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BIRRE DI BAVIERA - Chifenti, Borgo a Mozzano - via Europa Unita, 5 (clicca sulla foto)

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sabato 3 giugno 2017

ASTRONEWS 03/06 : Buona lettura con la newsletter di Media INAF




Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF

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INTERVISTA A MARCO TAVANI
In concomitanza con l'onda gravitazione del 4 gennaio scorso, circa mezzo secondo prima, il piccolo satellite italiano ha registrato un segnale debole ma interessante. «Potrebbe essere associato all'evento Gw170104, e la conferma potrebbe venire dalla rivelazione combinata di più satelliti», dice Marco Tavani a Media Inaf
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VOCI E DOMANDE DELL'ASTROFISICA
Con la scoperta delle onde gravitazionali si apre una nuova branca dell'astronomia, l'astronomia gravitazionale. Le onde gravitazionali, al contrario dei fotoni, viaggiano indisturbate nello spazio tempo, attraversando tutto ciò che incontrano: messaggere perfette, dunque, dal Big Bang fino a noi
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OSSERVATO IL SISTEMA LUHMAN 16
Grazie a una serie di accurate osservazioni con il telescopio spaziale più famoso al mondo, un team di ricercatori guidato da Luigi Bedin dell'Inaf ha caratterizzato con grande accuratezza i moti di un peculiare sistema binario, che si trova a soli sei anni luce da noi
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DUE BUCHI NERI A TRE MILIARDI DI ANNI LUCE
Il 4 gennaio di quest'anno i ricercatori della collaborazione Ligo/Virgo hanno identificato, per la terza volta, una sorgente di onde gravitazionali generate dalla fusione di un sistema binario di buchi neri, localizzato a 3 miliardi di anni luce, che ha prodotto un oggetto di circa 49 masse solari. I risultati, annunciati oggi, sono pubblicati su Physical Review Letters
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LA PROSSIMA VOLTA A SETTEMBRE
È presumibilmente un gigantesco pianeta gassoso anellato che fa cucù di fronte alla stella PDS 110 a determinarne le inspiegabili eclissi ogni due anni e mezzo. E allora, lucidate i cannocchiali e aiutate i ricercatori: il prossimo occultamento è previsto a settembre e la stella è abbastanza luminosa da poter essere osservata con telescopi amatoriali
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HA DIMENSIONI MOLECOLARI. LO STUDIO SU NATURE
Uno studio appena uscito sulla rivista Nature dimostra che è possibile generare un buco nero "elettomagnetico" di piccolissima taglia: le dimensioni di una molecola. Estraendo 54 dei 62 elettroni di una molecola di iodometano, infatti, i ricercatori sono riusciti a creare un oggetto in grado di attirare altri elettroni con una forza superiore a quella gravitazionale di un buco nero stellare
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OSSERVAZIONI TRE VOLTE PIÙ RAPIDE
Un nuovo studio teorico - tutto targato Inaf - introduce i reticoli di diffrazione multiplexing, una tecnologia innovativa basata su nuovi materiali fotopolimerici per astronomia. Mediante un semplice upgrade degli strumenti esistenti, permettono di ottenere un numero maggiore di spettri per singola osservazione. Ce ne parla il primo autore, Alessio Zanutta
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MESSA ALLA PROVA UNA TEORIA ALTERNATIVA
Un gruppo di astronomi ha dimostrato, basandosi su tre anni e mezzo d'osservazioni compiute con il telescopio hawaiano Pan-Starrs, che i buchi neri sono proprio quelle singolarità "divoratrici di materia" previste dalla Relatività generale di Albert Einstein. E non, come alcune teorie alternative propongono, sfere non collassate dalla superficie dura e compatta
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DA UN LICEO DI ROVIGO IL VIDEO DEL PASSAGGIO
Appena partita e ancora in rodaggio, la rete per l'osservazione di meteore brillanti del progetto Prisma mette a segno un colpo straordinario: due delle camere all-sky filmano il passaggio del bolide eccezionale di martedì sera. Ne parliamo con Daniele Gardiol, coordinatore nazionale di Prisma
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LA SCOPERTA DI UN TEAM DI SEI ASTROFISICHE ITALIANE
Troppo in fretta e senza farsi notare. Così si formarono i primi buchi neri supermassicci. Come ci sono riusciti? Una possibile risposta arriva da uno studio, pubblicato su Mnras, guidato da Edwige Pezzulli, dottoranda alla Sapienza – Università di Roma e all'Osservatorio astronomico dell'Inaf di Roma

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