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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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sabato 29 settembre 2018

KME: UNA LETTERA DI UN OPERAIO SUL CASO PIROGASSIFICATORE, UNA MISSIVA CHE FA RIFLETTERE.



Salve a tutti,
voglio cogliere l'occasione della presenza di questo gruppo per fare alcune riflessioni in merito alla questione pirogassificatore.
Io lavoro presso lo stabilimento KME di Fornaci di Barga e mi fa piacere provare a spiegare quello che può essere il punto di vista di un dipendente, rivolgendomi soprattutto a chi lavora in altre realtà.
La costruzione di questo impianto potrebbe essere una risorsa straordinaria per la nostra fabbrica e, di conseguenza, anche per ...il benessere della valle che ospita il nostro stabilimento da oltre cento anni.
E' vero, sono di parte, ma credo di potermi fidare di quello che dicono i vertici della ditta e la mia fiducia nasce da motivi ben precisi che provo a spiegarvi brevemente.

Lavoro in fabbrica da 25 anni e da quasi dieci dobbiamo fare fronte a sacrifici e ad una incertezza continua sul futuro del nostro posto di lavoro. La ditta in questo periodo ha chiuso spesso il proprio bilancio con gravi perdite (milioni di euro) ma ha sempre fatto di tutto per farci avere il nostro stipendio e per non licenziare nessuno e (pur tra mille difficoltà) finora c'è sempre riuscita. Alcune volte non aveva le risorse per comprare la materia prima da lavorare in fabbrica ma ha sempre trovato il modo di pagare noi dipendenti.
A me non sembra poco.
Ho degli amici che hanno perso il loro posto di lavoro, il TFR e molte mensilità a causa del fallimento delle loro ditte. Credo che pagherebbero di tasca propria per lavorare in una ditta come la nostra.

I vertici della nostra ditta ritengono che l'impatto ambientale complessivo futuro dello stabilimento (con pirogassificatore e tutti gli impianti funzionanti) sarebbe molto minore rispetto a quello di dieci anni fa, in cui la fabbrica produceva a pieno regime.
Perchè non dovrei crederci?
Cinque anni fa eravamo in molti in piazza a manifestare contro la chiusura del forno Asarco. In molti (compresi alcuni di coloro che oggi sono tra i più critici al pirogassificatore) eravamo in corteo a sperare che questo forno potesse continuare a funzionare a pieno regime. Allora io mi domando: cinque anni fa la qualità dell'aria che veniva respirata nella nostra valle non interessava a nessuno? Forse qualcuno pensa che un forno fusorio concepito quasi mezzo secolo fa possa inquinare meno di un pirogassificatore concepito nel 2020?
Non credete che essendo una risorsa economica così straordinaria la ditta avrebbe le disponibilità economiche e tutto l'interesse a produrre un impatto ambientale veramente minimo ora ed in futuro?
Questi sono i motivi che mi spingono ad avere fiducia, nell'interesse della fabbrica e, di conseguenza, del territorio in cui è situata. Una fabbrica in salute avrebbe la possibilità di riassumere tra un po' di tempo, invece di veder calare continuamente il numero dei propri occupati e di avere prospettive sempre al ribasso.

Andrea Mori

martedì 24 luglio 2018

IL POSTO DEGLI UOMINI, I ROBOT SOSTITUISCONO GLI OPERAI, I ROBOT NON COMPRANO ELETTRODOMESTICI O AUTO, LA CRISI AUMENTA.

Ho voluto scrivere ed esternare questo mio pensiero, a seguito delle mie esperienze e valutazioni, sulle varie crisi industriali che ho avuto modo di seguire.
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UN SERPENTE CHE SI MORDE LA CODA.....
PIANO PIANO MANGIA SE STESSO E MUORE....

Chi deve comprare i prodotti dell'industria?
La gente..... che con i loro stipendi mantengono un sistema, ma quando il costo da tagliare diventa la manodopera, alla lunga il sistema va in crisi, e più va in crisi, più si cerca di sostituire persone con robots, ma quando tanta gente resta senza lavoro, sempre più perone smettono di comprare consumisticamente, e la crisi si aggrava sempre di più.

Recentemente ho avuto modo di seguire diverse vicende legate alla crisi economica, industrie che hanno affrontato in maniera diversa il problema di riduzione dei costi....
C'è chi ha operato licenziamenti indiscriminati, che alla lunga aumentano il problema, ma c'è pure chi cerca o ha cercato di ridurre i costi, mantenendo i posti di lavoro, andando a smussare da altre parti, alcuni hanno potuto incidere sulla materia prima, altri hanno ottimizzato scarti e produzione, infine c'è chi ha cercato di incidere sui costi energetici.

Secondo il mio parere, per evitare il serpente che si morde la coda, anche il mondo imprenditoriale industriale deve mettersi in testa che il licenziamento del personale è la soluzione peggiore e cercherò nei prossimi mesi di farlo capire a tutti.


robot in forma umana
Quando le fabbriche saranno interamente automatizzate, chi comprerà ciò che producete ???

I robots non hanno bisogno di auto o di elettrodomestici, e se nessuno lavorerà più nell'industria, l'industria diventerà inutile, e l'attuale crisi economica sarà solo la fiammella di una candela al confronto di una città in fiamme.
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IL POSTO DEGLI UOMINI , DEVE RESTARE AGLI UOMINI
SE GLI INDUSTRIALI NON LO COMPRENDONO A BREVE I ROBOTS GLI SERVIRANNO A BEN POCO.......

Andreotti Roberto. lì 24/07/2018

lunedì 25 settembre 2017

OPERAI MORTI A LUCCA, INCREDIBILI I SILENZI E GLI ATTACCHI ALLA DENUNCIA DI FDI



  A seguito di recenti comunicazioni a mezzo stampa rilasciate da alcuni esponenti del sindacato (CUB Trasporti e SGB) aventi ad oggetto la problematica sollevata dal consigliere comunale di FdI Nicola Buchignani circa la mancata redazione da parte dell' Am.ne comunale del DUVRI (Documento unico di valutazione rischi da interferenza) previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza dei luoghi di lavoro, dlgs 81/208 esprime il proprio apprezzamento in merito alla presa di coscienza da parte di dette organizzazioni sindacali che convengono con noi sul punto, ovvero l'omissione di redazione del predetto documento.

  Esprime inoltre le proprie perplessità sul silenzio inquietante di altre e maggiori organizzazioni sindacali, che dovrebbero avere come obiettivo primario della loro azione la tutela della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro.

  FdI ha avuto ragione nel segnalare la grave negligenza operata nella fattispecie da parte degli organi amministrativi comunali deputati alla sua stesura.
 
  Quanto precede, anche in considerazione del fatto che la normativa succitata, proprio in relazione alla tipologia dei lavori appaltati, lascia zero possibilità al committente (Comune di Lucca) di adattamento ad interpretazioni estemporanee e di convenienza come dichiarato improvvidamente da queste colonne dal consigliere Roberto Guidotti che, come riportato nel suo curricula del sito del Comune, risulterebbe essere un esperto della sicurezza vantando numerosi titoli nel settore specifico.

Comunque FdI non si accontenterà di avere in merito risposte a mezzo stampa ma porterà il fatto nella opportuna sede istituzionale. 

FdI Direttivo Comunale Lucca.

venerdì 15 settembre 2017

LUCCA, SULLA TRAGEDIA DEGLI OPERAI MORTI, FDI RISPONDE A TAMBELLINI


   
 
Rispondiamo volentieri al Sindaco Tambellini che ci ha accusato di sciacallaggio politico. Il "reato" commesso dal Consigliere Comunale Nicola Buchignani di Fratelli d'Italia sarebbe stato quello di denunciare una situazione anomala riguardo ad un appalto affidato dal comune.

 Il nostro Consigliere ha esercitato la propria funzione di oppositore, senza in alcun modo essere offensivo o violento nei confronti di chicchessia e né tanto meno speculare sulla disgrazia avvenuta, la vita di ogni essere umano è sacra, questo è bene precisarlo.
Proprio in quel contesto verificatosi, caro Sindaco, abbiamo dimostrato che tante volte "chi predica bene poi razzola male". Siamo vicini alle famiglie delle 2 persone morte sul lavoro e proprio perché questi fatti non accadano più, dobbiamo imporci di rispettare le leggi e le regole in esse contenute. Lei con la Sua proverbiale arroganza, ha voluto deviare tale problematica su altri argomenti. Vede Sindaco, arrogante è colui che manifesta un senso di superiorità nei confronti del prossimo, che manifesta con un atteggiamento di costante disdegno.
Se c'è una cosa che nessun cittadino riesce ad accettare è l'arroganza dei politici o meglio di alcuni politici. Certi personaggi, infatti, pensano che una volta seduti sul "soglio papale", possano permettersi ogni cosa.

 
Lei da buon professore continua a voler impartire lezioni di civiltà agli altri, specialmente ai suoi oppositori. Da sempre persone, appartenenti a partiti e movimenti di sinistra, seduti sui banchi dell'opposizione, passavano  il tempo a sbandierare i vessilli della difesa dei lavoratori, quasi a volere significare che solo loro erano e sono detentori della verità ed a volere significare che tutti gli altri, il centrodestra in particolare,  erano  "contro" e "anti" tutto questo. Una volta al governo, i partiti della sinistra, riescono a dimostrare come sia facile riuscire a tirar fuori il peggio del peggio.
 
Le dimostriamo come riuscite ad operare a tutela dei lavoratori con un'altra determina, sempre riferita alla Luminara di Santa Croce. La Determina n. 1555 del 08/09/2017 che, a seguito del disgraziato evento, autorizza la Agricola Morelli soc. Cooperativa a concedere in subappalto alcuni lavori alla stessa assegnati con la delibera del 2015. In tale delibera non si citano le ditte che avrebbero preso l'appalto e nella stessa non risulta richiesta alcuna forma di garanzia lavorativa. Si cita all'interno della stessa "….si autorizza l'esecuzione delk servizio avvalendosi di ditte in subappalto, le quali risponderanno in via solidale con la ditta appaltatrice della corretta esecuzione del contratto"
Sa Prof. Tambellini che "solidale" è il committente che risponde in solido con le ditte appaltatrici e che il committente ha l'obbligo di avere in suo possesso i documenti previsti per legge(DURC ed altri) e che dei subappaltatori non si conoscono neanche i nomi? Questa Lei la chiama attenzione alla sicurezza sui posti di lavoro e la difesa degli stessi ? Una difesa che proprio Voi sempre avete sbandierato. Non accettiamo la versione che lei ci ha voluto dare perché sciacallo in quanto per noi quel termine va riferito solo a colui che non ottempera alla legge e mette a repentaglio le vite umane. La informiamo che il nostro impegno ed il nostro compito di minoranza, assegnatoci da chi ci ha votato, anche se a lei non piacerà, sarà sempre e solo quello di verificare il vostro operato.

Fratelli d'Italia
Direttivo Lucca
 

mercoledì 13 settembre 2017

LUCCA: NELLA GARA DI APPALTO PER MONTARE I LUMINI, IL COMUNE NON HA RITENUTO NECESSARIO REDIGERE IL DOCUMENTO OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONI RISCHI INTERFERENZE

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LA RICHIESTA DI BUCHIGNANI IN COMUNE:

NELLA GARA DI APPALTO PER MONTARE I LUMINI, IL COMUNE NON HA RITENUTO NECESSARIO REDIGERE IL DOCUMENTO OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONI RISCHI INTERFERENZE.

INTERROGAZIONE URGENTE con risposta scritta

In relazione alla recente disgrazia accaduta a 2 operai che stavano istallando i lumini sui palazzi del Centro storico in occasione della festività della Santa Croce, non volendo entrare nel merito in quanto accaduto è oggetto di indagine della Magistratura e degli organi competenti, il sottoscritto in qualità di Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia, con la presente è a richiedere informazioni e chiarimenti in merito alla Determina Dirigenziale n  1389  del  10/08/2015 in cui venivano stabilite le modalità di assegnazione del montaggio e smontaggio del materiale per la Luminara di S.Croce e per la fornitura dei relativi materiali che a seguito della sopracitata determina con nuova determina n. 1464 del 31/08/2015 veniva affidato appalto con aggiudicazione definitiva alla ditta Agricola Morelli Soc. Cooperativa  per un importo complessivo di Euro 170.668,00 oltre IVA
Nella delibera n. 1389 il dirigente ( RUP responsabile unico del procedimento) oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non  necessario redigere il documento  DUVRI
(Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze) in quanto "data la natura del servizio …non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza….
 Si precisa che la realizzazione di tale documento unico per la valutazione rischi da interferenze è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall'art. 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro.

A seguito di tutto quanto sopra si chiede:
·         Per quale ragione e con quali motivazioni tale documento non sia stato redatto o commissionato dal Committente, in questo caso l'Amministrazione Comunale

·         Per quali motivazioni non siano state inserite all'interno della determina spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

·         Se l'Amministrazione Comunale, in quanto committente, con altro atto abbia predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza, quanto eventualmente sia costato ed a chi sia stato affidato l'eventuale incarico.

·         Se il Dirigente ha titolo per prendere tali decisioni o se è stato supportato da valutazioni di terzi incaricati (tecnici abilitati)
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PRECISAZIONI:

  Un documento che potrebbe finire nell'inchiesta della magistratura sui due operai morti in via Vittorio Veneto, mentre montavano i lumini della Processione di Santa Croce.
Nella gara di appalto per l'affidamento del servizio, il Comune non ha ritenuto necessario redigere il documento obbligatorio per la valutazione del rischio, non inserendo le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

  Sottolineando addirittura, nero su bianco, che non erano previsti particolari rischi. La circostanza dunque potrebbe avere un peso nell'indagine aperta dalla Procura.
Nella determina dirigenziale del 2015 (l'appalto ha durata tre anni e arriva fino al 2017 compreso) si afferma infatti che non era necessario redigere il documento unico di valutazione rischi da interferenze (DUVRI) e che il relativo costo per la sicurezza sarebbe stato pari a 0. A scoprirlo è stato Fratelli d'Italia, che ieri sera ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco Alessandro Tambellini durante il consiglio comunale. "Nella determina 1389 del 10 agosto 2015 in cui venivano stabilite le modalità di assegnazione del montaggio e smontaggio del materiale per la Luminara di S.Croce e per la fornitura dei relativi materiali - afferma Buchignani -, affidato in appalto con aggiudicazione definitiva alla ditta Agricola Morelli il dirigente oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non necessario redigere il documento DUVRI (Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze) in quanto "data la natura del servizio …non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza". Ma il consigliere Buchignani rivela che la realizzazione di tale documento unico per la valutazione rischi da interferenze è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall'articolo. 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro.

  La scoperta del partito di opposizione pone alcuni seri interrogativi: per quali ragioni e con quali motivazioni tale documento non è stato redatto o commissionato dal committente, in questo caso l'amministrazione comunale? Perché non sono state inserite all'interno della determina, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro? Il Comune, in quanto committente, con un altro atto ha predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza?

Nicola Buchignani
Consigliere Comunale Fratelli d'Italia
Lucca 11/09/2017

venerdì 22 gennaio 2016

FIOM CGIL LUCCA: Comunicato FINDER POMPE dopo annuncio chiusura (Querceta)


da DANIELA FRANCESCONI:

Comunicato Stampa RSU FINDER POMPE Dover Corporation UNITARIO DEGLI STABILIMENTI DI QUERCETA E MERATE E DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI DEL GRUPPO (Fiom, Usb e Fim)

Si è svolto oggi, 22 gennaio, l'incontro periodico previsto dagli accordi aziendali per verificare la situazione, il carico di lavoro e le prospettive industriali e produttive del gruppo. Un incontro che, dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento versiliese, assume un significato ben diverso. Al termine, i lavoratori insieme alla Fiom versilia, hanno convocato una conferenza stampa davanti all'azienda.
L'amministratore delegato ha spiegato che la chiusura dello stabilimento di Querceta è dettata dalla condizione generale del mercato petrolifero e dalla riduzione necessaria delle perdite future di Finder per raggiungere un risultato operativo positivo in termini di bilancio.

Nel gruppo, ha detto l'ad, non ci saranno aumenti di costo per il personale, saranno accorpate le figure analoghe anche attraverso la non conferma dei contratti a termine che erano in essere, questione che oggi riguarda solo lo stabilimento di Merate, in quanto a Querceta sono già stati chiusi.
L'unico obiettivo da perseguire per l'azienda è quello del raggiungimento del pareggio di bilancio e dell'utile.

Le rappresentanze sindacali hanno sottolineato la mancanza di correttezza nel metodo utilizzato dall'azienda nell'attivare la procedura di chiusura dello stabilimento e dei licenziamenti collettivi, che segna un pessimo clima nelle relazioni sindacali.
Pare inoltre che il gruppo dirigente ristretto di Merate, a fronte della scelta di chiudere Querceta,  abbia festeggiato in una cena appositamente organizzata nel mese di dicembre. Questo fatto rafforza un giudizio pesante sulla credibilità e affidabilità dello stesso.

Abbiamo ribadito che nonostante le richieste di rassicurazione sempre ricevute circa la continuità di Querceta oggi ci troviamo di fronte a una azione inaccettabile. Questo rappresenta un attacco non solo ai lavoratori di Querceta ma ai lavoratori di tutto il gruppo.
L'amministratore ha ribadito che non c'è una alternativa, ci sono solo incontri da programmare per la ricerca di un accordo. Ma nell'ultimo incontro di novembre tutto ciò non era assolutamente emerso.

A rafforzare la nostra tesi circa la qualità del gruppo dirigente c'è anche la  scelta di mettere in discussione gli accordi firmati dall'ad per la gestione delle attività e la riduzione dei carichi di lavoro fino alla fine dell'anno 2015. Inoltre le parole spese e scritte a più riprese durante gli incontri sono state disattese dalle scelte unilaterali prese dall'azienda.

L'azienda ha comunicato di prevedere per il 2015 un fatturato di 47 milioni e per il 2016 di avere solo 13 milioni di portafoglio ordini mentre prevede 34 milioni di fatturato per il 2016. Valutiamo quindi che questi numeri previsionali siano lì a dimostrare che Finder ha un problema molto più grande che non si risolve con la chiusura di Querceta.

La direzione ha poi spiegato, incalzata dai rappresentanti sindacali, che le scelte sono di solito assunte con sei/nove mesi di anticipo e questo dimostra quanto la strategia volta alla chiusura fosse premeditata ma tenuta nascosta alle rappresentanze sindacali.
L'rsu ha quindi spiegato che la chiusura di Querceta rappresenta una perdita di valore economico per Dover di molto superiore al presunto risparmio ipotizzato dal management.

La cessazione dell'attività, che malgrado gli impegni verbali, non prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali, è una scelta economicamente dannosa e irreversibile per Dover e per le trenta famiglie dei lavoratori interessati.
Si vuole infatti chiudere un'azienda con oltre cento anni di storia (la Cerpelli, acquisita da Finder a sua volta acquisita da Dover, opera dal 1904) nella produzione industriale di pompe di ogni tipo (oil and gas, energie rinnovabili, trattamento acque, etc). Un sito produttivo con un patrimonio di conoscenze ed esperienze inestimabile, la cui chiusura porterà ad un'ulteriore desertificazione nella manifattura locale.

Inoltre quanto comunicato dalla Direzione, rappresenta un'incertezza anche per il sito di Merate (Lecco) che nel corso dell'anno dovrà fare i conti con altre azioni che il management ora non intende comunicare, stante quanto rappresentato dall'azienda in termini previsionali, finalizzate al raggiungimento dell'utile di bilancio.
Nei prossimi giorni sindacalmente decideremo tutte azioni necessarie per modificare le posizioni e l'atteggiamento aziendale, dichiarando fin da subito lo stato di agitazione negli stabilimenti di Querceta e di Merate (Lecco).
RSU FINDER POMPE DOVER CORP. QUERCETA e MERATE


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Cordiali saluti
Daniela Francesconi
ufficio stampa e comunicazione

Federazione Impiegati Operai Metallurgici
Provincia di Lucca – Camera del Lavoro Lucca e Versilia
V.le Luporini 1115\F – 55100 Lucca
P.za Manzoni 5 – 55049 Viareggio
tel. +39 0583 441540 - 0584 325321
fax +39 0583 441555 - 0584 325351




venerdì 27 novembre 2015

FRANCESCO COLUCCI: Licenziati i dipendenti del Gal Garfagnana...e tutto tace.....


Le vicende del GAL Garfagnana tornano all'attenzione, perché sono stati improvvisamente licenziati, dal liquidatore, sei dipendenti, che tra l'altro non riscuotevano lo stipendio da giugno.

Eravamo invero in attesa di conoscere dal liquidatore, ma anche dagli Enti pubblici soci, che cosa era successo in questi anni per determinare il passivo denunciato e provocare la liquidazione della società che da molti anni gestiva i contributi della Comunità Europea, transitati dalla Regione Toscana.

Invece di avere notizie sui conti arrivano i licenziamenti del personale, in un silenzio irreale.

Cosa curiosa invero perché, se una azienda privata licenzia improvvisamente dei dipendenti, succede giustamente un quarantotto. Qui l'azienda che licenzia ha una maggioranza di soci pubblici, Comuni, Unioni di Comuni, Parchi Nazionali e Regionali ed era sotto il controllo della Regione Toscana. Possibile che nessuno dica nulla?? Solo una flebile voce di due sindacalisti in disarmo. Il sospetto è che si cerchi di coprire con un silenzio tombale, una vicenda, ancora tutta di decifrare, ma certamente nata e cresciuta nelle faide interne del PD, che amministra pressochè tutti gli enti pubblici coinvolti. Il motto del PD sembra: silenzio, non disturbate il manovratore, abbiamo avuto degli incagli nella gestione, ma ora rimediamo al tutto. Zitti il nemico vi ascolta.

L'impressione è che tutto questo è sì emerso, per una lotta di potere, fra renziani e non, della Valle del Serchio, ma anche per il progressivo sgretolamento di quel substrato di potere locale che era concatenato allo sviluppo della Cooperazione, sostenuta dalla Regione: dai Consorzi del Turismo, a quelli dell'Ambiente e della Forestazione, al GAL, tutti in crisi anche per la difficile situazione economica generale. Il fallimento di queste politiche di aggregazione sociale che hanno avuto certamente in passato anche positivi ritorni economici su un territorio indubbiamente in difficoltà, ha forse determinato un "redde rationem" all'interno del PD sulle responsabilità o più probabilmente sulle prospettive e sui i nuovi equilibri di potere. 

Gli Enti pubblici coinvolti in questo disastro, ad iniziare dalla Camera di Commercio, socio determinante, anche nella liquidazione della società, hanno il dovere di chiarire: passato, presente e futuro del GAL Garfagnana. E spiegare perché non si è potuto difendere il diritto allo stipendio e al posto di lavoro degli incolpevoli dipendenti, facendoli fuori, prima ancora che tutta la vicenda fosse chiarita. Questo silenzio assordante non può continuare, ne va della credibilità delle Istituzioni.


Riformisti Italiani Lucca


venerdì 13 novembre 2015

VERSILIA: Oreste Pardini srl di Camaiore cessa l'attività , operai tutti a casa.

Oreste Pardini srl: la proprietà condanna l'azienda alla chiusura e i lavoratori alla perdita del posto di lavoro

Si è svolto questa mattina (13 novembre) un nuovo presidio dei lavoratori e delle lavoratrici della Oreste Pardini srl di Camaiore, davanti ai cancelli della storica azienda di lavorazione dell'alluminio, nata nel lontano 1922. Da oggi i lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore, malgrado il settore di riferimento non sia in crisi e nonostante l'elevata professionalità acquisita.

Un grande sentimento d'indignazione pervade i dipendenti, le loro famiglie e il sindacato, nei confronti di una proprietà che condanna l'azienda alla chiusura e ventidue dipendenti alla perdita del posto di lavoro, preferendo vendere i macchinari piuttosto che prendere in considerazione l'offerta della Elexos spa (Gruppo Cima) che avrebbe mantenuto l'attività e l'occupazione.

"La Fiom Cgil ribadisce il giudizio negativo su un'operazione che riteniamo sbagliata e ingiusta – è il commento di Nicola Riva della Fiom Versilia – non solo per i lavoratori ma anche per la comunità camaiorese tutta che in questo modo, salvo colpi di scena sempre più improbabili, perde uno dei suoi punti di riferimento industriali e lavorativi".

"Ancora non riusciamo a comprendere la volontà di non accogliere la proposta di Elexos – continua Riva – perché ci risulta che questa abbia offerto alla famiglia Pardini, anche più di quanto inizialmente era stato stabilito, pur di continuare a produrre nello stabilimento di via Sterpi a Camaiore. Inoltre Elexos si sarebbe fatta carico anche di eventuali contenziosi".

"Auspichiamo ancora un ripensamento, pronti a fare la nostra parte fino in fondo, fermo restando che la responsabilità di quest'assurda chiusura aziendale è tutta nelle mani della proprietà", conclude Riva.

La Fiom Cgil e i lavoratori, in questi mesi di trattative, hanno trovato un interlocutore nell'amministrazione comunale di Camaiore che ha partecipato ad alcuni incontri istituzionali, volti a scongiurare questo epilogo. Non da ultimo, lunedì scorso, quando della vicenda della O. Pardini si è interessata la Regione Toscana, nella persona dell'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini con il quale, il Comune e il sindacato, hanno discusso anche della possibilità di una delocalizzazione dell'azienda in un'area artigianale diversa da quella di via Sterpi.

Questa mattina il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto e l'assessore al lavoro Andrea Carrara hanno raggiunto i lavoratori al presidio, per esprimere la solidarietà dell'amministrazione comunale nei confronti dei propri concittadini in questo momento difficile e per riaffermare che non è all'ordine del giorno un cambio di destinazione d'uso dell'area.  

Una posizione che il sindacato ritiene di grande rilievo e che è la sola adatta a garantire almeno la possibilità di recuperare i posti di lavoro e uno sviluppo industriale nell'area nei prossimi anni.

La mobilitazione sindacale continuerà anche nelle prossime settimane.

Daniela Francesconi

domenica 31 maggio 2015

TFR IN BUSTA PAGA , UN FLOP !!! ENNESIMO FALLIMENTO DI RENZI. (clicca qui).

Un fallimento totale

Almeno per ora.
L’operazione Tfr in busta paga al momento finora è un vero e proprio flop con meno dello 0,1% dei lavoratori che ha fatto richiesta per l’anticipo: il calcolo arriva dalla Fondazione consulenti del lavoro. Su circa un milione di retribuzioni esaminate infatti solo 567 dipendenti hanno chiesto all’azienda l’anticipo. La norma è entrata in vigore ad aprile.

Lavoratori :
I lavoratori dipendenti a partire dal 3 aprile hanno avuto la possibilità di chiedere la liquidazione del proprio Tfr «maturando» in busta paga fino a giugno 2018. La liquidazione in busta paga è ammessa a partire dal mese successivo a quello di presentazione dell’istanza: ossia per le richieste di aprile a partire da maggio. Il prelievo fiscale sull’anticipo è a tassazione ordinaria e quindi è conveniente solo per le fasce più basse di reddito. Nel complesso Il Tfr dei lavoratori dipendenti vale circa 20 miliardi l’anno per i lavoratori interessati alla misura. Nella relazione tecnica della legge stabilità il governo aveva ipotizzato che a regime, la norma potesse interessare circa il 40-50% dei lavoratori destinatari dell’operazione.

Calcoli :
Proprio in questi giorni - spiegano i consulenti - «sono partite le elaborazioni degli stipendi di maggio 2015 da parte dei Consulenti del Lavoro su 7 milioni di dipendenti e oltre 1 milione di aziende. In questa prima fase sono stati analizzati i dati delle grandi aziende (che mediamente occupano più di 500 dipendenti) e nei prossimi giorni l’analisi si sposterà sulle micro imprese. Dopo questa prima fase di elaborazione di quasi un milione di stipendi il risultato sulla liquidazione in busta paga del Tfr riguarda solo 567 lavoratori, ossia circa lo 0,05%». Sulla base delle elaborazioni dei consulenti i lavoratori richiedenti sono per il 75% residenti nel Centro Nord e il 25% al Sud. Per il 43% lavorano nel terziario e per circa il 27% nell’industria. Il 25% ha rediti fino a 20.000 euro, il 50% fino a 30.000 euro mentre appena il 6,25% lo ha chiesto avendo redditi superiori a 40.000 euro annui. Solo il 10% di coloro che hanno chiesto l’anticipo ha tolto il Tfr da un fondo pensione.

Problemi fiscali :
Da un’intervista a un campione significativo di coloro che hanno deciso di non chiedere l’anticipo emerge che la decisione è stata dettata prevalentemente dalla penalizzazione fiscale (il 60% ha risposto che ha deciso di non chiederlo perché la tassazione ordinaria è troppo penalizzante). Il 16% considera sbagliato togliere il Tfr dal fondo pensione mentre il 20% non ha ancora valutato adeguatamente. «I consulenti del lavoro all’indomani dell’approvazione dell’operazione “Tfr in busta paga” - afferma la presidente del Consiglio nazionale, Marina Calderone -avevano preventivato una scarsa adesione. Oggi ne abbiamo la conferma è il dato non ci stupisce. Questo insuccesso è l’ennesima dimostrazione che la politica ha spesso la percezione delle esigenze del mondo del lavoro ma non è in stretto contatto con chi parla tutti i giorni con lavoratori e imprese. La bontà del provvedimento è apprezzabile, ma non la sua struttura tecnica poiché la tassazione applicata a questa misura ne ha determinato il suo insuccesso fino ad oggi».

giovedì 13 novembre 2014

DOMANI, VENERDI 14, GRANDE MANIFESTAZIONE FIOM A MILANO, PARTECIPATE !!!!

L'unione fa la forza , non si puo' protestare ognuno nel suo orticello politico.
Chiedo alla base di ogni sindacato, movimento o partito di partecipare !!!!
Senza slogan o bandiere di chicchessia , ma con un solo intento di mandare a casa questa lobby politica !!!!
PARTECIPARE AD OGNI MANIFESTAZIONE DI PROTESTA , FAR VEDERE CHE CI SIAMO ROTTI I COGLIONI !!!!
E' inutile stare in casa a brontolare su un computer....

BISOGNA SCENDERE NELLE PIAZZE E RIEMPIRLE, UNITI ED INSIEME !!!!