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lunedì 13 giugno 2022

MASSA: Ritorna la processione per Sant'Antonio e la benedizione del pane - venerdì 18 giugno.


Grande festa per Sant’Antonio a Massa, ritorna la processione con banda e l'attesa la benedizione del pane.

Torna venerdì prossimo 18 giugno con inizio alle ore 20,30 la grande processione con tanto di banda musicale  in occasione della festa di Sant’Antonio da Padova, il santo delle piccole grandi cose. L’iniziativa è dell’Associazione di promozione sociale Padre Damiano da Bozzano. 
Il sodalizio, come è noto, è sorto per rilanciare come in effetti si sta facendo il convento dei frati cappuccini. Attualmente il Convento accoglie 4 frati di cui 3 superano gli 80 anni; nonostante l’età questi fratelli mostrano ancora intatta la loro volontà di servire i Bisognosi, ancora è vivo l’attaccamento ai principi e alle regole francescane. L’Associazione porta il nome di Padre Damiano, frate che è vissuto ed ha insegnato a Massa sia nel seminario vescovile che nel convento dei frati. 
Ha messo la sua vita al servizio dei più bisognosi, ha predicato e portato la parola di Dio nei posti più disparati del Brasile. Veniva definito “ come un fenomeno per la sua capacità di incantare la e trascinare le folle, per la sua invidiabile resistenza fisica, per la sua fede incrollabile, per le sue capacità di perdonare tutto e tutti, per la sua decisa volontà di salvare le anime”.
E’ in corso la causa di beatificazione per il gran numero dei devoti e dei miracoli che gli vengono attribuiti.

Con il tempo si usurano non solo le strutture del Convento ma anche i frati si sono ridotti come numero, e quei pochi che restano sono in età avanzata.
Nutrito il programma che prevede:  a partire da giovedì  16 – venerdì 17 e sabato 18 giugno alle ore 17,30 S. Rosario; alle  ore 18 S. Messa. Sabato  18, poi, alla sera alle   20,30 S. Messa celebrata da Mons. Giulio Rossi a seguire la processione che si era fermata da alcuni anni causa covid. Quest’anno, però, come dicevamo sarà accompagnata dalla banda musicale “S. Cecilia” di Bagnone presieduta da Bianca Lazzeroni e diretta dal maestro: Erik Zavaroni. Alla processione dall’organizzazione  sono state invitate le  Associazioni di volontariato: Misericordia, Croce Bianca, Croce Rossa di Massa. Sarà presente anche la Misericordia di Bagnone.  Questo il  percorso: Piazza dei Cappuccini, via S. Francesco, via dei Colli, via Capaccola, Chiesa di S. Lucia, via Cavallotti, Borgo del Ponte, via Palestro, piazza Portone, via S. Francesco e  risalita al Convento. Al termine della processione ci sarà la Benedizione e la distribuzione del pane benedetto. Domenica 19 giugno alle  8,30  sempre ai cappuccini ci sarà la messa celebrata da Mons. Vescovo fra Mario, ore 10,30  Messa solenne,  ore 17,30 S. Rosario ore 18:00 S. Messa. 
Sant’Antonio è  un santo molto amato e conosciuto, patrono non solo della città di Padova, che custodisce le sue spoglie mortali, ma anche di molte altre città e Paesi sparsi in tutto il mondo. 
Nato a Lisbona, 15 agosto 1195 morto a Padova, 13 giugno 1231. Come è noto appartenente all'Ordine francescano,  fu proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi, dove vide e ascoltò di persona san Francesco d'Assisi. Morì all'età di 36 anni. Rapidamente canonizzato (in meno di un anno) il suo culto è fra i più diffusi del cattolicesimo. Dicevamo che ci sarà la  distribuzione del  “Pane di Sant’Antonio”. 
La tradizione di questa usanza a origine da uno dei tanti miracoli di Sant’Antonio, che vede protagonisti il piccolo Tommasino e sua madre. Da questo episodio, prende vita il “pondus pueri”, una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli, promettevano a sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.
Tutto ebbe inizio proprio con un miracolo che vide protagonista un bambino, il piccolo Tommasino, un fanciullo  di soli due anni, figlio di buoni genitori che abitavano proprio vicino alla chiesa del Santo, un giorno, giocando vicino ad un recipiente d’acqua cadde dentro e annegò. Trovato il figlio senza vita, la madre non si rassegnò, ma si affidò a Sant’Antonio e fece voto di distribuire ai poveri tanto grano quanto era il peso del bambino, se fosse ritornato in vita. Passarono ore e la donna continuò a pregare e ad invocare il Santo finché il bimbo morto ritornò in vita! La promessa fu mantenuta e da allora la devozione a Sant’Antonio incominciò a diffondersi, attraverso la distribuzione del pane ai poveri, con il nome di “peso del bambino”.
Due parole anche sulla banda musicale di Bagnone. La storia della Filarmonica S. Cecilia di Bagnone… La tradizione storica dell’ associazione che regge la banda risale ufficialmente al 1875, ma con certezza sappiamo che “la banda” è una realtà che già precedentemente ha accompagnato le tradizioni del paese di Bagnone: da sempre partecipa a manifestazioni religiose, istituzionali e di carattere folkloristico. Nel tempo si è impegnata ad essere coerente con le evoluzioni culturali e generazionali senza dimenticare la propria tradizione per riuscire ad arrivare a più tipologie di pubblico e di conseguenza coinvolgere attivamente nel proprio organico anche i più giovani. Tutto ciò è stato possibile grazie all’efficiente sinergia tra la componente rappresentativa istituzionale e la direzione artistica/musicale che negli anni si è susseguita: ricordiamo con affetto il maestro Giovanni Romiti che ha contribuito per molti anni alla crescita dell’associazione. 

Dal 2008 la Filarmonica S. Cecilia ha affidato la direzione artistica e musicale al maestro Erik Zavaroni, che proprio partendo da una realtà bandistica durante l’infanzia, ha sviluppato le sue attitudini diventando un musicista di professione. Nell’immaginario collettivo la banda è spesso associata all’idea di realtà antiquata, ferma alle tradizioni di un tempo, con una partecipazione maggiore di persone anziane, per noi è esattamente il contrario: in poco tempo la nostra età media di associati si è abbassata a circa quarant’anni. Probabilmente questa giovane partecipazione è, in parte, merito anche del repertorio che spazia fino alla musica contemporanea. 
Ad oggi l’associazione si impegna a presenziare durante le manifestazioni istituzionali e tradizionali del proprio paese garantendo, su richiesta, la propria partecipazione sull’intero territorio lunigianese. Con il patrocinio del comune di Bagnone la Filarmonica ogni anno invita la comunità ai due appuntamenti per noi più importanti: il concerto estivo, che solitamente si svolge nel mese di agosto, ed il concerto natalizio del 26 dicembre. Per la buona riuscita di questi eventi durante tutto l’arco annuale i soci musicisti si impegnano nella partecipazione costante alle prove settimanali. 
 
Nelle foto: il maestro Erik Zavaroni; Padre Da Bozzano: Gruppi di volontari; immagine del convento dei Cappuccini di Massa 

Alberto Ruffini.

mercoledì 13 settembre 2017

LUCCA: NELLA GARA DI APPALTO PER MONTARE I LUMINI, IL COMUNE NON HA RITENUTO NECESSARIO REDIGERE IL DOCUMENTO OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONI RISCHI INTERFERENZE

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LA RICHIESTA DI BUCHIGNANI IN COMUNE:

NELLA GARA DI APPALTO PER MONTARE I LUMINI, IL COMUNE NON HA RITENUTO NECESSARIO REDIGERE IL DOCUMENTO OBBLIGATORIO PER LA VALUTAZIONI RISCHI INTERFERENZE.

INTERROGAZIONE URGENTE con risposta scritta

In relazione alla recente disgrazia accaduta a 2 operai che stavano istallando i lumini sui palazzi del Centro storico in occasione della festività della Santa Croce, non volendo entrare nel merito in quanto accaduto è oggetto di indagine della Magistratura e degli organi competenti, il sottoscritto in qualità di Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia, con la presente è a richiedere informazioni e chiarimenti in merito alla Determina Dirigenziale n  1389  del  10/08/2015 in cui venivano stabilite le modalità di assegnazione del montaggio e smontaggio del materiale per la Luminara di S.Croce e per la fornitura dei relativi materiali che a seguito della sopracitata determina con nuova determina n. 1464 del 31/08/2015 veniva affidato appalto con aggiudicazione definitiva alla ditta Agricola Morelli Soc. Cooperativa  per un importo complessivo di Euro 170.668,00 oltre IVA
Nella delibera n. 1389 il dirigente ( RUP responsabile unico del procedimento) oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non  necessario redigere il documento  DUVRI
(Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze) in quanto "data la natura del servizio …non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza….
 Si precisa che la realizzazione di tale documento unico per la valutazione rischi da interferenze è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall'art. 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro.

A seguito di tutto quanto sopra si chiede:
·         Per quale ragione e con quali motivazioni tale documento non sia stato redatto o commissionato dal Committente, in questo caso l'Amministrazione Comunale

·         Per quali motivazioni non siano state inserite all'interno della determina spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

·         Se l'Amministrazione Comunale, in quanto committente, con altro atto abbia predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza, quanto eventualmente sia costato ed a chi sia stato affidato l'eventuale incarico.

·         Se il Dirigente ha titolo per prendere tali decisioni o se è stato supportato da valutazioni di terzi incaricati (tecnici abilitati)
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PRECISAZIONI:

  Un documento che potrebbe finire nell'inchiesta della magistratura sui due operai morti in via Vittorio Veneto, mentre montavano i lumini della Processione di Santa Croce.
Nella gara di appalto per l'affidamento del servizio, il Comune non ha ritenuto necessario redigere il documento obbligatorio per la valutazione del rischio, non inserendo le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

  Sottolineando addirittura, nero su bianco, che non erano previsti particolari rischi. La circostanza dunque potrebbe avere un peso nell'indagine aperta dalla Procura.
Nella determina dirigenziale del 2015 (l'appalto ha durata tre anni e arriva fino al 2017 compreso) si afferma infatti che non era necessario redigere il documento unico di valutazione rischi da interferenze (DUVRI) e che il relativo costo per la sicurezza sarebbe stato pari a 0. A scoprirlo è stato Fratelli d'Italia, che ieri sera ha presentato un'interrogazione urgente al sindaco Alessandro Tambellini durante il consiglio comunale. "Nella determina 1389 del 10 agosto 2015 in cui venivano stabilite le modalità di assegnazione del montaggio e smontaggio del materiale per la Luminara di S.Croce e per la fornitura dei relativi materiali - afferma Buchignani -, affidato in appalto con aggiudicazione definitiva alla ditta Agricola Morelli il dirigente oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non necessario redigere il documento DUVRI (Documento unico per la valutazione dei rischi da interferenze) in quanto "data la natura del servizio …non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza". Ma il consigliere Buchignani rivela che la realizzazione di tale documento unico per la valutazione rischi da interferenze è un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall'articolo. 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro.

  La scoperta del partito di opposizione pone alcuni seri interrogativi: per quali ragioni e con quali motivazioni tale documento non è stato redatto o commissionato dal committente, in questo caso l'amministrazione comunale? Perché non sono state inserite all'interno della determina, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro? Il Comune, in quanto committente, con un altro atto ha predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza?

Nicola Buchignani
Consigliere Comunale Fratelli d'Italia
Lucca 11/09/2017

lunedì 14 settembre 2015

FRANCESCO COLUCCI: Processione, prepotenza devastante e stupidità mediatica di Gesuitica memoria



La decisione stupidamente prepotente e devastante della Curia lucchese di far partecipare in forma ufficiale un delegazione di clandestini musulmani con tanto di cartello propagandistico alla millenaria Processione di Santa Croce è un nuovo fatto politico di ingerenza della Chiesa di Papa Francesco e dei suoi seguaci, in Italia.

Se non vi fosse stata la pubblicità voluta, l'esposizione mediatica, il cartellone pubblicitario, nessuno avrebbe certo avuto nulla da obiettare che alcuni clandestini musulmani che lo desideravano, partecipassero a un evento religioso pubblico.

Così invece il fatto è solo una presa di posizione politica, forte e provocatoria, esercitata all'interno di una Processione millenaria particolarmente sentita dai lucchesi.

Penso agli anni in cui Vescovi intransigenti hanno tuonato contro la partecipazione alla Processione di Associazioni Cattoliche e Culturali che volevano sfilare con le loro insegne, bande, compagnie.

Voglio ricordare le parole di Papa  Wojtyla:  "Guai ai sacerdoti che fanno politica nella Chiesa" 

Più volte ho ricordato come invece questo Papa Francesco abbia restaurato un interventismo religioso fazioso e di parte, nella politica italiana, che se non altro ha fatto risorgere, in molti di noi Laici, la volontà di contrastare questo revanvfascismo religioso, dopo decenni di pace sociale e religiosa, sotto Papi illuminati.

Credo che tutto sia solo l'inizio e trovi fondamento nella cultura e professione Gesuitica di questo Papa, che è stato anche Generale di tutti i Gesuiti in Argentina.

Gesuiti del sud america che hanno elaborato e portato avanti nei decenni passati la Teologia della Liberazione, che tante divisioni e lutti ha portato nel mondo. 

Si deve leggere la storia dei Gesuiti nei secoli e sopratutto negli ultimi cinquant'anni per capire cosa sta succedendo in Italia oggi dove per la prima volta nella storia delle Chiesa viene eletto un Papa Gesuita che nei secoli hanno espresso solo il "Papa Nero" come veniva chiamato il Generale dei Gesuiti, un ordine strutturato militarmente dal suo Fondatore.

Nei prossimi giorni proverò a esplicarne le conseguenza che sono ancora tutta da venire.

Credo che sarebbe utile rileggere l'intervista del senatore lucchese Marcello Pera in estate al Corriere della Sera, ma anche valutare che il primo a combattere queste teorie gesuitiche moderne è stato Papa Giovanni Paolo Secondo che  ne fu un grande oppositore. 

Egli accusava i Gesuiti di essere politicizzati volendo imporre la loro visione sociale vicina al socialismo, rischiando di creare una frattura tra una Chiesa dei poveri e una Chiesa dei ricchi. 

Papa Giovanni Paolo Secondo colpì con varie sanzioni disciplinari i dirigenti dei Gesuiti e arrivò a nominare personalmente e direttamente il successore di Arrupe nella Compagnia di Gesù, opponendosi al candidato più liberale che era stato scelto dalla Congregazione dell'Ordine. 

Già nel 1979, in Messico, Wojtyla dichiarò che "la concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si concilia con la catechesi della Chiesa". 

Su queste cose occorre iniziare a riflettere ed io lo farò pubblicamente a giorni.

francesco colucci