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mercoledì 24 gennaio 2018

SIMONINI e MONTEMAGNI (LEGA) : CRISI KME, APPOGGIAMO CON FAVORE UN INCONTRO SINDACATI-MINISTERO



Elisa Montemagni consigliere regionale e Simone Simonini segretario Mediavalle-Garfagnana della Lega Nord, intervengono nuovamente sulla questione KME sollecitando la regione Toscana ad appoggiare quanto richiesto dal coordinamento sindacale aziendale di FIOM, FIM e UILM.
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"Dopo aver lasciato, ormai due anni fa, lo stabilimento montano pistoiese di Campo Tizzoro -affermano i due- la KME ha, come noto, attualmente impianti a Fornaci di Barga, Firenze e Serravalle Scrivia. I sindacati, fortemente preoccupati della non certamente brillante situazione aziendale, chiedono di poter colloquiare direttamente e strettamente con la proprietà, chiamando pure in causa il ministero del lavoro."

"Non bisogna assolutamente minimizzare -spiegano i rappresentanti del Carroccio- l'accorato appello dei rappresentanti dei lavori che vivendo quotidianamente la realtà produttiva, sono a perfetta conoscenza delle eventuali criticità che potrebbero poi sfociare in una manifesta e difficilmente gestibile crisi della KME."

"Pertanto -concludono- riteniamo doveroso ed urgente che la regione appoggi quanto richiesto dal coordinamento sindacale del gruppo e si adoperi affinchè si apra, dunque, immediatamente un tavolo allargato che analizzi il presente e le reali prospettive della predetta azienda che, come detto, ha due sedi in Toscana."
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domenica 5 marzo 2017

GRANDE INCERTEZZA IN KME A FORNACI, SINDACATI DIVISI ED OPERAI CONFUSI

LA DOMANDA SORGE SPONTANEA,
CHI HA RAGIONE ???


Io personalmente ho seguito e scritto più volte sulla vicenda, che spesso ha sfiorato la comica, se non fosse per il fatto che invece è una tragedia per tutta la valle....
Sulla divisione dei sindacati, devo dire che ho sempre stimato la linea e la professionalità della FIOM, criticandola però nei suoi troppi intrecci piddini, ma in definitiva la migliore difesa per gli operai.
E forse è il momento di smettere di calarsi le brache , perché ogni volta vanno sempre più vicine ai piedi e quando poi le perdi puoi trovarti una sgradita sorpresa nel fondo schiena.
Per me non dovete fidarvi di "RIVOLUZIONI" aziendali che dichiarare sconcussionate è poco, tutte queste manfrine servono solo per giungere nel minor tempo possibile ad un inevitabile chiusura, senza che alla locale politica amministrativa e senatoriale non gliene freghi una beata minchia.
Ogni tanto mettono su tavoli istituzionali ed incontri che sono utili come il torrone a chi è senza denti.

Le colpe ???
Di una politica globalistica che non crea protezione per le aziende Italiane, la dimostrazione sono le numerose vendite a varie multinazionali , tutte finite con chiusure, licenziamenti o cali di personale, in pratica quel che ci ha fregato è il fatto che l'Italia ed il suo sistema politico ha regalato culo e brache ad europa, banche e multinazionali..... e se non cambiamo il sistema il prima possibile ci troveremo nella merda fino al collo, noi ed i nostri figli.

CHIEDETE LOTTE PIU' DURE AI VOSTRI SINDACATI, VOI PAGATE, VOI DOVETE DECIDERE, NON LE POLITICHE SINDACALI ED I GIOCHI POLITICI CHE VI STANNO DIETRO, PENSATECI.......

Andreotti Roberto.

venerdì 18 marzo 2016

KME 23/3 SCIOPERO !!! che tutta la valle sia con loro, salviamo il futuro !!!

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KME: DECISO LO SCIOPERO
dal coordinamento nazionale Fim-Fiom-Uilm

Dopo mesi e mesi nei quali le organizzazioni sindacali e i lavoratori si sono comportati più che responsabilmente, andando a vedere con serietà i molteplici progetti che via via l'azienda ha presentato, è venuto il momento di fermarsi e fare il punto seriamente. Dopo l'ultimo incontro nel quale l'azienda ha annunciato la non riaccenzione del forno verticale Asarco di Fornaci di Barga, nonostante le assicurazioni date in via informale sulla sua rimessa in funzione, siamo di nuovo ad un cambio di versione che rende poco credibile seguire l'azienda in tutte queste giravolte. Prima l'idroponico, poi una presunta trattativa con Eredi Gnutti Metalli che non arriva mai a conclusione, poi la non riaccenzione del forno verticale di Fornaci di Barga, poi il declassamento del centro direzionale di Firenze a centro servizi verso la cui concreta costituzione non siamo stati informati di nulla, poi la cessione di KME France a Cupori che invece si scopre essere ancora di proprietà di KME al 51%: dopo tutte queste vicissitudini l'accusa di irresponsabilità rivolta a noi dall'azienda risulta essere a dir poco ridicola. Visto lo stato delle relazioni industriali impostate ad un cambiamento continuo delle posizioni il coordinamento nazionale Fim-Fiom-Uilm di

KME PROCLAMANO UN PRIMO PACCHETTO DI 12 ORE DI SCIOPERO 

di cui quattro ore di sciopero generale di tutti i siti KME per il giorno 23 marzo e le altre otto in data da definire per una manifestazione di tutti i lavoratori a Firenze. Si proclama inoltre lo sciopero degli straordinari e di tutte le forme di flessibilità. Questi gli obbiettivi della vertenza di cui le dodici ore di sciopero sono solo un primo passaggio: 

• per un credibile e definitivo piano industriale nell'ambito della lavorazione del rame che rilanci l'azienda verso un nuovo accordo che superi la proroga di quello scaduto a dicembre;
• l'inizio celere dei lavori di rifacimento del forno Asarco di Fornaci di Barga quale elemento irrinunciabile;
• un piano straordinario di manutenzione che metta in sicurezza i lavoratori e senza il quale gli impianti sarebbero compromessi;
• per contratti di solidarietà in rispetto di quanto definito dall'accordo del 2013 e in specifico al punto C, terzo e settimo capoverso;
• per avere chiarezza sulla rapporto fra KME E CUPORI; • per un vero piano di sviluppo del centro servizi di Firenze;
• per l'integrale rispetto dell'accordo del 27 aprile 2013 che, a fronte di tutto ciò, noi riteniamo già leso da parte aziendale. 

Per queste ragioni invitiamo i lavoratori a partecipare alle iniziative di lotta e chiediamo su questi temi un incontro urgente all'azienda

venerdì 22 gennaio 2016

FIOM CGIL LUCCA: Comunicato FINDER POMPE dopo annuncio chiusura (Querceta)


da DANIELA FRANCESCONI:

Comunicato Stampa RSU FINDER POMPE Dover Corporation UNITARIO DEGLI STABILIMENTI DI QUERCETA E MERATE E DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI DEL GRUPPO (Fiom, Usb e Fim)

Si è svolto oggi, 22 gennaio, l'incontro periodico previsto dagli accordi aziendali per verificare la situazione, il carico di lavoro e le prospettive industriali e produttive del gruppo. Un incontro che, dopo l'annuncio della chiusura dello stabilimento versiliese, assume un significato ben diverso. Al termine, i lavoratori insieme alla Fiom versilia, hanno convocato una conferenza stampa davanti all'azienda.
L'amministratore delegato ha spiegato che la chiusura dello stabilimento di Querceta è dettata dalla condizione generale del mercato petrolifero e dalla riduzione necessaria delle perdite future di Finder per raggiungere un risultato operativo positivo in termini di bilancio.

Nel gruppo, ha detto l'ad, non ci saranno aumenti di costo per il personale, saranno accorpate le figure analoghe anche attraverso la non conferma dei contratti a termine che erano in essere, questione che oggi riguarda solo lo stabilimento di Merate, in quanto a Querceta sono già stati chiusi.
L'unico obiettivo da perseguire per l'azienda è quello del raggiungimento del pareggio di bilancio e dell'utile.

Le rappresentanze sindacali hanno sottolineato la mancanza di correttezza nel metodo utilizzato dall'azienda nell'attivare la procedura di chiusura dello stabilimento e dei licenziamenti collettivi, che segna un pessimo clima nelle relazioni sindacali.
Pare inoltre che il gruppo dirigente ristretto di Merate, a fronte della scelta di chiudere Querceta,  abbia festeggiato in una cena appositamente organizzata nel mese di dicembre. Questo fatto rafforza un giudizio pesante sulla credibilità e affidabilità dello stesso.

Abbiamo ribadito che nonostante le richieste di rassicurazione sempre ricevute circa la continuità di Querceta oggi ci troviamo di fronte a una azione inaccettabile. Questo rappresenta un attacco non solo ai lavoratori di Querceta ma ai lavoratori di tutto il gruppo.
L'amministratore ha ribadito che non c'è una alternativa, ci sono solo incontri da programmare per la ricerca di un accordo. Ma nell'ultimo incontro di novembre tutto ciò non era assolutamente emerso.

A rafforzare la nostra tesi circa la qualità del gruppo dirigente c'è anche la  scelta di mettere in discussione gli accordi firmati dall'ad per la gestione delle attività e la riduzione dei carichi di lavoro fino alla fine dell'anno 2015. Inoltre le parole spese e scritte a più riprese durante gli incontri sono state disattese dalle scelte unilaterali prese dall'azienda.

L'azienda ha comunicato di prevedere per il 2015 un fatturato di 47 milioni e per il 2016 di avere solo 13 milioni di portafoglio ordini mentre prevede 34 milioni di fatturato per il 2016. Valutiamo quindi che questi numeri previsionali siano lì a dimostrare che Finder ha un problema molto più grande che non si risolve con la chiusura di Querceta.

La direzione ha poi spiegato, incalzata dai rappresentanti sindacali, che le scelte sono di solito assunte con sei/nove mesi di anticipo e questo dimostra quanto la strategia volta alla chiusura fosse premeditata ma tenuta nascosta alle rappresentanze sindacali.
L'rsu ha quindi spiegato che la chiusura di Querceta rappresenta una perdita di valore economico per Dover di molto superiore al presunto risparmio ipotizzato dal management.

La cessazione dell'attività, che malgrado gli impegni verbali, non prevede il ricorso agli ammortizzatori sociali, è una scelta economicamente dannosa e irreversibile per Dover e per le trenta famiglie dei lavoratori interessati.
Si vuole infatti chiudere un'azienda con oltre cento anni di storia (la Cerpelli, acquisita da Finder a sua volta acquisita da Dover, opera dal 1904) nella produzione industriale di pompe di ogni tipo (oil and gas, energie rinnovabili, trattamento acque, etc). Un sito produttivo con un patrimonio di conoscenze ed esperienze inestimabile, la cui chiusura porterà ad un'ulteriore desertificazione nella manifattura locale.

Inoltre quanto comunicato dalla Direzione, rappresenta un'incertezza anche per il sito di Merate (Lecco) che nel corso dell'anno dovrà fare i conti con altre azioni che il management ora non intende comunicare, stante quanto rappresentato dall'azienda in termini previsionali, finalizzate al raggiungimento dell'utile di bilancio.
Nei prossimi giorni sindacalmente decideremo tutte azioni necessarie per modificare le posizioni e l'atteggiamento aziendale, dichiarando fin da subito lo stato di agitazione negli stabilimenti di Querceta e di Merate (Lecco).
RSU FINDER POMPE DOVER CORP. QUERCETA e MERATE


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Cordiali saluti
Daniela Francesconi
ufficio stampa e comunicazione

Federazione Impiegati Operai Metallurgici
Provincia di Lucca – Camera del Lavoro Lucca e Versilia
V.le Luporini 1115\F – 55100 Lucca
P.za Manzoni 5 – 55049 Viareggio
tel. +39 0583 441540 - 0584 325321
fax +39 0583 441555 - 0584 325351




martedì 21 aprile 2015

LICENZIAMENTI WHIRPOOL/INDESIT , INIZIA COSÌ IL JOBS ACT DI RENZI. (clicca qui)

E' QUESTO IL JOBS ACT DI RENZI ???
E GUARDA CASO PROPRIO MENTRE RENZI E' IN AMERICA DA OBAMA.....
MA POI OLTRE AL TRADIZIONALE TWEET A PRESA DI CULO, CHE STA FACENDO ???
Come disse Cetto Laqualunque : « UNA BEATA MINCHIA ».
Lui svende l'italia, ci riempe di tasse, ci toglie i diritti....
E non lascia nessun futuro ai nostri figli .....
Pero' ci rimpizza di messaggini su twitter !!!!!
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LA VERTENZA:
'' Whirlpool/Indesit tira diritto, proclamate 12 ore di sciopero dai sindacati ''

Dopo il non incontro vergognoso, durato solo 10min, tra sindacati e multinazionale americana sul piano che prevede 1300 esuberi, Fiom, Fim e Uilm lanciano la mobilitazione. Intanto, a Caserta i lavoratori bloccano la strada per 12 ore contro la chiusura del sito di Carinaro.

Whirlpool/Indesit tira diritto per la sua strada, conferma il suo piano fatto di oltre 1300 esuberi e svariate chiusure (Indesit di Carinaro a Caserta, la dismissione del sito di None e la cessazione di quello di Albacina e Fabriano) e va allo scontro con Fim Fiom Uilm e Ugl che rompono la trattativa e proclamano un pacchetto di 12 ore di scioperi in tutto il Gruppo entro il 10 maggio prossimo.

È questo l’esito della giornata di lunedì 20 aprile, nella quale si sarebbe dovuto avviare il negoziato sul piano di riorganizzazione presentato dalla multinazionale americana e che invece ha sancito uno strappo tra le parti, quando l’azienda ha riconfermato obiettivi e numeri, inaccettabili per i sindacati. Fim, Uilm e Ugl hanno deciso di abbandonare immediatamente il tavolo e la Fiom, di conseguenza, ha sospeso anch’essa le trattative. Le parti sono state poi convocate dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, per lunedì prossimo.

"Non possiamo condividere un piano industriale, come quello presentato da Whirlpool, che prevede la chiusura di siti produttivi in territori che, a partire da Caserta, hanno visto chiudere fabbriche e aumentare la disoccupazione", hanno sottolineato in una nota Michela Spera, segretaria nazionale Fiom, e Gianni Venturi, responsabile Fiom per il settore elettrodomestici.

La Fiom, anche nel breve incontro con la multinazionale, ha ribadito a Whirlpool questo giudizio sul piano industriale e nello stesso tempo ha chiesto "una nuova missione industriale per tutti gli stabilimenti, senza chiusure, confermando nello stesso tempo quanto di rilevante per le prospettive strategiche del Gruppo in Italia e in Europa è già contenuto nei piani dell'azienda: 500 milioni di investimenti, il rientro di volumi significativi di produzione da paesi esteri (Cina, Turchia e Polonia), la conferma del nostro paese come asse fondamentale su cui far ruotare il sistema Europa, l'impegno a non procedere unilateralmente a riduzioni di personale fino a tutto il 2018".

A sostegno della vertenza contro i licenziamenti e le chiusure degli stabilimenti il coordinamento sindacale Whirlpool ha proclamato 12 ore di sciopero in tutto il Gruppo da effettuare entro il prossimo 10 maggio con iniziative territoriali".

Ma la mobilitazione dei lavoratori è in realtà già partita. Per l’intera giornata di lunedì 20 aprile i lavoratori dello stabilimento Whirlpool-Indesit di Carinaro (Caserta) hanno dato vita ad un blocco stradale, durato quasi 12 ore, agli accessi dell'area industriale in cui sorge il sito e in cui sono ubicati depositi merci della stessa Whirlpool e di altre numerose e importanti aziende, tra cui la Conad e la Sisa.

Decine di tir che dovevano caricare e scaricare merci sono rimasti fermi creando lunghe file. Le forze dell'ordine, proprio per la presenza dei camion incolonnati, hanno chiuso al traffico gli svincoli della vicina superstrada Marcianise-Giugliano; disagi si sono registrati in tutta la zona. Tra i camionisti fermi con la merce nei cassoni e gli addetti Whirlpool – riporta l’Ansa - c'è stato qualche momento di tensione ma anche tanta solidarietà; al momento della rimozione un lungo applauso ha salutato i camion che si allontanavano, i conducenti hanno risposto suonando i clacson.