Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
venerdì 4 gennaio 2019
Quando i politici ragionano contro la gente, andare contro lo sviluppo per essere necessari ad un popolo in difficoltà.
In breve:
Lasciare il popolo in difficoltà per essere poi necessari per trovargli un lavoretto, affinché mantengano la loro fedeltà.
Questo è il solito ragionamento che fa la mafia, camorra, 'ndrangheta, ecc. , cioè essere un dispensatore di briciole ad un popolo di pecore, mentre loro fanno miliardi a palate.
Io questo modo di fare lo vedo anche nella mia terra, dove per trovare un lavoro devi andare da un sindaco o politico vario, dove il voto di scambio è una realtà che tutti vedono e tutti sanno, a parte la giustizia che non si limita a chiudere un occhio, li chiude entrambi.
Se un politico locale si mette di traverso allo sviluppo della sua terra è perché vuole essere l'unico riferimento in fatto di lavoro, specie quando il potere gli scivola dalle mani.
Se il lavoro non fosse una necessita impellente, il voto di scambio sarebbe marginale e non determinante per influenzare le scelte politiche delle persone, favorendo pluralità ed alternanza nelle varie amministrazioni pubbliche.
Il potere che si basa sul voto di scambio necessita anche di gestire ed indirizzare i denari dei lavori pubblici verso le ditte che collaborano a questo sistema mafioso, aumentando notevolmente i costi a carico di quei cittadini che poi si ritrovano tagli ai servizi, alle manutenzioni ordinarie, giusto perché conviene che ci sia una frana per beccare più soldi che vanno sempre ai soliti, che magari, mentre voi tirate la cinghia, loro comprano ville al mare.
Se volete un futuro decente per i vostri figli, e le solite opportunità che la mia generazione ha avuto da giovane, serve andare contro al malaffare, contro al voto di scambio, contro alla mafia degli appalti pubblici, e forse serve che qualcuno apra gli occhi e scoperchi qualche vaso di pandora.
Andreotti Roberto.
domenica 22 aprile 2018
Il colonnello dei Carabinieri, Salvino Paternò, interviene sulla cosiddetta "trattativa Stato-Mafia", chi fu davvero a trattare ??
ROMA - Sono sempre stato uno sbirro di campagna, uno di quelli che ragiona in maniera semplice, che valuta fatti e circostanze sulla base di logiche elementari. A dirla tutta, confesso che non ho mai amato i reparti speciali; per me l'unico vero super poliziotto è solo il comandante di stazione o il dirigente del commissariato che, senza maschere, indennità e super poteri combatte ogni giorno la criminalità a volto scoperto, vivendo nel territorio ove opera.______________________________
Francesco Speroni
mercoledì 11 aprile 2018
ELISA MONTEMAGNI (LEGA): “ FORTE DEI MARMI, LA VILLA CONFISCATA AL BOSS MATRANGA DIVENGA UN BENE DI UTILIZZO PUBBLICO. APPROVATA NOSTRA MOZIONE IN MERITO”
mercoledì 9 agosto 2017
LUCCA: PRESIDIO ON LINE CONTRO LE MAFIE
Capezzoli Idv: Omicidio Scopelliti, Ucciso da Cosa Nostra in accordo con l'Ndrangheta. Il magistrato rifiutò diversi tentativi di Corruzione, chi sono i mandanti?
Procuratore generale presso la Corte d'appello quindi, Sostituto Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione. Seguì una eccezionale carriera, che lo portò ad essere il numero uno dei sostituti procuratori generali italiani presso la Corte di Cassazione. Si è occupato di vari maxi processi, di mafia e di terrorismo.
Ha rappresentato, infatti, la pubblica accusa nel caso Moro, durante il primo processo, al sequestro dell'Achille Lauro, alla Strage di Piazza Fontana ed alla Strage del Rapido 904. Per quest'ultimo processo, che si concluse in Cassazione nel marzo del 1991, il procuratore Scopelliti aveva chiesto la conferma degli ergastoli inferti al boss della mafia Pippo Calò e a Guido Cercola, nonché l'annullamento delle assoluzioni di secondo grado per altri mafiosi. Il collegio giudicante della Prima sezione penale della Cassazione, presieduto da Corrado Carnevale, rigettò la richiesta della pubblica accusa, assolvendo Calò e rinviando tutto a nuovo giudizio.
Il magistrato fu ucciso il 9 agosto 1991, mentre era in vacanza in Calabria, sua terra d'origine, in località Piale (frazione di Villa San Giovanni, sulla strada provinciale tra Villa San Giovanni e Campo Calabro).
Scopelliti venne intercettato dai suoi assassini mentre, a bordo della sua automobile, rientrava in paese dopo avere trascorso la giornata al mare. L'agguato avvenne all'altezza di una curva, poco prima del rettilineo che immette nell'abitato di Campo Calabro. Gli assassini, almeno due persone a bordo di una moto, appostati lungo la strada, spararono con fucili calibro 12 caricati a pallettoni. La morte del magistrato, colpito con due colpi alla testa esplosi in rapida successione, fu istantanea. L'automobile, priva di controllo, finì in un terrapieno.
Quando fu ucciso stava preparando, in sede di legittimità, il rigetto dei ricorsi per Cassazione avanzati dalle difese dei più pericolosi esponenti mafiosi condannati nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra. Si ritiene che per la sua esecuzione si siano mosse insieme la 'ndrangheta e Cosa Nostra, dopo che il magistrato rifiutò diversi tentativi di corruzione (il pentito Marino Pulito rivelò che a Scopelliti furono offerti 5 miliardi di lire italiane per "raddrizzare" la requisitoria contro i boss della Cupola siciliana). Anche secondo i pentiti della 'ndrangheta Giacomo Lauro e Filippo Barreca, sarebbe stata la Cupola di Cosa Nostra siciliana a chiedere alla 'ndrangheta di uccidere Scopelliti, che avrebbe rappresentato la pubblica accusa in Cassazione nel maxi processo a Cosa nostra.
Cosa nostra, in cambio del favore ricevuto, sarebbe intervenuta per fare cessare la seconda guerra di 'Ndrangheta che si protraeva a Reggio Calabria dall'ottobre 1985, quando fu assassinato il boss Paolo De Stefano. Nell'abitazione paterna di Scopelliti, dove il magistrato soggiornava durante le vacanze, furono trovati gli incartamenti processuali del maxiprocesso. Per la sua uccisione furono istruiti e celebrati presso il Tribunale di Reggio Calabria ben due processi, uno contro Salvatore Riina e sette boss della "Commissione" di Cosa Nostra, ed un secondo procedimento contro Bernardo Provenzano ed altri sei boss, tra i quali Filippo Graviano e Nitto Santapaola. Furono tutti condannati in primo grado nel 1996 e nel 1998 e successivamente assolti in Corte d'Appello nel 1998 e nel 2000 perché le accuse dei diciassette collaboratori di giustizia (cui si aggiunsero in un secondo momento quelle del boss Giovanni Brusca) vennero giudicate discordanti
Dopo anni di stasi giudiziaria nei quali non si è riusciti ad assicurare alla giustizia i responsabili del delitto, l'11 luglio 2012 nel corso di un'udienza del processo "Meta" contro la 'ndrangheta a Reggio Calabria, il pentito della cosca De Stefano, Antonino Fiume, ha dichiarato che ad uccidere il giudice sarebbero stati due reggini su richiesta di Cosa nostra. Il collaboratore di giustizia, però, su invito del pubblico ministero non ha fatto i nomi dei presunti killer. Ciò confermerebbe quanto ricostruito dagli inquirenti.
domenica 30 agosto 2015
RASSEGNA VIDEO NOTIZIE 30/08 scelte da YouTube per il blog.
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
giovedì 16 luglio 2015
SICILIA: Crocetta (PD) e l'intercettazione: "La Borsellino va fatta fuori come suo padre"
CLAMOROSO !!!!!
INTERCETTATO IL GOVERNATORE DELLA SICILIA CON UN MEDICO:
Sicilia, Crocetta e l'intercettazione: "La Borsellino va fatta fuori come suo padre"
Pesanti le parole riferite dal medico Matteo Tutino al governatore della Sicilia, che non ha replicato in alcun modo. Pochi giorni fa le dimissioni della figlia del magistrato ucciso da assessore alla sanità......
Le prime richieste di dimissioni arrivano dal gruppo parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle. "Crocetta deve dimettersi immediatamente e allontanarsi il più possibile dalla Sicilia, in modo da non poter più arrecare danni all'Isola come fa da quasi tre anni a questa parte"
____________________________________________________
martedì 23 giugno 2015
PARTE 2: Perché l’abrogazione della Legge Merlin non è la soluzione (BUFALE FISCALI E NON SOLO)” di Francesco Fedi
venerdì 19 giugno 2015
MOLISE: Mafia capitale, comitati chiedono le dimissioni del sindaco di San Giuliano.
mercoledì 17 giugno 2015
PRATO: “Le Discariche abusive e la scoperta dell’acqua calda” di Francesco Fedi
Molto interessanti i dati di sintesi (fonte ASM): solo 600 aziende continuano a pagare regolarmente il regime di rifiuti speciali tra le 2 mila aziende che negli ultimi 2-3 anni sono passate dal regime forfettario alla tassazione dell' effettiva quantità di rifiuti prodotta. Le restanti 1400 sarebbero cessate il che, nel favoloso mondo del distretto parallelo, significa banalmente che altro non hanno fatto che riaprire con un nuovo nome.
Il Presidente di Asm. S.p.a., Alessandro CANOVAI, centra un altro punto cardine del problema: "…il problema non è la tariffa. …. Chi si rivolge ai "furbetti della spazzatura" lo fa per rimanere nell'anonimato, non per risparmiare sullo smaltimento».
Canovai, sull'argomento, tira anche un buon allungo: "Se qualcuno vede questi malviventi in azione non abbia esitazioni o paure a fare foto e a inviarle ad Asm o al Comune, per aiutarci a sgominare questa organizzazione criminale - commenta Canovai E' un fenomeno che interessa anche i Comuni limitrofi…"
giovedì 21 maggio 2015
PIANETA PRATO: Robe dell’ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…” di Francesco Fedi
Le consorterie criminali albanesi, hanno mostrato un'alta specializzazione criminale, divenendo un importantissimo punto di riferimento per i traffici illeciti internazionali. Questo potendosi avvalere della posizione geografica strategica del proprio Paese di origine e detto anche che i gruppi di criminali insediati in Italia e negli altri Paesi dell'Europa mantengono un particolare legame con la madrepatria, fungendo da abili gestori locali di traffici organizzati su scala. Le ben note vicende politiche degli anni '90, responsabili dei più massicci afflussi di immigrati albanesi in Italia, hanno creato o fortificato contatti con gruppi organizzati stranieri come la Nuova Sacra Corona Unita o la Mafia turca, la Mafia russa, la criminalità montenegrina e, non ultima, le Triadi cinesi.
martedì 12 maggio 2015
COSENZA: 'NDRANGHETA PROGETTAVA ATTENTATO AI CARABINIERI , 13 ARRESTI. (clicca)
I carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito oggi 12/05/15 provvedimenti di arresto per indiziato di delitto nei confronti di 13 persone facenti parte della 'ndrangheta, gravemente indiziati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi.
Progettavano un attentato intimidatorio ai danni di una caserma dell'arma.
Le indagini hanno poi consentito di delineare gli assetti della cosca di ‘ndrangheta Rango-zingari, egemone a Cosenza e nel suo interland, e la sua rapida capacità di rigenerarsi quando suoi elementi di vertice sono stati colpiti da misure cautelari a seguito anche di recenti operazioni condotte dall'Arma.
Tra i fermati figurano un imprenditore edile assurto al ruolo di referente della cosca nello specifico settore e alcuni dei soggetti già arrestati poiché ritenuti responsabili degli atti intimidatori contro gli amministratori comunali di Marano Marchesato.






