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martedì 26 maggio 2015

Fallimenti e Disastri della Giunta Rossi: la gestione dei rifiuti Toscani. di Francesco Fedi . ( Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)

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"Fallimenti e Disastri della Giunta Rossi: la gestione dei rifiuti in Toscana" " di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)
 
Tra i tanti fallimenti del Governo di Enrico Rossi in Toscana, c'è sicuramente la politica dei rifiuti, perché in in tutta la regione si ricicla poco e male e  raccolta differenziata non funziona.
 
Un terzo dei rifiuti differenziati finisce in discarica o negli inceneritori, con gravi danni per la salute dei cittadini e per l'ambiente. Un disastro che va a vantaggio di chi poi trae anche dei vantaggi dall'aumento delle patologie, e dunque dalla spesa sanitaria e farmaceutica. Tutto secondo un cinismo assassino.
 
Giacomo Giannarelli, (M5S), è sicuramente il candidato governatore che più sta spingendo la propria campagna elettorale verso centri temi. Lo fa in modo efficace, spiegando che il so programma, dove si dice che si vuole portare la Regione Toscana dal 13° posto al primo in fatto di raccolta differenziata, si traduce anche in risvolti per le tasche dei cittadini:: se si ricicla, si vende il materiale recuperato sul mercato, non si spreca denaro pubblico per gestire discariche e si  abbassa la "bolletta" dei rifiuti dei cittadini.
 
 
LA diminuzione delle pesanti tasse sullo smaltimento dei rifiuti, passa attraverso la progressiva chiusura i discariche e inceneritori, per dare vita a centri di recupero, riciclo, reimpiego. Centri che trasformano il rifiuto in qualcosa di nuovo e di utile e che sono in grado di impiegare dieci volte la manodopera che richiedo gli altri metodi, inefficaci, dannosi e buoni solo ad arricchire privati e società di gestione.
 
Di fronte al problema, la Giunta Rossi, ha da tempo alzato bandiera bianca, soffocata dalla propria incapacità e sempre al laccio degli interessi che vogliono mantenere questo drammatico status quo. Recentemente è stata approvata una delibera per imporre a quasi tutti i Comuni una sovrattassa di ingresso dei rifiuti in discarica, un rincaro del 20% circa, poiché in nessuna dei tre abiti in cui è suddivisa la regione  esiste una raccolta differenziata efficiente; si va dal 38,3%.di Grosseto, Arezzo e Siena al 53% di Empoli, Prato, Firenze.
 
Una situazione imbarazzante considerato che ci sono piccoli Comuni dell'entroterra siciliano, che da tempo superano il 70-80 %...
 
 
Poi a Parma, il Sindaco Pizzarotti, ha poi ben chiaro la questione dell'equità e per questo, dopo approfondimenti, confronti e momenti d'incontro per aggiustare il tiro, è sempre più prossima l'applicazione di un nuovo metodo di tariffazione, basato su una rilevazione puntuale. Vale a dire che presto a Parma,  si pagherà solo per il rifiuto effettivamente prodotto.
 
Da queste parti, la discussione in tema, è ancora ai tempi della pietra  ancora. Ancora si assiste a discussioni infinite sull'eccessivo numero dei gestori: ben 17 (!!!) tra Sud Grosseto, Arezzo e Siena, con tanto che Giannarelli in questi gironi sta facendo a tutti anche notare che: "… Nella zona di Carrara.. …la raccolta differenziata, ugualmente viene organizzata con risultati discutibili, i
risultati sono spesso vanificati perché poi il materiale viene inviato negli impianti di smaltimento a Livorno, all'inceneritore, o in discarica a Peccioli, nel Pisano»
.
 
Altro problema: la società - collegata a Corepla (consorzio nazionale della plastica) e legato alla Regione nel 2014 ha trattato circa 150mila tonnellate di rifiuti raccolti con la differenziata, mentre nel nel 2013 in Toscana sono state prodotte circa 2 milioni e 240mila tonnellate di rifiuti, di cui 950mila tonnellate differenziati, in vario modo.

Inoltre Revet, un'altra azienda del settore con sede a Pontedera, Tratta e ricicla vetro, plastiche, alluminio, acciaio, tetrapak ma non l'organico e lo scorso anno scorso ha trattato un qualcosa di poco sotto al 16% dei rifiuti  spazzatura prodotta in Toscana. 150mila tonnellate trattate, hanno uno scarto di circa il 10%, dunque ci sono  circa 151nila tonnellate di materiale per cui si deve ancora inventare qualcosa se si vuole evitare che finisca inevitabilmente in discariche o inceneritori. Questo nonostante l'anno scorso, sempre a Pontedera, è stato inaugurato un nuovo impianto per il trattamento delle cosiddette "plastiche miste", o " Plasmix" e per mezzo del quale imballaggi plastici, contenitori o il cellophane sono trasformati in materiali, con il quale si riescono a realizzare prodotti per l'edilizia.
 
Serve quindi creatività e fantasia. La ricetta di sempre quando ci si interroga su come e cosa fare per e con i rifiuti.
 
«Uno dei motivi per cui molto materiale finisce in discarica è che [parte del rifiuto] non può essere trattato. Quello che proviene dalla raccolta stradale, dalle campane, dai cassonetti, non è quasi mai utilizzabile, al contrario di quello raccolto porta a porta. Ma in Toscana questo tipo di raccolta è minori
Cassonetti stracolmi: l'immagine simbolo di un servizio con ancora troppe lacune».
Questo spiega ancora Giacomo Giannarelli, precisando anche che la Comunità Europa pone obiettivi di recupero e riciclo, non di raccolta differenziata. Dunque raccogliere in modo separato del materiale che fin dal principio si sa essere  inutilizzabile si traduce solo un costo ingiustificato e un inutile sforzo per i cittadini.
 

«…. noi vorremmo capire con esattezza le quantità di spazzatura differenziata che finiscono in discarica. Invece, questi dati non sono disponibili. Si parla di percentuali generiche. Gli Ato [Ambiti Territoriali Ottimali] non forniscono questi dati, con la giustificazione che dovrebbero averli i gestori dei servizi o chi gestisce gli impianti di trattamento. Ma questo è inaccettabile, perché da questi dati dipende la fatturazione: infatti, dal costo del servizio si deve scomputare il ricavato della vendita dei prodotti riciclati sul mercato e si deve caricare il costo dello smaltimento dei rifiuti negli impianti…». Ha ragione Giannarelli pagare due volte per raccolta e smaltimento dello stesso rifiuto è inaccettabile. E' inaccettabile pagare per un rifiuto che prima di essere "scartato" viene sottoposto a trattamenti in impianto, con alti costi di esercizio ed aggravi manutentivi (…più aumenta la quantità di rifiuto trattata, più la macchina lavora e più richiede manutenzione…)

 
Giannarelli ha le idee chiare e si dimostra molto preparato in una materia dove altri brancolano decisamente nel buio. Una materia della quale i cittadini capiscono bene l'importanza quando le imposte connesse all'erogazione del servizio, vengono recapitate a casa.
 
E quanto arrivano, vanno pagate e anche di corsa, altrimenti ci si ritrova in balia di Equitalia, o chi per essa…
 
In ultimo, parliamo anche un po' di Prato, della nostra circoscrizione ed ex-Provincia pratese: forse molti non sanno che la Toscana, la ridente terra dove il centro sinistra impera da quasi cinquanta anni, con i suoi 596 chili di rifiuto pro capite prodotto, è campionessa di produzione dei rifiuti pro capite: secondo Ispra (Istituto superiore perla ricerca e la protezione ambientale), seconda solo all'Emilia Romagna (…altra regione rossa…)
 
Dopodiché diciamo anche in Toscana, la maglia nera di "sudicioni toscani", almeno dal 2013, va ai pratesi (prima era di Livorno) : ben 673 chili di spazzatura a testa!!!
 
Si capisce che per prendere di petto il problema, c'è bisogno di un Presidente della Regione con le idee chiare e questo non può essere che Giacomo Giannarelli del Movimento Cinque Stelle.
 
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