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mercoledì 18 marzo 2015

Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all’Università" di Comitato Una Città In Comune Firenze


---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 18/mar/2015 ore 14:17
Oggetto: "Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all'Università" di Comitato Una Città In Comune Firenze
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

Comunicato stampa |Una Città In Comune
|fb:unaCittaInComune|tw:@cittaInComuneFi|
|unacittaincomunefirenze@gmail.com | www.unacittaincomunefirenze.it

Difendiamo il diritto al dissenso. Caselli spieghi le vere ragioni della sua mancata presenza all'Università

Il dibattito cittadino seguito alla mancata presenza dell'ex giudice Caselli ad un convegno al Polo di Novoli ha raggiunto livelli insopportabili di isterismo e strumentalizzazione. Sulle pagine dei quotidiani, quasi sempre indifferenti alle iniziative dei movimenti studenteschi si è gridato allo scandalo parlando di collettivi che dettano legge nei locali dell'Università, di poche decine di studenti che rovinano la reputazione di un Ateneo, di libertà di espressione negata nei confronti di altri studenti e di un'offesa ad un "eroe" della Repubblica italiana.

Con rispetto parlando per tutti gli attori di questa vicenda, ci sembra che qualcosa non quadri. Come è possibile che una personalità come Caselli, con quarant'anni di scorta sulle spalle e una carriera nelle inchieste per mafia e terrorismo decida di disertare un convegno in un'aula universitaria paventando pericoli per l'incolumità sua e degli organizzatori in seguito alla comparsa di volantini e striscioni "minacciosi"? Davvero, non possiamo credere che una persona abituata a intimidazioni ben più serie e concrete possa dare tanto peso a cartelli e scritte sui muri provenienti da un gruppo politico ben conosciuto e non anonimo, come è stato erroneamente definito su alcuni giornali. Se l'ex giudice era a conoscenza di fatti più gravi e potenzialmente pericolosi avrebbe dovuto dirlo in maniera chiara. Caselli invece ha reagito in maniera scomposta, ha evitato il confronto sul merito e si è unito al vaniloquio degli anatemi provenienti dai media di regime definendo"canaglie" gli studenti che lo avevano chiamato nemico dei movimenti e ha puntato il dito contro l'eccessiva tolleranza da parte dei docenti dell'Università di Firenze. Una bella lezione di stile è arrivata anche dal mondo accademico, con alcuni professori che hanno messo in scena una patetica riflessione sulle colpe degli insegnanti e la troppa accondiscendenza verso i giovani. Altri hanno addirittura evocato le brigate rosse e dichiarato di sentirsi responsabili "per aver cresciuto dei mostri".
Di fronte a un contesto così degenerato sentiamo l'esigenza di mettere un paio di punti fermi.
E' evidente che una parte della carriera di Caselli, specialmente l'ultima, quella relativa alle inchieste sui movimenti No Tav della procura di Torino, non sia priva di ombre ed episodi da chiarire. Sarebbe stato interessante assistere ad un confronto su questi temi, specialmente a Firenze, città in cui l'Alta Velocità ha portato sì ad inchieste, ma tutte sul versante dei costruttori e delle istituzioni. Evidentemente Caselli, al culmine del suo narcisismo non vuole far luce su questioni che non gli restituiscono un'immagine di paladino dei diritti.
L'altro punto, ancora più grave, che ci preme sottolineare, è la reazione spropositata della gran parte dei media cittadini, interessati solo a strumentalizzare la vicenda e a stigmatizzare chi porta avanti idee diverse dai partiti di governo. I media ufficiali sembrano ormai assolvere al ruolo di agenzie di manipolazione del consenso, pronte a dispensare patenti di terrorismo a chi esprime un dissenso. Basta uno striscione con scritto "boia" per rendere degli studenti dei mostri, dei terroristi? Non erano tutti Charlie fino a poche settimane fa, quando davanti a vignette che ridicolizzavano simboli religiosi si facevano paladini della satira e della libertà di espressione?

Una Città in Comune denuncia questo clima di esasperazione in cui chiunque osi dissentire dal "pensiero ufficiale" viene additato come terrorista. Continueremo a batterci contro l'ipocrisia e la malafede di un sistema politico e mediatico sempre più pervasivo che si regge anche sulla disinformazione e sulla distorsione della realtà.

Per info, iscriviti al gruppo "No Tav Firenze" di Google Gruppi:
notavfirenze+unsubscribe@googlegroups.com.
Visita questo gruppo all'indirizzo http://groups.google.com/group/notavfirenze.
Per altre opzioni visita https://groups.google.com/d/optout.

sabato 4 ottobre 2014

CERAFRI, ENNESIMO CARROZZONE ??? CHI NE HA MAI SENTITO PARLARE ????

DA UN COMMENTO DI EROS TETTI , HO PRESO SPUNTO.....
COSA FA E COS'E' ???
E QUANTO CI COSTA ???

RIFLESSIONI:
Certo che un ente, partecipato al 40% da un comune che vive di sfruttamento delle cave e del suolo delle montagne, che peso puo' avere in una oculata prevenzione del rischio idrogeologico ???

Il CERAFRI
Chi Sono :

http://www.cerafri.it

Il CEntro per la Ricerca e l'Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico viene fondato nel 2002 da IMONT poi EIM (Ente Italiano della Montagna) e dal Comune di Stazzema con lo scopo di promuovere attività a carattere scientifico e formativo nel campo della prevenzione del rischio idrogeologico. La costituzione fu promossa dalla Regione Toscana che, pur non partecipando alla compagine sociale, finanziò insieme a IMONT/EIM l'avviamento della Società.
Nel 2012 l'Università degli Studi di Firenze rileva dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri la quota già di EIM. Il CERAFRI, Società Consortile a Responsabilità limitata senza fini di lucro, ha oggi pertanto come soci l'Università degli Studi di Firenze (60% del capitale sociale) e il Comune di Stazzema (40%).

Il CERAFRI sviluppa ricerche e formazione mirate ad accrescere la cultura del rischio idrogeologico, la salvaguardia del territorio e la gestione sostenibile delle risorse idriche.

È a disposizione del Governo Nazionale e dei Governi regionali per attività finalizzate alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio e dell'ambiente, con riferimento particolare al territorio montano.

Il CERAFRI intende sviluppare i propri progetti in collaborazione con Enti Territoriali (Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica, Enti Locali) e con i sistemi formativi e di ricerca pubblici e privati (Scuole, Università, CNR, imprese, ecc.)

A tal fine il Centro promuove attività di:
Ricerca: studio, analisi e monitoraggio dei fenomeni fisici di versante, in alveo e di costa che concorrono alla formazione del rischio idrogeologico; studio progettazione e monitoraggio delle opere di difesa sul territorio; studio di approcci di tipo interdisciplinare finalizzati alla predisposizione di strategie di difesa "integrata" per la riduzione del rischio; studio di strategie di resilienza dei sistemi territoriali e ambientali in riferimento alla "sicurezza idrica", intesa sia in riferimento al rischio idrogeologico che all'approvvigionamento delle risorse idriche. Formazione: formazione in presenza, e-learning e attività sul campo. Tutte le attività di formazione sono organizzate in modo innovativo, con particolare attenzione al trasferimento diretto dei risultati ottenuti dalle attività di ricerca scientifica. Comunicazione/trasferimento scientifico e tecnologico: attività di consulenza scientifica a servizio di enti pubblici e privati. Inoltre, il Centro organizza e/o ospita convegni, incontri e seminari volti alla diffusione delle conoscenze scientifiche nel settore del rischio idrogeologico, della difesa del territorio e della gestione sostenibile delle risorse idriche.
CEntro per la Ricerca e l’Alta Formazione per la prevenzione del Rischio Idrogeologico:
Indirizzo e sede legale:
Via XI Febbraio, 2 55040 Retignano (Lucca)
Sede operativa di Firenze:
c/o Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale Via S. Marta, 3 50139 Firenze
GLI ENTI OSCURI.........