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domenica 28 febbraio 2016

IN MONTAGNA CITTADINI DISTRATTI

PARLIAMO ANCORA DI FUSIONI




Sabato 27/02/2016
Si è tenuta a San Marcello Pistoiese, l'ennesima assemblea popolare affinché i cittadini della Montagna fossero messi in condizione di poter decidere autonomamente sul referendum consultivo de l'8/9 Maggio per la fusione dei comuni di San Marcello Pistoiese ed il comune di Piteglio.
A dire il vero le assemblee sono state due;
la prima nella sala consiliare del comune di San Marcello, dalle ore 15,30 alle 17,00 tenuta dalle maestranze del PD, sostenendo a spada tratta il sì alla fusione dei due comuni.
La seconda tenuta dalle 17,30 alle21,00 circa nella sala Baccarini di San Marcello Pistoiese, conferenza organizzata dal gruppo “Montagna a 5 Stelle”, con la partecipazione dei consiglieri regionali,
Gabriele Bianchi, Enrico Cantone, Sergio Barni, e di Emiliano Bracali, presidente del comitato Zeno Colò, alcuni partecipanti di Abetone ed il consigliere comunale di Cutigliano Marco Ferrari.
E l'intervento del cittadino Gianluca Gian Bartoloni, membro del comitato per la fusione dei comuni Granaglione e Porretta Terme, Comuni con fusione già avvenuta e ci ha portato la sua esperienza.
Inutile sottolineare che, vista l'importanza della discussione, mi aspettavo una serata con partecipazione più sostenuta. Certo di Sabato sera, E con una tempesta, in corso, ha fatto si che qualche volenteroso delle località periferiche se pur armato di buone intenzioni abbia desistito.
Dopo l'apertura di Marco Poli, del gruppo Montagna a 5 Stelle, ha preso la parola Sergio Barni portando la sua esperienza sulla prima fusione dei comuni in Toscana di Figline Valdarno ed Incisa Valdarno, alle quali lui stesso ha partecipato e seguito l' iter da vicino.
Poi è stata la volta di Gabriele Bianchi che, ha menzionato la fattibilità del progetto e problemi che si presenteranno ed i primi disagi che i cittadini dovranno affrontare considerando che l'estensione del territorio, le risposte dei pro e dei contro che ogni cittadino pone e discute piuttosto al bar o dal barbiere molto spesso senza avere risposte esaurienti e, la serata era stata ideata per affrontare e dare risposte esaurienti ai cittadini.
Enrico Cantone ha invece simulato le ovvie domande che qualcuno avrebbe voluto fare ed ha dato le risposte del caso con esauriente cipiglio specialmente sulla parte finanziaria in cui alla fusione seguirà una quantità di denaro di circa sette milioni in quindici anni..... E poi? Finiti i soldi? (forse) lo dico io, che con l'attuale governo visto i precedenti fidarsi è da Kamikaze, che invece di vento divino sembra a quel che abbiamo toccato fin da oggi, un suicidio volontario ma, è opinione personale. A fine serata ha prevalso il sì dei presenti alla fusione ma la parola al referendum. E se pur arrivassero soldi per rilanciare la Montagna dovremmo affrontare prima la fusione di tutti i comuni montani per poterne trarre benefici, il comune a due sembra e sicuramente è, una “cura palliativa”.
La fusione sperata da tutti era la fusione dei quattro comuni montani che, sicuramente in un futuro prossimo ci sarà l'esigenza per la salvezza della Montagna di effettuarla al più presto, per non sperperare inutili risorse dovremmo annullare la Fusione di Abetone Cutigliano e, chiamare i cittadini a formulare una nuova espressione di un unico comune montano cioè, fare le cosa con serietà e coerenza.
A meno che non serva al PD due comuni per monitorare la cittadinanza ed a forzare ancora di più tagliare quel minimo di democrazia che ci resta.
Forse è anche questo il motivo di tanta assenza alla partecipazione e la fusione di Abetone Cutigliano ci ha insegnato, che nelle mani di questo governo non conta la volontà del popolo ma del padrone di turno.
Lo vediamo tutti i giorni a livello nazionale e, lo abbiamo sperimentato con i nostri disagi anche sulla nuova sanità Toscana.
Insomma è emerso sopratutto che a decidere siano i cittadini per rispettare le volontà popolari e dare sostegno alla sempre più sottile democrazia.
Questo è il motivo di insistere sulla partecipazione di più numerosi cittadini, l'unione da forza,dobbiamo intervenire finché la volontà e la democrazia abbiano ancora un significato e lottare per la salvezza della Montagna e, del futuro dei suoi abitanti.