ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

martedì 9 giugno 2015

“Prato – Sul Tribunale sventola bandiera bianca...” di Francesco Fedi . (CLICCA QUI).

__________________________________________________________________

"Prato – Sul Tribunale sventola bandiera bianca.." di Francesco Fedi
 
«IL TRIBUNALE di Prato deve essere accorpato a quello di Firenze, così i dipendenti pratesi potranno godere degli stessi benefici e delle stesse attenzioni riservate a quelli fiorentini.. …Ci sono persone che si stanno ammalando per i carichi di stress e lavoro. Siamo stufi di parlare ad un datore di lavoro sordo, cieco e a volte inadeguato al suo ruolo … … Il sottosegretario Ferri è venuto a Prato ad annunciare rinforzi per gli uffici giudiziari senza sapere qual è la situazione del tribunale. Da più di 15 anni non c'è un concorso pubblico e ogni anno perdiamo personale… … La nostra pianta organica prevede 64 dipendenti ed è già sottodimensionata rispetto alle reali esigenze. I dipendenti da settembre saranno 42 perché altri 4 hanno chiesto e ottenuto di essere trasferiti, Ferri lo sapeva bene quando è venuto a Prato ed è stato quantomeno poco chiaro parlando di rinforzi e di certi numeri che poi sarebbero cambiati...».
 
Queste le parole di commenta Giovanni Iorio, segretario pratese della funzione pubblica della Cgil. Parole che ci testimoniano la realtà di un sindacato, di un tribunale e di un'intera città allo sbando. Prato, la città abbandonata a sé stessa, dove chi delinque sa di avere buon gioco e quei pochi che vengono "pizzicati" sanno di poter confidare su di un Tribunale al collasso.
 
Iorio parla di accorpamento con Firenze, dimenticandosi dell'interesse della città e dei lavoratori pratesi che invece dovrebbe tutelare. Alcuni mesi fa fu il Presidente del Tribunale Nicola Pisano a farsi sentire.
 
Tutto questo nonostante a Gennaio, in occasione della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, presso la Corte d'appello di Firenze il  Procuratore della Repubblica facente funzioni Antonio Sangermano, avesse snocciolato le cifre drammatiche della criminalità a Prato. -

Iorio, la Cgil, hanno gettato la spugna, ed hanno pensato di inviare una lettera al presidente della Repubblica affinché faciliti il percorso di fusione e garantisca il diritto alla giustizia anche a Prato. Contestualmente, un atto di diffida all'indirizzo del ministero della giustizia e della corte di appello di Firenze, per tutelare i dipendenti pratesi da eventuali inadempienze causate dalla carenza di personale.
 
E' il fallimento di quel "Tavolo Prato", frutto della visita pre-elettorale dei tre sottosegretari Lotti, Ferri e Giacomelli dello scorso 15 Maggio. Una ridicolezza, sfociata in un documento dove ai  pratesi si tentava di spiegare che la soluzione ai problemi di sicurezza, legalità e della giustizia a prato, si sarebbero risolti con il trasferimento di 25 uomini delle forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia, GdF…) e 3 unità del personale amministrativo/ausiliario, ossia, più volgarmente, anche degli "uscieri" per il tribunale.
 
A il problema, se si parla del Tribunale,  è che a Prato non manca chi sta nell'atrio a vedere un po' chi passa, a manca il personale operativo necessario a fa girare la macchina della giustizia: 

«." …I posti messi a disposizione per il tribunale di Firenze sono 23. A Prato soltanto uno. Se si guarda invece tutti gli uffici giudiziari, per quelli fiorentini i posti sono 37, mentre per tutte le altre sedi della toscana sono in totale 41. Per forza di cose chi decide di trasferirsi in Toscana lo fa arrivando a Firenze… …nella situazione attuale ci dedichiamo a malapena alle urgenze e a smaltire gli arretrati». Queste le parole di conferma dei delegati della RSU interna…

E' sempre più chiara la linea politica che vuole fare di Prato una down-by-low-Area. Un territorio dove si può fare di tutto: dal traffico di clandestini, alla riduzione in schiavitù al lavoro nero, l'evasione totale, lo sfruttamento della prostituzione, le biche clandestine…
 
Ancora ieri, ennesimo intervento della squadra interforze, presso una ditta di confezioni gestita da cittadini cinesi: al Soccorso, in un'area tra le più popolate della città ed a breve distanza dal Centro, dei 7 operai impiegati, un ventisettenne è risultato clandestino e già destinatario di  un procedimento di espulsione emesso nel 2009,  ma ignorato.
L'immobile, risultato in condizioni igienico-sanitarie assai lontane dalla norma, era stato anche dotato di 5 loculi-dormitorio,  ricavate al di sotto di una tettoria esterna. Tutto posto sotto  sequestro, macchinari compresi. Tutta da verificare anche la responsabilità, per la quale si parla di un cittadino cinese, non presente al momento dell'ispezione e denunciato per favoreggiamento alla permanenza di clandestini e sfruttamento di manodopera irregolare.
 
Ma questo è solo un intervento tra le centinaia che occorrerebbero anche solo nella stessa zona o le migliaia in tutta l'area fiorentino-pratese.
 
I numeri dell'attività di controllo sono roba da cabaret…  Venerdì scorso, 5 giugno 2015, il Sindaco di Prato Matteo Biffoni ha convocato una conferenza stampa per annunciare una clamorosa rivelazione: "Non ci sono soltanto i capannoni cinesi … … ci sono anche controlli su altri tipi di impresa …".
 
Gli altri tipi d'impresa erano poi i locali vari e "centri massaggi". In questi, nel mese di maggio, i controlli dei NAS dell'Arma dei Carbinieri hanno potuto riscontrare la presenza di 32 lavoratori a nero, 3 violazioni penali per alimenti in cattivo stato di conservazione, 12 infrazioni amministrative per mancata tracciabilità degli alimenti o mancanza di Haccp, con 600 chili di alimenti sequestrati tra carne, pesce e farine perché privi di etichettatura in lingua italiana e delle certificazioni per l'ingresso nella comunità europea, il tutto  per un totale di  due minimarket e un ristorante chiusi, tre persone segnalate all'autorità giudiziaria e nove a quella amministrativa, sanzioni per complessivi 64mila euro.
 
Questo in una città dove è noto che la presenza di stranieri irregolari si attesta su cifre dell'ordine della decina di migliaia di unità e dove le esercizi commerciali che, a tutto dire, appaiono necessitanti di controlli, saranno anche qualche migliaio.
 
Nell'occasione il capitano dei Nas Fedele Verzola, ha spiegato come da parte loro, l'attività di controllo andrà avanti e ciò con il fine di "…bonificare l'area…". e se sulle buone intenzioni dell'Arma, non si può avere alcun dubbi, dubbi vi sono semmai se questa, a livello più alto ed in termini di dotazioni e di personale disponibile, vorrà davvero essere messa in condizione di operare una vera e proprio "ATTIVTA' DI BONIFICA"  o se, come i numeri ci dicono, non si potrà fare di meglio che andare a pescare qua e là un po' nel mazzo…
 
Verzola ha poi parlato di "…un'azione repressiva e insieme costruttiva con l'obiettivo è fare in modo che di fronte ad un aumento dei controlli ci sia un calo delle irregolarità per effetto del passaparola…". Una frase che ci dà tutta la misura di quanto sia difficile il suo mestiere.
 
Una difficoltà data dalla totale assenza di una certezza del diritto e di norme inadeguate: infatti a comporre i numeri della "conferenza stampa delle beffe", c'è anche il famoso "centro massaggi" di Viale della Repubblica, quello davanti alla Scuola Media "Pier Cironi", segnalato dal Preside per la presenza in vetrina di ragazze cinesi non troppo vestite. Lì i sigilli scattarono, per la presenza di una doccia solare che lasciava presagire all'esercizio di un'attività di estetica, priva delle necessarie autorizzazioni….
 
Dunque, pagata la multa, il centro ha riaperto, tornando a girare a pieno regime….
 
Ma forse anche questa è la sintesi di tutto: irrorare delle semplici sanzioni amministrative e far ripartire l'attività, senza andare a cercare "quello che non c'è"… ..anche perché, non sia mai (!), che si debba appesantire ulteriormente l'attività del già ingolfatissimo Tribunale di Prato…

Nessun commento:

Posta un commento