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mercoledì 27 maggio 2015

PERCHE' VOTARE ??? Di Simone Togneri . LEGGI: ( clicca qui )



PERCHE' VOTARE

Siamo abituati a sentir parlare gente incavolata per l'andamento generale e specifico delle cose e siamo abituati a sentirli  dire che non vanno a votare ovvero siamo abituati a pensare l'astensione come forma massima di protesta contro la classe politica che ha degenerato in male la propria condotta morale, etica e pratica.

Le cose però non stanno così perché non votare significa, numeri alla mano, dare più valore al voto di chi, invece, ai reca alle urne.

Sento dire spesso dalle persone "ah se nessuno andasse a votare… vedresti che si sveglierebbero!" ma le cose non stanno così perché in Italia, come in tutto il mondo, ci sono molte persone che vivono direttamente o indirettamente di politica attraverso cariche elettive, incarichi, portaborse, segreterie, lavori ottenuti grazie a questo o quel politico e poi ci sono tutti i familiari… In italia questo conteggio porta a circa 2.500.000 persone su un totale di circa 45.000.000 di aventi diritto al voto che in percentuale sono il 5.6% del corpo votante.

Poniamo ad esempio che al voto si rechino il 50% degli aventi diritto quindi 22.500.000 elettori tra cui, sicuramente, ci saranno quei 2.500.000 di elettori di cui sopra. Il risultato sarà che quelli che prima risultavano essere il 5.56% del corpo votante ora saranno l'11,12%!!!

Mettiamo che l'affluenza cali al 40% e in questo caso avremo che chi vive direttamente o indirettamente di politica rappresenterà ben il 13.89% ovvero una quota che sarebbe oggi il 3°/4° partito per valore assoluto…

Se nessuno andasse a votare questi andrebbero comunque e sarebbero ben lieti di poter decidere/spartire tutta la "torta" da soli…

Quindi non andare a votare è una scelta apparentemente giusta ed efficace ma che risulta di fatto la peggiore possibile.

Quindi decidiamo di conseguenza di votare ragionando che si può votare in molti modi:

a)     Restituire la scheda facendo mettere a verbale che non ci sentiamo rappresentati da nessun partito politico

b)    Votare scheda bianca

c)    Votare con scheda nulla

d)    Votare per uno dei candidati

Entriamo nel dettaglio…

a)     Restituire la scheda elettorale tecnicamente non è stato previsto ma di fatto è consentito dalla legge. La conseguenza è che, poiché siamo stati registrati al seggio, il nostro voto viene conteggiato come scheda nulla ovvero fa % e in pratica ci consente di abbassare la % di tutti i partiti/candidati che si sono presentati.

b)    Votare scheda bianca ha gli stessi effetti del caso al punto a) ma c'è il rischio di contraffazione della scheda; basta un piccolo segno su uno dei candidati e il gioco è fatto… quindi fare scheda bianca è fortemente sconsigliabile

c)    Votare scheda nulla consente di far conteggiare la nostra scheda e quindi abbassare la % di tutti i partiti politici/candidati e contestualmente elimina il rischio di contraffazione della scheda quindi probabilmente è la soluzione migliore tra quelle sin qui analizzate

d)    Votare per uno dei candidati diventando elettorato attivo che decide di sostenere una delle parti che si sono presentate al voto a discapito delle altre. Il voto può essere anche disgunto nel caso in cui si debbano eleggere direttamente sindaci, presidenti, governatori ovvero si può votare un candidato sindaco e una lista che non lo sostiene (es. candidato sindaco della Lega Nord votando PD)

L'ultimo punto esposto merita approfondimento per capire bene cosa si intende per voto disgiunto.

Intanto va premesso che è bene verificare per ogni elezione la corretta modalità perché di volta in volta possono esservi variazioni.

Solitamente il voto disgiunto vale in tutte quelle situazioni in cui viene eletto il sindaco o il governatore di una regione (non per le politiche e le europee quindi)

Si può cioè, previa verifica:

-          Votare solo il candidato sindaco o governatore e in questo caso il voto va solo al candidato sindaco o governatore senza ricadere su nessuna delle liste ad esso collegate

-          Votare il candidato sindaco o governatore e una lista o un candidato consigliere che non sono tra le liste che appoggiano quel candidato sindaco/governatore

-          Votare una lista e in questo caso il voto si trasmette in automatico anche al candidato sindaco/governatore

-          Votare solo per un candidato consigliere e in questo caso il voto si trasmette sia alla lista di cui fa parte il candidato sia al candidato sindaco/governatore collegato a quella lista

ATTENZIONE VERIFICARE SEMPRE PERCHE' DI VOLTA IN VOLTA POTREBBERO ESSERCI VARIAZIONI!!!!

Io personalmente nelle rare occasioni in cui non ho espresso un voto sono andato a votare facendo scheda nulla per non correre rischi inutili…

 

Simone Togneri


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RISERVA FRAZIONATA BANCARIA: TRUFFA O FAVOLA? FAVOLOSA TRUFFA DIREI… di Simone Togneri.

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La riserva frazionata è quella percentuale di moneta che le banche devono per legge non possono utilizzare per prestare denaro ma che devono trattenere come liquidità a garanzia dei correntisti/investitori.

In Europa la riserva frazionata è del 2% a cui si aggiunge per l'Italia una riserva frazionata facoltativa la cui misura è a discrezione dei singoli istituti bancari.

Questo sistema in pratica consente al sistema bancario nel suo complesso di prestare molte volte il medesimo denaro con un meccanismo di bilancio del tutto lecito ma che di fatto rappresenta una truffa.

Infatti sarebbe assolutamente lecito per il sistema bancario mettesse in pratica questo meccanismo se i privati che depositano denaro ne fossero pienamente informati e consapevoli. In realtà è stato dimostrato da uno studio fatto in Gran Bretagna che solo il 26% dei clienti bancari è consapevole che depositando il denaro se ne perde la piena proprietà e che tale denaro verrà prestato e riprestato più volte dal sistema bancario stesso.

Il tutto a mio parere è esasperato dai conteggi matematici e quindi anche pratici di quanto avviene.

Facciamo un esempio: domani andate in banca e depositate una banconota da 100 euro. La banca dove effettuate il deposito è obbligata per legge ad accantonare il 2% ovvero 2 euro e inoltre deve accantonare una % a sua discrezione che diciamo sia il 3% (3 euro nel nostro caso) per un totale di 5 euro accantonati su 100. La banca potrà prestare in questo primo passaggio 95 euro mettiamo ad un tasso del 5% (un tasso medio-basso nella realtà…). Nel caso in cui il denaro torni sempre nel sistema bancario alla fine, ovvero quando il totale delle riserve frazionate sarà di 100 euro, saranno stati immessi sul mercato 1900 euro attraverso i 100 euro iniziali.

Il sistema bancario avrà raccolto 2000 euro (1900 "creati" e 100 "veri" iniziali) e ne avrà prestati 1900.

Considerate che i 2000 euro depositati saranno retribuiti con un interesse pari allo 0.1-1.5% nel caso di conti correnti liberi o vincolati ma presterà denaro con un tasso di interesse del 5% o più (storicamente i mutui prima casa ad esempio hanno un tasso medio del 6/8% mentre i finanziamenti hanno tassi molto più alti per non parlare delle cessioni del V)

In soldoni la banca concedendo un tasso di interesse dell'1% ai correntisti spenderà 20 euro/anno ma ne incasserà ben 90 dai prestiti con un saldo di 70 euro.

Ragioniamo sul fatto che di fatto il sistema bancario guadagna 70 euro al netto dei costi in un anno su un deposito reale di 100 euro ovvero applica un tasso sul denaro reale del 70% al netto delle spese.

A mio parere inoltre il fatto di chiedere interessi su denaro inesistente è di per se una truffa perché sarebbe logico, oltre che più onesto, che il sistema bancario chiedesse interessi solo sulla parte di denaro reale che fa parte del nostro prestito ovvero sulla riserva frazionata.

Sarebbe vero ma solo in parte perché di fatto le banche si finanziano con l'interscambio bancario e con la vendita di titoli di stato ovvero, di fatto, anche la riserva frazionata non è composta da denaro realmente esistente.

Tutto ciò è aggravato dal fatto che dal 1970 nessuna moneta al mondo è legata ad un controvalore reale. Il valore della moneta si pesa basandosi sul Pil della nazione/i che emettono quella moneta e non più su reali depositi d'oro.

Per capire la pericolosità di questo sistema basti pensare a paesi in cui il PIL è fatto in larga parte da economia finanziaria ovvero dalla borsa quindi non da produzioni reali ma solo da speculazioni finanziarie.

Un crollo dell'economia riporta al valore reale del denaro ovvero a quello che è il suo controvalore. Fino a quando il controvalore era in oro nessun problema: vendo dollari, lire, marchi, franchi e ottengo oro; ora invece vendo dollari, lire, marchi, franchi e ottengo cosa? Azioni quotate in borsa da valore prossimo allo zero a causa del crollo dei mercati? Ottengo scatolette di tonno? Beh con le scatolette di tonno ci andrebbe già bene… La moneta oggi è solo e soltanto una convenzione avvallata dalla legislazione corrente spesso in modo anche discutibile (vedi l'euro) e di fatto se domani crolla il mondo diventa carta straccia mentre prima bene o male con l'oro si poteva ottenere sempre un valore da riutilizzare.

Va detto però che poiché molti dei soldi che abbiamo non sono veri poiché ottenuti da precedenti passaggi dal sistema bancario, il denaro che pensiamo di possedere in realtà probabilmente non esiste… o meglio esiste solo per convenzione sociale… pensate un po'… quante liti e quante guerre basate sul nulla…

Rimarrò sempre della mia opinione: dissociare il valore di una moneta o di una banconota da un bene reale come l'oro o altro materiale prezioso (argento, diamanti, platino, ecc.) ha reso di fatto la moneta priva di ogni valore e quindi assolutamente effimera e inconsistente ma proprio per questa inconsistenza assolutamente utile ai sistemi finanziari che la possono così "creare" con giochetti di bilancio e rivendere come se fosse "reale" al 100% e In effetti reale lo è semplicemente perché noi crediamo fermamente che lo sia… ma se da domani smettessimo?

!!!BOOM!!!

Simone Togneri

martedì 26 maggio 2015

Fabbr. Di Vergemoli, COMUNICATO SULLA RISTRUTTURAZIONE DI PALAZZO RONI. Bini.

Comune di Fabbriche di Vergemoli
istituito con L.R.T. 43 del 30-7-2013 per fusione dei comuni di Fabbriche di Vallico e di Vergemoli
Sede legale: Loc. Campaccio  2 – 55020 Fabbriche di Vallico - LU
Cod. fisc. e  Partita I.V.A.  02335530461 - Tel. 0583 761944 – Fax 0583 761762
Uffici distaccati: Via del Giardino 21 – 55020 Vergemoli  -  LU
Tel. 0583 764716 · Fax  0583 764771
                                                          

COMUNICATO STAMPA
Palazzo Roni: accordato un finanziamento regionale di oltre 200 mila euro per completare la ristrutturazione
E’ stato accordato al Comune di Fabbriche di Vergemoli un finanziamento regionale di 205.847,13 euro, per la conclusione dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Roni a Vergemoli.  L’investimento promosso dall’amministrazione comunale su Palazzo Roni è un importante segnale di crescita economico turistica del territorio:  la rinnovata fruizione al pubblico del Palazzo mira infatti ad incrementare il numero dei visitatori sul territorio, oltre a fornire una struttura che fungerà anche da centro servizi polivalente.
“Determinante è l’arricchimento all’interno della struttura – spiega direttamente il Sindaco Giannini -. Il progetto nato e finalizzato alla valorizzazione a fini turistici del territorio di Vergemoli,  predispone infatti di servizi rivolti al pubblico: una farmacia, il punto LAT, l’ambulatorio medico,  bagni pubblici, un negozio di alimentari ed  un’area di degustazione di prodotti tipici”.
Nello specifico, con il contributo ottenuto dalla Regione verranno realizzati un’ ascensore (essendo il Palazzo su tre piani) e diverse camere da letto. Tutto finalizzato a scopo turistico, con particolare riguardo alla popolazione anziana che nella stagione invernale potrà essere ospitata a costi zero all’interno della struttura.
“Inoltre, al termine dei lavori – precisa ancora il Sindaco Michele Giannini - è  prevista la sistemazione dei nuovi uffici comunali all’interno dell’edificio,  ulteriore strategia rivolta al miglioramento della logistica comunale,  per agevolare i cittadini che devono usufruire dei vari servizi offerti  dal Comune”.
L’investimento previsto per la completa realizzazione dell’opera di ristrutturazione è di 307.230,00 euro,  di cui quindi la Regione Toscana copre quindi  il 70% delle spese totali. L’appalto dei lavori è stato vinto dalla ditta Luti Giuliano SRL, la quale terminerà i lavori per  settembre 2015.
Il Palazzo è diventato di proprietà comunale nel 2006, grazie ad un contributo di 500 mila euro ottenuto dall’allora Presidente del Senato Marcello Pera. Conseguentemente è stato oggetto di tre ulteriori finanziamenti  Europei, per un totale di contributi pari a 450 mila euro. Ritorna così a vita completa un edificio dei più rappresentativi della storia e della tradizione di questo territorio.

Giuseppe Bini

Fallimenti e Disastri della Giunta Rossi: la gestione dei rifiuti Toscani. di Francesco Fedi . ( Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)

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"Fallimenti e Disastri della Giunta Rossi: la gestione dei rifiuti in Toscana" " di Francesco Fedi (Candidato M5S al Consiglio Regione Toscana)
 
Tra i tanti fallimenti del Governo di Enrico Rossi in Toscana, c'è sicuramente la politica dei rifiuti, perché in in tutta la regione si ricicla poco e male e  raccolta differenziata non funziona.
 
Un terzo dei rifiuti differenziati finisce in discarica o negli inceneritori, con gravi danni per la salute dei cittadini e per l'ambiente. Un disastro che va a vantaggio di chi poi trae anche dei vantaggi dall'aumento delle patologie, e dunque dalla spesa sanitaria e farmaceutica. Tutto secondo un cinismo assassino.
 
Giacomo Giannarelli, (M5S), è sicuramente il candidato governatore che più sta spingendo la propria campagna elettorale verso centri temi. Lo fa in modo efficace, spiegando che il so programma, dove si dice che si vuole portare la Regione Toscana dal 13° posto al primo in fatto di raccolta differenziata, si traduce anche in risvolti per le tasche dei cittadini:: se si ricicla, si vende il materiale recuperato sul mercato, non si spreca denaro pubblico per gestire discariche e si  abbassa la "bolletta" dei rifiuti dei cittadini.
 
 
LA diminuzione delle pesanti tasse sullo smaltimento dei rifiuti, passa attraverso la progressiva chiusura i discariche e inceneritori, per dare vita a centri di recupero, riciclo, reimpiego. Centri che trasformano il rifiuto in qualcosa di nuovo e di utile e che sono in grado di impiegare dieci volte la manodopera che richiedo gli altri metodi, inefficaci, dannosi e buoni solo ad arricchire privati e società di gestione.
 
Di fronte al problema, la Giunta Rossi, ha da tempo alzato bandiera bianca, soffocata dalla propria incapacità e sempre al laccio degli interessi che vogliono mantenere questo drammatico status quo. Recentemente è stata approvata una delibera per imporre a quasi tutti i Comuni una sovrattassa di ingresso dei rifiuti in discarica, un rincaro del 20% circa, poiché in nessuna dei tre abiti in cui è suddivisa la regione  esiste una raccolta differenziata efficiente; si va dal 38,3%.di Grosseto, Arezzo e Siena al 53% di Empoli, Prato, Firenze.
 
Una situazione imbarazzante considerato che ci sono piccoli Comuni dell'entroterra siciliano, che da tempo superano il 70-80 %...
 
 
Poi a Parma, il Sindaco Pizzarotti, ha poi ben chiaro la questione dell'equità e per questo, dopo approfondimenti, confronti e momenti d'incontro per aggiustare il tiro, è sempre più prossima l'applicazione di un nuovo metodo di tariffazione, basato su una rilevazione puntuale. Vale a dire che presto a Parma,  si pagherà solo per il rifiuto effettivamente prodotto.
 
Da queste parti, la discussione in tema, è ancora ai tempi della pietra  ancora. Ancora si assiste a discussioni infinite sull'eccessivo numero dei gestori: ben 17 (!!!) tra Sud Grosseto, Arezzo e Siena, con tanto che Giannarelli in questi gironi sta facendo a tutti anche notare che: "… Nella zona di Carrara.. …la raccolta differenziata, ugualmente viene organizzata con risultati discutibili, i
risultati sono spesso vanificati perché poi il materiale viene inviato negli impianti di smaltimento a Livorno, all'inceneritore, o in discarica a Peccioli, nel Pisano»
.
 
Altro problema: la società - collegata a Corepla (consorzio nazionale della plastica) e legato alla Regione nel 2014 ha trattato circa 150mila tonnellate di rifiuti raccolti con la differenziata, mentre nel nel 2013 in Toscana sono state prodotte circa 2 milioni e 240mila tonnellate di rifiuti, di cui 950mila tonnellate differenziati, in vario modo.

Inoltre Revet, un'altra azienda del settore con sede a Pontedera, Tratta e ricicla vetro, plastiche, alluminio, acciaio, tetrapak ma non l'organico e lo scorso anno scorso ha trattato un qualcosa di poco sotto al 16% dei rifiuti  spazzatura prodotta in Toscana. 150mila tonnellate trattate, hanno uno scarto di circa il 10%, dunque ci sono  circa 151nila tonnellate di materiale per cui si deve ancora inventare qualcosa se si vuole evitare che finisca inevitabilmente in discariche o inceneritori. Questo nonostante l'anno scorso, sempre a Pontedera, è stato inaugurato un nuovo impianto per il trattamento delle cosiddette "plastiche miste", o " Plasmix" e per mezzo del quale imballaggi plastici, contenitori o il cellophane sono trasformati in materiali, con il quale si riescono a realizzare prodotti per l'edilizia.
 
Serve quindi creatività e fantasia. La ricetta di sempre quando ci si interroga su come e cosa fare per e con i rifiuti.
 
«Uno dei motivi per cui molto materiale finisce in discarica è che [parte del rifiuto] non può essere trattato. Quello che proviene dalla raccolta stradale, dalle campane, dai cassonetti, non è quasi mai utilizzabile, al contrario di quello raccolto porta a porta. Ma in Toscana questo tipo di raccolta è minori
Cassonetti stracolmi: l'immagine simbolo di un servizio con ancora troppe lacune».
Questo spiega ancora Giacomo Giannarelli, precisando anche che la Comunità Europa pone obiettivi di recupero e riciclo, non di raccolta differenziata. Dunque raccogliere in modo separato del materiale che fin dal principio si sa essere  inutilizzabile si traduce solo un costo ingiustificato e un inutile sforzo per i cittadini.
 

«…. noi vorremmo capire con esattezza le quantità di spazzatura differenziata che finiscono in discarica. Invece, questi dati non sono disponibili. Si parla di percentuali generiche. Gli Ato [Ambiti Territoriali Ottimali] non forniscono questi dati, con la giustificazione che dovrebbero averli i gestori dei servizi o chi gestisce gli impianti di trattamento. Ma questo è inaccettabile, perché da questi dati dipende la fatturazione: infatti, dal costo del servizio si deve scomputare il ricavato della vendita dei prodotti riciclati sul mercato e si deve caricare il costo dello smaltimento dei rifiuti negli impianti…». Ha ragione Giannarelli pagare due volte per raccolta e smaltimento dello stesso rifiuto è inaccettabile. E' inaccettabile pagare per un rifiuto che prima di essere "scartato" viene sottoposto a trattamenti in impianto, con alti costi di esercizio ed aggravi manutentivi (…più aumenta la quantità di rifiuto trattata, più la macchina lavora e più richiede manutenzione…)

 
Giannarelli ha le idee chiare e si dimostra molto preparato in una materia dove altri brancolano decisamente nel buio. Una materia della quale i cittadini capiscono bene l'importanza quando le imposte connesse all'erogazione del servizio, vengono recapitate a casa.
 
E quanto arrivano, vanno pagate e anche di corsa, altrimenti ci si ritrova in balia di Equitalia, o chi per essa…
 
In ultimo, parliamo anche un po' di Prato, della nostra circoscrizione ed ex-Provincia pratese: forse molti non sanno che la Toscana, la ridente terra dove il centro sinistra impera da quasi cinquanta anni, con i suoi 596 chili di rifiuto pro capite prodotto, è campionessa di produzione dei rifiuti pro capite: secondo Ispra (Istituto superiore perla ricerca e la protezione ambientale), seconda solo all'Emilia Romagna (…altra regione rossa…)
 
Dopodiché diciamo anche in Toscana, la maglia nera di "sudicioni toscani", almeno dal 2013, va ai pratesi (prima era di Livorno) : ben 673 chili di spazzatura a testa!!!
 
Si capisce che per prendere di petto il problema, c'è bisogno di un Presidente della Regione con le idee chiare e questo non può essere che Giacomo Giannarelli del Movimento Cinque Stelle.
 
Maggiori informazioni sull'autore:
 
 
 


ZUCCONI: IMPENSABILE CHE LUCCA POSSA PERDERE IL SUMMER FESTIVAL !!!!

Elezioni regionali 31 maggio 2015

COMUNICATO STAMPA
Zucconi (FdI):  “Impensabile perdere il Summer Festival, la Regione intervenga in sostegno della manifestazione”

Dopo l’ennesimo grido di allarme del patron del Summer Festival Mimmo d’Alessandro, che ha richiesto al sindaco Tambellini una collaborazione più significativa da parte del Comune per poter continuare nell’organizzazione della manifestazione, sulla vicenda interviene il candidato al consiglio regionale di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi.
“Con la ridistribuzione di personale e competenze della Provincia alle porte, e con la assodata incapacità del Comune di Lucca di supportare il Summer Festival nella maniera richiesta – commenta Zucconi – ritengo opportuno che la Regione intervenga per colmare le varie lacune, affinché il Festival possa rimanere nel tempo a Lucca, con tutto l’indotto economico che è capace di generare”.
“Il Summer Festival è una manifestazione che esporta il nome di Lucca a livello internazionale, che riesce a travalicare i confini della città. Senza dimenticare l’impulso economico e lavorativo che ricade sulla città: dai ragazzi che vi lavorano agli esercizi commerciali che ne beneficiano. Le istituzioni, ai vari livelli – prosegue ancora il candidato di Fratelli d’Italia –, hanno il dovere di mettere in campo risorse, servizi e competenze per affiancare gli organizzatori  nella realizzazione della manifestazione”.
“La perdita del Festival sarebbe il colpo di grazia per una città che, anche sotto il profilo delle manifestazioni, troppo spesso è stata considerata dalla Regione come la Cenerentola di tutte le Province. La mia eventuale presenza in consiglio regionale – chiude Riccardo Zucconi – sarà finalizzata al massimo impegno per portare Lucca e la Lucchesia al centro delle attenzioni regionali”.

Ufficio Stampa Riccardo Zucconi