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giovedì 9 luglio 2015

Publiacqua spa: cittadella Renziana tra perdite d’acqua e indagini giudiziarie. di Fedi.

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"Publiacqua s.p.a.: cittadella Renziana tra perdite d'acqua e indagini della Magistratura" di Francesco Fedi
 
Da anni la gestione dell'acquedotto pratese da parte di Publiacqua s.p.a., ci sta regalando spettacoli di giochi d'acqua in varie parti della città. Zampilli e inusuali sorgenti spuntano ovunque, aprendosi varchi nell'asfalto e le immediate segnalazioni dei cittadini non sono mai evase prima che metri cubi di metri cubi d'acqua si  siano versati in fognatura.
 
Centinaia e centinaia le segnalazioni, decine gli episodi solo nelle ultime settimane; a Santa Lucia, in via Magazzini  a Tobbiana, in  Via per Iolo, a Le Badie,  in via Migliore di Cino, a Tavola, in Via Braga. Il più spettacolare è stato però sicuramente il "geyser" spuntato d'improvviso in Via Cantagallo a  Villa Fiorita, con un getto d'acqua spruzzato in aria per qualche metro…
 
Alcune rotture avvengono, sembra, anche più volte nello stesso punto e c'è chi dice che il motivo stia in lavori di riparazione effettuati in modo ortodosso. Per questo nei chiacchiericci di paese si dice che sia tutto fatto apposta per far girare gli appalti e far lavorare le solite ditte anche più volte nello stesso punto.
 
In fondo è vero che per dare uno scossone al PIL si potrebbe fare anche così.. ..tanto i conti di Pubbliacqua, alla fin fine, li pagano i cittadini.
 
Proprio oggi però a interessarsi della società  Publiacqua c'è anche il Settimanale Panorama, con un articolo di Paolo Romano. Questi ci mette davanti come questa società a partecipazione pubblica, gestore dei servizi idrici nelle province dì Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo, sia da tempo un "feudo renziano": Presieduta oggi da Filippo Vannoni, genero dell'ex presidente della Corte costituzionale, Ugo De Siervo, e cognato di Luigi, ché guida l'associazione dirigenti della Raì, questi è succeduto ad Erasmo D'Angelis, ex-sottosegretario alle  Infrastrutture e Trasporti del Governo Letta e neo-direttore de l'Unità.. ..un giornale fondato da Antonio Gramsci, più volte sepolto e, in ultimo resuscitato, sempre con onere a carico della collettività, da Matteo Renzi… .

Come D'Angelis, chi nel PD riesce a strappare un qualche strapuntino in Publiacqua, ha buona possibilità di avere un roseo futuro politico, come è stato nel caso di Maria Elena Boschi, infilata di gran lena nel CDA quando ancora fresca di studi, e da questo dimessasi solo conseguentemente la sua elezione in Parlamento.
 
Come ogni buona società partecipata che si rispetti, non mancano in questa gli indagati, come poi Caterina Ammendola, funzionaria regionale ed ex-Vicepresidente della società in questione, che di recente è stata  rinviata a giudizio per peculato e truffa.
 
Soprattutto c'è l'amministratore delegato Alberto Irace, renzïano di scuola partenopea, interessato da un'indagine per appropriazione indebita, dovuti al fatto che Publiacqua, in barba ai ben noti esiti del referendum del 2011, ha bellamente continuato a pretendere dai suoi utenti la remunerazione del capitale investito… … Questo in un'inchiesta in cui si indagava anche facendo chiarezza sugli investimenti di Publiacqua effettuati nel 2012. Dunque non solo sembra che si sia pagato mentre non si era tenuti a farlo, ma si è pagato anche per qualcosa che è di per sé andato al vaglio della magistratura…
 
Diciamo pure, tutto secondo lo schema classico delle indagini di questi tempi: c'è una società pubblica e la  grande opera, che sta nella la gestione dell'acqua nell'ex-Ato 3 Toscano- . Una vicenda costata anche il mandato di Assessore all'Ambiente del comune di Pistoia a Ginevra Lombardi. Il Sindaco di quella città non ha infatti gradito il fatto un suo assessore si sia permesso di chiedere alcuni chiarimenti al direttore dell'Autorità idrica toscana (AIT), Alessandro Mazzei, sul motivo per cui di 78 milioni i Euro di investimenti previsti nel 2012 dalla delibera di Ato 3, Publiacqua ne avesse  rendicontati in bilancio solo 63 circa.
 
Dunque questa è Publiacqua s.p.a. … ..e cosa vuoi che sia se a Villa Fiorita zampilla acqua in cielo o se a Tavola si ripara più volte lo stesso tubo?...
 
 
 
FRANCESCO FEDI , PRATO .

mercoledì 8 luglio 2015

ACQUEDOTTI CON TUBI IN AMIANTO, COMITATI CHIEDONO LA SOSTITUZIONE.

 L'ACQUA E' DI TUTTI, NON DI PRIVATI.

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Oggetto: Publiacqua ed altri consorzi idrici Toscani, Tubature di Cemento-Amianto

Alle associazioni Nazionali per la protezione dei consumatori

In una scala di valori è più importante "la precauzione" e quindi mettere in atto tutte le misure per prevenire eventuali conseguenze sulla popolazione che poi hanno indirettamente possibili correlazioni anche sul piano economico/sanitario Regionale, oppure...discutere sul vuoto normativo, "aspettando" che qualcuno magari...metta un limite di inquinamento "funzionale" solo ad interessi economici.

Nei fatti, come dimostra lo IARC,.......e non un Comitato qualsiasi. non ha senso mettere per legge che l'acqua potrebbe contenere un minimo di amianto, quando lì l'amianto non ci deve proprio stare !!! Oppure si vuol legalizzare una quantità minima,...per POTER MORIRE A NORMA DI LEGGE !! Si pone poi una questione di DIRITTO,...ovvero noi paghiamo un bene PRIMARIO che dovrebbe essere sano/pulito/limpido, non contaminato, ma se il fornitore mi consegna il bene in questione soprattutto POTENZIALMENTE CANCEROGENO è corretto che venga pagato ??

Ad esempio se ci sono CRITERI DI PROTEZIONE DEL CONSUMATORE per l'acquisto di BENI DI CONSUMO, dove l'utente ha il diritto di recesso e riconsegna del bene recuperando il costo pagato, perché noi dovremmo continuare a pagare un fornitore che mi consegna non prodotto qualsiasi, ma un BENE PRIMARIO in una condizione NON CONFORME ??

Forse è arrivato il momento di fare qualche "Class Action" e/o sospendere il pagamento delle bollette, INFATTI I NOSTRI SOLDI SONO BUONI, NON SONO FALSI ed allora IL GESTORE ci deve fornire acqua SANA e NON POTENZIALMENTE CANCEROGENA.!.

Saluti Gianfranco Ciulli
Portavoce Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia
www.pianasana.org
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giovedì 12 febbraio 2015

ROMANELLI (sel toscana) SULLE TUBATURE IN AMIANTO DEGLI ACQUEDOTTI.

SECONDO ROMANELLI I COSTI DELLA SOSTITUZIONE
DELLE TUBATURE IN AMIANTO DEGLI ACQUEDOTTI
NON DEVONO RICADERE NELLE BOLLETTE DEI CITTADINI !!!

COMUNICATO STAMPA, Firenze, 11/02/2015
SULLA INTERROGAZIONE DI ROMANELLI IN CONSIGLIO REGIONALE

Reti Idriche in cemento-amianto, risposta interrogazione.
Romanelli (Sel): "se bene i primi dati escluderebbero rischi immediati per la salute, gli oneri relativi alla sostituzione non possono essere caricati in bolletta"

"I dati forniti oggi dall'Assessore Bramerini, in risposta alla nostra interrogazione circa la questione delle tubature in cemento amianto presenti nella rete idrica toscana, sembrerebbero tranquillizzanti sull'aspetto dell'assenza di rischi immediati per la salute, e questo non può che farci piacere" - commenta il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Maurto Romanelli.

"Su circa 33.000 km di condotte acquedottistiche in Toscana, quelle in cemento amianto sono pari al 6%, circa 1900 km, e nello specifico caso del territorio gestito da Publiacqua, si parla di 247 km di condotte in cemento amianto su circa 7100 km complessivi (3,5%). Nella prima campagna di indagini e campionamenti effettuata dai gestori del servizio idrico, le fibre di amianto sono risultate assenti in quasi la totalità delle analisi ed in un solo caso si è avuto il massimo valore di 22500 fibre/litro, a fronte di un limite massimo precauzionale stabilito dall'Epa (unico riferimento mondiale, secondo la Giunta) di 7 milioni/litro".

"Sono dati appunto confortanti che possono tranquillizzare i cittadini nell'immediato, e rassicurare le amministrazioni nel portare avanti senza indugio le politiche ecologiche di installazione dei fontanelli, e di eliminazione dell'acqua in plastica nelle mense pubbliche. E certamente tutte quelle associazioni, liste civiche, cittadini, che hanno sollevato il tema, e che si sono costituite in appositi comitati, non intendevano certo generare allarmismi inconsulti, ma richiamare alla necessità di applicare il principio di precauzione".

"In questo senso, proprio in ossequio a questo principio, e visto che in futuro l'usura potrebbe rendere la situazione peggiore, è necessario proseguire comunque senza indugio nel programma di sostituzione delle tubature, come occasione anche per ammodernare la rete, cosa di cui vi è certamente bisogno".

"Su questo aspetto, la risposta della Giunta è deludente e fa registrare preoccupanti passi indietro, rispetto a quanto almeno si era letto sui giornali: i costi afferenti alla sostituzione delle tubazioni in cemento-amianto vanno a costituire una voce cui deve essere assicurata copertura finanziaria da imputarsi a tariffa, almeno così ci risponde la Giunta".

"Tutto ciò è davvero inaccettabile, dopo i non banali profitti che in questi anni hanno conseguito i soggetti gestori del servizio idrico. La sostituzione delle tubature deve essere a loro carico e non deve essere pagata con ulteriori esborsi da parte dei cittadini. Su questo noi siamo convinti e continueremo a dare battaglia con la massima determinazione"

-conclude Romanelli.