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sabato 13 febbraio 2016

FUSIONI?IL PUNTO NON è Più QUELLO...Appennino Pistoiese di Marco Poli


Il caso”fusioni”che ha tanto infuocato nelle settimane passate,e che stà ancora muovendo gli animi della gente,ha superato secondo me la questione si,no,meglio la fusione a 4.Il punto vero che ha indignato tutti,tranne quelli del PD che ormai è senza vergogna,è il raggiramento delle più fondamentali regole democratiche.
Finora le regole delle fusioni in Toscana erano chiare:si proponevano nei consigli comunali dei comuni che si volevano fondere,a quel punto si andava al referendum.Se in ogni comune interpellato vinceva il sì,il consiglio regionale procedeva all'accorpamento.Ma se anche in uno dei due comuni vinceva il no,allora la fusione non si faceva.Vero che il referendum era solo consultivo,ma finora la regione aveva rispettato l'esito.
Con Cutigliano-Abetone si è deciso diversamente,oltretutto a partita già giocata.In pratica si giustifica la procedura alla fusione in questo modo:si considera i voti dei due comuni come”corpo unico”e se i voti sono si per la maggioranza dei 2/3 si procede all'accorpamento dei comuni.
A parte che il sistema è ideato per avvantaggiare il si in maniera sproporzionale rispetto al no,considerare i voti,di due comuni, un unico blocco proprio in una consultazione dove si chiede se vogliono mettersi insieme,è quantomeno ironico,se non stupido.
Stupido naturalmente se si risponde a delle logiche di intelligenza e democrazia,non se si cerca di far passare per consultazioni popolari di decisioni già prese da pochi.
Premetto che sono favorevole alle fusioni dei piccoli comuni.In quanto rendono possibile un’ottimizzazione delle ormai scarse risorse, sia economiche che umane inoltre, unendo territori morfologicamente e culturalmente simili, è possibile procedere ad elaborare un progetto amministrativo di sviluppo e valorizzazione complessivo delle aree interessate.
Il percorso però deve essere scelto dai cittadini con una consultazione referendaria, anticipata da una sessione informativa capillare e plurale e che poi sia rispettato, il risultato del voto.
Cosa che invece non è certo possibile con le unioni dei comuni,dove nei casi(come quello della montagna pistoiese)dove non funziona,i costi aumentano notevolmente,mentre dove funzionano solo l'anticamera della fusione.
Ricordo inoltre che le Unioni sono antidemocratiche in quanto non elettive e che sono terze rispetto ai cittadini.Non c'è verso per esempio nell'unione dei comuni dell'appennino pistoiese per il cittadino di notificare atti direttamente all'unione.Anche i difensori”a spada tratto”di questo ente inutile sono per lo più piccoli partiti,che possono piazzare consiglieri eletti con una manciata di voti a decidere del destino di undicimila persone.
Il problema è che pur appoggiando le fusioni,il sistema antidemocratico di valutazione dei risultati non mi piace.All'assemblea che ha tenuto il PD sabato 6,nascosta(malamente)da pubblica,gli onorevoli e i consiglieri regionali invitati,tutti rigorosamente Pdini(l'unico non invitato dall'Amministrazione,il consigliere regionale M5S Bianchi era stato invitato dal meetup locale),hanno detto che in primis sono state le amministrazioni locali a proporre e dare il beneplacito alla fusione.Peccato che nessuna delle amministazioni della montagna aveva questo tipo di fusione nel programma elettorale.San Marcello e Piteglio avevano quella a 4,mentre Abetone e Cutigliano non ne avevano,quindi nessuna delle amministrazioni era stata eletta per le due fusioni a due.
Le due fusioni tra Abetone-Cutigliano e San Marcello-Piteglio,sono solo un escamotage del Partito Dominante (PD) per salvare la faccia, in quanto tale Partito dopo aver inizialmente lanciato e cavalcato, il progetto del “Comune Unico della Montagna Pistoiese” ha miseramente fallito e giustificando adducendo il fatto all’indisponibilità di Abetone a procedere (!!!). In realtà sono state le solite divisioni e litigiosità interne che ormai lo governano e che si riversano inevitabilmente sulla vita dei cittadini.
Con le fusioni a due non cambierà niente perché la fusione Abetone-Cutigliano in quanto il nuovo comunenon raggiungerà i requisiti minimi (3000 abitanti) per non associare le funzioni con altri comuni.Inoltre la fusione servirà solo a coprire i debiti del Comune di Cutigliano e far fare bella figura al Sindaco in trasferta e magari garantirgli un posto meno “decentrato”.
Nel caso dei comuni di San Marcello e Piteglio, il primo non ha nessuna necessità, ne di fondersi ne obblighi di associare le funzioni, visti gli abitanti (più di 6000), si tratterebbe solo di una solidarietà nei confronti del Comune di Piteglio, abbandonato dagli altri Comuni e dalla politica che li guida, probabilmente perché considerato non abbastanza dotato.
L'unica fusione realmente utile e fondamentale per la montagna, è quella dei 4 comuni  San Marcello Piteglio-Cutigliano- Abetone.E i miei sforzi procederanno sia come cittadino,come blogger e come attivista del meetup montagna a 5 stelle andranno in quel senso.Anche perché in questo momento l'unione dei comuni stà dividendo ancora di più la montagna,facendo costare molto di più le funzioni associate,di quanto non farebbero addirittura i singoli comuni,che però dato il numero degli abitanti non possono fare a meno di farlo.
In questo momento è difficoltoso parlare alla gente di fusione per vari motivi.C'è scarsa informazione e molta confusione,nonostante il comitato per il comune unico abbia detto di averla fatta,ma non mi meraviglia,essendo quasi tutti di derivazione Pdina,hanno una visione dell'”informazione”tutta loro.
Con l'antidemocraticità dimostrata con Abetone e Cutigliano,c'è nell'aria un ennesima dimostrazione strumentalizzazione e la dissacrazione, a spese dei cittadini, di un mezzo di democrazia diretta quale il referendum,da parte delle istituzioni.Non che da un partito che ha disatteso il referendum nazionale sul finanziamento pubblico ai partiti,quello sull'acqua pubblica o più recentemente proprio in toscana,quello sulla sanità(dove se sono studiate di sottoterra per non farlo),non c'è da aspettarsi molto.Tutto questo ha creato sfiducia nella gente,allontanandola ancora più dalle istituzioni.
La sfiducia nei promotori della fusione,che non suscitano fiducia nella gente,della serie”se quelli lì dicono di sì,io voto no!”.Senza contare che alcuni membri fondatori del comitato per il comune unico,come il sindaco di Piteglio Marmo,hanno fatto voltafaccia per”disciplina di partito”.O altri che accettano anche le due fusione,anche forzate,per un presunto bene della montagna.
In tutto questo non c'è molta speranza per far passare un idea buona come le fusioni.E come convinto sostenitore della democrazia diretta,non posso permettere che si calpesti il suo primo strumento,che è il referendum.E una volta che c'è stato,dopo una partita anche dura,ma rispettosa delle regole si accetta il risultato.Anche in questo caso mi batterò perché sia rispettato il voto degli Abetonesi nel pieno principio”non mi piace quello che dici,ma darei la vita perché lo dicessi”.Altrettanto vero che se alla fine venisse rispettato(cosa che dubito accadrà) ripartirò perché si faccia la fusione a 4 ovviamente dopo consultazione democratica.
Purtroppo visto che la regione ha già deciso,è praticamente sicuro che si farà San Marcello-Piteglio e Abetone-Cutigliano.All'Abetone e Cutigliano dopo che mi hanno riferito degli ultimi consigli comunali,dove nel comune di Zeno Colò la minoranza ha firmato un documento,dal sapore di inciucio con la maggioranza,mentre nel secondo lo stesso presentato dalla minoranza è stato rifiutato,non c'è molto da sperare.
Grazie ancora al PD per aver inquinato e reso antidemocartica un idea buona come la fusione.Ragazzi è più forte di loro rendere delinquenziale tutto.



Distinti Saluti.