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lunedì 4 giugno 2018

MAURO MAZZONI (UGL) LUCCA: BUON LAVORO AL NUOVO GOVERNO, CHE SIA DEL CAMBIAMENTO PER UNA NUOVA ITALIA


Lucca, 04 06 2018

Marco Visibelli, reponsabile Provinciale  e Mauro Mazzoni , del Sindacato UGL Lucca, augurano buon lavoro, al nuovo esecutivo politico  di governo, perchè riesca ha risolvere, quelle che sono le problematiche dell'Italia. Partendo dal lavoro. E ora forza, mettere mano alle riforme, che hanno contribuito a distruggere l' occupazione e l' economia Italiana. L' abolizione del Jobs Acts, e della legge Fornero, che oltre ad avere avanzato l' età pensionistica, ma  ha anche, ostacolato l' ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. 
Che questo governo sia il cambiamento ed una nuova Italia per il lavoro. 
Mauro Mazzoni 
Sindacato UGL Lucca 


domenica 23 aprile 2017

OCCUPAZIONE MONTAGNA PISTOIESE IN RIPRESA?


Per la prima volta da 5 anni che me ne occupo sembra ci sia stata una piccola ripresa dell'occupazione. Dati alla mano i disoccupati da 1881 del dicembre 2015 , sono passati a 1749 del febbraio 2017, con un aumento di 132 persone occupate in teoria.
Perchè in teoria? Prima di tutto qui sono riportata solo le persone iscritte al centro per l'impiego,ma di questo parlerò più avanti. Ora mostrerò un altra tabella di dati,da me richiesti al centro per l'impiego perchè non mi tornava questo aumento di posti di lavoro. La tabella indica quanti si sono iscritti al centro per l'impiego nel corso del 2016.


In totale nell'unione si sono iscritte 333 persone nel corso del 2016 e se calcoliamo che ce ne sono 132 in meno,vuol dire che da Dicembre 2015 hanno trovato lavoro 465 persone. Troppi perchè sia effettivamente così.Certo potrebbero essere stati trovati fuori dalla montagna,però senza stare a mostrare tabelle e dati,vi dico che applicando i soliti ragionamenti all'intera provincia di Pistoia gli occupati sarebbero saliti a più di tredicimila nel 2016, un dato esageratamente grande.
A cosa si deve questi dati al ribasso allora? Una minima parte ipotizzo che si sia trasferita in cerca di zone dove il lavoro c'è. Una altra piccolissima parte penso (e spero) sia andata in pensione,ma la grossa colpa di questo dato alterato sta nel Jobs Act del governo Renzi. Questo ha levato l'obbligo per il quale per prendere la disoccupazione ci si doveva iscrivere al centro per l'impiego,levandone paradossalmente l'unica reale funzione per cui ci si recava in questo ente. Il centro per l'impiego non è mai stato ente utile a trovare lavoro, questo è un dato di fatto.
Non posso escludere neanche a priori che ci sia stato una timida ripresa dell'occupazione (anche se personalmente non credo proprio, anzi!) ma non certo di 465 persone. Neanche avessero usato 24 milioni di fondi europei per crearli in montagna!...ah no...è vero con tale cifra al massimo se ne creano 53. Ogni riferimento a progetti che in paragone consumano come una Ferrari e rendono come una Fiat 500 è puramente voluto.
Prima di congedarmi dai miei lettori voglio pubblicare un grafico a torta che da uno spaccato dell'occupazione nei comuni dell'unione dell'appennino pistoiese.
























A fine articolo pubblicherò anche quelli relativi ai singoli comuni,ma intanto andiamo ad analizzare il seguente grafico.
La parte blu rappresenta gli abitanti da zero a diciannove anni che sicuramente non lavorano, la parte verde invece dai 65 in su, i quali si spera che siano tutti in pensione,anche se in realtà sappiamo che grazie alla legge Fornero non è detto sia così,ma prendiamo questo dato come idealizzato. La parte gialla presenta i disoccupati iscritti al centro per l'impiego.
Rimane la parte arancione che non sono gli occupati della montagna ma è la parte in cui si possono trovare.Infatti da questi andrebbero scremati i giovani che studiano fino alla Laurea,i NEET ovvero i giovani che non studiano più ma neanche lavorano (fenomeno ben presente anche in montagna pistoiese) e infine i disoccupati che non si sono reiscritti al centro per l'impiego o che non si sono proprio mai segnati a questo ente.
Secondo le mie previsioni più ottimistiche, nella montagna pistoiese lavora una persona su 3 e in una società in cui lavorano solo un terzo dei cittadini, questa va a morire di sicuro.





martedì 24 gennaio 2017

LA STORIA INFINITA:LO STATUTO DEI LAVORATORI



In queste settimane si è tornato a parlare di lavoro.O meglio di diritti del lavoro,tramite la discussione sui due quesiti referendari approvati (su tre proposti) dalla Cgil.Per chi non lo sapesse nel luglio del 2016 la CGIL (il principale sindacato italiano)aveva raccolto circa 3,3 milioni di firme a sostegno di tre quesiti referendari. Lo scorso dicembre i quesiti erano stati dichiarati conformi alla legge dalla Cassazione.La Corte Costituzionale ha deciso di bocciare uno dei tre quesiti referendari proposti dalla CGIL lo scorso luglio, ammettendo invece gli altri due. La Corte ha deciso di non ammettere il quesito relativo all’abolizione dell modifiche all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori introdotte dal “Jobs Act” del governo Renzi, mentre sono stati ammessi gli altri due quesiti: quello che propone di eliminare completamente i voucher, lo strumento per pagare prestazioni saltuarie di lavoro; e quello che riguarda la reintroduzione di maggiori tutele nei confronti dei lavoratori esternalizzati da società che stanno lavorando in appalto. Questi ultimi due quesiti riguardano in maniera soltanto molto marginale il Job Act e di fatto puntano ad abrogare o modificare normative molto più vecchie.
Sicuramente i due quesiti,specie se passe l'abrograzione delle due norme,sarebbero un ulteriore duro colpo al governo Renzi ( di cui quello Gentiloni ne è solo una mera fotocopia).Se però nei prossimi mesi si andrà a elezioni anticipate ,i referendum saranno automaticamente sospesi.Inoltre, il Parlamento potrebbe evitare il voto popolare legiferando in tempo per modificare le parti della riforma che i referendum chiedono di abrogare. Negli scorsi giorni la commissione Lavoro della Camera dei Deputati ha messo all’ordine del giorno l’esame di cinque proposte di riforma dei voucher.
La prima considerazione che mi viene da fare è che la storia si ripete! A periodi alterni viene fuori la storia dell'abolizione dell'art.18 e la riforma dello statuto dei lavoratori,quasi fosse un evento ciclico e che non se ne possa fare a meno.Battaglia ideologica?forse!Argomento inutile?questo è tutto da vedersi!Chi vi scrive,ha dei genitori che si sono battuti per la creazione dello statuto dei lavoratori,mentre io mi sono dato da fare perchè non fosse abolito,l'art 18,partecipando anche a manifestazioni ed eventi.Partirò dicendo che in un mondo lavorativo onesto e meritocratico,l'art.18 non sarebbe mai esistito.Un datore di lavoro potrebbe licenziare tranquillamente un dipendente fannullone e/o nocivo per l'azienda,ma purtroppo non viviamo a Paperopoli,ma nel mondo reale,dove si và avanti a raccomandazioni, colpi bassi e a tirarselo in quel posto a vicenda,le cose non sono così semplici.Intendiamoci,non stò dicendo che le colpe sono tutte dei titolari e che i dipendenti sono dei santi,tutt'altro anzi direi che il marcio è bello abbondante da entrambi i lati e io sono per tutelare la parte che è più debole (anche se piena di fannulloni)Una ottima soluzione potrebbe essere rappresentata dal reddito di cittadinanza così come è in quasi tutti i paesi della comunità europea.Solo Grecia e Italia non lo hanno.Il lavoratore percepisce un reddito anche se è casa,ma è obbligato un tot di ore la settimana a fare lavori socialmente utili. Il centro per l'impiego ti cerca e procura un lavoro,di cui se ne rifiuti tre perdi tutti i diritti (soldi compresi).Insomma sarei orientato sul modello germanico,proposto anche da alcuni partiti. Di cui dubito si farà qualcosa perchè il sistema vuol tenerci schiavi e si oppone con tutte le forze a questo cambiamento.Non che l'impegno dei partiti sia incisivo,anzi mi sembra che questo tema torni solo sotto elezioni o in odore di esse.Ho sempre difeso lo statuto dei lavoratori con forza.Personalmente”ho visto cose che voi umani non potete immaginare”in ambito lavorativo,per esempio ho visto una persona che non aveva le capacità nemmeno per fare l'uomo di fatica,essere assunto a scapito di gente più qualificata(che ha perso l'impiego),semplicemente perchè sua madre era vice-direttrice di banca!,e pure con uno stipendio più alto rispetto ad altri dipendenti;per tutta il tempo che è servito,questa persona è rimasta,non solo non essendo d'aiuto ma pure essendo un peso per chi lavorava con lui,poi appena non è servita più la madre,è stato dapprima degradato,quasi umiliato e poco tempo dopo,gli è stato dato il benservito.Questo è solo uno dei mille esempi che potrei fare,ma a questo punto scriverei un libro(e non è detto che prima o poi non lo farò),per spiegare perchè ci devano essere delle tutele nel mondo del lavoro.In questi anni si è fatto un gran parlare di flessibilità lavorativa.Si è detto che ce ne deve essere di più e in nome di questa si è fatto nuove regole,il cui massimo apice è stato appunto il malefico Jobs Act,questo però non ha creato flessibilità ma solo precarietà. Il tutto è comunque inutile! La flessibilità non si sviluppa cambiando i regolamenti,fatevelo dire da chi l'ha vissuta la vera flessibilità.Ho avuto la fortuna di crescere e muovere i primi passi lavorativi,a Prato, quando questa aveva ancora un mare di lavoro,ed era questa la vera spinta che originava la flessbilità,infatti essendoci anche troppo lavoro,ci si poteva permettere di cambiare lavoro per qualsiasi ragione:c'è chi cambiava per guadagnare di più,chi per un orario migliore,chi perchè voleva un lavoro più vicino casa,ecc...ecc...le ragioni erano molteplici,ma in generale,se si voleva si cambiava lavoro anche una volta al mese!e non c'interessava le regole,manco le conoscevamo,perchè cercando cercando si trova il posto adatto alle nostre esigenze,e se eravamo abbastanza bravi si poteva trattare le condizioni economiche e/o lavorative,come più ci piaceva.Anzi in alcuni casi,presentando la lettera di dimissioni o semplicemente dichiarando l'intenzione,il datore di lavoro o chi ne faceva le veci,ad offrirti”qualcosa”(aumenti di salario o altro),perchè restassi;in alcuni casi direttori o caporeparto che si erano trasferiti in altre aziende,venivano a cercarti a casa,perchè tu andassi a lavorare nella loro nuova azienda.E non che c'interessassero le regole,tranne quella del posto a tempo indeterminato,ma solo per il semplice fatto,che in banca per ottenere un mutuo,era indispensabile,ed è paradossale che in questi tempi di crisi questa fosse l'unica regola da cambiare ed invece è l'unica che è rimasta!La flessibilità vi è quando vi è il lavoro,non cambiando le regole,se non si fa ripartire il motore,le nuove leggi servano solo a precarizzare i lavoratori che debbano piegarsi a qualsiasi condizione,pur di non perdere il posto di lavoro trasformandosi in nuovi schiavi....Certo è che di certo lo statuto dei lavoratori e le regole del mondo del lavoro,non possono e non devono essere riscritte da chi ha sempre e solo fatto il politico come professione,e neanche da”tecnici” o “professori”,che hanno alle spalle solo teoria e nessuna pratica del reale mondo del lavoro.In questo comprendo anche certi sindacalisti,che hanno fatto solo quello nella vitaNella mia personale visione,a riformare le leggi sul mondo del lavoo e lo statuto dei lavoratori,ci metterei un consiglio di Probiviri scelti tra pensionati di varie categorie lavorative, gente”vera”che ha lavorato per anni e capisce i problemi e le dinamiche,che si sviluppano nel lavoro.Anche e sopratutto quelle che non ti spiegano a scuola;naturalmente ne dovrebbero far parte anche manager,ma con almeno 30 anni di lavoro alle spalle e (ma non scontato se non detto)provenienti da aziende in attivo.Escluderei come già detto polici che non hanno fatto altro nella vita e che vengono ricollocati in altra veste.Non hanno mai avuto la preoccupazione “reale”di lavorare sul serio e quindi non possono riscrivere qualcosa a loro estraneo.La domanda che tutti si chiederanno a questo punto, è come voterò ai due quesiti referendari. A ora la mia risposta è che voterò si,ma solo perchè non ci sono alternative migliori. A quando una vera legge sul lavoro che tuteli quest'ultimo e non gli speculatori e le lobby?

distinti saluti

venerdì 29 aprile 2016

Fiom Cgil Lucca, #SNAI: ANCORA UN INCONTRO INTERLOCUTORIO...


Fiom Cgil Lucca e provincia , COMUNICATO STAMPA:




#SNAI: ANCORA UN INCONTRO INTERLOCUTORIO!
All'incontro promosso dalla Provincia di Lucca e dal Comune di Porcari, l'azienda si è presentata senza linee guida e senza mandato per esporre i contenuti del piano industriale, limitandosi ad esporre il dato della perdita di bilancio senza la capacità di rispondere alle questioni di merito poste dal sindacato.
Le istituzioni presenti, sostenendo le posizioni del sindacato sulla tutela dell'occupazione a Porcari, visto anche lo stato di indebitamento sottolineato...
LEGGI TUTTO, CLICCA SUL COMUNICATO:
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martedì 5 aprile 2016

FIOM VERSILIA: Chiude l'ex Cerpelli di Querceta, Triste epilogo della ripresa renziana.

Chiude la FINDER POMPE EX CERPELLI

Termina l'assemblea permanente dei lavoratori e con essa il negoziato intrapreso per ottenere le migliori condizioni possibili da un'azienda che non ha voluto trovare soluzioni alternative alla chiusura e con grande sofferenza l'assemblea dei lavoratori ha deciso di negoziare un'accordo che riducesse l'impatto economico dei licenziamenti. 

Ieri è stato firmato il verbale presso il centro impiego della Regione Toscana di Lucca con il quale si sancisce la chiusura dello storico stabilimento Cerpelli di Querceta: non c'erano più alternative, l'azienda aveva già deciso e senza la lotta intrapresa in questi mesi, i lavoratori non avrebbero avuto niente se non la sola disoccupazione.

Resta il rammarico per non aver avuto un'attenzione reale dal punto di vista industriale, utile a preservare il sito e un'occupazione altamente qualificata, capace di garantire prodotti di grande qualità.

Cogliamo l'occasione per ringraziare il sindaco di Seravezza Ettore Neri per la vicinanza e la collaborazione fattiva dimostrata in tutte le fasi di questa complicata vertenza, convinti che anche con il suo impegno si potranno trovare soluzioni per una possibile riattivazione del sito Cerpelli e per i 30 lavoratori licenziati.
--
Daniela Francesconi
giornalista professionista
ufficio stampa e comunicazione
Tw @danyfrancesc
LinkedIn Daniela Francesconi

Federazione Impiegati Operai Metallurgici della provincia di Lucca 
Camera del Lavoro Lucca e Versilia
V.le Luporini 1115\F – 55100 Lucca
tel. +39 0583 441540 - 0584 325321
P.za Manzoni 5 – 55049 Viareggio
fax +39 0583 441555 - 0584 325351

www.fiom.cgil.it - mail: fiom@lucca.tosc.cgil.it - fiomvg@lucca.tosc.cgil.it Pec: fiom.lucca@pecgil.it

sabato 5 dicembre 2015

FIRENZE: CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO, CACCIAMO RENZI E PD!! 12/12

CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE CACCIAMO RENZI E IL PD!!

Dall'11 al 13 Dicembre la Leopolda ospiterà, per il 6° anno consecutivo, la  kermesse del Partito democratico: tre giorni in cui l'attuale partito di governo mostrerà i "miracoli" compiuti e i "traguardi raggiunti". Un blocco di potere, quello dei "rottamatori," ormai consolidato e capillare, ben voluto da Confindustria, padronato e classi dirigenti europee
-contro la guerra e la Nato
perché la guerra porta sfruttamento, perché rafforza il potere delle classi dominanti. Perchè i soldi per la guerra si trovano sempre, come dimostra l' aumento in spese militari e la decisione, per quanto riguarda le spese per la "sicurezza", di andare in deroga al P
atto di stabilità: i nostri diritti sono sacrificabili al contrario delle armi necessarie per condurre guerre per mezzo mondo ad uso e consumo degli interessi di pochi e a danno di intere popolazioni. Ma si sa, la guerra è una ghiotta occasione di guadagno e la Nato è lo strumento principale per diffonderla-contro la buona scuola e la cancellazione del diritto allo studio per una scuola pubblica per tutti e tutte
perché ci opponiamo fermamente alla cancellazione del diritto per tutti ad una istruzione di qualità. Dai costanti tagli all'apertura all'invasione dei privati (nella didattica e negli spazi fisici) per rendere gli studenti sempre più funzionali alle necessità del padronato, per fornire manodopera gratuita con la scusa dei tirocini e dell'alternanza scuola-lavoro. Dalla dittatura del merito e alla riduzione delle borse di studio e dei servizi  fino ai finanziamenti differenziati tra istituti di serie A e serie B, passando per la riconferma dei fondi alle scuole private. Tutto per trasformare la scuola, da servizio pubblico, in azienda.

-contro il Jobs act e l'accordo di rappresentanza per la difesa dei nostri diritti sul posto di lavoro
perché siamo stanchi di essere sempre più precari, sempre più ricattabili, sempre meno retribuiti. Dalla distruzione della contrattazione collettiva nazionale alla riduzione del diritto di sciopero, dalla cancellazione
dell'articolo 18 alla riduzione della libertà sindacale attraverso l'accordo di rappresentanza, dal telecontrollo all'istituzionalizzazione del lavoro precario. -contro i grandi eventi e la corruzione per un uso delle risorse economiche a favore delle classi più deboli

perché, da Expo al Giubileo, questi eventi sono uno spreco immenso di risorse pubbliche a favore di corrotti, speculatori  e mafiosi, apripista di norme liberticide -divieto di sciopero nei periodi dei grandi eventi-e giustificazione al sacrificio delle più basilari norme sul lavoro -dal lavoro gratuito, precario e sottopagato alla cancellazione della sicurezza nei luoghi di lavoro. -contro la privatizzazione e la svendita del patrimonio pubblico ai privati pur di fare cassa
perché al privato interessa il profitto e non la qualità o l'accessibilità del servizio. Fatti ben dimostrati dal collasso del livello dei servizi fiorentini (dall'Ataf, agli asili nido, alle mense) e dalla svendita perfino di edifici storici come la Rotonda Brunelleschi: esempi cittadini  di una tendenza nazionale.-contro inceneritore, aereporto e Tav in difesa della nostra salute e del nostro territorio

perché mentre decidono di gassarci a colpi di diossina e nanopolveri di inceneritori e Tav, devastando il territorio e l'ambiente, ci impediscono anche di curarci, come dimostrano i recenti ulteriori tagli alla sanità, l'estensione del ticket e la riduzione del livello di cure gratuite mentre i presidi sanitari di quartiere chiudono i battenti. -contro il Piano casa e l'articolo 5 in difesa del diritto all'abitare
perchè a chi, di fronte all'emergenza abitativa in peggioramento, chiedeva il blocco di sfratti e sgomberi e più case popolari, il governo ha risposto con l'
-contro la repressione e tutte le norme liberticide
perché la guerra sarà, già lo vediamo in Francia, una giustificazione alla creazione di stati di emergenza e all'emanazione di leggi autoritarie che restringono ulteriormente spazi di agibilità, vanno a colpire chi lotta perché si rifiuta di pagare le conseguenze di questa crisi, si riversano sui nostri territori in termini di repressione e controllo generalizzato.

-contro fascismo,razzismo e guerra tra poveri, in difesa dei valori dell'antifascismo
Il 12 dicembre un vasto
fronte di opposizione sociale scenderà in piazza contro Renzi e contro tutto ciò che il PD rappresenta: non ci arrenderemo mai alla distruzione delle nostre condizioni di vita in nome di un sistema incentrato sul profitto!!Promuovono: Cobas, Cub, Usb,Assemblea no Jobs act, Movimento di lotta per la casa, Coordinamento per il diritto alla salute, Rete dei collettivi fiorentini, assemblea per la Piana contro le nocività, Collettivo politico scienze politiche, Studenti contro il nuovo Isee, Cpa Firenze sud, nEXt Emerson, Partito comunista dei lavoratori, perUnaltracittà, Clash city worker, Rifondazione comunista Firenze, Cantiere sociale Camillo Cienfuegos, Partito comunista Firenze, Comitato Comunista, Comitato No Tunnel Tav Firenze, Una città in comune.

mercoledì 29 luglio 2015

GARANZIA GIOVANI GARANZIA DI FREGATURA di Marco Poli

Oggi voglio di parlare di una di quelle che è sempre stata presentata dall' attuale governo,come una grande spinta al lavoro per i giovani,ovvero”garanzia giovani”dove l'unica cosa garantita è appunto la fregatura!Conoscendo l'attuale governo sarei stato in pensiero se fosse stato il contrario.
Matteo Renzi ha venduto promesse illusorie, sostenute da campagne mediatiche farcite di dati fuorvianti e la possibilità di scaricare la responsabilità dei fallimenti sull'inadeguatezza del soggetto che, di volta in volta, sarebbe stato incapace di cogliere l'occasione giusta: anche a costo di lavorare gratis, di rinunciare ai proprio diritti, di vedersi declassato ed impoverito.
Questo è il caso della Garanzia giovani, dove, in realtà, di garanzia (per i giovani) non c'è nemmeno l'ombra. I numeri parlano chiaro. Questo programma è stato un completo fallimento per le prospettive di lavoro dei giovani, ma ha ingrassato le tasche delle agenzie interinali e di formazione (tra cui un'agenzia interinale, già nota per le vicende legate ad Expo2015) che hanno partecipato al progetto. Infatti queste agenzie, insieme alle aziende che hanno assunto dei giovani anche per pochi mesi, si sono spartite il grosso dei 1,5 miliardi di euro stanziati dall'Unione Europea per il progetto Youth Guarantee.
La Youth Guarantee avrebbe dovuto essere la risposta europea alla disoccupazione giovanile, il programma cofinanziato dall’Unione Europea con 1.5 miliardi di euro in tre anni, rivolto ai cosiddetti “Neet”. L’utilizzo del concetto di “inattività” e del termine “Neet” contrapposto ad “attivazione”, “produttività” e “competitività” serve al governo, italiano ed europeo, per produrre un nuovo cambio di paradigma, quello delle sfruttamento intensivo, del lavoro servile e del freejob , il cui esempio emblematico sono gli oltre 18.500 mila volontari per l’Expo di Milano. Dietro la retorica delle politiche di welfare to work, asse portante della Strategia Europa 2020, non si nasconde nessuna attivazione ma tecniche di controllo individuale e gestione dei conflitti. Inoltre l’avvio della Garanzia Giovani si inserisce in un contesto in cui è stato recentemente convertito in legge il Decreto Poletti sancisce di fatto la precarizzazione infinita e a vita di milioni di soggetti attraverso la liberalizzazione totale del contratto a tempo determinato e dell’apprendistato.
In Italia il programma è partito 1 maggio del 2014, allargando il target di possibili beneficiari ai giovani compresi tra 15 e 29 anni che “non studiano, non lavorano e non sono impegnati in nessun percorso formativo”, ma dietro le statistiche ufficiali sappiamo bene che esiste un universo di precari che lavora nel sommerso, vive con lavori intermittenti e mal pagati ed è tutto fuorché inattivo.
A sette settimane dall’avvio sono oltre 90 mila i giovani che si sono registrati, attratti dalla possibilità di trovare un “lavoro” o intraprendere una work experience con il sostegno al reddito. Una moltitudine di soggetti su cui si dovrebbe sperimentare il programma che rappresenta un vero “business della
disoccupazione”: tra servizio civile e fondi distribuiti alle imprese che approfitteranno di tirocini ed apprendistati recependo bonus occupazionali, utilizzando manodopera precaria, a basso costo ed estremamente ricattabile. Il piano di attuazione italiano del programma ci illumina sui reali beneficiari della
Garanzia Giovani: le agenzie interinali, gli enti privati di formazione e di orientamento accreditati con le regioni, le agenzie tecniche della pubblica amministrazione. Inoltre le risorse investite non bastano minimamente a coprire neanche le azioni per la platea dei possibili beneficiari che a livello nazionale sono circa 2.3 milioni di persone. Nonostante i dati drammatici sulla disoccupazione giovanile in Italia ﴾46%﴿ e gli annunci roboanti del Ministro del Lavoro Poletti sulla centralità del tema nell’agenda di governo, il programma nel nostro paese ha accumulato estremi ritardi nella fase di realizzazione. Ad oggi possiamo solo prendere atto delle inadempienze da parte del Ministero del Lavoro e delle regioni nell’attuazione dell’intervento oltre le enormi difficoltà dei centri per l’impiego nella gestione di un flusso enorme di giovani iscritti. Per questo la Garanzia Giovani per il momento è nulla di più che uno spot televisivo, una vera e propria scatola vuota,come d'altronde lo sono tutte le proposte del PD,o almeno quelle del governo Renzi
L'europa l'anno scorso ha bacchettato l’Italia esprimendo gravi preoccupazioni sulla sostenibilità della Garanzia Giovani in una prospettiva di attuazione di lungo termine, mettendo in risalto anche le criticità derivanti dalla disomogeneità territoriale dei servizi di collocamento pubblico.
Dall''inizio del progetto già più della metà delle risorse sono state consumate. Ma solo la metà dei giovani iscritti è stata contattata per il primo colloquio, quello per la presa in carico da parte dei centri per l'impiego (mica per un lavoro!). Di questi solo 69.811 (il 13,9%) è stato effettivamente contattato stage, tirocini o contratti.
Oltre al fallimento certificato dalle statistiche e dai soldi già intascati dai signori del business dell'avviamento al lavoro, c'è un altro aspetto della Garanzia Giovani che indica quale futuro è riservato ad i giovani in Italia (e non solo). Le uniche proposte di lavoro concrete riguardano il settore del terziario arretrato (uscieri, camerieri, disossatori di prociutti...). Non è un caso, ma un processo che da anni sta ridefinendo la richiesta di forza lavoro verso occupazioni ripetitive, poco qualificate e precarie. Come se non bastasse tutte queste offerte
avvengono tramite la forma dello stage o del tirocinio, questo espediente è figlio della retorica della formazione permanente, ma nella realtà è utile solo per pagare i giovani ancora meno (con dei semplici rimborsi...). Infatti nella maggior parte dei casi i tirocinanti/stagisti vengono poi impiegati per coprire le mansioni come dei lavoratori assunti a tutti gli effetti.
Secondo un dirigente dell'agenzia interinale, l'azienda dovrebbe aver diritto ai soldi anche se non trovano il lavoro per i giovani: per questi avvoltoi i soldi pubblici sono una carogna su cui gettarsi senza guardare in faccia nessuno, i giovani disoccupati non sono che comparse da utilizzare in qualche colloquio per giustificare i rimborsi. Quello che diventa ogni giorno più chiaro è che la meritocrazia, il raggiungimento dei risultati, il sacrificio è merce buona solo per mettere diversi pezzi di società l'uno contro l'altro, farci digerire un modello basato sul mangiare merda e far fuori i nostri simili perché nostri concorrenti per la sopravvivenza.
Tirando le fila e concludendo”Garanzia Giovani”è solo l'ennesimo sistema per mangiare fondi europei e creare nuovi schiavi,con data di scadenza(29 anni), atta a favorire poteri forti e a ridurre all'impotenza i lavoratori.Complimenti sindaco d'Italia,una vera riforma di sinistra.

Distinti Saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com  3349069101



giovedì 28 maggio 2015

MOLISE VIDEO NEWS: ZUCCHERIFICIO, TENSIONE ALLO STABILIMENTO 28 05 2015

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SI VA VERSO IL FALLIMENTO ???

DOVE SONO LE PROMESSE

DI FRATTURA E DEL SUO PARTITO ???

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QUESTA E' LA RIPRESA 

DEL JOBS ACT DI RENZI ???

APRIAMO GLI OCCHI !!!

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giovedì 30 aprile 2015

1° MAGGIO COSA è RIMASTO ? di Marco Poli .



Primo maggio Festa dei lavoratori,ma cosa sappiamo di questa festa?innanzitutto partiamo con un po' di storia(fonte Wikipedia):


La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori viene celebrata il 1°Maggio di ogni anno in molti Paesi del mondo per ricordare l'impegno del movimento sindacale e i traguardi raggiunti dai lavoratori in campo economico e sociale.

La festa ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con ilr.d.l.n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La rima internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.La sua origine risale a una manifestazione organizzata a New York il 5settembre 1882 dai Knights of Labor, un'associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 Maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.

L'11Novembre del 1887 a Chicago(USA), quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1°Maggio dell'anno precedente lo sciopero e una manifestazione per le otto ore di lavoro.

Il 20 agosto fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte; Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte. Le ultime parole pronunciate furono: Spies: "Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!" Fischer: "Hoch die Anarchie! (Viva l’anarchia!)" Engel: "Urrà per l’anarchia!" Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: "Lasciate che si senta la voce del popolo!"

L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questi episodi. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro. Pochi giorni dopo il sacrificio dei Martiri di Chicago,i lavoratori di Chicago un’imponente manifestazione di lutto, a prova che le idee socialiste non erano affatto morte.

Appena si diffuse la notizia dell'assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura, dove si diceva che si fosse rifugiato il console USA.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872 e più tardi in quasi tutti i paesi del mondo.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l'articolo Per il primo Maggio, uscito il 26 Aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento".

Il 1º maggio 1955 Papa PioXII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.

Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentarioGrandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria(indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.

Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la festività fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, per poi essere riportata al primo maggio dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra(PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

Dal 1990 i sindacati confederali CGIL,CSIL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani: si tiene in piazza San Giovanni, dal pomeriggio a notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguito da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmesso in diretta televisiva dalla Rai.



Ma dello spirito di questa festa cosa ci è rimasto?praticamente niente, chi lavora la considera un giorno per fare ponte,l'attuale governo ha umiliato i lavoratori,prima non facendo nulla per fare ripartire l'economia e levandogli tutti i diritti col giobact;nel paese dove abbiamo realizzato il neo-schiavismo con stipendi a fame e in ribasso,mi sento di condividere questa citazione di Oliviero Beha tratta dal libro”IL CULO E LO STIVALE”(ed.Chiarelettere):



"una persona prodotta,distribuita,comprata e venduta è qualcosa che non si era mai visto nella storia dell'umanità,se non ai tempi degli schiavi,mentre ciò avviene col suo entusiastico consenso"



Domani sicuramente amministratori,a partire da quelli nazionali fino ad arrivare a quelli locali,si sciacqueranno la bocca a parlare dei lavoratori e dell'importanza del lavoro,paradossalmente non avendo mai lavorato neanche un giorno in vita loro,e nel mentre lo faranno sembreranno aver dimenticato l'operazione di distruzione di questo che stanno operando.

Voi cercate di non dimenticarlo,onorate questa festa ma disertate i comizi demagogici e falsi che faranno i politici,in questa maniera onorerete due volte questa festa......


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Distinti saluti
Marco Poli

marcopoli76@gmail.com cell.334/9069101


domenica 26 aprile 2015

ANNUNCI DI LAVORO POCO CHIARI, SPESSO SONO FREGATURE. (clicca)


TRUFFE SUL LAVORO
Societa' che si approfittano di chi cerca lavoro a causa della crisi che ha creato tanti disoccupati

Da anni ormai, in modo assolutamente ciclico, nella zona di Lucca appaiono annunci di lavoro per i quali non viene richiesta alcuna esperienza pregressa indicando come tipologia di lavoro quella di magazziniere, di inserimento dati/gestione pratiche o più raramente assistenza clienti e censimento dati. Tali annunci sono pubblicati su tutti i portali di annunci di lavoro online che consentono alle aziende di fare annunci gratuiti.
Troppo spesso dietro a questi annunci si nascondono dei veri e propri porta a porta che spesso si palesano come tali solo al momento del fatidico "giorno di prova" anche se le modalità utilizzate dall'annuncio sino alla fine del colloquio sono le medesime ovvero:
·         - Annuncio generico e, al momento del contatto telefonico, nessuna spiegazione riguardo l'attività lavorativa da svolgere
·         - Spesso alla partita IVA indicata nell'annuncio non corrisponde il nome della ditta indicato nel medesimo annuncio
·         - Le sedi di queste società si sono spostate negli anni e più precisamente erano a San Michele in Escheto per poi "migrare" in Via delle Tagliate ed infine sul Viale Europa in prossimità dell'uscita autostradale di Lucca est
·         - Nessuno legge il vostro curriculum prima del colloquio quindi non esiste nessuna vera selezione ma i candidati sono solo "carne da macello" da gettare nel porta a porta
·         - Solitamente queste ditte sono incaricate da grandi aziende per vendere i loro prodotti/servizi di telefonia, energia elettrica, gas
·         - Non danno fissi mensili ma solo pagamenti spot per ogni contratto concluso costringendo i malcapitati collaboratori anche a pratiche scorrette (sono capitate denunce per firme false)
·         - Mettono in pratica tecniche di vendita aggressive tanto da meritarsi ogni tanto qualche segnalazione alle forze dell'ordine con relativa denuncia
·         - Cambiano nome (Alpha srl, revolution job e l'ultima arrivata MV communication) ma vogliono sempre e solo carne da macello che loro porti contratti
·         - Cambiano anche selezionatori ma spesso dietro c'è sempre la solita persona

I  miei personali consigli sono:
·         - Diffidate sempre degli annunci di lavoro che non chiedono esperienza
·         - Verificate sul sito dell'agenzia delle entrate la partita IVA indicata al seguente link:
https://telematici.agenziaentrate.gov.it/VerificaPIVA/Scegli.do?parameter=verificaPiva
 quando l'annuncio riporta anche la partita IVA dell'azienda controllando stato della partita IVA e vero nome dell'azienda. È facile, gratuito e veloce e potrebbe farvi evitare delle fregature/perdite di tempo
·         - Al momento del contatto telefonico chiedete sempre se si tratta di un porta a porta e se la risposta non è chiara o vi rimandano al colloquio sappiate che probabilmente lo è
·         - Al momento del colloquio verificate se nella sala d'attesa ci sono altri candidati perché colloqui di selezione molto rapidi o più colloqui allo stesso orario fanno presagire una scarsa attenzione alla selezione del personale ovvero siete solo numeri e non persone
·         - Verificate che il selezionatore abbia letto il vostro CV in caso contrario dubitate fortemente della bontà e veridicità dell'annuncio
·         - Non abbiate timore nel chiedere informazioni approfondite sulle mansioni da svolgere: il colloquio serve anche a voi per conoscere l'azienda per cui andrete a lavorare e le aziende serie sono ben felici di darvi tutte le informazioni possibili
Prestate la massima attenzione perché con l'aumento dei disoccupati aumentano anche i tentativi di sfruttamento delle persone da parte di sciacalli che mirano solo al loro profitto e che come locuste si spostano da una città all'altra dopo aver fatto danni.
È importante anche per tutti i cittadini prestare attenzione perché con tutta probabilità prossimamente su Lucca ci sarà l'inizio del porta a porta di Illumia con pericoli di metodi di vendita aggressivi a discapito dei meno capaci di evitare truffe e pressioni.
È importante ricordare che per legge tutti  gli incaricati alle vendite porta a porta devono avere ben in vista un cartellino di riconoscimento recante fotografia e generalità dell'incaricato nonché nome dell'azienda e firma di un incaricato della ditta stessa. Personalmente ho visto incaricati girare col cartellino volutamente girato per non farlo vedere e molti incaricati privi di cartellino: meglio non aprire a queste persone perché potrebbero portare in casa vostra delle brutte sorprese....

dal nostro archivio.

martedì 21 aprile 2015

LICENZIAMENTI WHIRPOOL/INDESIT , INIZIA COSÌ IL JOBS ACT DI RENZI. (clicca qui)

E' QUESTO IL JOBS ACT DI RENZI ???
E GUARDA CASO PROPRIO MENTRE RENZI E' IN AMERICA DA OBAMA.....
MA POI OLTRE AL TRADIZIONALE TWEET A PRESA DI CULO, CHE STA FACENDO ???
Come disse Cetto Laqualunque : « UNA BEATA MINCHIA ».
Lui svende l'italia, ci riempe di tasse, ci toglie i diritti....
E non lascia nessun futuro ai nostri figli .....
Pero' ci rimpizza di messaggini su twitter !!!!!
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LA VERTENZA:
'' Whirlpool/Indesit tira diritto, proclamate 12 ore di sciopero dai sindacati ''

Dopo il non incontro vergognoso, durato solo 10min, tra sindacati e multinazionale americana sul piano che prevede 1300 esuberi, Fiom, Fim e Uilm lanciano la mobilitazione. Intanto, a Caserta i lavoratori bloccano la strada per 12 ore contro la chiusura del sito di Carinaro.

Whirlpool/Indesit tira diritto per la sua strada, conferma il suo piano fatto di oltre 1300 esuberi e svariate chiusure (Indesit di Carinaro a Caserta, la dismissione del sito di None e la cessazione di quello di Albacina e Fabriano) e va allo scontro con Fim Fiom Uilm e Ugl che rompono la trattativa e proclamano un pacchetto di 12 ore di scioperi in tutto il Gruppo entro il 10 maggio prossimo.

È questo l’esito della giornata di lunedì 20 aprile, nella quale si sarebbe dovuto avviare il negoziato sul piano di riorganizzazione presentato dalla multinazionale americana e che invece ha sancito uno strappo tra le parti, quando l’azienda ha riconfermato obiettivi e numeri, inaccettabili per i sindacati. Fim, Uilm e Ugl hanno deciso di abbandonare immediatamente il tavolo e la Fiom, di conseguenza, ha sospeso anch’essa le trattative. Le parti sono state poi convocate dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, per lunedì prossimo.

"Non possiamo condividere un piano industriale, come quello presentato da Whirlpool, che prevede la chiusura di siti produttivi in territori che, a partire da Caserta, hanno visto chiudere fabbriche e aumentare la disoccupazione", hanno sottolineato in una nota Michela Spera, segretaria nazionale Fiom, e Gianni Venturi, responsabile Fiom per il settore elettrodomestici.

La Fiom, anche nel breve incontro con la multinazionale, ha ribadito a Whirlpool questo giudizio sul piano industriale e nello stesso tempo ha chiesto "una nuova missione industriale per tutti gli stabilimenti, senza chiusure, confermando nello stesso tempo quanto di rilevante per le prospettive strategiche del Gruppo in Italia e in Europa è già contenuto nei piani dell'azienda: 500 milioni di investimenti, il rientro di volumi significativi di produzione da paesi esteri (Cina, Turchia e Polonia), la conferma del nostro paese come asse fondamentale su cui far ruotare il sistema Europa, l'impegno a non procedere unilateralmente a riduzioni di personale fino a tutto il 2018".

A sostegno della vertenza contro i licenziamenti e le chiusure degli stabilimenti il coordinamento sindacale Whirlpool ha proclamato 12 ore di sciopero in tutto il Gruppo da effettuare entro il prossimo 10 maggio con iniziative territoriali".

Ma la mobilitazione dei lavoratori è in realtà già partita. Per l’intera giornata di lunedì 20 aprile i lavoratori dello stabilimento Whirlpool-Indesit di Carinaro (Caserta) hanno dato vita ad un blocco stradale, durato quasi 12 ore, agli accessi dell'area industriale in cui sorge il sito e in cui sono ubicati depositi merci della stessa Whirlpool e di altre numerose e importanti aziende, tra cui la Conad e la Sisa.

Decine di tir che dovevano caricare e scaricare merci sono rimasti fermi creando lunghe file. Le forze dell'ordine, proprio per la presenza dei camion incolonnati, hanno chiuso al traffico gli svincoli della vicina superstrada Marcianise-Giugliano; disagi si sono registrati in tutta la zona. Tra i camionisti fermi con la merce nei cassoni e gli addetti Whirlpool – riporta l’Ansa - c'è stato qualche momento di tensione ma anche tanta solidarietà; al momento della rimozione un lungo applauso ha salutato i camion che si allontanavano, i conducenti hanno risposto suonando i clacson.