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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

LE GRANDI COMETE STORICHE cap. 4 : dal 1700 fino al 1900. by Giovanni Donati - INSA.

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Aggiornato il 12/09/2021
 
Le grandi comete storiche capitolo 4
Dal 1700 al 1900 - A cura di Giovanni Donati.

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Nell'introduzione del primo capitolo riferito alle grandi comete storiche dell'antichità, abbiamo già fornito una descrizione che potete leggere QUI .
Mentre questo capitolo ve lo vogliamo introdurre con un'opera di Giovanni Celoria redatta nel 1890 che nonostante tutto si mantiene sempre attuale.

LE COMETE DI 
GIOVANNI CELORIA
PUBBLICATO nel 1890


Introduzione:
Interessantissimo leggere questo testo, quantomai attuale anche oltre un secolo dopo che è stato redatto, le molte intuizioni dell'epoca poi si sono rivelate esatte, notevoli le ipotesi sulla possibile esistenza di milioni di comete che seguono il Sole circondandolo, poi messe in teoria da Ian Oort oltre mezzo secolo dopo. Notevole anche l'idea che potessero essere oggetti interstellari, prova che è arrivata solo 127 anni dopo con la scoperta di 1I/'Oumuamua e 2I/Borisov.
Ipotizza pure la possibilità di scontri con la Terra, ma non li ritiene un pericolo, ma di certo i Dinosauri avrebbero da ridire.
Il testo è originale e scritto nell'Italiano del tempo, che non impedisce la sua comprensione in alcun modo, anche se presenta termini astrusi.

(Testo originale):
1. Aspetti delle comete. — 2. Nucleo. — 3. Chioma — 4. Trasformazioni dei nuclei e delle chiome. — 5. Code delle comete. — 6. Moto apparente, moto reale delle comete. — 7 Comete periodiche. — 8. Apparenze delle comete in rapporto al loro movimento. — 9. Luce, spettri, materiali delle comete. — 10. Teoria sulla formazione delle code. — 11. Massa delle comete. — 12. D’onde vengano le comete. — 13. Quel che avvenga delle comete dopo il loro passaggio al perielio. — 14. Temute influenze delle comete.

1. Il giorno 2 giugno del 1858 fu trovata in cielo una cometa, che rimase visibile dagli orizzonti terrestri fino al primo marzo del 1859 (Cometa Donati). Durante la sua lunga apparizione prese aspetti diversi. Dapprincipio fu bianca, tonda, piccola, a contorno irregolare, telescopica ossia visibile solo ad occhi armati di cannocchiale. Verso la fine dell’agosto divenne visibile ad occhio nudo, e la forma sua fu quella di un disco circolare risultante di due parti ben distinte, l’una centrale, lucentissima (nucleo), l’altra (chioma) tenue, diffusa, pallida, svolgentesi come aureola attorno alla prima. Nei primi giorni di settembre, la chioma cessò d’essere simmetrica attorno al nucleo, prese ad estendersi nella direzione opposta al Sole, e a formare lungh’essa una striscia nebbiosa, diffusa, tenue (coda) il cui splendore, sempre più debole a distanze crescenti dal nucleo, finiva per perdersi nella luce generale del cielo.

La Cometa Donati parve allora completa, formata di nucleo, chioma e coda. A poco a poco la coda si spinse a distanze sempre maggiori dal nucleo e diventando lunga s’incurvò; crebbe fino a misurare il giorno 5 di ottobre 35 gradi, fino a misurarne 60, la terza parte del grand’arco celeste che posa sull’orizzonte, il giorno 10; in un sol giorno la lunghezza sua salì da 35 a 50 gradi, in meno di tre, dal 12 al 15 di ottobre, discese da 45 a 15; diminuì in seguito a gradi a gradi fino a sparire fra il 3 ed il 6 di dicembre, ed allora la Cometa ridivenne telescopica.

Nel 1861, in sul principiare di giugno, a Sydney, a Santjago, a Rio de Janeiro, a Williamstown fu veduta una splendida Cometa, la cui coda misurava 30 gradi il giorno 7, 40 il giorno 11. Si muoveva rapidissimamente attraverso le stelle del cielo, e il giorno 30 di giugno, scomparsa agli osservatori dell’emisfero australe, sorse improvvisa sopra gli orizzonti di Europa, e si mostrò in tutto il suo splendore straordinario la sera, tosto tramontato il Sole. Quel giorno ad Atene il capo suo apparve grande come la Luna; la sua coda prese 120 gradi, due terzi dell’arco di circolo massimo del cielo apparente; tanta fu la sua luce, che produsse ombra.

Nel 1880 il giorno 2 di febbraio apparve improvvisa in cielo, cessato il crepuscolo, una grande Cometa. Il suo capo toccava l’orizzonte ad occidente, la sua coda si ergeva diritta da esso e si proiettava sul fondo del cielo come un immenso arco di luce. Prendeva 40 gradi del cielo, ed era, in tutta la sua lunghezza, larga tre volte circa il diametro lunare apparente; aveva una luce uniforme, non viva, in tutta la sua estensione. Poco mutò nei giorni seguenti; il 14 la coda sua era ancor lunga 37 gradi, la chioma appariva come una massa bianca ed informe; il 19 tutto era mutato; e chioma e coda appena si potevano discernere, da un occhio esercitato ed armato di cannocchiale, sotto forma di una pallida macchia bianca.

Di queste grandi comete molte ne potrei enumerare, e il nostro secolo, oltre alle descritte, vide quelle del 1807, del 1811, del 1835, del 1843, del 1862, del 1874, del 1881, del 1882. Non tutte le comete però raggiungono sì grande splendore. Molte, la più gran parte anzi, sono invisibili ad occhio nudo e telescopiche; ma splendenti furono tutte quelle registrate dalle cronache, e vedute a cominciare dall’antichità fino all’invenzione dei cannocchiali (secolo decimosettimo). Splendenti furono le comete degli anni 480, 431, 410, 373, 348, 118, 86, 44 avanti Cristo; splendenti furono quelle degli anni 69, 400, 875, 1402, 1456, 1472, 1577, 1585, 1607, 1618, 1619 dell’Era volgare.

Sono tutte comete che colla loro massa apparente hanno occupato grandi tratti di cielo, che col loro splendore hanno per un momento offuscato tutti gli astri. Tutte mostrarono apparenze speciali, pur tutte avendo una fisonomia stessa, quasi di famiglia; le une bianche come d’argento, le altre rosseggianti, sanguigne; le une diritte come una lama di stilo, le altre curve come una scimitarra; le une sottili e lunghe, le altre corte e larghe; le une di larghezza uniforme, le altre aperte a mo’ di ventaglio; tutte grandi però, tutte splendenti, fantastiche e trasformantisi con rapidità. Sono corpi fatti apposta per affascinare; niente vi era là dove repentemente esse vennero a mostrarsi; nulla rimane della loro massa apparentemente grande, nulla della loro luce potente; sono tutto un arcano. Qualcosa di transumano soltanto può svolgere in un istante tanta luce, tanto splendore, spegnere in pochi giorni un incendio sterminato.
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2. Nucleo e chioma formano il capo delle comete. Nell’interno della massa bianca e pallida, onde questo capo risulta, splende in generale di luce viva, quasi di stella, un dischetto di diametro variabile e di difficile misura. È il nucleo, e i disegni ne dànno esattamente l’idea. Non tutte le comete presentano un vero nucleo stellare, molte hanno verso il loro mezzo una semplice condensazione di luce, poche mancano anche di questa e si presentano come un informe ammasso vaporoso; altre, quasi per compenso, la Cometa Brorsen fra esse, mostrano parecchi punti d’apparenza nucleare.

È poco probabile che i nuclei delle comete sieno masse solide e compatte, tanto grandi sono i cambiamenti, tanto repentine le trasformazioni osservate in essi. Non è ancora abbastanza dimostrato che essi sieno assolutamente fluidi e trasparenti; certo è solo che la loro densità è limitata, e che, attesa la loro dimensione sempre piccolissima rispetto a quella dell’insieme che forma le comete, limitata ne è pure la massa.
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3. Attorno al nucleo si svolge la chioma, la quale costituisce la parte essenziale e caratteristica delle comete, quella da cui esse presero il nome. Si sono vedute comete senza traccia di nucleo; moltissime comete, la più gran parte delle telescopiche, passano senza mostrar coda, ma comete senza chioma non furono mai osservate. Le chiome hanno struttura irregolare e mutabile, nè mai appaiono uniformemente luminose, o mostrano nella massa loro quei rapporti di intensità di luce che potrebbero spiegarsi prospetticamente, e risultare da ciò che noi le vediamo, non quali sono nello spazio, ma proiettate sul fondo del cielo. Attraverso alle chiome di alcune comete si sono viste stelle non punto affievolite; la luce delle stelle, attraversandole, o non subisce deviazione (rifrazione) o ne subisce una minima. Sulla Terra non conosciamo gas tanto tenue che non abbia influenza sulla luce che lo attraversa; più tenui che il nostro più tenue gas sono probabilmente tutte le chiome delle comete.
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4. I nuclei e le chiome passano talora, specialmente nelle grandi comete, per isconvolgimenti profondi, e quali appena si potrebbero immaginare. Nella Cometa di Halley, apparizione del 1835, fu vista effluire dal nucleo verso il Sole materia luminosa, disporsi a ventaglio intorno ad esso nucleo, e generare un immenso settore quasi di circolo, che prese in seguito ad oscillare come un pendolo. Il capo della Cometa Donati presentò, sovratutto in ottobre, uno spettacolo straordinario. Al suo nucleo, dalla parte del Sole, aderiva un inviluppo lucido, non uniformemente splendido, a forma di ventaglio ed a struttura irregolare; succedeva ad esso una fascia o zona oscura, ed a questa un secondo inviluppo luminoso e del primo meno splendente; una seconda fascia oscura abbracciava questo secondo inviluppo, e al di là di essa veniva un ultimo inviluppo nebbioso, tenue, diffuso, che si perdeva presto nel fondo oscuro del cielo. Il numero di questi inviluppi crebbe fino a quattro, e gli inviluppi successivi non si disposero sempre in modo identico e simmettrico rispetto al nucleo. Qualche cosa di analogo nelle sue linee generali, ma di interamente diverso nei dettagli presentarono tutte le grandi comete, quelle ad esempio del 1881 e del 1882, la Cometa 1861 II , la 1862 II , così l’una e l’altra indicate per ciò che, quando in un anno si osservano più comete, le si distinguono aggiungendo alla data dell’anno i numeri romani I, II e via.

Non sarebbe possibile ridurre a sistema i fenomeni presentati dai nuclei e dalle chiome cometarie; in una stessa cometa gli uni e le altre passano per le più strane trasformazioni, ed in alcuni momenti la loro massa, tutta sossopra, prende un aspetto caotico; da una ad un’altra cometa gli uni e le altre variano indefinitamente.
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5. Le code delle comete si distaccano dalle chiome, e si spingono addentro allo spazio nella direzione della retta, che congiunge il Sole alla cometa (raggio vettore), dalla parte al Sole opposta. Questo corrispondersi delle code delle comete e del prolungamento del loro raggio vettore non va preso in senso letterale, ma interpretato largamente, come qualche cosa che dà un’idea della posizione generale delle code nello spazio. In alcune comete le code non poco deviano dal raggio vettore, ed in generale esse non si svolgono secondo linee rette, ma secondo curve più o meno sentite, e disposte in modo da rivolgere la loro concavità verso la regione dello spazio che la cometa, muovendosi, abbandona.

Talora più code furono osservate in una stessa cometa. Fra tutte maravigliosa apparve la Cometa del 1744, la quale mostrò sei code, ciascuna larga 4 gradi in media, e lunga fra i 30 ed i 45. Nel loro insieme queste code prendevano sul contorno del capo della Cometa, opposto al Sole, un arco di circa 60 gradi; ad una ad una avevano contorni proprii e decisi, ed erano dalle contigue separate per mezzo di spazii perfettamente oscuri. Pareva che una coda enorme, larghissima alla base, si staccasse dalla chioma, e quindi, tagliata in 6 rami principali, si spingesse divergendo nello spazio.

Cometa Donati il 5 ottobre 1858 ).

Chioma della Donati il 2 e 10 ottobre, sotto forte ingrandimento ).

La Cometa del 1823 verso la fine del gennaio del 1824 mostrò due code, inclinate fra loro ad un angolo di 160 gradi, e quindi così disposte, che mentre l’una, normale, era opposta al Sole, l’altra, secondaria, ver esso era rivolta. Nella Cometa 1862, II i due rami della coda parevano attorcigliarsi, intrecciarsi l’un l’altro; nella Cometa 1874, III la coda lunga e diritta si allargava verso il mezzo della sua lunghezza per un certo tratto, e assumeva l’aspetto di un grande fuso. Sarebbe opera vana descrivere ad una ad una le code vedute, tale delle forme loro è la varietà, e tanto da esse potrebbe ne’ suoi dettagli differire la coda della prima cometa avvenire.

Le code verso l’estremo lontano dal nucleo generalmente si allargano; quelle sottili, strette e non divergenti sono rare. La loro massa appare talora in preda a commovimenti strani, e soggetta a variazioni rapide. Le loro dimensioni apparenti sono diversissime da una ad un’altra cometa; nell’una tozze e larghe e corte, nell’altra lunghissime ed estese a gran parte del cielo, a 60 gradi di questo come nella Cometa del 1456, a più che 100 come nella Cometa del 1618. In una stessa cometa la lunghezza della coda passa per valori molto diversi; in qualche giorno da pochi gradi sale ad occupare una parte sensibile del cielo, e questa lunghezza apparente, quando vien tradotta, tenendo conto della distanza della cometa dalla Terra, nella lunghezza reale, supera non di rado la potenza della nostra fantasia, supera, come nella Cometa del 1664, i cento milioni di chilometri. Lunghesso l’asse longitudinale delle grandi code si ha sempre minor splendore, anzi talora una riga perfettamente oscura; le code appaiono longitudinalmente divise, formate da due rami diversamente luminosi, aventi amendue uno splendore decrescente dall’esterno all’interno, quasi fossero grandi coni, cavi, vaporosi, trasparenti e dotati di una debole luce propria.
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6. Le comete vanno pel cielo senza direzione apparentemente determinata; alcune si muovono da mezzogiorno verso settentrione, altre da nord verso sud; alcune vanno da oriente ad occidente, altre in una direzione affatto opposta; moltissime prendono direzioni intermedie a queste principali. Non si muovono in modo uniforme e costante; a tratti accelerano, a tratti ritardano il loro movimento. Qualche volta cambiano anche bruscamente di direzione, e tale che tendeva verso oriente, si arresta, declina a mezzogiorno, riprende infine suo cammino verso occidente. Pare che esse errino a caso attraverso alle stelle del cielo, ma l’apparente confusione del loro andare è una conseguenza del loro movimento reale, combinato con quello contemporaneo della Terra, ossia dell’occhio dell’osservatore.

Le comete si muovono attorno al Sole così come i pianeti; le orbite loro sono come quelle dei pianeti ellittiche; il Sole è posto in un fuoco comune alle orbite degli uni e delle altre, e fra tutte queste orbite non v’è che differenza di eccentricità. Mentre i pianeti si muovono in orbite prossimamente circolari, pochissimo e solo mediocremente eccentriche, le comete si muovono in orbite fortemente ellittiche ed eccentriche, in orbite tali cioè, che il Sole occupa in esse una posizione dissimetrica, assai lontana dal punto centrale. Le orbite dei pianeti quali più quali meno si rassomigliano, e coi loro piani poco si discostano da quello dell’eclittica; i piani dell’orbite cometarie prendono tutte le posizioni possibili nello spazio, e nel proprio piano ogni orbita si dispone diversamente rispetto al Sole.

Le comete, per la massima parte, sono visibili solo in quel tratto della loro orbita, che è più prossimo al Sole; nei rimanenti tratti si allontanano tanto da questo che diventano invisibili; il breve tratto prossimo al Sole dell’orbita loro fortemente ellittica può, poche eccezioni fatte, essere scambiato con un tratto di parabola, avente ancora il Sole per fuoco. Le comete, appunto per la natura e varietà delle orbite loro, si avvicinano qualche volta molto al Sole. La Cometa 1882, I (Wells) passò il 10 di giugno a 9 milioni di chilometri dal Sole, 1/6 circa della distanza media che dal Sole separa Mercurio; la grande Cometa del 1882 (Cometa 1882, II) passò il 17 settembre, giorno della sua minima distanza dal Sole, a poco più di un milione di chilometri da questo, non lo urtò, ma per un giorno affogò, uscendone incolume, nel profondo strato di luce che circonda il Sole. Le comete, sempre per la natura e varietà delle orbite loro, si avvicinano qualche volta molto alla Terra. La grande Cometa 1874, III passò nel luglio sì vicino alla Terra, che per poco questa non rimase dalla sua coda avvolta, e nulla vieta a pensare che altre comete possano avvicinarsi alla Terra assai di più, rasentarla, scontrarla anche.
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7. Non tutte le comete hanno orbite tanto ellittiche da spingersi nel loro afelio a distanze indefinite dal Sole, molto al di là dell’orbita di Nettuno e dei confini noti del Sistema planetario. Non tutte le orbite cometarie rassomigliano a quella delle Comete del 1843 e del 1880. Vi sono comete che si muovono entro orbite relativamente anguste e di dimensioni paragonabili a quelle dei pianeti. Esse, pur diventando, come le altre, visibili solo quando percorrono il tratto di loro orbita più vicino al Sole, ripassano per questo tratto a non lunghi intervalli di tempo, ridivenendo periodicamente visibili. Le si dicono appunto per ciò periodiche, ed in questo momento il numero loro sale alla dozzina.

La prima cometa che siasi riconosciuta periodica è quella celebre di Halley, la quale nelle sue apparizioni diventa visibile ad occhio nudo, e riappare a periodi di 75 anni circa. Di essa si hanno osservazioni attendibili per le apparizioni degli anni 1456, 1531, 1607, 1682, 1759, 1835, si aspetta il ritorno nel maggio del 1910. Le altre comete periodiche sono: la Cometa di Olbers con periodo di 72,6 anni, la Cometa 1866, I con periodo di anni 33,2, la Cometa D’Arrest con periodo di poco più che sei anni, la Cometa Winnecke con periodo di 5,5 anni, la Cometa Faye con periodo di 7 anni, la Cometa Biela con periodo di 6 anni e mezzo, la Cometa Encke con periodo di tre anni e un terzo. Anche la Cometa Brorsen appartiene alle comete di breve periodo, compiendo essa una rivoluzione in 2032 giorni, poco più di cinque anni e mezzo. La Cometa Encke, di cui l’aspetto telescopico nelle apparizioni del 1828 e del 1871 è dato dal disegno qua sotto, fu già osservata in 24 delle sue apparizioni. La Cometa Biela fu vista nelle sue apparizioni del 1772, del 1806, del 1826, del 1832, e la sua massa telescopica non presentò mai fenomeni degni di menzione speciale. Durante la sua apparizione del 1845-46 improvvisamente si sdoppiò, pur non mostrando notevoli perturbazioni di moto; nel 1852 le due comete gemelle, frammenti della primitiva Cometa Biela, tornarono a riapparire, seguendo la strada preventivamente determinata dal calcolo, ma erano in quell’anno assai deboli e la reciproca distanza loro era aumentata d’assai; dopo il 1852 la Cometa Biela avrebbe dovuto riapparire cinque volte, ma ogni volta fu cercata invano, sicché della sua sparizione non si può oramai più dubitare.
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8. Le comete, per la natura delle orbite loro, sono a distanze dal Sole successivamente diverse; per un certo tempo gli si avvicinano, raggiungono una distanza minima (perielia), indi se ne allontanano. Le comete divengono visibili nel tratto della loro orbita attigua al perielio. Alcune cominciano ad apparire a qualche distanza dal perielio, e, oltrepassatolo, continuano a mostrarsi per qualche tempo; altre appaiono quando già sono al perielio vicinissime, e in generale si lasciano poi vedere per breve tempo.

Tutte le comete indistintamente acquistano maggior splendore durante il passaggio al perielio, sicchè, conosciuti gli elementi determinanti l’orbita di una cometa, si possono preventivamente calcolare le fasi della sua intensità luminosa. Par quasi che questa in tutte le comete si esalti al loro avvicinarsi al Sole, le telescopiche divenendo assai più splendenti, le maggiori gettando fuori le loro code, ora a gradi a gradi, ora repentemente, mostrando nella loro massa sconvolgimenti grandiosi e stupefacenti.
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9. Le comete splendono in parte per luce riflessa imprestata dal Sole, in parte per luce propria, che ha i caratteri della luce emessa dai gas o vapori incandescenti. La luce delle loro chiome, esaminata allo spettroscopio, si risolve infatti in un debole spettro continuo difficilissimo a vedersi, associato ad uno spettro marcato, discontinuo, costituito da tre bande o striscie luminose, una gialla, l’altra verde, la terza azzurra, separate da larghi intervalli apparentemente oscuri, spettro quest’ultimo che è appunto proprio di masse gassose portate allo stato di incandescenza, o di luminosità propria. Per gran tempo tutte le comete osservate diedero lo stesso spettro, e, poichè questo spettro è identico a quello degli idrocarburi, se ne inferì che le comete tutte sono probabilmente formate dagli identici materiali, e che in esse poverissima è la varietà dei materiali stessi.

La Cometa 1881, I e la grande Cometa del 1882, che tanto, come si disse al paragrafo 6, si avvicinarono al Sole, vennero a modificare le idee universalmente accettate sugli spettri cometari. Nello spettro della prima, essendo essa vicinissima al perielio, comparvero distinte le righe lucide del sodio incandescente, le solite bande impallidirono fino a sparire, e al posto di esse si ebbe uno spettro continuo. Nello spettro della Cometa 1882, II, appena ebb’essa passato il perielio, comparvero distintissime molte righe lucide, fra le altre quelle del sodio ed alcune del ferro, ed insieme ad esse uno spettro continuo distinto; allontanatasi la Cometa dal perielio, impallidirono e presto sparvero sì le righe lucide che lo spettro continuo, per dar luogo allo spettro ordinario delle comete. La complessità dei materiali, onde le comete risultano, ottenne per tal modo una dimostrazione inappellabile, e se lo spettro in generale non l’accusa, ciò avviene perchè raramente l’azione del Sole sovra i materiali stessi raggiunge il necessario grado di intensità.
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10. Si può oramai affermare che le code delle comete sono formate di materia, la quale, sebbene tenuissima, obbedisce alle leggi ordinarie del movimento, e si può, non senza fondamento, ritenere ancora che esse sono prodotte da una ripulsione, probabilmente elettrica, esercitata dal Sole sulle particelle loro. Sovra questi principii si fonda una teoria delle code cometarie elaborata da Bredichin, ed appoggiata anche dalla complessità dei materiali delle comete, di cui si trattò nel paragrafo 9. Secondo questa teoria, le comete, avuto riguardo alla forza di ripulsione che sovr’esse esercita il Sole, si possono tutte ridurre a tre classi.

Nelle comete della prima classe la forza ripulsiva del Sole è 14 volte più grande della sua attrazione; le code di queste comete sono diritte e lunghissime. Nelle comete della seconda classe la forza ripulsiva del Sole è di poco superiore alla sua attrazione; caratteristiche di queste comete sono code corte, larghe, a ventaglio. Nelle comete della terza classe la forza ripulsiva del Sole assume valori che oscillano fra uno e tre decimi della sua forza d’attrazione; le code di queste comete sono getti brevi, fortemente incurvati, a contorni netti e decisi. Le code della prima classe risultano da idrogeno, quelle della seconda classe sono formate da idrocarburi, il ferro costituisce il materiale delle code appartenenti alla terza classe; in ciascuna delle classi l’idrogeno, gli idrocarburi, il ferro possono essere rispettivamente sostituiti da altri materiali di analogo peso atomico.

Non di rado alcune comete, le grandi sovratutto, presentano code complesse, formate di code caratteristiche di ciascuna delle classi enunciate. Sono comete formate di materiali diversi, sui quali il Sole esercita una diversa azione ripulsiva, sono comete a costituzione complessa, e che in sè radunano i materiali di tutte le altre.
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Cometa di Encke 1828 ).

Cometa Brorsen  1868 ).

Cometa del 1823 nel gennaio 1824 ).

Cometa 1862 II il 27 agosto ).

Cometa Coggia 1874 III a metà giugno ).

11. Tutto quello che sappiamo delle comete porta a pensare che la materia nelle chiome e code loro è tenuissima; tutto quello che l’esperienza e il calcolo insegnarono sul moto delle comete e dei pianeti porta a dire che la massa delle comete è molto piccola.

La Cometa di Lexell attraversò due volte, nel 1767 e nel 1779, il Sistema di Giove e de’ suoi satelliti, ed ogni volta impiegò quattro mesi circa ad uscire dalla sfera di attrazione del potente pianeta. Il suo movimento ne fu perturbatissimo, ma neppur traccia di una debole alterazione fu notata nel corso dei quattro satelliti di Giove. La Cometa stessa si avvicinò d’assai alla Terra, e nel luglio del 1770 la sua distanza da questa non fu che sei volte quella della Luna. Se la massa sua fosse stata uguale a quella della Terra, essa avrebbe allungato il nostro anno di 2 ore e 47 minuti; non produsse nel fatto variazione sensibile, e la massa della Cometa di Lexell non può essere stata neppure la cinque millesima parte di quella della Terra.

La Cometa di Halley ebbe dall’azione perturbatrice di Saturno ed Urano modificato di più che un anno il periodo della propria rivoluzione, ma la sua reazione sui pianeti stessi fu insensibile. Tutte le comete periodiche hanno le loro orbite perturbate dall’azione dei pianeti del Sistema solare, ma nessuna di esse reagisce in modo sensibile sul movimento di questi.

Delle comete osservate la maggior parte ha un perielio che cade nello spazio fra il Sole e la Terra, per pochissime il perielio cade fra Marte e Giove poco al di là di Marte, per nessuna al di là di Giove. Non c’è ragione di pensare che comete non debbano esistere con perielio negli spazii interplanetarii fra Giove e Nettuno; solo è logico ritenere che comete tali troppo distano dal Sole per diventar visibili dalla Terra. Le comete osservate sono oramai a centinaia, e il numero loro cresce ogni anno; durante l’intero secolo decimosettimo si hanno notizie di sole 27 comete viste; altrettante comete in media si osservano ora in meno di 4 anni. Un facile calcolo di probabilità, partendo dal numero delle comete note ed osservate e dalla relativamente angusta plaga di spazio da esse occupata, guida per induzione al numero delle comete verosimilmente esistenti, numero che sale, non è lecito dubitarne, a milioni.

I movimenti dei pianeti non dànno indizio della massa di sì numerose comete. Tutte le comete esistenti, le note e le ignote, non fanno insieme una massa perturbatrice, la cui azione basti a diventar sensibile ai mezzi di osservazione più perfezionati. La perturbazione prodotta da ogni singola cometa è insensibile affatto, la sua massa per conseguenza debole, tenuissima. Certo sarebbe esagerazione dire che le comete son un nulla che può diventar visibile, ma è rigoroso dire che, quanto a massa, una cometa è poco più che nulla.
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12. Per qualche tempo si pensò che le comete sono piccole masse erranti fra stella e stella, e che esse allorchè pervengono nella parte dello spazio, dove l’attrazione del Sole è predominante, prendono a descrivere orbite speciali attorno al Sole, divenendo così a noi visibili. In questa ipotesi le comete sono corpi originariamente estranei al Sistema solare, attratti nell’interno di esso dalla massa potente del Sole.

Si ritiene ora dai più che le comete formano fra le stelle fisse e gli altri corpi estraplanetarii un sistema distinto, di cui tutti i membri accompagnano il Sole nel suo moto proprio attraverso gli spazii stellati. In questa ipotesi le comete non sono corpi estranei al Sistema solare, ma accompagnano da ogni tempo il Sole e tutti i pianeti in quel movimento di traslazione attraverso agli spazii indefiniti del cielo, cui le osservazioni hanno con ogni rigore dimostrato, e allorquando, per essere esse più o meno veloci del Sole, raggiungono una maggior vicinanza a questo, prendono a descrivere, da esso attratte, orbite quasi paraboliche e in esse divengono a noi visibili.
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13. La massa delle comete è nelle vicinanze del Sole in preda a grande agitazione, e i fenomeni in essa massa osservati, sovratutto il formarsi delle code, portano a pensare che una parte di essa sia ad ogni passaggio pel perielio, sottratta all’attrazione del nucleo. È difficile immaginare in qual modo le particelle lanciate, nella formazione delle code, a milioni di chilometri dal nucleo possano in seguito tornare ad aggrupparsi intorno al medesimo; pare piuttosto che esse vadano disperse nello spazio, e che per tal modo la massa delle comete soffra una diminuzione continua e progressiva. Le dimensioni dei nuclei diminuiscono difatti dopo il passaggio delle comete al perielio; la Cometa periodica di Halley apparve ad ogni ritorno sempre meno splendente, e seguita da code sempre minori; la Cometa periodica di Encke diventa di volta in volta più difficile ad osservare.

Non è quindi senza fondamento il pensare, seguendo l’associazione naturale delle idee, che le comete, dopo una lunga successione di rivoluzioni, debbano ridursi al nulla, e che questo debba avvenire di tutte le comete periodiche, e specialmente di quelle a breve periodo, è opinione oggi molto accetta. La Cometa periodica De-Vico disparve senza lasciare traccia di sè; di altre comete periodiche, il ritorno, precalcolato con ogni precisione, fu invano atteso, e molto probabilmente la massa loro andò dispersa nello spazio. La Cometa Biela fu vista rompersi in due, e dopo qualche tempo cessò le apparizioni sue; altre comete furono vedute sdoppiarsi, rompersi anzi in più frammenti, la telescopica Cometa 1889, V fra le altre; di parecchie comete può dirsi che formarono altra volta un unico corpo, sì perfetta è l’analogia dei loro rapporti geometrici, e tutti questi fatti rendono probabilissimo quello della dispersione continua e progressiva della materia delle comete.
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14. La scienza co’ suoi studi intorno alla costituzione fisica, al moto, al numero delle comete è riuscita a sfatarle. Astri terribili furono esse per lunghi secoli ritenute, presso i Greci, presso i Romani, in Europa ancora nel secolo decimosesto.

Le comete, si disse e si credè fermamente, sono segnali precursori di sventure umane, avvertimenti degli Dei corrucciati, indizii dell’ira di Dio. L’umanità si è oramai persuasa che dagli astri non deve temere nè guerre, nè rivolgimenti sociali, nè altre simili calamità, delle quali così le cause come i rimedii essa deve sovratutto e solo cercare in sè medesima.

Le comete, si disse, producono siccità, temperature estreme ed eccezionali dell’atmosfera terrestre, malattie infettive, pesti. Tutto questo cadde di fronte al grande numero delle comete esistenti. Noi siamo in rapporti continui colle comete, e se l’influenza loro sulle nostre vicissitudini atmosferiche esistesse davvero, sarebbe un fatto incessante, perenne, d’ogni giorno, d’ogni ora. A nulla valgono le ricerche statistiche fondate nel numero delle comete vedute in questo e quell’anno, poichè il numero stesso è una frazione trascurabile delle comete non viste, non visibili e realmente esistenti.

Le comete, si disse infine, sono un pericolo che perennemente sovrasta alla Terra e al Sistema planetario. Astri che si muovono con si gran velocità, e in ogni direzione, e in ogni plaga dello spazio possono oggi, domani, in un istante qualunque del tempo, scontrare, urtare la Terra... Collisionem tantorum corporum, ac tanta vi motorum avertat Deus Optimus Maximus... Dalla tenuissima massa delle comete nè la Terra, nè gli altri pianeti possono temere effetti meccanici sensibili. L’urto di una cometa colla Terra si risolverebbe, in una splendida e memorabile pioggia di stelle cadenti.

( Cometa Biela dopo lo sdoppiamento nel 1846 ).

Cometa Biela, ultima apparizione 1852 ).

Spettri di comete paragonati colle righe principali di Fraunhofer ).

LINK : https://it.wikisource.org/wiki/Atlante_Astronomico/IV._Le_Comete 
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ELENCO DELLE GRANDI
COMETE STORICHE :
Dal 1700 fino al 1900. (Con alcune comete minori ma particolari).
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LA GRANDE COMETA del 1702

Introduzione:
La X/1702 D1 è una cometa osservata ad occhio nudo nell'emisfero meridionale tra Febbraio e Marzo dell'anno 1702, da non confondere con la C/1702 H1 (Bianchini-Maraldi) osservata circa un mese dopo in Italia, Francia e Germania.
La X/1702 D1 è una cometa radente il Sole del gruppo di Kreutz, e L'abbiamo annoverata tra le ''Grandi Comete'' per la sua luminosità (max -3,0 mag) e per l'estensione della sua coda.


Osservazioni:
INDIA:
Niccolo Manucci nella sua '' Storia do Mogor '' descrive il suo avvistamento di una cometa nel 1702 da Madras. Per il segno nel cielo, Manucci (1907a, p.383-384) ha scritto:
'' Fino a questo momento quest'ultima città (Madras), dove ho fatto la mia dimora, non era stata turbata dalla guerra su una scala considerevole, e aveva goduto di un riposo abbastanza piacevole. Ma ora, nel bel mezzo dei guai che hanno agitato gli altri insediamenti su questa costa, ne abbiamo visto i segni con l'apparizione nei cieli, all'inizio dell'anno 1702, di una lunga coda, che in un primo momento ci ha portato a credere che fosse una cometa, e tuttavia nessuna testa era visibile. Finalmente, dopo alcuni giorni, le due estremità di questa coda si presentavano senza stella. Questo segno celeste era visibile dal 23 febbraio al 6 marzo seguenti. La punta era diretto a sud, ed è uscita da ovest; la testa continuava ad avanzare verso est. Tali segni sono sempre stati i precursori dell'avvicinarsi di calamità o di qualche rivoluzione tra gli uomini. solo Dio sa quello che può accadere, ma abbiamo già cominciato a sentire gli effetti di una guerra, dei cui dettagli vi fornirò. Per essere ancora chiari, è necessario iniziare un po' più indietro e dirti cosa l'ha provocato..... ''.

NAVIGATORI EUROPEI: 
Numerosi navigatori nell'emisfero meridionale riferirono di aver visto una cometa tra il 20 febbraio e il 1 marzo 1702. 
 - È stato avvistato per la prima volta nella sera del 20.8 febbraio dalle navi in ​​navigazione nei pressi del Capo di Buona Speranza .
 - Il 23 febbraio da una nave nel Golfo di Pegu (Myannmar).
 - Il registro della nave Schulp, in navigazione nel Golfo del Bengala al largo della costa della Birmania (ora Myanmar) riportava la descrizione dell'avvistamento della cometa il 28 febbraio, con una coda lunga 42º 46ʹ.
- Alle ore 20:00, alla latitudine 15°10′ N, e alla longitudine 116°45′ E di Tenerife, la cometa puntava verso sud di 20°30′⁠ ovest, altitudine 8°40′⁠. 
(È stata vista sempre la sera dopo il tramonto).
[Pingre (1783), vol. 2, p. 37; Chambers (1889), p. 585; Marsden (1967); Kronk (1999), p. 387].

ITALIA:
Maraldi a Roma ha visto la parte finale della coda per diversi giorni tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. 
[Struyck 1753, Vervolg van de Beschryving der Staarts Sternen, p. 50, Amsterdam].

CINA: 
 1) - '' Durante le 5 e le 7 di sera, il 29° giorno del primo mese del 41° anno del periodo di regno di Kang-Xi (25 febbraio 1702), è stata vista una cometa ''.
[Wen-Chang Xian Zhi, vol. 9, p. 5].
 2) - '' Nel giorno di jia-yin nel secondo mese del 41° anno del periodo di regno di Kang-Xi (28 febbraio 1702), una linea di una nuvola bianca è stata vista a sud-ovest. La sua lunghezza era di due zhang e mezzo (25 cubiti) e circa un cubito di larghezza. Penetrò in Tian-Cang (Cetus) e poi in Tian-Yuan (Eridanus) ed entrò sotto l'orizzonte. Il giorno di ding-si (3 marzo), era lunga circa tre zhang e mezzo (35 cubiti) ''.
[QSG, vol. 39, p. 1484; Osservatorio di Pechino (1988), p. 485].

COREA: 
'' Nel giorno di jia-yin nel secondo mese del 28° anno del periodo di regno di Sukjong (28 febbraio 1702), fu visto un vapore bianco come una cometa, e in seguito apparve ogni giorno. Nel giorno di bing-chen (2 marzo), un vapore bianco era a ovest e la sua radice era all'estremità del cielo in una zona fangosa. Il giorno di yi-chou (11 marzo), scomparve. A causa della luce lunare molto brillante, le osservazioni dettagliate erano impossibili ''.
[Yi Wangjo Sillok; Sekiguchi (1917), n. 72].

GIAPPONE: 
 1) - '' Dalla sera del 29° giorno del primo mese del 15° anno del periodo di regno di Genroku (25 febbraio 1702), una cometa è apparsa a ovest ''.
[Diario di Arai Hakuseki, vol. 1].
 2) - '' In prima serata, dall'ultimo quarto del primo mese al primo quarto del secondo mese (18 febbraio 1702 - 6 marzo), a sud-ovest è apparso un vapore bianco. La sua radice era al 14° grado di Kei (15° palazzo lunare), nel Tenso (Cetus), e la sua fine raggiungeva il primo grado di Bo (18° palazzo lunare), nel Tenen (Eridanus) ''.
[Jinkiroku di Tani Jinzan, vol. 8; Ohsaki (1994), p. 460].


Orbita:
Le posizioni registrate sono incerte, in quanto nessun osservatore ha riferito di aver visto chiaramente la testa della cometa, quindi la sua orbita no è determinabile con precisione da poter fornire dei parametri orbitali precisi, possoamo solo ipotizzare che faccia parte del gruppo delle comete radenti di Kreutz, mettendola in relazione alle grandi comete C/1843 D1 e C/1882 R1 (vedi relativi paragrafi qui di seguito), suggerendo per la cometa del 1702 un passaggio perielio per il 15.1 febbraio; q = 0,01 UA (Marsden 1967).
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LA COMETA C/1723 T1

Introduzione:
La cometa C/1723 T1 fu scoperta vicino all'orizzonte da Gian-Priamo e Ignatius Kegler, dei missionari francesi a Pechino, la mattina dell'11 ottobre come un oggetto di magnitudine  di circa +3 con una coda lunga circa 4º. 
È stata indipendente scoperta il 16 ottobre a Lisbona, ed anche da William Saunderson il 17 ottobre (Gregoriano) a Bombay. Hind (1852, p. 146) fornisce la data di Saunderson al 12 ottobre. 
Crossat, un gesuita di Cayenne, ha visto la cometa il 15 ottobre come una stella di 3a magnitudine con una coda lunga 7,5º . 
Kronk (1999) però attribuisce ai cinesi la scoperta della cometa il 10,8 ottobre nella costellazione di Columba come registrato nel testo Ch'ing shih kao

Osservazioni:
Edmund Halley aveva visto la cometa ad occhio nudo la sera del 20 ottobre, descrivendola "molto diverso da una stella di terza magnitudine” (Kronk 1999). 
La luna piena si è verificata il 14 Ottobre ed il 12 Novembre.
La cometa fu avvistata da Saunderson a Bombay per la prima volta, molto probabilmente, (date Giuliane) il 5 ottobre la comunicazione di William Saunderson delle sue osservazioni tramite una lettera alla Royal Society datata 12 settembre 1725 così si legge:
" Nel mese di ottobre 1723, essendo a cavallo a Bombay, una Luminosità nei Cieli appariva con una piccola linea dritta, verso est) allineata con la costellazione della Lira e distante dalla Stella Luminosa nell'Aquila, a circa 50° dal basso; e il lunedì 7 successivo era avanzata di 10° verso l'Aquila, muovendosi verso di essa nella direzione suddetta, dal quadrante di Sud-Est ''.
Saunderson aveva un telescopio di sei piedi. Nella comunicazione, ha tabulato le sue osservazioni per il periodo 7 - 19 ottobre prese tra le ore 9 e le 10 notturne che mostrano come la posizione della cometa è cambiata rispetto al cuore dell'aquila da 40° 00′ sud il 7 ottobre, a 11° 40′ sud
il 19. Ha poi annotato inoltre :
'' All'inizio sembrava solo una delle Macchie Bianche chiamate Nubi di Magellano, cioè lo Spazio che riempiva il campo di un telescopio di sei piedi. In seguito ho visto la testa al centro dello spazio illuminato, che di fatto non aveva molta luminosità; ma è apparso più grande il 10 ottobre, diminuendo poi gradualmente entrambi nella sua massa e movimento da quel momento fino al 25, momento in cui non ho potuto trovare alcun aspetto con il già citato telescopio. N.B. Dal 20 al 25 ha avuto quasi la fama di piazzarsi in cielo, e sembra muoversi direttamente dalla Terra ... "
Le date nella comunicazione di Saunderson sono da riferirsi al vecchio calendario giuliano. 
La data della prima osservazione registrata 7 ottobre 1723 lunedì, corrisponde al 18 ottobre 1723 lunedì (gregoriano).

( In tabella si riportano le posizioni registrate da Saunderson, Nella tabella, r è la distanza eliocentrica e Δ è la distanza geocentrica, in UA.  ).

Analisi dell'osservazione:
Saunderson avrebbe fatto la sua prima osservazione il 16 ottobre (5 ottobre giuliano), e come dice "tra le 9 e le 10 della notte", presumibilmente intorno alle 16:00 UT (tramonto alle 12:46 UT). Quel giorno avrebbe trovato la cometa allineata con la Lira mentre si trova a 50° a sud di Altair. Secondo le posizioni nella tabella sopra, la cometa si sarebbe trovata a circa un grado a nord di γ Grucis e 10º a nord di Alnair (α Gru).
Entro il 18 ottobre (7 ottobre Giuliano), la data della sua prima osservazione registrata, la cometa si era spostata a nord-ovest di circa sedici gradi verso l'Aquila. Entro l'ultimo giorno della sua osservazione (5 Nov, Gregoriano) quando effettivamente non poteva più vederlo, la cometa aveva raggiunto una posizione di circa 10° a sud-est di Altair e ~ 4º a nord-est di θ Aquilae. Un controllo incrociato con il computer per le effemeridi della cometa corrobora l'osservazione di Saunderson che dal "20 al 25"
(giuliani) la cometa era apparentemente immobile e quindi si stava muovendo direttamente dalla Terra.

Uno studio dell'epoca:
LEGGI QUI : '' Exercitatio De Cometa Anni 1723 '' in Latino - (Ingolstad).

Orbita:
Il suo periodo non è conosciuto e la cometa 1723 è molto probabilmente tra quelle che non tornano, difatti visto il breve periodo osservativo, si è potuto calcolare solo un'orbita parabolica retrograda, che risulta inclinata di 130,028° rispetto al piano dell'eclittica, con un argomento del perielio di 331,380°, ed una longitudine del nodo ascendente di 18,102°.
Al momento della scoperta, la cometa era già passata al suo perielio, il 28,128 settembre UT; q = 0,999 UA. È passata nel punto più vicino alla Terra il 14 ottobre a 0,1036 AU. La cometa aveva poi iniziato ad allontanarsi dal Sole dal 14 ottobre (gregoriano) in poi.

( Diagramma dell'orbita al momento del perielio il 28/09/1723 - JPL ).
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LA COMETA di SARABAT
C/1729 P1

La cometa del 1729 non è stata particolarmente brillante , nota anche come C / 1729 P1 o Cometa Sarabat , è una presunta cometa con orbita parabolica, con una magnitudine assoluta (H) di -3 mag, la più brillante mai osservata per una cometa, è quindi considerata potenzialmente la più grande cometa mai vista, per dimensioni.

Scoperta:
La cometa fu scoperta nella costellazione dell'Equuleo da padre Nicolas Sarabat , professore di matematica, a Nîmes la mattina presto del 1° agosto 1729. 
Al momento della scoperta la cometa passava nel punto più vicino al nostro pianeta, avvicinandosi alla Terra fino a circa 3.1 AU (460.000.000  km) e aveva un'elongazione di 155 gradi dal Sole.

Osservazioni:
Osservando ad occhio nudo, vide un oggetto simile a una debole stella nebulosa: all'inizio non era sicuro se fosse una cometa o parte della Via Lattea . 
Il chiaro di luna ha interferito con le osservazioni di Sarabat fino al 9 agosto, ma dopo aver recuperato l'oggetto e aver tentato di rilevarne il movimento senza l'ausilio di strumenti di misurazione, si è convinto di aver trovato una nuova cometa.

La notizia della scoperta è stata passata a Jacques Cassini a Parigi, che è stato in grado di confermare la posizione della cometa, anche se con estrema sorpresa per quanto poco si fosse spostata dalla prima osservazione quasi un mese prima. 
Cassini poté continuare l'osservazione fino al 18 gennaio 1730, momento in cui la cometa si trovava nella Vulpecula . Questo è stato un periodo straordinariamente lungo per l'osservazione di una cometa, sebbene non sia mai salita al di sopra della magnitudine apparente 3-4, all'incirca la luminosità della Galassia di Andromeda.

Le tre posizioni riportate sulla carta celeste ).

Dimensioni:
Essendo rimasta visibile, anche se debolmente ad occhio nudo, e fu osservata per circa sei mesi in totale, questo suggerisce che la sua magnitudine assoluta o luminosità intrinseca era insolitamente alta, forse fino a -3,0. 
È quindi riteniamo molto probabile che la cometa del 1729 fosse un oggetto eccezionalmente grande, con un nucleo cometario dell'ordine di 100 km di diametro, o forse di più.

Orbita:
L'orbita della cometa, successivamente calcolata da John Russell Hind , mostrava una distanza del perielio di circa 4,05 UA , che è appena all'interno dell'orbita di Giove .
Sono state utilizzate solo 3 osservazioni per determinare l'orbita di questa cometa, e vista l'incertezza ne possiamo dedurre solo un'orbita parabolica che risulta inclinata di circa 77° rispetto all'eclittica, che risulta quindi prograda.
DATI :
Epoca2352731.148
(16 giugno 1729)
Arco di osservazione135 giorni
Numero di
osservazioni
3 ( molto poco determinato )
Distanza Perielio4.05054 UA
Eccentricità1.0 (presunto) 
Inclinazione77,095 °
Dimensioni≈100 km? 
Ultimo perielio16 giugno 1729 
Il passaggio al perielio del 16 giugno 1729 - JPL ).

(Il momento della scoperta quando si trovava nel punto più vicino alla Terra il 1 agosto 1729 - JPL).

Ultima osservazione, 18 gennaio 1730 - JPL ).
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LA GRANDE COMETA FULLER
del 1737

La C/1737 C1 è stata una cometa visibile ad occhio nudo ed in luce diurna nell'anno 1737.
L'abbiamo annoverata tra le ''Grandi Comete'' per la sua notevole luminosità.

Scoperta:
Questa cometa è stata scoperta il 6,99 febbraio da Rose Fuller in Giamaica. La comunicazione di Fuller dice il 26 gennaio, ma presumibilmente è una data del calendario giuliano.  
Il 9 febbraio è stato visto alla luce del Sole a Lisbona e Gibilterra con una coda lunga 7º. La cometa è stato visto ad occhio nudo fino al 18 marzo (Vsekhsvyatskii 1964). 

Osservazioni:
INDIA: 
John Anthony Sartorius, un missionario a Madras (ora Chennai) vide per la prima volta la cometa del 1737 il 13 febbraio con un telescopio avente una lunghezza focale di 10 o 11 piedi (Kronk 1999). Sartorius è stato il primo missionario inviato nel 1730 dall'Inghilterra all'India da una società missionaria inglese. Presto lui divenne esperto nella lingua tamil di cui fece anche un lessico. Circa un anno prima del suo decesso il 27 maggio 1738, Sartorius si era trasferito a Cuddalore con Geister, un missionario tedesco (Westcott 1897). Le osservazioni della cometa sarebbero state fatte quando Sartorius era ancora a Madras. Un estratto della sua lettera con data Giuliana "Feb. 9. 1736-7 V.S. "(Sartorius 1737) al sig. Bayer a Petersburgh riguardo alla cometa apparve nel Phil. Trans. RS London dopo una traduzione dal tedesco, Unitamente ad altre comunicazioni sullo stesso. Si legge così:
'' Negli ultimi sette giorni, circa alla 7a ora della sera, è apparsa una debole Cometa, come noi
ha preso per essere: è debole nella trama, sotto Venere verso il S.W. Vista attraverso un tubo di
10 o 11 piedi di lunghezza, è come un pianeta pallido; la sua coda tende verso l'alto. Cosa fanno gli astronomi in Europa ditelo, se li si è visto ? ".
Con Horizons System e Solar System Live, troviamo le rispettive posizioni apparenti della cometa e del Sole come si dovevano vedere a Madras all'epoca. Le posizioni sono riportate nella tabella sotto, e sono per una prospettiva.


Analisi delle osservazioni: La sera del 13 febbraio, la cometa giaceva in Acquario vicino ai confidi di Pisces-Aquarius-Cetus, con Venere a circa 12º N-E da esso.
La comunicazione di Rose Fuller datata "Spanish-Town, 1 marzo. 1736-57 "appare sulla stessa pagina del Phil. Trans. come estratto della lettera di Sartorius. Menziona prima la cometa scoperta verso il 26 gennaio, ".. in Occidente prima di tutto, alcuni Gradi sotto e direttamente sotto Venere: ogni notte sembrava più vicina a quella stella, ma inclinata verso nord. ... ''.
Le date del 9 febbraio nella lettera di Sartorius e del 26 gennaio nella lettera di Fuller sono giuliane. Per la prospettiva, la luna piena si è verificata il 15 febbraio.

ITALIA:
'' Nell'anno 1737, e non 36, al 22 Febbraio videro nell'Osservatorio di Bologna la Cometa, e al 25 furono certi del luogo in cui apparve, che fu ne' Pesci con latitudine Meridionale in quel giorno di gradi 7°35', e longitudine in Ariete di gradi 20°46'. Nel di ultimo Febraro fu in gradi 26°29'30'', parimenti in Ariete con gradi 8°27' di latitudine Meridionale, e con la coda assai diminuita, e ridotta a un dipresso a mezzo grado di lunghezza.... Al 7 di Marzo fu in gradi 8°9' del Toro con latitudine Meridionale di gradi 9°56' sino al 17 essendo tutto nuvoloso il Cielo s'interruppe l'Osservazione ''.
[D.L. Zucconi , Li prognostici non avverati nelle predizioni e ritorni delle Comete delusi ne' fatti recenti e passati . Venezia, 1778].

( Le lettere indicate in tabella sono riportate nelle posizioni della cometa nella mappa qui sotto ).


LEGGI TUTTO:

Orbita:
La cometa ha superato il suo perielio il 30.847 gennaio (Kronk 1999).
Il breve periodo osservativo e l'incertezza dei dati ha permesso di determinare solamente un'orbita parabolica prograda per questa cometa, quindi non possiamo sapere se e quando potrà tornare nel sistema solare interno.
DATI : Distanza del perielio (q) = 0,22282 UA, Inclinazione del piano orbitale (i) = 18,326°, Eccentricità = 1, Argomento del perielio = 99,461°, Longitudine del nodo ascendente = 230,120° (fonte JPL).

( Diagramma dell'orbita al passaggio al perielio del 31/01/1737 - JPL ).
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LA GRANDE COMETA del 1742
C/1742 C1 (Muhammad Ali)

La C/1742 C1 è una cometa osservabile ad occhio nudo nell'anno 1742.
L'abbiamo annoverata tra le ''Grandi Comete'' per la sua brillantezza.

( Da Zurigo ).

Osservazioni:
INDIA:
C'è traccia di una cometa negli scritti di uno storico indiano del XVIII secolo, Sayyid Muhammad 'Alī al-Ḥusaini che egli dice apparve nel 1154 A.H. (1741-42). Non viene fornito nessun dettaglio astronomico dell'osservazione. Sayyid al-Ḥusaini era uno studioso, politico persiano e storico. 
Nel 1759-60 scrisse una storia della dinastia Timur, Tārīkh -i Rāḥat Afzā, coprendo il periodo 1359-1759 (Khan 1948). In esso, menziona una palla di fuoco che esplode nell'anno 1155 A.H. (1742-43) e un terremoto nel 1171 A.H. (1757-58). 
Ancora più importante, registra la presenza di una cometa:
" Nell'anno 1154 A.H., una stella con la coda apparve di sera in Occidente, durante i mesi di Shawwāl, Dhu-al-Qa'dah e Dhu-al-Ḥajjah. Successivamente ha fatto la sua comparsa in Oriente, durante la prima mattina, per alcuni giorni nel mese di Muḥarram 1155 A.H. ”.
[le date citate si riferiscono alla datazione Islamica].
Nelle cometografie di Vsekhsvyatskii (1964) e Kronk (1999), non ci sono registrazioni di una cometa nel 1741. L'unica cometa che può corrispondere alla descrizione sopra è quella che è apparsa all'inizio del 1742. La sua esatta scoperta come commenta Kronk (1999, pp. 403-5) "è in qualche modo aperta a
discussione''. 
Le circostanze suggeriscono che Muhammad 'Alī sia uno scopritore indipendente della cometa luminosa del 1742, ora designata C / 1742 C1:
 - Dobbiamo prendere come primo avvistamento della cometa da parte di Muhammad 'Alī in una data nell'anno 1742, è probabile che lo abbia fatto all'epoca in cui fu registrato per la prima volta, cioè il 5 febbraio 1742 contemporaneamente alle osservazioni fatte al Capo di Buona Speranza.
Ciò rende Muḥammad 'Alī uno scopritore indipendente della cometa (Kapoor 2015b). 
Il successivo avvistamento della cometa riportato a febbraio è solo del 27 e 28, da due navigatori olandesi su una nave nell'Oceano Indiano. 
Sarebbe stato più facile se Muhammad 'Alī avesse fatto menzione anche della costellazione o qualsiasi stella luminosa nelle vicinanze.

SUD AFRICA:
Fu notata per primo nei cieli meridionali dal Capo di Buona Speranza (Hind 1852, p. 147) dove le prime registrazioni risalgono al 5 febbraio 1742 che riportano anche che la cometa era stata vista diverse notti prima (Kronk 1999). 

EUROPA:
La cometa si stava muovendo verso nord ed entro marzo è diventata visibile nei cieli settentrionali quando è stata ampiamente osservata.
In Europa, la cometa è stata vista per la prima volta da William Whiston, il successore di Isaac Newton come professore di matematica lucasiano, in Inghilterra l'1 e 2 marzo. Entro l'8 marzo, aveva sviluppato una coda di 8° -9° di lunghezza con la testa a circa 2 mag. 
La cometa è diventata circumpolare entro l'11 marzo quando poteva essere vista per tutta la notte. Nell'aprile 1742 divenne faticoso vedere la cometa senza assistenza. 
La cometa è stata osservata per ultima, telescopicamente, il 7 maggio (Kronk 1999).

( Atlante di Mattheu Seutter ).
Orbita:
La cometa C / 1742 C1 era luminosa, ma avendo avuto un breve periodo osservativo abbiamo solo potuto calcolare un'orbita parabolica retrograda con un'inclinazione di 112,948° rispetto al piano dell'eclittica.
Ha superato il suo perielio l'8,696 febbraio 1742 a 0,76577 UA dal Sole, ed ha passato il punto più vicino alla Terra a 0,3334 UA, il 7 marzo.

Parametri orbitali
(all'epoca 2357351,196
8 febbraio 1742)
Perielio0,76577 UA
Inclinazione orbitale112,948°
Eccentricità1,0
Longitudine del
nodo ascendente
189,201°
Argomento del perielio328,043°
Ultimo perielio8 febbraio 1742
( Diagramma dell'orbita, al momento del passaggio al perielio del 08/02/1742 - JPL ).
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LA GRANDE COMETA del 1743
C/Klinkenberg-Chéseaux


La Grande Cometa del 1744 , la cui designazione ufficiale è C / 1743 X1 , e che è anche conosciuta come Cometa de Chéseaux o Cometa Klinkenberg-Chéseaux , fu una spettacolare cometa che fu osservata durante il 1743 e il 1744.


Scoperta:
Fu scoperta in modo indipendente alla fine di novembre 1743 di Jan de Munck , nella seconda settimana di dicembre da Dirk Klinkenberg e, quattro giorni dopo, da Jean-Philippe de Chéseaux .
La cometa fu scoperta il 29 novembre 1743 da Jan de Munck a Middelburg , e fu avvistata in modo indipendente il 9 dicembre 1743 da Klinkenberg ad Haarlem , e da Chéseaux dall'osservatorio di Losanna il 13 dicembre. Chéseaux disse che mancava una coda e assomigliava a una stella nebulosa di terza magnitudine; misurò il coma in cinque minuti .


Osservazioni:
È diventata visibile ad occhio nudo per diversi mesi nel 1744 e ha mostrato effetti drammatici e insoliti nel cielo. La sua magnitudine assoluta o luminosità intrinseca di +0,5 è stata la sesta più alta nella storia registrata.  La sua magnitudine apparente potrebbe aver raggiunto i -7, portando a essere classificata tra quelle che sono chiamate le " Grandi Comete ". Questa cometa è nota soprattutto per lo sviluppo di un 'fan' di sei code dopo aver raggiunto il suo perielio .
La cometa si illuminò costantemente mentre si avvicinava al perielio. Secondo quanto riferito, il 18 febbraio 1744 era luminosa come il pianeta Venere (con un'apparente magnitudine di -4,6) e in quel momento mostrava una doppia coda.
La cometa raggiunse il perielio circa il 1° marzo 1744, quando erano 0,2 unità astronomiche dal Sole. In questo periodo era abbastanza luminosa da essere osservata alla luce del giorno a occhio nudo.  Allontanandosi dal perielio, si sviluppò una coda spettacolare che si estendeva ben oltre l'orizzonte mentre la chioma della cometa rimase invisibile a causa del crepuscolo mattutino.

All'inizio di marzo del 1744, Chéseaux e molti altri osservatori riportarono un fenomeno estremamente insolito: un "fan" di sei code separate si innalzava sopra l'orizzonte.
La struttura della coda è stata un enigma per gli astronomi per molti anni. Anche se altre comete avevano mostrato più code in alcune occasioni, la cometa del 1743 era unica avendo sei. È stato suggerito che il "ventaglio" di code sia stato generato da ben tre fonti attive sul nucleo cometario , esposto a sua volta alla radiazione solare mentre il nucleo ruotava.
È stato anche proposto che il fenomeno della coda fosse un esempio molto evidente delle " strisce di polvere " viste nelle code di alcune comete, come Comet West e C / 2006 P1 (McNaught).
Chéseaux, il 9 marzo, è stato l'ultimo osservatore noto nell'emisfero nord per aver visto la cometa, ma rimane visibile per gli osservatori nel nell'emisfero meridionale , alcuni dei quali hanno riportato una lunghezza della coda di circa 90 gradi il 18 marzo la cometa non fu più vista dopo il 22 aprile 1744.


Altre osservazioni:
- La cometa è stato anche osservata nelle registrazioni astronomiche giapponesi nel Nihon Odai Ichiran del Kanpo dell'epoca.
- I ricercatori hanno scoperto nei registri astronomici cinesi che alcune osservazioni cinesi descrivono suoni udibili associati alla cometa, che potrebbero, se vero, essere il risultato dell'interazione di particelle con la magnetosfera terrestre , come talvolta descritto per l' aurora .
- Tra quelli che videro la cometa c'era il tredicenne Charles Messier , sul quale ebbe un effetto profondo e ispiratore, che lo ha portato a diventare una figura significativa in astronomia , e successivamente ha scoperto molte comete durante le sue osservazioni.
- Anche Caterina la Grande, osservò la brillante cometa da giovane mentre stava viaggiando in Russia per sposarsi.

Dall'Italia:
'' Molte comete si sono fatte vedere in questi ultimi anni, imperroche' incominciando da quella che fu osservata l'anno 1737 dal Sig. Eustachio Mandredi, altre sono comparse dopo negli anni 1739, 1742, 1743, e finalmente una ne abbiamo veduto in quest'anno 1744, la quale ha di molto superato le altre in grandezza e splendore. In fatti se si considera la estensione del Fenomeno noi l'abbiamo talvolta giudicato occupare uno spazio di 23 gradi, e per quello che riguarda lo splendore del nucleo, esso e' arrivato a tal chiarezza,che per niente essendo inferiore al pianeta Venere, abbiamo potuto piu' volte osservare di giorno il suo passaggio per lo meridiano, ed in particolare l'abbiamo veduto quello stesso giorno, che era congiunto al Sole. Noi ci accorgemmo per la prima volta della comparsa di questa cometa la notte dei 6 Gennajo, allorche' trovandosi tra la costellazione di Pegaso e quella di Andromeda era cosi' risplendente come una stella di seconda grandezza. La lunghezza della coda eguagliava un grado e mezzo incirca essendo diretta alla stella 'zeta' di Andromeda, onde per quella sua posizione avutosi riguardo al luogo della Cometa di quella notte, si rende manifesto, che la direzione della coda, siccome suole ossersi in questi Fenomeni, riguardava la parte opposta al Sole ''.
( E. Zanotti, P. Mateucci, Osservazioni sopra la cometa dell'anno MDCCXLIV. Bologna, 1744 ).

Orbita:
La sua orbita dal JPL viene presunta parabolica con eccentricità pari a 1 , il passaggio al perielio è avvenuto a 0,222209 UA , la sua inclinazione orbitale risulta essere 47,1417° rispetto all'eclittica.
La longitudine del nodo ascendente è 49,2966° , mentre l'argomento del perielio è 151,4855°.
Qui di seguito sono riportati alcuni passaggi importanti, con le relative posizioni dei pianeti interni.

Passa all'interno dell'orbita di Marte ).
Passaggio al perielio tra il Sole e Mercurio ).
Torna oltre l'orbita di Marte ).
( Grafico dell'orbita entro Nettuno - JPL ).
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LA GRANDE COMETA CHEVALIER
del 1760

La Grande Cometa del 1760 (C / 1760 A1) fu vista per la prima volta il 7 gennaio 1760 dall'abate Chevalier a Lisbona . Anche Charles Messier individuò la cometa l'8 gennaio 1760 a Parigi , nella spada di Orione.

Osservazioni:
La cometa è stata la 51a ad avere un'orbita calcolata. 
Messier ha osservato la cometa per un totale di 6 giorni.
Questa cometa si è avvicinata alla Terra entro circa 0,0682 unità astronomiche (UA) l'8 gennaio 1760. Questo è il 17° avvicinamento più vicino di una cometa di tutti i tempi, e riteniamo che sia la causa della sua eccezionale visibilità. 

Messier ha dato alla cometa una valutazione di magnitudo di 2.0, rendendola facilmente visibile ad occhio nudo, ed ha anche dato alla cometa un angolo di elongazione di 140 gradi.
Messier verso sera dell'8 gennaio, con il cielo finalmente sereno, osservando ad occhio nudo la bella costellazione di Orione, da una finestra del Collegio reale di Francia, dove allora dimorava, si accorge della cometa. Si reca di corsa all'Osservatorio della Marina ed entra subito in azione, determinandone posizione e dimensioni (36" il nucleo, 15' la chioma e 4° la coda). Si accorge anche lui che la cometa si nuove rapidamente, e stima la velocità in più di un grado all'ora.

La cometa ha comunque passato il momento della massima luminisità; é passata da parecchio al perielio e la sua luminosità e velocità di spostamento in cielo diminuiscono progressivamente e rapidamente. Inoltre nei giorni successivi spesso il tempo non é favorevole all'osservazione. Il 25 gennaio non riesce a vederla perchè in congiunzione con la Luna .

La sera del successivo 26 gennaio scopre un'altra cometa, e il suo interesse si concentra su questa. Messier osserverà ancora la cometa in questione ancora il 30 gennaio. Ulteriori osservazioni sono opera di Lacaille il 3 febbraio e di Chape d'Auteroche l'11 febbraio (vedi Histoire & Memoire de l'Academie Royal de Paris, anno 1760).


Orbita:
Per questa cometa visto il limitato numero di osservazioni su un arco di 31 giorni, è stato possibile determinare, dai calcoli di Hind, solo un'orbita parabolica che risulta inclinata di 175,126° rispetto all'eclittica, quindi corre in modo retrogrado quasi sullo stesso piano dei pianeti che durante questo passaggio l'ha vista avere un incontro ravvicinato con Giove il 9 novembre 1758, oltre al successivo già citato con la Terra, questo particolare tipo di orbita non è stabile su lunghi periodi di tempo.
Il passaggio al perielio è stato effettuato il 17 dicembre 1759 quando la cometa si trovava a 0,96576 UA dal Sole.
Caratteristiche orbitali
Epoca08h11'02'',
17 dicembre 1759

Arco di osservazione31 giorni
Perielio0.96576 AU
Eccentricità1.0 (presunto)
Inclinazione175,126 °

( Il passaggio ravvicinato a Giove del 09/11/1758 - JPL ).

( Il passaggio al perielio del 17/12/1759 - JPL ).

( Il passaggio ravvicinato alla Terra del 08/01/1760 - JPL ).

Meteore:
Il passaggio della cometa, grazie al fatto che per ben 2 volte incrocia l'orbita di Marte, può aver provocato due piogge di stelle cadenti sul pianeta rosso.
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LA COMETA del 1766
D/1766 G1 (HELFENZRIEDER)

La D/1766 G1 (Helfenzrieder) era una cometa di breve periodo che fu vista ad occhio nudo durante la primavera del 1766, ed oggi considerata perduta.

Scoperta:
J. E. Helfenzrieder (Dillingen - Germania) scoprì questa cometa il 1,85 aprile 1766. 
Scoperte indipendenti sono state fatte da C. Messier (Francia) l'8,85 aprile e da CF Cassini de Thury (Francia) l'8,86 aprile. 
Messier ha detto che la cometa era quindi visibile ad occhio nudo, come una stella di terza grandezza, vicino all'orizzonte, non distante dalle pleiadi, e mostrava una coda lunga 4°. 
Cassini descrisse la cometa come brillante, con una coda lunga da 3° a 4°.


Osservazioni:
La cometa ha continuato ad essere visibile ad occhio nudo fino a quando non è stata persa dagli osservatori dell'emisfero settentrionale. A. Brice (Kirknewton) ha visto facilmente la cometa ad occhio nudo il 9 aprile e ha detto che la coda era lunga circa 4°. Notò che un telescopio rivelava un nucleo molto distinto che aveva l'aspetto di una stella di magnitudine 4 o 5. 
Cassini de Thury vide la cometa la sera del 9 e notò pochi cambiamenti nell'aspetto rispetto alla sera precedente; tuttavia, il 10 disse che la cometa era sbiadita e la coda era diventata meno distinta, sebbene lo attribuisse in parte alla vicina luna.

La cometa nell'emisfero nord, è stata vista l'ultima volta il 12 aprile. 
Cassini de Thury l'ha vista il 12,82 aprile ed ha notato che era ancora appena visibile ad occhio nudo. Messier ha visto la cometa il 12,83 aprile ed ha detto che era molto vicino all'orizzonte e sembrava "molto debole". Aggiunse che il nucleo era mal definito, mentre la coda si estendeva di 1,5°. Messier ha detto che il cielo era altrettanto limpido il 13 aprile, ma le sue ricerche intorno ad Alpha Arietis vicino all'orizzonte non hanno rivelato alcuna traccia della cometa. 
Cassini de Thury ha detto che le nuvole hanno coperto la regione vicino all'orizzonte durante i primi giorni successivi al 12 aprile e, da allora in poi, la cometa è stata mal posizionata per le osservazioni. Cassini de Thury ha cercato quando possibile, ma non ha trovato nulla.
Poco dopo la fine delle osservazioni dell'emisfero settentrionale, AG Pingré calcolò un'orbita che indicava una data del perielio del 17,51 aprile 1766. Ha suggerito di cercare la cometa nel cielo mattutino di giugno.
La cometa fu stata finalmente ritrovata nel cielo mattutino da De La Nux (Isola Borbonica, oggi Reunion) il 29 aprile. Si trovava allora a 20° dal Sole, non distante da Zeta Piscis, si è poi spostata nel cielo dapprima in direzione Sud, poi ha piegato ad est per poi piegare un po' verso nord. Il movimento è piuttosto lento, meno di 1/2 grado al giorno.
De la Nux aveva continuato ad osservare la cometa nelle mattine dal 1 maggio al 9 maggio, mancando solo il 4 (Pingrè dubita della precisione di queste osservazioni, mentre Buckhardt le ritene valide e con esse riesce a determinarne l'orbita con maggiore precisione).
La cometa fu avvistata anche al Capo di Buona Speranza in Sud Africa la mattina dell'8 maggio. 
La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 13 maggio da De La Nux, e si trovava allora a circa 8° sopra l'orizzonte, ma nei giorni successivi risultava bloccato dalle montagne. 
De la Nux disse che era visibile solo in un telescopio.
[Pingrè - Cométographie ou Traité historique et theorique des Comètes, II°, p.76-80, Parigi 1784].

Parametri orbitali:
Nel 1784 Pingré ha rivisto la sua orbita parabolica con una data del perielio del 23,37 aprile e questo ha soddisfatto gli astronomi per un po', tuttavia, nel 1821 JK Burckhardt iniziò a studiare questa orbita e notò che la cometa si muoveva in un'orbita di breve periodo. 
Ha determinato la data del perielio come 27 aprile e il periodo orbitale come 5,02 anni. 
Le orbite ellittiche successive furono calcolate da CW Wirtz (1915) e DK Yeomans (1985). 
Wirtz determinò il periodo in 4,51 anni, mentre Yeomans lo determinò in 4,35 anni. Wirtz ha anche notato che la sua orbita indicava che la cometa aveva superato 0,03 UA da Giove l'11 novembre 1763. Prima di questo incontro, la cometa avrebbe passato il perielio l'ultima volta il 15,56 novembre 1760 e avrebbe avuto un periodo orbitale di 4,85 anni.

PARAMETRI ORBITALI CALCOLATI DA YEOMANS

Passaggio al perielio

27 aprile 1766

Distanza dal Sole al perielio

0,40603 UA

Eccentricità

0,84763

Argomento del Perielio

178,699

Inclinazione sull'Eclittica

7,865

Longitudine nodo ascendente

73,276

Magnitudine Assoluta (H10)

4,5

Distanza minima dalla Terra

0,4969 UA

Periodo di rivoluzione

4,35 anni


( Diagramma orbitale al Perielio - JPL ).

Correlazioni:
David Seargent ha notato che questa cometa ha l'orbita molto simile ad un asteroide recentemente scoperto denominato 2017 DW108 e scoperto il 22 febbraio 2017, esso ha ancora un'orbita molto incerta (U=6), data dal breve periodo di osservazione di soli 8 giorni.
Quindi potrebbe trattarsi di una cometa che non è più attiva, oppure questo asteroide nel 1766 ha mostrato una qualche attività dovuta ad un impatto che ha espulso del materiale ed ha scoperto sostanze volatili sottostanti, oppure un forte effetto di spin che ha disperso la parte esterna dell'oggetto.

( Orbite a confronto - A sinistra D/1766 G1 - A destra 2017 DW108 ).
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LA GRANDE COMETA MESSIER
del 1769

( La cometa Messier sopra Amsterdam ).

C / 1769 P1 (Messier) è una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1769 . 
Per la sua straordinaria luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ".

Scoperta:
All'Osservatorio Navale di Parigi , Charles Messier stava regolarmente analizzando il cielo alla ricerca di comete con un telescopio quando, la sera tardi dell'8 agosto 1769, trovò una piccola nebulosa appena sopra l'orizzonte nella costellazione dell'Ariete . 
Il giorno dopo poteva già vederla ad occhio nudo e confermare l'oggetto come una cometa per il suo movimento nel cielo stellato.
Leggiamo assieme l'Inizio dell'articolo comparso su Historie & Memories de l'Académie Royale des Sciences anno 1775:
L' 8 agosto 1769, il cielo fu sereno il pomeriggio e la sera, io approfittai di questo bel tempo per percorrere il cielo con un rifrattore di due piedi di fuoco; differiva dagli altri rifrattori ordinari della stessa lunghezza per il fatto che aveva oculari larghi e serviva a far scoprire nel cielo uno spazio di 5 o 6 gradi di estensione; era inoltre fortemente luminoso, il che lo rendeva ottimo non soltanto per riconoscere nel cielo se fosse apparsa qualche luce differente da quella delle stelle fisse, come sono ordinariamente le comete, le stelle nebulose, ecc. , ma anche per fissare prontamente la situazione di un nuovo fenomeno, che si percepisca a riguardo delle più piccole stelle vicine che si trovano nello stesso tempo nel grande campo di questo rifrattore..
Senza lasciarci intimorire dalla prosa di Messier (molto spesso prolissa) abbiamo qui una splendida esemplificazione del metodo di ricerca delle comete: 
- Percorrere il cielo con un telescopio a grande campo e armarsi di pazienza.
Diamo subito uno sguardo ai telescopi utilizzati da Messier nell'osservazione di questa cometa. 
Sono due:
 1) - Rifrattore di grande campo di 65cm di focale (2 piedi) , con un apertura di campo di circa 5°-6°.
 2) - Rifrattore acromatico Dollond di 113cm (3 1/2 piedi), 9 cm (40 linee) di apertura utilizzato a 27 ingrandimenti (e quindi di 42mm di lunghezza focale dell'obiettivo).
Torniamo a leggere le memorie. Messier prosegue dicendo:
E' con questo strumento che ho scoperto l' 8 agosto verso le 11 di sera, a qualche grado sopra l'orizzonte dalla parte di levante, una nebulosità che si estendeva per qualche minuto quasi parallelamente all'eclittica; ho riconosciuto che era una cometa che cominciava ad apparire, sotto il ventre dell'Ariete, tra le stelle 24, 29 e 31 dell'Ariete secondo l'ordine che hanno queste stelle nel Catalogo di Flamsteed, seconda edizione.
Ho fatto un disegno della posizione della cometa, a riguardo di queste stelle e di altre due di cui non era ancora stata determinata la posizione, entrambe di 9a grandezza, considerando la nebulosità che circonda il Nucleo.

( Posizione della cometa al momento della scoperta, 08 agosto 1769 ).

Osservazioni:
Nella seconda metà di agosto la cometa è diventata sempre più visibile man mano che si avvicinava sempre di più al sole e alla terra . Il 15 agosto Messier ha potuto vedere una coda lunga 6° . 
Giovanni Domenico Maraldi e César François Cassini de Thury hanno osservato la cometa dal 22 agosto, inizialmente con un telescopio, poi ad occhio nudo. 
Gli astronomi di corte cinesi hanno riferito per la prima volta il 24 agosto di una "stella di scopa" nel sud-est; Jean François Marie de Surville lo ha notato la mattina del 26 agosto da una nave al largo delle Filippine e lo ha descritto come "riccio ... [ma] non brillante".

Tuttavia, la luminosità della cometa è aumentata sempre di più. Mentre Eustachio Zanotti lo osservava il 28 agosto a Bologna , Messier notò quella stessa notte una coda lunga 15°. 
James Cook , che ha navigato nel Pacifico meridionale sull'Endeavour , ha visto per la prima volta la cometa la mattina del 30 agosto. Nel cielo scuro è riuscito a seguire la coda oltre i 42°, mentre Maraldi e Cassini hanno determinato solo 18° di longitudine il giorno dopo. 
La differenza era apparentemente causata dalle condizioni visive locali.

La cometa fu vista da molte navi alla fine di agosto 1769, ma questi rapporti contengono poche informazioni aggiuntive. Il 3 settembre Messier vide la coda della cometa con una lunghezza di 36°, due giorni dopo già con 43°. La coda era ora curva, mentre la testa della cometa appariva leggermente rossastra. Nei giorni seguenti si potevano vedere luminosi raggi paralleli nella coda della cometa. La coda divenne sempre più lunga e il 9 settembre Messier la misurava in 55°.

( La cometa Messier vista da Norimberga ).

Quando la cometa si è avvicinata alla Terra il 10 settembre, la coda si era già sviluppata fino a una lunghezza di 60°, secondo l'osservazione di Messier. 
L'11 settembre Alexandre Guy Pingré ha osservato una lunga coda di 90° su una nave tra Tenerife e Cadice, tuttavia, solo i primi 40° erano molto luminosi, mentre l'estremità della coda era estremamente debole e rarefatta.

( Massimo avvicinamento alla Terra, 0,323 UA, il 10 settembre 1769 - JPL ).

Nel corso di settembre, la cometa è diventata sempre più difficile da osservare al crepuscolo e la coda visibile si è ridotta. Messier la vide per l'ultima volta prima che si avvicinasse al sole il 16 settembre, Maraldi addirittura il 18 settembre all'imbrunire.
A settembre, Jérôme Lalande ha calcolato gli elementi orbitali preliminari in base ai quali il perielio della cometa dovrebbe avvenire il 7 ottobre. Di conseguenza, molti scienziati hanno iniziato a cercare di nuovo la cometa a metà ottobre . 

Fu ritrovata all'Osservatorio Reale di Greenwich il 23 ottobre con una coda corta, larga e debole, e Messier lo vide di nuovo il giorno dopo nel cielo serale, ancora chiaramente visibile, ma difficile da vedere. Nel telescopio ha osservato un nucleo luminoso e una coda corta di soli 2°. 
Joseph-Louis Lagrange ha visto una coda pallida a Milano il 25 ottobre , ma un nucleo più leggero rispetto a settembre.

( Disegni della chioma e della coda della cometa ).

A novembre la cometa era ancora seguita da molti osservatori, ma solo Messier scrisse descrizioni precise. Il 17 novembre la cometa era diventata ancora più debole e la sua coda era lunga 1,5°, ma dopo il 18 novembre Messier non poteva più vederla ad occhio nudo, ulteriori osservazioni erano possibili solo telescopicamente. 
I cinesi hanno riferito che la cometa "è completamente scomparsa" il 25 novembre. Messier e Maraldi hanno visto l'ultima volta la cometa il 1 dicembre, solo Pehr Wilhelm Wargentin è stato in grado di seguirla fino alla sera del 3 dicembre.
La cometa ha raggiunto la sua massima luminosità di 0 mag il 22 settembre.

Dall'Italia:
'' De cometa, qui hoc labente anno omnium oculis conspiciendum se praebuit nonnulla vobiscum disseram, ea praesertim referens, quae mensibus Augusto & Septembri proxime elapsis observando deprehendimus, ceteras non persequar observationes novissime habitas, postquam cometa e solaribus radiis egressus iterum se proditit, de quibus alias fermo erit ''.
( E. Zanotti, De cometa anni MDCCLXIX . Bologna, 1769 ).

Mappe celesti:




DOCUMENTAZIONI : 

Pioggia di meteore su Marte:
L'orbita della cometa si avvicina all'orbita di Marte entro 3,4 milioni di km. Le particelle di polvere della cometa che si muovono lungo la sua orbita dovrebbero quindi causare regolarmente sciami meteorici su Marte, ogni volta che passa attraverso un certo punto della sua orbita circa ogni 687 giorni. Le meteore penetrano quindi nell'emisfero settentrionale del pianeta intorno a mezzanotte a 41 km / s nell'atmosfera del pianeta, all'incirca 39 giorni dopo il perielio di Marte, tra il 6 e il 7 del mese di Nirgal, secondo il Calendario Aresiano .

Determinazione dell'orbita:
Bessel fu in grado di determinare un'orbita ellittica per la cometa nel 1810 dai dati di osservazione per un periodo di 101 giorni, e risulta che è inclinata di circa 41° rispetto all'eclittica, quindi segue un'orbita prograda . 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che è stato passato dalla cometa l'8 ottobre 1769, si trovava a circa 18,4 milioni di  km dal sole, ben all'interno dell'orbita di Mercurio . 
Il 5 settembre ha avvicinato Venere a 97 milioni di km, mentre è passata il 10 settembre in soli 48,3 milioni (0,323 UA) dalla Terra. 
Il 3 ottobre, si avvicinò di nuovo a Venere entro 89 milioni di km. 
La grande vicinanza al sole e alla terra era anche la ragione della sua luminosità osservata.
Periodo:  8 ottobre 1769 
JD 2.367.454.6204)
Tipo di orbitalungo periodo
Eccentricità orbitale0.99925
Perielio0,1228 UA
Afelio326,8 UA
Semiasse maggiore163,5 UA
Periodo siderale~ 2090 anni
Inclinazione del piano dell'orbita40,7°
Data dell'ultimo Perielio8 ottobre 1769
Velocità orbitale 
nel perielio
120,2 km / s
La cometa si muove su un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole. 
Secondo gli elementi orbitali , che sono afflitti da una certa incertezza, potrebbe essere apparsa nell'antichità intorno all'anno -330. 
Durante l'ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno nel 1769, la sua eccentricità orbitale fu ridotta leggermente di 0,00014 e il suo semiasse maggiore da circa 164 UA a circa 140 UA, così che il suo periodo orbitale fu significativamente ridotto. Pertanto, quando raggiungerà il punto della sua orbita più lontano dal sole ( afelio ), sarà intorno all'anno 2590 , a circa 41,7 miliardi di km dal sole, quasi 279 volte più lontano dalla Terra e più di nove volte di Nettuno. 
La sua velocità orbitale nell'afelio è solo di circa 0,06 km/s. 
Il prossimo passaggio perielio della cometa potrebbe avvenire intorno all'anno 3420.

( Posizioni di cometa e pianeti interni al passaggio del perielio, 08 ottobre 1769 - JPL ).

( Posizione attuale della cometa Messier - JPL ).
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LA GRANDE COMETA PERDUTA
D/1770 L1 (LEXELL)

Introduzione:
La Cometa Lexell, formalmente D/1770 L1, è stata una cometa periodica del Sistema solare a breve periodo solo per un breve lasso di tempo, dal 1767 al 1779 (2 rivoluzioni), nel suo approssimarsi al Sole nel 1770 ha effettuato un passaggio rasente alla Terra, il più stretto mai conosciuto per una cometa, ed è stata un oggetto ben visibile ad occhio nudo.
Porta il nome di chi ne ha calcolato l'orbita e ne ha determinato l'evoluzione.

Scoperta:
A scoprirla fu Charles Messier (Francia), che aveva appena completato l'osservazione di Giove e stava osservando diverse nebulosità che aveva visto nel 1764, quando vide questa cometa in Sagittario il 14 giugno 1770. Ha detto che la cometa era molto debole e appena visibile in un telescopio di due piedi di lunghezza focale, sebbene il nucleo fosse vivido e bianco. 
Messier ha aggiunto che la cometa era piuttosto simile alla nebulosa situata tra la testa e l'arco del Sagittario ( Probabilmente M22, che ha una magnitudine totale di 5.1 e un diametro di 24' ).

Osservazioni:
Al momento della scoperta, la cometa si stava avvicinando sia al Sole che alla Terra. 
Le stesse osservazioni di Messier hanno rivelato che il coma aumentava molto rapidamente di dimensioni durante il resto di giugno. Ha dato il diametro del coma come 5' 23" il 17, 18' il 22, 27' il 24 giugno e 54' il 29. 
Messier ha anche notato che la cometa è diventata visibile per la prima volta ad occhio nudo il 20 giugno, mentre il 24 notò che la cometa era brillante come una stella di magnitudine 2. 
Il 26 giugno i cinesi osservarono "una stella straordinaria" che fu descritta come giallo-grigiastra, ed era "grande come una pallina". 
David Rittenhouse (Norriton, Pennsylvania, USA) ha osservato per la prima volta la cometa nel cielo serale e ha commentato: "dalla sua situazione in quel momento, mi aspettavo che sarebbe stata visibile per molte settimane, se non mesi; e quindi non mi sono preparato, con tale rapidità come avrei potuto fare, per osservare il suo posto con precisione". 
Il 27 giugno, Samuel Dunn (Inghilterra) scoprì indipendentemente la cometa il 27 giugno, e disse che non c'era coda, ma il coma aveva un diametro di circa mezzo grado e conteneva un nucleo color argento. Dunn aggiunse che la porzione della chioma più vicina al Sole era più luminosa. 
Il 28 giugno, William Earl (Stirling, Scozia) scoprì indipendentemente questa "nuova stella" a circa 78° da Polaris, e la descrisse come: "più grande di una stella di prima grandezza, di luce fioca, con un granello o nucleo luminoso, al centro. Presumo che sia una cometa e che la sua coda sia nostra". 
Il 30 giugno, i cinesi hanno affermato che la cometa "ha viaggiato di 32 gradi a nord".
La cometa è passata a soli 0,0146 UA dalla Terra il 1° luglio, che risulta essere la distanza più vicina che una cometa abbia mai passato sul nostro pianeta nella storia registrata. 
Quindi, la cometa Lexell è il primo NEO (Near Earth Object) conosciuto.
Messier ha detto che il coma era di 2° 23' di diametro. 
Earl scrisse: "Mi sembrava che fosse aumentato di dimensioni, la forma un po' più ovale che circolare, il nucleo non più al centro, ma avanzato verso la parte settentrionale dell'intero aspetto". 
James Six (Canterbury, Inghilterra) ha detto che la cometa ha attraversato 42° del cielo durante le 24 ore precedenti. Scrisse che il nucleo "appariva grande quanto il pianeta Giove, circondato da una chioma di luce argentea, la cui parte più brillante era grande quanto il globo lunare, e, diminuendo gradualmente il suo splendore, continuava a essere visibile a 3 o 4 gradi almeno dal nucleo, e, per quanto ho potuto giudicare, (dal poco tempo che l'ho visto) uguale da ogni parte".
La cometa ha raggiunto la sua declinazione più settentrionale di +81° il 2 luglio. 


Rittenhouse ha affermato che la cometa mostrava "una sorta di coda sul lato opposto al sole". 
Il 3 luglio, Messier ha cercato la cometa attraverso gli squarci nelle nuvole, ed ha detto che il coma era ancora così grande che, a un certo punto, lo notò sporgere sopra e sotto una nuvola che copriva il centro della cometa. Anche Rittenhouse ha visto la cometa. 
Il 4 luglio, Six era l'unico osservatore apparente della cometa, poiché Messier disse che la cometa si era persa nei raggi del sole e Earl la cercò senza successo fino al crepuscolo mattutino. 
La cometa ha raggiunto la sua più piccola elongazione solare di 17° l'8 luglio. 
I cinesi hanno scritto che la cometa "è scomparsa alla vista" il 12 luglio. 
Messier ha avuto cieli nuvolosi dal 4 all'11 luglio, poi ha cercato diligentemente la cometa il luglio 12 e 13, mentre la cometa si perdeva nel bagliore del Sole, i calcoli orbitali sono stati fatti da A.G. Pingré, ed è stata determinata un'effemeride per il periodo dal 19 luglio al 1 settembre. 
Messier ha iniziato a cercare la cometa al crepuscolo il 19 luglio, ma non è riuscito a trovare nulla. Continuò a cercare durante le mattine che seguirono, ma ancora una volta incontrò un fallimento. 
Le nuvole hanno impedito le ricerche durante il periodo dal 23 luglio al 2 agosto, ma Messier ha finalmente recuperato la cometa il 3 agosto, quando ha detto che è stata vista con grande difficoltà ad occhio nudo nel cielo mattutino. Messier ha aggiunto che un piccolo telescopio ha rivelato un nucleo brillante, che misura 54" di diametro, circondato da un coma di 15' di diametro. 
Le osservazioni sono continuate per tutto agosto e settembre. All'inizio di ottobre Messier stava incontrando molte difficoltà nel vedere la cometa, e l'ha descritta come "quasi invisibile" il 2 ottobre e "estremamente debole e molto difficile da osservare" il 3 ottobre. 
Quest'ultima data ha segnato l'ultima volta che la cometa è stata vista.


Parametri orbitali:
Orbite abbastanza simili sono state calcolate da diversi astronomi e matematici. 
Circa la metà sono paraboliche, con date al perielio intorno al 9 e 10 agosto 1770, mentre il resto sono ellittiche, con date al perielio intorno al 13 e 14 agosto 1770. 
Le orbite paraboliche sono state calcolate da Pingré (1770), Rittenhouse (1771), Eric Prosperin ( 1776), FA Widder (1776), Slop Von Cadenberg (1782) e Johann Heinrich Lambert (1782). 
Prosperin notò che le osservazioni di Messier non potevano essere rappresentate da una parabola e suggerì che la cometa si muovesse su un'orbita ellittica. 
Le orbite ellittiche sono state calcolate da Anders Johan Lexell (1776, 1777, 1778, 1782), con un periodo di 5,58 anni, Pingré (1784), con un periodo di 5,43 anni, JK Burckhardt (1807), con un periodo di 5,57 anni , Thomas Clausen (1842), con periodi di 5,61 e 5,60 anni, e Urbain Jean-Joseph Le Verrier (1844, 1848), con periodi di 5,63 e 5,60 anni. 
Lexell ha notato che la cometa potrebbe essere stata collocata nella sua orbita del 1770 a causa di un avvicinamento molto ravvicinato a Giove nel 1767.
Le Verrier calcolò una possibilità non nulla che la Cometa Lexell nel 1779 fosse passata a meno di 3,5 raggi gioviani dal centro del pianeta, ben all'interno, quindi, dell'orbita di Io. 
Lo spettro delle possibili orbite su cui l'azione gravitazionale di Giove avrebbe potuto spostare la cometa era piuttosto ampio e prevedeva l'opzione che la cometa avesse lasciato il sistema solare su un'orbita iperbolica.
Calcoli eseguiti con i moderni calcolatori fanno supporre che la cometa non sia stata definitivamente espulsa dal Sistema solare, ma che l'incontro con Giove del 1779 l'abbia spostata su un'orbita con un periodo di 200-300 anni, con il perielio prossimo all'orbita gioviana, a 5 UA.

Parametri orbitali
(all'epoca 14 agosto 1770)
Semiasse maggiore3,1533844 UA
Perielio0,674449 UA
Periodo orbitale5,60 anni
Inclinazione orbitale1,5517°
Eccentricità0,786119
Ultimo perielio14 agosto 1770
( Diagramma orbitale dal 1767 al 1779 - JPL ).
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LA COMETA del 1779
C/1779 A1 (BODE)

Introduzione:
La C/1779 A1 (Bode) è una piccola cometa osservata telescopicamente che è stata visibile ad occhio nudo solo pochi giorni verso la metà del febbraio 1779.
La cometa ha rappresentato il momento di valorizzazione iniziale dell'osservatorio di Brera a Milano e dei suoi astronomi, che strappano lo scettro italiano agli astronomi di Bologna e del Collegio Romano. Riguardo a questa cometa è disponibile un carteggio di cui gli astronomi di Brera sono protagonisti.
E' anche la cometa con il maggior numero di oggetti Messier scoperti durante la sua osservazione.

Scoperta:
Fu scoperta dall'astronomo tedesco Johann Elert Bode a Berlino il giorno 6 gennaio 1779, dopo il suo passaggio al perielio ad una distanza già notevole (0,7 UA), al momento della massima vicinanza alla Terra, era già parecchio distante dal Sole (circa 1 UA) e in costante allontanamento da questo e dalla Terra, e questo spiega la sua apparenza e perché le sue dimensioni e soprattutto la lunghezza della coda sono state decisamente piccole se confrontate ad esempio con quella della cometa del 1769.
Bode la scopre tra Delfino e Volpetta e la segue fino al 17 aprile.

Osservazioni:
In attesa di poter osservare l'immersione del Primo satellite di Giove, previsto per quella mattina, prima dell'alba, Messier scrutando il cielo verso levante con il suo telescopio di due piedi di lunghezza focale, luminosissimo ed equipaggiato da oculari di largo campo che permettono di ottenere un campo visivo tra cinque e sei gradi. 


Ed è li che vede, vicino ad una stellina di quinta grandezza nella testa del Cigno, la 2 Cygni secondo Flamsteed, la nuova cometa di cui apprende solo il 27 gennaio che era stata scoperta da Bode. 
Era il mattino del 19 gennaio 1779. 
Da questo momento Messier fa osservazioni regolari fino al 17 maggio, attraversando un larghissimo tratto di cielo, oltre 107 gradi di A.R. e 30 di declinazione, fino alla testa della Vergine.
Messier inoltre, completa la mappa con il percorso apparente della cometa tracciando anche la parte osservata dall'astronomo tedesco Bode.
La carta che accompagna la relazione è una tra le più belle che Messier abbia disegnato. 
Di grandi dimensioni, 16,3x 49,5 cm, è in proiezione di Sanson-Flamsteed concava, riporta stelle dalla prima alla nona grandezza, 138 delle quali hanno la posizione stimata per la prima volta dall'astronomo di Parigi. (vedi sotto).


Il padre gesuita Boscovich da Parigi, in una lettera a Gambarana, comunica agli astronomi di Brera che c'è una nuova cometa in una lettera del 8 febbraio:
'' Noi abbiamo una nuova cometa, come avrete visto nella gazzetta. Essa fu vista a Berlino a' 6 gennaio, e osservata all'ingrosso: ma qui non si seppe che quando il Messier la scoprì a 19 Febbraio ........, di mattina e l'annunciò all'accademia il 23. Mi dette le sue osservazioni e dopo le prime tre, benché a intervalli uno di 4 giorni, e l'altro di un solo, io col mio metodo trovai subito l'orbita, e la comunicai ad esso, dicendogli che aveva passato il perielio verso il 4 gennaio, e che si andrebbe scostando dal Sole e da noi, onde non diverterebbe mai: spero che si veda fino a tutto Aprile, ma co soli cannocchiali. Messier l'ha veduta per l'ultima volta il 31 gennaio……..  ''.
Evidentemente Gambarana passa l'informazione a Reggio e De Cesaris, che fanno le prime osservazioni il 7 e 8 marzo.
Le osservazioni di Reggio, De Cesaris e Oriani sono sono riportate nelle Ephemerides Mediolanenses dell'anno 1782, e si vede dalle note che le osservazioni dei tre astronomi si sovrappongono, c'è la sensazione che lavorassero in tre posti diversi dell'osservatorio, con strumenti diversi e senza troppo coordinarsi.

( Mappa realizzata all'Osservatorio Astronomico di Brera a Milano ).

Parametri orbitali:
I parametri dell'orbita sotto riportati sono stati calcolati da Burttner, usando 300 posizioni in un arco di tempo di 118 giorni, ne risulta un'orbita parabolica (e=1) prograda, che è inclinata di 32,4406° rispetto al piano dell'Eclittica, con un Argomento del perielio di 62,1743°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 28,1368°.
Il passaggio al perielio è avvenuto il 4,58 gennaio 1779, ad una distanza di 0,7132 UA dal Sole, nei pressi dell'orbita di Venere.
Proserpin ha calcolato un orbita ellittica con periodo di 19.000 anni, che la porterebbe ad avere un afelio che la spingerebbe fino a circa 3240 UA dal Sole.

( Diagamma orbitale al momento del perielio - JPL ).
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LA GRANDE COMETA
di CASTROGIOVANNI del 1807

La C/1807 R1 (Castrogiovanni) , conosciuta anche come la Grande Cometa del 1807 , è una cometa di lungo periodo . Era visibile agli osservatori ad occhio nudo nell'emisfero settentrionale dall'inizio di settembre 1807 alla fine di dicembre ed è classificata tra le grandi comete per la sua eccezionale luminosità.

Scoperta:
La sua scoperta è spesso attribuita al monaco agostiniano P. Reggente Parisi a Castrogiovanni (Enna) in Sicilia . Ha registrato osservando la cometa molto vicino all'orizzonte nel primo crepuscolo del 9 settembre 1807, non lontano dall'altrettanto brillante stella Spica: 
'' in quel momento anche i pianeti Venere , Marte e Saturno erano vicini alla cometa. Il chiaro di luna ha interferito con le osservazioni della settimana successiva e, grazie alla sua favorevole posizione a sud, Parisi avrebbe potuto fare la sua scoperta diversi giorni prima che un certo numero di altri osservatori in Europa scoprissero indipendentemente la cometa ''.

( Ricostruzione grafica della visuale da Enna, al momento della scoperta ).

I dati orbitali suggeriscono che la cometa avrebbe dovuto essere scoperta per la prima volta dall'occhio non assistito nell'emisfero meridionale diverse settimane prima che diventasse visibile nell'emisfero settentrionale; tuttavia non ci sono tali rapporti storici. In Australia la cometa avrebbe dovuto essere visibile durante tutto il mese di agosto nel primo crepuscolo serale all'orizzonte occidentale con una luminosità prossima alla magnitudine 1.

Osservazioni:
Jean-Louis Pons , a Marsiglia , vide la cometa nel crepuscolo serale del 21 settembre; poco dopo il suo collega Jacques-Joseph Thulis (1768–1810) fece la prima determinazione di posizione per la cometa in termini di sistema di coordinate celesti . 
Dunbar , in America, notò che la cometa fu vista per la prima volta lì "circa il 20 settembre" e commentò che il geometra Seth Pease (1764–1819) iniziò a fare osservazioni il 22. 
Il 20 settembre la cometa ha raggiunto una luminosità compresa tra la magnitudine 1 e 2.

Nei successivi 10 giorni la cometa fu scoperta indipendentemente da Jacques Vidal e Honoré Flaugergues in Francia , Edward Pigott in Inghilterra , Johann Sigismund Gottfried Huth e Johann Friedrich Eule in Germania e Gonzalez in Spagna . Anche la cometa è stata osservata il 26 settembre da Francisco José de Caldas a Nuova Granada (Colombia). 
Vidal stimò che la lunghezza della coda della cometa fosse compresa tra 7° e 8° di lunghezza.

(a lato : La Grande Cometa del 1807 vista dalle Filippine , come raffigurata da Esteban Villanueva durante la Rivolta di Basi).

Verso la fine di settembre, nel suo viaggio di allontanamento dal Sole, la cometa ha fatto il suo massimo avvicinamento alla Terra; era visibile ad occhio nudo per tutto il mese di ottobre. 
Il 1 ottobre Johann Elert Bode riportò una lunghezza della coda di 5°. 
Il 4 ottobre Huth riferì che la coda si era divisa in una coda diritta, lunga 6° e una più corta e ricurva. Entrambe le code sono state viste anche il 20 ottobre quando Heinrich Wilhelm Olbers ha notato che le due code erano separate di 1,5°; la coda più settentrionale era molto stretta, sottile e diritta e lunga circa 10°, mentre la coda più meridionale era larga, corta e lunga circa 4,5°.

Pochi giorni dopo, le due code non si potevano più distinguere l'una dall'altra; a Natchez, Mississippi , Dunbar vide il 24 ottobre solo una singola coda, che aveva una lunghezza di 2,7°. 
All'Università di Göttingen , Johann Hieronymus Schroeter effettuò accurate misurazioni osservative della cometa dal 4 ottobre 1807 al 18 febbraio 1808. 
La cometa fu osservata dalla HMS Buffalo dal capitano Philip Gidley King a Lat 15 gradi 4 minuti, Long 28 gradi 52 minuti. " Lun 5 ottobre. Una stella notevole vista per la 2a volta. Appariva da Ovest e aveva una coda luminosa brillante e una magnitudine considerevole ".

A novembre e dicembre la cometa era ancora visibile ad occhio nudo, ma la sua luminosità era costantemente diminuita e alla fine di novembre la coda era difficile da distinguere. 
Il 20 novembre William Herschel stimò che la lunghezza della coda fosse di 2,5°, ma all'inizio di dicembre poté identificare una coda corta solo nel grande rifrattore .

Tra gli osservatori della cometa c'era un anziano Charles Messier , il quale notava che " la cometa divenne molto bella, e rimase bella per un gran numero di giorni [...] era segnata nel cielo da un nucleo di grande luminosità che avvolta, e dalla quale usciva una coda molto chiara, molto estesa ".  Nonostante la vista debole, Messier fu in grado di fare diverse osservazioni telescopiche della cometa.

Dal gennaio 1808 non ci furono più osservazioni ad occhio nudo. 
Avvistamenti telescopici della cometa sono stati effettuati il ​​19 febbraio da Olbers, il 24 febbraio da Friedrich Wilhelm Bessel e il 28 febbraio, dopo una lunga ricerca, da Dunbar. 
L'ultima osservazione telescopica fu fatta da Vincent Wisniewsky a San Pietroburgo il 27 marzo 1808.

Importanza scientifica:
Nell'ottobre 1807 Bode, Johann Karl Burckhardt e Francis Triesnecker calcolarono le stime di un'orbita parabolica per la cometa. Inizialmente Bessel calcolò anche un'orbita parabolica, ma ulteriori osservazioni gli permisero di calcolare un'orbita ellittica . 
Poiché questa stima di un'orbita ellittica non era ancora d'accordo con le osservazioni con soddisfazione di Bessel, sviluppò un nuovo metodo per calcolare gli elementi orbitali . Il metodo di Bessel ha tenuto conto delle mutevoli influenze gravitazionali del Sole e dei pianeti vicini alla cometa e ha fatto un uso migliore dei dati osservativi mediante una tecnica di stima dei minimi quadrati sviluppata alcuni anni prima da Carl Friedrich Gauss .

Per questa cometa esistevano dati di osservazione per oltre sei mesi e quindi per una parte significativa dell'orbita cometaria le previsioni calcolate da Bessel potevano essere confrontate con le osservazioni. La grande cometa del 1807 è la prima cometa di lungo periodo (diversa dalla cometa di Halley, già nota per essere periodica) per la quale esiste una verifica empirica che si muova in un'orbita ellittica e non parabolica.

( Vignetta satirica dove John Bull fa osservazioni sulla cometa ).

Orbita:
Utilizzando osservazioni di 187 giorni, Bessel ha calcolato un'orbita allungata inclinata di circa 63° rispetto all'eclittica. 
Al perielio, avvenuto il 19 settembre 1807, la cometa si trovava a circa 0,646 UA dal Sole. 
La cometa si trovava l'11 settembre a circa 0,775 UA da Venere e il 15 settembre a circa 0,836 UA da Marte. Il 26 settembre la cometa ha fatto il suo avvicinamento alla Terra a una distanza di circa 1,15 UA; per una grande cometa questa distanza è insolitamente grande, solo due altre grandi comete conosciute non sono riuscite ad avvicinarsi di più di 1 UA alla Terra, vale a dire, la Grande Cometa del 1811 e la cometa Hale-Bopp .
Caratteristiche orbitali 
Epoca1807-Set-19.2389
Afelio285.75 UA
Perielio0,6461 UA
Semiasse maggiore143.2012 UA
Eccentricità0,995488 
Periodo orbitale~1714 anni
Inclinazione
Argomento del perielio
Longitudine del nodo
ascendente
63.1762°
4.0970°
269.4837 °

Al momento della scoperta di C/1881 K1 , la Grande Cometa del 1881, il suo scopritore John Tebbutt inizialmente considerò la possibilità che si trattasse di un ritorno della cometa del 1807 a causa di apparenti somiglianze orbitali tra i due.

( Diagramma dell'orbita - JPL ).
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LA GRANDE COMETA
FLAUGERGUES del 1811

La C / 1811 F1 (chiamata anche la Grande Cometa del 1811 e Cometa Flaugergues ) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1811 . 
Per la sua straordinaria luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ".


Scoperta:
Quando questa cometa fu scoperta da Honoré Flaugergues a Viviers la sera del 25 marzo 1811, in profondità all'orizzonte nell'ormai defunta costellazione di Argo Navis, si trovava ancora a più di 2,7 UA dal Sole nella fascia degli asteroidi . 
Un'osservazione di Flaugergues la notte successiva ha confermato la natura della cometa e la sua posizione apparente stimata indicava che la cometa si trovava in Puppis.
Si stava muovendo rapidamente verso nord nel cielo e Flaugergues fu in grado di osservarla nelle sere successive fino al 1 aprile.
L'11 aprile, Jean-Louis Pons , che non aveva sentito parlare della scoperta, ha ritrovato accidentalmente la cometa ed è stato in grado di determinare una posizione. Anche Franz Xaver von Zach la osservò quella notte a Marsiglia . Per il resto di aprile e durante il corso di maggio, la cometa aveva già una chioma ben visibile.

A giugno, Johann Karl Burckhardt è riuscito a calcolare una prima orbita parabolica dai dati di osservazione , da cui Heinrich Wilhelm Olbers ha concluso che la cometa sarebbe diventata molto luminosa nel corso di ottobre. 
Verso la fine di maggio, tuttavia, era temporaneamente difficile da osservare perché ora era basso nel cielo e stava entrando nel crepuscolo . 
Le ultime osservazioni della cometa che si avvicinava al perielio, dalla Terra sono state fatte da Flaugergues il 29 maggio, Zach il 2 giugno, José Joaquín Ferrer y Cafranga a L'Avana il 15 giugno e Alexander von Humboldt a Parigi il 16 giugno.


Osservazioni:
Dopo che la cometa si è allontanata dal sole per gli osservatori sulla Terra, la cometa è entrata in Leone il 2 agosto ed a metà mese era situata quasi a nord del sole. La cometa era a poco meno di 19 gradi dal sole la sera del 18 agosto e Flaugergues e Olbers stavano cercando autonomamente la cometa poco dopo il tramonto. Olbers non ha avuto successo, ma Flaugergues è stato in grado di individuarla molto vicino all'orizzonte. 
La cometa era quindi 2,0 UA dalla Terra e 1,1 UA dal sole. La cometa è entrata nella costellazione del Leone Minore il 21 agosto ed era ancora quasi a nord del sole. 
Olbers l'ha trovata telescopicamente la mattina del 22 agosto e Johann Elert Bode la sera dello stesso giorno. La mattina seguente Bode vide per la prima volta una coda corta . Meno di una settimana dopo, Olbers lo descrisse come lungo 3° e riconobbe due vistose bande laterali a forma parabolica che circondavano il nucleo invisibile della cometa .


Nel corso di settembre la cometa è stata vista anche nel cielo notturno , dove molte persone l'hanno vista per la prima volta. 
L'8 settembre, Simeon Perkins (Liverpool, Nova Scotia) ha scritto: "a sera osservo una cometa o una nuova apparizione di una stella che ha l'aspetto di una coda leggera o di un bagliore che era quasi a NNW circa un'ora alta alle 8 in punto e il tramonto più a nord circa [testo mancante] c'era una sottile nuvola o un fieno attorno in modo che non potessi distinguere il corpo della stella dall'occhio nudo ma guardai con un vetro e lo vidi e un'apparizione di luce ma non riusciva a distinguere nessuna coda o fiammata. È stato osservato da Diverse persone per due o tre sere. "

Il 9 settembre, William Herschel (Alnwick, Inghilterra) vide la cometa con un rifrattore e notò, "l'aspetto planetario simile a un disco visto ad occhio nudo, è stato trasformato in una luminosa nebulosa cometica, in cui nessun nucleo poteva essere percepito". Stimò la cospicua coda lunga 9° o 10° e notò una curvatura "molto considerevole". Il 18 settembre, Herschel (Glasgow) osservò con un riflettore e notò che la testa simile a una stella assumeva l'aspetto di una nebulosa globulare. Stimò che il suo diametro fosse di circa 5 o 6 minuti d'arco, "di cui uno o due minuti intorno al centro erano quasi della stessa luminosità". Aggiunse che la coda era lunga 11° o 12° e osservò "che verso la fine della coda la sua curvatura aveva l'aspetto come se girasse, rispetto al moto della cometa''.


Il 6 ottobre ha poi visto una coda lunga 25°, dopo di che le lunghezze della coda osservate sono diminuite di nuovo.
Alexis Bouvard e Giuseppe Piazzi hanno tentato con l'aiuto delle osservazioni più recenti una migliore determinazione dell'orbita parabolica , mentre la prima orbita ellittica ancora imprecisa è stata calcolata solo da Flaugergues in ottobre. Poco dopo Friedrich Wilhelm Bessel fu in grado di determinare elementi dell'orbita più precisi.


Il 4 novembre, William John Burchell in Sud Africa ha descritto la cometa come una "debole stella nebulosa di 3 magnitudini ". Il 5 novembre, Herschel ha riportato una coda di 12,5° e il 19 novembre solo circa 6°. 
Dalla metà di dicembre non è più stato possibile distinguere le bande laterali. 
All'inizio del 1812 la cometa si stava muovendo lentamente verso sud-est attraverso l'Acquario a circa 37 gradi dal sole. Il 2 gennaio, Herschel ha commentato che la cometa "poteva essere distinta da una nebulosa globulare luminosa solo dalla luce diffusa della sua coda, che era ancora lunga 2 gradi e 20 minuti".
Ferrer determinò le posizioni della cometa in sei sere durante il periodo dal 5 al 10 gennaio e notò, "il cielo era molto chiaro, ma la luce della cometa era così debole che poteva a malapena essere distinta ad occhio nudo". Ha anche sottolineato che l'8 gennaio la cometa è stata vista per la prima volta quando la sua altitudine era di 16 gradi o 17 gradi e l'ultima volta era stata vista quando la sua altitudine era di soli 5 gradi. Barnabe Oriani (Milano, Italia) ha determinato le posizioni il 7 e 10 gennaio. 
Zach l'ha vista l'ultima volta l'11 gennaio 1812.

Vista dalla terra , la cometa ha passato il sole per la seconda volta il 9 febbraio 1812 e da metà febbraio la distanza tra il sole e la cometa nel cielo è aumentata di nuovo. 
A marzo Ferrer ha calcolato gli elementi orbitali ellittici della cometa, che hanno mostrato che sarebbe stata vista di nuovo nel cielo notturno in giugno e agosto perché la terra si sarebbe avvicinata di nuovo a circa 3 UA, come all'inizio dell'anno.
L'ha cercata con un rifrattore dall'inizio di luglio , trovandola la mattina dell'11 luglio e ha potuto seguirla fino al 15 luglio. 
Successivamente è stata vista da Vincent Wisniewsky a Novocherkassk , che ha comparato la sua luminosità, il 12 agosto, ad una stella di 11 mag. L'ultima volta che l'ha vista è stato il 17 agosto 1812, quando la cometa era già a più di 4,5 UA dal Sole.
Erano passati quasi 17 mesi dalla scoperta. A quel tempo, questo era il periodo di tempo più lungo in cui una cometa potesse mai essere osservata .
La cometa ha raggiunto una magnitudine di 0 magnitudo il 20 ottobre .

Altre relazioni:
LINK :

Curiosità e superstizioni:
 - Napoleone I , imperatore dei francesi, considerava l'aspetto spettacolare della cometa come un presagio che indicava il successo della sua pianificata campagna di Russia nel 1812 .

 - La sera del 2 giugno 1811 un terremoto colpì il Sudafrica. Come riportato da Burchell, la popolazione ha associato questo evento alla comparsa della cometa.

 - Il 1811 ha prodotto molti vini eccellenti e molti commercianti di vino hanno parlato per anni di "vino di cometa". C'erano buoni vini a Bordeaux , Borgogna e dal Douro in Portogallo . In particolare, l'annata 1811 di Château Lafite-Rothschild è considerata il miglior bordeaux rosso mai prodotto.
(vedi foto a lato).

 - Lo scrittore tedesco Jean Paul è stato ispirato dalla cometa del 1811 per scrivere il suo ultimo grande romanzo, La cometa .

 - Johann Peter Hebel ha scritto una reminiscenza letteraria della cometa nella sua opera del calendario Der Rheinländiſche Hausfreund o Nuovo calendario per l'anno 1813 .

 - Lo scrittore russo Lev Nikolajewitsch Tolstoy ha elaborato letteralmente la cometa Flaugergues nella sua opera Guerra e pace . Nel mezzo del lavoro ha descritto come la persona Pierre osserva la cometa.

 - Jules Verne scrisse nel 1878: "La grande cometa del 1811 ... era il motivo per cui l'anno della sua apparizione è comunemente noto come 'l'anno della cometa' ..."

 - Nell'ottavo libro del poema epico nazionale polacco Pan Tadeusz di Adam Mickiewicz la cometa è menzionata e considerata dal popolo lituano come un messaggero di una guerra imminente.

Illustrazione dei potentissimi terremoti di New Madrid ).

 - La cometa era visibile durante i terremoti di New Madrid (USA) nel dicembre 1811. 

 - Il leader militare dei nativi americani Shawnee, Tecumseh , il cui nome è stato tradotto come "stella cadente", ha affermato l'apparizione della cometa come un presagio favorevole durante i suoi sforzi per lo più infruttuosi quell'anno per portare le tribù del sud nella sua alleanza pan-nativa americana.

Illustrazione da Winchester ).

Dal pianeta Marte:
Successivamente al passaggio vicino alla Terra, la cometa Flaugergues si è avvicinata anche a Marte, ed anche la visione del fenomeno dal pianeta rosso deve essere stata spettacolare.

Dati fisici:
Si pensa che la Grande Cometa del 1811 abbia avuto un coma eccezionalmente ampio, forse oltre un milione di miglia di diametro, il cinquanta per cento più grande del Sole. 
Il nucleo della cometa fu successivamente stimato in 30-40 km di diametro. 
Era allungato ed estremamente attivo; emetteva grandi quantità di gas e polvere.
Per molti versi la cometa era abbastanza simile alla cometa Hale-Bopp : divenne spettacolare senza passare particolarmente vicino né alla Terra né al Sole , ma aveva un nucleo estremamente grande e particolarmente attivo.


Parametri orbitali:
Dai dati di osservazione su un periodo di 505 giorni, Norbert Herz fu in grado di determinare un'orbita ellittica per la cometa nell'anno 1892 , risulta che è inclinata di circa 107° rispetto all'eclittica . 
La cometa quindi corre nella direzione opposta (retrograda) rispetto ai pianeti attraverso la sua orbita. Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che la cometa ha approcciato il 12 settembre 1811, si trovava ad una distanza di 154,9 milioni di km dal sole nella zona dell'orbita della Terra . 
Il 22 agosto si era avvicinata a Venere entro 99 milioni di km, mentre il 16 ottobre era a 1,22 UA / 182,7 milioni di km dalla Terra. Questa è una distanza dalla Terra insolitamente alta per una grande cometa, solo altre due grandi comete non si sono avvicinate a 1 UA, vale a dire C / 1807 R1 e C / 1995 O1 (Hale-Bopp), il che vuol dire che era un oggetto insolitamente grande .
Caratteristiche orbitali
Epoca Perielio1811-settembre-05
JD 2382760.5
Arco di osservazione1,38 anni
505 giorni
Afelio423,749 UA
Perielio1,0354 UA
Semiasse maggiore212,3922 UA
Eccentricità0.995125
Periodo orbitale~ 3096 anni
Inclinazione
Argomento perielio
Longitudine del nodo
ascendente
106,9°
65,41°
143,05°
La cometa si muove su un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole, che è quasi perpendicolare alle orbite dei pianeti. Tale orbita è relativamente stabile per un lungo periodo di tempo in quanto non ci sono approcci con i grandi pianeti. Secondo gli elementi orbitali, che sono afflitti da un certo grado di incertezza, potrebbe essere comparsa nell'antichità intorno all'anno -930. 

Durante l'ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno nel 1811, la sua eccentricità orbitale fu leggermente aumentata di 0,0003 e il suo semiasse maggiore è passato da circa 196 UA a circa 207 UA, così che il suo tempo orbitale è aumentato leggermente. 
Prima del passaggio del perielio il 12 settembre 1811, la cometa aveva un periodo orbitale di 2742 anni. Dopo il passaggio al perielio la cometa ha un periodo di 2974 anni.

Periodi orbitali baricentrici.
Epoca
1600
Epoca
2000
Periodo 
orbitale
2742 
anni
2974 
anni
Eccentricità 
orbitale
0.99470.9950
Afelio391 UA413 UA
Quando intorno all'anno 3290 raggiungerà il punto più lontano dal sole (afelio), sarà a circa 61,7 miliardi di km dal Sole, quasi 413 volte più lontano della Terra e quasi 14 volte quella a Nettuno . 
La sua velocità orbitale nell'afelio è solo di circa 0,11 km / s. 
Il prossimo passaggio perielio della cometa potrebbe avvenire intorno all'anno 4800.

Posizioni nel punto di massimo avvicinamento 16/10/1811 - JPL ).

Posizioni al momento del perielio 12/09/1811 - JPL ).
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LA GRANDE COMETA TRALLES
DEL 1819

Introduzione:
La C/1819 N1 (Grande Cometa) (chiamata anche Cometa Tralles ) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1819 . Per la sua grande luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ". 
È stata la prima cometa il cui schema di polarizzazione è stato osservato.

Scoperta:
La cometa fu scoperta per la prima volta la sera del 1 luglio 1819 da Johann Georg Tralles a Berlino . La cometa si trovava a nord del sole e successivamente poteva essere osservata ad occhio nudo per diverse settimane sia nel cielo mattutino che serale. 
Due giorni dopo Tralles, Friedrich Georg Wilhelm Struve fece una scoperta indipendente a Dorpat , la coda era già lunga qualche grado .


Osservazioni:
Verso la fine della prima settimana di luglio, la cometa aveva una magnitudine di +1 e una lunghezza della coda di 7–8° .
Già a luglio la cometa fu osservata da molti noti astronomi dell'epoca, come Johann Elert Bode a Berlino , Heinrich Wilhelm Olbers a Brema , Franz Xaver von Zach in Italia , Carl Friedrich Gauß a Göttingen , Friedrich Bernhard Gottfried Nicolai a Mannheim , Johann Franz Encke a Gotha , Honoré Flaugergues a Viviers e altri.
La luminosità della cometa diminuiva costantemente man mano che si allontanava dal sole; verso metà agosto era ancora +3 mag e verso la fine del mese sprofondava al di sotto del livello di visibilità ad occhio nudo. 
A settembre ci furono solo poche osservazioni e la cometa fu percepita solo vagamente. In ottobre Olbers e Struve sono riusciti a determinare altre due posizioni; l'ultima osservazione è stata fatta da Struve il 25 ottobre.
La cometa sembrava abbastanza impressionante da essere osservata dai non astronomi. 
I membri della spedizione di Yellowstone di Stephen Harriman Long osservarono la cometa nel luglio 1819 durante il loro viaggio verso le Montagne Rocciose.

Valutazioni scientifiche:
La Grande Cometa del 1819 occupa una posizione speciale nella ricerca sulle comete perché è stata la prima cometa la cui luce è stata osservata attraverso un filtro di polarizzazione . 
François Arago a Parigi osservò la coda della cometa attraverso il suo polariscopio di nuova concezione , un polarimetro , il 3 luglio 1819 , e scoprì che la luce della cometa era parzialmente polarizzata. Ciò ha dimostrato l'esistenza di polvere nella coda della cometa, poiché indicava che almeno parte della luce della cometa era riflessa o diffusa dalla luce solare.

Parametri orbitali:
La prima orbita parabolica della cometa fu calcolata da Alexis Bouvard nel luglio 1819 . 
Da 400 osservazioni in un periodo di 105 giorni, è stato possibile determinare solo un'orbita parabolica prograda, con precisione limitata e risulta che è inclinata di circa 81° rispetto al piano dell'eclittica . 
L'orbita della cometa è quindi quasi perpendicolare al piano dei pianeti. 
Il punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), è stato passato dalla cometa il 28 giugno 1819, mentre si trovava ad una distanza di circa 51,1 milioni di km dal Sole (0.341514 UA), nell'area all'interno dell'orbita di Mercurio . Già il 25 giugno era di circa 0,67 UA / 99,9 milioni di km dalla Terra.

( Diagramma orbitale - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1819, l'attrazione gravitazionale dei pianeti ridusse l'eccentricità della sua orbita di circa 0,0003. A causa degli incerti dati iniziali, tuttavia, non si può dedurre con certezza se la cometa si stia muovendo definitivamente su un'orbita ellittica . È improbabile che ritorni nel sistema solare interno , o se tornerà sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni.
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LA COMETA del 1821
C/1821 B1 (NICOLLET-PONS)

La C/1821 B1 è una cometa osservata telescopicamente, oltre ad essere ben visibile anche ad occhio nudo, durante quasi tutta la prima metà dell'anno 1821.

Scoperta:
Questa cometa è stata scoperta quasi simultaneamente da Nicollet all'osservatorio reale di Parigi, e da Pons all'osservatorio di Marlia nel ducato di Lucca.
Mentre si trovava a 1,69 UA dalla Terra e a 1,59 UA dal Sole con un'elongazione di circa 67°.
Entrambi le osservazioni indicano che la cometa, il 21,76 gennaio 1821, si trovava vicino a Gamma Pegasi. 
Nicollet la descrive come veramente piccola e fatiscente, senza apparentemente un nucleo ben definito, con una coda di mezzo grado, e misura la sua posizione in AR= 0h 02' 24'' e Dec= +17° 00'. Pons dice che sembrava simile ad un grumo bianco, con una coda molto piccola.

Osservazioni:
La cometa si stava dirigendo sia verso il Sole che verso la Terra quando è stata scoperta, anche se gli astronomi non erano ancora a conoscenza di questo fatto, ma hanno però notato che molto rapidamente che la cometa si stava illuminando. 
Pons ha detto che la cometa sembrava leggermente più luminosa il 22 gennaio, con una coda che si estendeva di circa 2°. 
Nicollet ha detto che la coda era lunga 2° il 23 gennaio. 
Blanpain a Marsiglia ha scoperto indipendentemente questa cometa con un piccolo telescopio il 25,8 gennaio, ha detto che la cometa aveva un diametro di 4' e mostrava un nucleo molto marcato di magnitudine 7 o 8, oltre a una coda lunga circa 3,5°.

La cometa ha continuato ad avvicinarsi al Sole e alla Terra durante il mese di febbraio e si è ulteriormente illuminata. 
J. H. Fritsch a Quenlinburg in Germania, il 7 febbraio, ha riportato nelle sue osservazioni, di una coda di circa 1,5° di lunghezza.
G. Santini a Padova, ha riferito che era visibile ad occhio nudo la sera del 19 febbraio e i testi cinesi Ch'ing-Shih Lu-Ching-Chi Liao-Chi-Yao e Ch'ing-Ch'ao Hsu Wen-Hsien T'ung-K'ao , riportano la scoperta ad occhio nudo di una cometa (Hui-Hsing ''Stella di scopa'') nel cielo occidentale la sera del 20 febbraio.

La cometa stava diventando un oggetto più difficile da osservare all'inizio di marzo, a causa della sua altitudine in costante diminuzione dopo il tramonto. Gauss a Gottinga in Germania, vide la cometa al crepuscolo la sera del 2 marzo e notò che aveva l'aspetto di una stella di magnitudine 3 o 4.
Anche altri la osservarono con sempre maggiore difficoltà durante il mese, mentre essa si avvicinava sempre più al Sole fino ad una minima distanza angolare di soli 4° il 22 marzo.

La cometa è uscita dal bagliore del Sole all'inizio di aprile ed è stata avvistata per la prima volta da un membro dell'equipaggio del capitano B. Hall, di una nave inglese vicino a Valparaiso in Cile l'1,9 aprile, ed hanno riferito che la coda si estendeva di circa 7° il 2 aprile, con la parte settentrionale più lunga, poi hanno anche detto che la cometa era visibile ad occhio nudo al chiaro di luna il 17 aprile. 
Il capitano B. Hall e il suo equipaggio hanno segnalato 11 posizioni tra l'8 e il 30 aprile e hanno notato che la cometa era destinata a svanire e che la coda si accorciava ogni giorno che passava. Le osservazioni finali di questa cometa sono state ottenute da Hall il 2 e 3 maggio, ha misurato la posizione in AR= 3h 44' 18'' - Dec= -3° 26' il 3,97 maggio UT.

Parametri orbitali:
Una preliminare orbita parabolica (e=1) è stata calcomata da O. A. Rosenberger nel 1822, utilizzando le osservazioni in un arco di 103 giorni dal 21 gennaio al 4 maggio 1821, ne è risultata un orbita retrograda inclinata di 106,4613° rispetto al piano dell'eclittica, con un Argomento del perielio di 169,2121° ed una Longitudine del nodo ascendente di 51,1843°.
Il perielio lo ha passato il 22,0366 marzo 1821 UT, ad una distanza di 0,091823 UA dal Sole.
Non sappiamo se o quando tornerà nel sistema solare interno.

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).
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LA GRANDE COMETA del 1823/4
C/1823 Y1 (DE BREAUTE-PONS)

La C/1823 Y1 o Cometa De Bréauté-Pons, era una cometa luminosa, visibile ad occhio nudo nell'ultimo mese del 1823 e nei primi mesi del 1824.

Scoperta:
Fu scoperta indipendentemente da Nell de Bréauté a Dieppe il 29 dicembre, da Jean-Louis Pons a Marlia (LU - Italia) la mattina del 30 dicembre e da Wilhelm von Biela a Praga la stessa mattina.
Mentre si trovava a 0,82 UA dalla Terra e a 0.64 UA dal Sole, con un'elongazione di circa 40°.

Osservazioni:
Era già visibile ad occhio nudo quando fu scoperta: Pons inizialmente pensò di vedere il fumo di un camino salire su una collina, ma continuò ad osservarla quando notò che non cambiava aspetto. 
In seguito notò che la cometa era, stranamente, più facilmente visibile ad occhio nudo che attraverso un telescopio.
La cometa era particolarmente nota all'epoca per aver esibito due code, una rivolta all'opposto del Sole e l'altra (definita "coda anomala" da Harding e Olbers ) che puntava verso di esso.
Caroline Herschel registrò un'osservazione della cometa il 31 gennaio 1824 come ultima voce del suo libro di osservazione.


Pons fu anche l'ultimo astronomo a rilevare la cometa, il 1 aprile 1824, mentre era ad una distanza di 2,20 UA dalla Terra.

Parametri orbitali:
La cometa aveva raggiunto il suo perielio prima della sua scoperta, il 9 dicembre dello stesso anno ed era a circa 0,23 UA dal Sole . Si muoveva in un'orbita parabolica retrograda, con un'inclinazione di 103,8° rispetto all'eclittica, e con un Argomento del perielio di 28,4867°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 305,5054°.
Non sappiamo se oppure quando essa tornerà nel sistema solare interno.


( Diagrammi orbitali. 1- momento della scoperta, schermata ruotata. 2- attuale - JPL ).
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LA COMETA del 1825
C/1825 N1 (PONS)

La C/1825 N1 (Pons) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nell'autunno del 1825.
Per la sua luminosità e visibilità eccezionalmente lunga, alcuni la annoverano tra le "Grandi Comete".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di circa 2-3 mag.
Da non confondersi con la C/1825 P1 (Pons) scoperta poco dopo e non visibile ad occhio nudo.

Scoperta:
L'astronomo francese Jean-Louis Pons stava cercando la cometa periodica 2P / Encke poco dopo la mezzanotte del 15 luglio 1825 , quando scoprì questa nuova cometa, mentre era direttore dell'osservatorio di Marlia (LU) in Italia. 
Ulteriori scoperte indipendenti furono fatte il 20 luglio da Wilhelm von Biela in Austria e il 21 luglio da James Dunlop in Australia . Al momento della sua scoperta, la cometa si trovava ancora a più di 2,74 UA dalla Terra e a 2,34 UA dal Sole con un'elongazione di circa 56°, e di conseguenza era piuttosto debole.

Osservazioni:
Nel corso di agosto la cometa iniziò a sviluppare una coda che l'11 agosto era già lunga 1,5°. Dall'inizio di settembre, la cometa poteva essere vista ad occhio nudo, sebbene si stesse ancora muovendo al di fuori dell'orbita di Marte, nella testa del Toro nel cielo mattutino come un oggetto di quinta magnitudine. 
A metà del mese la lunghezza della coda era aumentata a 5°.
La cometa si è spostata a sud-ovest, dopo metà settembre, di circa quarta magnitudine, con la coda lunga fino a 8 gradi.
Durante il mese di ottobre la cometa era più luminosa e ben visibile quasi tutta la notte nello Scultore.
La sua coda ha raggiunto una lunghezza di oltre 10° e il 12 ottobre la cometa ha superato la Terra passando ad una distanza di soli 0,6 UA. 
Per gli osservatori alle alte latitudini settentrionali non era più osservabile, solo nelle aree meridionali dell'emisfero boreale per circa un'altra settimana, e poi solo nell'emisfero australe .
Il 31 ottobre, G. Peard e W. Beechey, due marinai a bordo della HMS Blossom, a largo delle coste del Cile la descrivono come estremamente brillante e curvata verso est.

All'inizio di novembre la cometa ha raggiunto la sua massima declinazione meridionale nella costellazione dell'Indiano con una magnitudine tra 2 e 3. ed è poi stata seguita da vicino da osservatori in Australia e Sud America fino a dicembre, quando si è persa nel crepuscolo serale verso la fine di dicembre, pur essendo probabilmente ancora di magnitudine 3-4 , mentre si trovava nel Sagittario a sud-est del Sole.
Dopo aver superato il Sole (perielio), il 9 gennaio 1826 era alla minima elongazione solare di circa 18°, e non fu ritrovata fino al 7 febbraio 1826, dove fu vista sempre da G. Peard a bordo della nave HMS Blossom nel Pacifico meridionale, mentre era posizionata nella costellazione della Corona Australe. 
All'inizio di aprile la cometa è ricomparsa in cielo per gli osservatori dell'emisfero settentrionale, la lunghezza della coda era nel frattempo scesa a meno di 1°. 
Nelle settimane successive ci furono solo poche osservazioni e l'ultima fu quasi un anno dopo la sua scoperta l'8 luglio 1826, quando la cometa si trovava di nuovo a 2,90 UA dalla Terra e a 3,11 UA dal Sole con un'elongazione di circa 92°.

La cometa Pons del 1825 è pure menzionata nella Cronaca siamese di Luang Prabang in connessione con un terremoto:
" Giovedì, quarto giorno della luna crescente del decimo mese, al mattino, si mostrano due soli che si inseguivano fino a mezzogiorno, quindi i cerchi ammontavano a tre o quattro attorno al sole.
L'undicesimo giorno della luna calante, apparizione pomeridiana di due soli che si rincorrono fino al calare del giorno.... Manifestazione di cometa. ... Onde di marea che sollevano le barche ad un'altezza che supera la guglia degli stupa più alti ".

Parametri orbitali:
I primi calcoli dell'orbita della cometa furono effettuati già nel 1825 da Peter Andreas Hansen , tra gli altri. Nel 1859 Joseph Stillman Hubbard fu in grado di determinare un'orbita ellittica di precisione limitata da circa 275 osservazioni in un periodo di quasi 1 anno, e risulta che è inclinata di circa 164° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di circa 257° , ed una Longitudine del nodo ascendente di circa 218°.
Percorre quindi la sua orbita in senso opposto (retrogrado) rispetto ai pianeti. 
Nel punto dell'orbita più vicina al Sole (perielio), che la cometa ha attraversato l'11 dicembre 1825, era a circa 185,6 milioni di km di distanza, nell'area compresa tra le orbite della Terra e di Marte. Già il 12 ottobre aveva raggiunto il massimo avvicinamento alla Terra ad una distanza di circa 0,62 UA / 92,4 milioni di km. Il 14 aprile 1827 ci fu un sorvolo relativamente vicino a 1,27 UA / 190,6 milioni di km di distanza da Giove .

( Diagramma orbitale al momento della scoperta - JPL ).

La cometa si muove in un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole. Secondo gli elementi orbitali, che sono afflitti da una certa incertezza, la sua orbita prima del suo passaggio nel sistema solare interno negli anni 1825-26 aveva ancora un'eccentricità di circa 0,9944 e un semiasse maggiore di circa 223 AU, per cui il suo periodo orbitale era di circa 3330 anni, il che implica che passò precedentemente intorno al 1505 a.C. (ma di questo passaggio non ne resta memoria).
Tuttavia, a causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti, ed in particolare di Giove quando è passata nelle sue vicinanze nell'aprile 1827, la sua eccentricità orbitale si ridusse a circa 0,9938 e il suo semiasse maggiore a circa 202 UA, così che il suo periodo orbitale fu ridotto a circa 2900 anni. Quando intorno all'anno 3260 raggiungerà il punto più lontano dal sole (afelio), sarà a circa 60 miliardi di km dal Sole, oltre 400 volte la Terra e quasi 13½ volte Nettuno . 
La sua velocità orbitale nell'afelio è di soli 0,11 km/s. 
Il prossimo perielio della cometa dovrebbe avvenire intorno all'anno 4700.
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LA COMETA del 1830
C/1830 F1 (FARAGUET)

La C/1830 F1 (Faraguet) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1830 . 
Per la sua luminosità, alcuni la considerano una delle " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di circa 2 mag.

Scoperta:
Henry Antoine Faraguet, ufficiale di marina e insegnante di fisica e chimica al Royal College Port Louis di Mauritius , scoprì questa cometa non lontano dal polo sud celeste il 16 marzo 1830. 
Quando volle ripetere la sua osservazione il giorno successivo , la cometa si era già formata e si era spostata di 5° a nord. La sua scoperta è stata a lungo attribuita al professor d'Abbadie della stessa scuola, ma quest'ultimo ha solamente inviato l'informazione alla Royal Society .

Osservazioni:
Nelle notti seguenti ci furono molte altre scoperte indipendenti da diverse navi. 
Mary Ann Fallows, moglie e assistente dell'astronomo reale al Capo di Buona Speranza , fu una delle prime donne a scoprire una cometa in Sud Africa, annunciata con un telegramma:
'' La signora Fallows ha scoperto una cometa in Octans. La stiamo osservando ''.
Al momento della sua scoperta, la cometa poteva essere osservata solo dall'emisfero australe , aveva una luminosità di circa 3 magnitudini e una lunghezza della coda di 7–8°, ma divenne rapidamente più luminosa mentre si avvicinava alla Terra fino al 26 marzo. Dopo di che, la sua luminosità è diminuita di nuovo, ma c'è stata un'altra scoperta indipendente sull'isola di Ascensione il 29 marzo .

La cometa è stata osservata per la prima volta nell'emisfero settentrionale nella seconda metà di aprile quando Jean-Félix Adolphe Gambart l'ha scoperta a Marsiglia . 
Gli astronomi in Europa sono stati informati rapidamente che la cometa poteva essere osservata entro la fine di aprile ci furono osservazioni da parte di Joseph Nicolas Nicollet a Parigi , Karl Ludwig Harding a Göttingen e Heinrich Wilhelm Olbers a Brema. 
La coda era ancora lunga 2,5°. All'inizio di maggio la luminosità era ancora di +4 mag, ma alla fine del mese è scesa al di sotto della soglia di visibilità ad occhio nudo. 
Fino ad agosto la cometa poteva ancora essere seguita con i telescopi in condizioni di visibilità sempre più difficili; l'ultima osservazione è stata infine effettuata il 17 agosto.

Cronologia:
SCOPERTA: il 16,7 marzo 1830, nella costellazione della Mensa, mentre si trovava a 0,19 UA dalla Terra e a 1,02 UA dal Sole, con un'elongazione di circa 91°.
PASSAGGIO RAVVICINATO: il 26 marzo 1830, ad una distanza di 0,1471 UA dalla Terra, mentre si trovava nella costellazione dell'Indiano.
ULTIMA OSSERVAZIONE: il 17,85 agosto 1830, nella costellazione dell'Aquila, mentre era a 1,38 UA dalla Terra e a 2,26 UA dal Sole con un'elongazione di circa 141°.

Parametri orbitali:
I primi calcoli dell'orbita della cometa furono pubblicati da Olbers già nel 1830. Nel 1873, da circa 300 osservazioni in un periodo di 147 giorni, fu possibile determinare solo un'orbita parabolica con precisione limitata per la cometa , e risulta che è inclinata di circa 21° rispetto all'eclittica, con un argomento del perielio di 5,7962° ed una longitudine del nodo ascendente di 208,7642°.
Percorre quindi un percorso solo leggermente inclinato rispetto al piano dei pianeti. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che la cometa ha passato il 9 aprile 1830, si trovava ad una distanza di circa 137,8 milioni di km dal sole nell'area compresa tra le orbite di Venere e della Terra. 
Già il 26 marzo aveva effettuato un passaggio insolitamente ravvicinato alla Terra a una distanza di circa 0,15 AU / 22,0 milioni di km. Questa stretta vicinanza alla Terra era anche la ragione della sua luminosità osservata. L'8 aprile la cometa ha superato Venere a una distanza di 34,3 milioni di km e infine il 2 giugno ha superato Marte a una distanza di 87,1 milioni di km.

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1830, l'attrazione gravitazionale dei pianeti ridusse l'eccentricità della sua orbita di circa 0,0013. A causa degli incerti dati iniziali, tuttavia, non si può dedurre con certezza se la cometa si stia muovendo definitivamente su un'orbita ellittica . 
È improbabile che ritorni nel sistema solare interno , o se ritornerà sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni.
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LA COMETA del 1831
C/1831 A1 (HERAPATH)

La C/1831 A1 (Herapath) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1831 . 
Per la sua luminosità, alcuni la considerano una delle " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima osservata di circa +2 mag.

Preludio:
La cometa nell'emisfero australe doveva essere un oggetto luminoso nel cielo mattutino , alla fine del mese era addirittura un fenomeno spettacolare nel cielo serale a causa della sua vicinanza vicinanza al Sole , ma a quel tempo rimaneva ancora inosservato, o perlomeno non ne è stata riportata notizia.

Scoperta:
La cometa passò il Sole il 28 dicembre 1830, ad una distanza angolare di soli 4° , ma fu scoperta solo 10 giorni dopo, la sera del 7 gennaio 1831 dal fisico inglese John Herapath, nella costellazione del Serpente, e riferì quanto segue: 
" La prima volta che vidi la cometa era il 7 gennaio 1831 a Hounslow Heath, erano circa le 6 del mattino, la coda era quasi perpendicolare all'orizzonte, leggermente inclinata verso sud, di colore bianco e apparentemente lunga 1-2°, la testa era del solito colore della coda, ma molto più splendida. Secondo me brillava come una stella di seconda magnitudine, mentre eccedeva in dimensione ". 
Ulteriori scoperte indipendenti furono fatte poco dopo e nei giorni seguenti nel Massachusetts , in Inghilterra e da Wilhelm von Biela a Bolzano .

Osservazioni:
John Herapath prese la distanza con un sestante, da due stelle luminose, e trovò la distanza della cometa da Arturo (α Bootis) 60° 50', e da Vega (α Lirae) 52° 45' (quest'ultima osservazione un po' incerta), a circa le 6h 30' ora media solare.
Poi ci fornisce due coordinate celesti indicanti la posizione della cometa:
 - 7 gennaio 1831 - ore 6h 30' AM = AR 17h 36' 44'' - Dec 12° 33'. (John Herapath).
 - 9 gennaio 1831 - ore 6h 30' AM = AR 17h 27' 57'' - Dec 12° 01' 12''. (James South).

La cometa poteva ancora essere osservata ad occhio nudo nel corso di tutto il mese di gennaio, ma a metà del mese la sua luminosità era scesa a +4 mag, la coda era ancora lunga 3°. 
A febbraio la cometa poteva essere vista solo con i telescopi, osservata da Friedrich Bernhard Gottfried Nicolai a Mannheim e Heinrich Wilhelm Olbers a Brema , a marzo sono state effettuate due determinazioni finali della posizione e l'ultima osservazione ha avuto luogo il 19 marzo, quando poteva essere vista solo debolmente.

Parametri orbitali:
Per la cometa, è stato possibile determinare solo un'orbita parabolica (e=1) retrograda con una precisione limitata data da 61 posizioni osservate su un periodo di 46 giorni, e risulta che è inclinata di circa 135,2630° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 26,8884°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 340,2392°
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che la cometa ha passato il 28 dicembre 1830, si trovava a una distanza di 0,125887 UA/18,8 milioni di km dal Sole nell'area all'interno dell'orbita di Mercurio . 
Il 9 dicembre 1830, non osservato, è stato il primo passaggio vicino alla Terra a circa 0,69 AU/102,6 milioni di km e il 27 dicembre si è avvicinato a Mercurio fino a 41,7 milioni di km. 
Il 29 dicembre si avvicinò a Venere fino a circa 93,9 milioni di km e il 16 febbraio 1831 ci fu un secondo passaggio ancora più vicino della Terra a una distanza di circa 0,53 AU/79,8 milioni di km.

( Diagramma orbitale e posaizione dei pianeti al momento della scoperta - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1831, l'eccentricità della sua orbita fu leggermente aumentata dall'attrazione gravitazionale dei pianeti. 
A causa degli incerti dati iniziali, tuttavia, non si può dedurre con certezza se la cometa si stia muovendo definitivamente su un'orbita iperbolica . 
È improbabile che ritorni nel sistema solare interno, o se ritornerà sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni nel futuro.
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LA GRANDE COMETA DI MARZO
DEL 1843

Introduzione:
La C/1843 D1, anche nota come la Grande Cometa del 1843 e precedentemente designata come 1843 D1 e 1843 I, fu una Grande Cometa che apparve verso il 5 febbraio 1843 e divenne molto luminosa nel mese di marzo (venne anche nominata Grande cometa di marzo). 
Si tratta di un membro delle comete radenti di Kreutz, una famiglia di comete nate dalla frammentazione di una cometa di grandi dimensioni, probabilmente la X/1106 C1 del 1106. 
Queste comete si avvicinano molto al Sole e, di conseguenza, diventano molto brillanti.

Scoperta:
La prima osservazione di questa cometa avvenne la sera del 5 febbraio 1843. 
Questa osservazione e un'altra l'11 febbraio furono menzionate da Encke come apparse su un giornale. La storia è nata da New York. Sebbene non siano stati forniti dettagli per l'osservazione del 5 febbraio, quella dell'11 febbraio ha posizionato la cometa "nelle vicinanze di Beta Ceti". 
Encke ha esaminato l'orbita di questa cometa e ha scoperto che era abbastanza vicino a Beta Ceti l'11, e ha concluso che entrambe le osservazioni erano probabilmente reali. I calcoli dell'Autore indicano che le date effettive, in tempo universale, erano probabilmente il 6,0 febbraio e il 12,0 febbraio. 
La cometa era situata molto bassa a sudovest alla fine del crepuscolo astronomico e, da New York, la testa sarebbe calata circa un'ora dopo. Al momento dell'osservazione del 12 febbraio, la cometa era situata a circa 6,5° da Beta Ceti. Edward Claudius Herrick ha riportato nel numero di aprile-giugno 1843 del American Journal of Science : 
"Sembra abbastanza probabile che il treno di questa cometa sia stato visto la sera [cielo] prima del passaggio del perielio, a Bermuda, Filadelfia e Porto Rico, il 19, 23 e 26 febbraio" [ rispettivamente]. 
La cometa era passata nel punto più vicino alla Terra (0,8690 UA) il 27 gennaio.

Cronologia:
Osservata per la prima volta all'inizio di febbraio 1843, la cometa ebbe un perielio molto ravvicinato a 830.000 km il 27 febbraio. 
In quei giorni, poteva essere vista in pieno giorno, a circa un grado dal Sole. 
Il passaggio più vicino alla Terra avvenne il 6 marzo, toccando il giorno successivo, il suo punto di maggior luminosità, visibile principalmente dall'emisfero australe. 
L'ultimo suo avvistamento fu il 19 aprile 1843, dopo essere stato l'oggetto che, fino ad allora, si era ravvicinato maggiormente al Sole.

(a lato un dipinto che raffigura la cometa di giorno, a pochi gradi dal sole).

Coda:
La Grande Cometa del 1843 sviluppò una coda di incredibili dimensioni durante e dopo il suo passaggio al perielio. 
Con una lunghezza più di due unità astronomiche, fu la cometa con la coda più lunga fino a quando non venne misurata la coda della cometa Hyakutake nel 1996, che era quasi due volte più estesa.


Osservazioni:
La grande cometa del 1843 era effettivamente apparsa per la prima volta nell'emisfero meridionale e, quando raggiunse i cieli settentrionali, "il suo splendore era molto diminuito". Il generale JA Ewart, in mare vicino a St. Helena, riferì che all'inizio era visibile una piccola parte della coda, ad angolo retto con l'orizzonte; notte dopo notte si ingrandì, "finché alla fine salì la testa ... Era uno spettacolo grandioso e meraviglioso, perché la cometa ora si estendeva (oltre) un terzo dei cieli, il nucleo essendo ... delle dimensioni del pianeta Venere ". Il 28 febbraio, la cometa è stata vista in piena luce diurna vicino al Sole, e durante la prima settimana di marzo "ha presentato un aspetto più splendido" nell'emisfero meridionale, il piroscafo Tay della Royal Mail Company, che ha lasciato la Giamaica il 14 febbraio, è arrivato a Falmouth domenica 19 marzo. 
Durante il viaggio di ritorno a casa, iniziato il 6 marzo, alcuni giorni dopo il tramonto si era verificato un "fenomeno straordinario". Assomigliava a un "raggio di sole luminoso" con lati paralleli, che si elevava a un'altitudine di 32 gradi sopra l'orizzonte. Dal Brasile, la coda sembrava di un "colore argento brillante", con una striscia d'oro brillante che attraversava il nucleo.


Osservazioni alla luce del giorno: Il 27 febbraio 2006, il capitano Peleg Ray (Concepcion, Cile) ha osservato questa cometa [alle 11 del mattino] un po' ad est del sole. 
Il 28 febbraio, gli osservatori a New Bedford, nel Massachusetts, hanno affermato che la cometa era luminosa come Venere, con una coda lunga 3°. Nell'Ile-de-France la cometa è stata vista durante il giorno. 
Il 28 febbraio, Giovanni Battista Amici (Firenze) ha osservato la cometa [a mezzogiorno] e ha detto, "la massa, esaminata da un teatro d'opera, essere come una fiamma, mal definita, tre volte più lunga che larga, molto luminosa verso il sole, e un po' fumoso a est. " 
Il 28 febbraio, "gran parte della popolazione adulta" di Waterbury, Connecticut, osservò per la prima volta una cometa alle 7:30 "a est e sotto il sole", GL Platt, MC Leavenworth, SW Hall, Alfred Blackman e NJ Buel ha fornito particolari di queste osservazioni, notando che la cometa è rimasta visibile fino alle 3 del pomeriggio, quando i cieli si sono rannuvolati. Lo descrissero come un coma rotondo con una coda pallida che si estendeva da 2° a 3° e "si scioglieva nel cielo brillante". Il nucleo è stato rilevato ad occhio nudo ed era distintamente rotondo, "la sua luce è uguale a quella della luna a mezzanotte in un cielo limpido; e la sua dimensione apparente è di circa un ottavo dell'area della luna piena". 
Il 28 febbraio, un osservatore a Woodstock, nel Vermont, ha visto la cometa [a mezzogiorno] e l'ha confrontata con una piccola nuvola bianca, lunga 3°. Ha aggiunto che quando a visto con un telescopio, "ha presentato un aspetto distinto e più bello, esibendo un nucleo molto bianco e luminoso, e una coda che si divide vicino al nucleo in due rami separati, con i lati esterni di ciascun ramo convessi, e di lunghezza quasi uguale, apparentemente 8° o 10°, e uno spazio tra le loro estremità di 5° o 6°. "
Il 28 febbraio, il capitano JG Clarke (Portland, Maine) osservò la cometa in pieno giorno. Determinò che il lembo più vicino del nucleo si trovava a 4° 06 '15" dal lembo più lontano del sole e il nucleo e la coda apparivano ben definiti "come la luna in una giornata limpida". Ha aggiunto che la cometa sembrava "una nuvola bianca perfettamente pura, senza alcuna variazione, tranne un leggero cambiamento vicino alla testa, appena sufficiente a distinguere il nucleo dalla coda in quel punto". 
Il 28 febbraio, Bowring (Chihuahua, Messico) ha osservato la cometa a una distanza di 3° 53 '20 "dal sole.

A volte durante il periodo tra il 30 gennaio e il 28 febbraio 1843, i cinesi notarono una grande "cometa stella di scopa" durante il giorno. "


1-2 marzo: all'inizio di marzo numerosi osservatori in tutto il mondo hanno riferito che solo la coda era visibile dopo il tramonto. Un passeggero a bordo del Lawrence (in viaggio da Sydney a Concepción) lo descrisse come "una striscia di luce bianca, inclinata di un angolo di 40° rispetto all'orizzonte, ed è stata immaginata come la luce zodiacale". 
Il 2° Capitano PP King (Royal Navy, stazione a Port Stephens, New South Wales), riferì che l'apparizione della coda "stava producendo grande allarme tra i nativi". Il vescovo dell'Australia ha preso note distinte sull'aspetto della cometa e ha osservato, "la mia attenzione è stata attirata dal notevole spettacolo di una determinata porzione della coda che viene deviata dall'asse, o direzione in cui il corpo di luce generale continua a procedere. Forse, circa un sesto del treno potrebbe essere così allontanato da quella che può essere definita la direzione naturale, in modo da formarsi con essa, nel punto di separazione,

3-6 marzo
: Il 3 Piazzi Smyth (Osservatorio Reale, Capo di Buona Speranza, Sud Africa) ha descritto il nucleo come "un disco planetario, dal quale sono emersi raggi in direzione della coda". Aggiunse: "Ad occhio nudo appariva una doppia coda, lunga circa 25°, le due stelle filanti formavano tra loro un angolo di circa 15 °, e procedevano dalla testa in linee perfettamente diritte. Dall'estremità della forcella biforcuta. coda, e sul lato nord di esso, uno streamer divergeva con un angolo di 6° o 7° verso nord, e raggiungeva una distanza di 65° verso l'alto dalla testa della cometa; si pensava che uno streamer simile, sebbene molto più debole, spegnere a sud della linea di direzione della coda. " King osservò la coda principale, così come "un secondo raggio [che] si estendeva obliquamente da esso ... formando con esso un angolo di 10° ".

(a lato un disegno dalla Tasmania).

Ellenborough, ha detto che il nucleo era uguale a una stella di magnitudine 2-3. Ha aggiunto, "la coda aveva una linea scura dal suo nucleo attraverso il centro fino all'estremità; occasionalmente era abbastanza brillante da gettare una forte luce sul mare. La coda è stata osservata per avere una curvatura considerevole". King osservò il nucleo con un rifrattore e lo descrisse come una "macchia stellare rossastra" con bordi ben definiti e di circa 1 'di diametro. La cometa era 8° sopra l'orizzonte. HA Cooper (Pernambuco, Brasile) ha descritto la cometa "come particolarmente piccola, senza alcuna nebulosità, ma di estrema luminosità, di una tonalità dorata, e una linea dello stesso colore brillante può essere tracciata distintamente, che corre direttamente da essa nella coda, per 4° o 5°; la coda è lunga forse 30° ed è di un colore argento brillante, perfettamente opaco, ma diventando sempre meno denso fino a perdersi nello spazio. "Il 5 marzo Smyth disse," l'aspetto della cometa è stato considerevolmente cambiato [dal 3]; l'angolo dello streamer nord con la direzione della coda era diminuito e ora era a sud; era diminuita anche di luminosità. La lunghezza totale era di circa 35°. Tutti i raggi che provenivano dalla testa erano ora di luminosità uniforme, tranne una striscia luminosa, che poteva essere tracciata lungo la coda. "
Il 6 marzo Caldecott misurò la coda di 36° di lunghezza e disse che un telescopio di lunghezza focale di 7,5 piedi mostrava" Il nucleo della testa presentava piuttosto un disco planetario ben definito, il cui diametro stimavo essere di circa 12", e quello della nebulosità che lo circondava a circa 45". La coda aveva un aspetto scuro lungo il suo asse, come se fosse vuota; Lawrence ha detto che la coda era lunga 50° ed era composta da "due flussi di luce, i bordi esterni sono chiari e ben definiti".
Il 6 marzo, il tenente MF Maury, dell'Ufficio idrografico di Washington, aveva letto un paragrafo di giornale affermando che una cometa era visibile ad occhio nudo vicino al Sole. Il cielo limpido alla luce del giorno è stato esaminato, ma non è stato visto nulla né ad occhio nudo né con un telescopio, né è stato visibile nulla subito dopo il tramonto. Gli astronomi si ritirarono, finché l'ufficiale di guardia non annunciò che la cometa era apparsa ad ovest. "Il fenomeno era sublime e bellissimo. L'ago (magnetico) era molto agitato, e una matita di luce fortemente marcata stava fluendo dal percorso del Sole in direzione obliqua ...". I bordi di questo raggio di luce erano paralleli; era larga 1 grado, 30 minuti e lunga 30 gradi.

7-12 marzo
: Gli osservatori hanno stimato lunghezze della coda comprese tra 26 e 43 gradi il 7. 
Un osservatore a New Haven, Connecticut, ha dovuto fare i conti con una luna di 6 giorni, ma ha comunque descritto la coda della cometa come "un raggio lungo, stretto e brillante, leggermente convesso verso l'alto, l'estremità inferiore apparentemente sotto l'orizzonte. " 
Il 7 marzo, il cielo sereno durante il giorno entro 15 gradi dal Sole è stato rilevato telescopicamente. Non si è visto nulla tranne un punto sul Sole stesso. Mentre il tramonto indugiava ancora all'orizzonte, apparvero le prime stelle. In quel momento, "fu vista una matita ben definita di luce pelosa che puntava verso il sole". A 6 ore e 19 minuti (tempo siderale), lo streamer di luce era lungo 55 gradi e largo 1 grado e 45 minuti; supponendo che la testa fosse vicina al Sole, a giudicare dall'angolo che formava con l'orizzonte, doveva essere lunga almeno 65 gradi. Per qualche motivo, lo streamer iniziò a svanire e presto scomparve completamente.
Il giorno successivo, l'8 marzo, i telescopi furono rivolti al Sole, dove si sospettava che la macchia solare fosse il nucleo della cometa in transito, ma i cieli nuvolosi per i due giorni successivi hanno impedito agli astronomi di rilevare qualsiasi movimento insolito che il punto avrebbe potuto avere. Tuttavia, l'8 marzo, il cielo dopo il tramonto si è schiarito e "è stato osservato con impaziente ma fiduciosa aspettativa di rivedere lo stesso bellissimo fenomeno, che aveva suscitato la nostra ammirazione e meraviglia per le due serate precedenti". Sicuramente abbastanza, a 5 ore e 54 minuti, una striscia di luce è stata vista debolmente. Venti minuti dopo, era chiaramente visibile come un debole arco nebuloso, lungo 85 gradi, che attraversava il cielo sud-occidentale, con l'estremità del raggio molto al di sotto dell'orizzonte. Circa trenta minuti dopo, il cielo si è rannuvolato.
Il 9 Haile ha stimato che la coda fosse lunga 35,2°, mentre Kay ha detto che si estendeva di 39°. 
Entro l'11 marzo Kay notò che la coda non aveva più un aspetto stellare, ma piuttosto aveva l'aspetto "di una grande stella coperta da una sottile pellicola di nuvole, o vista attraverso un telescopio che non era stato regolato per mettere a fuoco". Le lunghezze della coda variavano da 20 a 45 gradi di lunghezza. 
L'11 marzo il tempo si è schiarito e il Sole è stato esaminato per individuare il punto che avrebbe potuto essere il nucleo della cometa. Tuttavia, era scomparso.
Maury aveva pochi dubbi sul fatto che la "strana luce", nonostante le opinioni contrarie, fosse stata la coda di una grande cometa e che "potesse essere classificata tra le più straordinarie mai apparse".
A conferma di ciò, un corrispondente della US Gazette ha detto di aver visto il nucleo della cometa. Visto attraverso un rifrattore di 9 piedi, il nucleo appariva, non come un disco ben definito, ma come una "nuvola debole", condensata al centro e con un bordo diffuso.
Il 12 marzo, Edward Cooper (Nizza, Francia) ha osservato la cometa nel cielo serale dopo che il suo servitore aveva richiamato l'attenzione su di essa. Lo ha descritto come " una lunga luce bianca vicino all'orizzonte occidentale che aveva in qualche modo l'aspetto di quel tipo di nuvola comunemente chiamata cirrostrato. Sears Cooke Walker ed E. Otis Kendall (Central High School Observatory, Filadelfia, Pennsylvania) individuarono per la prima volta il nucleo nel cercatore di comete come un "disco ben definito più grande di Giove nello stesso strumento".


13-20 marzo: Il 13 Caldecott misurò il diametro della "parte lucida o disco della testa" con un micrometro a filo parallelo e lo determinò come 11". 
Aggiunse che la nebulosità che circondava questo nucleo era" circa quattro volte il diametro "del disco. Le lunghezze della coda erano ancora comprese tra 30 e 45 gradi. 
La sera del 13 marzo, da New Haven, era visibile anche il nucleo della cometa, "notevolmente elevato sopra l'orizzonte". La coda, che assomigliava a "una piuma molto grande", era lunga circa 40 gradi e impiegò più di due ore per tramontare, sebbene, grazie alla Luna e all'orizzonte nebbioso, "la sua debole luce si spense rapidamente".


Venerdì 17 marzo 1843. Da Blackheath, vicino a Londra, il Sole tramonta dietro uno strato di fumo sopra la capitale. Quando il crepuscolo svanì, da ovest a sud, un vasto raggio di luce si alzò dall'orizzonte, irradiandosi apparentemente dal sole sommerso. 

Un osservatore anonimo ha disegnato un quadro del fenomeno "sul posto", (poi pubblicato da Illustrated London News ). 
Si chiese se potesse essere la coda di un'enorme cometa, anche se in seguito concluse che stava guardando la Luce Zodiacale, specialmente quando scomparve alla vista verso le 21.30.
Un altro giornale ha affermato che l'illustrazione della cometa era "di seconda mano", preparata per un'occasione diversa, e quando l'artista ha affermato di aver visto l'apparizione, gli astronomi dell'Osservatorio di Greenwich non sono stati in grado di discernerla. 
L' Illustrated London News ha risposto che l'oggetto era stato visto quella notte da Sir John Herschel e altri eminenti osservatori, e l'accuratezza dello schizzo era stata confermata da diverse "fonti anonime e disinteressate".
C'era qualche disputa sul fatto che questo raggio misterioso fosse effettivamente una cometa o la Luce zodiacale, che appare come una debole luminosità piramidale sopra l'orizzonte occidentale in primavera e orientale in autunno. Un astronomo di Bruges non aveva dubbi che il fenomeno fosse la luce zodiacale. A Cheltenham, alcune persone all'inizio lo presero per un arcobaleno lunare. 
Tuttavia, Sir John Herschel, Sir James South e altri astronomi non avevano dubbi sul fatto che "la luce brillante" fosse la coda di una cometa. Herschel annunciò che una cometa "di enorme grandezza" stava attraversando il sistema solare e non era lontana dal perielio.


Il 17 marzo John Frederick William Herschel disse che la cometa appariva come una "vivida striscia luminosa". Herschel aggiunse che la coda non mostrava biforcazione ed era quasi parallela all'equatore, sebbene si sospettava una leggera curvatura. 
Il capitano John Grover (Pisa) disse di aver "visto un arco luminoso nel cielo, che si estendeva da un punto circa un grado a sud di Rigel fino ad alcune nuvole che delimitavano l'orizzonte occidentale. Era largo circa 40 minuti; i bordi nettamente e chiaramente definiti. "

21-31 marzo: il 22 Maclean notò, "sebbene il cielo fosse molto limpido, il nucleo era difficilmente percettibile, dal quale sembrava che la cometa stesse aumentando la sua distanza da noi con immensa rapidità." Ha indicato la coda estesa di circa 37°. 
Il 23 marzo l'equipaggio del Dublin ha stimato che la coda fosse lunga circa 36,4°. Maclean ha scoperto che la coda era lunga 38°. 
Il 24 marzo, Haile ha stimato che la coda fosse lunga 35,2°. Kay ha detto che la coda era lunga 39°. 
Il 26 marzo, Maclean ha trovato la coda lunga circa 35°. Ha aggiunto: "Attraverso i normali occhiali terrestri sembrava ancora che ci fosse una condensazione di materia più luminosa al centro della testa". Il 27 marzo Kay ha detto che la coda era lunga 35°. 
Il 31 marzo Caldecott ha detto che il cielo era prevalentemente nuvoloso.

Aprile: il 2 aprile Franzini ha detto che la cometa era molto debole e che il nucleo non era stato osservato. Il 3 un osservatore a New Haven ha rilevato l'ultima volta la cometa ad occhio nudo e ha detto che era "appena distinguibile". Caldecott ha cercato di visualizzare la cometa con un rifrattore di lunghezza focale di 7,5 piedi montato equatorialmente sul 6°, ma non è stato possibile percepire nulla. L'11 aprile Leichhardt ha rilevato l'ultima volta la cometa mentre si trovava alla stazione di FT Rusden vicino a Gwydir Falls (New South Wales). Ha detto, "sforzando i miei occhi, ho potuto solo scorgere l'ultimo debole barlume di esso ..."

Ultimo rilevamento : la cometa è stata rilevata l'ultima volta il 19 aprile 76, da Maclear.


Valutazioni scientifiche:
La cometa aveva superato il perielio il 27 febbraio. Al momento del massimo avvicinamento, appena prima delle 22:00, si trovava entro 81.500 miglia (130.730 km) dalla superficie del Sole, muovendosi a 348 miglia al secondo (558 km/s). Tra il 27 e il 28 febbraio ha descritto un arco di 292 gradi. Il calore a cui è stata esposta la cometa vicino al perielio "deve essere stato enormemente maggiore del calore che può essere sollevato nelle nostre fornaci più potenti".

La cometa è stata persa di vista in aprile, quindi le opportunità di osservazione erano limitate. 
L'orbita calcolata "non poteva essere certamente distinta da una parabola", quindi evidentemente non sarebbe tornata per secoli, se non del tutto. 
Tuttavia, nel 1880 e nel 1882, altre comete furono viste muoversi quasi nella stessa orbita. 
"Queste comete potrebbero aver fatto parte di una massa che si è gradualmente sciolta". 
È stato suggerito che il genitore potesse essere una grande cometa vista nell'anno 1106. 
L'astronomo JR Hind ha detto, tuttavia, che la cometa del 1843 "non potrebbe essere la stessa" della cometa del 1106, che è stata vista per un po' nel cielo del nord, mentre la cometa del 1843 è potuta rimanere solo circa tre ore a nord dell'eclittica, ma va valutato che la frammentazione porta a differenziare le orbite, oltre a effetti non gravitazionali dovuti hai getti del materiale sublimato, quindi alla luce degli studi più attuali tale ipotesi è plausibile ed è accettata dal mondo scientifico.


Orbita:
L'orbita periodica della cometa è stata più volte stimata, con risultati variabili: 512 ± 105 anni (secondo i lavori di Kreutz del 1901), 654 ± 103 anni, 688 anni (JPL Horizons: soluzione basata sull'epoca baricentrica del 1852) e 742 anni (identificando la cometa con la Grande Cometa del 1106). 
In ogni modo, C/1843 D1 è stata osservata solamente su un periodo di 45 giorni, dal 5 marzo al 19 aprile, ed il limitato numero di dati non permette una valutazione che vada oltre un periodo orbitale compreso fra 600 e 800 anni.
La sua orbita presenta un'eccentricità quasi prossima ad uno, presenta un'inclinazione di 144,355° rispetto al piano dell'eclittica, con un argomento del perielio di 82,639° ed una longitudine del nodo ascendente di 3,5272°.

Diagramma dell'orbita il 28/02/1843 al passaggio al perielio radente al Sole ).
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LA COMETA del 1844/45
C/1844 Y1 (WILMOT)

La C/1844 Y1 era una cometa osservabile nell'emisfero australe, ad occhio nudo tra la fine del 1844 e i primi tempi del 1845.
Ricostruendo l'orbita risulta imparentata con la cometa C/2019 Y4 (ATLAS) poi dissoltasi prima di passare al perielio nel corso del 2020.
Secondo Hermann Mucke, la cometa ha raggiunto una luminosità totale di -1 magnitudini.

Scoperta:
Ci sono solo resoconti di seconda mano della scoperta di questa cometa, quindi l'effettivo scopritore non è noto. François Arago riferì nel marzo 1845 nel Comptes rendus de l'Académie des sciences che la cometa fu osservata per la prima volta in Guyana al tramonto del 16 dicembre 1844 . 
Oltre a ciò, non ha fornito ulteriori informazioni.
Nei giorni seguenti ci furono diverse scoperte indipendenti nell'emisfero australe, ad esempio il 18 dicembre a Cape Town ( Sud Africa ) e il 19 dicembre nel New South Wales ( Australia ). Sempre il 19 dicembre, c'è stata un'altra scoperta indipendente di E. Wilmot al Capo di Buona Speranza , che è stato il primo ad annunciare ufficialmente la sua scoperta, motivo per cui la cometa viene chiamata "Cometa Wilmot". La sua scoperta è stata immediatamente confermata dalle osservazioni fatte da Thomas Maclear al Royal Observatory. Altre scoperte indipendenti sono state fatte il 20 dicembre da una nave e in Nuova Zelanda , e anche il 22 dicembre in Nuova Zelanda.

Osservazioni:
Al tempo della scoperta la cometa aveva già una coda lunga a 3-4°. 
In quel momento la cometa aveva già attraversato il suo perielio , ma poiché si stava avvicinando alla Terra , all'inizio non appariva più debole e si vedeva sempre meglio al crepuscolo. 
Ci sono state numerose osservazioni nel Sud Atlantico , Sud Africa, Guyana, India e Ceylon . 
Entro la fine dell'anno la coda raggiungeva una lunghezza di 15°, era leggermente curva e aveva bordi ben definiti. All'inizio di gennaio 1845 è stato segnalato che il nucleo aveva una luminosità fino a +2,5 mag, la maggior parte degli osservatori parlava di 5-6 magnitudine. 
A metà gennaio la lunghezza della coda e la luminosità sono diminuite nuovamente e la cometa a causa della luna piena non si può più osservare bene. 
All'inizio di febbraio, la luminosità della cometa ha continuato a diminuire tanto da non poter più essere osservata ad occhio nudo. Fu in questo periodo che divenne visibile per la prima volta agli osservatori dell'emisfero settentrionale ma solo con i telescopi , e fu osservata per la prima volta in Italia il 5 febbraio .
Il 21 gennaio la cometa aveva superato la cometa C/1844 N1 (Mauvais) , scoperta nel luglio 1844, ad una piccola distanza angolare di circa 4° per osservatori terrestri , entrambe furono viste il 7 febbraio da osservatori in Italia e Il 9 febbraio da un osservatore in Sud Africa insieme ad altri cercatori di comete . All'inizio di marzo la cometa era difficile da osservare e l'ultima osservazione fu fatta il 12 marzo 1845.

Curiosità:
L'esporatore Ludwig Leichhardt vide una cometa durante la sua prima spedizione il 29 dicembre 1844 nel Queensland centrale , motivo per cui chiamò il fiume in cui si trovava attualmente Comet Creek. Anche una cittadina oggi prende il nome dal fiume, chiamata Cometville quando fu successivamente fondata .
Anche in Nuova Zelanda la cometa attirò l'interesse di molti residenti per l'astronomia, il che era molto favorevole in un momento in cui i primi astronomi europei arrivarono a Wellington .

Valutazioni scientifiche:
Pochi giorni dopo la scoperta della cometa C/2019 Y4 (ATLAS) da parte dell'Asteroids Terrestrial-Impact Last Alert System (ATLAS) sul Mauna Loa il 28 dicembre 2019, l'astronomo dilettante Maik Meyer ha notato che gli elementi orbitali di la cometa ha una sorprendente somiglianza con quella della cometa C/1844 Y1 (Wilmot). 
Si è quindi ipotizzato che entrambe le comete abbiano un'origine comune, ovvero frammenti di una cometa più grande che si è rotta quando sono passate davanti al sole in precedenza, l'ipotesi è stata rafforzata dal fatto che anche quest'ultima cometa si è frammentata dimostrando di avere così un nucleo di natura friabile come quello del corpo progenitore.

In uno studio di M. Hui e Q. Ye, in cui riportano i risultati dell'osservazione della cometa C/2019 Y4 (ATLAS), hanno anche scoperto che questa cometa, che si è dissolta vicino al Sole nel 2020, quando era passata per l'ultima volta al sole è stato circa 5000 anni fa, ed aveva subito un processo di decadimento, durante il quale si era separata dal frammento più grande, che in seguito apparve come cometa C/1844 Y1. I due frammenti si sono allontanati l'uno dall'altro ad una velocità di almeno 1 m/s, il che significa che hanno raggiunto il loro perielio successivo solo a una distanza di 175,5 anni.

Nella loro indagine hanno anche fornito parametri di orbita puramente gravitazionali per la cometa C/1844 Y1, per i quali hanno utilizzato 70 dati di osservazione in un periodo di 78 giorni. Con questi dati sono stati in grado di dimostrare che il processo di fissione tra le comete C/1844 Y1 e C/2019 Y4 (ATLAS) e avvenuto nel passato durante il loro (comune) ultimo perielio, che risale all'incirca all'anno -2900.

Orbita:
Inizialmente fu calcolata da Bond un'orbita iperbolica, ma recentemente, un'orbita ellittica allungata è stata determinata da 41 dati di osservazione in un periodo di 72 giorni da Marsden , Sekanina ed Everhart , e risulta che è inclinata di circa 46° rispetto al piano dell'eclittica . 
L'orbita della cometa quindi corre molto inclinata rispetto ai piani orbitali dei pianeti . 
Nel punto più vicino al Sole (perielio), passato dalla cometa il 14 dicembre 1844, era a circa 37,5 milioni di km dal Sole ed era nel raggio dell'orbita di Mercurio . 
Il 9 settembre ha superato Marte a circa 121,5 milioni di km . Il 26 novembre ha passato Venere a circa 99,4 milioni di km di distanza e il 17 dicembre ha superato Mercurio a circa 22,8 milioni di km di distanza. Il 6 gennaio 1845 raggiunse l'approccio più vicino alla Terra, a circa 142,9 milioni di km (0,96 AU).
Marsden, Sekanina ed Everhart hanno già fornito valori per l'originale e il futuro semiasse maggiore dell'orbita della cometa. Secondo gli elementi orbitali che ne derivavano, che però non tenevano conto delle forze non gravitazionali sulla cometa, la sua orbita aveva ancora un'eccentricità di circa 0,99935 e un semiasse maggiore di circa 386 AU molto prima di attraversare il sistema solare interno , così che il suo periodo orbitale era di circa 7590 anni. A causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti, soprattutto a causa dei passaggi relativamente ravvicinati di Saturno il 16 dicembre 1844 a una distanza di circa 9 UA, così come Giove il 13 gennaio 1845 a circa 4 ½ UA e di nuovo il 22 agosto 1846 a circa 5 AU di distanza, la sua eccentricità orbitale fu ridotta a circa 0,99899 e il suo semiasse maggiore a circa 245 AU, così che il suo periodo orbitale è stato ridotto ed accorciato a circa 3840 anni.

( Diagramma orbitale al perielio, e relative posizioni dei pianeti - 14 dicembre 1844 - JPL ).

Considerazioni:
Se la cometa C/1844 Y1 avesse un'origine comune con la cometa C/2019 Y4 (ATLAS), come indicato dai parametri orbitali quasi identici, avrebbe avuto un periodo orbitale di circa 4800 anni prima di attraversare il sistema solare interno (corrispondente ad un Semiasse-maggiore dell'orbita di circa 285 UA), poiché i due corpi si separarono probabilmente durante il loro ultimo passaggio attraverso il sole circa 5000 anni fa. La ragione della deviazione dai dati sopra menzionati è probabilmente la mancanza di considerazione delle forze non gravitazionali nella determinazione dei parametri dell'orbita da parte di Marsden, Sekanina ed Everhart. I parametri potrebbero oggi essere derivati ​​più precisamente tenendo conto dell'orbita della cometa C/2019 Y4 (ATLAS).
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LA PRIMA COMETA del 1847
C/1847 (HIND)

Introduzione:
La C/1847 C1 (Hind) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1847 . 
È annoverata da alcuni tra le " Grandi Comete " meno per la sua luminosità nel cielo notturno, e più per la sua visibilità telescopica nel cielo diurno.
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di forse -4 magnitudine durante la sua apparizione nel cielo diurno

Scoperta:
La cometa fu scoperta da John Russell Hind a Londra la sera del 6 febbraio 1847 , quando era ancora un oggetto molto debole. Tuttavia, il rapporto della scoperta ha raggiunto gli altri osservatori solo con un po' di ritardo, così che Hind è rimasto l'unico osservatore della cometa per oltre due settimane.

Osservazioni:
La cometa si avvicinò al Sole e alla Terra , e dall'inizio di marzo poteva essere osservata anche ad occhio nudo, mentre iniziò a sviluppare una coda in costante crescita . 
A metà del mese la luminosità era aumentata a circa +4 mag e la lunghezza della coda a circa 4–5° .
Verso la fine di marzo la cometa si avvicinava sempre di più al Sole e quindi non poteva più essere osservata per alcuni giorni. Il 30 marzo, intorno alle 00:26 UT , la cometa ha superato il Sole a una distanza angolare di soli 0,8° vista dalla Terra e poi ha ricominciato ad allontanarsi.

Hind è riuscito a trovare la cometa a mezzogiorno del 30 marzo con un telescopio e un filtro di attenuazione nel cielo diurno, alla sera del giorno stesso la cometa si era spostata di quasi 2,5° dal sole, quindi ha invertito la sua apparente direzione di movimento ed è stata vista muoversi di nuovo verso di esso. Il 31 marzo, intorno alle 23:04 UT, ha superato il Sole una seconda volta, a soli 0,7° di distanza angolare vista dalla Terra. 
La cometa divenne così la prima cometa diurna che poteva essere osservata solo con aiuti ottici.
La cometa si è poi allontanata lentamente dal sole quando vista dalla Terra ed è stata ritrovata solo il 22 aprile da Johann Gottfried Galle a Berlino al tramonto, due giorni dopo le ultime osservazioni sono state fatte da Galle e Andrew Graham in Irlanda.

Parametri orbitali:
Da 160 osservazioni in un periodo di 77 giorni, è stato possibile determinare solo un'orbita ellittica prograda di precisione limitata per la cometa, risulta che è inclinata di circa 49° rispetto all'eclittica . 
Il punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), lo ha passato il 30 marzo 1847, mentre si trovava a soli 8 raggi solari sopra la sua superficie a circa 6,37 milioni di km dal sole. 
Una settimana prima, il 23 marzo, aveva raggiunto il suo massimo avvicinamento alla Terra a una distanza di circa 0,84 AU / 125,2 milioni di km. 
Il 25 marzo la cometa ha superato Mercurio a una distanza di 33,4 milioni di km e infine, l'8 aprile, ha superato Venere a una distanza di 75,4 milioni di km.

( Diagramma orbitale e posizione dei pianeti, al momento del perielio - JPL ).

La cometa si muove in un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole. Secondo gli elementi orbitali , che sono afflitti da una certa incertezza, quando la cometa apparve nel 1847, l'eccentricità della sua orbita non fu significativamente modificata dall'attrazione gravitazionale dei pianeti. 
Tuttavia, il semiasse maggiore è stato leggermente accorciato da circa 415 AU a circa 375 AU, così che il suo periodo orbitale è stato ridotto da circa 8300 anni a circa 7300 anni.
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LA SECONDA COMETA del 1847
di MISS MITCHELL
C/1847 T1 (MITCHELL)

La C/1847 T1 (Mitchell) , è una cometa non periodica, che è stata visibile ad occhio nudo durante l'autunno dell'anno 1847.

Scoperta:
Fu scoperta il 1º ottobre 1847 dall'allora astrofila, poi astronoma, statunitense Maria Mitchell.
Ed è stata la prima cometa scoperta da una astronoma statunitense.

Quando ha visto la cometa lo ha subito detto a suo padre che al momento stava organizzando una festa al piano di sotto. Il Padre, che ha confermato la scoperta, ha voluto annunciarla subito ma Maria ha voluto studiarla ancora un po', ma tuttavia, ha indirizzato una lettera all'Osservatorio di Harvard, ma il maltempo che imperversava sul Massachuttes, ha rinviato l'arrivo delle lettere fino al 3 ottobre.

( Maria Mitchell 1814-1889 ).

Oggi è accertato che cometa fu scoperta Maria Mitchell, ma all'epoca la cosa non fu riconosciuta subito.
La cometa fu osservata il 1º ottobre dalla Mitchell da Nantucket, il 3 ottobre da padre Francesco de Vico da Roma, il 7 ottobre, ad occhio nudo, dal reverendo William Rutter Dawes da Cranbrook, l'11 ottobre dalla Sig.ra Rümker, moglie di Carl Ludwig Christian Rümker, direttore dell'Osservatorio di Amburgo.
Seguendo l'esempio del padre, Federico VI di Danimarca, l'allora re di Danimarca Cristiano VIII era solito donare una medaglia d'oro ad ogni scopritore di comete. Dopo aver ricevuto notizia delle varie scoperte indipendenti fatte in Europa, la medaglia per questa cometa stava per essere assegnata a padre de Vico che l'aveva osservata il 3 ottobre 1847 quando pervenne dall'America la notizia dell'osservazione fatta da Maria Mitchell due giorni prima. Dopo la verifica della cronologia delle varie scoperte indipendenti la priorità fu riconosciuta a Maria Mitchell e Cristiano VIII le assegnò la medaglia d'oro che le pervenne nel 1848, oltre un anno dopo la scoperta

Osservazioni:
La cometa ha presentato una chioma di 30' di diametro, condensata al centro ma senza nucleo apparente, in alcune occasioni si è scorta una coda di 2°, a causa della sua declinazione troppo australe è stata persa di vista il 18 ottobre 1847 per poi essere riosservata il 10 dicembre, dopo il suo passaggio al perielio, dagli astronomi in servizio presso l'osservatorio del Collegio Romano.

Parametri orbitali:
La cometa raggiunse il suo perielio il 14 novembre 1847 , mentre si trovava a 0,329 UA dal Sole. 
Le osservazioni, hanno fornito 77 posizioni nell'arco di 74 giorni, ed i calcoli ci dicono che seguì un'orbita retrograda ed iperbolica (e = 1,000172), con un'inclinazione di 108,13° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 276,6090°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 192,9665°.
Successivi studi hanno dimostrato che la cometa aveva una soluzione orbitale debolmente iperbolica mentre si trovava all'interno della regione planetaria del Sistema Solare, ma una soluzione orbitale baricentrica quando la cometa è giunta al di fuori della regione planetaria mostra che la cometa è legata al Sole.

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).
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LA GRANDE COMETA del 1853
C/1853 L1 (KLINKERFUES 1)

La C/1853 L1 (Klinkerfues 1) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo, dall'agosto all'ottobre del 1853 . Per la sua grande luminosità e anche per la sua visibilità telescopica nel cielo diurno, alcuni la annoverano tra le " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di almeno -1 magnitudine durante la sua apparizione nel cielo diurno.

Scoperta:
La cometa è stata scoperta nella notte del 10-11 giugno 1853 da Ernst Friedrich Wilhelm Klinkerfues all'Osservatorio di Göttingen quando era ancora un oggetto molto debole e oltre le 2 UA della Terra.

Osservazioni:
La cometa è stata osservata intensamente al telescopio nei mesi di giugno e luglio fino a quando non è diventata visibile ad occhio nudo dall'inizio di agosto con una luminosità di circa 5-6 magnitudini.
Entro il 19 agosto, la luminosità era aumentata a 2-3 mag e si era sviluppata una coda lunga diversi gradi. Alla fine di agosto la luminosità era aumentata a 0 mag e la lunghezza della coda ha raggiunto i 12,5°.
Il 30 agosto, Johann Friedrich Julius Schmidt ad Olomouc riuscì ad osservare la cometa nel cielo diurno a circa 15° vicino al sole con un telescopio e continuò queste osservazioni fino al 4 settembre, quando la cometa, a circa 8°, era l'elongazione più vicina al Sole che aveva raggiunto. 
Anche John Hartnup Senior è riuscito da Liverpool a guardare di giorno la cometa il 3 settembre.

In quel momento la cometa era già nel cielo a sud del sole ed era quindi visibile anche agli osservatori dell'emisfero australe dal 12 settembre nel cielo mattutino . 
A metà settembre la luminosità era scesa a +2 mag e la lunghezza della coda era scesa a 5°. 
La cometa è poi svanita rapidamente e da metà ottobre non era più visibile ad occhio nudo. 
L'ultima posizione fu determinata il 10 gennaio 1854 al Royal Observatory sul Capo di Buona Speranza e l'ultima osservazione avvenne la notte successiva.

Dal GIAPPONE:
Kaei 6° anno (1853).
Da circa metà agosto, una stella di ginestra lunga quarantacinque shaku è apparsa intorno al gallo nordoccidentale dal taglio del gallo ".
''Gallo'' inteso come alba.

( Disegno del medico di Kishu, Iki Hayama ).

Parametri orbitali:
Da circa 350 osservazioni in un periodo di 213 giorni, è stato possibile determinare solo un'orbita iperbolica di precisione limitata per la cometa, e risulta che è inclinata di circa 62° rispetto all'eclittica.
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), passato dalla cometa il 2 settembre 1853, si trovava ad una distanza di circa 45,9 milioni di km dal Sole nell'area dell'orbita di Mercurio . 
Già l'11 agosto aveva superato Venere a una distanza di 97,3 milioni di km e il 1° settembre aveva superato Mercurio a una distanza di 60,9 milioni di km. 
Il 5 settembre, è passata a circa 0,71 AU/ 106,6 milioni di km di distanza dalla Terra.

( Diagramma orbitale e posizione dei pianeti al passaggio al perielio del 02/09/1853 - JPL ).

La cometa si muove in un'orbita iperbolica non più legata al Sole. Dopo che sono stati determinati gli elementi orbitali , anche se afflitti da una certa incertezza, l'eccentricità della sua orbita fu aumentata di circa 0,0002 a causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti. 
È quindi improbabile che ritorni nel sistema solare interno.
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LA PRIMA COMETA del 1854
C/1854 F1 (DE MENCIAUX)

La C/1854 F1 (Grande Cometa De Menciaux) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo, ad inizio primavera del 1854 . 
Per la sua luminosità è considerata da alcuni una delle " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di 0-1 mag.

Scoperta:
Alfred de Menciaux scoprì questa cometa vicino a Damazan, nel sud della Francia , la mattina del 23 marzo 1854, appena sopra l'orizzonte orientale. 
La coda della cometa era quasi perpendicolare all'orizzonte.

Osservazioni:
Nei giorni successivi, la cometa non fu più trovata al mattino, perché si era ulteriormente avvicinata all'orizzonte fino alla sera del 26 marzo quando è passata a nord del Sole , per poi dopo essere visibile nel cielo serale. Entro il 1 aprile, ci furono quindi numerose scoperte e osservazioni indipendenti da parte di diversi astronomi , tra cui Edward Joseph Lowe e John Russel Hind in Inghilterra . 
In Irlanda il 30 marzo Andrew Graham ha segnalato una coda di 3° .

Quando la cometa è arrivata  nel punto più vicino alla Terra il 1 aprile, era un oggetto impressionante con una luminosità di 1-2 magnitudine, anche per l'osservazione ad occhio nudo.
Il 4 aprile, la coda ha raggiunto la sua massima lunghezza di oltre 5°. La cometa è sbiadita notevolmente verso la metà di aprile ed è stata poi osservata solo telescopicamente dopo il 28 aprile.

Parametri orbitali:
Da circa 200 osservazioni in un periodo di 30 giorni, è stato possibile determinare solo un'orbita parabolica approssimativa per la cometa, e risulta che è inclinata di circa 97° rispetto all'eclittica .
L'orbita della cometa è quindi quasi perpendicolare al piano dei pianeti. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che la cometa passò il 24 marzo 1854, si trovava in qualche modo all'interno dell'orbita di Mercurio ad una distanza di circa 41,4 milioni di km dal sole . 
Il 26 marzo ha superato Mercurio a una distanza di 57,7 milioni di km e il 28 marzo ha superato Venere a una distanza di 100,4 milioni di km. 
Il 1 aprile era a circa 0,85 UA/ 126,5 milioni di km di distanza dal nostro pianeta, ed è stato il suo massimo avvicinamento alla terra.

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1854, l'eccentricità della sua orbita non fu significativamente modificata dall'attrazione gravitazionale dei vari pianeti. 
Ma causa degli incerti dati iniziali, tuttavia, non si può dedurre con certezza se la cometa si stia muovendo su un'orbita ellittica . 
È quindi improbabile che ritorni nel sistema solare interno , o se ritornerà sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni.
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LA SECONDA COMETA del 1854
C/1854 L1 (KLINKERFUES 2)

La C/1854 L1 (Klinkerfues 2) è una cometa osservata tra giugno e luglio 1854, e potrebbe essere un ritorno della cometa C/962 B1.

Scoperta:
La cometa è stata scoperta il 6 giugno 1854 dall'astronomo tedesco Ernst Friedrich Wilhelm Klinkerfues.

Meteore:
Questa cometa è indicata come il corpo d'origine di un sciame meteorico, le Epsilon Eridanidi, la cometa dà origine anche ad uno sciame meteorico sul pianeta Marte.

Valutazioni scientifiche:
Peter Jenniskens e Jérémie Vaubaillon hanno suggerito che la cometa C/1854 L1 possa essere il ritorno della cometa medievale C/962 B1:
 - '' Negli ultimi anni, per le grandi piogge di meteoriti si è notevolmente aumentata la probabilità di rilevamento per gli spettrografi di meteoriti con un piccolo campo visivo. 
La riuscita previsione delle tempeste Leonidi ha reso possibile l'impiego di nuove tecniche spettrografiche. Quindi applicando un modello di previsione sviluppato per le tempeste delle Leonidi all'evoluzione della polvere espulsa dalla cometa C/1854 L1 (Klinkerfues), nel tentativo di determinare se l'esplosione di ε-Eridanidi del 1981 possa essere stata causata da questa cometa, e se quindi per prevedere i rendimenti futuri. 
Abbiamo anche studiato il possibile collegamento con la cometa C/962 B1. 
Scoprendo che l'esplosione del 1981 può essere spiegata come una componente del filamento (10–100 anni delle scie di polvere) dalla cometa C/1854 L1, se questa cometa avesse un periodo orbitale (P∼127 anni) ''.

Parametri orbitali:
Partendo da 227 osservazioni nell'arco di 54 giorni, fu possibile determinare un'orbita parabolica retrograda, che risunta inclinata di 108,7032° rispetto al piano dell'eclittica, con un argomento del perielio di 74,5689°, e con una longitudine del nodo ascendente di 349,6985°.
Il passaggio al perielio avvenne il 22,497 giugno 1854, ad una distanza di 0,648092 UA.
Questi dati risultarono molto simili a quelli della cometa C/962 B1, ma anche al percorso delle meteore delle Epsilon Eridanidi, e messi questi tre fattori in correlazione si è ipotizzato un'orbita ellittica con un periodo di rivoluzione di circa 127 anni, che avrebbe portato di nuovo la cometa nel sistema solare interno nel 1981, ma essa non fu vista, ma si potè assistere ad una forte esplosione delle meteore.

( Diagramma dell'orbita al passaggio al perielio - JPL ).
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LA GRANDE COMETA DONATI
del 1858


Designazione e scoperta:
La cometa Donati , o cometa di Donati , formalmente designata C / 1858 L1 e 1858 VI , è una cometa di lunga periodo che prende il nome dall'astronomo italiano Giovanni Battista Donati che la osservò per la prima volta il 2 giugno 1858. Dopo la Grande Cometa del 1811 , fu la cometa più brillante che apparve nel 19 ° secolo. È stata anche la prima cometa ad essere fotografata, ma purtroppo le lastre fotografiche sono andate perdute, ma ci restano i dipinti dei grandi artisti dell'epoca a riportarne la magnificenza.


Osservazioni:
Donati osservò per la prima volta la cometa il 2 giugno dall'Osservatorio di Firenze: inizialmente era visibile come un piccolo oggetto simile a una nebulosa di magnitudine +7 vicino alla "testa" di Leone.
A metà agosto, la situazione di osservazione migliorò ancora e la cometa è stata stimata in questo momento a una luminosità di +4,5 mag. Le prime osservazioni ad occhio nudo probabilmente raggiungono Karl Christian Bruhns a Berlino il 28 agosto e il 2 settembre, quando la luminosità era da +3 a +4 mag. Due settimane dopo, il 17 settembre, aveva già raggiunto +1,4 mag.
A settembre è passata nell'Orsa Maggiore , ed ha iniziato a svilupparsi una coda , che è cresciuta dal 1° il 1 settembre fino a 25° alla fine del mese. La coda stessa ha mostrato dall'8 settembre chiare strisce orizzontali (strie) ed era leggermente curva. La luminosità della cometa è stata di 0 mag da fine settembre a metà ottobre e tra il 22 settembre e l'8 ottobre la cometa è stata osservata da numerosi osservatori, tra cui Johann Heinrich Mädler , Karl Christian Bruhns, Johann Friedrich Julius Schmidt , George Phillips Bond e William Rutter Dawes , con i telescopi nel cielo diurno.
Dopo il passaggio al perielio, la cometa sviluppò non solo la coda di polvere curva ma anche una coda di plasma diritta di lunghezza sempre maggiore, che era di 40° il 6 ottobre. Anche la coda di polvere raggiunse una tale lunghezza l'11 ottobre al momento della più grande approssimazione della cometa sulla terra , mentre la sua larghezza raggiunse da 10 a 16°. Successivamente, la lunghezza della coda diminuì rapidamente e raggiunse il 17 ottobre, soli 5°.
Per gran parte della sua apparizione ha occupato una posizione unica (tra le grandi comete) nel cielo ed era particolarmente ben posizionata per gli spettatori dell'emisfero settentrionale.
Fu nel punto più vicino alla Terra il 10 ottobre 1858 e per gran parte di ottobre fu un oggetto brillante con una lunga coda di polvere simile a uno scimitarra e una coda di gas prominente. Rimase un oggetto visibile ad occhio nudo fino a novembre per gli osservatori dell'emisfero australe. L'osservazione finale fu fatta da William Mann, capo assistente del Royal Observatory, al Capo di Buona Speranza , che la rilevò come una debole nebulosità il 4 marzo 1859.
Durante la sua apparizione la cometa fu particolarmente studiata da vicino dall'astronomo George Phillips Bond e da suo padre William Cranch Bond . GP Bond ha incorporato queste osservazioni e quelle di molti altri astronomi in una monografia, " Un resoconto della grande cometa del 1858 ", che rimane il suo lavoro scientifico più importante e per il quale gli è stata assegnata la medaglia d'oro della Royal Astronomical Society , è stato il primo astronomo americano a ricevere il premio.
La cometa di Donati è stata fotografata con successo il 27 settembre da W. Usherwood, un ritrattista di Walton-on-the-Hill , nel Surrey, usando un'esposizione di 7 secondi con un obiettivo f /2.4, ed è stata la prima volta che una cometa è stata fotografata. La fotografia di Usherwood, che non è sopravvissuta al tempo, mostrava una regione luminosa attorno al nucleo della cometa e una parte della coda. Anche GP Bond fotografò con successo la cometa il 28 settembre presso l' Harvard College Observatory , la prima fotografia di una cometa attraverso un telescopio. Ha fatto diversi tentativi aumentando i tempi di esposizione, ottenendo finalmente un'immagine riconoscibile. In seguito scrisse, " solo il nucleo e una piccola nebulosità di 15" di diametro agivano sulla piastra in un'esposizione di sei minuti ".

Caratteristiche:
Una caratteristica speciale di questa cometa, che poteva essere vista solo telescopicamente, era la ricchezza di dettagli nella chioma interna . Il 15 settembre 1858, Wilhelm Foerster osservò per la prima volta qualcosa che descrisse come "un deflusso distinto". Anche Arthur von Auwers osservò nella prima metà di ottobre un "ciuffo o ventaglio", che emanava dal nucleo della cometa al sole . Allo stesso tempo, sono state osservate anche sei o sette guaine attorno al nucleo della cometa, che sembrava diffondersi in coma, indebolendosi dall'interno verso l'esterno.
Una possibile spiegazione per questo potrebbe essere trovata solo con nuove conoscenze sulla struttura delle comete nella seconda metà del 20° secolo . Si ritiene che ad un certo punto del nucleo cometario, la superficie relativamente inattiva sia stata rotta da un processo, esponendo così regioni più profonde. A causa della rotazione della cometa, questo sito è stato periodicamente esposto alla luce solare e ha reagito durante questo periodo con una degassificazione energica. Le nuvole di gas in movimento sono state formate dalla rotazione della cometa in bracci a spirale e spazzate via dal vento solare in guaine in espansione. L'astronomo Fred Whipple a calcolato da queste osservazioni un periodo di rotazione del nucleo cometario di circa 4 ore e mezza. Questa rotazione sarebbe insolitamente veloce e alla fine potrebbe causare la demolizione del nucleo cometario instabile dalle forze centrifughe .


Parametri orbitali:
Le orbite definitive per la cometa sono state calcolate da Friedrich Emil von Asten e George William Hill , quest'ultima basata su quasi 1000 posizioni. La cometa aveva un'inclinazione orbitale di 116,9°. A causa della sua lunga orbita ellittica, si stima che la cometa di Donati non sarà più vista passare vicino alla Terra fino al 4° millennio : Asten calcolò una data del perielio per settembre 3738 e un periodo orbitale di 1880 anni, e Hill suggerì il settembre 3808 e un periodo di 1950 anni .
A partire dal 2019 , il programma JPL Horizons stima che la cometa sia a 145 UA (22  miliardi di  km ) dal Sole e continui ad allontanarsi dal Sole a 2,4 km / s .
Più recentemente, Richard L. Branham ha calcolato elementi orbitali nuovi e migliorati per la cometa usando più di 2000 osservazioni tra giugno 1858 e marzo 1859 e tenendo conto delle perturbazioni di tutti i pianeti e di altre moderne tecniche matematiche. I suoi valori determinati per il semiasse-maggiore sono 154,9 UA e il periodo orbitale 1927 anni.
Secondo i suoi calcoli, nell'anno 3759 la cometa passerà di nuovo vicino alla terra ad una distanza di 0,84 UA.

Diagramma dell'orbita dell'epoca ).

( Grafico dell'orbita - JPL ).

Cultura popolare:
La cometa di Donati è considerata una delle comete più belle mai osservate, ed è stata una delle più brillanti del secolo XIX°, facendo una forte impressione sia sugli artisti che sul pubblico in generale.
Dopo un precedente periodo di isteria sul tema delle comete, in particolare a Parigi (causato in parte da calcoli errati di John Russell Hind che suggerivano che avrebbe colpito la Terra nel giugno 1857), la cometa di Donati continuò ad essere la più osservata del secolo grazie alla sua eccellente visibilità nei cieli scuri per gli spettatori dell'emisfero settentrionale, in particolare in Europa, e per il bel tempo a settembre e ottobre. William Henry Smyth , un astronomo inglese, lo ha ricordato come "uno degli oggetti più belli che io abbia mai visto ".
Lo stesso Donati, che fu una figura relativamente oscura, fu spinto allo status di eroe astronomico, e la cometa aiutò a coltivare un entusiasmo generale per l'astronomia tra il pubblico.

La cometa di Donati appare come una striscia e una stella nel cielo della prima serata di un dipinto di William Dyce , Pegwell Bay, Kent - un ricordo del 5 ottobre 1858 .


È stato descritto in una serie di schizzi e in almeno un dipinto di William Turner di Oxford , e in un dipinto "La cometa del 1858, vista dalle alture di Dartmoor", di Samuel Palmer .

La cometa di Yell'ham , una poesia del 1902 di Thomas Hardy , fu ispirata dai suoi ricordi della cometa di Donati.
Anche il re Mongkut del Siam, uno studioso che era in grado di eseguire calcoli astronomici, osservò la cometa e cercò di sradicare le paure superstiziose del suo popolo parlando in pubblico. Anche in Giappone la cometa è stata osservata e interpretata in modo esaustivo, sia come un cattivo presagio , come appariva in un momento difficile, sia come un presagio di tempi migliori.
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LA GRANDE COMETA del 1860

La C/1860 M1 (Grande Cometa) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1860 .
Per la sua grande luminosità, alcuni la considerano una delle " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di 1-2 mag.

Scoperta ed osservazioni:
Per gli osservatori sulla Terra , questa cometa inizialmente si è avvicinata dalla direzione del Sole, ed è passata il 4 giugno 1860 a una distanza angolare di soli 3,5° , rimanendo però inosservata. 
Quando è apparsa improvvisamente nel cielo della sera, era già un oggetto luminoso ed è stata scoperta da molte persone in tutto il mondo. 
Le prime osservazioni potrebbero essere state fatte in Italia la sera del 18 giugno 1860 , ma nei giorni successivi ci furono scoperte indipendenti da tutta Europa e dagli Stati Uniti orientali che ne mettevano in risalto la luminosità e la visibilità ad occhio nudo. Per i soli Stati Uniti si stimavano 50-100 scoperte indipendenti, quindi la notizia della nuova cometa si è diffusa rapidamente.
Il 22 giugno si era già sviluppata una coda lunga 6-7° . Nei giorni successivi la cometa ha raggiunto la sua massima declinazione nord ed è stata osservata al tramonto a nord-ovest con una luminosità di 3 magnitudini e una lunghezza della coda di 15-20°.
La cometa ha continuato ad avvicinarsi alla terra fino all'inizio di luglio ed è stata poi visibile anche dall'emisfero australe . Il 6 luglio, un osservatore in Australia ha stimato che la luminosità fosse di 2-3 mag e la lunghezza della coda di 8-9°. 
Verso la fine di luglio, la cometa è diventata più difficile da osservare per gli osservatori dell'emisfero settentrionale . Nel corso di agosto e settembre le osservazioni sono diminuite anche dall'emisfero australe, mentre la cometa è apparsa sempre più debole. 
L'ultima osservazione è stata fatta in Sudafrica il 18 ottobre.

Parametri orbitali:
Da circa 300 osservazioni in un periodo di 118 giorni, è stato possibile determinare solo un'orbita parabolica prograda approssimativa per la cometa, e risulta che è inclinata di circa 79° rispetto al piano dell'eclittica, con un argomento del perielio di 76,8841° ed aveva una longitudine del nodo ascendente di 86,6271°.
L'orbita della cometa è quindi quasi perpendicolare al piano dei pianeti. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), passato dalla cometa il 16 giugno 1860, si trovava un po' all'interno dell'orbita di Mercurio a una distanza di 43,8 milioni di km dal sole . 
L'8 giugno aveva già superato Mercurio a una distanza di soli 16,6 milioni di km e il 7 luglio ha passato Venere relativamente vicino a una distanza di soli 31,2 milioni di km. 
L'11 luglio, a una distanza di circa 0,46 AU / 68,4 milioni di km, è arrivata  nel punto più vicino alla Terra e il 19 luglio la cometa ha passato Marte a 115,2 milioni di km di distanza .

( Diagramma orbitale al passaggio del perielio - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1860, l'eccentricità della sua orbita fu aumentata di circa 0,0001 a causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti. A causa dei dati iniziali incerti, tuttavia, non è possibile dedurre con certezza su quale orbita si stia attualmente muovendo la cometa. 
È quindi improbabile che ritorni nel sistema solare interno , o se ritornerà sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni.
Sulla base di una valutazione più recente dei risultati osservativi disponibili, Richard L. Branham ha concluso in uno studio del 2007 che la cometa era decisamente iperbolica.
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LA PRIMA COMETA del 1861
C/1861 G1 (THATCHER)

La C/1861 G1 (Thatcher) è una cometa che è stata visibile ad occhio nudo dalla primavera del 1861.

Scoperta:
La cometa fu scoperta la sera del 4 aprile 1861 (ora locale) dall'astronomo dilettante americano A.E. Thatcher a New York con un telescopio di 11 cm . Il costruttore del suo telescopio, da lui avvisato, ha potuto confermare la scoperta la sera del 6 aprile (ora locale) con il proprio telescopio da 19 cm. 
Al momento della sua scoperta, la cometa distava 1,37 UA dal Sole e 0,83 UA dalla Terra e si stava avvicinando ad entrambi.

Osservazioni:
La cometa è diventata sempre più brillante nel corso di aprile ed è stata ampiamente osservata sulla costa orientale degli Stati Uniti. Un secondo scopritore indipendente è stato l'orologiaio Carl Wilhelm Baecker, il 28 aprile a Nauen , che vide la cometa ad occhio nudo, cosa che Wilhelm Foerster poté confermare a Berlino il 30 aprile attraverso la sua stessa osservazione. 
Ha stimato che la luminosità fosse 4 o 5 mag. Con il binocolo poteva vedere una coda lunga 3°, che sembrava: "pallida e stretta" .

Quando la cometa si è avvicinata alla Terra, il 5 maggio, ci sono state diverse segnalazioni di osservazioni in Inghilterra , Germania e Polonia . La luminosità è stata data come 2 o 3 mag. 
La cometa poi si allontanò di nuovo dalla Terra, ma si stava ancora avvicinando al Sole. 
La coda si è ritirata ed era appena percettibile dalla metà del mese. 
Il 28 maggio la cometa è stata vista per l'ultima volta nell'emisfero nord da Johann Friedrich Julius Schmidt ad Atene , ma il 31 luglio è stato possibile vedere la cometa nell'emisfero sud in Cile e due settimane dopo fu riosservata a Cape Town. 
È stata vista l'ultima volta il 7 settembre al Royal Observatory, Capo di Buona Speranza .

Determinazione dell'orbita:
Dopo il primo calcolo di un'orbita parabolica da parte di Truman Henry Safford poco dopo la scoperta, furono fatti numerosi ulteriori tentativi per determinare gli elementi orbitali della cometa con la disponibilità di ulteriori dati osservativi da parte di James Melville Gilliss , W. Foerster, Arthur von Auwers e Theodor Oppolzer . Il primo calcolo di un'orbita ellittica viene da Karl Ferdinand Pape. Infine, nel 1864, Oppolzer determinò gli elementi orbitali della cometa, che indicavano un periodo orbitale di circa 415 anni. 
Oppolzer eseguì i suoi calcoli prima dell'avvento dei computer e delle procedure moderne e poteva prendere in considerazione solo le perturbazioni più importanti provenienti da Giove e Saturno.
Nel 2015, RL Branham ha ricalcolato gli elementi orbitali utilizzando metodi moderni.

Parametri orbitali:
Nel 1864, Oppolzer calcolò un'orbita ellittica per la cometa da 187 dati di osservazione su un periodo di 149 giorni , e risulta che è inclinata di 79.7733° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 213,4496°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 31,8674°.
L'orbita della cometa è quasi perpendicolare ai pianeti dei pianeti . 
Nel punto più vicino al Sole (perielio), attraversato dalla cometa il 3 giugno 1861, si trovava a circa 0,9207 UA / 137,7 milioni di km dal Sole e si trovava quindi nell'area compresa tra le orbite di Venere e della Terra. Il 5 maggio aveva già raggiunto la distanza minima dalla Terra a circa 50,2 milioni di km (0,34 AU). Non ci sono stati approcci degni di nota agli altri pianeti.
La cometa ha una MOID dalla Terra di soli 300.000 km, quindi si tratta di un'oggetto potenzialmente pericoloso ed classificata come NEO.

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).

Evoluzione orbitale:
Gli elementi orbitali relativamente imprecisi, che sono riportati nel database JPL Small-Body e che non tengono conto delle forze non gravitazionali sulla cometa, provengono ancora da Oppolzer. Marsden , Sekanina ed Everhart hanno utilizzato gli stessi dati di partenza nel calcolo delle orbite originali e future della cometa, e secondo questo metodo, molto prima del suo passaggio attraverso il sistema solare interno nel 1861 , la sua orbita aveva ancora un'eccentricità di circa 0,98278 e un semiasse maggioredi circa 53,3 UA, quindi il suo periodo orbitale era di circa 389 anni, in modo che il precedente passaggio del perielio potrebbe aver avuto luogo intorno all'anno 1472.

A causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti, soprattutto passando per Saturno il 25 marzo 1861 a una distanza di circa 8 ½ UA, su Giove l'11 aprile 1861 a una distanza di poco meno di 5 UA e su Nettuno intorno al 30 aprile 1874 a una distanza di circa 9 AU, la sua eccentricità orbitale è aumentata solo leggermente a circa 0,98362 e il suo semiasse maggiore a circa 56,3 AU, così che il suo periodo orbitale è aumentato a circa 422 anni. 
Quando l'astro raggiungerà il punto della sua orbita più lontano dal sole ( afelio ) intorno all'anno 2072 , sarà a circa 16,7 miliardi di km dal sole, quasi 112 volte la terra e 3 ¾ volte più di Nettuno. La sua velocità orbitale nell'afelio sarà quindi solo di circa 0,37 km/s. 
Il prossimo passaggio del perielio della cometa avverrà probabilmente intorno all'anno 2283.

La migliore determinazione dell'orbita da parte di Branham si discosta leggermente dagli elementi orbitali di Oppolzer, in particolare, secondo Branham, l'orbita della cometa originariamente aveva un'eccentricità di circa 0,98281 e un semiasse maggiore di circa 53,4 AU, così che il suo periodo orbitale era di circa 390 anni e il precedente passaggio del perielio potrebbe essere avvenuto intorno alla metà del 1471 (incertezza ± 9 mesi). 
L'orbita futura della cometa avrebbe un'eccentricità di circa 0,98366 e un semiasse maggiore di circa 56,4 UA, quindi il suo periodo orbitale sarebbe di circa 423 anni e il prossimo perielio potrebbe avvenire intorno alla metà del 2284 (incertezza ± 10 mesi).

Meteore:
Già nel 1866 e nel 1867 gli astronomi si erano prodigati e avevano anche dimostrato possibili connessioni tra comete e sciami meteorici. 
Edmund Weiss fu il primo a scoprire nel 1867 che l'orbita della cometa Thatcher si era avvicinata molto alla Terra il 20 aprile 1861. Nelle pubblicazioni è stato in grado di trovare diverse indicazioni di attività meteorica intorno a questo punto nel tempo. Poco dopo Johann Gottfried Galle fu in grado di dimostrare matematicamente che esiste una connessione tra la cometa e la pioggia di meteoriti delle Liridi e fu anche in grado di dimostrare storicamente la presenza delle Liridi fin dal 16 marzo 686.


In uno studio del 1997, 25 meteore osservate tra il 1952 e il 1993 tra il 16 e il 24 aprile, sia fotograficamente che con il radar , sono state identificate come appartenenti alla corrente delle Liridi. Dalle loro orbite si potrebbe confermare da un lato che la cometa Thatcher è la loro origine, dall'altro si potrebbe dedurre che potrebbero avere un'età nell'ordine di grandezza fino a 1,5 milioni di anni.
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LA GRANDE 
COMETA TEBBUTT
C/1861 J1


C/1861 J1 (Grande Cometa) (anche chiamata Cometa Tebbutt ) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo durante l'estate del 1861 .
A causa della sua straordinaria luminosità e della coda larga ed estremamente ampia, è una delle più spettacolari " Grandi Comete " nella storia dell'astronomia.


Scoperta:
La sera del 13 maggio 1861, a Windsor, nel Nuovo Galles del Sud , in Australia , John Tebbutt scrutò il cielo occidentale alla ricerca di comete con un piccolo telescopio quando trovò un debole oggetto nebbioso la cui luminosità stimava essere di circa 5 mag . Non sapeva se fosse una cometa e decise di continuare a guardarla per le notti successive. All'inizio, tuttavia, non mostrò alcun movimento evidente, quindi già dubitava che fosse una cometa.
Fu solo il 21 maggio, otto giorni dopo la sua scoperta, che fu in grado di rilevare per la prima volta il movimento sullo sfondo delle stelle e di inviare un messaggio all'Osservatorio di Sydney , dove William Scott ha potuto comfermarlo.

Dal suo diario:
'' ... La sera del 13 maggio 1861, mentre cercavo le comete nel cielo occidentale, vidi un debole oggetto nebuloso vicino alla stella Lacaille 1316 nella costellazione di Eridano . 
Nel mio telescopio marino l'oggetto sembrava molto diffuso, ed è stato con la massima difficoltà che ho stimato la sua distanza da tre stelle fisse ben note. 
L'oggetto era appena distinguibile nel piccolo telescopio attaccato al sestante, e trovai necessario impiegare un vetro colorato tra l'indice e i vetri dell'orizzonte, per la brillantezza superiore delle stelle di riferimento Procione , Sirio e Canopo , quando furono portate nel campo visivo, ha completamente spento la sua luce debole. Le misure hanno dato a R.A. = 3 h. 54 m. 12 s. Declin. = -30 ° 44 ′ come luogo dell'oggetto a 6h. 57m. ora media locale. Ogni cacciatore di comete sa quanto sia necessario per svolgere il suo lavoro avere a portata di mano un copioso catalogo di nebulose, ma sfortunatamente questo prezioso complemento che non possedevo. Tuttavia, non sono riuscito a trovare l'oggetto nei cataloghi limitati al mio comando. Di conseguenza, ho deciso di guardarlo, ed è bene che l'ho fatto, altrimenti avrei perso una delle migliori opportunità per presentarmi al mondo astronomico. ... ''

Il 27 maggio è riuscito per la prima volta a osservare la cometa ad occhio nudo.
Tebbutt vide dalle sue osservazioni che la cometa si stava avvicinando alla Terra .
Era in grado di calcolare una "ruvida orbita approssimativa" della cometa pubblicata nel Sydney Morning Herald , nonché la previsione che la cometa si sarebbe avvicinata alla Terra intorno al 29 giugno e che la Terra non avrebbe superato la coda della cometa non molto lontano .
Tebbutt sospettava anche che in quel momento la cometa potesse essere visibile nel cielo diurno . Tuttavia, queste previsioni apparentemente non causarono sgomento per i lettori, in contrasto con l'effetto di previsioni simili 50 anni dopo, quando la Terra passò attraverso la coda quando la cometa Halley tornò.

Relazioni scritte:
30 giugno 1861 
Raphael Semmes, comandante del CSS Sumter scrisse della fuga del 30 giugno della sua nave da New Orleans:
La sera della fuga del Sumter è stata una di quelle sere del Golfo, che può solo essere sentita e non descritta. Il vento si spense dolcemente, mentre il sole calava, lasciando un mare calmo e addormentato, per riflettere una miriade di stelle. Il sole era tramontato dietro uno schermo di viola e oro, e per aggiungere alla bellezza della scena, al calar della notte, una cometa ardente, la cui coda si estendeva per quasi un quarto dei cieli, si specchiava a cento piedi da la nostra piccola corteccia, mentre apriva la sua strada silenziosa attraverso le acque.
Samuel Elliott Hoskins , un medico di Guernsey , osservò:
Alle 21:00 un grande disco luminoso circondato da una nebulosa foschia divenne visibile nell'orizzonte nord-occidentale. Alle 9.40 assunse inequivocabilmente la forma, a occhio nudo, di una cometa, con un grande nucleo e una coda a ventaglio che sporgeva verticalmente verso lo zenit. È stato permanentemente brillante fino all'alba del mattino successivo - viaggiando con apparente rapidità, ma leggera declinazione, da NW a NE.

La prima persona in Inghilterra a vederlo potrebbe essere stata William C. Burder, di Clifton, Bristol, che ha lanciato una lettera al Times domenica 30 giugno:
"Signore - Oggi alle 2.40 ho rilevato una brillante cometa vicino all'orizzonte nord-ovest. Era visibile fino alle 3.20 del mattino ... appariva luminosa come Capella ed era posizionata favorevolmente per il confronto. Era circondata da una foschia nebulosa, ma Non vidi la coda ... La luce del giorno spense sia la cometa che Capella quasi nello stesso momento; i tuoi lettori considereranno quindi questa una prova che è un oggetto brillante. "

Un'impressione della grande cometa del 1861 vista dal Kent la sera del 30 giugno ).

Mentre la lunga domenica di mezza estate volgeva al termine, si notò uno strano aspetto nel cielo. EJ Lowe, a Beaston, disse: 
"Il cielo aveva un aspetto giallo, aurorale, simile a un bagliore, e il sole, sebbene splendente, dava solo una debole luce ... nella nostra chiesa parrocchiale il vicario aveva acceso le candele del pulpito alle sette ' orologio, una prova che una sensazione di oscurità è stata avvertita anche con il sole splendente ". 
JR Hind, a Londra, disse al Times: 
"c'era una peculiare fosforescenza o illuminazione del cielo, che all'epoca attribuivo a un bagliore aurorale; fu notato da altre persone come qualcosa di insolito".

1 luglio 1861 
Granville Stuart notò l'osservazione di questa cometa in un diario il 1 ° luglio 1861 mentre viveva nel Montana occidentale:
Ho visto un'enorme cometa ieri sera nel nord-ovest. La sua coda raggiunse la metà attraverso il cielo. Probabilmente è stato visibile per qualche tempo, ma dato che recentemente è stato nuvoloso, non l'avevo mai osservato prima. 
Sarah R. Espy , dell'Alabama , nel suo diario privato:
Pioggia leggera stamattina, sono andato con la signora Brewer, a visitare la signora Hampton. 
O. impegnato, sta preparando C. a partecipare a un seminario di alcune settimane qui sopra. Una cometa brillante e bella è apparsa stasera nella stessa parte del cielo di quella di qualche anno fa, la coda di questa è la più lunga che abbia mai visto, puntando direttamente verso l'alto.
Emily Holder, moglie di Joseph Bassett Holder , di stanza a Fort Jefferson, in Florida:
Il suo aspetto era sublime, poiché si estendeva su quasi la metà dei cieli ... molti si chiedevano se il mondo non sarebbe finito. 
Martin Bienvenu , un ufficiale su una nave a Bangkok , nel suo diario inedito:
Una cometa molto brillante era stata visibile nel cielo del Nord durante la settimana precedente. Ho misurato la sua coda con un quadrante, la cui lunghezza estrema era di 93 gradi e 50 minuti.

LA GRANDE COMETA DEL 30 GIUGNO 1861: LETTERA DI CATERINA SCARPELLINI

Al Direttore Dell'Album Di ROMA

vedi disegno a lato ).

L'immensa coda di questa Cometa si estendeva dalla parte opposta al Sole, e si prolungava a circa 120 gradi, traversando nientemanco la stella polare, il Cigno, e fra le stelle dell'Aquila e del Delfino, e là nel chiarore della Via Lattea si perdeva. 
Nelle estremità si vedeva alquanto più rara e sfumata, ma nel mezzo appariva un tratto più denso in forma di cono colla base rivolta al corpo. 
Questa Cometa aveva il suo nucleo ben deciso, immerso però in ammasso di nebbia fluttuante, e di una luce uguale a quella del pianeta Saturno, e della grandezza di Giove. 
La natura di questa Cometa ci rivela eziandio l'assenza della facoltà di rifrangere e di riflettere la luce, poichè se fosse costituita da materia addensata, da un corpo solido, passando innanzi a molte stelle dovrebbe a noi ecclissarle, ma invece apparivano risplendenti, come fu verificato e nel 1855 e nel 1857, e neanco i suoi raggi deviavano tanto dalla direzione rettilinea. (Campidoglio, 1 luglio 1861).

2 luglio 1861 
Raphael Semmes, comandante del CSS Sumter:
Il giorno passò nella notte e con la notte venne di nuovo la brillante cometa, che ci illuminava sulla strada per lo spreco delle acque. La mattina del secondo luglio, il nostro secondo giorno fuori, spuntò chiaro e bello, il Sumter ancora fumava in un mare quasi calmo, senza nulla che potesse ostacolare i suoi progressi. 

5 luglio 1861 
James Riley Robinson , sulla goletta Conchita , nel porto messicano di Agiabampo:
Mi sono svegliato di notte all'una, quando ho avuto una gloriosa vista della più grande cometa che abbia mai visto. La testa, o nucleo, era grande come Venere, e molto luminosa e ardente, e circa 20 gradi sopra l'orizzonte, puntava verso nord, mentre la coda lunga e luminosa raggiunse l'intera metà del cielo. Fu uno spettacolo meraviglioso.

6 luglio 1861
Alcuni hanno contestato l'accuratezza di questo quadro, ma il 6 luglio JR Hind ha detto al Times: 
"Consentitemi di attirare l'attenzione su una circostanza relativa all'attuale cometa ... Sembra non solo possibile, ma anche probabile, che nel corso della domenica infine, la terra passava attraverso la coda a una distanza di forse due terzi della sua lunghezza dal nucleo ".

Osservazioni:
Il 3 giugno la cometa è stata vista all'alba a Cape Town con una luminosità da 2 a 3 magntudini e una lunghezza della coda di 3° . Solo due settimane dopo, la coda era "più lunga di qualsiasi altra cometa vista nell'emisfero [meridionale] dal memorabile del 1843" , scrisse un corrispondente dell'Herald il 19 giugno.
Emmanuel Liais (Rio de Janeiro) vide la cometa il 12 giugno e disse che il nucleo eguagliava una stella di magnitudo 2 o 3, mentre la coda era lunga 40°.

Il 20 Edward John White (Williamstown, Victoria, Australia) disse che il nucleo era uguale a una stella di magnitudo 2 ed era distintamente a forma di ventaglio in un telescopio. Ha aggiunto che la coda era doppia, con la coda occidentale o principale che si estendeva per oltre 40° e la coda orientale che si estendeva per circa 5° e separate da un angolo di 34°. Anche la coda orientale era leggermente curva verso est.
La cometa raggiunse una luminosità di 0 mag il 27 giugno 1861 .

(a lato la pagina di Edmund Weiss).

Il 30 giugno, la cometa è stata osservata prima del tramonto e la luminosità che emanava dalla coda di notte era così forte che proiettava ombre su un muro bianco, come riportato da Johann Friedrich Julius Schmidt ad Atene .
La cometa è stata ben osservata mentre passava più vicino alla Terra il 30 giugno. La luminosità totale è stata stimata come "non brillante come Giove" (più debole della magnitudo -2) da Johann Friedrich Julius Schmidt, mentre la grandezza nucleare era stimato come 1 da T. Brorsen (Senftenberg), ma "intermedio" tra Venere e Giove secondo il reverendo Thomas William Webb ed ha aggiunto che la cometa aveva una tonalità dorata.
Hermann Goldschmidt (Parigi, Francia) ha stimato il diametro del nucleo vicino a 4", mentre G. Schweizer (Mosca, Russia) lo ha misurato con precisione come 3,07".

Webb osservò con un rifrattore da 5,5 pollici e lo stimò come 2", ma ammise che probabilmente lo sottovalutò. Aggiunse che era un bel disco luminoso con un arto molto mal terminato, ma ancora definito. Webb osservò anche la cometa a 27x e disse che la cometa appariva "come se un numero di luce, nuvole nebulose fluttuassero attorno a una luna piena in miniatura". Descriveva sei veli luminosi situati all'interno del coma, il più luminoso dei quali era il più vicino al nucleo, mentre il più debole era il più lontano.

( Disegno della chioma di Thomas William Webb ).

Johann Gottfried Galle (Wroclaw (ex Breslau), Polonia) affermava che il nucleo era "estremamente luminoso e distinto". mentre il reverendo R. Main (Osservatorio di Radcliffe, Oxford) disse che un telescopio mostrava che era ellittico, con l'asse maggiore diretto quasi verso il Sole. Main aggiunse, "Un flusso di luce si spense dalla parte apparente superiore del nucleo, e si voltò verso l'apparente ovest a forma di falce. Un altro ma più debole flusso fu visto sul lato est apparente del primo flusso, anche voltandosi verso ovest. "
La chioma fu descritta come una curva parabolica da Galle, con Schmidt che stimava il suo diametro come 60-70'. La coda era molto impressionante e conteneva una serie di raggi. Sebbene Galle abbia stimato la lunghezza da 30° a 40° e Goldschmidt ha affermato che era lunga 35° e larga da 3° a 4°, altri osservatori hanno notato una lunghezza molto più lunga. Schmidt ha detto che la coda era lunga 120°, Brorsen la stimava lunga 90°, Webb ha detto che era lunga almeno 90° e Main ha indicato che era "considerevolmente più lunga" di 43°. George Williams (Liverpool) ha osservato un raggio di coda che si estende attraverso Bootes in Ursa Major, nonché un raggio leggermente più luminoso che si estende in Cassiopea. Sospettava che potessero essere nuvole, ma notò che entrambi puntavano verso il nucleo della cometa.
La ragione della insolita luminosità superficiale della coda è stata causata dalla dispersione in avanti della luce solare da particelle di polvere nel coma , poiché la cometa è tra il sole e la terra si alzò e la sua coda quasi puntò verso la terra.
La cometa potrebbe aver interagito con la Terra in un modo quasi senza precedenti. Per due giorni, quando la cometa era nel suo punto più vicino, la Terra era effettivamente all'interno della coda della cometa, e si potevano vedere flussi di materiale cometario che converge verso il nucleo distante, di giorno anche il Sole si oscurava mentre la Terra passava attraverso il gas e la polvere della cometa.  Quindi c'erano molti sorprendenti effetti di luce nell'atmosfera , come riportato da John Russell Hind in Inghilterra e Tebbutt in Australia. Anche le osservazioni telescopiche del nucleo della cometa hanno mostrato strani effetti come barriere fotoelettriche e raggi.

Il grafico di Flammarion che descrive il passaggio della Terra nella coda della cometa ).

Dopo questo grande spettacolo all'inizio di luglio, la luminosità della cometa è diminuita di nuovo notevolmente. Mentre inizialmente sono state osservate lunghezze di coda da 90 a 120°, il 5 luglio sono stati anche segnalati circa 85° di lunghezza della coda principale e 30° di coda secondaria. David Livingstone ha osservato la cometa il 6 luglio mentre viaggiava sul fiume Shire vicino all'attuale Blantyre, Malawi, in Africa. Notò "una grande cometa nell'Orsa Maggiore" e stimò la lunghezza della coda di 23 gradi.
L'ultimo grande giorno di osservazioni per questa cometa è arrivato il 7 luglio. John Kirk, che viaggiava in modo indipendente da Livingston lungo il fiume Shire, in Africa scrisse: "Questa notte abbiamo visto una splendida cometa nell'Orsa Maggiore che si muoveva rapidamente dal sole."
Heis ha affermato che la luminosità eguagliava Gamma Ursae Majoris (magnitudo 2.44). Dembowski stimò la lunghezza della coda di 30 gradi, mentre Gilliss disse che non era più lunga di 25 gradi e larga 3 gradi. Peters concordò sul fatto che la coda sembrava essere diminuita di luminosità alla sua estremità, ma era più larga e ancora visibile oltre i 30 gradi. Dembowski ha detto che il ventaglio che si estende dal nucleo era meno definita rispetto a prima. Gilliss ha commentato che il settore luminoso era "molto più piccolo e più debole
L'8 luglio, la coda secondaria sembrava essere scomparsa, mentre la coda principale era ancora lunga 30°. Con l'aumentare della distanza dal sole e dalla terra, la luminosità della cometa diminuì rapidamente.
Il 12 luglio erano 3 mag con una lunghezza della coda da 20 a 30° e a metà agosto 5 mag con una lunghezza della coda di 2,5°.
Il 16 Heis disse che la luminosità era quasi uguale a quella di Iota Draconis (magnitudo 3.29), mentre Quirling stimava la lunghezza della coda da 12 a 13 gradi.
Il 17, sempre Heis, disse che la luminosità era tra quelle di Iota Draconis (magnitudo 3.29) e Alpha Draconis (magnitudo 3.65). Mentre la cometa sbiadiva, anche il nucleo stava cominciando a cambiare.
Il 10 agosto, Heis ha affermato che la cometa era tre passi più debole di Iota Boötis (magnitudo 4,76). Il 12 agosto, Peters osservò con un rifrattore da 13,5 pollici e scrisse: "Il nucleo è diventato piccolo ed è piuttosto debole ..."
Il 13 agosto Schönfeld disse che la chioma era lunga 5 arcmin e conteneva un nucleo che non era posizionato centralmente.
Il 14 agosto Schönfeld disse che la chioma era lunga 4 minuti.
Il 15 agosto Heis disse che la cometa era ancora un oggetto ad occhio nudo.
Il 2 settembre Schönfeld disse che la chioma era lunga 5 minuti.
Il 3 settembre, Schönfeld disse che la grandezza nucleare era di 9.
Il 12 settembre Schönfeld disse che la chioma era di circa 2,5 arcmin al chiaro di luna.
Il 16 settembre, Peters disse che i cieli erano nuvolosi e colpiti dalla luce della luna, ma riuscì a scorgere la cometa con il rifrattore da 13,5 pollici. Notò che la debolezza della cometa consentiva solo una debole illuminazione dei fili usati per misurare la sua posizione.
Il 1° ottobre, C. Bruhns (Lipsia) ha dichiarato che la cometa è apparsa piuttosto debole nel rifrattore della lunghezza focale di 6 piedi.
Il 4 ottobre Schönfeld disse che il nucleo era ancora visibile. Bruhns disse che la cometa appariva piuttosto debole.
Il 5 ottobre Schönfeld disse che il nucleo era di magnitudo 11.
L'11 ottobre Peters osservò con un rifrattore da 13,5 pollici e descrisse la cometa come "noiosa".
Il 13 ottobre Schönfeld disse che il coma era rotondo e 2 arcmin di fronte, con un nucleo di magnitudo 11.
Il 19 ottobre Peters osservò con il rifrattore da 13,5 pollici e notò che il nucleo "è più concentrato fino a un certo punto".
Il 25 ottobre Schönfeld disse che la chioma era lunga 3 arcmin, con un nucleo debole situato eccentricamente.
Il 4 novembre Schönfeld dichiarò che la chioma era piuttosto debole, con un nucleo indistinto di magnitudo 11-12 circa.
Il 5 novembre Schönfeld dichiarò che la chioma era di 1,3 arcmin.
Il 21 novembre Schönfeld dichiarò che era lunga 1,5 arcmin.
Il 25 novembre Schönfeld disse che la cometa conteneva una condensazione di magnitudo 12-13.
Il 28 novembre Schönfeld ha dichiarato che la chioma diffusa era piuttosto debole e di 0,7 arcmin e c'era anche una debole condensazione.
Schönfeld osservò il 22 e il 23 dicembre e disse che la cometa era abbastanza luminosa, con una chioma di 20 arcsec di diametro e ben condensata.
Il 26 dicembre Peters osservò la cometa con un rifrattore da 13,5 pollici, che si ripetè il 3 gennaio 1862, il 5 gennaio Peters la osservò sempre con uil rifrattore da 13,5 pollici al chiaro di luna, con forti venti e una temperatura di -4° F, e notò che la cometa era difficile da vedere. Schmidt osservò la cometa con difficoltà usando la visione periferica sia il 3 che il 6 febbraio.
O. Struve (Pulkovo) vide la cometa il 16 aprile e disse che la chioma era larga 40".
Notò: " La sua luce è, anche nella sua debolezza attuale stato, non del tutto uniforme, ma mostra distintamente tracce di concentrazione. "
Le osservazioni telescopiche potrebbero continuare fino al 30 aprile da parte di Friedrich August Theodor Winnecke e Otto Wilhelm von Struve in Russia , quando la luminosità della cometa scese sotto i 14 mag.
La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 1 maggio.

Da padre Angelo Secchi:
OSSERVAZIONI E RICERCHE ASTRONOMICHE SULLA GRANDE COMETA DEL GIUGNO 1861 (estratto del discorso letto dal Padre Angelo Secchi alla Pontificia Accademia Tiberina il 12 Agosto 1861) Storia delle apparenze della Cometa:
La cometa ( come è noto ) apparve nel nostro emisfero la prima volta a tutti improvvisa la sera del 30 giugno pp. e la festa corrente diede occasione di distinguerla col nome di cometa di S. Pietro.
Gli astronomi non furono in vederla prima punto più privilegiati degli altri. Anzi con non piccolo dispiacere io non me ne accorsi quella sera se non tardi, poichè occupato nella osservazione del minutissimo pianetino novello Esperia, soltanto dopo finita questa affacciatomi alle ore 9 e un quarto al cielo aperto, restai sorpreso alla vista della immensa colonna di luce argentea che sorgeva al Nordovest, si vasta ed alta che la presi da prima come fumo di qualche fuoco artificiale, di cui non molto dianzi facevansi sentire le esplosioni in città. Ma dopo un istante di attenzione non tardai a riconoscere l'astro novello.
L'immenso strascico di luce si estendeva allora fin oltre la stella polare, e la sua larghezza era almeno quanto la massima nella Via Lattea, ma di essa era assai più vivo.
Molti ha sorpreso la sua repentina apparizione, ma la cosa facilmente si spiega trovando con calcolo retrogrado il luogo che la cometa dovea avere la sera innanzi: rilevasi in fatti che per Roma essa dovea tramontare 40TM circa dopo il sole, e che la sua coda restava distesa assai presso dell'orizzonte, onde quella sera dovea essere immersa nella nebbia per la massima parte e solo potevasi un poco meglio distinguere alla mattina; e infatti non è mancato chi quella notte ne vedesse traccia. (Fra gli altri il sig. cav. Giachetti capitano del porto di C. Vecchia,il quale non me ne diede avviso credendola un getto di aurora boreale, come già altra volta gli era avvenuto per le aurore del settembre 1859.); ma prima essa era invisibile affatto, stando sull'orizzonte insieme col sole e tramontando prima di esso.
Il suo capo presentava un nucleo ben distinto e terminato di color gialletto, da cui uscivano getti di luce o razzi disposti a ventaglio di color rosato, e tutto attorno avvolti da una densa nebbia bianca che era più viva e lucida nella direzione de' raggi. Il nucleo non era rotondo, ma sensibilmente schiacciato; il suo diametro maggiore era diretto trasversalmente alla coda , e fu trovato 10",05 da 3 misure molto accurate al micrometro filare.
Il ventaglio de' getti luminosi dalla parte del sole aveva una apertura di circa 90, e la lunghezza de' getti era 1' 55". Tutto questo era involto da un arco parabolico di nebbia sensibilmente più lucida dal fondo, e distante dal nucleo 3'11". Talora un altro arco più debole e più lontano pareva includere il primo, ma era difficile l'afferrarne la separazione perchè una nebbia confusa e di limite incertissimo si estendeva per tutto un raggio di oltre 15', i cui limiti, trovaronsi grandemente diversi secondo la forza del cannocchiale.


( Sopra e sotto, disegni della chioma di padre Angelo Secchi del 30/06 e 01/07 del 1861 ).


Relazione di Camille Flammarion:
"La cometa del 1861 comparsa improvvisamente davanti a gli occhi dell'intera Europa domenica 30 giugno sopra il punto dove il Sole stava per tramontare aveva una coda che raggiungeva 118°. Essa si era già allontanata dalla Terra, e la sua reale lunghezza non era che di 17 milioni di leghe (1 lega = 4 km circa). La sua testa mutò meravigliosamente d'aspetto, il suo studio ha permesso di penetrare un po' più a fondo nell'esame fisico di questi astri vagabondi.
Si avrà un'idea della potenza trasformatrice esercitata dal Sole sulle comete esaminando le figure che rappresentano i getti luminosi lanciati dalla testa della cometa del 1861 osservata a Roma da Secchi (vedi sopra), a 24 ore soltanto di intervallo, il 30 giugno e il 1 luglio . A una certa altezza questi getti formavano un alone o un arco brillante, che si prolungava all'indietro fino alla coda.
D'altra parte, la cometa del 1861 è passata a 110.000 leghe da noi, il 30 giugno, ed è quasi certo, dopo i calcoli più precisi e le osservazioni di M. Liais, (astronomo francese), che la Terra e la Luna hanno attraversato la sua coda alle 6 del mattino. Nei fatti, nè la Terra nè la Luna se ne sono accorte: non si è vista che una leggera aurora boreale, come se la coda fosse stata essa stessa un'aurora: l'incontro non è stato realmente conosciuto e calcolato che dopo il passaggio...''

In una nota Flammarion, dopo aver ricordato la felice espressione di sir John Herschel e Babinet riguardante la tenue consistenza della massa cometaria -  un "rien visible" un niente visibile -  ipotizza che qualche cometa possa avere un nucleo solido e in quel caso il suo incontro con la Terra potrebbe avere delle conseguenze. Dipende dalla massa, dalla densità, e dalla sostanza da cui fosse costituito.
Questo evento è molto improbabile, secondo Flammarion che precisa:
"A memoria d'uomo un tale evento non è mai accaduto ma una cometa ci ha già toccato con la sua coda passandoci vicino, senza contare la pioggia di meteore della cometa Biela. Abbiamo visto in effetti che il 30 giugno 1861 la grande cometa di quell'anno ci ha probabilmente sfiorato con la sua coda la cui lunghezza superava allora un milione di leghe. Da quello che abbiamo detto della coda delle grandi comete non ci sorprende che gli abitanti della Terra abbiano dormito quella notte come il solito e che non abbiano notato nulla di strano al risveglio. Soltanto un astronomo inglese, svegliandosi di buon'ora e osservando il cielo, scriveva nel suo registro: - Luce strana, gialla, fosforescente; io pensai che fosse un'aurora boreale se non fosse che ormai era arrivato il giorno -''.

Curiosità:
L'arrivo della cometa coincise con lo scoppio della guerra civile americana .
Ci sono state diverse caricature in questa occasione in cui la cometa è stata rappresentata con i capi di vari politici contemporanei o personale militare, come Abraham Lincoln o il generale Winfield Scott .


Determinazione dell'orbita:
Dopo il primo calcolo di un'orbita parabolica da parte di Tebbutt poco dopo la scoperta, numerosi ulteriori tentativi di determinare gli elementi orbitali della cometa furono effettuati poco dopo con la presenza di ulteriori dati di osservazione , tra cui quelli di Maurice Loewy , John Russell Hind, Asaph Hall e Horace Parnell Tuttle . Questi calcoli hanno determinato orbite paraboliche, in un caso anche un'orbita iperbolica .
Nel settembre 1861, la vera orbita della cometa fu determinata per la prima volta da Arthur von Auwers come ellittica .
Quando la cometa era già scomparsa, si potevano calcolare gli elementi dell'orbita che coprivano tutto il tempo della sua visibilità. Heinrich Kreutz alla fine determinò, nel 1880 da 1159 osservazioni in un periodo di 339 giorni, i parametri orbitali della cometa, che indicavano un periodo di 409 anni. La cometa ha quindi il periodo orbitale più breve di tutte le grandi comete dopo la cometa di Halley .
Kreutz calcolò questi valori prima dell'avvento dei computer moderni e poteva solo prendere in considerazione l'interferenza più importante di quattro pianeti.
Richard L. Branham calcolò nuovi elementi orbitali per la cometa nel 2013 usando 2362 dati di osservazione tra maggio 1861 e marzo 1862, tenendo conto dell'interferenza di tutti i pianeti e di altri metodi matematici.

Parametri orbitali:
Un'orbita ellittica è stata determinata per la cometa , che è inclinata di quasi 90° rispetto al piano dell'eclittica . L'orbita della cometa è quindi quasi perpendicolare al piano orbitale terrestre.
Nel punto dell'orbita più vicina al sole ( Perielio ), che la cometa passò il 12 giugno 1861, si trovava nell'area tra le orbite di Venere e della Terra con una distanza di circa 123,0 milioni di km dal sole .
Il 30 giugno ha raggiunto il punto più vicino alla Terra a 0,13 UA / 19,8 milioni di km.
Questa stretta vicinanza alla terra era anche la ragione della sua grande luminosità osservata.
La cometa si muove su un'orbita ellittica allungata attorno al sole, che è quasi esattamente perpendicolare alle orbite di tutti i pianeti. Un'orbita del genere è relativamente stabile per molto tempo perché non ci sono approcci con i grandi pianeti. Secondo gli elementi dell'orbita calcolati da Kreutz, sarebbe potuta apparire prima del 1499. Non ci sono notizie di una cometa sorprendente di quest'anno, ma dal lontano oriente , tuttavia, ci sono rapporti dall'anno 1500, circa l'avvistamento di una cometa.
Gli elementi orbitali di questa cometa C/1500 H1, derivati da 10 osservazioni, indicano con un alto grado di probabilità che la cometa potrebbe essere stata la stessa di quella del 1861 e che l'orbita avrebbe un periodo di rivoluzione di circa 361 anni prima dell'ultimo passaggio del perielio.
Durante l'ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno nel 1861, l'eccentricità dell'orbita è stata aumentata di circa 0,001 e il semiasse-maggiore dell'orbita da circa 50,8 UA a circa 54,8 UA, in modo che il periodo orbitale della cometa aumentasse. Raggiungerà il punto più distante ( afelio ) della sua orbita nel 2063 , sarà a circa 16,3 miliardi di km dal sole, quasi 109 volte della Terra.
La sua velocità orbitale all'afelio è solo di circa 0,35 km/s. Il prossimo passaggio al perielio della cometa potrebbe essere intorno al 2267.
Proprietà dell'orbita 
Epoca:  25 maggio 1861
Tipo di orbitaPeriodica
Eccentricità0,9851
Perielio0.822 UA
Afelio109.3 UA
semiasse-maggiore55.1 UA
Periodo orbitale attuale404,5 anni
(min 361,3)
(max 435,75)
Inclinazione85,4 °
Passaggio perielico12 giugno 1861
Velocità orbitale al perielio
Velocità orbitale all'afelio
46,3 km/s
0,35 km/s
Diagramma dell'orbita al passaggio vicino alla Terra ).

LINK :
JPL : https://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cgi?sstr=1861J1;orb=1 
The Gallery of Natural Phenomena:
 http://www.phenomena.org.uk/comets/comets/comet1861.html 
Almanacco Italiano 1861 :
 http://divulgazione.uai.it/index.php/La_grande_cometa_del_1861 
Cometography : http://cometography.com/lcomets/1861j1.html 
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LA GRANDE COMETA
ABBOTT del 1865

La C/1865 B1 (Abbott) , era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nell'emisfero australe nel 1865 . Per la sua straordinaria luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una brillantezza di +1 mag il 24 gennaio.

Scoperta:
Francis Abbott , un astronomo dilettante di Hobart (Tasmania), scoprì questa cometa il 17 gennaio 1865, nel profondo dell'orizzonte sudoccidentale tra le nuvole. 
La coda della cometa aveva già a quel tempo una lunghezza dai 10 ai 12 gradi. Nelle notti successive ci furono altre scoperte indipendenti della cometa in Cile , Australia , Sud Africa e Brasile.

Osservazioni:
La cometa aveva appena superato il suo perielio e il suo massimo avvicinamento alla Terra quando è stata scoperta e inizialmente poteva essere osservata ad occhio nudo fino alla fine di gennaio. 
Robert Ellery in Australia l'ha descritta come "non così brillante" come la C/1858 L1 (Donati) . 
La massima lunghezza della coda che appariva dritta, stretta e conica è stata segnalata di circa 25° il 21 gennaio, verso la fine del mese era ancora intorno ai 17°.

Nell'ulteriore corso del mese di febbraio la cometa poteva essere ancora osservata ad occhio nudo, ma all'inizio di marzo la coda era lunga appena ½° e ben presto le osservazioni furono possibili solo con i telescopi . 
Solo William Mann al Capo di Buona Speranza è stato in grado di seguire la cometa telescopicamente in aprile e fino al 2 maggio.

Resoconti storici:
Nella sezione delle sue Memorie astronomiche intitolata 1865 , John Tebbutt scrisse:
'' Nel gennaio di quest'anno è apparsa una cometa brillante, che, dalla sua posizione, non poteva essere vista nell'emisfero settentrionale. È stato osservato solo in cinque stazioni, vale a dire Capo di Buona Speranza, Melbourne, Port de France , Santiago e Windsor. È stato osservato a Windsor con il 3 pollici ed 1 ⁄ 4 dal 30 gennaio al 23 marzo e le osservazioni, con gli elementi orbitali derivati, sono state inoltrate all'Europa. La caratteristica più notevole nell'orbita di questa cometa è la piccolezza della distanza del perielio, poiché altre mie osservazioni hanno mostrato che la cometa ha superato il suo perielio la mattina del 15 gennaio, a una distanza di soli due milioni e mezzo di miglia dal sole; la sua velocità al perielio era enorme e il 30 gennaio, quando l'ho vista per la prima volta, si era ritirata a una distanza di 63 milioni di miglia da quel luminare e 114 milioni di miglia dalla terra, e la sua coda visibile aveva una lunghezza di 35 milioni di miglia. Le orbite approssimative per questo corpo sono state calcolate da Hind , Kulcycky, Moesta, Tebbutt e White, e tutte le pubblicazioni furono impiegate dal Dr. Koerber di Breslavia nel 1887; in una determinazione definitiva, che fu oggetto di una dissertazione inaugurale da lui letta davanti all'Università di quella città in occasione della sua laurea in filosofia. Gli elementi dell'orbita provvisoria adottati per la discussione erano quelli ottenuti a Windsor e la correzione finale era piccola ''.

Parametri orbitali:
Felix Koerber è stato in grado di determinare solo un'orbita parabolica per la cometa dai dati di osservazione su un periodo di 102 giorni, e risulta che è inclinata di 92,4945° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 11,7175°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 254,8252°.
La cometa percorre quindi un'orbita retrograda quasi perpendicolare alle orbite dei pianeti. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole (perielio), che la cometa percorse il 14 gennaio 1865, si trovava a soli 4 ½ raggi solari sopra la sua superficie ad una distanza di 0,025844 UA / 3,87 milioni di km dal Sole . 
Solo un giorno dopo, il 15 gennaio, era a 0,94 UA / 141,2 milioni di km quando ha raggiunto la minima distanza dalla Terra e il 16 gennaio ha superato Venere a 99,7 milioni di km di distanza .

( Diagramma orbitale al momento del perielio - 15/01/1865 - JPL ).

Quando la cometa apparve nel 1865, l'eccentricità della sua orbita non fu cambiata in modo significativo. È improbabile che ritorni nel sistema solare interno , o se ritornerà, sarà tra molte decine o centinaia di migliaia di anni.

Nuovi calcoli dell'orbita sono stati fatti nel 2017 da Richard L. Branham, i cui risultati pur differendo di poco, forniscono un orbita iperbolica prograda con Eccentricità di 1,0000361, Inclinazione di 86,323634°, Argomento di 89,087204° ed un Nodo di 255.028896° , con una distanza perielica di 0,0258 UA dal Sole.

LINK : '' A NEW ORBIT FOR COMET C/1865 B1 '' ( Revista Mexicana de Astronomıa y Astrofısica, n.54, p.163–169 anno 2018 ).
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LA GRANDE COMETA
COGGIA del 1874

La C/1874 H1 (Coggia) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel corso del 1874 .
Per la sua straordinaria luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una magnitudine da 0 a 1 mag , il 13 luglio.

Scoperta:
L' astronomo Jérôme-Eugène Coggia scoprì questa cometa con il suo telescopio il 17 aprile 1874 a Marsiglia .


Osservazioni:
Durante il resto di aprile e maggio, la cometa è stata osservata da vicino, anche da Friedrich August Theodor Winnecke a Strasburgo , Ernst Wilhelm Leberecht Tempel ad Arcetri , Lipót Schulhof a Vienna , George Rümker ad Amburgo e Johann Friedrich Julius Schmidt ad Atene, ma all'inizio rimase un debole oggetto telescopico e si muoveva solo lentamente nel cielo, poiché era ancora lontano dal suo avvicinamento al Sole e alla Terra . 
Dalla metà di maggio si è potuto determinare lo sviluppo di una coda .

Dall'inizio di giugno la cometa è stata osservata anche ad occhio nudo, a fine mese la luminosità aveva raggiunto circa +4 mag. All'inizio di luglio la coda era già lunga 6° , cresceva rapidamente e raggiungeva oltre i 45° il 16 luglio, era perfettamente diritta e stretta e alla fine larga solo 1 o 2°.

( Agosto 1874 Melbourne - Australia ).

Nella seconda metà di luglio, la cometa si stava spostando rapidamente verso sud mentre passava la Terra, rendendo più difficile l'osservazione al tramonto. Per la coda sono state riportate lunghezze di oltre 60°. Il 20 luglio, la cometa ha superato il Sole solo 2° di elongazione, ed è stata vista da Schmidt il 23 luglio come ultimo osservatore nell'emisfero settentrionale .

La sera del 21 luglio con un primo quarto di luna e un cielo molto limpido, ondulazioni furono osservate nella coda della cometa da Trouvelot, che scrisse: 
"... vide la coda della cometa accorciarsi ed estendersi, illuminarsi ed estinguersi come i raggi di certe aurore. Estese ondulazioni, rapide vibrazioni, la percorrevano in successione dall'orizzonte alla sua estremità, dandole l'aspetto di una sottile garza che ondeggiava in una forte brezza. Le pulsazioni e le onde di luce erano di durata ineguale, alcune rapide, altre più lunghe. Per oltre un'ora la coda della cometa si accese e si spense più di cento volte; l'estinzione essendo a volte così completo che era impossibile vedere alcuna traccia della cometa, mentre a volte diventava così brillante che, nonostante la luce della luna, si distingueva facilmente in tutti i suoi contorni, anche fino alla sua estremità,Orsa Minore ... ''.

Il 27 luglio, la cometa è stato vista per la prima volta da osservatori nel sud del mondo nel cielo del mattino , in particolare in Sud Africa e da Robert Ellery in Australia, . Anche John Tebbutt ha osservato la cometa a Windsor (Nuovo Galles del Sud) dal 1 agosto al 7 ottobre. 
L'ultima osservazione è stata fatta da John Macon Thome a Cordoba (Argentina) il 19 ottobre.


Citazioni:
Il poeta lirico inglese dell'epoca vittoriana. Gerard Manley Hopkins descrive la cometa nel suo diario del 13 luglio 1874:
La cometa - l'ho vista prima di coricarsi in occidente, con la testa a terra, bianca, una coda morbida e ben formata, non grande: provavo una certa soggezione e angoscia, una sensazione di estraneità, volo (pende come un volano in quota, prima che cada), e di minaccia ''.

La cometa è stata osservata dai membri della spedizione Custer 1874 alle Black Hills del South Dakota. È stato osservato per 3 o 4 giorni dai membri bianchi e nativi americani della spedizione terminata il 2 luglio. I resoconti delle osservazioni sono stati inclusi nel diario di James Calhoun e in un articolo di giornale sul New York World. Il tenente Calhoun era il cognato di Custer e aiutante in qualità di aiutante della spedizione e in seguito morì a Little Big Horn.

( Dal NEW YORK HERALD del 2 luglio 1874 ).

Valutazioni scientifiche:
Con questa cometa, per la prima volta, numerose immagini spettroscopiche, sono state ottenute da maggio a luglio 1874 da William Huggins , Angelo Secchi , Joseph Norman Lockyer , Georges Rayet e Charles Wolf. In un primo momento è stato trovato solo un continuum, ma a metà giugno sono state trovate le tre bande spettrali tipiche della comete.
Anche la polarizzazione della cometa è stata esaminata e rilevata nella coda e nel coma dall'inizio di luglio.


David AJ Seargent, scrive:
'' Senza dubbio, C/1874 H1 (Coggia) era una bellezza; una vera grande cometa. Al suo massimo splendore, probabilmente ha superato la prima magnitudine e ha mostrato una serie di involucri all'interno del suo chioma che gli astronomi hanno confrontato con la cometa di Donati 16 anni prima. Osservatori opportunamente posizionati hanno anche notato che la lunghezza massima della coda ad occhio nudo raggiungeva i 70 gradi quando la cometa è passata vicino alla Terra a luglio ''.

Parametri orbitali:
Nel 1882 Josef von Hepperger fu in grado di determinare un'orbita ellittica per la cometa da 638 osservazioni, in un periodo di 185 giorni , e risulta che è inclinata di circa 66° rispetto al piano dell'eclittica, con un Argomento del perielio di 152,3804° e con una Longitudine del nodo ascendente di 120,4950°.
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), passato dalla cometa il 9 luglio 1874, si trovava a soli 101,1 milioni di km dal sole appena all'interno del raggio dell'orbita di Venere . 
Il 23 luglio ha raggiunto l'approccio più vicino alla Terra a 0,29 AU / 43,5 milioni di km .

( Diagramma orbitale al perielio - JPL ).

La cometa si muove in un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole. Secondo gli elementi orbitali , afflitti da un certo grado di incertezza, potrebbe aver avuto un periodo orbitale dell'ordine di 5500 anni prima del suo ultimo passaggio nel sistema solare interno nel 1874 . 
Successivamente, tuttavia, la sua eccentricità orbitale è aumentata di circa 0,001 e il semiasse maggiore è aumentato significativamente da circa 315 AU a circa 550 AU, così che il suo tempo orbitale è più che raddoppiato. 
Probabilmente non tornerà nel sistema solare interno non prima di dodicimila anni.
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LA GRANDE COMETA MERIDIONALE del 1880
C/1880 C1

La C/1880 C1 ( Great Southern Comet ) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nell'emisfero australe per pochi giorni durante il febbraio dell'anno 1880 . 
Per la sua straordinaria lunghezza della coda, è annoverata tra le " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità di +3 mag.

Prima della scoperta:
Il 28 gennaio 1880, Quando non era ancora stata scoperta, la cometa era passata dietro il Sole per 38 minuti da circa 1:56 UT, ed è riapparsa dal lato opposto 15 minuti dopo il momento in cui era più vicina al Sole (perielio), con un passaggio davvero radente.

Osservazioni:
Ci sono solo resoconti di seconda mano della scoperta di questa cometa, quindi l'effettivo scopritore non è noto. Tuttavia, i rapporti non lasciano dubbi sul fatto che la cometa sia stata osservata per la prima volta nel cielo serale del 1 febbraio 1880 in Nuova Zelanda e Australia .

Nei giorni che seguirono, ci furono scoperte indipendenti in diversi luoghi dell'emisfero australe , tra cui di Benjamin Apthorp Gould a Córdoba (Argentina), alle volte citato come scopritore, e da John Tebbutt a Windsor (Nuovo Galles del Sud) . 
La cometa aveva appena superato il perielio ed era ancora vicina al sole quando è stata scoperta. Pertanto, inizialmente è stata osservata solo la sua coda , che si è alzata di 20-30° sopra l'orizzonte e la cui parte superiore era curvata a sud.

Dagli appunti di Gould del 2 febbraio:
'' La sera del 2 febbraio, prima che il crepuscolo fosse completamente passato, la mia attenzione fu attirata da un notevole raggio di circa 18°, con un angolo non molto inclinato rispetto alla verticale. La sua estremità inferiore era forse di 20° sopra l'orizzonte, e la luminosità non era molta, un po' maggiore di quella di una stella di magnitudine +5,5. Sembrava assottigliarsi in entrambe le direzioni, svanendo a ciascuna estremità, e avere una larghezza compresa tra 1° e 2° nel mezzo. Un momento di riflessione mi assicurò che ciò che vedevo doveva essere parte della coda una cometa, la cui parte inferiore era oscurata dalla foschia e il suo nucleo era al di sotto dell'orizzonte, che era nascosto da un banco di nuvole. Non fu perso tempo nel prepararsi per un disegno accurato della sua posizione, ma la nebbia e le nuvole l'hanno oscurata completamente in pochissimi minuti, prima che si potesse fare qualsiasi declinazione. I signori W.G. Davis e C.W. Stevens, tuttavia, tracciarono a memoria sulla mappa indice dell'Uranometria uno schizzo della sua posizione e una forma, che sembrò corretta ad entrambi ''.

Il 4 febbraio è stato possibile vedere per la prima volta il nucleo della cometa. 
La coda stretta era ora lunga 40-50° e non più curva. 
Il 6 febbraio, la luminosità della cometa iniziò a diminuire, ma la coda raggiunse la sua massima lunghezza di 75°. Nelle notti successive la cometa divenne sempre più difficile da osservare, dal 14 febbraio si poteva vedere solo al telescopio . 
L'ultima osservazione è stata fatta il 20 febbraio da Gould.


Valutazioni scientifiche:
Quando la Grande Cometa Meridionale apparve nel 1880, orbitando quasi nella stessa orbita di quella del 1843, i sostenitori di un periodo di 35-40 anni trovavano ancora sostegno. Quando la Grande Cometa di Settembre C/1882 R1 apparve con un'orbita molto simile nel 1882 , si sospettava già che questa cometa radente era stata stata fortemente rallentata ad ogni ritorno dall'attrito in un mezzo solido che circondava il Sole. Ciò si rivelò tuttavia errato, poiché i dati di osservazione della cometa del 1882 mostravano un periodo orbitale di diversi secoli.
La conclusione fu che doveva esserci un numero di comete diverse che si muovevano praticamente nella stessa orbita radente al Sole. 
Daniel Kirkwood fu il primo a suggerire nel 1880 che le comete radenti al Sole formassero un tale gruppo di comete, ipotesi successivamente confermata dagli studi di Kreutz.

Parametri orbitali:
Nel 1967 Brian Marsden indagò sulle orbite delle comete del gruppo di Kreutz, fino ad allora conosciute, e mostrò che i loro membri possono essere divisi in due sottogruppi a seconda dei loro elementi orbitali leggermente diversi . La sungrazer C/1880 C1 insieme a C/1843 D1 sono i principali rappresentanti del primo sottoinsieme.

Per questa cometa, Kreutz ha potuto determinare solo un'orbita parabolica da 29 dati di osservazione in un periodo di 14 giorni. 
Le seguenti informazioni si basano sugli elementi orbitali migliorati per la cometa, che sono stati assunti nel 2004 da Sekanina & Chodas sulla base di considerazioni teoriche e utilizzando metodi matematici moderni, tenendo conto di tutti i disturbi planetari e degli effetti relativistici. 
Quindi la cometa descrive un'orbita ellittica estremamente allungata che risulta inclinata di circa 145° rispetto all'eclittica. La cometa quindi corre nella direzione opposta (retrograda) rispetto ai pianeti attraverso la sua orbita. Il valore per il semiasse maggiore è 84,4 AU e l'eccentricità 0,999934. 
Nel punto dell'orbita più vicino al Sole (perielio), che la cometa ha percorso il 28 gennaio 1880, si trovava solo a circa 1/5 di raggio solare sopra la sua superficie ad una distanza di soli 0,828 milioni di km dal Sole toccando l'incredibile velocità di 568 km/s. 
Già il 3 gennaio si era avvicinato alla terra entro 0,61 UA (≈ 91,6 milioni di km). 
Circa 10 ore dopo il suo perielio, ha superato Venere a una distanza di 105,0 milioni di km e il 9 febbraio si è avvicinato nuovamente alla Terra entro 0,67 UA (≈100,8 milioni di km).

( Diagramma orbitale e posizioni al momento della scoperta - 01/02/1880 - JPL ).

Evoluzione dell'orbita:
Secondo gli studi più recenti, la cometa insieme a C/1887 B1 è probabilmente un frammento secondario della cometa X/1106 C1 radente al Sole , quindi il suo periodo orbitale fino al suo ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno sarebbe stato di circa 775 anni. Sotto questo presupposto e non avendo subito forti perturbazioni, potrebbe raggiungere il punto più lontano dal Sole (afelio) intorno all'anno 2225 , e sarebbe a circa 23 miliardi di km dal Sole, quasi 160 volte la terra e oltre 5 volte rispetto a Nettuno . La sua velocità orbitale nell'afelio sarà solo di circa 0,016 km/s. 
Il prossimo perielio della cometa potrebbe quindi aver luogo intorno all'anno 2570.

Tuttavia, è molto più probabile che la cometa, come i suoi diretti predecessori e molti altri membri del gruppo di Kreutz, continui a disintegrarsi. Tale decadimento spontaneo può verificarsi in qualsiasi punto della sua successiva orbita attorno al sole, ma quando i frammenti ritornano nel sistema solare interno dipende fortemente da dove e quando avviene questa rottura (o se è già avvenuta). 
Dopo il decadimento, i singoli frammenti potrebbero avere nuovi tempi orbitali in un ampio intervallo da ½ a diverse volte il vecchio periodo orbitale e potrebbero quindi riapparire non prima del 23° secolo o solo dopo più di mille anni.
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LA GRANDE COMETA del 1881
C/1881 K1 (TEBBUTT 2)

La C/1881 K1 (Grande Cometa - chiamata anche Cometa Tebbutt 2) è una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1881 . Per la sua straordinaria luminosità, alcuni la annoverano tra le " Grandi Comete ".
La cometa ha raggiunto una luminosità di +1 mag.


Scoperta:
L'astronomo australiano John Tebbutt aveva già scoperto la Grande Cometa C/1861 J1. 
Quando, quasi esattamente 20 anni dopo, la sera del 22 maggio 1881, mentre scrutava abitualmente il cielo occidentale, con le stelle di cui aveva molta familiarità, trovò ad occhio nudo una macchia nebbiosa. Quando ha poi controllato con un telescopio, poteva già vedere un'ampia coda . 
Prese subito la posizione e il giorno successivo informò i maggiori osservatori e attraverso un articolo del Sydney Morning Herald il pubblico della sua scoperta:
" Uscendo questa sera alle 6:15, come avevo fatto diverse volte di recente per scansionare il cielo alla ricerca di comete ad occhio nudo, ho rilevato quello che sembrava essere un oggetto nebuloso a sud-ovest a pochi gradi sopra il luogo in cui ho scoperto la grande cometa del 1861 ".

Osservazioni:
Al momento della sua scoperta, la cometa si stava avvicinando maggiormente al Sole e alla Terra . 
Si muoveva costantemente in direzione nord attraverso il cielo australe , ma inizialmente era visibile solo dall'emisfero sud fino alla fine di maggio 1881 . 

Il 26 maggio: " È un oggetto abbastanza evidente ad occhio nudo e può essere visto molto bene con un binocolo. Il nucleo è condensato luminoso, e quasi stellare; la coda può essere tracciata completamente a 12 gradi ". 
(C. Russell / Sydney Oss.)
Il 28 maggio, Benjamin Apthorp Gould ha osservato una forma asimmetrica del nucleo della cometa in Argentina . Il giorno seguente la cometa è stata osservata da bordo di una nave nell'Atlantico meridionale con una lunghezza della coda di 6° e il 30 maggio gli astronomi cinesi hanno segnalato una "stella di ginestra" (Hui-Hsing) nel nord-est. 
Il 31 maggio, gli osservatori in Sud Africa hanno descritto una luminosità di +2 mag e una lunghezza della coda di oltre 12°. 
Il 2 giugno: " Molto distinguibile a occhio nudo e con un telescopio di piccola potenza ho potuto tracciare la coda per circa 7 gradi ". 
(AOPwys / Sydney)
Anche nella prima settimana di giugno vi sono state ancora numerose osservazioni, tra le altre da Henry Chamberlain Russell al Sydney Observatory , che ha registrato i cambiamenti nella chioma della cometa nei suoi disegni dettagliati. 
Anche John Tebbutt la osservò fino al 13 giugno, prima che la cometa, vista prospetticamente dalla Terra, si avvicinasse sempre più al Sole diminuendo la sua elongazione e non potesse più essere osservata: " Un oggetto molto cospicuo e una parte della coda era visibile al crepuscolo ".
Il 19 giugno la cometa ha superato il sole a una distanza angolare di soli 7°, il che significa che ha quasi attraversato l'eclittica tra il Sole e la Terra . 
Poco dopo divenne un oggetto facilmente osservabile anche per gli osservatori dell'emisfero settentrionale . 
Carl Friedrich Wilhelm Peters lo osservò a Kiel la sera del 22 giugno con una luminosità di +1 mag, e scrisse: " Dopo che la sera e la notte del 21 giugno erano state molto nuvolose qui, ho visto per la prima volta la cometa il 22 in un'aria abbastanza limpida nel luminoso crepuscolo. Aveva la luminosità di una stella di prima magnitudine e un coda ".
Nei giorni seguenti ci furono numerose altre osservazioni, tra le altre. di Friedrich August Theodor Winnecke a Strasburgo , Alphonse Louis Nicolas Borrelly a Marsiglia , e altri in Inghilterra, Germania, Scozia e Ungheria.
Il 22 giugno (WFDenning / Bristol): 
" Il nucleo era situato su una linea tra α e β Aurigae e la coda, ascendente e leggermente ricurva verso sinistra, era stimata essere lunga quasi 10°. Rispetto alla Chioma il nucleo era decisamente più grande e cospicuo, sebbene non del stessa luminosità intrinseca ".

( 24 giugno 1881 - Antonio Abetti / Padova ).

Il 25 giugno (WFDenning / Bristol): 
Cometa  vista splendidamente, il nucleo era ora posto leggermente al di sotto e a destra di δ Aurigae e un po' più debole rispetto al 23 giugno. La coda tuttavia, potrebbe essere tracciata su circa 15 gradi estendendosi da vicino δ Aurigae a L Camelopardi ''.
Il 25 giugno (Antonio Abetti / Padova):
'' La cometa fu osservabile ad un altezza di dieci gradi circa sull'orizzonte, ma ivi il cielo era coperto di vapori, e di nubi, ed inoltre lampeggiava tutta la notte, così che la cometa potè vedersi molto chiaramente, soltanto verso l'alba, Fu adoperato con ingrandimento di circa 100 volte. La stella (Argelander Oeltzen 6166) si trovava sul margine orientale della coda, e può servire ad indicare la direzione di essa per quel tratto compreso tra la stella ed il nucleo. Ad occhio nudo la coda non era lunga meno di 10°, ed era arcuata leggermente verso il polo. Il nucleo alle ore 10 di t.m. era rotondo, tranquillo ed ampio un minuto d'arco, alle ore 14 si era allungato in direzione opposta alla coda, si mostrava molto inquieto e di una grandezza doppia circa. Il suo splendore si crede sia stato come quello di Giove. ma di una luce rossigna chiara molto distinta da quella bianca della coda che si sfumava per tutto il campo del cannocchiale ''.

( 27 giugno 1881 - WFDenning / Bristol ).

Il 28 giugno (Antonio Abetti / Padova):
'' In causa del nuvolo la cometa potè essere riosservata soltanto ieri notte all'alba (27 giugno) così che lo splendore della coda si confondeva con il chiaro dell'aurora ''.

Aurel Krause riferì nel suo diario il 3 luglio 1881, in un viaggio nel Pacifico settentrionale verso il Mare di Bering , della cometa: "la coda puntata quasi esattamente verso la Stella Polare". 
Raggi di diversa luminosità provenienti dal nucleo della cometa sono stati descritti più volte; nel coma sono stati osservati anche un guscio interno ed uno esterno. 
La coda ha raggiunto lunghezze di oltre 20° il 25 giugno, dopodiché la lunghezza osservata della coda è diminuita nuovamente, era ancora di 14° il 27 giugno.
La cometa si è allontanata nuovamente dal Sole e dalla Terra all'inizio di luglio, ma è stata comunque facilmente seguita ad occhio nudo per tutto il mese. 

Nella prima settimana di luglio la luminosità era ancora di +2 mag. Il 16 luglio la cometa ha superato la stella polare (Alfa Ursae Minoris) a una distanza di poco inferiore ai 9° . 
La cometa attirò un'ampia attenzione dopo essere diventata visibile nell'emisfero settentrionale e averla osservata come oggetto circumpolare per tutta la notte da luglio a settembre 1881 .
Alla fine di agosto la coda era scomparsa, ma a metà settembre la cometa poteva ancora essere vista ad occhio nudo per tutta la notte. Alla fine di ottobre la luminosità era scesa a +9 mag. 
L'ultima osservazione della cometa risale al 15 febbraio 1882, quando era appena visibile al telescopio.

( Percorso nel cielo dal 26 giugno al 19 luglio 1881 ).

Effemeridi:
Effemeridi dal 4 al 30 giugno 1881:
Data (0h UT)RADECDRm1
1881-06-0405h09m-25°53'0,510,78+3.8
1881-06-0605h11m-22°57'0,470,76+3.6
1881-06-0805h12m-19°20'0.430,75+3.4
1881-06-1005h14m-14°49'0,390,75+3.1
1881-06-1205h16m-09°12'0,350,74+2.9
1881-06-1405h19m-02°19'0,330,74+2.7
1881-06-1605h22m+05°56'0.300.73+2.6
1881-06-1805h26m+ 15°24'0.290.73+2,5
1881-06-2005h30m+ 25°37'0.280.73+2.4
1881-06-2205h36m+35°49'0.290,74+2,5
1881-06-2405h43m+45°16'0.300,74+2.6
1881-06-2605h52m+53°28'0,320,76+2.8
1881-06-2806h03m+60° 18'0,350,77+3.0
1881-06-3006h17m+65°49'0,390.79+3.2





APPROFONDIMENTO (PDF-English): 
Annales de l'Observatoire royal de Belgique:

Risultati scientifici:
Fu solo verso la fine degli anni 1870 che furono disponibili lastre fotografiche in gelatina secca più sensibili con bromuro d'argento come supporto di registrazione e la brillante cometa del 1881 arrivò proprio al momento giusto per dare a tre astronomi l'opportunità di scattare foto di successo.
Sia l'inglese Andrew Ainslie Common che l'americano Henry Draper ci provarono il 24 giugno 1881 . Le fotografie mostravano la testa della cometa e parti della coda. Il 1 luglio, anche il francese Jules Janssen è riuscito a scattare una foto, ma è stata conservata solo una copia post-elaborata.


La cometa del 1881 non è stata la prima cometa il cui spettro è stato osservato, ma la sua luminosità ha permesso a molti ricercatori di fare un importante passo avanti nella ricerca spettroscopica sulle comete. Russell è riuscito ad osservare lo spettro della cometa già il 6 giugno, quando era ancora nel cielo australe. Il 24 giugno, da Sir William Huggins e poco dopo da Henry Draper, furono ottenuti per la prima volta su lastre fotografiche spettrogrammi del coma e della coda. 
Negli spettri dell'intera coda si potrebbero determinare un continuum (luce solare diffusa) e bande discrete di "idrocarburi" sovrapposte, che hanno origine dai gas cometari.


Parametri orbitali:
I primi dati orbitali per un'orbita parabolica furono determinati da Benjamin Apthorp Gould alla fine di maggio 1881 , ed anche Tebbutt calcolò elementi orbitali per la cometa che scoprì che erano molto simili a quelli della Grande Cometa del 1807 , e si sospettava una connessione tra queste due comete. Tuttavia, è stato successivamente dimostrato che le due comete sono corpi celesti completamente diversi, ma che probabilmente formano un gruppo di comete con altri ancora .



Attualmente, un'orbita ellittica relativamente precisa fu determinata per la cometa da 98 osservazioni in un periodo di 149 giorni , e risulta che è inclinata di circa 63,43° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 354,235°, ed una Longitudine del nodo ascendente di 63,427°. 
Nel punto dell'orbita più vicino al Sole ( perielio ), attraversato dalla cometa il 16 giugno 1881, si trovava a circa 0.7345 UA ovvero 110 milioni di km dal Sole nell'area dell'orbita di Venere . 
Il giorno prima, il 15 giugno, aveva già raggiunto il massimo avvicinamento a Venere a 47,6 milioni di km, mentre il 20 giugno aveva superato la Terra a soli 42,3 milioni di km (0,28 UA ). 
Questa stretta vicinanza alla terra era anche la ragione della sua luminosità osservata.

( Diagramma orbitale e posizione dei pianeti al momento della scoperta - JPL ).

Evoluzioni orbitali:
La cometa si muove in un'orbita ellittica estremamente allungata attorno al sole. Secondo gli elementi orbitali, che sono afflitti da una certa incertezza, la sua orbita prima del suo passaggio nel sistema solare interno nel 1881 aveva un'eccentricità di circa 0,996068 e un semiasse maggiore di circa 186,86 UA, per cui il suo periodo orbitale era circa 2554,32 anni. Il suo ultimo passaggio attraverso il perielio avvenne quindi intorno all'anno -673 (incertezza ± 40 a). 
Tuttavia, a causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti, attualmente la sua eccentricità orbitale è stata ridotta a circa 0,9955 e il suo semiasse maggiore a circa 165 UA, così che il suo periodo orbitale è stato accorciato a circa 2110 anni. Quando intorno all'anno 2930 raggiungerà il punto più lontano dal Sole (Afelio) della sua orbita, sarà a circa 49 miliardi di km dal Sole, oltre 328 volte la Terra e quasi 11 volte Nettuno . 
La sua velocità orbitale nell'afelio è di soli 0,11 km/s. 
Il prossimo perielio della cometa avverrà probabilmente intorno all'anno 3990 (incertezza ± 30 a).

Pioggia di meteore su Venere:
L'orbita della cometa si avvicina all'orbita di Venere entro circa 1,3 milioni di km. 
Le particelle di polvere della cometa che si muovono lungo la sua orbita potrebbero quindi causare regolarmente sciami di meteore su Venere, ogni volta che passa attraverso un certo punto della sua orbita circa ogni 225 giorni. Le meteore penetrano quindi nell'atmosfera del pianeta in maniera circumpolare al polo sud del pianeta.
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LA PRIMA COMETA del 1882
C/1882 F1 (WELLS)

La C/1882 F1 (Wells) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nel 1882 . 
È annoverata da alcuni tra le " Grandi Comete " meno per la sua luminosità nel cielo notturno e più per la sua visibilità telescopica nel cielo diurno .
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di circa 0 mag, e durante la sua apparizione nel cielo diurno, forse di -6 mag.

Scoperta:
La cometa era la mattina del 18 marzo 1882 da Charles S. Wells al Dudley Observatory di Albany (New York), e che l'ha descritta come "piccola e leggera".

Osservazioni:
All'inizio non è cambiata molto nei primi giorni, e Lewis Boss, il direttore dell'Osservatorio Dudley, ha notato che due giorni dopo la scoperta, la cometa sembrava "una grande cometa in miniatura". 
La sua luminosità a questo punto era di circa +8 mag.
La cometa è stata osservata intensamente al telescopio per tutto il mese di aprile mentre la sua distanza dalla Terra e dal Sole diminuiva. Nella seconda metà di maggio, la cometa ha raggiunto la sua distanza minima dalla Terra e poi si è spostata ancora più verso il Sole. 
Verso la fine del mese, la crescente luminosità ha permesso di osservarla per la prima volta ad occhio nudo; la coda aveva raggiunto una lunghezza di quasi 1°.

In seguito la cometa si è spostata verso sud attraverso il cielo dall'inizio di giugno e si stava rapidamente avvicinando al Sole, aumentando la sua luminosità a circa 0 magnitudini, ma non è mai diventata un oggetto così cospicuo nel cielo da attirare l'attenzione generale. 
Ciò era dovuto al fatto che era visibile solo agli osservatori nell'emisfero settentrionale per un breve periodo durante il crepuscolo . 
A quel tempo, tuttavia, diversi astronomi riuscirono a guardare la cometa nel cielo diurno vicino al sole. Ad Albany, poco prima di mezzogiorno del 6 giugno, la cometa poteva essere vista con difficoltà con lo strumento di passaggio . 
Anche Edward Walter Maunder poté osservarla l'8 giugno con un telescopio al Royal Greenwich Observatory , quando offriva un aspetto simile al pianeta Marte , mentre Johann Friedrich Julius Schmidt la vide ad Atene il pomeriggio del 10 giugno quando era ancora a 2,8° dal bordo del Sole.

La sera del 10 giugno intorno alle 23:40 UT , la cometa ha superato il Sole a una distanza angolare di 2,6° per gli osservatori posti sulla Terra e circa un'ora dopo ha superato il punto della sua orbita più vicino al Sole. Si spostò poi ad est nel cielo e divenne finalmente visibile agli osservatori dell'emisfero australe , dove fu vista dal 14 giugno da William Henry Finlay al Royal Observatory al Capo di Buona Speranza e dal 15 giugno da John Tebbutt a Windsor (New South Galles) in Australia . 
In quel momento la luminosità era scesa a +2 mag e la sua coda era ancora lunga circa 2°.
Il 17 giugno è stata segnalata una lunga coda crepuscolare che si estendeva fino a 40-45 gradi dalla posizione della testa della cometa. 
Tuttavia, questo sembra essere stato un fenomeno di breve durata. All'inizio di luglio, mentre si trovava nei Gemelli, la luminosità era scesa a +6 mag e la cometa non poteva più essere osservata ad occhio nudo. 
L'ultimo avvistamento avvenne il 16 agosto 1882.

Valutazioni scientifiche:
C/1882 F1 è stata la prima cometa in cui è stato possibile rilevare la presenza di sodio mediante esami spettroscopici . 
Per tutte le comete studiate fino a quel momento, oltre alla luce solare riflessa o diffusa , è stato possibile rilevare nello spettro solo righe caratteristiche di composti di idrocarburi. 
Tuttavia, queste comete non erano molto vicine al Sole. 
La cometa Wells si è avvicinata al Sole a meno di 10 milioni di km, il che a quanto pare ha causato un nuovo effetto nella sua luce emessa. 
Nella prima metà di aprile lo spettro della cometa era ancora “normale”, ma man mano che il sole si avvicinava, le bande di idrocarburi si attenuavano completamente e lo spettro della luce della cometa assomigliava al continuum di una stella. 
Questo comportamento insolito è stato osservato da vicino. 
A fine maggio è stata rivelata per la prima volta la linea gialla D del sodio nello spettro, ed è diventata così forte all'inizio di giugno da superare tutte le altre emissioni e la luce della cometa è diventata praticamente monocromatica. Sir William Huggins è riuscito a documentare l'insolito spettro della cometa in una fotografia di un'ora e mezza .

Parametri orbitali:
Un'orbita ellittica molto precisa, con un'eccentricità di 0,9999928686793 è stata determinata per la cometa da 28 osservazioni in un periodo di 112 giorni , e risulta che è inclinata di 73,79692477335° rispetto all'eclittica, con un Argomento del perielio di 208,98462714415° ed una Longitudine del nodo ascendente di 206,5893999319°
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), attraversato dalla cometa l'11 giugno 1882, si trovava a soli 12 raggi solari sopra la sua superficie a una distanza di 9,1 milioni di km dal sole . 
Già il 21 maggio aveva raggiunto il suo massimo avvicinamento alla Terra a una distanza di circa 0,89 AU / 133,2 milioni di km, mentre il 18 giugno aveva raggiunto un secondo avvicinamento a circa 0,95 AU / 141,7 milioni di km. 
Il 5 luglio la cometa è passata a una distanza di soli 40,5 milioni di km da Venere e il 14 agosto ha passato anche Marte a una breve distanza di 45,6 milioni di km.

( Diagramma orbitale al momento del perielio - JPL ).

Prima di avvicinarsi al sistema solare interno nel 1882, la cometa si muoveva ancora su un'orbita ellittica estremamente allungata con un'eccentricità orbitale vicina a 1 e un semiasse maggiore di circa 8520 UA, per cui il suo periodo orbitale era di circa 786.528 anni. 
Potrebbe essere stata una cometa "dinamicamente nuova" proveniente dalla nube di Oort, oppure si era avvicinata al Sole solo poche volte. 
A causa dell'attrazione gravitazionale dei pianeti, l'eccentricità attualmente è stata leggermente ridotta a circa 0,99995 e il semiasse maggiore dell'orbita si è ridotto a circa 1280 UA, così che il periodo orbitale della cometa si è ridotto a circa 45.000 anni.
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LA COMETA DELL'ECLISSE del 1882
X/1882 K1 (TEWFIK)

La X/1882 K1 (Tewfik) è una cometa osservata ad occhio nudo, nella zona dell'Alto Egitto durante l'eclissi di sole del 17 maggio 1882.

Osservazioni:
Gli astronomi si radunarono nella regione dell'Alto Egitto intorno alla metà di maggio 1882 quando si prevedeva che il 17 si sarebbe verificata un'eclissi totale di sole. Verso la metà della totalità, è stata osservata una striscia luminosa vicino al Sole.
M. Trépied notò per primo la cometa alla destra del Sole con un angolo zenitale di quasi 90°. 
L'ha definita: "in evidente discordanza con il resto della corona". 
Ha detto che l'idea che questo oggetto fosse una cometa non gli è passata per la mente fino a quando non ha visto la prima delle fotografie del dottor Arthur Schuster quasi un'ora dopo l'eclissi. 
Disse: "La luminosità della cometa sembrava essere dello stesso ordine di quella delle parti esterne della corona".
Le fotografie scattate da Schuster hanno mostrato che la "striscia" era una cometa. Schuster e il capitano W. de W. Abney (entrambi membri di una squadra inglese) dissero: "Il nucleo è estremamente ben definito e nettamente definito, la coda è alquanto curva; non puntava verso il centro del sole, ma in una direzione quasi tangenziale all'astro. L'estensione della coda era di circa due terzi del diametro solare". La fotografia di Schuster mostrava il nucleo della cometa situato a poco più di un diametro solare dal lembo del Sole (1,4 milioni di km).
Schuster e Abney hanno studiato numerose fotografie di questa cometa e hanno notato "un leggero ma progressivo cambiamento nella posizione della cometa". 
Poiché la cometa è stata misurata rispetto al lembo della luna, hanno suggerito che questo movimento fosse dovuto al movimento della luna; tuttavia, anche dopo averlo preso in considerazione, rimaneva ancora un cambiamento nella distanza della cometa dal centro della luna che secondo loro era "probabilmente dovuto in parte al moto proprio della cometa, che in quel caso doveva essersi allontanato dal Sole durante l'eclissi".
I vari gruppi presenti all'eclissi si sono incontrati dopo la stessa ed hanno concordato congiuntamente di chiamare la cometa "Tewfik...in riconoscimento della generosa ospitalità del Khedive".

Questa immagine è stata pubblicata nelle Philosophical Transactions of the Royal Society of London, volume 175 del 1884. È un disegno dell'eclissi realizzato da Baillie, che mostra chiaramente la cometa alla destra del Sole ).

Orbita:
Le indagini iniziali ipotizzarono erroneamente che questa cometa fosse probabilmente la cometa Wells che era stata ben osservata durante i due mesi precedenti; tuttavia, i calcoli hanno mostrato che la Wells non sarebbe stata nella posizione corretta e sarebbe stata molto più debole. 
Successivamente sono stati fatti suggerimenti per suggerire che questa fosse un membro della famiglia delle comete che sfiora il Sole. 
Durante il 1967, Brian G. Marsden indagò sui membri della famiglia delle Sungrazer. 
Per questa cometa disse: "La coda era curva come ci si aspetterebbe da una cometa molto vicina al sole e che si avvicina rapidamente al perielio". 
Inizialmente si riteneva che la probabile data del perielio, basata sul presupposto che la cometa fosse una Sungrazer, era il 17,50 maggio del 1882, ma durante il 1989, Marsden aggiornò le sue ricerche sulla famiglia di queste comete, correggendo la possibile data del perielio al 17.46 maggio.
Il resto dei parametri orbitali resta non determinabile.
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LA GRANDE COMETA
di SETTEMBRE del 1882

Introduzione:
La C/1882 R1 (Grande cometa di settembre) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo e durante il giorno nel 1882 . Probabilmente era una delle comete più luminose che siano mai state osservate ed è annoverata tra le " Grandi Comete " per la sua straordinaria luminosità .
La cometa dopo il passaggio al perielio si è divisa in 4 frammenti principali, denominati C/1882 R1-A, C/1882 R1-B, C/1882 R1-C, C/1882 R1-D in ordine ai loro periodi di rivoluzione, il frammento A ritornerà intorno al 2551, mentre D ripasserà nel 2834.

Scoperta:
Le prime osservazioni non sono resoconti di prima mano. 
 - JG Galle (1894) scrisse che la cometa fu vista il 1 settembre 1882 nel Golfo di Guinea e al Capo di Buona Speranza. I tempi probabili nel Tempo Universale (UT) sarebbero l'1,2 settembre per entrambe le osservazioni. 
 - WT Lynn (1903) riferì che la prima osservazione fu fatta ad Auckland, in Nuova Zelanda, il 3 settembre 1882. L'ora probabile in UT era il 2 settembre. 
 - BA Gould (Cordoba) riferì nel numero del 5 gennaio 1883 dell'Astronomische Nachrichten di essere stato informato della cometa il 6 settembre e che l'informatore l'aveva vista nel cielo mattutino il 5 settembre. L'ora probabile in UT era il 5 settembre. Gould ha aggiunto: '' L'informatore ha affermato che la cometa era brillante come Venere con una coda brillante ".
 - Il primo astronomo ad osservare la cometa fu WH Finlay (Capo di Buona Speranza, Sud Africa) l'8 settembre 16, che fu anch'essa una scoperta indipendente. Stava tornando a casa dall'Osservatorio Reale dopo aver osservato un'occultazione di 5 Cancri da parte della luna. Ha detto che la cometa era un oggetto cospicuo con una grande testa, un nucleo di magnitudine 3 e una coda lunga circa un grado. Tornò all'osservatorio per fare osservazioni prima dell'alba. David Gill dello stesso osservatorio ha inviato un avviso all'Astronomo Reale. 

Ulteriori scoperte indipendenti sono state fatte da J. Tebbutt (Windsor, New South Wales) l'8 settembre, Joseph Reed (a bordo della HMS Triumph, appena a sud delle isole di Capo Verde) il 10 settembre e L. Cruls (Rio de Janeiro) il 12 settembre. Tebbutt disse che il nucleo era "grande e brillante", mentre la coda era lunga da 3° a 4° circa. Cruls disse che la cometa era visibile ad occhio nudo e ipotizzò che fosse probabilmente la cometa prevista Pons del 1812.

Sir David Gill , Sud Africa - 7 novembre 1882 ).

Osservazioni:
La cometa si stava dirigendo verso il perielio quando è stata scoperta e si è spostata costantemente verso il sole e il crepuscolo mattutino nei giorni seguenti; tuttavia, invece di perdersi nel cielo dell'alba, la cometa continuò a essere seguita. 
Reed ha detto che l'equipaggio della sua nave ha visto la cometa il 12 e il 13 settembre. 
Ha notato che: 
La cometa era visibile solo pochi minuti prima dell'alba; il crepuscolo mi ha impedito di determinare la lunghezza della coda, ma sembrava estendersi attraverso un arco di due o due gradi e mezzo. L'intera chioma è molto brillante, il nucleo circondato da un anello ancora più luminoso; la coda non era curva ".
Il 13 settembre, LA Eddie (Grahamstown, Sud Africa) ha visto la cometa poco dopo che si era alzata sopra l'orizzonte. Disse che nel forte crepuscolo appariva "come una striscia brillante ma stretta di luce rossastra, terminando in un nucleo molto luminoso, uguale a Giove in brillantezza e dimensioni apparenti." 
Aggiunse che la coda era diritta e lunga circa 12°. 
Il 15 settembre, Eddie disse che il nucleo brillava di una luce uguale a quella di Giove. 
Il 16 settembre, Eddie ha detto che il suo telescopio da 9,5 pollici ha rivelato che: 
"il nucleo appariva meno nettamente definito sul suo confine precedente e l'ampiezza del coma era maggiore sul lato settentrionale che su quello meridionale. La coda sembrava estendersi per una breve distanza dietro la cometa, ed era più scura al centro, come se fosse stata spaccata." 
Gould ha detto che la cometa era visibile nel cercatore per tutto il giorno. Eddie ha detto che il nucleo brillava di una luce uguale a quella di Giove. 

Ciò include una serie di disegni della cometa di F. Schwab durante il settembre e l'ottobre del 1882. I disegni mostrano lo sviluppo della regione nebulosa molto debole che circondava la cometa ed era generalmente visibile solo sotto cieli molto scuri e molto trasparenti. Questa immagine è apparsa tra le pagine 8 e 9 del numero del 10 marzo 1883 dell'Astronomische Nachrichten ).

L'aumento di luminosità della cometa è stato così grande che è diventata facilmente visibile in pieno giorno per più di due giorni. 
Il 16,98 settembre, Tebbutt vide la cometa a circa 4° a ovest del sole "e si muoveva velocemente verso quel luminare. La testa e la coda per circa un terzo di grado erano ben visibili". 
Il 17,17 settembre, Eddie vide la cometa sorgere circa 14 minuti prima del sole e disse che era ulteriormente aumentata di dimensioni e luminosità. La coda è stata quindi notata come lunga circa 8'. Ha detto che la cometa è rimasta visibile per tutto il giorno e ha continuato a mostrare una lunghezza complessiva di circa 1°. Notò: "Era così evidente a occhio nudo, che bastava guardare nella direzione del Sole quando poteva essere visto immediatamente senza alcuna ricerca". Lo guardò anche con il suo telescopio da 9,5 pollici e disse: " Il nucleo appariva come un globo solido con una luce bianca che superava quella di Venere se osservata di giorno. Anche il coma e la coda per una breve distanza dietro la testa erano molto brillanti. Non c'era che un piccolo coma prima del nucleo, cosicché il nucleo sembrava situato quasi all'estremità della coda. La chioma era delimitata ai margini da un flusso di luce più denso di quello che componeva la sua porzione interna, e il lato settentrionale era più stretto e più luminoso del sud, ma il sud si estendeva più dietro il nucleo rispetto al nord." 
JP y Ferrer disse che gli abitanti di Reus, in Spagna, furono stupiti dall'apparizione di questa cometa il 17,34 settembre. Notò che la cometa si trovava a 1,5° a ovest del sole ed era così brillante che poteva essere vista attraverso nuvole leggere. Eddie ha anche notato che la cometa ha continuato ad avvicinarsi al sole per tutto il giorno, quindi entro il 17 settembre 51 c'era qualche difficoltà nell'essere in grado di individuarla. A causa dell'avvicinarsi delle nuvole, Eddie ha visto per l'ultima volta la cometa il 17,61 settembre, quando il suo rifrattore da 3 pollici (50 ´) l'ha rivelata a circa 14' dal bordo del sole. 
Il 17 settembre, AA Common (Ealing, Inghilterra) scoprì indipendentemente la cometa con un elioscopio da 6 pollici durante una ricerca di routine di comete vicino al sole, che iniziò poco dopo l'annuncio della cometa dell'eclissi del 17 maggio 1882. Ha detto che il il nucleo era "grande, luminoso e abbastanza rotondo, con un diametro di circa 45" .... La coda era allora molto brillante.
Il 17,62 settembre, Gould disse che la cometa era facilmente trovabile in pieno giorno, sebbene un "ombra- vetro" doveva essere usato a causa della cometa' s vicinanza al sole. Il 17 settembre 64, Gould disse che la cometa e il sole erano nello stesso campo visivo. 
Finlay ed Elkin dissero che la cometa era visibile tutto il giorno al Capo di Buona Speranza e fecero un gran numero di misurazioni usando il grande teodolite indiano. Finlay ha iniziato a osservare la cometa nel pomeriggio utilizzando un equatoriale da 6 pollici (110x) dotato di un cuneo di tinta neutra e ha notato che la cometa si avvicinava rapidamente al lembo del sole. 
Due misurazioni con il micrometro hanno rivelato che il disco della cometa aveva un diametro di 4". Sia la cometa che il lembo del sole erano nello stesso campo visivo il 17,6430 settembre. Finlay ha commentato: "La luce argentea della cometa presentava un sorprendente contrasto con il rosso- giallo del Sole; la coda poteva essere rintracciata solo a una distanza molto breve ora." disse Elkin " In realtà l'ho osservata scomparire tra le ondulazioni del lembo del Sole" .
Il 17,6506 settembre. Finlay alla fine perse di vista la cometa circa 8,5 secondi dopo "quando il lembo del Sole stava ribollendo tutt'intorno. Ho immaginato di averlo intravisto 3 secondi dopo, ma non ne ero sicuro. Ho quindi esaminato il disco del Sole con molta attenzione, ma non sono riuscito a vedere la minima traccia della cometa.
Gould ha cercato di trovare la cometa il 17,68 settembre, ma non ci è riuscito, poiché in quel momento stava transitando sul Sole. Ha osservato:
"anche se ho esaminato attentamente [il sole] e specialmente il ramo precedente mentre attraversava il campo del cerchio meridiano, non si poteva vedere alcun segno della cometa, né si poteva trovare durante il pomeriggio ".

Quando la cometa si avvicinò al perielio, iniziò a transitare verso il sole il 17,65 settembre. 
Il transito è terminato il 17,69 settembre, dopo 1 h e 17 minuti. La cometa ha superato il perielio il 17,72 settembre, e il 17,74 settembre ha raggiunto un'elongazione solare di 27' e quindi ha iniziato a dirigersi verso l'occultazione da parte del Sole. 
L'occultazione è iniziata il 17,79 settembre e si è conclusa il 17,87 settembre, dopo 1 h e 58 minuti.

La prima metà di ottobre è stata un momento interessante per la cometa, poiché i telescopi hanno iniziato a rivelare cose che accadono sia all'interno che all'esterno del coma. 
Le stime della magnitudine totale non erano abbondanti, ma indicavano che la cometa stava svanendo, nonostante fosse finalmente visibile nei cieli bui. 
Il 1/10 Barker ha stimato che la magnitudine fosse di circa 0,5, mentre EE Markwick (Pietermaritzburg, Sud Africa) notò che era uguale a una stella di 1a magnitudine. 
Il 6/10 L. Weinek (Gohlis-Lipsia) ha stimato che si avvicinasse alla magnitudo +1.8. 
La maggior parte degli osservatori ha riferito che la cometa era di un distinto colore bianco all'inizio di questo periodo, mentre Barnard ha riportato una "tonalità perlata" il 15. 
La lunghezza della coda è rimasta notevolmente costante tra 15° e 20° per tutto il tempo ed è rimasta piuttosto stretta.

Questo disegno è stato realizzato da JFJ Schmidt nell'ottobre del 1882. Mostra la cometa luminosa piuttosto stretta con un nucleo simile a una stella e la nube nebulosa più debole che si estende principalmente a est ea nord della cometa. Il nord è in alto e l'ovest a sinistra. Questa immagine è apparsa alle pagine 89-90 del numero del 20 dicembre 1882 delle Astronomische Nachrichten ).

Il nucleo ha iniziato a subire dei cambiamenti verso la fine di settembre. 
Barnard osservò la cometa con un rifrattore Byrne da 5 pollici (78x) il 27 e notò che il nucleo era allungato nella direzione della coda. 
Entro il 30, anche OC Wendell (Harvard College Observatory), Ricco e Tebbutt notarono l'allungamento del nucleo. 
Un cambiamento notevole si è verificato il 2 ottobre, quando Pritchett ha affermato che la forma del nucleo era diventata a forma di uovo, con "l'estremità più larga verso il sole". 
Il 3/10 F. Terby (Lovanio) ed Eddie hanno riportato indipendentemente due nuclei, con Eddie che usava un riflettore da 9,5 pollici e notava che erano distintamente ellissoidali. 
Il 4/10 Eddie scrisse: "Il nucleo precedente era più grande e più luminoso dell'altro, e nella forma assomigliavano a due chicchi di riso posti uno contro l'altro". 
Il 5/10 sia Barnard che Wilson riportarono indipendentemente la presenza di tre nuclei. 
Wilson stava osservando con un equatoriale di 11 pollici e ha detto che i nuclei erano "in fila, quasi paralleli al lato destro (nord) della coda". 
Nei giorni successivi osservatori con piccoli telescopi continuarono a segnalare un nucleo molto allungato, mentre telescopi grandi ne videro due o tre nuclei. 
Il 6/10 Pritchett ha affermato che il nucleo presentava tre centri di luce "situati in linea retta, che si estendevano parallelamente all'asse della coda". 
Ha aggiunto che "sembravano galleggiare in una nuvola di polvere gialla". Krueger ha detto che i due nuclei più luminosi erano separati di 13" 
l'8/10 Finlay ha indicato che erano distanti 22". 
L'11/10 Eddie ha detto che i nuclei "si sono notevolmente alterati nella forma da quando ho rilevato per la prima volta la divisione, e si sono anche in qualche modo notevolmente aperti. Il nucleo precedente è ora molto più piccolo e condensato in un punto stellare molto luminoso, dal quale sembrano emanare correnti a spirale. L'ultimo nucleo si è molto allungato, ed ora possiede per così dire due centri di condensazione, e sembra avvicinarsi rapidamente ad un'ulteriore divisione. 
Questo nucleo allungato ricorda un manubrio con la sfera verso la coda più ovale dell'altra." 
Il 15/10 Eddie ottenne un'altra interessante osservazione della regione nucleare. Con il suo riflettore da 9,5 pollici notò un nucleo completamente distinto che "assomigliava ai colori della luce elettrica" ​​e altri due nuclei all'interno di una "barra di luce." Quando aumentò l'ingrandimento a 100x le condensazioni all'interno della barra di luce "sembravano di nuovo raddoppiate.

Questo disegno è stato realizzato da EE Barnard il 16 ottobre 1882. Mostra la regione intorno alla testa della cometa, inclusa la coda verso il sole. Barnard ha detto che la coda verso il sole era larga circa 1° in una sezione trasversale attraverso la testa e mostrava lati paralleli l'uno all'altro. Il nord è in alto. Questa immagine è apparsa a pagina 269 del numero del 5 febbraio 1883 dell'Astronomische Nachrichten ).

Durante tutto il mese di ottobre un fenomeno molto insolito si è presentato a tutti gli osservatori che o hanno esaminato l'area intorno alla testa della cometa con un telescopio, o hanno avuto la fortuna di vedere la cometa sotto cieli estremamente scuri. 
Markwick riferì il 5 ottobre che quando guardò la cometa con un rifrattore di 7 cm, notò: 
"A sud, prima della testa della cometa, in questo momento sono stati visti, a circa 1,5° di distanza, due fili o pezzi di luce dall'aspetto nebuloso. Non posso dire se avessero qualcosa a che fare con la cometa; ma non riesco a rintracciare nessuna nebulosa in questa posizione, e inoltre non sono stato in grado da allora di recuperarli." 
Ignaro dell'osservazione di Markwick, JFJ Schmidt (Atene) ha visto un oggetto a circa 4° a sud-ovest della cometa l'8 ottobre e lo ha effettivamente segnalato come una nuova cometa nel numero del 12 ottobre 1882 dell'Astronomische Nachrichten. Schmidt ha riportato ulteriori posizioni per l'oggetto il 10 e l'11 ottobre, che hanno permesso a H. Oppenheim e K. Zelbr di calcolare in modo indipendente orbite paraboliche con date al perielio rispettivamente del 24,90 e del 25 novembre. 
I restanti elementi orbitali erano in qualche modo simili a quelli della grande cometa, inclusa la piccolissima distanza del perielio; tuttavia, sebbene Oppenheim abbia prodotto un'effemeridi per l'oggetto, non sono state fatte ulteriori osservazioni. 
È interessante notare che anche E. Hartwig (Strasburgo) ha visto l'oggetto il 10 ottobre. 
Ha notato una grande nebulosa a sud-ovest della cometa luminosa, "che sembrava una cometa con un nucleo luminoso e una coda a forma di ventaglio". 
Non vide più l'oggetto il 13 ottobre. 
Barnard contribuì con osservazioni all'insolito fenomeno il 14. Fece scorrere il rifrattore Byrne da 5 pollici intorno alla cometa e verso sud vide "una grande massa cometaria distinta, completamente di 15' di diametro. 
Un oggetto simile ma meno luminoso è stato visto vicino a questo, i cui bordi toccavano apparentemente una doppia cometa, e sul lato opposto del primo oggetto c'era una terza massa più debole, le tre quasi in linea, est e ovest. 
Spostò il telescopio verso sud-est e notò molti altri oggetti, "uno di forma molto allungata". Disse: "C'erano, almeno, sei o otto di quegli oggetti uno vicino all'altro entro circa 6° a sud a ovest della testa della grande cometa". 
Ha aggiunto che ogni oggetto aveva l'aspetto di "distinte comete telescopiche con centri leggermente più luminosi". Barnard fu così colpito dall'osservazione che fece uscire sua moglie e confermare che erano lì. È interessante notare che alcuni altri astronomi hanno riferito e persino disegnato una luce estremamente debole che sembrava quasi circondare questa cometa da metà settembre, che è diventata più estesa durante il periodo dal 6 al 17 ottobre, e alla fine è scomparsa alla vista all'inizio di novembre. 
La prima osservazione sembra provenire da Grover, un osservatore della spedizione britannica in viaggio verso Brisbane per osservare il transito di Venere di dicembre. Grover vide la cometa la mattina del 14 settembre dal ponte del piroscafo e scrisse: 
"La Cometa sembra racchiusa in un ampio e debole involucro, che, singolare a dirsi, non riprende la figura ricurva della Coda, ma mostra un profilo diritto, e sporge davanti su entrambi i lati del nucleo''.
Gli astronomi hanno riferito che questa caratteristica era notevolmente sbiadita entro il 20 ed era scomparsa entro il 27. 
Nessun fenomeno simile di questa natura sembra essere mai stato segnalato per nessuna cometa, ma è quasi certo che le "comete" riportate da Schmidt, Hartwig e Barnard fossero probabilmente condensazioni all'interno di questo involucro, che potrebbero rappresentare parte della polvere rilasciata durante il precedente passaggio al perielio della cometa quasi 8 secoli prima o potrebbe essere la polvere rilasciata da altri membri della vasta famiglia di comete radenti al sole di cui questa cometa fa parte.

Questo disegno è stato realizzato dal signor Grover alla fine di settembre del 1882. Grover era un membro della spedizione britannica a Brisbane per osservare il transito di Venere. Grover osservò: "... la cosa più singolare è che la cometa, vista ad occhio nudo, è solo il nucleo o nocciolo, per così dire, di una forma cometica più grande vista nel vetro. La cometa sembra racchiusa in un ampio e tenue involucro, che, singolare a dirsi, non prende la figura ricurva della Coda, ma mostra un profilo rettilineo, e si proietta in avanti ai due lati del nucleo, terminando in due punti A e B. Il settore racchiuso tra questi due punti sembra piuttosto nero..." Il nord è in alto e l'ovest a sinistra. Questa immagine è apparsa alle pagine 59-60 del numero del 12 dicembre 1882 delle Astronomische Nachrichten ).

La cometa rimase visibile ad occhio nudo fino al febbraio del 1883. 
La coda era ancora lunga dai 4° ai 6° fino alla metà di febbraio. 
Successivamente, la luce della luna ha interferito con le osservazioni ea marzo non si è più vista traccia della coda. 
La cometa è stata rilevata l'ultima volta il 1 giugno 1883, quando Thome ha affermato di poter vedere solo "un biancore eccessivamente debole". 
Gould commentò: "La cometa è stata finalmente persa alla vista, non tanto per mancanza di luminosità intrinseca, quanto in conseguenza della sua bassezza a ovest al calar della notte".

Dati fisici:
Per le dimensioni originarie della cometa C / 1882 R1, Sekanina ha stimato un diametro di ~50 km nel 2002 dai confronti con la luminosità di altre comete, mentre un lavoro più recente di Matthew M. Knight et al. , fornisce un diametro di ~30 km e una massa di 42 × 10E15 kg.

Orbita:
Numerosi astronomi hanno calcolato elementi orbitali più o meno precisi per la cometa. 
Nel 1891 Heinrich Kreutz fu finalmente in grado di calcolare le orbite per i quattro frammenti più luminosi A – D della cometa, che risultarono in orbite comprese tra 772 e 995 anni. 
Nel 1919 Leon Hufnagel calcolò elementi orbitali ancora migliori per il frammento B più luminoso e apparentemente più grande da 1500 dati di osservazione per un periodo di 260 giorni. Egli tenne conto anche degli effetti relativistici nei suoi calcoli e volle trarre un'ulteriore prova della correttezza dell'allora nuova teoria della relatività generale di Albert Einstein , cosa che non riuscì a fare.


Le seguenti informazioni si basano sugli elementi orbitali per il centro di massa della cometa, che sono stati assunti da Sekanina e Chodas nel 2002 sulla base di considerazioni teoriche sull'orbita prima e dopo il decadimento del nucleo della cometa e utilizzando metodi matematici moderni, tenendo conto di tutti i pianeti disturbi ed effetti relativistici. 
Secondo questo studio, la cometa descriveva un'orbita ellittica estremamente allungata prima del suo decadimento , che era inclinata di circa 142° rispetto all'eclittica . La cometa quindi correva nella direzione opposta (retrograda) come i pianeti attraverso la sua orbita. 
Il valore per il semiasse maggiore era 86,4 AU e l'eccentricità 0,999910. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole ( perielio ), che la cometa ha passato il 17 settembre 1882, si trovava a soli ⅔ di raggio solare sopra la sua superficie a circa 1,16 milioni di km dal sole . 
Solo 75 minuti prima si era avvicinato a Venere entro 107,6 milioni di km , mentre circa 15 ore prima era arrivato nel punto più vicino alla Terra a 0,98 AU / 146,2 milioni di km.

Il suo periodo orbitale fino al suo ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno sarebbe stato di circa 780 anni. Per i quattro frammenti più grandi A – D, in cui la cometa si è disintegrata poco dopo il suo passaggio al perielio, Sekanina e Chodas sono stati in grado di calcolare elementi orbitali per ognuno di essi.

Parametri orbitali:
Dati forniti dal sito del JPL.
C/1882 R1-A :
tipo di orbitalungo periodo
Eccentricità0.999899
Perielio0.007750 UA
Afelio153,4576 UA
Semiasse maggiore76,7327 UA
Periodo orbitale669,00 anni
Inclinazione dell'orbita
Argomento del perielio
longitudine del nodo
ascendente
142,0112°
69,5843°
347,6563°

Ultimo Perielio17 settembre 1882
C/1882 R1-B :
tipo di orbitalungo periodo
Eccentricità0.999906997
Perielio0.00775263 UA
Afelio166,7117 UA
Semiasse maggiore83,35973 UA
Periodo orbitale761,10 anni
Inclinazione dell'orbita
Argomento del perielio
Longitudine del nodo
ascendente
142,02069°
69,609134°
347,685855°

Ultimo Perielio17 settembre 1882
C/1882 R1-C :
tipo di orbitalungo periodo
Eccentricità0.999915
Perielio0.007751 UA
Afelio182,3687 UA
Semiasse maggiore91,1882 UA
Periodo orbitale874,00 anni
Inclinazione dell'orbita
Argomento del perielio
Longitudine del nodo
Ascendente
142,0105°
69,5840°
347,6545°

Ultimo Perielio17 settembre 1882
C/1882 R1-D :
tipo di orbitalungo periodo
Eccentricità0.999920
Perielio0.007749 UA
Afelio193,7172 UA
Semiasse maggiore96,86250 UA
Periodo orbitale952,00 anni
Inclinazione dell'orbita
Argomento del perielio
Longitudine del nodo
ascendente
142,0093°
69,5808°
347,6510°

Ultimo Perielio17 settembre 1882
Diagramma dell'orbita - JPL ).
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LA GRANDE COMETA THOME
del 1887

La C / 1887 B1 (THOME) era una cometa che poteva essere vista ad occhio nudo nell'emisfero australe nel 1887. Per la sua straordinaria luminosità è annoverata tra le " Grandi Comete ".
La cometa si è completamente dissolta durante questo evento.

Scoperta:
John Macon Thome scoprì questa cometa nel cielo serale del 18 gennaio 1887 (ora locale) a Córdoba (Argentina) , la descrisse come "così debole e illusoria al crepuscolo" che difficilmente poteva immaginarla. 
In seguito è emerso che forse la cometa era stata vista anche da un agricoltore e da un pescatore vicino a Blauwberg in Sud Africa circa 6 ore prima . 
Il giorno dopo è stata vista a Grahamstown e Fraserburg .

(in foto a lato John Macon Thome).

Osservazioni:
La cometa è stata osservata da molti osservatori dell'emisfero australe fino alla fine di gennaio. 
Thome descrisse il fenomeno come "precisamente simile alla cometa del 1880". 
Il 22 gennaio, la coda della cometa è apparsa come una banda di luce chiara e diritta, lunga da 30° a 35° , ma non è stato possibile trovare la testa della cometa all'inizio della coda. 
Anche nei giorni successivi, quando la lunghezza della coda si sviluppò fino a 40°, non fu possibile osservare alcun nucleo nonostante un'attenta ricerca . 
La testa della cometa è appena apparsa come una "massa nebbiosa molto diffusa" separata dalla coda da uno spazio vuoto.
Il 28 gennaio la coda era ancora lunga 20°, ma sbiadì rapidamente, tanto che fu vista per l'ultima volta da John Tebbutt a Windsor (Nuovo Galles del Sud) il 30 gennaio.
La cometa ha raggiunto una luminosità massima di +2 mag.


Parametri orbitali:
Per la cometa, inizialmente si potevano determinare solo orbite molto diverse, il che era dovuto alla difficoltà che non si potevano ricavare posizioni precise per il nucleo della cometa che non era stato osservato. 
Dalle descrizioni esistenti dell'orientamento della coda, Sekanina e Chodas sono riusciti nel 2004 a determinare un'orbita parabolica da 15 dati di osservazione in 9 giorni . 

Le seguenti informazioni si basano sugli elementi orbitali successivamente migliorati per la cometa, che sono stati assunti da Sekanina & Chodas sulla base di considerazioni teoriche e utilizzando metodi matematici moderni, tenendo conto di tutti i disturbi planetari e degli effetti relativistici. 
Quindi la cometa descriveva un'orbita ellittica estremamente allungata ed era inclinata di circa 144° rispetto all'eclittica . 
La cometa quindi correva nella direzione opposta (retrograda) come i pianeti attraverso la sua orbita. 
Il valore per il semiasse-maggiore era di 91,7 UA e l'eccentricità 0,999947. 
Nel punto dell'orbita più vicino al sole (perielio), che la cometa ha attraversato l'11 gennaio 1887, a una distanza di circa 0,723 milioni di km dal Sole, era solo a circa 26.000 km o poco meno del 4% di un raggio solare sopra la sua superficie. 
Entro il 22 dicembre 1886, si era già avvicinato alla terra entro 0,57 UA / 85,7 milioni di km. 
Circa 44 minuti prima del suo perielio, ha passato Venere a una distanza di 108,1 milioni di km. 
Il nucleo della cometa si è dissolto poco dopo il suo passaggio estremamente ravvicinato alla superficie del Sole, poiché solo la sua coda senza testa è stata osservata dopo che la cometa ha superato il Sole .
C/1887 B1 (THOME)
Proprietà del l'orbita
Periodo:  29 gennaio 1887 ( JD 2.410.300,5)
tipo di orbitaQuasi parabolica
Eccentricità0.999947
Perielio0,00483 UA
Inclinazione dell'orbita
Argomento del perielio
Longitudine del nodo
ascendente
144,4°
83,513°
4,585°

Perielio11 gennaio 1887
Velocità orbitale
al perielio
606 km/s
Secondo gli studi più recenti, questa cometa insieme a C/1880 C1 era probabilmente un frammento secondario della cometa X/1106 C1 radente al sole , dopo di che il suo periodo orbitale fino al suo ultimo passaggio attraverso il sistema solare interno sarebbe stato di circa 780 anni.

( Diagramma orbitale - JPL ).
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A cura di Giovanni Donati.


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