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sabato 23 settembre 2017

VIAREGGIO: SENTENZA SULLA VENDITA DEGLI IMPIANTI SPORTIVI, ADESSO VOGLIAMO I RESPONSABILI DI QUESTO ENORME DANNO PER LA CITTA' !




SENTENZA SULLA VENDITA DEGLI IMPIANTI SPORTIVI: ADESSO VOGLIAMO I RESPONSABILI DI QUESTO ENORME DANNO PER LA CITTA' !

La sentenza del Collegio del Tribunale di Lucca che si è pronunciato in merito al reclamo ex art. 36 c. 2 L.F. avanzato dal Sindaco Del Ghingaro, quale legale rappresentante del Comune di Viareggio, avverso la vendita dei beni della fallita Viareggio Patrimonio - Principino, impianti sportivi e appartamenti per civile abitazione - come predisposta dal programma di liquidazione del Curatore Fallimentare in data 15.05.2017 e confermata dallo stesso Giudice Delegato con provvedimento del 29.06.2017, ha dato ampie risposte sul piano giuridico, bastonando tutte le tesi del Sindaco e condannando il Comune sia ad ingenti spese legali che per aver dato luogo ad un processo inutile e costoso.

- Ha infatti preliminarmente affermato, in merito al Principino, che la reclamante non ha impugnato il provvedimento del G.D. che ha autorizzato la vendita, precludendosi il reclamo avverso il programma di liquidazione. Fatto giuridicamente grave !

- Ha riaffermato che il trasferimento di beni di proprietà del Comune a un soggetto privato modifica il regime giuridico dei beni conferiti o altrimenti alienati a tale soggetto, determinandone, come nel caso della Patrimonio, da una parte la possibilità di attingere al credito bancario ma dall'altra che il patrimonio sociale debba essere garanzia per i creditori, conseguenza fisiologica di ogni regime di rischio d'impresa.

- Ha sottolineato che tale soluzione ha il pregio di responsabilizzare gli amministratori locali perchè la scelta del modello privatistico non può essere senza conseguenze e ha finito, altresì, per condannare il Comune di Viareggio al pagamento delle spese legali che fra onorari, spese generali, iva e cpa si aggirano sui 50.000,00= euro ed al pagamento, ex art. 13 comma 1 quater DPR 115/2002, di un importo pari al contributo unificato perchè sussistenti i presupposti della responsabilità di aver intentato un processo inutile e costoso.

Fin qui gli aspetti di diritto ma le considerazioni politiche non possono essere da meno e debbono partire proprio dalla "responsabilizzazione degli amministratori locali" alle quali fa cenno il provvedimento.

La sentenza del Tribunale di Lucca, infatti, dimostra come il sistema delle partecipate, a partire dalla Viareggio Patrimonio, volute dall'Amministrazione Marcucci, si sia dimostrata una scelta fallimentare per i viareggini e per la città come dicevamo all'epoca e come abbiamo cercato di dimostrare anche mediante una Commissione di Indagine più volte richiesta dal sottoscritto in Consiglio Comunale e rifiutata dall'Amministrazione Del Ghingaro che ha sempre dichiarato di vedere nel Sindaco Marco Marcucci un punto di riferimento e, non a caso, sostenuta dai "Marcucciani" nel corso della campagna elettorale del 2015, alla faccia di tanti elettori in buona fede.
Pertanto, alla luce della cristallina sentenza del Collegio del Tribunale di Lucca, riteniamo che Viareggio e Torre del Lago, i viareggini ed i torrelaghesi abbiano diritto di sapere chi sono i responsabili di questo danno enorme, sia da un punto di vista giuridico dove - mi auguro al più presto - opereranno gli organi competenti, sia sotto il profilo politico per l'accertamento del quale torniamo a chiedere che sia istituita la Commissione di Indagine ex articolo 18.
Quanto alle spese che il Comune di Viareggio dovrà pagare per aver perso un processo inutilmente intentato, è da valutarsi se vi sono gli estremi per l'intervento della Corte dei Conti.

Avv. Massimiliano Baldini
Capogruppo
Movimento dei Cittadini per
Viareggio e Torre del Lago Puccini

  

venerdì 30 maggio 2014

CENTRO SPORTIVO DI ANEMONE SEQUESTRATO, MA DA NOI NON SUCCEDE ???

NEL NOSTRO PICCOLO , DELLA VALLE DEL SERCHIO
PENSATE CHE NON ESISTONO FAVORITISMI AD ALCUNI IMPRENDITORI ???

QUESTO E' CIO CHE E' SUCCESSO A ROMA
AL SALARIA SPORT VILLAGE......

Gli uomini del Comando Provinciale di della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito il sequestro del centro sportivo "Salaria Sport Village", di proprietà dell' imprenditore Diego Anemone, del valore complessivo di circa 200 milioni di euro.

"Dal meccanismo estesissimo di corruzione è derivato per Anemone un esponenziale arricchimento e la trasformazione da imprenditore di modeste dimensione a dominus di fatto di un gruppo societario di grande rilievo, che si è visto aggiudicare nel periodo 1999-2009 appalti pubblici per 450 milioni di euro". E' quanto scrivono i giudici del tribunale di Roma, sezione applicazione misure di prevenzione, nel decreto di sequestro del Salaria Sport Village e delle società del gruppo riconducibile all'imprenditore romano. Per i giudici Anemone "avvalendosi anche della collaborazione del fratello Daniele ha realizzato - scrivono nel decreto di sequestro - unitamente ad Angelo Balducci (ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici), il noto "sistema gelatinoso" di assegnazione dei maggiori appalti pubblici degli ultimi anni". Un sistema connotato da "procedure semplificate e meno trasparenti nella selezione delle imprese aggiudicatarie sebbene per importi elevatissimi. Poteri in capo all'apposito Dipartimento costituito presso la Presidenza del Consiglio definiti dagli stessi interessati: "patente per uccidere"".

Anemone è un soggetto "dedito abitualmente a traffici delittuosi, in relazione al vivere abitualmente con proventi di attività delittuose, in un particolare contesto criminale che opera in altissimi ambienti istituzionali" scrivono i giudici. Nel descrive l'attività del gruppo, i giudici nel provvedimento di circa 40 pagine, scrivono che è stato messo in atto un uso "sistematico della corruzione e di articolati illeciti tributari diretti a camuffare erogazioni di tangenti e il reinvestimento dei proventi delle attività illecite". Le indagini hanno portato alla luce "un fenomeno di corruzione esteso e sistematico che vedeva da un lato, una intera gerarchia di funzionari pubblici corrotti e dall'altro, un numero chiuso di imprese favorite, prime fra tutto quelle del gruppo Anemone". Il tribunale ha, infine, fissato per il 23 giugno prossimo l'udienza davanti alla III penale, il contraddittorio tra le parti in ordine alle misure personali e patrimoniali.

"Abbiamo preso atto del sequestro notificato oggi dalla Guardia di Finanza. Non sono stati apposti i sigilli pertanto l'attività del Salaria non ha subito alcuna interruzione e proseguirà regolarmente, secondo la normale programmazione sportiva e sociale" afferma l'amministratore unico del Salaria Sport Village, Stefano Morandi. "Nella sostanza, si tratta di una duplicazione dei sequestri già in atto, tanto è vero che sono stati nominati gli stessi amministratori giudiziari", conclude.

QUESTO E' IL MALAFFARE CHE IN TUTTA ITALIA HA ROVINATO IL NOSTRO PAESE !!!!
Chi sa' e non parla e' colpevole della rovina del paese , ma per fortuna dalle nostre parti alcuni dipendenti comunali hanno una coscienza !!!
E tante cose vengono fuori.......
Ma ci possiamo fidare della magistratura ???
O troveremo un muro di gomma ???