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BIRRE DI BAVIERA - Chifenti, Borgo a Mozzano - via Europa Unita, 5 (clicca sulla foto)

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martedì 15 dicembre 2015

STORIA DI CALAVORNO, GIA' CAPANNE DI VITIANA, dal medioevo, al ponte, alla ferrovia.

 IL PASSAGGIO A LIVELLO.

 il vecchio ponte sulla Suricchiana.

 foto storica della Stazione FS.

NEL MEDIOEVO:
"L'anno di 1171 Luccha prese Ghivizzano e arse Chalavorno del mese di gennaio". Questa la prima notizia del paese, che il cronachista Giovanni Seracambi riferisce quando descrive la penetrazione lucchese in Val di Serchio.
Il castello e la borgata di Calavorno, costruiti quasi a picco sul Serchio sotto la strada di Vitiana, preesistevano a quella data con la chiesa di san Nicola. La loro importanza era accresciuta dalla presenza sul fondovalle di un ponte che aveva, lungo la sinistra del fiume, un ospedale per viandanti intitolato a San Leonardo. Detto ospedale rimarrà nel luogo d'origine fino al 1564, quando ne venne costruito uno più grande, oltre la Dezza, in territorio di Ghivizzano.
IL PONTE:
Il ponte invece ebbe nel 1376 una prima ricostruzione finanziata dalle comunità di Coreglia, Ghivizzano, Tereglio, Vitiana, Lucignana, Gioviano, Terzone e dal Consiglio Generale della Repubblica di Lucca. Subì poi rafforzamenti e modifiche negli anni 1557, 1657, 1690 e 1733. A due arcate, una grandissima, l'altra minore, fu soggetto a radicali modifiche poco prima dell'ultima guerra. Fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata e sostituito da un ponte militare in ferro da quelle americane, ebbe la sua ennesima ricostruzione non più nel solito luogo, ma a poche decine di metri di distanza, verso la chiesa.
CAPANNE DI VITIANA:
Nel 1816 il paese di Calavorno veniva chiamato "Capanne di Vitiana" ,per indicare il luogo in cui il paese di montagna ( Vitiana) allevava il bestiame che trovava qui il suo sostentamento.Le donne del paese, anche se belle, vestivano in maniera molto rustica con scarponi grossolani, calzettoni di lana e vesti scure, lunghe, che le facevano apparire molto più vecchie di quello che in effetti erano.Molti erano i componenti delle famiglie i quali si riunivano ogni sera e, a lume di candela o petrolio, filavano la canapa o la lana, con cui venivano tessuti i vari capi di vestiario. Le famiglie erano molto unite e i giovani erano piuttosto gelosi se da altri paesi venivano a corteggiare le loro donne. Dalle Capanne di Vitiana deriva Calavorno, un bel paesino dove la gente era unita e felice. Le persone anziane venivano seguite e aiutate anche dai giovani ed erano sempre molto apprezzate. Vitiana aveva anche il dottore :Edoardo Stefanutti che era anche pittore ( in qualche casa di Calavorno ci sono ancora i suoi quadri). Venne poi trasferito a Calavorno dove viveva co la mamma e la moglie Lisetta. Gli stefanutti discendevano da una famiglia nobile e tutti ricorderanno quanto il Dottore era gentile con il povero ( i ricchi a quei tempi erano pochi) si parla degli anni 1934-1940. Un altro personaggio importante era il parroco residente a Vitiana Don Pedemonte, il quale scendeva e risaliva a piedi da Vitiana a Calavorno per celebrare le sacre funzioni. Era un uomo colto, amante della musica. Ogni anno veniva da tutti noi per benedire le nostre case che in questa occasione erano preparate nella maniera più decente e accogliente. Veniva con i chierichetti che portavano un paniere dove la gente che li ricompensava metteva delle uova. A sera tornati a Vitiana, Don Pedemonte e i suoi chierichetti cenavano facendo con le uova una grossa frittata.
Fu Capanne di Vitiana fino ai primi del secolo, Calavorno riprese l'antico nome quando la via provinciale e la stazione ferroviaria trasformarono i casolari cresciuti intorno al ponticello della Suricchiana in un centro di comunicazioni di vivace impegno commerciale fino agli anni '90 , ai nostri giorni invece il paese ha visto la chiusura di molti negozi ed attivita', nonche' la dismissione dell'ufficio postale che una politica basata solo sul profitto non ha tutelato quelli che sono servizi che bisogna considerare necessari.
STAZIONE E PASSAGGIO A LIVELLO:
La stazione di Calavorno è una fermata ferroviaria dismessa posta sulla ferrovia Lucca-Aulla a servizio dell'omonima cittadina.
Simbolo del paese e' divenuto il passaggio a livello che divide spesso in due la frazione.
Da molti anni la fermata risulta impresenziata insieme ad altri 25 impianti situati sulla linea . Venne poi dismessa pochi anni dopo il 2000, ed i treni non vi fermano piu'.
La fermata disponeva di un fabbricato viaggiatori, di un fabbricato per i servizi igienici e di una lunga e ampia banchina che serviva l'unico binario di corsa. A destra dell'ex fabbricato passeggeri era presente un ampio giardino in stile novecentesco con delle panchine e una piccola fontana, non più funzionante.
Adesso lo stabile e' in completa rovina, testimonianza ne e' il crollo di una parte del tetto che presto ridurra' la struttura a rudere pericolante, nulla e' stato fatto per conservare la struttura e farne invece un polo centrale per i servizi della frazione.

TRATTO DA VARI SITI LOCALI.
A cura di Andreotti Roberto.