forze dell'ordine…), non sarebbe stato un problema: il luogo dove si consumavano certi reati era così vicino che si sarebbe potuti intervenire anche a piedi…
 
 Dunque l'irruzione all'interno dell'improvvisato  Red Light District, in stile  Amsterdam, è avvenuto nella tarda mattinata, dove un nutrito gruppo di agenti della polizia municipale, che hanno condotto le tre ragazze, per poi applicare i sigilli al locale.
 
LA titolare del "Centro Massaggi" è risultata essere una cittadina cinese di 35 anni, la quale è stata trattenuta per accertamenti.
 
Assieme alla Polizia Municipale, sono intervenuti i i carabinieri del Nas di Firenze ed il personale dell'Ispettorato del lavoro.
 
Oltre al sequestro, sono state a queste comminate multe per multe per un complessivo di oltre 20mila euro: inesistenti le autorizzazioni a svolgere l'attività di estetica, mentre più difficile da accertare l'attività di sfruttamento della prostituzione, motivo per cui il sequestro è esteso anche ad un appartamento al primo piano dello stabile, collegato mediante una scala dall'interno del negozio (…in pieno stile: "Uscio e bottega"…).
 
Diciamoci da subito che una multa così salata non sarà certo un problema per l'organizzazione che gestiva questa attività e che probabilmente potrà presto riaprire in qualche altro dei tanti fondi sfitti della nostra Prato.
 
Questa volta è andata fin troppo male, visto che l'attività è stata interrotta solo dopo pochi mesi, nonostante che forse, per l'investimento iniziale e per il costo prossimo a zero della materia prima, forse l'attività "ufficialmente" gestita dalla trentacinquenne cinese, era già in attivo. Tanto per usare dei termini tecnici, diciamo che i costi fissi erano forse già ammortizzati ed il break-even-point, (momento da cui un'attività comincia ad essere redditizia)  superato da un pezzo.
 
Per questo si può azzardare molto, ovvero confidando in una sostanziale inesistenza dello Stato, di controlli efficaci e capillari sul territorio, si può arrivare a pensare di poter ostentare cosce e culi, per mesi, attraverso un vetro, perché se non fosse stato per il solito preside bacchettone o per il solito condominio di stitici gelosi (*) –gente che va a cacare un volta a settimana e vive con il "mal di corpo" fisso…-
La sensazione è che se nessuna foto fosse arrivata ai giornali o fosse stata fatta girovagare in rete, oggi questo sequestro non ci sarebbe proprio stato.
 
Eppure, girando per la città, anche in zone prossime al centro storico, come Via Filicaia, Via Cavour o Via Fabio Filzi, anche nelle ore più sperdute della notte ci si imbatte in un vero e proprio pullulare di centri estetici, sempre aperti. Tutte attività che non fanno certo mistero di essere in piena operatività,negli orari più insoliti, e che, attraverso vetrine in tal caso furbescamente oscurate, espongono vistose insegne luminose, recanti la scritta "APERTO".
 
Giusto ieri abbiamo salutato l'arrivo a Prato nel nuovo Procuratore, Dott. Giuseppe Nicolosi, chiedendoci sia con lui finalmente arrivato il momento in cui il CASO-PRATO, potrà finalmente essere affrontato come un caso di mafia. Un caso di mafia cinese.
 
Questo pullulare di centri benessere, che tanto sembrano andare ben oltre l'attività dichiarata, o la comparsa di alcuni anni di passeggiatrici in .P.zza Mercatale e Via Sant'Antonio, lascia intravedere l'esistenza a monte di un'"intellighenzia", che non può che essere di chiaro profilo mafioso…
 
Una mafia astuta che vede in questo un odo per diversificare ulteriormente le proprie attività più tradizionali, che vanno dal traffico di esseri umani, al racket, al gioco d'azzardo…
 
Nei giorni scorsi abbiamo letto come il Nuovo Procuratore Nicolosi, andasse cauto sull'argomento, affermando di voler prima conoscere bene la realtà di Prato, ma il fatto è che ci sono già un numero importante d'inchieste, operate da varie procure in Italia, che parlano candidamente della cosa.
 
"in Italia non c'è un'unica organizzazione criminale cinese. Ci sono gruppi dislocati sul territorio nazionale. Ogni gruppo ha un capo. I capi tra di loro si conoscono, perché sono amici per cui capita anche che si incontrino fra di loro o perché si è creato un contrasto tra i singoli gruppi e occorre, quindi, trovare una soluzione o perché si deve realizzare una qualche azione illecita che un singolo gruppo da solo non è in grado di sostenere, per cui chiede supporto ad altri […] Quando i capi si incontrano tra di loro, nessuno degli affiliati può partecipare alla riunione. Dico questo perché spesso è capitato che ero in compagnia di W. [il capo del suo gruppo] quando questi si doveva incontrare con altri capi, per cui mi sono dovuto allontanare e loro si sono appartati"  Le affermazioni sopra riportate sono di un testimone di giustizia cinese, depositate in un processo tenutosi a Napoli nel 2006.
 
Quanto allo sfruttamento della prostituzione, sembra che esistano diverse fenomenologie prostituzionali, distinte per costo delle tariffe e clientela di riferimento, con clienti che vanno dagli strati sociali benestanti interni alle comunità (uomini d'affari venuti in Italia per stabilire contratti commerciali con i connazionali), con veri e propri luoghi adibiti alla prostituzione e giovani donne particolarmente avvenenti le cui tariffe possono essere molto alte. Poi c'è la prostituzione, rivolta alla clientela cinese, svolta in appartamenti ubicati all'interno di zone abitate da connazionali e tariffe dell'ordine di poche decine di euro. Mercato a parte è quello dell'adescamento della clientela italiana, che avviene all'interno di finti centri benessere, dalle cui vetrine, si propaganda appunto l'esecuzione di speciali massaggi.
 
La gestione avviene mediante una appuntamenti telefonici con i clienti, con donne che  talvolta sono coadiuvate da figure maschili addette al controllo (Trib. Rovigo 2007); E' già accaduto che  operazioni di polizia portassero alla scoperta a Piacenza, Cremona, Torino e Prato di una organizzazione di sfruttatori cinesi operanti nel Centro-Nord, che nel tempo erano riusciti a sviluppare una vera e propria " rete dei luoghi della prostituzione", costituita da appartamenti e sale messaggio presenti in diverse città e collegati fra loro.
 
Operazioni eseguite anche  da Gruppi Interforze, hanno portato all'emersione di una collaborazione tra cittadini cinesi ed italiani, dove quest'ultimi, si adoperavano nel fornire supporto logistico, individuare alloggi maggiormente idonei e prendere contatti con i proprietari nel ruolo di prestanome per la stipulazione dei contratti d'affitto (2005).
 
Il fenomeno di quest'ultimi anni, della quale la nostra città ha il suo esempio più evidente nella frequentazione di luoghi centrali come Piazza Mercatale/Via Sant'Antonio, ovvero quello dell'adescamento in strada ed esercitato ad ogni ora del giorno, è un evoluzione dell'esercizio dell'attività al chiuso, visto che come ben sappiamo, comunque così si conclude (ovvero il cliente, avvicinato in strada, viene inviato a ricevere la prestazione in un vicino luogo al chiuso…).
 
Il reclutamento delle donne indirizzate al mercato della prostituzione è un segmento del più ampio fenomeno
dell'immigrazione illegale (Carchedi 2008): prevalentemente le donne sono introdotte in Italia illegalmente, talvolta spacciate per cittadine giapponesi, per poi essere segregate negli appartamenti adibiti a luogo di prostituzione (Trib. Trieste 2006), il tutto grazie a un'organizzazione criminale che anticipa i costi del viaggio, (Mazzesi 2006).
 
Dunque ci sono di mezzo anche italiani, che figurano come affittuari, mentre solo più raramente oppure sono le donne cinesi a stipulare  i contratti, ma questa modalità è più appannaggio di gruppi minoritari che gestiscono singole case di prostituzione, senza alle spalle basi logistiche ed organizzazioni consolidate.
 
La "rete" serve anche a garantire un buona mobilità delle donne dedite alla prostituzione,  trattenute solo per poche settimane in un determinato per poi spostarsi altrove (Dia 2008): l'analisi di alcuni procedimenti giudiziari ha portato a riscontare come gli appartenenti alle bande che gestiscono le case di appuntamento, vengono stabilmente impiegati dai gestori per difendersi dagli attacchi di eventuali rapinatori, . Tutto ciò fa ritenere che chi gestisce le case di appuntamento abbia stretti legami con la criminalità organizzata delle mafie locali  (Trib.Napoli 2006a; Trib. Prato 2009a).
 
Tutti questi dati sono desumibili da un dossier predisposto dal CNEL, presentato a Roma nel 2011, e dal titolo "La criminalità organizzata cinese in Italia. Caratteristiche e linee evolutive" e nel quale si dice anche che sempre più spesso i cittadini cinesi partono in aereo da Hong Kong per approdare direttamente turistico negli aeroporti internazionali di Malpensa e Fiumicino, per poi dileguarsi nel nulla.
 
Prato, che ormai conta 50.000 cinesi, pari al 30% dei residenti della cittadina, e oltre 5.000 aziende possedute da imprenditori della Repubblica Popolare, connotandosi come la comunità cinese più grande d'Europa. Ne consegue l'esistenza di rapporti della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) e del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (SCICO), nel considerare le Triadi la "quinta mafia" italiana.
Pietro Grasso, ex-procuratore nazionale antimafia e oggi Presidente del Santo della Repubblica, ha in passato dichiarato che «La criminalità organizzata cinese da tempo è presente sul nostro territorio nazionale e si occupa di diversi ambiti: traffico di esseri umani, contraffazione, prostituzione, gioco d'azzardo, estorsioni e droga.». 
Tuttavia, in questo melting pot di semplici irregolarità amministrative, illegalità e malavita, vediamo una politica locale molto più impegnata a riproporre una strampalata riedizione del mito del "buon selvaggio"  (attraverso la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA") e a propinare un'immagine, la propria, di istituzioni seriamente impegnate in azioni di contrasto, che non a mostrare una volontà ferma e decisa nel contrastare certi fenomeni.
 
Il problema è che è chiaro che anche certi poteri, anche mafiosi, sono un qualcosa che per qualcuno è sempre meglio non disturbare troppo…
 
Per questo, l'abbiamo fatto ieri e lo ripetiamo oggi, torniamo a fare gli auguri al Dott. Nicolosi, nuovo procuratore di Prato.
 
 
(*) L'autore, dall'alto della sua sconfinata cultura, intende fare diretto riferimento ad un'espressione tratta  brano del contemporaneo Benigni R., denominata "Inno del Corpo Scilto", fonte d'ispirazione per molte generazioni di giovani pratesi, spesso celebrata con lunghe intonazioni nei pomeriggi di privareva in Vallupaia o nel Parco di Galceti, accompagnati da chitarre acustiche con corda rotta o semplicemente scordate.