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sabato 17 marzo 2018

CITTADINI AREA FIORENTINA: quo usque tandem amministratori toscani ?


CITTADINI AREA FIORENTINA
QUO USQUE TANDEM AMMINISTRATORI TOSCANI ?
 
 L'ARRESTO DI ASTALDI E IL SILENZIO

SULLA TAV
 
 Fino a quando Sindaco Nardella, Presidente del Consiglio Regionale Giani e Presidente della Regione Rossi potrete ignorare quanto è da anni di dominio pubblico, cioè che la realizzazione del sottoattraversamento AV di Firenze e della stazione Foster, è diventato impossibile, dannoso ed inutilmente oneroso per tutti?
 Fino a quando potrete rinviare la cancellazione di un'opera in luogo della quale è  urgente un vaglio attento delle alternative, assumendovi la responsabilità per esservi infilati in un incredibile pasticcio economico e giudiziario ?
 Soprattutto ora che Duccio Astaldi, Presidente della società Condotte, subentrata a Nodavia nell'esecuzione dell'opera con una manovra che non era sfuggita all'attenzione di Raffaele Cantone, è stato arrestato per sospette tangenti legate all'esecuzione dell'autostrada Siracusa-Gela ?
 Soprattutto dopo che la stessa società in grave difficoltà economica aveva presentato richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Roma.
 Soprattutto nel momento in cui il Tribunale di Messina ha chiesto di indagare su tutti gli appalti in esecuzione della stessa società, tra cui la TAV fiorentina ?
Soprattutto mentre dalle indagini sulla principale impresa di costruzioni italiana, secondo le preoccupanti parole del GIP di Messina, emerge "una spregiudicatezza criminale non comune, un radicato disprezzo per il rispetto della legge e un'organizzazione a delinquere che ha inevitabili proiezioni"
 Fino a quando amministratori toscani potrete continuare a ripararvi dietro l'alibi dei contratti firmati e delle penali per perseguire un obbiettivo, quello del Passante AV, che lo stesso Sindaco Nardella a suo tempo ha definito "un incomprensibile spreco di denaro pubblico"  e che crea solo disfunzioni e danni al sistema dei trasporti fiorentino.
 Fino a quando continuerete con le favole di un inesistente people mover, di un inverosimile hub treno/gomma e di un fantomatico secondo scavalco pur di convincere le riluttanti Ferrovie a proseguire con un'opera dalla quale si sono già parzialmente sfilate confermando S.M. Novella con transito in superficie come stazione delle frecce rosse AV a Firenze.?
 
 Intanto in attesa di risposta vi invitiamo a leggere l'articolo di Franca Selvatici su La Repubblica del 15 marzo che ricostruisce esemplarmente la vicenda.
 
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2018-03-15,                                                          FRANCA SELVATICI  LA REPUBBLICA
 

Arresto Astaldi, il gip: "Verificate tutti gli

appalti di Condotte"

Il capo della società che sta realizzando la Tav a Firenze è accusato in Sicilia di aver pagato mazzette camuffate da consulenze
L'arresto in Sicilia per corruzione di Duccio Astaldi, presidente di Condotte, ha suscitato molte preoccupazioni sulla possibilità di ripresa dei lavori per la realizzazione del tunnel dell'Alta velocità ferroviaria a Firenze. Ma l'inchiesta della procura di Messina sull'appalto di tre lotti dell'autostrada Siracusa Gela suscita preoccupazioni anche più gravi sugli effetti del sistema corruttivo sulla qualità delle opere. Dalle indagini «emerge una spregiudicatezza criminale non comune, un radicato disprezzo per il rispetto della legge e una organizzazione a delinquere che ha inevitabili proiezioni». Lo scrive il gip di Messina Salvatore Mastroeni, che perciò sollecita «una verifica, almeno di massima, su numero e tipi di appalti gestiti dai soggetti autori dei reati in corso di accertamento in un solo appalto » , quello siciliano.
Astaldi è accusato con altri di aver stanziato un milione e 650 mila euro, ricavati dagli anticipi di denaro pubblico per i lavori autostradali, per subappaltare servizi di consulenza legale e contabile alla società Pachira Partners di Milano. Società che per l'accusa è stata l'intermediaria e il paravento per il passaggio di tangenti, camuffate da consulenze, in particolare in favore dell'avvocato Antonino Gazzarra, vicepresidente dell'ente appaltante Consorzio Autostrade Siciliane. In una delle conversazioni intercettate un ingegnere di Condotte si preoccupa: «Si prendono i soldi! So soltanto che è un metodo d'azzardo. Se si viene a scoprire...». Il suo interlocutore, uno dei legali di Condotte, commenta: «Per fortuna nascondono, stai a sentirmi, l'hanno sempre fatto».
« L'hanno sempre fatto » . E' questo che suscita allarme anche per la qualità delle opere. Scrive il gip di Messina: « Tutto grave, come si analizzerà, ma una delle cose che più colpisce è la creazione di un fondo, con i soldi pubblici degli appalti, per consulenze e contatti, una riserva per tangenti e per corrompere funzionari alla luce del sole e, ancor di più, che tale fondo sia stato autorizzato dall'amministrazione pubblica come un subappalto, con un tasso di illegalità neanche facilmente immaginabile».
E aggiunge: «Alterare gare d'appalto è minare la sopravvivenza delle imprese oneste. Inserire fondi milionari per la corruzione è sottrarre il medesimo denaro alle opere e ai cittadini... Sono soldi sottratti ai lavori, sono rischio di uso di materiali scarsi e depotenziati, di controlli superficiali o di favori, di limitazioni nella realizzazione delle opere».
Il gip si preoccupa in particolare per la Sicilia, dove lungo le autostrade ci sono state frane e sono crollati ponti e viadotti. Ma la situazione non è molto più tranquilla in Toscana. Pochi giorni fa ha ceduto una piazzola della superstrada E 45, sui cui lavori gravano numerose accuse di tangenti, e sotto l'asfalto sono emersi rifiuti speciali. I predecessori di Condotte a Firenze risparmiavano sui materiali antincendio dei conci di sostegno del tunnel Tav, sulle palificazioni, sullo smaltimento dei fanghi provenienti dagli scavi. Lo ha documentato l'inchiesta della procura di Firenze, del Ros Carabinieri e della Forestale. L'avvento di Condotte avrebbe dovuto segnare una svolta anche in termini di qualità dei lavori. L'inchiesta siciliana solleva però più di un dubbio.
E' la ragione per cui il giudice di Messina invita a svolgere una verifica su tutti gli appalti dell'azienda, per «impedire che il denaro pubblico si disperda anche in tangenti e, correlativamente, per assicurare che i lavori siano realizzati correttamente, senza che... cadano viadotti dopo l'inaugurazione, che si usi materiale depotenziato, che si costruiscano al risparmio e senza controlli opere pericolose per la vita degli utenti».
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 Questo blog ha dedicato da sempre un'attenzione costante al tema del Nodo ferroviario di Firenze. Solo negli ultimi tre anni sul tema sono comparsi una trentina di articoli.
 
     RIPUBBLICATO INTEGRALMENTE QUANTO INVIATO      
Questo messaggio è stato inviato a capitan.futuro3000@gmail.com da newsletter@cittadiniareafiorentina.it                          

sabato 5 dicembre 2015

FIRENZE: CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO, CACCIAMO RENZI E PD!! 12/12

CONTRO SPECULAZIONE, SFRUTTAMENTO E DEVASTAZIONE CACCIAMO RENZI E IL PD!!

Dall'11 al 13 Dicembre la Leopolda ospiterà, per il 6° anno consecutivo, la  kermesse del Partito democratico: tre giorni in cui l'attuale partito di governo mostrerà i "miracoli" compiuti e i "traguardi raggiunti". Un blocco di potere, quello dei "rottamatori," ormai consolidato e capillare, ben voluto da Confindustria, padronato e classi dirigenti europee
-contro la guerra e la Nato
perché la guerra porta sfruttamento, perché rafforza il potere delle classi dominanti. Perchè i soldi per la guerra si trovano sempre, come dimostra l' aumento in spese militari e la decisione, per quanto riguarda le spese per la "sicurezza", di andare in deroga al P
atto di stabilità: i nostri diritti sono sacrificabili al contrario delle armi necessarie per condurre guerre per mezzo mondo ad uso e consumo degli interessi di pochi e a danno di intere popolazioni. Ma si sa, la guerra è una ghiotta occasione di guadagno e la Nato è lo strumento principale per diffonderla-contro la buona scuola e la cancellazione del diritto allo studio per una scuola pubblica per tutti e tutte
perché ci opponiamo fermamente alla cancellazione del diritto per tutti ad una istruzione di qualità. Dai costanti tagli all'apertura all'invasione dei privati (nella didattica e negli spazi fisici) per rendere gli studenti sempre più funzionali alle necessità del padronato, per fornire manodopera gratuita con la scusa dei tirocini e dell'alternanza scuola-lavoro. Dalla dittatura del merito e alla riduzione delle borse di studio e dei servizi  fino ai finanziamenti differenziati tra istituti di serie A e serie B, passando per la riconferma dei fondi alle scuole private. Tutto per trasformare la scuola, da servizio pubblico, in azienda.

-contro il Jobs act e l'accordo di rappresentanza per la difesa dei nostri diritti sul posto di lavoro
perché siamo stanchi di essere sempre più precari, sempre più ricattabili, sempre meno retribuiti. Dalla distruzione della contrattazione collettiva nazionale alla riduzione del diritto di sciopero, dalla cancellazione
dell'articolo 18 alla riduzione della libertà sindacale attraverso l'accordo di rappresentanza, dal telecontrollo all'istituzionalizzazione del lavoro precario. -contro i grandi eventi e la corruzione per un uso delle risorse economiche a favore delle classi più deboli

perché, da Expo al Giubileo, questi eventi sono uno spreco immenso di risorse pubbliche a favore di corrotti, speculatori  e mafiosi, apripista di norme liberticide -divieto di sciopero nei periodi dei grandi eventi-e giustificazione al sacrificio delle più basilari norme sul lavoro -dal lavoro gratuito, precario e sottopagato alla cancellazione della sicurezza nei luoghi di lavoro. -contro la privatizzazione e la svendita del patrimonio pubblico ai privati pur di fare cassa
perché al privato interessa il profitto e non la qualità o l'accessibilità del servizio. Fatti ben dimostrati dal collasso del livello dei servizi fiorentini (dall'Ataf, agli asili nido, alle mense) e dalla svendita perfino di edifici storici come la Rotonda Brunelleschi: esempi cittadini  di una tendenza nazionale.-contro inceneritore, aereporto e Tav in difesa della nostra salute e del nostro territorio

perché mentre decidono di gassarci a colpi di diossina e nanopolveri di inceneritori e Tav, devastando il territorio e l'ambiente, ci impediscono anche di curarci, come dimostrano i recenti ulteriori tagli alla sanità, l'estensione del ticket e la riduzione del livello di cure gratuite mentre i presidi sanitari di quartiere chiudono i battenti. -contro il Piano casa e l'articolo 5 in difesa del diritto all'abitare
perchè a chi, di fronte all'emergenza abitativa in peggioramento, chiedeva il blocco di sfratti e sgomberi e più case popolari, il governo ha risposto con l'
-contro la repressione e tutte le norme liberticide
perché la guerra sarà, già lo vediamo in Francia, una giustificazione alla creazione di stati di emergenza e all'emanazione di leggi autoritarie che restringono ulteriormente spazi di agibilità, vanno a colpire chi lotta perché si rifiuta di pagare le conseguenze di questa crisi, si riversano sui nostri territori in termini di repressione e controllo generalizzato.

-contro fascismo,razzismo e guerra tra poveri, in difesa dei valori dell'antifascismo
Il 12 dicembre un vasto
fronte di opposizione sociale scenderà in piazza contro Renzi e contro tutto ciò che il PD rappresenta: non ci arrenderemo mai alla distruzione delle nostre condizioni di vita in nome di un sistema incentrato sul profitto!!Promuovono: Cobas, Cub, Usb,Assemblea no Jobs act, Movimento di lotta per la casa, Coordinamento per il diritto alla salute, Rete dei collettivi fiorentini, assemblea per la Piana contro le nocività, Collettivo politico scienze politiche, Studenti contro il nuovo Isee, Cpa Firenze sud, nEXt Emerson, Partito comunista dei lavoratori, perUnaltracittà, Clash city worker, Rifondazione comunista Firenze, Cantiere sociale Camillo Cienfuegos, Partito comunista Firenze, Comitato Comunista, Comitato No Tunnel Tav Firenze, Una città in comune.

martedì 10 novembre 2015

Storica sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli sulle Grandi Opere Inutili (TAV) !!!

Torino, 9 novembre 2015

Storica sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli sulle Grandi Opere Inutili e Imposte

Con grande soddisfazione le persone riunite nel teatro strapieno del piccolo paese valsusino di Almese hanno ascoltato il dispositivo della sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli (ex Tribunale Russell) che si è pronunciato sulle anomalie delle Grandi Opere Inutili e Imposte a partire dai problemi che esistono sul contestato progetto del TAV Torino Lione. La sentenza è seguita a tre giorni di intensi lavori dove sono state esposte le dinamiche contestate nella gestione della realizzazione delle grandi infrastrutture in Italia ed in Europa; erano infatti presenti rappresentanti di altri paesi e sono stati illustrati, tra gli altri, i casi italiani di Firenze, del Ponte di Messina, delle trivellazioni, delle Apuane, del rigassificatore di Livorno, del Mose di Venezia; in Europa casi di Germania (ad es. Stoccarda), Francia (linee AV ed aeroporti), Gran Bretagna (AV), Spagna (AV), Romania (miniere), Marocco (AV). Sono state invitate anche le parti accusate di non rispettare i diritti delle popolazioni interessate, ma nessuna ha deciso di partecipare; TELT in particolare ha declinato l'invito sostenendo di operare nel rispetto delle leggi. La sentenza condanna proprio il sistema legislativo di Italia in particolare (Legge Obiettivo e Sblocca Italia), ma anche l'operato della stessa Commissione Europea. L'iniziativa della denuncia al Tribunale è nata dal Controsservatorio Val Susa. Il dispositivo della sentenza (allegato) è una sentenza storica perché riconosce l'esistenza di un modello consolidato da parte di tutti i governi teso a tutelare prevalentemente gli interessi economici e finanziari di soggetti diversi dalle popolazioni. Questa sentenza può e deve essere uno strumento nelle lotte di tutti i gruppi impegnati in difesa della giustizia ambientale e sociale.

lunedì 13 aprile 2015

Piana FI-PO-PT - Manifestazione 11 aprile: Grande successo ed appuntamento al 20" di GRUPPI PROMOTORI

DA:

Francesco Fedi

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Grande partecipazione popolare alla manifestazione dell'11 aprile!


Comunicato stampa
Grande partecipazione popolare alla manifestazione dell'11 aprile!
Prossimo appuntamento il 20 aprile a Villa Montalvo
Grande partecipazione popolare, ben oltre le previsioni, alla manifestazione dell'11 aprile per dire basta nocività nella Piana Firenze-Prato-Pistoia, No a tutti gli inceneritori, al nuovo aeroporto di Firenze ed alla logica delle grandi opere inutili e dannose, Sì alle alternative, all'acqua bene comune pubblica e non inquinata, ai basilari diritti sociali delle popolazioni.
Oltre 6.000 persone hanno partecipato ad un vivace, colorato e combattivo corteo che ha percorso il lungo itinerario dalla Casa Rossa dell'Osmannoro (Sesto Fiorentino), nei pressi di Case Passerini dove vorrebbero costruire il nuovo inceneritore, passando dentro all'abitato di Peretola, vicino all'aeroporto, fino alla Regione Toscana, presieduta da Enrico Rossi, controparte politica dei movimenti, insieme a Renzi e Nardella. Nel Parco di San Donato, in via di Novoli a Firenze, si è tenuto un appassionato e importante intervento conclusivo di Rossano Ercolini, storico attivista della Strategia Rifiuti Zero, premio Goldman per l'ambiente.
Quattro km e mezzo di volontà popolare per affermare e riprendersi il diritto alla salute, al territorio ed al lavoro, cittadini/e, lavoratori/trici, studenti, famiglie intere, bambini/e, anziani provenienti da tutta la Piana, da Campi, Sesto, Calenzano, Signa, Firenze, Prato, Pistoia, dal Mugello, che hanno manifestato con cartelli, striscioni, bandiere, tamburi, maschere, palloncini, autoprodotti con fantasia (c'erano anche due capre), abitanti delle diverse "periferie e centri minori" che hanno voluto così riprendere la parola. Significativo e importante l'incontro in viale Gori tra chi lotta per il diritto alla casa ed i manifestanti.
La manifestazione è stata promossa ed autogestita da ben 24 realtà sociali e territoriali: vari comitati no inceneritori e no aeroporto, l'Assemblea per la piana, il Forum toscano movimenti per l'acqua, associazioni ambientaliste, agricole, per i beni comuni, esperienze di cittadinanza attiva, le mamme no inceneritore, grande novità e forza di questo corteo, No Tav, sindacati come i Cobas e la CUB che hanno indetto sciopero per sottolineare il rapporto stretto tra salute e lavoro, la Flc Cgil, i collettivi studenteschi. Tra le numerose adesioni importante sottolineare Medicina Democratica, Medici per l'ambiente, gruppi di acquisto solidale, la Comunità delle Piagge, i centri sociali Camilo Cienfuegos, next Emerson e Centro Popolare Autogestito-Fi Sud, ANPI, Stop TTIP, WWF, Rete Toscana dei Comitati, le forze politiche Movimento 5 stelle, Rifondazione Comunista, Altra Europa con Tsipras, Pcl, gruppi consiliari "Firenze a sinistra" e "Sesto bene comune".
La mobilitazione ha lanciato una sfida aperta al potere politico ed economico, ed ovviamente non si ferma qui.
Il grande successo della manifestazione rappresenta una spinta per tutti per andare avanti sui nostri obiettivi, un primo risultato del grande lavoro collettivo e unitario di tutti i promotori, da far crescere insieme all'autonomia e all'indipendenza del movimento.
Per questo è stata convocata per lunedi 20 aprile 2015 alle ore 21 a Villa Montalvo, Campi B., una assemblea per decidere insieme le iniziative da intraprendere per dare continuità alla mobilitazione.

I promotori della manifestazione 

 

martedì 7 aprile 2015

Associazione IDRA/COMUNICATO: "Con Del Rio e Cantone la TAV va in soffitta!"


riceviamo

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Associazione di volontariato Idra
Tel. e fax  055.233.76.65, e-mail  idrafir@tin.it; web www.idraonlus.it
 
 
COMUNICATO STAMPA    Firenze, 3.4.'15
 
CON DEL RIO E CANTONE LA TAV VA IN SOFFITTA!
 
Se due più due fa ancora quattro, siamo finalmente al sicuro! Il nuovo ministro alle Infrastrutture Graziano Del Rio rivendica un programma di trasparenza e di condivisione: "Noi dobbiamo lavorare per fare un ragionamento trasparente su tutte le cose, per prendere decisioni molto condivise, i cui elementi siano a conoscenza di tutti".
 
Il nuovo ministro alle Infrastrutture preannuncia un rapporto solido con l'Autorità Nazionale Anticorruzione: "Mi sono sentito anche stamattina col presidente Cantone con cui lavoreremo a strettissimo contatto su Expo, su Mose, su tutte le grandi opere italiane".
 
Pochi giorni fa Raffaele Cantone ha dichiarato: "Una legge ben scritta sugli appalti serve alla lotta alla corruzione molto più di due milioni di intercettazioni perché, per esempio, la Legge Obiettivo che concedeva il potere al direttore dei lavori di essere nominato dall'impresa è una legge criminogena. Su quello bisogna intervenire".
 
Se due più due fa quattro, anche la TAV, dove il controllore è il controllato, dove le popolazioni insorgono, dove la corruzione e le infiltrazioni mafiose non si fanno attendere, va definitivamente in soffitta! Da Graziano Del Rio è lecito attendersi un'iniziativa urgente (magari un decreto?) per l'abolizione della Legge Obiettivo e della figura contrattuale del 'general contractor'.
 
Dice giustamente Del Rio: "Nessuno inizia a riparare la cucina e poi la lascia a metà, la porta a termine, la cura con attenzione, guarda come vengono eseguiti i lavori, li controlla, fa in modo che i preventivi corrispondano alla spesa finale". Ma questa TAV non è certo una cucina, e costruirla come si è fatto finora non è certo un riparare. E' semmai un guastare, distruggere, un minare: territorio, ambiente, erario, servizi, legalità.

Visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/notavfirenze.



mercoledì 18 marzo 2015

Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all’Università" di Comitato Una Città In Comune Firenze


---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 18/mar/2015 ore 14:17
Oggetto: "Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all'Università" di Comitato Una Città In Comune Firenze
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

Comunicato stampa |Una Città In Comune
|fb:unaCittaInComune|tw:@cittaInComuneFi|
|unacittaincomunefirenze@gmail.com | www.unacittaincomunefirenze.it

Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all'Università

Il dibattito cittadino seguito alla mancata presenza dell'ex giudice Caselli ad un convegno al Polo di Novoli ha raggiunto livelli insopportabili di isterismo e strumentalizzazione. Sulle pagine dei quotidiani, quasi sempre indifferenti alle iniziative dei movimenti studenteschi si è gridato allo scandalo parlando di collettivi che dettano legge nei locali dell'Università, di poche decine di studenti che rovinano la reputazione di un Ateneo, di libertà di espressione negata nei confronti di altri studenti e di un'offesa ad un "eroe" della Repubblica italiana.

Con rispetto parlando per tutti gli attori di questa vicenda, ci sembra che qualcosa non quadri. Come è possibile che una personalità come Caselli, con quarant'anni di scorta sulle spalle e una carriera nelle inchieste per mafia e terrorismo decida di disertare un convegno in un'aula universitaria paventando pericoli per l'incolumità sua e degli organizzatori in seguito alla comparsa di volantini e striscioni "minacciosi"? Davvero, non possiamo credere che una persona abituata a intimidazioni ben più serie e concrete possa dare tanto peso a cartelli e scritte sui muri provenienti da un gruppo politico ben conosciuto e non anonimo, come è stato erroneamente definito su alcuni giornali. Se l'ex giudice era a conoscenza di fatti più gravi e potenzialmente pericolosi avrebbe dovuto dirlo in maniera chiara. Caselli invece ha reagito in maniera scomposta, ha evitato il confronto sul merito e si è unito al vaniloquio degli anatemi provenienti dai media di regime definendo"canaglie" gli studenti che lo avevano chiamato nemico dei movimenti e ha puntato il dito contro l'eccessiva tolleranza da parte dei docenti dell'Università di Firenze. Una bella lezione di stile è arrivata anche dal mondo accademico, con alcuni professori che hanno messo in scena una patetica riflessione sulle colpe degli insegnanti e la troppa accondiscendenza verso i giovani. Altri hanno addirittura evocato le brigate rosse e dichiarato di sentirsi responsabili "per aver cresciuto dei mostri".
Di fronte a un contesto così degenerato sentiamo l'esigenza di mettere un paio di punti fermi.
E' evidente che una parte della carriera di Caselli, specialmente l'ultima, quella relativa alle inchieste sui movimenti No Tav della procura di Torino, non sia priva di ombre ed episodi da chiarire. Sarebbe stato interessante assistere ad un confronto su questi temi, specialmente a Firenze, città in cui l'Alta Velocità ha portato sì ad inchieste, ma tutte sul versante dei costruttori e delle istituzioni. Evidentemente Caselli, al culmine del suo narcisismo non vuole far luce su questioni che non gli restituiscono un'immagine di paladino dei diritti.
L'altro punto, ancora più grave, che ci preme sottolineare, è la reazione spropositata della gran parte dei media cittadini, interessati solo a strumentalizzare la vicenda e a stigmatizzare chi porta avanti idee diverse dai partiti di governo. I media ufficiali sembrano ormai assolvere al ruolo di agenzie di manipolazione del consenso, pronte a dispensare patenti di terrorismo a chi esprime un dissenso. Basta uno striscione con scritto "boia" per rendere degli studenti dei mostri, dei terroristi? Non erano tutti Charlie fino a poche settimane fa, quando davanti a vignette che ridicolizzavano simboli religiosi si facevano paladini della satira e della libertà di espressione?

Una Città in Comune denuncia questo clima di esasperazione in cui chiunque osi dissentire dal "pensiero ufficiale" viene additato come terrorista. Continueremo a batterci contro l'ipocrisia e la malafede di un sistema politico e mediatico sempre più pervasivo che si regge anche sulla disinformazione e sulla distorsione della realtà.

Per info, iscriviti al gruppo "No Tav Firenze" di Google Gruppi:
notavfirenze+unsubscribe@googlegroups.com.
Visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/notavfirenze.
Per altre opzioni visita https://groups.google.com/d/optout.

lunedì 16 marzo 2015

"ARRESTO INCALZA: SABOTARE IL MALAFFARE" di Comitato No Tunnel TAV Firenze


---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 16/mar/2015 17:56
Oggetto: "ARRESTO INCALZA: SABOTARE IL MALAFFARE" di Comitato No Tunnel TAV Firenze
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

 
Comunicato stampa

Firenze, 16 marzo 2015

Sugli arresti eccellenti a seguito dell'inchiesta sul Passante TAV fiorentino

La giornata del 16 marzo 2015, oggi, sta mostrando una Italia schizofrenica: mentre a Torino si sta celebrando un processo allo scrittore Erri De Luca per "istigazione al sabotaggio", a Firenze l'inchiesta partita dalle indagini sul "Passante TAV di Firenze" sta mostrando, ancora una volta, il vero volto delle grandi opere inutili, cioè un enorme verminaio di  corruzione e pessima economia che sta contribuendo in maniera sostanziale al disastro sociale ed economico italiano.
Le/i cittadine/i non possono che ringraziare la magistratura per aver sollevato il velo che copre il corpo in decomposizione del mondo delle infrastrutture. Le inchieste non fanno altro che confermare le denunce della cittadinanza attiva, in tutta Italia, che da più di un decennio sta indicando le gravissime anomalie del mondo delle grandi opere.
Ovviamente dovremo aspettare di leggere le motivazioni dei provvedimenti da parte della magistratura, ma il quadro che ormai abbiamo sotto gli occhi è abbastanza chiaro: qui non si tratta di qualche mela marcia - come si affanneranno presto a dire molti esponenti politici - ma di una finestra spalancata su un sistema complessivo di malaffare.
Ercole Incalza non è un dirigente qualunque: capo della Struttura di Missione del Ministero delle Infrastrutture sotto governi di tutti i colori, primo amministratore delegato di TAV S.p.A. che ha introdotto il sistema criminogeno del "general contractor all'italiana" e la spartizione del primo enorme regalo al sistema di grandi imprese parassitarie. Incalza ha presenziato a tutto il sistema delle grandi opere inutili che hanno parassitato parecchie centinaia di miliardi di euro agli Italiani.
Se, come pare, nessun politico è coinvolto nell'inchiesta, è tutta la politica nazionale e locale ad essere chiamata in causa. La magistratura ha svolto il suo compito, quello di scoprire reati commessi; al governo e al parlamento spetterebbe il compito di legiferare perché il sistema criminogeno che è stato messo in opera venisse smantellato.
Il Ministero del Tesoro dovrebbe cominciare a guardare cosa succede dentro le Ferrovie dello Stato, visto che ne controlla il 100% delle azioni: l'amministratore delegato Michele Mario Elia, di fronte alla denuncia del comitato fiorentino dell'esplosione dei costi del Passante, non ha trovato di meglio che minimizzare e affermare il falso dicendo che i cantieri fiorentini sono fermi. I lavori vanno avanti in maniera molto rallentata, ma i costi stanno volando alle stelle in maniera incontrollata davanti alla colpevole cecità della politica locale, nazionale e delle stesse FS.
Il Governo del premier più querulo della storia repubblicana si spera trovi non solo battute di spirito, ma strumenti per smantellare completamente il sistema criminogeno delle infrastrutture e lo stesso decreto sblocca-Italia che è nella scia della "legge obiettivo", uno dei più fallimentari provvedimenti degli ultimi decenni: le opere concluse sono solo l'8%, mentre il flusso di denaro verso il sistema politico-economico-mafioso si è mantenuto costante e generoso.
Ormai è chiaro a tutti: il sistema di deregulation delle grandi opere non è finalizzato ad una più efficiente realizzazione delle stesse, ma a garantire un generoso finanziamento del sistema parassitario che le gestisce.
Ad una politica seria resterebbe solo una cosa da fare: sabotare questo vergognoso malaffare.

Comitato No Tunnel TAV Firenze

giovedì 12 marzo 2015

“Grandi Opere Inutili: il grande cancro italiano” di Francesco Fedi


---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: FRANCESCO FEDI · Data: 12/mar/2015 15:57
Oggetto: "Grandi Opere Inutili: il grande cancro italiano" di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

"Grandi Opere Inutili: il grande cancro italiano" di Francesco Fedi
 
(Commento ad un articolo del sole24 ore di Giorgio Santilli
12 marzo 2015 sul disastro della "legge obiettivo"): "Non una parola sulle vere cause, ma ancora una volta si chiede semplificazione normativa (!). Ovviamente il giornale di confindustria e dell'ANCI non ha nessun interesse a denunciare il fatto che la lentezza dei cantieri, i problemi tecnici, i disastri progettuali, i ritardi non sono incidenti, ma un fenomeno predeterminato; sono molto graditi dalle grandi imprese che così possono alzare il livello dei loro profitti a carico delle risorse pubbliche. Il cancro delle GOI (grandi opere inutili) è soprattutto il frutto di un accordo tra grande impresa, finanza e politica per creare un flusso costante e sicuro di finanziamento dell'oligarchia al potere in Italia. Queste le mie conclusioni personali. Davvero tenere le dichiarazioni di Realacci che paiono lette da un modulo prestampato, tante sono le volte che le abbiamo sentite." Tiziano Cardosi – Comitato NO Tunnel-Tav Firenze
 
Sono sacrosante verità quelle di Cardosi. Il recente rapporto della Camera dei Deputati-Cresme, sugli ultimi 10 anni di opere pubbliche in Italia è a dir poco drammatico: costi cresciuti del 40%, con 23 miliardi di lotti completati, sui 285 programmati, ossia all'8,4% del totale. Del resto un dato su cui qualcuno potrebbe anche pensare di andare a cercare consensi, visto che lo stesso dato fermo al 7,6% nell'ottobre 2013, sebbene però vada anche detto che il dato non tiene conto delle opere complessivamente presentate al vaglio del Cipe.
Correva l'anno 2001, quando gli strascichi dell'epoca di Tangentopoli e della riforma della normativa sui lavori pubblici (Legge Merloni), portarono all'introduzione di quell'ulteriore provvedimento, presto  "Legge Obbiettivo". Un provvedimento che fu da subito salutato come un qualcosa di rivoluzionario e che avrebbe accelerato l'esecuzione delle opere pubbliche, introducendo, per la prima volta in Italia, nuvoi strumenti, come ad esempio quello, derivato dall'esperienza anglo-sassone del Project-Financing (per una miglior comprensione : Ivan Cicconi – La truffa del project finaning) all'8,4% del totale..
In occasione della presentazione del 9° Rapporto sull'attuazione della legge obiettivo, il Servizio studi della Camera con il Cresme e in collaborazione con l'Autorità di vigilanza dei contratti pubblici, ha confermato numeri di un'imbarazzante inefficienza, confermando la situazione di stasi che si protrae da quasi tre lustri.  Mancate anche le previsioni del preceente 8° Rapporto, nel quale si prevedeva la la conclusione di 54 opere entro la fine del 2014, per un costo complessivo di circa 12 miliardi, e di cui oggi se ne contano solo 39, dal costo complessivo di 6,5 miliardi, dunque solo il dunque solo il 70 in numero e poco più del 50% in termini d'importo
Ma la tragedia più grossa è forse quelle che si legge nel capitolo dedicato ai costi: su 97 opere deliberate dal Cipe e contenute nel programma fin dal 2004, dagli iniziali 65.227 milioni del 30 aprile 2004, si è arrivati a 91.516 milioni al 31 dicembre 2014, con un incremento del 40,3%.
Le ragioni della lentezza, sembrano essere la scarsa selezione di opere e il fabbisogno finanziario, con il risultato che l'Italia è fortemente in ritardo su più fronti, in particolare quello del recepimento delle Direttive Ue e dell'innovazione: «I principali Stati membri dell'Unione europea stanno tempestivamente adottando i provvedimenti per adeguare i loro ordinamenti ai principi e alle norme della nuova legislazione europea… … …Ai fini del recepimento appare opportuno tenere presenti gli scenari che si stanno delineando a livello internazionale e che sono strettamente collegati ai processi di innovazione che maturano nell'ambito dell'economia digitale. Si tratta di processi che rivoluzionano in profondità l'intero ciclo di realizzazione delle infrastrutture, dalla progettazione alla gestione, e che potrebbero dispiegare effetti positivi sia sul piano della riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione delle opere sia sul piano del miglioramento della compatibilità ambientale ed energetica». Per questo alcuni Paesi - Germania, Francia e soprattutto Regno Unito - «hanno adottato o stanno adottando, in concomitanza o nell'ambito del recepimento delle direttive, strategie di politica industriale per introdurre o implementare i processi innovativi nelle costruzioni e nelle opere pubbliche».
MA i problemi, in Italia, non finiscono qui, perché a tutto questo va aggiunta la corruzione, le imprese in odore di mafia e la mafia in odore di partito e le cooperative in odore di ..
 
Abbiamo infatti parlato di Tav Fiorentina, ed allora non possiamo fare a meno di parlare di sottopasso fiorentino della Tav di Coopsette, cooperativa di costruzioni di Castelnovo di Sotto (RE), che tramite l'ex controllata Nodavia, si era aggiudicata il mega appalto, da oltre mezzo miliardo di euro, per i lavori dello snodo della Tav di Firenze. Importo poi anche poi salito con l'andare del tempo, prima che tutto finiesse nel mirino della magistratura, con l'avvio di un'inchiesta per associazione a delinquere finalizzata a corruzione, traffico illecito di rifiuti, frode e truffa con 32 persone coinvolte, di cui 11 rinviati a giudizio il mese scorso.
 
 Una vicenda che si commenta da sola, tenuto conto che meno di un anno prima dell'avvio delle indagini, si parlava di quasi 300 milioni di euro accantonati per sopperire a ritardi e maggiori, oltre a 73 milioni "congelati" a garanzia del corretto compimento dei lavori per Rfi.
Infatti, nonostante l'ingente appalto, e le economie conseguite con lo smaltimento illecito dei fanghi, de saranno poi al centro dell'inchiesta, Coopsette/Nodavia, riusciva comunque a non navigare in buone acque,interessata da un maxi piano di ristrutturazione del debito.
Questo è solo un esempio, ma la costante è quella per cui come si dice TAV, si dice costi inverosimili, imprevisti, incheste, danni ambientali, disastri finanziari e quant'altro… (per maggiori info, consulta l'archivio di NO-TAV Torino), e come ci ricorda il Giudice antimafia Ferdinando Imposimato nel suo "Corruzione ad Alta Velocità - Viaggio nel governo invisibile": "Lo scandalo del TAV è l'emblema della degenerazione globale del sistema politico; esso ha coinvolto maggioranza ed opposizione in egual misura. Dopo Tangentopoli non è scaturita una Repubblica rinnovata, ma una riedizione peggiore del vecchio sistema di potere. Si è organicamente strutturata l'alleanza tra ceto politico e forze dominanti del potere economico delle grandi imprese sia private che pubbliche….".
Questo il risultato di 20 anni di TAV e più in generale, da sempre, anche di grandi opere, concepite, ralizzate e spesso anche mai terminate…
… e non pensiamo che per parlere di "Grande Opera" e di tutto quello che ne consegue, occorra andare a cercare cose fantascientifiche, come il Mose, il Ponte sullo Stretto o chilometri e chilometri di autostrade…
…una "Grande Opera" (…con tutto quello che ne consegue…) è tale, ogni qualvolta un'amministrazione pubblica decide di sepndere 10 per un problea che si risolverebbe con 4, in un tempo assai inferiore, con molti rischi in meno, con maggiori garanzie di satbilità e minori costi di manutenzione in futuro…
…una "Grande Opera", può essere semplicemente poche centinaia di metri di un "Viadotto", un "tunnel", un parcheggio interrato (…magari in una piazza storica…), o un parcheggio TIR, piuttosto che un interporto…
…e detto questo, pensando a quello che da 10 anni si discute in questa città malsana, buon intenditor, poche parole!...
 
 

martedì 11 marzo 2014

NO TAV , LE RAGIONI DI CHI E' CONTRO QUEST'OPERA..... CHI CI MANGIA ???

NO-TAV TORINO LIONE – PERCHE’?

RAGIONE NUMERO UNO

- 20 MILIARDI DI EURO BUTTATI AL VENTO, ANZI NO, INCANALATI IN TASCHE RIGONFIE

- L'ATTUALE LINEA FERROVIARIA TORINO-MODANE È UTILIZZATA SOLO AL 25% DELLA SUA CAPACITÀ E DA ALCUNI ANNI LE MERCI CHE TRANSITANO SONO IN CALO

- LE NAVETTE PER I TIR PARTONO OGNI GIORNO DESOLATAMENTE VUOTE!!!!

- IL COLLEGAMENTO FERROVIARIO DIRETTO TORINO-LIONE È STATO SOPPRESSO PER MANCANZA DI PASSEGGERI !!!!

- IL TRAFFICO MERCI E’ SCESO DEL 9% NELL’ULTIMO ANNO

La Torino-Lione, per la sola parte italiana, aveva un preventivo iniziale di 2,5 miliardi poi gonfiato a 8 miliardi nel 2010. Alla fine saranno almeno venti miliardi, che potrebbero anche raddoppiare se si applicherà lo stesso moltiplicatore dei costi che c'è stato nelle altre zone. L'opera passerà solo per il 30% in territorio italiano, ma noi pagheremo il 57% dei costi...

RAGIONE NUMERO DUE

- IL COSTO, OGGI STIMATO IN 20 MILIARDI DI EURO, È TUTTO A CARICO DELLA COLLETTIVITÀ. TUTTO DENARO PUBBLICO, MA AFFIDATO A PRIVATI. NESSUN PRIVATO CI METTERÀ UN EURO

- I TANTISSIMI SOLDI CHE SERVONO A QUEST'OPERA VERRANNO TOLTI ALLE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI (GIÀ DISASTRATE), A OSPEDALI, SCUOLE, E A TUTTI I SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ

- È GIÀ PREVISTO CHE LA NUOVA LINEA FERROVIARIA TORINO-LIONE AVRÀ ALTISSIMI COSTI DI GESTIONE E CHE SARÀ IN PERDITA PER DECINE E DECINE DI ANNI.

RAGIONE NUMERO TRE

- IL TRACCIATO PREVEDE UNA GALLERIA DI 23 KM ALL'INTERNO DEL MUSINÈ, MONTAGNA MOLTO AMIANTIFERA. LA TALPA CHE PERFORERÀ LA ROCCIA IMMETTERÀ NELL'ARIA UN BEL PO' DI FIBRE DI AMIANTO INVISIBILI E LETALI. IL VENTO LE PORTERÀ DAPPERTUTTO. IL FOEHN LE PORTERÀ FIN NEL CENTRO DI TORINO. RESPIRARE FIBRE DI AMIANTO PROVOCA UN TUMORE DEI POLMONI (MESOTELIOMA PLEURICO) CHE NON LASCIA SCAMPO. L'AMIANTO È UN MATERIALE FUORI LEGGE DAL 1977. SCAVARE GALLERIE IN UN POSTO COSÌ È ILLEGALE E CRIMINALE.

- IL TUNNEL DI 53 KM INCONTRERÀ (OLTRE A FALDE E SORGENTI CHE ANDRANNO DISTRUTTE) ANCHE ROCCIA CONTENENTE URANIO.

Una linea in galleria si porta appresso tante gallerie minori di servizio, trasversali a quella principale. ce ne saranno 12 con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. sarà un inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15 anni almeno.

La perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potrà prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie tav del mugello, oggetto di processi per disastro ambientale.

RAGIONE NUMERO QUATTRO

LA FRANCIA HA RINVIATO I LAVORI SUL TRATTO FRANCESE AL 2030 !!! Perché?

Ci fermiamo qui ma potremmo aggiungere molte altre ragioni, specie investigando a quali imprese sono state affidate le prime opere.

INTERESSANTE RELAZIONE:

I treni ad alta velocità stanno uccidendo la rete ferroviaria europea

da Tg Valsusa – Pubblichiamo qui la traduzione di un lungo articolo di Kris De Decker, giornalista fondatore del sito Low-Tech Magazine, da cui il suo scritto è tratto.

L’alta velocità non è cosa nuova. Ogni volta che una società avanza economicamente, la velocità dei trasporti aumenta, per facilitare gli scambi commerciali. Ma questa volta arriva l’onda lunga di una rete ferroviaria che prima di essere completata è già stata investita da una crisi economico-finanziaria senza precedenti.

Il risultato è che per incentivare l’uso dei treni ad alta velocità vengono meno i servizi ferroviari essenziali, il tempo di percorrenza finisce per essere più o meno lo stesso ma con costi tre volte superiori. E s’inverte la parabola per cui il trasporto ferroviario giocherebbe un ruolo chiave nel contenimento delle emissioni dannose all’ambiente, poiché il suo diretto concorrente, il trasporto aereo, paradossalmente prolifica. L’aumento di linee ferroviarie ad alta velocità producono un aumento di compagnie aeree low-cost, così che invece di sottrarre viaggiatori al trasporto aereo lo favoriscono, cambiando di fatto la tipologia stessa dei viaggiatori: mentre prima a utilizzare l’aereo era il benestante mentre il treno risultava accessibile a tutti, oggi il treno ad alta velocità diventa prerogativa di pochi e i molti approfittano di tariffe aeree competitive.

I treni ad alta velocità stanno uccidendo la rete ferroviaria europea

L’alta velocità ferroviaria viene spacciata come l’alternativa sostenibile al traffico aereo. Secondo la International Union of Railways (Unione internazionale delle ferrovie) il treno Av “gioca un ruolo chiave in una fase di sviluppo sostenibile e di lotta al cambiamento climatico”. Come viaggiatore che copre in Europa regolarmente lunghe distanze, mi viene da dire che è vero il contrario. I treni ad alta velocità stanno distruggendo la più valida alternativa all’aereo: la rete ferroviaria a “bassa velocità”, in servizio da decenni.

L’introduzione di un collegamento ferroviario ad alta velocità si accompagna invariabilmente all’eliminazione di un collegamento più lento, un percorso alternativo, ma più abbordabile dal punto di vista economico, spingendo i passeggeri a utilizzare la nuova soluzione più costosa o ad abbandonare del tutto il treno. Il risultato è che gli uomini d’affari passano dall’aereo, dotato di tutti i comfort, al treno ad alta velocità, mentre al contempo, la maggior parte degli europei vengono spinti a utilizzare l’auto, i pullman o le linee aeree low-cost.

Prestando attenzione alla storia ferroviaria europea, ci si accorge che la scelta che spinge le élite a servirsi di linee Av è tutto fuorché una scelta obbligata. Da sempre si è assistito a sforzi volti a organizzare veloci servizi ferroviari internazionali in Europa, accompagnati da condizioni economiche vantaggiose, modalità diverse nell’aumento della velocità e di comodità di un treno. Non pochi dei servizi resi in passato si sono rivelati più veloci delle linee Av odierne.

Cinque anni fa promisi ai miei lettori che non avrei più volato. Pubblicare un periodico come «Low-tech Magazine» e poi saltare sul primo aereo che capiti sarebbe quantomeno ipocrita. Così, ho viaggiato per l’Europa per quasi 70.000 chilometri quasi esclusivamente in treno (a parte una occasionale gita in barca). Sono andato a nord fino a Helsinki, a sud fino a Malaga, e a est fino a Budapest. L’Europa ha la rete ferroviaria più incredibile del mondo. Ti porta ovunque, in qualsiasi momento, e un viaggio in treno finisce per essere più divertente e interessante di un viaggio in aereo. Per quanto non sia questa la sede per cantare le bellezze dei lunghi viaggi in treno. Ogni anno comunque mi diventa sempre più difficile mantenere la promessa fatta, e la colpa è dell’alta velocità che avanza senza sosta. Poiché sempre più sono le linee ferroviarie soppresse a favore di quelle ad alta velocità, i viaggi internazionali in treno raggiungono costi proibitivi. La cosa strana però è che molti di questi percorsi cancellati erano quasi più veloci, e qualche volta decisamente più veloci, delle più recenti, costose, linee ad alta velocità.

Come esempio, diamo uno sguardo al percorso che più spesso compio: da Barcellona (dove vivo) ai Paesi Bassi e in Belgio (dove sono cresciuto). È ora possibile percorrere l’intera tratta da Barcellona a Amsterdam, un viaggio di 1.700 km, con un treno Av. L’ultimo collegamento tra Barcellona e il confine francese è stato inaugurato il 15 dicembre 2013. Grande notizia, si potrebbe pensare.

Parigi – Bruxelles – Amsterdam

Il tratto tra Parigi e Amsterdam è un tragitto che ha una lunga storia. Il primo

diretto tra Parigi e Amsterdam è partito nel 1927. L’Étoile du Nord, un treno gestito dalla belga Compagnie Internationale des Wagon-Lits, ha coperto il percorso lungo 545 km in circa otto ore. Un treno al giorno in entrambe le direzioni [1].

Nei decenni successivi, il materiale rotabile è stato ammodernato, la capacità della linea è stata estesa a treni supplementari, e la lunghezza del percorso è stata gradualmente ridotta.

Nel 1957, il tempo di percorrenza era stato ridotto a 5 ore e mezza, dal 1971 era di 5 ore, e nel 1995, l’ultimo anno del suo funzionamento, l’Étoile du Nord ha fatto il viaggio in 4 ore e 20 minuti. In quegli anni, la tratta era anche percorsa da un treno notturno che impiegava 8 ore. L’itinerario di questi servizi è indicato dalla linea rossa nella figura a destra.

Nel 1996, l’Étoile du Nord è stato ritirato e sostituito da un treno Av che è ancora oggi in servizio: il Thalys. Che compie però un altro tragitto, un po’ più lungo via Lille, rappresentato dalla linea blu in figura. Dal 2011, quando l’intera sezione è stata dotata di una nuova tratta Av, il tempo di percorrenza dei Thalys sarebbe sceso a 3 ore e 19 minuti, circa un’ora più veloce dell’Étoile du Nord nel 1995. Alcuni anni dopo l’arrivo del treno ad alta velocità però, il treno diretto notturno tra Parigi e Amsterdam è stato soppresso.

Il guadagno in tempo, relativamente modesto, del Thalys ha un caro prezzo. La tariffa per l’Étoile du Nord era rappresentata da un importo fisso calcolato in base al chilometraggio. Convertito alle tariffe a chilometro correnti delle ferrovie belghe, francesi e olandesi, un biglietto di sola andata Parigi-Amsterdam sullo stesso percorso (linea blu) costerebbe ora 66 €, indipendentemente dal fatto che venisse acquistato con due mesi di anticipo o al momento della partenza.

La tariffa per il Thalys, d’altra parte, è determinata dalla domanda del mercato e dal momento della prenotazione. Se ordinate con largo anticipo e se il vostro orario di partenza non è fissato, potreste ottenere un singolo biglietto per meno di 44 € – due terzi più basso di quello stabilito in base al chilometraggio. I prezzi ampiamente reclamizzati, però, sono l’eccezione piuttosto che la regola. Se si acquista un singolo biglietto il giorno della partenza, si pagano 206 €, quasi cinque volte tanto. La maggior parte dei biglietti, anche se prenotati con due o tre settimane di anticipo, costano 119 € o 129 € – quasi tre volte tanto quanto le tariffe diffusamente promosse [2]. Nel marketing, questa strategia di pricing si chiama “riduzione dei costi del biglietto percepiti” [3] [4].

Uccidere le alternative

Il Thalys è 2-3 volte più costoso della Étoile du Nord, mentre è solo il 25% più veloce. Per molte persone, il tempo guadagnato prendendo il treno ad alta velocità non vale il costo extra. Tuttavia, da quando l’Étoile du Nord è sparito, i viaggiatori non hanno avuto altra scelta che pagare di più se volevano viaggiare in treno.

È ancora possibile viaggiare a basso costo, e a bassa velocità, tra Parigi e Amsterdam – sullo stesso percorso che è stato coperto dall’Étoile du Nord. Ma bisogna essere molto pazienti: il viaggio dura 7-8 ore e si deve cambiare treno 5-6 volte (Paris-Maubeuge-Jeumont-Erquelinnes-Charleroi-Bruxelles-Amsterdam). Un viaggio di sola andata costa 66 €, la metà del prezzo del più comune biglietto dei Thalys.

È un’avventura, non un treno normale. Ed è diventato ancora più imprevedibile dal dicembre 2012, quando il servizio ferroviario tra Jeumont (città di frontiera francese) e Erquelinnes (città di frontiera belga) è stato sospeso. Il viaggio include ora l’attraversamento del confine con una passeggiata a piedi di 30 minuti, o 10 minuti di autobus. Questo è il motivo per cui il percorso non si trova sui siti di orari e prenotazioni on line. L’ho scoperto solo dopo aver saputo dell’esistenza dell’Étoile du Nord e ho iniziato a seguire il suo itinerario.

C’è un percorso alternativo tra Parigi e Amsterdam, che consiste in una combinazione di treni regionali che segue più o meno lo stesso tragitto come quello percorso dalThalys (Parigi-Amiens-Lille-Courtrai-Bruxelles-Amsterdam), ma è più costoso (99 €) e solo relativamente più veloce.

Paradossalmente, coloro che vogliono evitare i costi elevati del treno Av tra Parigi e Amsterdam si trovano in una condizione peggiore di chi, nel 1927, impiegava nel tragitto anche 8 ore otto ore, ma non aveva bisogno di cambiare treno o di attraversare a piedi il confine [5].

Barcellona-Parigi

Il Thalys non è un caso isolato. Il completamento dell’ultimo anello della linea Av tra Barcellona e Parigi, avvenuto il 15 dicembre 2013, ha sortito una conseguenza prevedibile: la soppressione del treno diretto notturno tra le due città, il TrenhotelJoan Miró. Questo treno molto popolare, forniva ogni giorno corse in entrambe le direzioni, coprendo la distanza in circa 12 ore: partiva intorno alle 20 e 30 e arrivava intorno alle 8 e 30 del mattino. Era stato introdotto nel 1974 e aveva ricevuto il suo nome nel 1991 quando il materiale rotabile era stato sostituito.

Ancora una volta, non è questa la sede per descrivere le comode cabine, la biancheria da tavola del vagone ristorante, oppure i tanti amici conosciuti in viaggio. Diamo piuttosto un’occhiata ai numeri. La tariffa per un viaggio di sola andata sul TrenhotelJoan Miró era compresa tra 70 € (con prenotazione di oltre due settimane di anticipo) e 140 € (acquistato alla partenza). La tariffa standard sui nuovi treni Av che coprono la stessa tratta è di 170 €, fino a due volte tanto. Come per il Thalys, le tariffe più economiche ampiamente reclamizzate (59 €) sono disponibili per chi prenota in anticipo, ma la disponibilità dei biglietti è molto, molto limitata.

Di primo acchito, l’esosità del costo sembra equilibrata da un tempo di percorrenza di poco oltre le 6 ore. Tuttavia, i numeri non la raccontano giusta. Su un treno notturno, i passeggeri dormono circa 7-8 ore, il che porta il tempo di viaggio percepito a 4 o 5 ore – ovvero più veloce rispetto al treno ad alta velocità. Inoltre, il treno di notte significava arrivare a Parigi o a Barcellona la mattina presto, cosa che può risultare molto pratica. Se ci si vuole invece trovare in una delle due città la mattina presto, usufruendo del treno ad alta velocità è necessario arrivare il giorno prima e soggiornare in un hotel, aumentando il costo complessivo del viaggio.

Per idioti come me duri a morire, sono disponibili opzioni ancora più economiche. Si può prendere un treno regionale da Barcellona fino al confine francese, sia puntando dritto sui Pirenei (via Latour de Carol-Enveitg) o percorrendo la costa (via Cerbère-Portbou). Da queste stazioni di frontiera si può salire su un treno notturno francese per Parigi – nonostante la sua vasta rete Av, la Francia conserva ancora alcuni treni notturni nazionali. Un viaggio di sola andata costa da 70 a 140 €, corrispondente alla tariffa del Trenhotel soppresso. Tuttavia il viaggio dura quasi 16 ore e richiede un cambio extra. Per non parlare di tutti i comfort e gli extra che sono venuti a mancare con il Trenhotel: si dorme in una cabina da sei anziché da quattro posti letto, non c’è un distributore di acqua potabile a bordo, per non parlare di un bar o un ristorante.

In sostanza, dal 2014, un viaggio di andata tra Barcellona e Amsterdam si porterà via almeno 580 €. Nel 2013, una combinazione di Trenhotel, ora sospeso, e Thalys mi ha consentito di viaggiare avanti e indietro con una tariffa standard di 360 €. E nei primi anni 1990, combinando l’Étoile du Nord e il Trenhotel mi avrebbe permesso di fare il viaggio per un minimo di 270 € (calcolati al tasso chilometrico odierno). Il prezzo è raddoppiato, mentre il tempo di percorrenza è rimasto più o meno lo stesso.

A Est!

Il peggio deve ancora venire, però. La linea Av tra Parigi e Barcellona ha anche chiuso la mia porta verso l’Europa centrale e orientale. Contrariamente al percorso del treno “lento” che va oltre le montagne e poi punta dritto a Parigi, la tratta Av compie una brusca svolta a destra, in direzione Narbonne e Montpellier, nel sud della Francia, prima di riprederne la corsa verso Parigi. Se voglio andare in Italia, Svizzera, Austria o al di là ancora, devo comunque andare nella stessa direzione.

Il completamento della tratta ad alta velocità tra Montpellier e il confine con la Spagna nel 2010 ha comportato la soppressione di tre treni “lenti”. Il primo è stato il catalanoTalgo, un diretto tra Barcellona e Montpellier dal 1969. In realtà, inizialmente operava tra Barcellona e Ginevra in Svizzera, ma il percorso è stato accorciato già quando la linea ad alta velocità tra Montpellier e Ginevra è stata inaugurata nel 1994.

Mi sono sentito fortunato a viaggiare su questo treno, che ancora utilizza il materiale rotabile originale dal 1969. Ma, ancora una volta, non è questo il tempo per la nostalgia. Guardate i numeri. L’originale catalano Talgo, che corre da Barcellona a Ginevra fino al 1994, ha completato il percorso in 10 ore. La mia unica opzione quando si viaggia a Ginevra prevede ora una combinazione di tre treni Av e un treno regionale con un tempo di percorrenza totale che va dalle 8 alle 10 ore – veloce quanto il catalano Talgo nel 1970, che però era diretto. Il materiale rotabile poteva forse anche aver avuto bisogno di un ammodernamento, ma il collegamento diretto di sicuro no.

Altri due treni sono stati soppressi nel dicembre 2012, treni notturni: il Trenhotel Pau Casals, che collegava Barcellona e Zurigo, e il Trenhotel Salvador Dalì, che collegava Barcellona e Milano. Ciascuno di essi prevedeva circa 13 ore di viaggio, con partenza intorno alle 20 e 30 in serata e arrivo alle 10.00 di mattina. L’unico modo per raggiungere Zurigo ora è una combinazione di almeno due treni Av che impiegano complessivamente 11 ore. L’unico modo per arrivare a Milano ora è attraverso una combinazione di due treni Av e un treno regionale con un tempo di percorrenza totale di oltre 12 ore.

Un viaggio da Barcellona in Svizzera o in Italia richiede più tempo ora ad alta velocità, che prima con una velocità convenzionale. In compenso, le tariffe sulla rotta sono più che raddoppiate. Questo è il motivo per cui ho iniziato a pensare di fare il mio prossimo viaggio in bicicletta.

La non sostenibilità del treno ad alta velocità

Nonostante la sua presunta efficacia, il treno ad alta velocità non renderà più sostenibili gli spostamenti. I passeggeri che passano dai treni a bassa velocità a treni ad alta velocità aumentano l’uso di energia e le emissioni di carbonio. Tuttavia, la maggior parte degli europei che viaggiano tra Amsterdam e Barcellona prendono un aereo. Se dobbiamo credere all’Unione Europea, che ha fatto del treno Av un elemento chiave della sua strategia per rendere il trasporto a lunga distanza meno dispendioso di energia ed emissioni di carbonio, i passeggeri che ora si servono del trasporto aereo passeranno ai treni ad alta velocità.

Un aereo di linea low-cost a Barcellona. Meno caro e più veloce di un treno ad alta velocità. Fonte: Wikipedia

Basta però confrontare i prezzi dei biglietti per rendersi conto che questo non accadrà. Si può volare avanti e indietro tra Barcellona e Amsterdam con una compagnia aerea low-cost per 100 € se si prenota con un paio di settimane di anticipo, e per circa 200 € se si acquista il biglietto il giorno della partenza [6]. Costi che vanno comparati ai 580 € che il viaggio costerebbe se si volesse prendere il treno Av. Oltretutto, il volo dura circa 2 ore. Volare è diventato così economico in Europa, che sembra più conveniente vivere a Barcellona e lavorare a Londra [7].

Storicamente, le tariffe ferroviarie sono sempre state inferiori a quelle aeree. Ma la comparsa dei treni Av e delle compagnie aeree low-cost nel 1990 ha invertito questo stato di cose. Ricchi e poveri hanno semplicemente scambiato le modalità di viaggiare: le masse viaggiano ora in aereo, mentre le élite prendono il treno. Poiché ci sono sempre meno ricchi in Europa, ciò non comporterà ovviamente alcun risparmio energetico o riduzioni di emissioni di carbonio.

I treni Av condividono un problema fondamentale con quasi tutte le altre soluzioni high-tech “sostenibili” che vengono commercializzate in questi tempi: sono troppo costosi per diventare la “soluzione ideale”. Questo spiega perché a fronte dell’installazione di 10.000 chilometri di linee ferroviarie Av, la crescita di passeggeri del traffico aereo in Europa non si è fermata. Dal 1993 al 2009 il traffico aereo in Europa è cresciuto in media del 3-5% all’anno. E si stima che cresca di un altro 50% tra il 2012 e il 2030, nonostante l’attuale crisi economica e i nonostante i 20.000 km di linee Av che si vuole ancora installare [8].

La differenza di prezzi tra biglietti di compagnie aeree low-cost e treni ad alta velocità è così grande che è impossibile pensare a un significativo trasferimento di passeggeri dal trasporto aereo a quello ferroviario. Cionondimeno, sia l’Unione Europea sia la International Union of Railways (Organizzazione internazionale delle ferrovie) hanno pubblicato molti rapporti che mostrano come le persone stiano abbandonando gli aerei per passare ai treni, risparmiando emissioni di energia e di carbonio. Come può essere? Questi rapporti sono viziati.

Certo, su molte rotte in cui sono stati introdotti i treni ad alta velocità, il traffico aereo è diminuito in modo significativo. In generale, quando una ferrovia ad alta velocità offre un tempo di percorrenza di 3 ore o meno attrae almeno il 60% del mercato aereo e ferroviario combinato. Su alcune rotte, come la Bruxelles-Parigi e la Colonia-Francoforte, il traffico aereo è scomparso completamente [9].

Sulla base di queste cifre, i sostenitori dei treni Av, in quanto modello di trasporto sostenibile, dichiarano che la riduzione del consumo di energia e di emissioni di carbonio è pari a consumo ed emissioni che sarebbero stati prodotti dai voli che con il trasporto ferroviario si sono “evitati”. È una conclusione allettante, ma una volta che si inizia a guardare chi viaggia su quei treni e perché, le cose iniziano ad apparire molto diverse.

Prima di tutto, i passeggeri che passano dagli aerei ai treni Av non stanno passando dalle compagnie aeree low-cost a treni Av – come sarebbe lecito aspettarsi confrontando le tariffe. Gli effetti del trasferimento più importanti sono rappresentati da quei passeggeri che viaggiano con compagnie aeree tradizionali, con tariffe simili a quelli dei treni Av [10]. Mentre sono le compagnie aeree low-cost a essere responsabili della crescita del traffico aereo e del corrispettivo aumento di consumo energetico e delle emissioni.

Treni ad alta velocità e traffico aereo

In secondo luogo, gli studi che sostengono il vantaggio ecologico garantito dai treni Av ignorano che gli stessi treni generano un aumento di traffico. Da un lato infatti, i treni ad alta velocità producono un incremento di nuova domanda, che rappresenta tra il 30 e il 50% dei viaggiatori [10] [11] [12]. Viaggi che non sarebbero stati affrontati se il treno Av non fosse esistito, e che quindi non sostituiscono un viaggio in aereo o in auto con un conseguente risparmio di energia ed emissioni.

Non sorprende. La nuova domanda viene da parte di clienti in gran parte benestanti. Mentre una parte di essa proviene dal turismo, una parte molto più grande è correlata al mondo degli affari. Uno studio sulla linea Av tra Roma e Napoli mostra che nei giorni feriali quasi il 60% della nuova domanda è dovuta a viaggi d’affari [12], mentre solo il 6% corrisponde a quel che si può definire comune pendolarismo tra le due città.

D’altra parte, i treni Av generano anche più traffico aereo. Uno studio su 56 aeroporti e 28 città di Inghilterra, Francia, Spagna, Italia e Germania tra il 1990 e il 2010 mostra che nella maggior parte delle città esaminate e aeroporti, il traffico aereo è cresciuto, nonostante la presenza di linee ferroviarie Av [13]. Una parte significativa di questo traffico che è andato crescendo è dovuto proprio a treni Av. Lo studio rileva che sono diminuiti i voli a corto raggio, mentre sono al contempo aumentati in Europa quelli a medio e lungo raggio. E ciò perché paradossalmente la rete ferroviaria Av consente agli aeroporti di eseguire più voli a lunga distanza, più redditizi per le compagnie aeree.

In altre parole, sollevando gli aeroporti dalla congestione, il treno Av provvede a spianare la strada per la creazione di sempre nuove compagnie low-cost [9] [10] [13]. Il traffico aereo tra Parigi e Bruxelles, Colonia e Francoforte è completamente scomparso poiché le compagnie aeree hanno deciso di utilizzare treni anziché aerei per servire i principali aeroporti. Secondo la Deutsche Bahn, l’operatore ferroviario nazionale tedesco, i due terzi dei passeggeri del treno Av tra Colonia e Francoforte sono dovuti a collegamenti con l’aeroporto delle due città, in partenza o in arrivo [9]. Si deve supporre che il loro volo, ben più lungo, non sarebbe stato possibile senza il treno Av.

Verso un sistema di trasporto effettivamente sostenibile

In conclusione, l’affluenza della clientela passa dagli aerei (costosi) ai treni (costosi), almeno per medie distanze, dove il treno è più veloce, o veloce quanto un aereo. Tutti gli altri scelgono compagnie aeree low-cost per distanze più lunghe, e le auto o i bus per le medie distanze, per le quali il viaggio in treno non è più un’opzione a prezzi accessibili. Si servono cioè di un treno ad alta velocità o per accedere a un aeroporto dove servirsi di un volo a lunga distanza, o soltanto quando possono acquistare un biglietto ferroviario a buon mercato. Alla fin fine, quasi nessuno sceglie il trasporto ferroviario ad alta velocità se il tempo di percorrenza supera le 5 ore, nemmeno coloro che possono permettersi il biglietto.

Se l’Europa vuole rendere il trasporto a lunga distanza più sostenibile non ha altra scelta che limitare l’aumento del traffico aereo. Una tale misura dovrebbe essere accompagnata da un sistema ferroviario più accessibile, come quello attualmente in fase di smantellamento, oppure accettare che i viaggi a lunga percorrenza divengano privilegio dei ricchi. Una mutazione del modo di spostarsi che avverrà in brevissimo tempo.

Per capire meglio, è illuminante guardare al presente, contestualizzando il treno Av nel più ampio panorama della storia della ferrovia. Non è la prima volta che il traffico ferroviario internazionale viene riservato all’élite. Il treno Av è l’ultimo di una lunga teoria di treni di lusso realizzati per viaggiatori d’affari, che appaiono alla storia a ogni espansione economica e scompaiono quando le vacche grasse sono tornate smunte.

Solo i ricchi potevano permettersi i lussuosi treni Pullman che apparvero sulle rotaie europee negli anni Venti [14]. Treni di sola prima classe. La originale Étoile du Nord, primo collegamento diretto tra Parigi e Amsterdam, è stato uno di questi treni.

L’alta velocità negli anni Cinquanta

I treni di lusso, o Pullman (da George Pullman, primo costruttore di treni di lusso) iniziarono ad aggiungere carrozze di seconda classe durante la crisi degli anni Trenta, che aveva prosciugato il bilancio delle stesse compagnie ferroviarie. La crisi economica fermò il tempo del lusso spostando l’ago della bilancia verso la ricerca di viaggi internazionali più accessibili, e accessibili sarebbero rimasti per quasi 30 anni.

Alla fine degli anni Cinquanta, i treni d’élite hanno rimontato la china. Nel 1957, il collegamento ferroviario diretto tra Parigi e Amsterdam è stato ammodernato, e adeguato al progetto Trans Europ Express (TEE), studiata appositamente per la business class. I treni TEE erano dotati soltanto di vetture di prima classe, e le tariffe erano superiori alle consuete tariffe di prima classe calcolate su base chilometrica.

Il TEE è stata una risposta alla crescente concorrenza degli aerei, utilizzati allora soltanto dalle classi abbienti. Le similitudini con l’alta velocità odierna sono impressionanti: il TEE è stato reclamizzato come un “aereo su ruote”. Vennero introdotti treni più veloci (con velocità oltre 140 km/h) e con distanze di viaggio per lo più sotto i 500 km. Al suo culmine, nel 1974-75, la rete TEE consisteva di 31 tratte, che si estendevano da Copenaghen a Barcellona e da Amsterdam alla Sicilia (vedi figura, da Wikipedia Commons) [15].

Treni ad alta velocità per tutti: EuroCity

Alla fine degli anni Settanta, il viaggio aereo si presenta il più veloce e il più comodo. Gli uomini d’affari tornano all’aereo. Perduti i loro clienti più benestanti, le ferrovie ritornarono ai treni internazionali a prezzi accessibili –quando gli aerei erano ancora troppo costosi per le masse. Ma sia la ferrovia sia il trasporto aereo avevano una forte concorrenza nel trasporto stradale. Migliaia di chilometri di autostrade erano state costruite e l’automobile era diventato il principale mezzo di trasporto a lunga distanza per buona parte degli europei.

I treni TEE vennero via via dotati di carrozze di seconda classe, fino a che venne concepito il progetto EuroCity, lanciato nel 1987. L’EuroCity doveva essere veloce come i treni TEE, ma avere soprattutto carrozze di seconda classe, con un costo del biglietto di nuovo basato su tariffe standard, calcolate a chilometro. Fin dal principio, l’EuroCity ha offerto 64 tratte internazionali al giorno con 50.000 posti a sedere, che collegavano 200 città in 13 paesi [15].

L’EuroCity Ginevra-Venezia. Fonte: Wikipedia Commons.

Al sistema EuroCity si affiancava un vasto traffico di treni notturni (EuroNight), e insieme formavano una rete di trasporto sostenibile ed efficiente, probabilmente la migliore mai avuta in Europa. L’Étoile du Nord che collegava Parigi ad Amsterdam fino al 1995 coprendo il tragitto in appena 4 h e 20 minuti era un treno EuroCity, e di notte un EuroNight. Così come era un EuroCity anche il Talgo catalano, ed EuroNight erano i Trenhotel.

La versione 1996-97 della guida inglese Thomas Cook ai treni notte [1] elenca oltre un centinaio di treni internazionali notturni in Europa, e un altro un centinaio di treni notturni nazionali. Ma nel frattempo, l’Europa occidentale ha reso cartesiana la sua rete ferroviaria con linee che la percorrono cioè soltanto da nord a sud e da est a ovest. Alcuni esempi: dei 21 treni notturni in partenza dal Belgio nel 1997 per lunghe distanze (come per Mosca), non ne rimane uno; dei 36 treni notturni nazionali in Spagna, ne restano 8. Comprensibilmente, la guida annuale ai treni notturni europei ha cessato la sua pubblicazione.

Che cosa rende accessibile un treno?

I treni EuroCity ed EuroNight percorrono ancora l’Europa centrale e orientale, con il risultato che i treni internazionali veloci sono ancora disponibili a prezzi standard accessibili. Il grande vantaggio dei treni EuroCity ed EuroNight è che non necessitano di una infrastruttura ferroviaria apposita, il che ne rende l’introduzione meno costosa all’origine. Inoltre, sono treni più economici da gestire rispetto ai treni ad alta velocità. Questo consente prezzi al biglietto più economici, ma significa anche che la rete può essere estesa, là dove occorre, più velocemente.

Naturalmente, se più persone viaggiano in treno a bassa velocità, l’infrastruttura dovrà essere più vasta. Ma costruire su rotaia linee standard a bassa velocità è molto più conveniente rispetto alla costruzione di ferrovie ad alta velocità, che costano mediamente 18 milioni di euro al chilometro, esclusi i costi di espropriazione, acquisizione e pianificazione del territorio [10]. I treni ad alta velocità necessitano di infrastrutture completamente nuove e diverse che consentono velocità più elevate attraverso, per esempio, l’utilizzo di curve più ampie, pendenze meno pronunciate, sistemi di elettrificazione più potenti e sistemi di ramificazione diversi. Logicamente, gli elevati costi di investimento, in combinazione con i maggiori costi operativi, comportano prezzi di biglietti più alti, e la soppressione di percorsi alternativi che potrebbero compromettere la redditività economica di una nuova linea ad alta velocità [16].

In Europa saranno necessarie ingenti risorse pubbliche per completare il sistema ferroviario Av: di 30.750 km di linee Av previste per il 2030, ne son state realizzate a ora soltanto 10.000 [9]. Naturalmente, gli elevati costi di investimento giocano un effetto negativo anche sulla manutenzione della rete nazionale a bassa velocità. L’infrastruttura locale, regionale, che serve più passeggeri rispetto a molti treni Av è notevolmente sottofinanziata in molti paesi europei impegnati nella costruzione di linee Av. Il materiale rotabile è obsoleto, i servizi sono ridotti, i ritardi sono frequenti e gli incidenti sono in aumento [17].

Che cosa rende un treno veloce?

Ovviamente, limitare la crescita delle compagnie aeree low-cost farebbe diminuire la possibilità di viaggi aerei a prezzi concorrenziali – questo è il prezzo che dobbiamo pagare per la sostenibilità. E del resto, da come risulta, una rete di “treni a bassa velocità” non sarebbe significativamente più lenta di una rete continentale di treni ad alta velocità.

Treno TEE esposto al Transport Museum di Nürnberg, Germania. Fonte: Wikipedia Commons.

La velocità massima di un treno è solo uno dei tanti fattori che influenza il tempo di percorrenza. I treni europei Av possono raggiungere una velocità massima di 250-350 km/h, ma la loro velocità media è molto più bassa. Tanto per dirne una, la velocità media dei Thalys tra Parigi e Amsterdam è inferiore ai 170 km/h. Una media equiparabile a quella di un treno “lento” come i treni EuroNight o EuroCity, che possono raggiungere una velocità di 200 km/h.

La velocità di molti treni Av è limitata, per esempio, dalla prossimità di aree densamente popolate (per le quali è necessario alleviare l’impatto del rumore e ridurre al minimo il rischio di incidenti), l’esistenza di viadotti o gallerie (dove la velocità deve essere ridotta a 160-180 km/h per ragioni di sicurezza), o la necessità di salire pendenze pronunciate (e tanto più ripide sono tanto più una linea, per evitarle, rischia di allungarsi notevolmente, come è il caso dell’intero corridoio Barcellona-Parigi-Bruxelles) [10].

In molti paesi europei poi, i treni Av sono combinati con il traffico ferroviario regolare su alcuni tratti del loro percorso: solo 6.000 km dei 10.000 km di linee Av sono infatti linee ad alta velocità in quanto tali. Condividere i costi dell’infrastruttura con linee per treni più lenti diminuisce il capitale necessario all’origine e alla manutenzione, ma corrisponde anche a un abbassamento della velocità reclamizzata [9] [10] [18].

Eurocity tra Milano e Zurigo. Fonte: Wikipedia Commons.

Del resto, i treni EuroCity devono soddisfare alcuni criteri per ridurre i tempi di viaggio, e molti di questi sono gli stessi che condividono i treni Av. Ad esempio, i treni si fermano solo nelle grandi città, le fermate sono inferiori a cinque minuti, il controllo frontaliero avviene a bordo, e hanno la precedenza rispetto ad altri treni nel rispetto degli orari. Questi sono tutti fattori che influenzano il tempo di viaggio tanto quanto la velocità del treno.

Treni Notte ad alta velocità

Anche sulle rotte in cui i treni Av sono significativamente più veloci dei treni standard – come il Barcellona-Parigi –risultano però ancora più lenti dei Treni Notte che coprivano la stessa distanza, almeno in riferimento al tempo di viaggio percepito. Poiché il tempo vola quando si è sotto le coperte, il treno di notte è l’ultima alternativa low-tech al treno Av.

Certo, anche per l’Av si potrebbero introdurre treni notturni. Pochi mesi fa, la International Union Railways – che ha una netta propensione per i treni ad alta velocità – ha pubblicato uno studio circa i treni notturni, che esaminava il potenziale di un tale servizio su linee Av [19]. Uno di questi treni già esiste in Cina: “Treni a lunga percorrenza” che possono fornire il servizio notturno su tratte lunghe oltre 2.000 km. Si potrebbe per esempio salire su un treno a Barcellona e svegliarsi la mattina successiva ad Amburgo.

Tuttavia, in Europa, con la sua rete frammentaria, i treni notturni rappresenterebbero un affare costoso. Sulla maggior parte delle vie, la tariffa si aggirerebbe sui 700 € per un biglietto di sola andata, e solo per coprire le spese di viaggio, come ha calcolato l’International Union Railways. Un biglietto low-cost di sola andata per un volo da Barcellona ad Amburgo costa 75 € (prenotato con 3 settimane di anticipo), 130 € (se acquistato il giorno prima della partenza) [6]. Prima, sfruttando coincidenze di treni a bassa velocità, sarebbe costato una notte e un giorno di viaggio per meno di 200 €.

Sul TrenoNotte Madrid-Portbou. Fonte: Low-tech Magazine.

Contro il progresso?

Naturalmente il treno ad alta velocità rappresenta un modo molto comodo per viaggiare. La questione è però un’altra: non è se ci piace l’idea di avere una rete di treni ad alta velocità, quanto piuttosto se possiamo permettercelo. Spendere miliardi tratti da risorse pubbliche per realizzare una rete di trasporti, che escludono la maggioranza della popolazione non può essere considerato un buon investimento.

Uno studio del 2009, condotto da ricercatori spagnoli che ha analizzato l’impatto economico dei treni ad alta velocità in Europa [10], la mette in questo modo:

“Per un Paese, costruire, mantenere e gestire una ferrovia ad alta velocità può sostanzialmente compromettere sia la sua politica dei trasporti sia il suo sviluppo nell’ambito dell’intero settore trasporti per decenni … Una esauriente disamina della letteratura economica mostra che le attività di analisi economica sugli investimenti nelle ferrovie ad alta velocità sono quasi insignificanti … il tema merita uno sguardo più attento, che vada ben oltre il miraggio tecnologico reclamizzato … Decidere di non realizzare una linea ferroviaria ad alta velocità non è necessariamente una posizione contro il progresso”.

In meno di 10 anni, la Spagna ha costruito la rete ferroviaria ad alta velocità più estesa in Europa. Oggi , il paese si trova in gravi difficoltà e difficilmente potrà permettersi di mantenere i suoi treni in servizio.

NOTE

[1] Gli orari e gli itinerari attuali e storici citati in questo articolo sono tratti da diverse fonti. Gli orari odierni sono relativi al dicembre 2013, ho consultato la banca dati online delle Ferrovie tedesche, nonché i siti di RENFE (Spagna), SNCF (Francia), NMBS (Belgio), NS (Olanda), SBB (Svizzera) e Trenitalia (Italia). Per gli orari precedenti al dicembre 2013 (poiché è a dicembre che gli operatori ferroviari tradizionalmente cambiano treni, orari e percorsi), mi sono basato sugli orari forniti dalla Thomas Cook European Rail e la mia collezione di biglietti. Le informazioni sugli itinerari provengono da una varietà di mappe e atlanti feroviari. Gli orari storici dell’Étoile du Nord e altri treni sono reperibili nella rivista olandese «Het Spoor».

[2] Per tutti i prezzi dell’inverno 2013, vedere TGV-Europe e gli operatori ferroviari nazionali di cui sopra [1]. Le tariffe precedenti al dicembre 2013 si basano sulla mia collezione di biglietti del treno. Il Man in Seat 61 ha fornito le restanti informazioni.

[3] Applying Low Cost Airline Pricing Strategies on European Railroads, Thomas Sauter-Servaes, 2006.

[ 4 ] The Functioning of Inter-modal Competition in the Transportation Market: Evidence from the Entry of Low-cost Airlines in Germany, Guido Friebel, 2005.

[ 5 ] Nel 2012, una joint venture tra le ferrovie belghe e olandesi hanno introdotto un treno ad alta velocità tra Bruxelles e Amsterdam molto competitivo: il Fyra. La sua comparsa coincise con l’abolizione di un treno alternativo un po’ più lento ma molto più economico, il Benelux – gestito da ferrovie belga olandesi. Se tutto fosse andato secondo i piani, la tratta tra Amsterdam e Bruxelles ora sarebbe una copia del percorso tra Parigi e Bruxelles. I viaggiatori sarebbero cioè costretti a utilizzare il più costoso treno veloce, o servirsi di una combinazione di treni regionali incredibilmente più lenta. Tuttavia, i treni Fyra erano afflitti da problemi tecnici e sono dovuti essere sostituiti dopo soli due mesi. Un percorso alternativo è più lento del treno Benelux, ma più veloce della combinazione di treni regionali. Non è ancora chiaro come le cose evolveranno. Per il calcolo dei tempi di viaggio in questo articolo, considero il trenoBenelux ancora in servizio.

[6] Prezzi: «Vueling», dicembre 2013.

[7] Can’t afford London’s sky-high rent? Try commuting from Barcelona, «The Atlantic Cities», novembre 2013.

[8] Challenges of Growth 2013 (PDF), Eurocontrol, 2013.

[ 9 ] High-speed Europe, a sustainable link between cities, European Commission, 2010

[10] Economic analysis of high speed rail in Europe (PDF), Ginés de Rus et al., 2009.

[11] Forecasting Demand for High Speed Rail (PDF), Maria Börjesson, 2012.

[12] High speed rail demand: empirical and modelling evidences from Italy (PDF), Ennio Cascetta, 2011.

[13] Impacts of high-speed rail and low-cost carriers on European Air Traffic (PDF), Regina R. Clewlow, 2013.

[14] Histoire des Trains de Luxes: de l’Orient-Express au TEE, George Behrend, 1977.

[ 15 ] Le informazioni riguardo a TEE ed Eurocity provengono principalmente dalla rivista ferroviaria olandese «Het Spoor». Anche Wikipedia dedica ampio spazio ai treni TEE e Eurocity.

[ 16] Va notato che non c’è una linea ad alta velocità in grado di recuperare i costi di infrastruttura. Tuttavia, i treni ad alta velocità in Francia e Spagna sono in grado di recuperare i loro costi di gestione. Fonte: si veda nota [10].

[ 17 ] Notizie tratte da «Le Monde» e «El País». Dopo gli spettacolari incidenti ferroviari in Francia e in Spagna la scorsa estate (Nota : il treno che si è schiantato vicino a Santiago de Compostela non era un treno ad alta velocità). Notizie tratte da «La Vanguardia», a seguito di un susseguirsi di piccoli incidenti che hanno coinvolto i treni locali a Barcellona. Notizie tratte da «De Standaard», a seguito di incidenti ferroviari in Belgio.

[18] La Germania è l’unico paese con un “modello completamente misto”, il che significa che i servizi sia tradizionali sia ad alta velocità possono utilizzare ogni tipo di infrastruttura. I treni ad alta velocità possono utilizzare tratte ammodernate, mentre i servizi di trasporto merci utilizzano la capacità delle linee ad alta velocità inutilizzata durante la notte. La Germania ha relativamente poche tratte specifiche per l’alta velocità e i treni sono relativamente lenti. Questi fattori rendono l’HSR più conveniente in Germania che in Francia o in Spagna.

[19] Night Trains 2.0. (PDF), International Union of Railways, 2013.