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giovedì 21 maggio 2015

PIANETA PRATO: Robe dell’ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…” di Francesco Fedi

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"PIANETA PRATO:  Robe dell'ALTRO MONDO.. tra bordelli di periferia e scarichi abusivi in pieno centro…" di Francesco Fedi
 
Fantascientifico, metafisico o grottesco?... Sotto quale cappella potremmo correttamente inserire i fatti di cui oggi ci parlano le cronache?
Iniziamo da stamani, nel primo mattino, in zona Paperino (..fa anche rima..). Un nucleo della Squadra Mobile, è intervenuto nei confronti di un'articolata organizzazione criminale, dedita allo sfruttamento di giovani prostituzione di nazionalità albanese. Risultato: una decina gli arresti e numerose perquisizioni in Toscana, tra cui a Prato, all'interno di un residenze in loc. Paperino, posto sotto sequestro con l'occasione.
L'operazione ha avuto inizio a partire dalle indagini che hanno avuto seguito da una burrascosa baruffa, che a causa di litigi per l'accaparramento della clientela, la sera del 12 aprile 2014 è sfociata in confronti con coltelli, bastoni e mazze da baseball. Alla fine tre persone, sono state ferite in modo grave e una rimasta in fin di vita.  Per quanto riguarda le ragazze, pressoché ventenni, oltre che sulle strade di Novoli, avevano una  base anche nel residence di Paperino, via per le Calvane.
Dunque nel complesso ci saranno accuse che vanno dallo sfruttamento della prostituzione al tentato omicidio, ma la vera particolarità sta nel fatto che già in passato, più volte e sempre per lo stesso reato, l'immobile era stato oggetto di provvedimenti da parte dell'autorità giudiziaria, con tanto che anche il precedente gestore era stato anche arrestato.
Ora la tentazione sarebbe quella di lanciarmi nel solito lungo pistolotto sulla presenze mafiose e i loro intrecci nel nostro territorio, ma resisterò rimandando tutti gli approfondimenti per chi ne volesse sapere di più, a quello che indubbiamente è il miglior documento di approfondimento sulla mafia albanese in Italia., redatto dal Maresciallo Capo dei Carabinieri, Fabio Iadeluca, in servizio presso il Comando Operativo di Vertice Interforze. 
Di questo mi limito a riportare che in Toscana il fenomeno criminale organizzato tratta principalmente di reati legati al traffico di stupefacenti e in particolare, attraverso importanti reti di contatti internazionali, nel settore delle droghe pesanti, poi reati contro il patrimonio e lo sfruttamento della prostituzione. Per quanto riguarda la prima, in Olanda, è stata accertata l'esistenza di un'organizzazione ben radicata di criminali albanesi che attraverso corrieri, fornivano di cocaina in quantità considerevoli a gruppi di loro connazionali sparsi in varie regioni d'Italia. A questo proposito, nel suo documento il Maresciallo Iadeluca punta il di dito proprio sulla Toscana e su Prato, dove si è riscontato un collaudato sodalizio italo-albanese sul traffico di eroina dall'Albania.
Tra i documenti citati, la relazione conclusiva della Commissione parlamentare antimafia della XIV, approvata il 18 gennaio 2006, relatore sen. Centaro, evidenzia che la Direzione Centrale della Polizia Criminale osserva che le originarie piccole bande, non rappresentano più strutture delinquenziali "di servizio", affiancate funzionalmente altri aggregati criminali, ma sono cresciute acquisendo via via le connotazioni tipiche di sodalizi di tipo "mafioso". Un altro aspetto importante è la "trans nazionalità".
Le consorterie criminali albanesi, hanno mostrato un'alta specializzazione criminale, divenendo un importantissimo punto di riferimento per i traffici illeciti internazionali. Questo potendosi avvalere della posizione geografica strategica del proprio  Paese di origine e detto anche che i gruppi di criminali insediati in Italia e negli altri Paesi dell'Europa mantengono un particolare legame con la madrepatria, fungendo da abili gestori locali di traffici organizzati su scala. Le ben note vicende politiche degli anni '90, responsabili dei più massicci afflussi di immigrati albanesi in Italia, hanno creato o fortificato contatti con gruppi organizzati stranieri come la Nuova Sacra Corona Unita o la Mafia turca, la Mafia russa, la criminalità montenegrina e, non ultima, le Triadi cinesi.
Questo mentre le organizzazioni criminali albanesi si sono attestate, con diversa intensità, in quasi tutte le regioni del Paese:  è da tempo accertata la presenza di queste in Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. 
Tornando al caso di Prato, la città più multiculturale d'Italia, bisogna dire che il carattere di trans nazionalità e i legami con la Triade cinesi o della mafia nigeriana, fanno sì che l'area pratese sia anche per questa mafia estera, un punto nevralgico di influenza e di affari (vedi immagine tratta da relazione citata)
Ora, di fronte ad atti parlamentari e relazioni già da tempo rese di dominio pubblico, come quella del M.llo Iadeluca, scoprire che a Paperino accade che un residence-berdello diviene reiteratamente ad essere teatro delle medesime attività illecite, fa davverro pensare di essere su un altro pianeta!!!
Ma non è così: siamo a Prato, il PIANETA PRATO!...  

La storia del residence di Paperino non è però l'unica di luogo noto per essere oggetto di reiterazione di certi reati.
Facciamo infatti qualche chilometro e spostiamoci più a nord, nel nostro amato Macroloto Zero, esattaente in Via Giovanni da Verrazzano. Qui un ventisettenne di nazionalità cinese è stato sorpreso mentre gettava scatole conteneti circa 160 kg. di scarti tessili….
Sorpreso da una pattuglia di vigili, p stato multato e si è visto sequestrare l'autovettura con cui stava trasportando i rifiuti…. ..a la domanda è: cosa c'è davvero di notevole in questa storia?...
LA cosa clamorosa è che un'identico episodio era già accaduto nel novembre scorso, dunque giusto sei mesi fa nello stesso quadrato di strade: in via Puccini un furgone con a bordo 47 sacchi di scarti tessili fu bloccato dal Nucleo Ambientale della Polizia Municipale per un controllo straordinario. Risultato sprovvisto di documenti si scoprì che gli scarti erano diretti in un qualsiasi cassonetto della raccolta indifferenziata dei dintorni. Anche lì subito scattarono i provvedimento del caso: veicolo e rifiuti sequestrati e una denuncia penale con rischio di arresto da 6 mesi a 2 anni o una multa da 2.600 a 26.000 euro. La cosa fantastica è che lo stesso giorno, nella strada a fianco, in Via Vespucci, un uomo ed una donna cinesi, furono ripresi da delle telecamere, mentre mpegnati ad abbandonare sul marciapiede alcuni scatoloni di cartone all'interno dei quali, sempre gli stessi agenti, rinvennero anche lì scarti di lavorazione, per i quali fu accertata la provenienza da un maglificio, attivo nella zona del Soccorso. Ovviamente quel maglificio risultò completamente sconosciuto agli agenti di riscossione della tassa smaltimento rifiuti.
 
Ovviamente, oggi come allora, ci occupammo di quei casi per estrapolare alcune riflessioni. Anche allora ci dicemo: "..Passerà qualche giorno, e tutti potranno tornare a scaricare allegramente, magari in Via Bonicoli o in Via Bruno Giordano, anziché in via Vespucci. Garantito, non c'è nessun problema. Funziona così e funziona così perchè c'è una politica che da oltre venti anni si disinteressa di dotarsi di forze, strumenti ed una dotazione organica adeguata per dare un taglio netto a questo stato delle cose…" .
Oggi però, nonostante ci abbiamo azzeccato, fino al punto che la cosa accade di nuovo tale e quale nello stesso posto ed in pieno giorno (il fatto in discussione è avvenuto alle 20.00 di ieri), la riflessione è un'altra: anche in questo caso, come in quello di Paperino, parlare di forze e di dotazione organica, appare quasi ridicolo, visto che il particolare legame tra due episodi così diversi, induce a dire che qui sarebbe bastato dire a agli stessi agenti di ripassare negli stessi posti o rifare una capatina nello stesso stabile di Paperino, la settimana successiva, se non qualche giorno dopo.
Forse la nostra visione è semplicistica e non ci dovremmo sbilanciare in considerazioni che non ci competono.
Ci sia però consentito che, in qualità di comuni cittadini, questi fatti ci appaiono come "Robe dall'altro mondo"… ..robe da "PIANETA PRATO"…
 
 

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