Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
venerdì 4 gennaio 2019
Quando i politici ragionano contro la gente, andare contro lo sviluppo per essere necessari ad un popolo in difficoltà.
In breve:
Lasciare il popolo in difficoltà per essere poi necessari per trovargli un lavoretto, affinché mantengano la loro fedeltà.
Questo è il solito ragionamento che fa la mafia, camorra, 'ndrangheta, ecc. , cioè essere un dispensatore di briciole ad un popolo di pecore, mentre loro fanno miliardi a palate.
Io questo modo di fare lo vedo anche nella mia terra, dove per trovare un lavoro devi andare da un sindaco o politico vario, dove il voto di scambio è una realtà che tutti vedono e tutti sanno, a parte la giustizia che non si limita a chiudere un occhio, li chiude entrambi.
Se un politico locale si mette di traverso allo sviluppo della sua terra è perché vuole essere l'unico riferimento in fatto di lavoro, specie quando il potere gli scivola dalle mani.
Se il lavoro non fosse una necessita impellente, il voto di scambio sarebbe marginale e non determinante per influenzare le scelte politiche delle persone, favorendo pluralità ed alternanza nelle varie amministrazioni pubbliche.
Il potere che si basa sul voto di scambio necessita anche di gestire ed indirizzare i denari dei lavori pubblici verso le ditte che collaborano a questo sistema mafioso, aumentando notevolmente i costi a carico di quei cittadini che poi si ritrovano tagli ai servizi, alle manutenzioni ordinarie, giusto perché conviene che ci sia una frana per beccare più soldi che vanno sempre ai soliti, che magari, mentre voi tirate la cinghia, loro comprano ville al mare.
Se volete un futuro decente per i vostri figli, e le solite opportunità che la mia generazione ha avuto da giovane, serve andare contro al malaffare, contro al voto di scambio, contro alla mafia degli appalti pubblici, e forse serve che qualcuno apra gli occhi e scoperchi qualche vaso di pandora.
Andreotti Roberto.
mercoledì 9 agosto 2017
LUCCA: PRESIDIO ON LINE CONTRO LE MAFIE
Capezzoli Idv: Omicidio Scopelliti, Ucciso da Cosa Nostra in accordo con l'Ndrangheta. Il magistrato rifiutò diversi tentativi di Corruzione, chi sono i mandanti?
Procuratore generale presso la Corte d'appello quindi, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione. Seguì una eccezionale carriera, che lo portò ad essere il numero uno dei sostituti procuratori generali italiani presso la Corte di Cassazione. Si è occupato di vari maxi processi, di mafia e di terrorismo.
Ha rappresentato, infatti, la pubblica accusa nel caso Moro, durante il primo processo, al sequestro dell'Achille Lauro, alla Strage di Piazza Fontana ed alla Strage del Rapido 904. Per quest'ultimo processo, che si concluse in Cassazione nel marzo del 1991, il procuratore Scopelliti aveva chiesto la conferma degli ergastoli inferti al boss della mafia Pippo Calò e a Guido Cercola, nonché l'annullamento delle assoluzioni di secondo grado per altri mafiosi. Il collegio giudicante della Prima sezione penale della Cassazione, presieduto da Corrado Carnevale, rigettò la richiesta della pubblica accusa, assolvendo Calò e rinviando tutto a nuovo giudizio.
Il magistrato fu ucciso il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, sua terra d'origine, in località Piale (frazione di Villa San Giovanni, sulla strada provinciale tra Villa San Giovanni e Campo Calabro).
Scopelliti venne intercettato dai suoi assassini mentre, a bordo della sua automobile, rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. L'agguato avvenne all'altezza di una curva, poco prima del rettilineo che immette nell'abitato di Campo Calabro. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, spararono con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito con due colpi alla testa esplosi in rapida successione, fu istantanea. L'automobile, priva di controllo, finì in un terrapieno.
Quando fu ucciso stava preparando, in sede di legittimità, il rigetto dei ricorsi per Cassazione avanzati dalle difese dei più pericolosi esponenti mafiosi condannati nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Si ritiene che per la sua esecuzione si siano mosse insieme la 'ndrangheta e Cosa Nostra, dopo che il magistrato rifiutò diversi tentativi di corruzione (il pentito Marino Pulito rivelò che a Scopelliti furono offerti 5 miliardi di lire italiane per "raddrizzare" la requisitoria contro i boss della Cupola siciliana). Anche secondo i pentiti della 'ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca, sarebbe stata la Cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla 'ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra.
Cosa nostra, in cambio del favore ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la seconda guerra di 'Ndrangheta che si protraeva a Reggio Calabria dall'ottobre 1985, quando fu assassinato il boss Paolo De Stefano. Nell'abitazione paterna di Scopelliti, dove il magistrato soggiornava durante le vacanze, furono trovati gli incartamenti processuali del maxiprocesso. Per la sua uccisione furono istruiti e celebrati presso il Tribunale di Reggio Calabria ben due processi, uno contro Salvatore Riina e sette boss della "Commissione" di Cosa Nostra, ed un secondo procedimento contro Bernardo Provenzano ed altri sei boss, tra i quali Filippo Graviano e Nitto Santapaola. Furono tutti condannati in primo grado nel 1996 e nel 1998 e successivamente assolti in Corte d'Appello nel 1998 e nel 2000 perché le accuse dei diciassette collaboratori di giustizia (cui si aggiunsero in un secondo momento quelle del boss Giovanni Brusca) vennero giudicate discordanti
Dopo anni di stasi giudiziaria nei quali non si è riusciti ad assicurare alla giustizia i responsabili del delitto, l'11 luglio 2012 nel corso di un'udienza del processo "Meta" contro la 'ndrangheta a Reggio Calabria, il pentito della cosca De Stefano, Antonino Fiume, ha dichiarato che ad uccidere il giudice sarebbero stati due reggini su richiesta di Cosa nostra. Il collaboratore di giustizia, però, su invito del pubblico ministero non ha fatto i nomi dei presunti killer. Ciò confermerebbe quanto ricostruito dagli inquirenti.
sabato 25 luglio 2015
CRONACA DELLA CALABRIA, LE MIGLIORI NOTIZIE SCELTE PER VOI . (clicca qui) .
MALTEMPO SULLA CALABRIA DOPO IL GRANDE CALDO:
Crollano le temperature:
http://www.meteoweb.eu/2015/07/nubifragio-su-cosenza-la-temperatura-scesa-da-36-a-19-gradi/474776/
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COSENZA,
OTTANTADUENNE ACCOLTELLA MOGLIE E FIGLIO:
Accoltella la moglie malata di alzheimer e ferisce il figlio, 82enne arrestato dai CC a Paterno. I Carabinieri della Stazione di Dipignano (CS), hanno arrestato questa notte, in flagranza di reato, un anziano di 82 anni.
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GRAVE ATTO INTIMIDATORIO CONTRO UN ASSESSORE, 5 COLPI DI PISTOLA CONTRO L'AUTO.
Gli investigatori non escludono che il movente sia da ricercare nell'attività dell'assessore.
SORIANO CALABRO (VV) – Alcuni colpi di pistola calibro 7.65 sono stati sparati contro l'auto, una Toyota Yaris, dell'assessore al Bilancio del Comune di Soriano, Anna Grillo:
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'NDRANGHETA:
Confiscata la casa del boss Lo Bianco, malore dei parenti. Le forze dell'ordine hanno eseguito un provvedimento di confisca di un immobile, del valore di circa 100 mila euro, intestato a Michele Lo Bianco, 67 anni:
http://www.nuovacosenza.com/cs/15/lug/24/bosslobianco.html
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FURTI E SCASSI:
Fermato dai CC a S. Domenica Talao "turista" campano col kit del perfetto scassinatore 24 lug 15 E' stato sorpreso dai carabinieri di Scalea mentre si nascondeva in un auto parcheggiata sul ciglio della strada Ma non era il solito turista in cerca di avventure. Si tratta di un pregudicato campano di 23 anni.
http://www.nuovacosenza.com/cs/15/lug/24/kitscasso.html
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Del blog CAPITAN FUTURO su:
martedì 19 maggio 2015
CALABRIA: Cosenza: furti d'auto e moto e "cavallo di ritorno", 7 arresti
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GRANDE OPERAZIONE DEI CARABINIERI A COSENZA
CONTRO LA MALAVITA
E IL FURTO DI AUTO
MA COMBATTERE L'OMERTA' RESTA IL PRIMO OBBIETTIVO, VISTO CHE E' IL MALE CHE STROZZA LA NOSTRA REGIONE.
martedì 12 maggio 2015
COSENZA: 'NDRANGHETA PROGETTAVA ATTENTATO AI CARABINIERI , 13 ARRESTI. (clicca)
I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito oggi 12/05/15 provvedimenti di arresto per indiziato di delitto nei confronti di 13 persone facenti parte della 'ndrangheta, gravemente indiziati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi.
Progettavano un attentato intimidatorio ai danni di una caserma dell'arma.
Le indagini hanno poi consentito di delineare gli assetti della cosca di ‘ndrangheta Rango-zingari, egemone a Cosenza e nel suo interland, e la sua rapida capacità di rigenerarsi quando suoi elementi di vertice sono stati colpiti da misure cautelari a seguito anche di recenti operazioni condotte dall'Arma.
Tra i fermati figurano un imprenditore edile assurto al ruolo di referente della cosca nello specifico settore e alcuni dei soggetti già arrestati poiché ritenuti responsabili degli atti intimidatori contro gli amministratori comunali di Marano Marchesato.
sabato 9 maggio 2015
CALABRIA COSENZA NEWS , I MIGLIORI ARTICOLI SCELTI PER VOI (clicca qui)
Raffica di controlli sul Tirreno cosentino identificate oltre settanta persone
Sabato, 09 Maggio 2015LEGGI TUTTO: http://www.quicosenza.it/provincia-cosenza/19605-raffica-di-controlli-sul-tirreno-cosentino-identificate-oltre-settanta-persone#.VU4GfZPcjZ0
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