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giovedì 31 marzo 2016

PARASSITI OPPURE SCIACALLI? di Nicola Polito

L'uomo non sarà mai un animale politico



Animale o vegetale il cui metabolismo dipende, per tutto o parte del ciclo vitale, da un altro organismo vivente, detto ospite, con il quale è associato più o meno intimamente, e sul quale ha effetti dannosi.

Gli italiani lo sanno e continuano a sopportarli, di fatto sono ben attaccati.
Prendiamo in esame a caso,qualche tipologia di parassitismo.
Il concetto di parassitismo è molto sviluppato in tutti i settori, gli esempi non mancano e nemmeno i trattati, a noi interessa altro.
Antenna parassitaria, antenna che non viene direttamente alimentata, ma è eccitata dai campi prodotti da altre antenne o elementi del sistema di antenne.
In aeronautica, un velivolo parassitario è un velivolo con pilota portato da un altro di mole maggiore, cui è vincolato sopra o sotto la fusoliera; può essere rilasciato, dopo la messa in funzione del propulsore, per la missione da compiere e successivamente atterrare o riagganciarsi al velivolo portatore con manovra opportuna.
Non sono biologo, mi piace giocare con la “omofonia linguistica” ovvero da tempo memorabile a certe definizioni sono stati dati volutamente due significati.
Ci interessano due parole per fornirvi la provocazione:
Parassiti e sciacalli.
Non è anacronismo, nel senso che non indicano periodi diversi di collocazione, nel nostro caso sono nati sicuramente nello stesso periodo e la differenza di parola può appartenere solo a questa o a quella stratificazione sociale, ma con le stesse finalità.

Si può dare del "parassita" ad un politico, a patto che l’espressione «rientri in un percorso argomentativo e come corollario di un ragionamento». A sdoganare, a precise condizioni, l’iperbole, è la Cassazione che, riconoscendo che «un uomo politico è più esposto del comune cittadino alle critiche e ai giudizi dell’opinione pubblica in ragione del mandato rappresentativo che ha ricevuto e della necessità di rendere conto del suo operato», spiega che è possibile «giustificare come espressione di ’folclore giornalistico l’attribuzione del termine parassita a uomini politici». L’importante, per non offendere la reputazione dei diretti interessati, è che l’espressione iperbolica venga motivata con una serie di ragionamenti.
Da questo punto di vista, l’iperbole è il corrispettivo grammaticale e retorico dei dispositivi linguistici mediante cui si determina il grado con cui diverse entità comunicano la loro idea (ad es., il superlativo degli aggettivi).
Sciacalli oppure “l'Accademia della Crusca” ci potrebbe bacchettare, sciacallaggio politico.
Già quando tuona, lampeggia da molte parti, per restare in tema.
Non vorrei che la blogger antispecista Stefania Sarsini ci richiamasse all'ordine, non per difendere i politici ma per totalitaria difesa degli sciacalli che non arriverebbero alla stessa crudeltà.
D'altronde non sono il primo a cimentarmi nel dire alcune verità giocando con le parole.
Per carità, il mio è un gioco che non ha niente a che vedere con menti superlative e colte dove riescono molto meglio di me a mettere sotto i riflettori una determinata anomala situazione e di paragoni ed esempi di cattiva e scialba politica, c'è l'imbarazzo della scelta in tutti i periodi storici.
Nel romanzo distopico di George Orwell (George Arthur Blair, 1903-1950) si parlava della fattoria degli animali riferita agli avvenimenti della guerra civile di Spagna (1936-1939).
Come allora ancora oggi tutti i cittadini a torto considerano alcuni politici animali.
Invece no l'uomo non potrà essere un animale politico.

Le formiche e le api sono giustamente considerate da Aristotele “animali politici”, l'errore è quello di considerare “animale politico” anche l'uomo. Confrontando i comportamenti degli animali che vivono “in società” con quelli degli uomini, Hobbes rafforza la sua convinzione: l'uomo è un essere asociale.

In primo luogo gli uomini sono in continua competizione per l'onore e la dignità, cose che queste creature non conoscono nemmeno, e di conseguenza fra loro sorgono per questa ragione invidia e odio e infine guerre: fra queste creature invece niente di tutto questo;
queste creature non avendo come gli uomini l'uso della ragione non vedono e non pensano di trovare errori nell'amministrazione delle loro faccende comuni; fra gli uomini invece ce ne sono alcuni che si ritengono più saggi, più abili a governare le cose pubbliche, in confronto con gli altri, e allora cercano di riformare e di innovare, ora in un modo, ora in un altro, e così producono confusione e guerra civile; spesso riformano le leggi solo per rubare meglio, approfittando della loro posizione sociale.

Se incontrate un branco di sciacalli oppure, vi imbattete in parassiti animali restate tranquilli la via della salvezza la natura la offre sempre ma, ma, ma, trovandovi al cospetto di un politico definito per omofonia linguistica, parassita o sciacallo, come ci insegnano gli avvenimenti e statistiche degli ultimi anni, non avrete nessuno scampo. Non usiamo antiparassitari per purificare l'ambiente, basta una semplice matita.