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lunedì 17 giugno 2019

FIRENZE: ORDINE DEGLI ARCHITETTI vs ITALIA NOSTRA.

CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE    
BATTAGLIE LEGALI: 
ORDINE DEGLI ARCHITETTI 
VS 
ITALIA NOSTRA 
SULLA VARIANTE AL R.U.
L’Ordine degli Architetti, insieme a tutti gli ordini professionali, l’Ance di Confindustria e la Cna hanno deciso di ricorrere “ad opponendum” al Tar nei confronti di Italia Nostra, l’associazione che, con il suo ricorso allo stesso Tribunale, aveva ottenuto la sospensione della Variante al Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze, grazie ad un’ordinanza del Consiglio di Stato. Al link sottostante, in un articolo firmato da Stefania Valbonesi per Stamp Toscana, potete trovare la risposta argomentata di Italia Nostra.
 
 
Mentre qui sotto trovate un commento dell’Ordine nella sua rassegna stampa.
 
 
 
 Della vicenda della Variante al Regolamento Urbanistico del Comune di Firenze, che introduceva la categoria di “ristrutturazione limitata”, ci eravamo occupati lo scorso anno.
 
In particolare nel botta e risposta tra l’Associazione Cittadini area fiorentina e l’assessore Bettarini si chiarisce l’interpretazione, a nostro parere ingannevole, che della sentenza della Cassazione (la quale obbligava il Comune ad adottare lo strumento più restrittivo previsto) aveva dato il Comune e da cui ha avuto origine il blocco urbanistico.
 
 
 
 

sabato 15 dicembre 2018

LEGA: LA REGIONE E LA PROVINCIA BOCCIANO IL REGOLAMENTO URBANISTICO L'AMMINISTRAZIONE DEL GHINGARO IN PALESE IMBARAZZO


 
Questa mattina si è svolta la prima riunione della Commissione Urbanistica per l'esame delle osservazioni al R. U. Sono state prese in considerazione le osservazioni della Regione Toscana e dell'Autorita portuale regionale, mentre, stante gli impegni dell'Architetto Mugnani è stata rinviata a Lunedì 17  c.m. l'analisi delle osservazioni mosse dalla Provincia -così dichiarano i Consiglieri Comunali Pacchini, Trinchese e Baldini- 
Le osservazioni. che provengono dagli Enti istituzionali, Regione, Provincia e Autorità Portuale, evidenziano tutti i limiti di questo regolamento sia dal punto di vista procedimentale che dei contenuti.
La Regione ha evidenziato come il Comune abbia scelto di operare in deroga secondo la norma transitoria di cui all''art. 230 della L. R. 65/2014, dovendo poi integrare l'avvio del procedimento  sulla base di specifiche osservazioni pervenute dalla Regione stessa e così facendo, viziando la stessa procedura di approvazione del R. U. Tema che anche la Lega - aggiungono i Consiglieri Pacchini Trinchese e Baldini-ha evidenziato nelle proprie osservazioni e sulle quali l'Amministrazione comunale ha glissato dichiarano che tale eccezione non si configura come istanza di osservazione. 
Altri limiti importanti sono la carenza della Conferenza di copianificazione, la mancata copertura delle aree esterne al territorio urbanizzato, la carenza della conferenza paesaggistica comune/mibact/soprintendenza, temi ripresi dalla stessa Provincia di Lucca, che ha evidenziato la mancanza di elaborati, e l'insufficiente rinvio ai piani attuativi così come la carenza del quadro conoscitivo. 
In Commissione l'imbarazzo della maggioranza e dello stesso Ass. Pierucci, si è colto proprio dall'accoglimento di molte osservazioni provenienti dalla Regione ma con una terminologia ambigua e non realmente satisfattiva delle questioni poste dall'Ente regionale.
Per questi motivi abbiamo ritenuto, di votare negativamente quasi tutte le deduzione dell'Ufficio di Piano, almeno al momento, non soddisfacenti.

mercoledì 5 dicembre 2018

VIAREGGIO: OPPOSIZIONI CHIEDONO ACCESSO AGLI ATTI SUL RICORSO AL REGOLAMENTO URBANISTICO


- Al Prefetto di Lucca
  Dott.ssa Maria Laura Simonetti

- p.c. Al Ministero degli Interni
          Sen. Matteo Salvini
         
OGGETTO: RICHIESTA ATTI DEL 29.11.2018 (Prot. n. 78163) INERENTE RICORSO GIUDIZIARIO PRESENTATO NEI CONFRONTI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO ADOTTATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI VIAREGGIO.

In allegato rimettiamo il protocollo della richiesta di copia atti di cui all'oggetto nonchè relativa risposta negativa da parte del Segretario Comunale di Viareggio.
Nell'insistere affinchè tale documentazione venga consegnata, si fa presente che le ragioni del diniego di consegna immediata della documentazione richiesta sono prive di alcuna fondatezza giuridica perchè l'atto giudiziario non contiene alcuna informazione sensibile e si riferisce ad argomento di assoluto interesse pubblico inerente l'esercizio del mandato di Consigliere Comunale, peraltro di natura urgente visto l'iter di approvazione in corso del Regolamento Urbanistico.
Si aggiunge altresì che, a riprova di quanto sopra, ogni notizia relativa alla vincenda è già stata resa pubblica sulla stampa, come da copia della cronac locale che si rimette.
Ancora una volta come è ben noto alla Prefettura di Lucca, il Comune di Viareggio non ottempera ai diritti dei Consiglieri Comunali, impedendo l'esercizio delle proprie prerogative.
La presente nota, inviata alla Prefettura di Lucca affinchè intervenga a tutela dei diritti che la legge, il T.U.E.L. ed il Regolamento del Consiglio Comunale di Viareggio garantiscono ai Consiglieri Comunali in tema di accesso agli atti ed in ogni modo per il pieno esercizio del loro mandato, viene inviata per conoscenza anche al Ministro dell'Interno. 

Massimiliano Baldini
Capogruppo
Movimento dei Cittadini per
Viareggio e Torre del Lago Puccini

Maria Domenica Pacchini
Capogruppo Lega

Annamaria Pacilio
Capogruppo M5S

Alessandro Santini
Capogruppo FI

Stefano Pasquinucci
Capogruppo Gruppo Misto

giovedì 15 novembre 2018

#NARDELLATE di NARDELLA: urbanistica a' la carte........ a Firenze.



CITTADINI AREA FIORENTINA
URBANISTICA A' LA CARTE

Ancora non ci eravamo ripresi dalla approvazione della variante al Regolamento Urbanistico di Firenze che, di fatto , sostituisce il restauro e il risanamento edilizio con la ristrutturazione edilizia, che rende ammissibili gli stessi interventi, dalla ordinaria manutenzione fino ad una fantomatica ristrutturazione edilizia "limitata"  (frazionamenti interni,  mutamenti di destinazione d'uso con qualche adattamento volumetrico), per  tipologie edilizie le più diverse, dalle emergenze di valore storico-architettonico, purché non vincolate dalla Sovrintendenza, agli edifici di interesse documentale, dimostrando così di considerarle tutte equivalenti, con buona pace delle analisi storico tipologiche degli anni '80 e '90 .
Ed ecco che leggiamo su Repubblica del 6 novembre che l'Ordine degli Architetti, non pago dei risultati raggiunti con l'approvazione della suddetta variante, dichiara che non basta. Occorre infatti "allargare le maglie dei vincoli e valutare caso per caso cosa sia possibile fare e cosa no". E la risposta del Comune , per bocca dell'Assessore Bettarini, non è scandalizzata, anzi: propone di parlarne dal momento che ritiene giusto il ragionamento degli architetti in quanto contiene una riflessione aderente ai bisogni della vera tutela:  gli architetti  non si accontentano della ristrutturazione "limitata",  no, vorrebbero poter fare anche le demolizioni, le modifiche di sagoma, delle coperture, dei livelli dei piani. Per questo chiedono che il prossimo Regolamento approcci in modo diverso il patrimonio edilizio esistente differenziando la classificazione e la tutela in relazione alle caratteristiche dei singoli edifici. Ma come? Non esistevano già le tipologie edilizie differenziate che consentivano interventi diversi a seconda della loro rilevanza storica e monumentale? Ma avevamo capito che una tale normativa risultava troppo restrittiva e che gli stessi Ordini professionali avevano chiesto che le norme venissero modificate, come è stato fatto col nuovo Regolamento Urbanistico e con le sue varianti.

Insomma, con la scadenza del RUC, nel 2019, si assisterà ad ulteriori novità e si vedrà se ci sarà un ritorno al passato, cosa di cui è lecito dubitare, oppure, circostanza più probabile, si darà via libera ad una urbanistica à la carte.
Intanto apprendiamo, sempre da Repubblica, in un articolo di Cesare De Seta del 7 novembre nel quale si fa un po' di storia dell'abusivismo in Italia, che "Berlusconi anche quest'anno è tornato a promettere condoni edilizi":  secondo il suo pensiero, basterebbe dichiarare l'inizio dell'attività e il rispetto delle leggi. I controlli si farebbero solo dopo (ed in ogni caso si opererebbe affinché ciò che è stato costruito rimanga).
Per quanto si tratti di casi assai differenziati, da una parte regole per il patrimonio storico fiorentino appena approvate, dall'altra una normativa nazionale soltanto ipotizzata che vorrebbe collegarsi ad un interventismo "di necessità", si assiste ad una tendenza generale che appare assai preoccupante: non sembra difficile pensare che in ogni caso l'iniziativa del privato si sovrapporrà sempre di più a quella del pubblico, sia esso  Stato o Ente locale, fino a sostituirsi totalmente ad esso, contravvenendo ad ogni parvenza di logica urbanistica (fatte salve, si capisce, le procedure burocratiche). Sempre più spesso, con l'aiuto delle nuove normative, il privato potrà scegliersi gli interventi edilizi che più gli convengono e le modalità per farseli approvare.
In particolare, per ciò che riguarda Firenze, "città d'arte", tutte le recenti e presumibilmente future modifiche alle normative riguardanti il patrimonio edilizio esistente, soprattutto quello compreso nel centro storico, sembrano finalizzate all'allontanamento dei residenti per venire incontro ad una economia sempre più legata al turismo. Frazionamenti, mutamenti delle destinazioni d'uso, demolizioni interne anche dei solai, sono interventi che mirano a realizzare i cosiddetti "affitti turistici", una buona rendita  e un richiamo irresistibile per qualsiasi proprietario cui sia lasciata la libera scelta fra un corretto restauro del proprio appartamento per abitarlo, o un disinvolto stravolgimento per  mettere a profitto le superfici ed i volumi a sua disposizione.
Ricordando con Pier Luigi Cervellati che senza residenti non c'è città, riteniamo che il nuovo indirizzo urbanistico assunto dal Comune di Firenze vada nella direzione contraria ad una corretta tutela che preveda sì il risanamento necessario ad una moderna residenza ma ponga un deciso freno a quegli interventi che snaturano l'anima di una città: a questo proposito citiamo la proposta di legge che lo stesso Cervellati assieme alla associazione Bianchi Bandinelli ha messo a punto per la tutela della residenza.
 

Questo messaggio è stato inviato a capitan.futuro3000@gmail.com da newsletter@cittadiniareafiorentina.eu
Via Antonio Scialoia, 55, Firenze, FI 50132, Italy
                    

venerdì 18 maggio 2018

FIRENZE NEWS: VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO, I COMITATI RISPONDONO AD ASSESSORE BETTARINI


                                   

CITTADINI AREA FIORENTINA
VARIANTE AL R.U: UNA RISPOSTA ALL'ASSESSORE BETTARINI
Anche sollecitato da un nostro notiziario dedicato all'avvio del dibattito sulla Variante al Regolamento Urbanistico per il patrimonio storico architettonico, l'Assessore Bettarini ci ha scritto una lettera esponendoci le ragioni dell'amministrazione.
Pubblichiamo a seguire la nostra risposta.

Gentili signori,
la materia di cui si discute ha un forte contenuto tecnico, e un' altrettanto forte sostanza politica: si cambiano gli strumenti urbanistici e si mantiene inalterata la tutela.
Probabilmente la complessità della vicenda ha fatto sì che l'informazione riguardo agli effetti della variante, al momento all'attenzione del Consiglio Comunale, sia stata veicolata in maniera non corretta.
Cercherò, per questo,di ripercorrerla. La questione è assai complessa e la giurisprudenza prevalente e consolidata, soprattutto del giudice penale, ha stabilito criteri di applicazione del tipo di intervento restauro e risanamento conservativo del tutto nuovi rispetto a quelli sinora adottati. Le attuali condizioni non permettono più il recupero e il riuso degli immobili come attuato negli ultimi quaranta anni. Si è reso quindi necessario, sulla base dei diversi criteri stabiliti dalla giurisprudenza, procedere alla revisione del Regolamento Urbanistico in modo da poter conservare gli stessi livelli di tutela sugli immobili di interesse storico-architettonico e documentale sinora garantiti con l'intervento di restauro e risanamento conservativo, con l'intervento di ristrutturazione edilizia a tale scopo mitigato con consistenti limitazioni.
Conseguenza del passaggio dal restauro e risanamento conservativo alla ristrutturazione edilizia con i limiti sotto indicati a parità di consistenza materiale dell'intervento, è l'assoggettamento di tutti gli interventi a Permesso di Costruire (art. 10, comma 1, lett. c) DPR 380/2001) o SCIA sostitutiva (art. 23 DPR 380/2001), ambedue soggetti al regime sanzionatorio penale in caso di difformità (art. 44 DPR 380/2001), in luogo della semplice SCIA.
L'operazione che si intende avanzare con la variante si può sinteticamente riassumere nei seguenti punti:
mantenere inalterata la classificazione del patrimonio edilizio esistente di interesse storico-architettonico e documentale operata dal Regolamento Urbanistico;
mantenere inalterato il livello di tutela tipico di un intervento conservativo introducendo la ristrutturazione edilizia con i seguenti limiti che, pur non enunciando espressamente il rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali (art. 3, comma 1, lettera c) del DPR 380/2001), ne traducono di fatto il significato:
non sia prevista la demolizione dell'edificio esistente ad eccezione delle superfetazioni;
non sia incrementato il volume lordo complessivo;
non sia modificata la sagoma ad esclusione della eliminazione delle superfetazioni e di modeste modifiche necessarie a migliorare la funzionalità delle coperture;
non sia modificata sostanzialmente la composizione dei prospetti sulla via pubblica;
non sia modificata la distribuzione principale interna (androni, corpi scale, ecc);
non siano modificati l'imposta e i materiali (salvo quando si operi su elementi privi di interesse) degli orizzontamenti strutturali;
non sia modificata la quota di imposta della copertura fatte salve modeste modifiche necessarie a soddisfare esigenze di consolidamento non altrimenti conseguibili, da attuarsi con tecniche e materiali compatibili;
siano mantenuti gli apparati decorativi ove presenti.
Quanto ai beni culturali la variante non intende in nessun modo sottrarre gli immobili notificati al controllo dell'Amministrazione comunale bensì eliminare ogni possibile ambiguità tra tutela del bene culturale, sua integrità materiale, recupero, protezione e trasmissione dei suoi valori culturali (competenza della Soprintendenza) e pianificazione urbanistica riferita allo stesso bene (disciplina degli usi, carico urbanistico, dimensionamento), di esclusiva competenza del Comune.
Il Nulla Osta della Soprintendenza è, come sempre, conditio sine qua non per poter attivare qualsiasi intervento edilizio su un bene culturale. Al titolo edilizio compete la verifica della conformità rispetto alle norme urbanistiche ed edilizie di dettaglio.
In sintesi: con questo provvedimento si intende dare certezza del diritto a chi opera sul patrimonio edilizio esistente di interesse storico-architettonico e documentale alla luce del rinnovato quadro normativo e giurisprudenziale, perseverando nella tutela ed evitando l'abbandono e il degrado. Di più: il regime sanzionatorio di carattere penale rappresenterà sicuramente una tutela aggiuntiva per la conservazione del patrimonio edilizio e architettonico di pregio.
Cordiali saluti.
Assessore Giovanni Bettarini

Qui sotto la nostra risposta
 
Gentile Assessore,
siamo ben consapevoli del fatto che la disciplina urbanistica dei centri storici è questione assai complessa: non a caso, come lei ben sa, avevamo indirizzato, ancora una volta inascoltati, una lettera al Sindaco nella quale chiedevamo che questa materia  forse oggetto di un vero dibattito pubblico che precedesse la procedura dell'adozione/osservazioni/approvazione prevista per legge.
Riteniamo che il Comune di Firenze, nel predisporre la Variante, abbia intrapreso un percorso che rende la materia ancora più complessa, se non addirittura contorta. Può essere che la giurisprudenza, in particolare in materia penale, abbia stabilito criteri di applicazione dell' intervento di restauro e risanamento conservativo "del tutto nuovi" rispetto a quelli adottati negli ultimi anni dal Comune di Firenze, ma certamente, nel farlo, ha utilizzato il buon senso ed ha manifestato giustificate preoccupazioni per la tutela. Infatti il giudice, rinvenendo nella normativa del Comune di Firenze esclusivamente due strumenti, la SCIA e il PERMESSO DI COSTRUIRE, ha determinato che per il cambio di destinazione d'uso degli edifici storici dovesse essere applicato il Permesso di costruire anziché la SCIA (strumento fino a quel momento utilizzato dal Comune) proprio per non lasciare alla sola discrezionalità dei professionisti la realizzazione di trasformazioni talvolta riguardanti interi comparti di tessuto storico e in grado di condizionare pesantemente l'identità dei luoghi.
Nel redigere la Variante, il Comune di Firenze ha dedotto dalla decisione del giudice della Cassazione (secondo la quale il cambio di destinazione deve essere rilasciato con  Permesso di costruire)  che non si dovesse più parlare di restauro bensì di ristrutturazione edilizia, operando un erroneo slittamento delle finalità della sentenza. Infatti, in questo modo, si sdoganano anche negli edifici storici interventi quali il frazionamento dell'immobile con incremento del numero delle unità immobiliari e conseguente incremento del carico urbanistico, ed altri interventi "pesanti" quali la modifica delle quote di imposta dei solai o degli elementi portanti verticali. Ma non solo: si svuota di significato il semplice intervento di restauro e risanamento conservativo che, in ogni caso, non può essere rilasciato con SCIA (come da sentenza della Cassazione).
Vorremmo infine rassicurarLa circa i suoi dubbi a proposito della correttezza dell'informazione sulla Variante in quanto abbiamo ben compreso la duplice finalità dell'operazione, quella di "adeguarsi" alla sentenza della Cassazione da un lato, e dall'altro quella di favorire le iniziative dei privati per poter rendere appetibili sul mercato gli edifici storici.
Ci rammarichiamo comunque che ancora una volta, proprio mentre viene dato l'assalto alla città da parte di mire speculative di ogni tipo, la tutela degli edifici storici risulti in balia di una normativa farraginosa e poco attenta alle esigenze di una corretta conservazione del nostro patrimonio edilizio. Patrimonio unico al mondo, ma che nella sua fruizione incontrollata si sta sempre più omologando e uniformando a quello di tutte le altre "città d'arte" fino a rischiare di perdere la propria identità.
Cordiali saluti
l'associazione Cittadini Area Fiorentina


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mercoledì 4 aprile 2018

LUCCA, HOTEL UNIVERSO, (FDI) REPLICA ALLE PAROLE DEL SINDACO TAMBELLINI (PD) .


​
"Abbiamo visto le ultime dichiarazioni rilasciate dal Sindaco Tambellini al quotidiano La Nazione in merito alla scala di sicurezza dell'Hotel Universo e se ci possiamo permettere di farlo, vogliamo dare un consiglio all'Assessore Mammini che sta predisponendo il nuovo Piano Operativo per la città di Lucca: inserisca tra i vari articoli che andranno a disciplinare l'edificabilità del suolo e tra i vari interventi che saranno consentiti, anche quelli di 'scopo' e quelli conseguenti 'alle necessità delle persone e delle attività' in deroga alle normative edilizie/urbanistiche ma solo ed esclusivamente basato sulle proprie necessità personali. Sindaco ed Assessore, in barba alle vigenti leggi che regolano lo sviluppo ed il consumo del territorio, sarete sicuramente ricordati negli annali come i predecessori di una nuova fase urbanistica" lo sostiene il Dipartimento Urbanistica ed Assetto del Territorio di Fratelli d'Italia Lucca.

"Se Tambellini e Mammini pensano che così facendo la città cresca, non resti ferma al palo, vada avanti e si sviluppi, noi diciamo che è meglio che la stessa resti 'ferma' almeno non si creano danni al patrimonio artistico culturale della nostra Lucca – chiude FdI – Invitiamo altresì tutti i cittadini che hanno necessità impellenti a costruire od ampliare dei fabbricati per le proprie necessità a farsi avanti e presentare agli organi competenti le loro istanze. Saranno sicuramente accolte da questa lungimirante amministrazione!"




domenica 23 ottobre 2016

PRATO: News del consiglio comunale del 27/10/2016



Sedute del Consiglio Comunale di Prato


La prossima seduta del Consiglio Comunale si terrà il 27.10.2016 alle ore 14 : 30 nel salone consiliare del Palazzo Comunale. L'ordine del Giorno prevede la discussione di:
  • 2 proposte di delibera
  • 61 comunicazioni

Proposte di Delibera

  1. Variante al Regolamento Urbanistico per la valorizzazione art. 58 L. 133/2008 di beni immobili di proprietà comunale posti in Via D. Bessi e in Via G. Lottini. Approvazione.
  2. Piano di Recupero 357/2016, proposto da IN.TE.CH spa, per demolizione e ricostruzione di capannone industriale in variante al PdR 317/2013 - via di Castelnuovo. Approvazione ai sensi dell'art. 112 della LR 65/2014.
Sul sito http://odg.comune.prato.it/odgbinj/ troverai l'Ordine del Giorno integrale e, fra qualche giorno, l'esito delle proposte presentate.

Per verificare i tuoi dati personali, aderire a nuove newsletter o modificare le iscrizioni precedenti collegati a http://puntoperpunto.comune.prato.it/tool/?action=panel inserendo la tua e-mail e password.

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Per informazioni contattare la redazione web di puntoperpunto scrivendo a puntoperpunto@comune.prato.it.

lunedì 13 ottobre 2014

CRONACA CONS.COMUNALE COREGLIA ANTELMINELLI VARIANTE REG. URBANISTICO

Inizio ore 20:44
Assenti: Poli, Bellandi, Cavani, Bigiarini, Tardelli.
Assenze giustificate meno Poli
Tardelli arriva con un po' di ritardo.

VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO
PER L'AGGIORNAMENTO QUINQUENNALE, IN SCADENZA A BREVE.

Dopo una breve introduzione il sindaco esce dal consiglio, perche' , se non direttamente interessato , ha una parentela di quarto grado.
Stessa cosa , simile , per Cavani e Bigiarini.

L'ingegnere Angela Piano , espone le modifiche.
le variazione riguardano 5 zone:
1 fondovalle
2 coreglia
3 lucignana
4 vitiana
5 tereglio

Dei 168 alloggi previsti dal precedente piano, solo dodici sono stati portati avanti, colpa anche della situazione economica.
Per il nuovo piano sono arrivate moltissime richieste, alcune erano fuori dalle varie zone sopracitate, e quindi non ne verra' tenuto conto.
Cio' tiene conto gia del PIT.
Alcune riguardavano opere pubbliche.
Altre sono richieste per aree che devono essere declassificate da costruibili a non costruibili, altro segno della crisi economica.
Comunque il nuovo piano non prevede grandi progetti di costruzione e cementificazione.....
Il nuovo regolamento prevede anche la possibilita' di un nuovo raccordo tra strada e ponte sul serchio a Piano di Coreglia.
La variante riduce di 13.650 mq la superficie utile lorda , rispetto al precedente.
Roni chiede alcune precisazioni tra regolamento urbanistico ed edilizio.
Roni esprime un voto favorevole .
APPROVATO ALL'UNANIMITA'.

IO PERSONALMENTE ESPRIMO UN GIUDIZIO COMPLESSIVAMENTE POSITIVO SUL LAVORO SVOLTO.

ANCHE QUA, DAI TECNICI, SI RISCONTRANO CRITICHE AL PIANO PAESAGGISTICO TOSCANO, VOTATO IN CONSIGLIO REGIONALE PURE DA REMASCHI.
REMASCHI CHE IN SEDE DI SVOLGIMENTO DELLA RELAZIONE , BEATAMENTE SI LEGGE LE NOTIZIE SPORTIVE SUL GIORNALE.
( vedi foto allegata...... )