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lunedì 9 ottobre 2017

Malasanità: CISADeP - Comunicato stampa chiusura punti nascita aree disagiate, montane e insulari.


Riguarda tutte le regioni Italiane, nessuna esclusa. In alcune lo smantellamento è già iniziato, in altre è in corso. 

Chi ci governa da Roma e dai vari capoluoghi regionali, a parole fanno promesse di voler votare leggi mirate con significativi  interventi per contrastare il crescente spopolamento dalle aree disagiate e fare in modo che tutti quelli che se ne sono andati ritornino, poi di fatto, continuano a smantellare i servizi essenziali, primo tra tutti la sanità. 

Emanuela Cioni
Presidente del CISADeP - Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche



 

giovedì 4 maggio 2017

L'ANIMA DELLE FORESTE PISTOIESI



Curioso come certe cose stiano ferme per anni e poi all'improvviso esplodano tutte insieme. A ridosso delle elezioni del comune di San Marcello Piteglio,il tema centrale delle elezioni è la Social Valley presentato dalla Dynamo. Questo tema sembra aver spazzato via tutti i problemi della montagna: strade,lavoro,servizi, persino il tema dell'ospedale di cui si è tanto discusso in questi anni. E devo dire a ragione,in quanto questo progetto caratterizzerà la vita dell'appennino pistoiese nei prossimi anni.
Chi mi conosce sa che non sono uno che pensa bene della Dynamo (anzi) , ma non starò qui a parlarne adesso,ma vorrei invece disquisire su una curiosità nata da questo progetto.
É stato formato un comitato per promuovere la Social Valley, tra le cui componenti c'è la grande oasi. E nella creazione di questa grande oasi di 12mila ettari vogliono riunire sotto un’unica gestione tutte le aree protette della montagna.
Contemporaneamente è nato il Comitato gestione pubblica foreste pistoiesi che ha lo scopo di favorire l’esclusiva gestione pubblica diretta delle aree demaniali,di favorire l’assegnazione dei finanziamenti pubblici destinati alla Montagna Pistoiese esclusivamente alle amministrazioni pubbliche, di far gestire direttamente alle amministrazioni pubbliche, sotto diretto e trasparente controllo popolare, tramite appositi organismi, come le Consulte Comunali, suddetti fondi.
La cosa curiosa è che nessuno dei suddetti comitati ha titolarità sulle foreste demaniali.
Il demanio forestale della regione toscana è un bene pubblico perché di proprietà della Regione. Esiste la "legge forestale della Toscana" n. 39/2000 (e relativi regolamenti di attuazione) che norma la gestione delle foreste. Fino al 2012 la Regione Toscana aveva delegato la gestione delle foreste pistoiesi (appartenenti al PAFR Patrimonio agricolo forestale regionale) alla Comunità Montana Appennino Pistoiese, dal 1 dicembre alla Provincia di Pistoia e dal 1 gennaio 2016 all'Unione di Comuni Montani Appennino Pistoiese. Dell'Unione dei Comuni dell'appennino pistoiese fanno parte al momento il comune di San Mrcello Piteglio, il comune di Abetone Cutigliano e il Comune di Sambuca Pistoiese. Delle foreste pistoiesi appartenti al PAFR fanno attualmente parte la Foresta di Abetone, la Foresta Melo Lizzano Spignana, la Foresta di Maresca e la Foresta di Acquerino Collina.
A questo punto ci si domanda che cosa vogliono questi due comitati? Difficile dare una risposta certa,ma secondo il mio personale pensiero c'è un disegno ben preciso di natura politica sulla montagna pistoiese, che vuol mettere le foreste demaniali di queste nelle mani di un soggetto ben preciso. Quindi la nascista di due comitati ben distinti potrebbe essere vista come l'apparire del virus e del suo anticorpo,vedremo nel tempo quale è l'uno e quale l'altro.
Una sola cosa è chiara, è in corso una battaglia per le foreste dell'appennino pistoiese,per l'anima di queste foreste che a seconda di cosa succedrà potrebbe rimanere tale o cambiare radicalmente.
E anche nelle ormai prossime elezioni comunali l'ago della bilancia sarà la social valley,dovendo i cittadini decidere tra chi la avvalerà ,chi fintamente la contrasta ma la avvellerà uguale e chi la contrasta realmente.
Come al solito il tempo darà tutte le risposte.


Distinti saluti

martedì 3 gennaio 2017

I LUPI DELL APPENNINO, ALLEVAMENTO PROFESSIONALE DI CANI PASTORE TEDESCO.



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martedì 1 dicembre 2015

SOTTO L'ALBERO DELLA SAECO QUEST'ANNO CI SONO LETTERE DI LICENZIAMENTO Appennino Bolognese di Marco Poli

La Saeco di Gaggio Montano, storica produttrice di macchine da caffè per famiglie, acquistata nel 2009 dalla multinazionale olandese Philips,ha deciso di fare un bel regalo di Natale ai propri dipendenti.
Siccome il classico cesto natalizio con dolciumi era troppo banale,si è pensato che fosse più d'effetto”regalare”il licenziamento a 243 dei 558 lavoratori dell'azienda;suggerisco per rimanere in tema natalizio una bella lettera di licenziamento con babbo natale sopra.

Ma quali sono i motivi del licenziamento forse la Philips è in crisi?manco per idea il motivo è sempre il solito:il profitto!L'azienda ha deciso che la fabbrica che ha in Romania è più remunerativa.
Ormai il mondo è diventato alla rovescia,una volta il lavoro era lo strumento per vivere delle persone,invece ora le persone sono lo strumento del lavoro sulla logica del guadagno e quindi sacrificabili.
Il territorio montano bolognese(ma anche della montagna pistoiese in quanto diverse persone di questo lavorano alla Saeco)è già fortemente penalizzato da una grave crisi occupazionale,che pur essendo un fenomeno nazionale è particolarmente acuto in questi territori,riceve un ulteriore duro colpo.
È triste che ancora una volta i soldi vadano davanti alle persone
I lavoratori Saeco alla notizia degli esuberi si sono mobilitati organizzando un presidio, esasperati per aver ricevuto questa doccia fredda dopo anni di cassa integrazione.
Inoltre tra ieri e oggi sono state organizzate manifestazioni di solidarietà, particolarmente partecipate per i lavoratori,di cui vi lascio alle immagini.
A presto per nuovi particolari.









Distinti Saluti