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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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domenica 25 dicembre 2016

RACCONTO: BABBO NATALE E LA CAVERNA DEL CORAGGIO. di Chiara Franceschini.



  …E poi ci sono io che come sapete, ogni fine anno scrivo un'avventurosa disavventura di Babbo Natale e la sua amica Befana.

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Quest'anno ho voluto aspettare proprio l'ultimo momento dell'ultimo minuto di queste lunghe feste, a volte sfarzose ed altre forzose, per non mescolarmi alla marea di sms, mms e messaggistica varia! Un personaggio del racconto, aleggiava già nel nostro immaginario, dal 2012. Si chiama Grisù che fa rima con Lulù. Chi avrà piacere di far leggere ai piccolini una storia da colorare con il drago Grisù, non esiti a contattarmi. Gli altri personaggi sono dei new entry. Naturalmente anche quest'anno, il mio impertinente Babbo Natale, rimane per i maggiori di 14 anni.
Sono sempre stata un po' irriverente, ma d'altronde, senza l'ironia, come si potrebbe affrontare la vita?
Vi auguro una buona lettura e naturalmente Buon Presente!

Chiara

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"Quest'anno amici miei, sono sempre più in difficoltà per la scelta dei regali. Ricevo lettere di ogni tipo: dalle macchinine alle bambole gonfiabili, per passare a richieste di abbattimento di barriere architettoniche e mentali. Ma io non sono né un giocattolaio né un architetto, né tanto meno uno psicologo! Vi devo confessare che gli anni cominciano a pesare, non riesco ad evadere tutte le vostre richieste, anche se mi do un gran da fare. Tutti a tirarmi la giacchetta, ma che la volete trasformarla in un saio? Poi chi ve li porterà gli adults toys? Ah già un anonimo corriere che sogghigna. Ma quel messo sarà attento come me? Ho qui la richiesta di una gentil signora sui 70 anni che vuole in dono un paio di slip fatte di zucchero. A qualcuno piace dolce! Mi ha scritto lei, ma io mi ricordo benissimo che il marito mi ha ordinato una fornitura vitalizia di pasta per diabetici, senza amido, senza farina, senza sale e devo dire che, sebbene sia senza niente, ma mi è costata un sacco di zecchini d'oro. Menomale che la volpe ne ha una miniera: ha fatto una società con un felino; il gatto scava scava, me ne procura tantissimi. Ritornando a bomba, il mio ragionamento è: o lei ce lo vuole freddare lì sul fatto, oppure mi sovviene il dubbio, che il marito abbia chiesto il regalo per la moglie! Non ho altre spiegazioni, ma a voi è venuta in mente una terza ipotesi, giusto? Ovvero che siano entrambi a dieta e che vogliano dimagrire, vedi la pasta senza nulla, per poi muoversi meglio! Continuiamo: ho un'altra richiesta per avere in dono una farfallina, anche qui leggo gli anni, e vedo che ci avviciniamo agli ottanta. Quindi mi reco in una sanitaria per acquistare tante farfalline per endovenose colorate. Ma proprio mentre sono lì che mollo l'ultimo zecchino d'oro, zac ho una folgorazione. Vado su Internet, la rete mi salva sempre e noto che ci sono farfalline e FARFALLINE. Nell'incertezza cerco la lettera di quel poveruomo di suo marito e scopro che è Buonanima! Allora capisco al volo la solitudine di una rondine che fa sempre primavera e passo da un negozio per adulti. Sono rimasto allibito perché davanti a me c'era una meravigliosa creatura femminile, oserei dire Madre Natura in persona, che si lamentava col venditore perché la farfallina, tanto leggera e delicata, le aveva bruciato la patata! Ma se non metti assai acqua è chiaro che le patate s'incendiano! Sarà vero dunque che Madre Natura ha pensato proprio a tutto? Ne siamo proprio certi? Personalmente QUALCHE perplessità ce l'ho.

  Ma cambiamo discorso che altrimenti faccio pensieri strani e tali però restano…Parliamo delle espressioni che mio malgrado, ho dovuto imparare se il regalo giusto volevo azzeccare! Ops, mi è venuta anche la rima! Non sarò mica un cantastorie, di quelli delle tribù, che allietano il tempo altrui? Oppure un menestrello, un trovatore medievale che migrava di Corte in Corte a cantar storie? Una cosa è certa: l'unica migrazione che ho visto di sicuro è quella degli uccelli!
Ma che dico, oramai siamo in un mondo globalizzato ed anche io ho dovuto adattarmi: gli autoscatti si chiamo selfie, quando mi riprendono mentre volo con la slitta, non sono solo in diretta, sono onair!
Il mondo si è talmente evoluto che oggi in ufficio, per avere un'idea vincente sul budget, se non si fa un brainstorming, beh....lasciatelo dire capo, qualcuno mi ordinerà per te un paio di scarpe! E che dire dei genitori e del co-sleeping? Che poi vuol dire soltanto che hanno i bambini nel lettone a dare calci per tutta la notte. Parliamo d'altro, che di bambini ne ho incontrati così tanti negli ultimi due mesi, perché Natale è iniziato il primo di novembre…Partiamo dalle richieste più gettonate: le spremi meningi. Non vi dico la quantità di richieste di estrattori di idee che ho ricevuto, avrei dovuto aprire una Fabbrica di spremitutto, invece di quella mia al Polo Nord che, anno dopo anno, se un è zuppa è pan bagnato (pane, per carità, non di grano eh!), ma io non mi spremerei i maroni! Dal gruppo social "tutti pazzi per la curcuma" a quello "se non infarini non in-grani" quest'anno i befanini sono tutti neri, non del carbone della befana, che avete capito? Ma del carbone attivo che assorbe e purifica. Non vi dirò nulla di nuovo sulle proprietà terapeutiche dell'acqua. Ora è leggermente inflazionata, ma, alle volte, rimango della fantasia che crea business. Per esempio c'è un'acqua energizzata, ovvio che se non funziona, bisogna rivedere gli obiettivi, mica è responsabilità dell'acqua se non sei pronto al cambiamento??? D'altronde, a chi ha sostituito la colpa con la responsabilità, la dottrina con l'indottrinamento, la punizione con il Karma, l'assoluzione con il motivo, la punizione con il perdono, la redenzione con la guarigione di ogni male, gli umili con i giudicanti, cosa aspettarsi? E come ponderare chi ci parla della Legge del  Contrappasso e di quella di Attrazione, senza menzionare mai quella di Repulsione, senza mai fare cenno alle altre 30 Leggi Universali? Ma torniamo all'acqua che diversamente mi vengono le extrasistole…che pur non essendo mai stato un fumatore, se non di canne del gas il 24 di dicembre di ogni anno, se mi voglio curare la microcircolazione devo pagare in zecchini d'oro (la Volpe Santa Subito!), perché mi sono attirato le extrasistole?! Qualche grinza lo fa questo ragionamento, non trovate (rileggete meglio, ho scritto con la V e poi manca una M…M come Merdaviglioso!). La più grande manipolazione mentale degli ultimi decenni è proprio quella di far crede a ciascuno di noi che siamo responsabili al 100% di ciò che ci accade. In tal modo saremo tutti nelle nostre faccende affaccendati, talmente impegnati ad arare il nostro piccolo orticello, da non lasciarci il Tempo per accorgerci che ci stanno allegramente inculcando (rileggi meglio, ho messo la C…C come Caspita!)…a questo momento del racconto, se non fossi una signora, avrei tolto la C ed avrei messo PUNTO. Siccome sono elegante come una antilope in uno zoo, riprendo per dirvi che ci stanno avvelenando: l'acqua, la terra, l'aria, il cibo, la salute, i figli. E tanto loro partiranno per Marte mentre noi rimarremo a naso all'insù a ripetere OOOoooooMMMmmmm. Vorrei imbastire una causa per crimini contro l'umanità, ma l'unica cosa che so imbastire è un monologo, al più, un binologo!  Torniamo alle nostre chiare, fresche, dolci, inquinate, acque: esiste un'acqua detta degl'entusiasmi. L'ho scoperta dal Medico, perché con i tagli alla Sanità (qualcuno ce ne scampi e liberi dallo scriverla minuscola!!!) ai Dottori, non è rimasto altro che curare con l'acqua cotta! Che per altro è un antico rimedio senegalese, usato contro l'insonnia. Ci sono acque per tutti i gusti: dalla classica mineralizzata, a quella di fonte non controllata, a quella industrializzata lasciata a bollire (acqua cotta appunto!) sotto il sole d'Agosto, a quella purificante della plinplin, con le acque solarizzate (che non sono, badate bene, quelle lasciate a bruciare sotto il solleone, ma sono scaldate in vetro blu dai tiepidi raggi estivi, su un terrazzo a 350° fahrenhheit) per finire a quelle informatizzate. Ma l'acqua su cui ho puntato quest'anno per fare i miei regali a costo zero e a km diecimila, è l'acqua curativa. E' quella su cui ho investito tutte il mio credo, chi non ha creduto almeno per un giorno a Babbo Natale? Quindi con me avrebbe dovuto funzionare a meraviglia: credo nella magia, credo nelle favole, ora volete che non creda all'acqua delle meraviglie??? Però non mi si è rizzato lo stesso! Lo so, lo so, non si inizia mai un racconto dalla fine, perderebbe di significato. Ma oramai sono tanti anni che mi conoscete, perciò dove volessi andare a parare, lo sapevate bene!!!  Purtroppo, in tempi di scarsità di denari, di banche che dovrebbero fallire, gira che ti rigira, alla fine l'unica che ci sta è la Befana. E ce ne vuole di coraggio per andare con una che ha le calze rotte e grida alla libertà della crescita del pelo! Quindi mi sono recato dal Dottore per farmi segnare le pilloline tutte blu. Una volta le regalavo come caramelle agli altri vecchietti, muhmmm come mi sono pentito! Oggi è vietata la produzione ai privati per la libera concorrenza nei mercati, alla faccia dell'anti Trust....Ma non ho tenuto di conto del fattore "T": Tagli....non del coso....se nel caso in cui qualcuno mi ci rimanesse attaccato, sacrificherei le gioie di famiglia. Quindi il Medico mi ha gentilmente spiegato che, se metto una pastiglia in un bicchiere di vetro, accanto metto un altro  bicchiere pieno di acqua, in mezzo faccio passare i fotoni, ecco fatto che avrò una duplicazione infinita di pillole blu. In questi casi è la modestia a farla da padrona: vanno riscritti i libri di medicina! Peccato che mi sia rimasto tutto il tempo a testa in giù lo stesso dopo averne bevuto un paio di litri! Eppure ho tutti gli ingredienti della pozione: convinzione, intenzione, acqua. Mi attacco alla bottiglia per dinamizzarla, mi immagino già a cavallo (della scopa, maliziosi!)....il pensiero creativo c'e'....eppur non si muove...nulla, questo amplesso non sa da fare! E qui che dire, ridiamoci su, facciamoci una bella canna (da pesca, eh...manigoldi), che tanto il viaggio è nella testa! Io e Befy decidiamo di partire, andiamo fuori di cranio e ci imbattiamo in uno che ripete, tipo fosse un ritornello di una canzone: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa!". Generazioni e generazioni ammaestrate con queste perle di saggezza ed ancora oggi, c'è chi ha il coraggio di chiedermi: "Dove sono andati i valori veri?" Io credo che siano nel girone dei dannati. Ed abbiamo allevato una popolazione allenatissima a girarsi dall'altra parte ed a lamentarsi per il torcicollo! Basta, basta, basta, io me ne vado in solitudine nella natura (avete ancora fatto pensieri maliziosi?!). Partiamo io e la Befy, lei riempie la valigia di baby doll bucati, io di acqua informatizzata, vedi mai il Miracolo di Natale avvenga in un altro luogo, fuori dal tempo e dallo spazio. Arriviamo e facciamo un incontro che ci ha arricchito l'Anima. Vedo da lontano un'animale quasi invisibile, da tanto che si camuffa bene con l'ambiente. E' una gazzella un po' strana, diffidente; d'altronde è normale: una preda si difende sempre, anche se non è sotto attacco, perché il pericolo può celarsi dietro forme inaspettate. Mi avvicino lentamente, lei si ferma e le domando:
"Non sei una gazzella come tutte le altre, perché?"
"Perché io sono una Guardiana del Fuoco sotto la cenere; io ho un'importante Missione da compiere. Mentre le altre gazzelle ancora rincorrono la giovinezza, io resisto ad un compito più importante: la sopravvivenza. E cosi ho conosciuto il valore dell'Essenziale, invivibile agli occhi, senza abbandonare la mia rosa, come fece quel Principe ancora piccolo….immaturo."
"E non ti dispiace che nessun maschio  ti noti e ti faccia sentire desiderabile?"
"Io ho già chi mi fa sentire amata ogni giorno, ogni attimo ed è ben diverso. Come un tenero amante, se mi allontano in cerca di viveri per una mezz'ora, egli mi sussurra all'orecchio "mi mancherai!"
Babbo Natale si emoziona a quelle parole e cerca di cambiare discorso: "Cosa ti piace fare?" Un lungo sospiro precede la risposta dell'animale.  La gazzella guarda lontano, come per ripescare ricordi svaniti.  L'animale aveva trascorso due vite in una: la prima complicata, la seconda estremamente faticosa.
"Cosa mi piace....vediamo......ah la mattina mi piace rotolarmi insieme ai cuccioli del branco nelle terre dei colori: onice, ambra, amaranto, ocra. A me piace avere i colori della terra sotto le unghie e non sopra come le altre gazzelle."
"Ma così sembrerai sporca! Sono molto affascinanti quelle unghie lunghe, lucide e elaborate!" "Vedi Babbo Natale, mentre io mi sento in pace, le altre  sono preoccupate per il loro spetto.  Non sai quanto mi facciano ridere molte di loro che, prima si sistemano il pelo, per adescare un maschio, e poi dietro i cespugli accusano, lo stesso Eudorcas, ormai inebriato da esse, di sciupare la loro pelliccia durante l'accoppiamento!" La gazzella rideva spontaneamente, sembrava che la cosa la divertisse proprio.
"Ma di cosa ti occupi esattamente, mia cara?"
La gazzella prese un attimo di pausa e poi in un soffio rispose: "Fisso le stelle." Ci fu una pausa in cui né lei né Babbo Natale proferirono parola. "Il senso, capiscilo da solo umano." Aggiunse. Allora come in un volo pindarico, la fantasia del vecchietto gli propose una scala appoggiata al Cielo per arrampicarvisi sopra ad appuntarvi le stelle. Oppure, con le unghie, faceva piccoli fori per farvi passare la Luce? La gazzella l'osservava con fierezza e determinazione.
"Ma non fai solo quello giusto?" Domandò passandosi una mano sulla lunga barba bianca. "Purtroppo il branco, sordo cieco e muto, ai bisogni del mio fuoco da tutelare, mi chiede di trovare acque potabili. Però, a volte, le pozze sono piccole, oppure gli animali hanno molta sete e prosciugano tutto, ed allora il branco mi accusa di essere un'incapace. Tuttavia esistono anche branchi di Gazzelle Sapeins dove capiscono che sto già dando tanto alla Vita e mi fanno il tifo, mi sostengono e sono felici se riesco a stare con loro anche per poco tempo." Babbo Natale la studiava; avrebbe voluto dirle tante cose, ma invece domandò: "E poi cosa fai il resto del giorno?" "No caro umano, non hai capito! Lavoro giorno e notte, senza staccare mai: senza il Fuoco non ci sarebbe la Vita." "E come fai? Scusami per le molte domande, ma nessuno mi ha mai raccontato cose simili con tale enfasi." "Se c'è il sole moderato e senza vento tutto fila liscio, ma se piove, mi devo sdraiare sopra i tizzoni ardenti, per proteggere il mio fuoco. Il mio è un impegno di cura e dedizione; l'unico mio alleato è l'Amore." "Sopra??" "Non proprio sopra, rimango sospesa sulla forza delle mie zampe, stando attenta a non bruciarmi. Anche se il fumo mi fa lacrimare gli occhi e la pioggia e la grandine, sono come sverzate sul dorso, io resto. Per non parlare del sole rovente che, in estate,  mi brucia e mi disidrata." Babbo Natale la fissava negli occhi, quella strana gazzella, perché gli faceva tenerezza. "E' per questo motivo che odori di fumo, che hai un aspetto dimesso?" "I segni della mia esistenza dovrebbero fare da specchio agli indifferenti, affinché abbiano il coraggio di guardarmi e sentirsi ancora bene con le loro coscienze! C'è anche chi ha l'ardire di giudicare il mio aspetto nonostante non muova un pelo per aiutarmi! E se il messaggio che porto, è troppo forte per loro, che continuino pure la propria strada, ma che non mi rubino né  tempo e né forze. Sai vecchietto, mi sento in bilico, come un funambolo poco abile, tra i pensieri del cuore e quelli della mente, ed assisto. In genere sostengo la Vita che prosegue, purtroppo la ruota gira sempre più veloce e scendere in corsa è impossibile." L'uomo vestito di rosso le chiese ancora: "Perché lo fai?" "Per Amore, per quell'infinito sentimento che ci lega indissolubilmente gli uni gli altri. E come l'Effetto Farfalla…." A quel punto Babbo Natale la interruppe con una sonora risata per sdrammatizzare, altrimenti si sarebbe commosso di nuovo, affermando con convinzione: "Secondo me, se quella stessa farfalla avesse scorreggiato, invece che sbattere le ali provocando forse una catena di eventi, non se ne sarebbe accorto nessuno! Oppure, vista la mentalità, l'avrebbero accusata dell'Effetto Serra! Ascoltami Gazzella, mi pare di capire che le Guardiane ed i Guardiani, conducano una vita da bestie." "Noi Guardiani siamo in tanti, però siamo tenuti separati e quindi siamo disorganizzati. Se fossimo tutti vicini e ci tenessimo per mano, sarebbe meno dura, perché i pesi sarebbero condivisi. Comunque abbiamo dei sostenitori che ci danno coraggio e ci invitano a proseguire." "Invece fisicamente non avete nessuno che vi lecchi le ferite o che vi aiuti a levarvi la fuliggine dal pelo?" "Umano, abbiamo alcuni aiuti, ma anche loro sono stati colpiti al petto, come lo siamo stati noi. E' come avere un pugnale conficcato, che ad ogni movimento, lacera. Ma dato che non c'è vita nell'immobilità, la mia ferita pulsa come fosse il primo giorno. La mia Anima però si ristora nel vedere che dal mio Fuoco delicato, a volte, escono scintille. Ammiro la determinazione del Fuoco sotto la cenere, perché non è mai ciò che appare, ed il suo valore è sottostimato. Esso sembra docile, calmo, quasi come se chiedesse scusa all'aria che lo tiene in vita, quella stessa aria che lo fa divampare o spegnere. In verità è un Fuoco coraggioso, perché resiste alle intemperie, basterebbe poca acqua per bagnarlo ed invece combatte! Lo spirito di sopravvivenza che alberga in lui è forte. "Cara Gazzella, voglio presentarti un drago che, forse, ti potrà aiutare. Però potrebbe anche sottrarre del tempo prezioso alla tua Missione. Vuoi incontrarlo?" La gazzella annuì, avrebbe fatto tutto, per il suo piccolo Fuoco, anche affrontare un drago. Ed in un soffio l'animale si ritrovò dentro ad una caverna, con il vapore che le annebbiava la vista. Poi di colpo una voce profonda: "Sei la benvenuta nella mia umile grotta; se hai piacere di entrare nel laghetto di acqua termale, accomodati. Vedrai l'acqua calda ristorerà il tuo corpo." La gazzella si fermò in un attimo d'indecisione, perché non sapeva se fidarsi o meno del drago. In fondo non lo conosceva, però glielo aveva proposto Babbo Natale. Il drago stava nel centro del laghetto, dove i riflessi dei cristalli sul soffitto diffondevano i colori del tramonto. L'acqua si muoveva formando piccoli centri concentrici che si allargavano come a tenderle una zampa. L'animale, con delicatezza, si immerse. Subito si sentì accolta dal tepore dell'acqua; i vapori salivo lievi sopra le loro spalle. "Drago, tutto ciò è incantevole! Da qui puoi seguire con lo sguardo le ombre lunghe che ti accompagnano fino alla Luna." Il drago sorrise perché anche lui amava assistere alla danza dei colori,  quando il Giorno e la Notte si sfiorano nelle sfumature dell'alba ed in quelle del tramonto. La gazzella chiese: "Non sei preoccupato che in acqua, il tuo fuoco si spenga?" Il drago, con lo sguardo un po' imbarazzato, rispose di avere imparato con i millenni, a proteggersi. La rassicurò, suggerendole invece di stare lei in allerta, al fine di non bruciarsi, standogli troppo vicino. "Leggera Gazzella, devi sapere che mi nascondo dagli Umani da tempo immemore; tanto che non mi accorgo nemmeno più di farlo. Tu piuttosto, non hai paura ad entrare, visto che non sai nuotare?" La gazzella sorrise scuotendo il capo:  "L'acqua è mia amica: è da lei che vado se ho sete; è con lei che mi avvolgo  quando voglio sentirmi pulita; è in lei che mi specchio. "Eppure" aggiunse lei abbassando lo sguardo "è sempre Acqua quella che mi invade gli occhi, ma lascio che ciò avvena solo quando cammino sotto la pioggia. Per me l'acqua è un elemento particolare, come se ci fosse in essa una forza di attrazione uguale e contraria perché è sempre Acqua che attenta al mio Fuoco sotto la cenere." "Comprendo allora la battaglia che percepisco in Te, Guardiana." La gazzella alzò lo sguardo verso il cielo che si intravedeva dalla grotta e si salvò con l'ironia: "Oggi il cielo è terso!" Sorrisero entrambi. "Conosci Traballino?" Gli domandò la gazzella. Il drago scosse il capo. Allora lei continuò: "Come hai fatto a non notarlo? E' l'unico ad essere tutto blu! E' un tipo dal becco di un papero, con le zampe di un bipede e la coda di un delfino. Abita a Stranalandia, un posto dove se si è felici, tutto si espande intorno e quando si è tristi, ogni cosa si avvicina per abbracciare, sostenere e darti una stropicciata! A Stranalandia è tutto morbido come il gel e anche se si cade, non si sente male perché si rimbalza e diventa un'esperienza che diverte. Sai, io non voglio più sentire male; o meglio, non vorrei, perciò mi adopero affinché Stranalandia arrivi anche qui da noi. Sarebbe troppo facile andare là!" "Mi sembrano discorsi da Martire! Se puoi andare là, perché impiegare tante energie per portare la loro cultura su questa Terra?" "Perché io vorrei che tutti stessero bene! Sono andata a Stranalandia una volta. Sono atterrata sulla cima di un abete; io soffro di vertigini. A Stranalandia vengono plasmati e concretizzati i desideri e le idee. Solo che il mio unico pensiero, in quel momento, era l'altezza!  Perciò l'albero diventava sempre più alto. Sennonché è arrivato Traballino, che desiderava abbracciarmi, e l'albero si è rimpicciolito diventando uno splendido bonsai….e sono scesa! La soluzione era semplice." "Purtroppo Guardiana, è un pensiero manipolato quello che ci porta a credere che una cosa complicata, abbia una soluzione semplice. Non cadere in questo tranello." Il drago la esaminava come potrebbe osservarla un abitante della foresta pluviale che sente parlare un newyorchese di grattacieli. Era un pò confuso "Fatico a seguirti Guardiana, anche se sei un uragano buono ma non riesco a starti dietro perché tu sei troppo avanti!" "Me lo dicono tutti, lo prendo come un complimento! Cerca di seguirmi con gli occhi della fantasia, lascia andare tutto il resto. Ti raccontavo di Stranalandia: in quell'occasione Traballino mi presentò i suoi amici. Erano tanti ed erano tutti diversi, ognuno libero di vivere la propria unicità come un vantaggio. Per esempio c'era un tipo, un eccellente pittore, che voleva sempre sapere in anticipo, come si sarebbe svolta la sua giornata. Perciò, ogni tanto, gli si allungava il collo, tanto da guardare nel futuro. Un giorno si alzò così tanto che vide l'alba del giorno seguente! Quello che più mi è piaciuto di quel luogo morbido, tutto colorato e senza spigoli, era che nessuno parlava, ma tutti si capivano al volo! Nessun malinteso, nessun fraintendimento, nessuna mezza verità, nessuna maschera; questa mi è sembrata una cosa meravigliosa! Ma quello che è più strabiliante sopra ogni altra cosa è che a Stranalandia ci sono fuochi in trasformazione: eleganti fiamme, ardue scintille, flebili tizzoni e poi di nuovo lingue alte di Fuoco ovunque, anche dove sembra che sia tutto sopito. Penso che Traballino e tutti gli abitanti di Stranalandia, siano i semi che porterà il futuro, essi saranno i germogli da proteggere dal gelo affinché le piante crescano e possano dare il loro contributo all'ecosistema." Solo al termine del suo discordo, la gazzella si accorse che l'animale che aveva di fronte era particolare: pur essendo il suo elemento principe il fuoco, amava stare in acqua e lì si trasformava. Il suo respiro era profondo e calmo e la gazzella prese il suo ritmo. I due si avvicinarono, lei chiuse gli occhi, appoggiò la testa tra le scaglie vicino alla spalla del drago rilassandosi. E lui prese a muoverla lentamente a pelo d'acqua, come se fosse un oggetto prezioso. Ondeggiavano leggeri nelle acque calde del laghetto, sinuosi ed eleganti dalle mosse armoniose come quelle di una danza. E la gazzella si senti una ballerina, di quelle che spiccano voli d'angelo e vengono afferrate  dalla presa sicura del compagno che le fa volteggiare incorporee in aria, senza peso come in assenza di gravità. Era proprio così che si sentiva: una gazzella in volo. Ed in questo modo scoprì  la sua vera essenza: ella era una gazzella con le ali! Ecco il motivo per cui si sentiva diversa dal resto del branco, sola, anche se in compagnia. E spiegando le lunghe e flessibili ali, volò sopra le pause dei respiri del drago, giunse in Paradiso! E qui ebbe un incontro inaspettato: con delicatezza aprì la porta e subito ne uscì un demone. Era attraente, carismatico, un vero e proprio trascinatore. La gazzella improvvisamente percepì l'indolenzimento delle sue membra, stanche  di stare imprigionate nelle catene del demone.  La gazzella aveva compreso solo in quell'istante di essere stata imbrigliata da funi impercettibili. Il demone era fuggito via, quell'Non-Essere che neppure lei sapeva che esistesse, che le aveva imprigionato le ali invisibili con una possente corda incolore detta separazione, se ne era andato via per sempre! Era Libera! Libera! E prese silenziosamente  a cantare, come fanno tutte le gazzelle con le ali, ovviamente! Sorrideva dentro di sé, ma fuori rideva di felicità. Planava leggera sopra ogni cosa. Ed anche quando il drago d'acqua la rimise a terra, il suo Essere continuò a volteggiare. "Cosa desidereresti ora?" Le sussurrò all'orecchio il drago.  "Vorrei stare insieme ad altre gazzelle con le ali!" Rispose sorridendo ben sapendo che le sue ali erano invisibili. Infatti il drago rimase perplesso da quella risposta e sottolineò: "Io ho le ali, se vuoi posso farti volare io!"  E lei rise ma lui continuò a non capire quell'atteggiamento strano. La gazzella aveva vissuto inconsapevolmente in catene per tanto tempo, prima di diventare una Guardiana del Fuoco sotto la cenere; dopodiché aveva scoperto la sua vera Essenza. L'improvvisa consapevolezza tuttavia l'aveva spossata e quindi rispose: "Caro Drago, tu che voli in aria ed io che volo in acqua, a noi l'unico posto dove ci è dato per volare insieme è uno solo: nella fantasia. Ascoltatami, questa è una storia che ho cantato ad un'altra Guardiana, il cui Fuoco sotto la cenere si è spento, nonostante tutti i suoi sforzi; tuttavia si sentiva responsabile, pensando di non aver fatto abbastanza. Pur avendo dato tutta se stessa, Ella viveva nell'angoscia di essere sopravvissuta alla sua Missione. Ma io ho voluto vedere la situazione da un'altra prospettiva: quella dell'Amore:
 
   

  "Care Guardiane e cari Guardiani, che avete vigilato sul Fuoco della Vita, non avete perso i vostri Fuochi; essi si sono evoluti in Stelle brillanti, nella notte buia. Per Voi sono ricordi del cuore e chi rimane nella memoria esisterà fino a che la Luce avrà Energia.
Vibrazione ed Intenzione, sfiorandosi generavano onde. Talune forti, altre tenui; si incontravano nelle pieghe dello spazio e del tempo. Era la loro natura di esistere. 
Un giorno, dalla loro danza emozionale, nacque uno sfavillio che fu accolto da vibrazioni di tutti i colori. Fu circondato subito da Amore, ma ben presto occorse anche Forza e Coraggio. Lo scintillio, nel frattempo, era diventato una meravigliosa Scintilla che ardeva in un fuoco di ghiaccio. Dissero che Scintilla si sarebbe involuta senza scoccare mai. Tempo disse ad Intenzione e Vibrazione,  che si sarebbe trattenuto il necessario. Tutto intorno si stava cristallizzando: i numeri  e le parole ammassavano muri di pietra, strani suoni stridevano nel cielo di Scintilla. E più i numeri e le parole si accavallavano, maggiore era il grigiore di Intenzione e Vibrazione.
Scintilla avrebbe voluto brillare insieme ad altre Scintille. Invece Preoccupazione stava occupando con ossessione, il posto di Coraggio. La Forza andava e veniva, come in un altalena di sentimenti. L'unico che perseveranza era Amore. Fu lui che fece notare a Scintilla che, nonostante i numeri e le parole venissero portati dal vento del nord come cattivi presagi, Vibrazione  ed Intenzione si erano trasformati: il rosa di Vibrazione aveva dei luccichii, mentre il verde di Intenzione era più chiaro, smagliante. Altre volte Scintilla aveva visto i loro colori spenti, l'una di un rosa cupo e l'altra un vedere fango. Come il fango che seccando imprigiona. E Scintilla era così sensibile che avrebbe voluti salvarli dallo scorrere delle Paure. Ma Tempo aveva tenuto la sua promessa: era giunto!
Scintilla, vedendo Vibrazione ed Intenzione riappacificarsi con le onde, capì che entrambi avevano bisogno del calore del sonno dei giusti.
Vibrazione si innalzava sempre di più quando era vicina a Scintilla. Intenzione diventava sempre più verde smeraldo. Come una madre dà le proprie mani al figlio per fargli compiere i primi passi, come un padre fa con il proprio figlio per insegnargli a camminare da solo, Scintilla si librava in alto, pur mantenendo il contatto. Andava costantemente verso l'Alto, assottigliando sempre più il sottile filo invisibile che si stava trasformando in un legame d'Amore.
Intenzione si concentrò, Vibrazione si espanse e Scintilla scoccò, lasciandosi guidare da mani incorporee che la sollevarono leggera,  finalmente Libera di essere ciò che era: Luce. E fu così che prese a volare verso l'Essenza, per ricongiungersi al grande cerchio della Vita!
E da allora ebbe un nome: Ricordo. E chi esiste nella memoria dell'Amore, vive in Eterno!

….E la magia del Natale è anche questa! Voa Voa pensiero!