BiDiBa

BiDiBa
BIRRE DI BAVIERA - Chifenti, Borgo a Mozzano - via Europa Unita, 5 (clicca sulla foto)

Visualizzazioni totali

lunedì 28 dicembre 2015

PROGETTO BOSCO:PERPLESSITA' Appennino Pistoiese di Marco Poli


Da qualche mese il comune di Piteglio,ha lanciato il cosiddetto”progetto bosco” che ha sollevato prima il mio interesse,poi i miei dubbi e infine le mie preoccupazioni.
Il progetto si propone di:”creare le condizioni affinché sui nostri territori si determinino le condizioni per una gestione razionale ed economicamente vantaggiosa degli innumerevoli appezzamenti di bosco presenti sulla Montagna.”e fin qui nulla da dire,penso che il proposito sia giusto e anzi qualcosa del genere và attuato.Anche la parte che dice:”Ci sono migliaia di piccoli proprietari che spesso, presi singolarmente, non riescono a garantire una gestione sistematica delle loro proprietà. Questo per i motivi più disparati (scarsa infrastrutturazione dei boschi, vincoli di tipo normattivo, bassa capacità operativa) ma, non ultimo, per il fatto che ciò non è finanziariamente sostenibile.
Da questi limiti oggettivi nasce l'idea di una gestione coordinata di ampie porzioni di territorio boschivo. L'obiettivo è quello di garantire al proprietario un reddito proporzionale al valore del bene e alle imprese una massa produttiva in grado di assicurare utili e sostenibilità degli investimenti necessari. Tutto ciò, con un meccanismo semplice e senza spese per i proprietari.”bellissimo nella sua demagogicità,perchè qui cominciano le prime magagne.
Infatti per ora il tutto pare campato in aria,in quanto manca una previsione di quanto un terreno effettivamente renderà al proprietario.I burocrati mi diranno che è impossibile farla prima,certo perché sono tali e più di questo non possono rispondere.Nelle aziende(ma anche un semplice muratore per esempio),si devono fare questo tipo di preventivi,altrimenti il cliente non ci pensa neanche lontanamente a mettersi con”dilettanti del genere”.
Oltra al”quanto”si guadagna,manca per”quanto”tempo i boschi sarebbero a disposizione dell'ente.Senza contare che non è chiaro se la gestione riguarderebbe solo la legna o anche tutto il sottobosco(ad esempio i funghi).
Ma questo in verità non è importante,perchè se è come sospetto,l'azione principale è costruire le centrali a bionassa,unica cosa”concreta”ad oggi del progetto bosco.
Allora iniziamo ponendo una domanda,l’energia prodotta da impianti a biomassa o biogas possiamo definirla energia da fonte rinnovabile?No perchè si può parlare di fonti rinnovabili solo se ne usufruisce nel territorio di origine e se si ripristina nel tempo di utilizzo quanto consumato.
Tutto questo avviene per l’energia solare, eolica e idrica, ma non si applica totalmente alle biomasse intese come materiale prodotto da piante e destinato alla combustione.
Di centrali a biomasse ne esistono di tre tipi:
a) a biomasse solide (legno, cippato, paglia, ecc.), sono impianti tradizionali con forno di combustione della biomassa solida, caldaia che alimenta una turbina a vapore accoppiata ad un generatore.Che è poi quelle che vorrebbero sviluppare sulla nostra montagna.

b) a biomasse liquide (oli vari: palma, girasole, soia,ecc.); sono impianti, alimentati da biomasse liquide (oli vegetali, biodiesel), costituiti da motori accoppiati a generatori (gruppi elettrogeni).

c) a biogas ottenuto da digestione anaerobica (utilizzando vari substrati: letame, residui organici, mais o altro). Da tener presente che una centrale a biogas con
colture dedicate può ricorrere legalmente anche alla Forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani) in base al DL n°387 del 29/12/2003 e alla sentenza del Consiglio di Stato Sez. V n °5333 del 29/07/2004

Parliamo ora un po' più approfonditamente delle prime,le centrali a biomassa solide(legna e derivati, olii vegetali,sansa, mais, ecc).
Riassumiamo qui di seguito alcuni PRINCIPI INDISCUTIBILI che si basano su autorevoli studi scientifici internazionali (francesi e soprattutto svedesi) e sulle ricerche condotte in Italia .

1. le centrali a biomasse a combustione diretta hanno bassa efficienza energetica e inquinano circa 30 volte più di quelle a metano e il doppio perfino rispetto alle centrali a carbone causando un netto peggioramento della qualità dell’aria, del suolo e dell’intero habitat circostante.

2. la combustione delle biomasse sviluppa inevitabilmente e in grandi quantità numerosi inquinanti (polveri sottili e ultrasottili, ossidi di azoto e di carbonio, furani, metalli pesanti, ozono, ecc) tra i quali 4 sicuri cancerogeni: benzene, formaldeide,
diossine e idrocarburi policiclici aromatici. La pericolosità di questi composti non è dovuta solo alla loro concentrazione nell’aria inalata ma anche alla loro deposizione sul suolo ed all’accumulo crescente nella catena alimentare con effetti negativi sulla salute umana.

3. un ulteriore elemento di inquinamento è rappresentato dal trasporto in quanto nella maggioranza dei casi le biomasse da bruciare provengono da molto lontano se non addirittura dall’estero (Africa, Asia) come nel caso dell’olio di palma dall’Indonesia. In questo caso le conseguenze negative derivano anche dalla deforestazione in atto in quelle zone per sostituire le piantagioni tradizionali con quelle da esportazione sottraendo così ossigeno all’intero pianeta.

4. c’è infine il problema delle CENERI prodotte dalla combustione delle biomasse che sono a tutti gli effetti un rifiuto tossico che va trattato come tale con tutte
le controindicazioni del caso incluso il surplus di inquinamento derivante dal trasporto.

Ma alla luce di questi problemi,perchè costruire queste centrali?perchè ervono agli imprenditori che realizzano l’opera, per beneficiare di generosi incentivi statali ed europei previsti per le “fonti rinnovabili”;qui corre un brivido se si pensa al parallelismo,con quanto avvenuto con la costruzione dei 4 nuovi ospedali in Toscana,stesso spartito con strumenti diversi. Senza questi incentivi verrebbe meno la ragione economica principale di questa attività. In ogni caso è possibile ritenere che la generalizzata propensione alle centrali a biomassa e biogas rientra anche in una più generale prospettiva di riutilizzo di queste centrali per il trattamento di rifiuti. Infatti, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) è equiparata alle biomasse con decreto ministeriale. Facile prevedere che una volta costruite queste centrali, invece di essere alimentate con biomasse agricole, di cui l’Italia non dispone e che hanno un costo sempre maggiore, potranno essere alimentate con Forsu, il cui costo di smaltimento è già una prima fonte di redditività. Il conferimento della Forsu vale da 80 a 110 €/t, il verde circa 60 €/t e i fanghi da depurazione circa 90 €/t.
Praticamente riassumendole sono le seguenti:

  • che in un primo tempo usando i finanziamenti statali ed europei si costruiscano parecchie piccole centrali a biomassa(cippato).Le dimensioni piccole garantiscano di poter bypassare parecchie autorizzazioni.
  • Si finirà il materiale alla svelta, anche avendo a disposizione tutti i boschi della montagna,ci vuol poco,specie se viene fatto un taglio indiscriminato senza un piano di riforestazione,che mi sembra manchi.
  • A quel punto si utilizzeranno le centrali a biomassa costruite come termovalorizzatori,ovvero per bruciare a rifiuti

Il tutto proponendo alla popolazione come”inevitabile soluzione”per pagare debiti e/o stipendi di chi ci lavorerà.La sensazione che la fregatura sia alta,mi nasce anche perché ho visto che come”Supporto tecnico alle misure di finanziamento comunitario”per la provincia,è apparso Moreno Seghi(che ultimamente è un po' dappertutto.Per mitigare i miei sospetti di recente con la stessa mansione,ma per UNCEM appare Aldo Morelli...siamo a posto abbiamo un duo stile Gatto e la Volpe,che se volevano fare del bene alla comunità,dovevano smettere di fare politica prima di entrarci.
Se i promotori del progetto bosco vogliono zittire un”gufo”come me,per iniziare mi devono presentare il progetto di sviluppo finanziario,per vedere se il tutto si regge senza finanziamenti esterni,e darmi garanzie che le centrali a biomassa costruite in montagna non saranno mai utilizzate per bruciare rifiuti né ora né in futuro.Per questo il”progetto Bosco”specie nelle mani del PD troverà sempre in me un nemico.

Distinti saluti