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venerdì 13 aprile 2018

CAPANNORI, (FDI), CHIEDE A MENESINI UN CONSIGLIO STRAORDINARIO ED APERTO SU ASILO DI LAMMARI


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A due anni esatti dal sequestro dell'asilo di Lammari, Paolo Ricci membro del direttivo comunale di Capannori di Fratelli d'Italia precisa: "Oggi, 13/04/2018, ricorre l'anniversario del sequestro da parte della Procura della Repubblica dell'asilo nido di Lammari: sono passati esattamente due anni".

L'esponente FdI prosegue: "L'asilo fu inaugurato in grande stile dal sindaco Menesini nel 2014 prima delle elezioni e presentato come fiore all'occhiello dell'edilizia scolastica 'bio'. Nel giro di due anni però emersero problemi strutturali, il nido venne addirittura sequestrato, dissequestrato e oggi pare che l'amministrazione lo abbia persino dimenticato".

"Oggi – sottolinea Ricci – siamo a chiederci che fine abbia fatto l'entusiasmo del primo cittadino per questa struttura, costruita con 1,3 milioni di soldi pubblici, e che sarebbe dovuta servire alla collettività e ai bambini della frazione".

"I cittadini  meritano risposte da Menesini – chiude il rappresentante di Fratelli d'Italia – Cosa è stato fatto sino ad ora e cosa sarà fatto in futuro con l'asilo di Lammari? Sono due anni che sulla questione è calato il silenzio assoluto.
Vorremmo suggerire al Sindaco di convocare anche per l'asilo nido ''Cosimo Isola'' un consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza affinché si discuta del passato, del presente e del futuro di questa struttura".

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giovedì 11 gennaio 2018

LUNIGIANA: Sequestro Cava Vittoria, Lega Nord e Vinchesi chiedono spiegazioni

 
Sequestro Cava Vittoria, Lega e Vinchesi chiedono spiegazioni
La vicenda del sequestro della Cava Vittoria, sul Monte Sagro, da parte della magistratura, ha portato la segretaria della Lega Nord di Fivizzano e un gruppo di abitanti di Vinca a chiedere spiegazioni all' Amministrazione Comunale di Fivizzano al Presidente del Parco delle Apuane e alla Comunione dei beni sociali di Vinca.

Come comparso sui giornali – afferma la segreteria della Lega – la Ditta Aleph ha lavorato in mancanza di autorizzazione paesaggistica da parte del Parco scaduta nel 2015 mentre nel giugno 2017 era scaduta l'autorizzazione a escavazione di competenza comunale. Come mai il Parco e il Comune non sono subito intervenuti, inviando la polizia municipale, presso il titolare della Aleph?
Forse - continuano i leghisti - è grazie anche al nostro esposto alla Procura della Repubblica del giugno 2016, in cui chiedevamo di fare un controllo sulla situazione delle Cave del Sagro, che sono partite le indagini.

Negli atti d'indagine si parla poi di estrazione di circa 97.000 tonnellate di marmo e di inerti in modo abusivo ricavando illecito profitto di alcuni milioni di euro. Ora ci chiediamo se, in caso di un eventuale processo, il Comune e la Beni Sociali si costituiranno parte civile per chiedere un risarcimento.

Da quanto si apprende da Albo Pretorio la Ditta Aleph ha pagato al Comune, come Tassa Marmi 2017, la somma di 57.500€. Ora che la Cava è sotto sequestro e non lavorabile da altre ditte, per gli anni futuri verranno meno queste entrate per il Comune, quindi oltre il danno anche la beffa.
Alcuni abitanti di Vinca si chiedono poi cosa pensi della situazione la Comunione dei Beni Sociali di Vinca che ha permesso al titolare della Aleph, che non fa parte della Comunione, di lavorare la Cava Vittoria.

Vorremmo poi sottolineare che a questa ditta è stata affidata la realizzazione della strada dell'Orto Botanico dei Frignoli, essendosi offerta per compensare il mancato pagamento di tassa marmi.
Da ultimo, concludono i Vinchesi,ci siamo lamentati con l'amministrazione comunale in quanto durante le ultime nevicate che hanno colpito la frazione, non è stato inviato lo spazzaneve.

Fivizzano, 02 gennaio 2018
Segreteria Lega Nord Fivizzano
Alcuni Abitanti di Vinca

domenica 23 agosto 2015

LIVORNO, MAXI SEQUESTRO DI PESCATO SOTTOMISURA, AUMENTERANNO I CONTROLLI.

Sequestrati chili di pescato sottomisura dalla capitaneria di porto labronica. Denunciati anche comandanti e armatori dei pescherecci.

La capitaneria di porto di Livorno ha sequestrato 30 chilogrammi di esemplari di triglie e naselli sottomisura a tre pescherecci della marineria livornese, denunciando i comandanti e gli armatori delle unità, mentre il prodotto è stato poi donato in beneficienza per non doverlo buttare.

Si tratta in totale di oltre 20 mila esemplari di piccolissime dimensioni, la cui pesca sotto la taglia minima in età non riproduttiva ha comportato un grosso danno all'ambiente e all'ecosistema marino.

Aumenteranno quindi i controlli in tal senso, atti ad evitare il protrarsi di queste pratiche altamente dannose per la vita marina.

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giovedì 2 luglio 2015

PRATO: ILLEGALITA’ CINESE, Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro.

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"ILLEGALITA' CINESE - Una notizia inaspettata: maxievasione da 20 milioni di Euro"
 
Società aperte e chiuse in un lampo. Prestanomi che si susseguono uno dietro l'altro. Tutto organizzato da una coppia di coniugi di nazionalità cinese…. ..e noi  aggiungiamo:"… almeno all'apparenza…"
 
Vista la diffusione del fenomeno, a Prato questo non dovrebbe fare notizia. Invece così è, ed è pre quato che abbiamo voluto titolare con "UNA NOTIZIA INASPETTATTA".
 
Strano ma vero: dopo venti anni di un processo che a Prato si è consolidato e incancrenito, il fatto che due cinesi, marito e moglie, si cimentino in simili avventure fiscali, riesce ancora a fare notizia.
 
Venti Milioni di Euro l'entità dell'evasione. Tutto accertato da verifiche condotte su documentazione extracontabile e dall'analisi dei computer, ben occultati: circa 14 milioni di euro di ricavi non contabilizzati, più oltre 6 milioni di euro in fatto di violazioni IVA ed IRAP.
 
Una vera "caccola" in una città dove l'evasione è un qualcosa che viaggia su cifre dell'ordine del Miliardo di Euro, ovvero cento volte tanto!...
 
Vero è che se queste notizie fosse all'ordine del giorno, il recupero dell'evasione sarebbe presto cosa fatta..
 
Putroppo così non è, ed allora il fatto fa notizia…
 
Infatti, quanti di questi "Bonnie & Clyde alla cinese", avremo saldamente operanti sul nostro territorio?...
Quante di queste "cabina di regia" abbiamo attive sul nostro territori?
 
Si tratta di  uno schema classico: amministratori di fatto di un società operanti principalmente sul territorio pratese ed attive nel settore tessile, più precisamente in quello  delle confezioni..
 
Nel caso specifico la sede operativa era in via Toscana, nel Macrolotto, messa in esercizio inizialmente nel pieno rispetto, almeno sul piano formale, di tutte le disposizioni di legge, dopodiché una volta costituita e dato corso all'attività, vengono di punto in bianco cessato tutti gli obblighi nei confronti di tutti: clienti, fornitori e, non certo ultima l'amministrazione tributaria e fiscale. A questo punto, il tempo di mettere da parte il tesoretto, ed arrivala la cessazione dell'attività, non senza averne avviata un'altra, magari con stessa sede operativa e stesso giro d'affari, ma formalmente facente capo a soggetti magari anche privi di legami di parentela…
 
Così il ciclo riparte da zero.
 
La Guardia di Finanza, nel corso delle proprie indagini, ha potuto accertare come a rivestire la carica di amministratori delle varie società "apri&chiudi" in questione, si erano avvicendati i soliti cinque prestanomi, tutti rigorosamente nullatenenti e tutti di nazionalità cinese.
 
Anche qui la cerchia, il bacino da cui i due attingevano,  era quello dello schema più classico: parenti, amici o dipendenti assunti con contratti a tempo parziale. Altro elemento chiave era l'irreperibilità, con gli interessati che, ricevuta la nomina e trascorso qualche mesetto, se ne prendevano un aereo e se ne tornavano in Cina.
 
Al di là della sede operativa, in questo caso, la sede societaria era stata stabilita nel Comune di Campi Bisenzio (FI), nella residenza abituale dei coniugi, risultati poi essere i reali amministratori di tutta la combriccola, e che i due, tanto per rimanere in tema, avevano anche ben pensato di intestare la casa ad una figlia. Ufficialmente invece gli stessi dichiaravano di essere residenti in immobili di diversa proprietà ancora, mentre per la villetta della figlia incombe l'ipotesi di un provvedimento di confisca (significa che diventerebbe di proprietà dello Stato…).
 
Una buona notizia, inutile dirlo, ma adesso che provvedimenti saranno infine adottatti all'indirizzo dei due?...
 
E poi, il capannone di Via Toscana?... Di chi è? Chi percepiva l'affitto? Lo percepiva da chi, in che modo? Contante? Assegni? Bonifico?... Ci sarà un sequestro, oppure vi si continuerà a lavorare all'interno, con altre società  "apri&chiudi", intestate ad altri parenti ed amici che poi si renderanno irreperibili tornandosene in Cina?
 
Sempre più l'ossessione "Falconiana" prende campo: "…Bisogna seguire i piccioli…"
 
Signori, questa è Prato e questo è il "CASO-PRATO". Una città dove si accerta che 4 imprese su cinque non sono in regola e la politica, con un Tribunale allo sbando e le forze dell'ordine in gravi carenze d'organico, ci continua a propinare la solfa de "I CINESI SONO UNA RISORSA"…
 
Avanti così, con il PD ed Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana…
 
 
 

lunedì 27 aprile 2015

CALABRIA: Reggio Calabria: 'ndrangheta, confiscati beni per 21 milioni di euro (clicca qui)

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COME CI GODO !!!!!
basta mafie , basta codardi , basta omerta' !!!!!!
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venerdì 30 maggio 2014

CENTRO SPORTIVO DI ANEMONE SEQUESTRATO, MA DA NOI NON SUCCEDE ???

NEL NOSTRO PICCOLO , DELLA VALLE DEL SERCHIO
PENSATE CHE NON ESISTONO FAVORITISMI AD ALCUNI IMPRENDITORI ???

QUESTO E' CIO CHE E' SUCCESSO A ROMA
AL SALARIA SPORT VILLAGE......

Gli uomini del Comando Provinciale di della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il sequestro del centro sportivo "Salaria Sport Village", di proprietà dell' imprenditore Diego Anemone, del valore complessivo di circa 200 milioni di euro.

"Dal meccanismo estesissimo di corruzione è derivato per Anemone un esponenziale arricchimento e la trasformazione da imprenditore di modeste dimensione a dominus di fatto di un gruppo societario di grande rilievo, che si è visto aggiudicare nel periodo 1999-2009 appalti pubblici per 450 milioni di euro". E' quanto scrivono i giudici del tribunale di Roma, sezione applicazione misure di prevenzione, nel decreto di sequestro del Salaria Sport Village e delle società del gruppo riconducibile all'imprenditore romano. Per i giudici Anemone "avvalendosi anche della collaborazione del fratello Daniele ha realizzato - scrivono nel decreto di sequestro - unitamente ad Angelo Balducci (ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici), il noto "sistema gelatinoso" di assegnazione dei maggiori appalti pubblici degli ultimi anni". Un sistema connotato da "procedure semplificate e meno trasparenti nella selezione delle imprese aggiudicatarie sebbene per importi elevatissimi. Poteri in capo all'apposito Dipartimento costituito presso la Presidenza del Consiglio definiti dagli stessi interessati: "patente per uccidere"".

Anemone è un soggetto "dedito abitualmente a traffici delittuosi, in relazione al vivere abitualmente con proventi di attività delittuose, in un particolare contesto criminale che opera in altissimi ambienti istituzionali" scrivono i giudici. Nel descrive l'attività del gruppo, i giudici nel provvedimento di circa 40 pagine, scrivono che è stato messo in atto un uso "sistematico della corruzione e di articolati illeciti tributari diretti a camuffare erogazioni di tangenti e il reinvestimento dei proventi delle attività illecite". Le indagini hanno portato alla luce "un fenomeno di corruzione esteso e sistematico che vedeva da un lato, una intera gerarchia di funzionari pubblici corrotti e dall'altro, un numero chiuso di imprese favorite, prime fra tutto quelle del gruppo Anemone". Il tribunale ha, infine, fissato per il 23 giugno prossimo l'udienza davanti alla III penale, il contraddittorio tra le parti in ordine alle misure personali e patrimoniali.

"Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla Guardia di Finanza. Non sono stati apposti i sigilli pertanto l'attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente, secondo la normale programmazione sportiva e sociale" afferma l'amministratore unico del Salaria Sport Village, Stefano Morandi. "Nella sostanza, si tratta di una duplicazione dei sequestri già in atto, tanto è vero che sono stati nominati gli stessi amministratori giudiziari", conclude.

QUESTO E' IL MALAFFARE CHE IN TUTTA ITALIA HA ROVINATO IL NOSTRO PAESE !!!!
Chi sa' e non parla e' colpevole della rovina del paese , ma per fortuna dalle nostre parti alcuni dipendenti comunali hanno una coscienza !!!
E tante cose vengono fuori.......
Ma ci possiamo fidare della magistratura ???
O troveremo un muro di gomma ???

giovedì 17 aprile 2014

MAXI EVASIONE DI UN DENTISTA IN ALTA GARFAGNANA PER 1.200.000 € !!!

1.200.000 € !!!!!

Maxi sequestro per un noto dentista dell'alta garfagnana
La guardia di finanza dopo un sopralluogo nel suo studio
Trova poi in casa i documenti compromettenti.....
Il professionista ammette subito la sua colpa confermando i sospetti delle fiamme gialle.
La finanza ha provveduto a sequestrare i beni di lusso del noto odontoiatra , tra cui le ville al mare ed in montagna , l'auto di lusso e la barca.
Al fine che lo stato possa in parte recuperare il maltolto.

E' vero che l'evasione e' un cancro per lo stato....
Ma se vi fosse una tassazione piu' giusta ed equa , ed anche piu' semplice , tanti non sarebbero costretti ad evadere....
Poi e' anche colpa nostra, perche' sta a noi chiedere la ricevuta !!!!
Quindi non ci scadaliziamo troppo, c'e' chi ruba , ma anche chi fa il palo danneggiando tutti.
Chi non ha fatto un po' di "nero" ??? Si dice che sia l'anima del commercio.....
Basta non esagerare !!!!

mercoledì 12 marzo 2014

TIRRENO POWER, PER IL GIP RESPONSABILE DELLE MORTI A VADO LIGURE

Il gip del tribunale di Savona, Fiorenza Giorgi, ha accolto la richiesta della Procura di sequestrare la centrale elettrica a carbone Tirreno Power di Vado Ligure. Dagli accertamenti svolti sarebbe emerso il mancato rispetto di alcuni limiti imposti dall'Aia. Il gip ha dato mandato ai carabinieri di effettuare il sequestro. In ogni caso, secondo quanto si apprende, l'eventuale esecuzione del provvedimento cautelare non porterebbe al blocco della centrale.

L'ordinanza con cui il gip ha disposto il sequestro della centrale a carbone Tirreno Power di Vado Ligure parla di nesso di causalità tra le emissioni, le morti e le patologie. E la prova del disastro ambientale doloso con conseguenza sulla salute dei cittadini starebbe nella rarefazione dei licheni e nell'aumento delle malattie.

Spegnimento per i gruppi a carbone
La Tirreno Power sta spegnendo gli impianti di produzione di energia a Vado Ligure nella centrale posta sotto sequestrato dal Tribunale di Savona. Il Gip ha infatti ordinato lo spegnimento temporaneo dei due gruppi a carbone. Resta in funzione quello a gas non soggetto ad Aia. Nominato custode giudiziario il direttore della centrale Massimiliano Salvi.

La centrale
È una ex struttura Enel, controllata al 50% dai francesi di Gdf-Suez e partecipata al 39% (in trasparenza) da Sorgenia e col 5,5% a testa da Iren ed Hera. Secondo gli inquirenti, la centrale a carbone avrebbe causato una serie morti sospette tra il 2000 e il 2007; una tesi invece rigettata da Tirreno Power. In ogni caso, secondo quanto si apprende, l'eventuale esecuzione del provvedimento cautelare non porterà al blocco della centrale.

SORGENIA , SOCIETA' DI DE BENEDETTI TESSERA N° 1 DEL PD. (ndr)

Le inchieste
Sull'attività di Tirreno Power sono aperti due filoni d'inchiesta, una per disastro ambientale e una per omicidio colposo. Risultano indagati per disastro ambientale Giovanni Gosio ex direttore generale, dimessosi alcune settimane fa, e il direttore dello stabilimento Pasquale D'Elia. Ci sarebbe anche un terzo indagato di cui non si conosce il nome. Secondo la procura di Savona, i fumi della centrale hanno causato 442 morti tra il 2000 e il 2007.

Le malattie respiratorie
Per il procuratore Granero la centrale avrebbe causato anche «tra i 1.700 e i 2mila ricoveri di adulti per malattie respiratorie e cardiovascolari e 450 bambini sarebbero stati ricoverati per patologie respiratorie e attacchi d'asma tra il 2005 e il 2012». Tre settimane fa la procura aveva acquisito un verbale dell'Ispra, l'Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale del ministero dell'Ambiente, redatto durante una visita di routine.

La difesa dell'azienda
L'azienda si è sempre difesa sostenendo che gli studi dei consulenti di parte hanno delle "criticità". «Non sono mai state sottoposte a un contraddittorio, non si comprende quale sia stato il metodo di valutazione di esposizione agli inquinanti. Tale mancanza di chiarezza è accompagnata dall'assenza della doverosa analisi di robustezza, di sensitività e quindi di affidabilità globale del metodo adottato. Anche per questo motivo non si può affermare in concreto alcun nesso di causalità» tra morti, malattie ed emissioni. Secondo l'azienda, nelle perizie dei consulenti della procura mancherebbe anche lo studio della ricaduta a terra delle particelle inquinanti.

SI PARLA DI 400 MORTI !!!!!
400 persone che adesso sarebbero vive, 400 famiglie distrutte
400 tra uomini, donne e bambini......
Tutto con l'appoggio della politica della casta.....
Tutto per il mero profitto !!!!!

«Senza la centrale di Vado tanti decessi non vi sarebbero stati». Dichiarazione choc del procuratore capo di Savona, Francantonio Granero sull' attività della centrale elettrica a carbone di Vado Ligure del gruppo Tirreno Power (azionisti di riferimento sono Suez Gaz de France al 50% e Sorgenia della famiglia De Benedetti al 39%). Secondo il magistrato, in base a dati dei consulenti «dal 2000 al 2007 sarebbero da attribuire alle emissioni della centrale 400 morti». La centrale è nel mirino della magistratura (un'indagine ipotizza disastro ambientale) ed è contestata da comitati di cittadini preoccupati per il risultato di indagini epidemiologiche.