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mercoledì 1 marzo 2017

VIAREGGIO, BALDINI: L'ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA' POLITICA DEL DISSESTO E' UN OBBLIGO MORALE !




L'ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA' POLITICA DEL DISSESTO E' UN OBBLIGO MORALE ! 

Il Dott. Donato Bellomo, Curatore Fallimentare della Viareggio Patrimonio, non parteciperà alla Commissione di Controllo che il Presidente Annamaria Pacilio ha convocato per venerdì 3 marzo.
La motivazione, inviata proprio ieri, è chiara e precisa: "risposte relative al tema dell'accertamento delle eventuali responsabilità del dissesto, in questa fase, dopo quella operativa dell'esercizio provvisorio e del difficile passaggio di consegne dei servizi, nella quale è appunto su tale tema che si sta lavorando, costituirebbe atto non concesso a chi vi scrive in relazione agli obblighi di riservatezza che fanno carico ai curatori".
Il fatto che il Curatore Fallimentare ci comunichi chiaramente che, dopo la fase operativa dell'esercizio provvisorio, si sia aperta la fase dell'accertamento delle eventuali responsabilità del dissesto, è una notizia positiva perchè la città, i cittadini, i contribuenti che pagano le tasse, attendono da anni di sapere chi sono i responsabili dello stato di dissesto in cui è sprofondata Viareggio.
Non si può assistere alla vendita del Principino, non si può pensare a come sta finendo la storia di questo straordinario monumento della città - per fare solo l'esempio che in questo momento è di massima attualità - e non chiedersi di chi è la colpa. Chi dobbiamo ringraziare. Chi, fra coloro che hanno amministrato la città, non deve tornare a farlo perchè ha gia fatto danni irreparabili.
E' da tempo che vado dicendo che i viareggini ed i torrelaghesi hanno diritto di sapere chi siano i responsabili del depauperamento delle casse comunali e quindi mi auguro che qualcosa cominci a muoversi.
Certo però, al di là delle responsabilità giuridiche che saranno oggetto di verifica nelle sedi competenti, ribadisco che anche la classe politica dovrebbe avere la forza morale di darsi una risposta per quanto è accaduto.
Non possiamo girarci da un'altra parte, continuare a far finta di nulla, lavarsene le mani e delegare solo alla magistratura l'accertamento di responsabilità che sussistono anche sul piano politico delle scelte che le amministrazioni passate hanno fatto e che si sono rivelate un disastro per Viareggio.
Ad esempio, al di là di sapere chi ha compiuto atti erronei nella gestione delle società fallite, compito che spetta agli organi giudiziari che mi auguro siano celeri, vogliamo aprire una seria discussione politica riguardo alle scelte che, a suo tempo, sono state fatte in ordine al diluvio di società partecipate costituite in questa città ?
Vogliamo dirci chi le ha politicamente ideate e volute ? E chi invece non le voleva !
E vogliamo ripensare a chi è stato politicamente disponibile nel ricoprirne gli incarichi, nel gestirle ?
Sussiste, in ordine al dissesto viareggino, una responsabilità giuridica ma ne sussiste anche una di ordine politico.
Ne vogliamo parlare o preferiamo nasconderlo sotto il tappeto ancora una volta ?
Anche perchè molti di quegli attori - in un modo o in un altro - continuano a calcare le scene della politica attuale, ne prendono parte, sostengono questo o quello.
La città, almeno dal 1998 ad oggi, quindi quasi da vent'anni a questa parte, è stata amministrata da più compagini diverse e di diverso colore.
Chi fu, politicamente, il "deus ex machina" del sistema che, un passo dietro l'altro, ci ha portato diritti, diritti al dissesto ?
Che facevano la politica, i partiti, chi ricopriva incarichi nelle amministrazioni comunali del decennio marcucciano ma anche in Regione Toscana nel mentre la Corte dei Conti inviava i suoi rilievi sempre più negativi relativamente agli equilibri di bilancio ed all'effetto delle partecipate ?
Quali sono le responsabilità politiche - se vi sono ed in che termini - di chi quel sistema economico disastroso l'ha trovato nel 2008, ormai nel suo stadio finale, fino all'indagine del Mef ed alla dichiarazione di dissesto dell'ottobre 2014 ?
La città sta per vivere, con la possibile liquidazione e la vendita di tanti beni pubblici che hanno fatto la storia di Viareggio, un momento che segnerà, in negativo, la memoria dei cittadini.
La trasparenza degli atti e delle scelte amministrative continua ad essere, malgrado tutto, un esercizio difficile anche oggi e, ad esempio, non sono il solo a dire che la trasformazione di Asp in I Care lascia molti dubbi e che non vorremmo trovarci, fra qualche anno, di fronte ad un'altra Viareggio Patrimonio.  
Allora, anche alla luce di tutto questo, le responsabilità politiche (oltre che giuridiche) di quanto è accaduto non devono essere sottaciute, nascoste o sottovalutate da nessuno.
E' giusto che, anche moralmente, si apra una discussione, un confronto, magari attraverso una Commissione di Indagine ex art. 18, e si sappia chi porta sulle spalle la colpa delle politiche fallimentari che ci hanno portato dove siamo oggi.
Anche per evitare che possano ripetersi domani !

Avv. Massimiliano Baldini
Capogruppo
Movimento dei Cittadini per
Viareggio e Torre del Lago Puccini