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martedì 24 luglio 2018

IL POSTO DEGLI UOMINI, I ROBOT SOSTITUISCONO GLI OPERAI, I ROBOT NON COMPRANO ELETTRODOMESTICI O AUTO, LA CRISI AUMENTA.

Ho voluto scrivere ed esternare questo mio pensiero, a seguito delle mie esperienze e valutazioni, sulle varie crisi industriali che ho avuto modo di seguire.
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UN SERPENTE CHE SI MORDE LA CODA.....
PIANO PIANO MANGIA SE STESSO E MUORE....

Chi deve comprare i prodotti dell'industria?
La gente..... che con i loro stipendi mantengono un sistema, ma quando il costo da tagliare diventa la manodopera, alla lunga il sistema va in crisi, e più va in crisi, più si cerca di sostituire persone con robots, ma quando tanta gente resta senza lavoro, sempre più perone smettono di comprare consumisticamente, e la crisi si aggrava sempre di più.

Recentemente ho avuto modo di seguire diverse vicende legate alla crisi economica, industrie che hanno affrontato in maniera diversa il problema di riduzione dei costi....
C'è chi ha operato licenziamenti indiscriminati, che alla lunga aumentano il problema, ma c'è pure chi cerca o ha cercato di ridurre i costi, mantenendo i posti di lavoro, andando a smussare da altre parti, alcuni hanno potuto incidere sulla materia prima, altri hanno ottimizzato scarti e produzione, infine c'è chi ha cercato di incidere sui costi energetici.

Secondo il mio parere, per evitare il serpente che si morde la coda, anche il mondo imprenditoriale industriale deve mettersi in testa che il licenziamento del personale è la soluzione peggiore e cercherò nei prossimi mesi di farlo capire a tutti.


robot in forma umana
Quando le fabbriche saranno interamente automatizzate, chi comprerà ciò che producete ???

I robots non hanno bisogno di auto o di elettrodomestici, e se nessuno lavorerà più nell'industria, l'industria diventerà inutile, e l'attuale crisi economica sarà solo la fiammella di una candela al confronto di una città in fiamme.
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IL POSTO DEGLI UOMINI , DEVE RESTARE AGLI UOMINI
SE GLI INDUSTRIALI NON LO COMPRENDONO A BREVE I ROBOTS GLI SERVIRANNO A BEN POCO.......

Andreotti Roberto. lì 24/07/2018

lunedì 1 maggio 2017

FESTA DEL...QUALE LAVORO?


Il primo maggio è la festa dei lavoratori e ricorda le battaglie degli operai in particolare quella per ridurre e fissare l'orario lavorativo a otto ore giornaliere.
Le battaglie per la conquista delle otto ore di lavoro al giorno (in Italia col RDLn. 692/1923 del 1923) portarono alla promulgazione di una legge nel 1867 nell'Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.
E oggi? Abbiamo i sindacati e associazioni varie che festeggiano in tutta Italia. Ma cosa c'è da festeggiare? Con una disoccupazione al 12% e con quella giovanile al 54% c'è poco da stare allegri o da festeggiare.
Cosa dire poi se consideriamo che nel 2017 si stima che ci sia 1.870.000 nuclei familiari i cui componenti abili al lavoro sono tutti senza lavoro? Oppure del fatto che ci siano quasi un milione di famiglie in cui lavora solo la donna ,mentre il coniuge o convivente è disoccupato? Infine se consideriamo che al 2015 ( e tranquilli che il dato non sarà diminuito)le famiglie a rischio di povertà erano il 28,7 % ?
Siamo arrivati ad un punto che una considerevole parte delle persone non lavora, e quelli che invece hanno la fortuna di avere uno straccio di impiego devono sottostare a condizioni capestre ed orari massacranti,che si possono paragonare ad una moderna schiavitù.
Oggi è la festa del...cosa? …del lavoro?...quale? Molti non si sono resi conti che prima ad una persona si domandava “che lavoro fai? “ mentre oggi si chiede “che lavoro facevi?” .
Il problema è che secondo me l'establishment oltre a portare la condizione lavorativa a questo punto, per tenere il popolo sottomesso, è riuscita anche a inculcare una rassegnazione collettiva, per far si che la maggior parte delle persone non alzi la testa.
Chi ha voglia di festeggiare lo faccia,ma la vera celebrazione sarebbe lottare per ribellarsi a questo sistema che ha annichilito il lavoro. Il tutto naturalmente senza quei sindacati e partiti che fintamente dalla parte dei lavoratori, hanno invece avvallato tutto questo.
Festa del...quale lavoro?


Distinti saluti