ulivi

ulivi
BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

LETTORI SINGOLI

Visualizzazione post con etichetta legittima difesa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legittima difesa. Mostra tutti i post

lunedì 1 aprile 2019

COLONNELLO SALVINO PATERNO': La nuova legge sulla legittima difesa NON SARA' IL FAR WEST . Intervista di Speroni.


La nuova legge sulla Legittima difesa spiegata FINALMENTE bene in ogni suo aspetto, al di là degli slogan e degli allarmismi

COLONNELLO PATERNÒ:  NON SARÀ IL FAR WEST

Si è parlato molto dell'art. 52, invece la sostanza più importante della riforma è nell'art. 55 cioè l'Eccesso colposo nella legittima difesa.
‎
Intervista di Francesco Speroni 


Colonnello dei Carabinieri Salvino Paternò, nato a Roma il 1° aprile 1961.
Ha comandato il Plotone d'Intervento al 10° Battaglione Campania a Napoli; il Nucleo Operativo della Compagnia di Torre Annunziata; la Compagnia Carabinieri di Vallo della Lucania (SA); la Compagnia Carabinieri di Policoro (MT); il Reparto Operativo di Potenza; il Reparto Operativo di Rieti.
Dal 29 ottobre 2013 è stato posto in congedo su sua richiesta.
Attualmente ricopre questi incarichi: docente di criminalistica nei corsi di Scienze Criminologiche Forensi – Master di I e II livello – presso l'Università "La Sapienza" di Roma; docente di criminalistica nei corsi presso l'Università Telematica di Roma e l'UNINT (Università degli studi Internazionali di Roma); è Direttore Generale della Formazione presso la GM Accademy (convenzionata con UNITELMA Sapienza) relativamente ai corsi di Investigatori Privati, Guardia Giurata, vigilanza armata e non, agente di polizia locale, ausiliario del traffico e dei corsi di perfezionamento per comandanti ed ufficiali della Polizia Locale, nonché svolge il ruolo di docente nell'ambito dei suddetti corsi;
Precedentemente ha svolto l'incarico di docente di Criminalistica e Tecniche Investigative presso la Scuola Marescialli di Velletri, per conto delle Università di Firenze, Bologna e Forlì; ha la qualifica di Istruttore di Tecniche di Intervento Operativo conseguito presso la Scuola Ufficiali dei Carabinieri ed ha anche la qualifica operatore di Analisi Criminale, conseguito presso la Scuola di Perfezionamento per le Forze di Polizia. 


Colonnello Paternò, il Parlamento ha infine approvato la nuova norma sulla Legittima Difesa. Cosa cambia rispetto al passato?
Sulle orme della tradizione italica, anche tale norma è formulata in maniera non facilmente comprensibile. Inizierei a sgombrare il campo dagli slogan, starnazzati a più riprese, sia a sostegno che contro, che hanno accompagnato l'iter procedurale di approvazione.
I fautori della norma hanno esultato asserendo che "da ora in poi la difesa è sempre legittima". In realtà non è così. Bisognerà sempre valutare se chi ha reagito all'aggressione si stava veramente difendendo, e in che modo ha articolato la sua difesa.

Chi avversa la norma, invece, sostiene che tale legge dia licenza di uccidere creando un autentico Far West. Cosa c'è di vero in tale affermazione?
Nulla! Permangono ovviamente i reati di omicidio e lesioni dolose e anche il reato di eccesso colposo.

Si è anche detto che si agevolerà la vendita di armi. Le risulta?
Anche questa è una fesseria, pur se una strizzatina d'occhio alle case produttrici di armi c'è, ma c'era anche prima della riforma.
Mi spiego, nel 2° comma dell'art. 52 (che riguarda proprio la legittima difesa), è scritto che per difendersi da una violenza subita nel proprio domicilio, si può usare un'arma "legittimamente detenuta", come a far intendere che potrà usare l'arma solo chi la detiene legalmente (e quindi l'ha regolarmente acquistata e denunciata). Ma non è così. La vittima di un'aggressione armata può anche usare una pistola o un fucile detenuti illegalmente. Se sussistono i parametri della legittima difesa costui non verrà condannato per i danni fisici arrecati all'aggressore, ma solo per detenzione illegale di un'arma.

E allora, cosa è cambiato nell'art. 52 del codice penale?
Inizierei a rimarcare cosa NON è cambiato.
Per potersi difendere attivamente da un attacco, sono necessari 3 requisiti che possiamo così riassumere: INEVITABILITÀ, ATTUALITÀ del pericolo e PROPORZIONALITÀ tra difesa e offesa.
L'inevitabilità consiste nella mancanza di alternative. La vittima colpisce l'aggressore perché non può farne a meno, è "costretto" a difendersi. Facciamo un esempio. Nel cuore della notte veniamo svegliati da rumori sospetti, per cui impugniamo un'arma e ispezioniamo le stanze. Nel salone ci imbattiamo in un ladro che, alla nostra vista, invece di fuggire assume un atteggiamento spavaldo e di sfida. Gli spariamo a bruciapelo? No! Se lo facessimo, come si ravviserebbe l'"inevitabilità"? Come potremmo sostenere di esser stati "costretti" a farlo? In tal caso dovremmo limitarci a puntargli l'arma intimandogli di desistere dall'azione delittuosa. Se malgrado ciò, lui, non solo non desiste, ma palesa un chiaro intento di aggredirci, allora potremmo difenderci (ma con "proporzionalità").

Quindi prima di far uso di un'arma dobbiamo sempre invitare l'aggressore alla desistenza?
Sì, ovviamente se c'è materialmente il tempo per farlo. Se il delinquente nel vederci estraesse a sua volta un'arma, non avremmo certo il tempo di intimargli la resa e in tal caso potremmo aprire il fuoco prima di lui.

Poi c'è l'attualità del pericolo. In cosa consiste?
Il pericolo a cui la vittima deve essere sottoposta affinché si giustifichi la sua legittima difesa, come dice la parola stessa deve essere "attuale", cioè presente, in atto, incombente. Se il pericolo si è già esaurito o deve ancora verificarsi non ci si potrebbe difendere.

Facciamo un esempio?
Immaginiamo che un gioielliere, che lavora insieme al proprio figlio, subisca l'irruzione di un rapinatore armato. Il criminale li costringe ad alzare le mani e svaligia il negozio. Non contento, spara a sangue freddo al figlio del gioielliere e si dà alla fuga. Non essendo più sotto la minaccia delle armi, il negoziante afferra una pistola dal cassetto, esce dal negozio e spara alle spalle del rapinatore in fuga. Ha fatto bene, secondo lei?

Sarei tentato di risponderle di sì, ma temo non sia la risposta esatta… 
I suoi timori, purtroppo, sono fondati. Nell'esempio che abbiamo fatto, il gioielliere spara quando il pericolo si è esaurito. Se freddava il rapinatore quando, arma in pugno, li minacciava, avrebbe potuto invocare la legittima difesa perché in quel momento il pericolo era presente. Ma ha sparato su un uomo che, per quanto abietto sia, era in fuga, e l'ha fatto non per difendersi da un pericolo che oramai non c'era più, ma per risentimento, vendetta, ritorsione. È un'esecuzione…

Quindi quel commerciante sarà processato per omicidio volontario?
Probabilmente sì. Si spera che almeno il magistrato attenui la pena riconoscendogli quella cosiddetta "tempesta emotiva" che ultimamente va di moda nelle aule dei tribunali in favore dei veri assassini.

Rimane da analizzare la proporzionalità. In che consiste?
In teoria è facile rispondere alla domanda: è necessario arrecare all'aggressore lo stesso danno fisico che lui avrebbe arrecato alla vittima se questa non si fosse difesa.
Per cui, posso uccidere chi tenta di uccidermi; posso ferire chi tenta di ferirmi. Se uccido chi voleva o poteva solo ferirmi, o ferisco in modo grave chi voleva o poteva solo ferirmi lievemente, ho attuato una difesa "sproporzionata" e, quindi, illecita.

Questo in teoria. Ma in pratica?
In pratica, riuscire a fare una valutazione del genere nei pochi secondi in cui si svolge l'azione, con l'adrenalina a mille e la pressione sanguigna alle stelle, è materialmente impossibile.
È difficilissimo fare tale valutazione per un uomo delle forze dell'ordine ultra-addestrato, si figuri quanto complicato sia per un cittadino svegliato nel cuore della notte, che si trova di fronte un criminale. Inevitabilmente in tali casi la reazione della vittima sarà scomposta, disorganizzata, istintiva e, conseguentemente, spesso eccessiva.

Ma, se non sbaglio, è proprio qui, nella difesa domiciliare, che interviene la modifica all'art. 52, giusto?
In parte è così. La prima modifica avvenne già nel 2006, allorché si tentò di prevedere un rapporto di proporzionalità attenuata nel caso di "difesa domiciliare" o attuata all'interno di un proprio esercizio commerciale.  Si dispose, pertanto, che se il cittadino subiva un intrusione all'interno del proprio domicilio o del proprio negozio, poteva difendersi nel momento in cui si manifestava un "pericolo di aggressione", che è cosa ben diversa e sicuramente minore del "pericolo attuale", che rimane requisito necessario quando si subisce un attacco in strada o in un qualsiasi altro luogo pubblico o aperto al pubblico. Volendo ironizzare, si potrebbe consigliare ai criminali che intendono rapinare un benzinaio, di aspettare che esca dalla stazione di servizio con i soldi, perché se costui spara per strada rischia più lui che loro.

Quindi per reagire nei confronti di un ladro che ci entra in casa è necessario che ci sia il "pericolo di aggressione". Ma in cosa consiste? 
Bella domanda. Purtroppo la norma del 2006 non lo chiariva e, conseguentemente, la discrezionalità dei magistrati cavalcava a briglia sciolta. D'altronde, la specificità di ogni persona fa sì che ognuno percepisca il pericolo in maniera differente. Ovviamente anche le diverse situazioni ambientali in cui l'evento si realizza determinano un'obiettiva differente percezione sensoriale.
E qui interviene la modifica all'art. 52, introdotta con la nuova norma appena approvata. Si stabilisce, infatti, che il proprietario di casa o il negoziante è "sempre in stato di legittima difesa quando compie un atto per respingere un intrusione posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica".
Come può notare, quindi, in caso di intrusione illegittima all'interno della propria casa o del proprio negozio, due sono le circostanze che fanno palesare il pericolo di aggressione: la violenza posta in essere e\o la minaccia di aggressione.
Parrebbe palese (e speriamolo lo sia anche per i magistrati inquirenti) che la violenza suddetta non sia solo fisica ma anche solo sulle cose. Immaginiamo, per esempio, un criminale che sfonda la porta di casa, o divelle le ante di un armadio, o spacca le vetrine di un negozio. Tale atteggiamento violento, seppur non indirizzato sulla vittima, genera turbamento e sensazione di pericolo.
Per quanto attiene la minaccia, invece, questa è più facile da comprendere, seppur meno probabile. Dovremmo, infatti, immaginare un criminale apparentemente disarmato che, sorpreso in casa dal proprietario, lo affronti dicendogli: "guarda che sono armato e intendo spararti, o accoltellarti, o spaccarti la testa con un bastone".

Però è scritto che in tali casi il cittadino è "sempre" in stato di legittima difesa
Sì, ma non è che l'uso di un avverbio buttato lì possa cambiare la sostanza delle cose, dato che rimangono sostanzialmente inalterati i parametri di inevitabilità, attualità del pericolo e proporzionalità.
Proviamo a riassumere il tutto con una simulazione. Il proprietario di casa nel cuore della notte sente dei rumori sospetti, si sveglia, impugna un'arma (sia da sparo, che da punta e taglio o anche solo un oggetto contundente) e cerca di capire cosa sta accadendo. Nell'androne di ingresso si imbatte in un ladro disarmato che ha appena sfondato la porta. Come abbiamo prima detto, la prima cosa da fare, se c'è il tempo materiale, è intimargli la desistenza.
Se il ladro gli volta le spalle e scappa, il proprietario di casa non può assolutamente colpirlo in alcun modo (volendo, dato che anche il privato cittadino ha la possibilità di eseguire un arresto in flagranza di reato, potrebbe inseguirlo, raggiungerlo e immobilizzarlo fino all'arrivo delle forze dell'ordine che vanno immediatamente avvisate… ma come si suol dire "questa è un'altra storia").
Se il ladro disarmato, invece di fuggire, non desiste e mette in atto un atteggiamento minaccioso o violento, il cittadino, in presenza di un "pericolo attuale" o anche solo di un "pericolo di aggressione", può colpirlo procurandogli lesioni il più possibile proporzionate all'aggressione attuata dal malfattore.
Se invece il ladro è palesemente armato, il proprietario di casa, dinanzi ad un evidente "pericolo di aggressione", anzi di un vero "pericolo in atto", può reagire sparando o colpendolo con qualunque mezzo di offesa.

La teoria è già complicata, ma nella pratica è ancora più difficile, dato che spesso non c'è modo e tempo di ragionare con freddezza, o no?
È verissimo! Ma proprio qui sta l'effettiva novità della riforma legislativa. Il vero cambiamento, infatti, non risiede nelle modifiche introdotte nell'art. 52 che tratta della Legittima Difesa e che continua a rimanere complesso e di difficile comprensione, bensì nell'art. 55 che tratta del reato di Eccesso Colposo nella Legittima Difesa.
Si parte dal sacrosanto presupposto della palese sproporzionalità tra una brusca, inattesa e vile aggressione del delinquente e la reazione del proprietario di casa (o del negozio), che altro non potrà essere che scomposta e istintiva. È chiaro a tutti (o almeno dovrebbe esserlo) che chi subisce un attacco in casa propria è sempre in posizione svantaggiata rispetto al criminale, conseguentemente lo stato di ansia e di paura lo porterà ad agire confusamente, formulando errate valutazioni nell'incertezza della dinamica dell'azione delittuosa.
Potrebbe, cioè, ferire o uccidere il criminale che si è introdotto in casa propria percependo erroneamente un pericolo che in realtà non esisteva. In tal caso non era assolutamente sua intenzione commettere un omicidio o lesioni dolose, non ha colpito il malfattore per risentimento o ritorsione, ma nella convinzione, purtroppo rivelatasi erronea, di dover reagire al solo scopo difensivo. Non voleva perpetrare alcun reato, ma lo stato di turbamento al quale era sottoposto, gli ha fatto compiere degli errori nella valutazione dei famosi requisiti di inevitabilità della reazione, percezione del pericolo e proporzionalità tra offesa e difesa.

Ebbene, in tali casi, prima dell'attuale riforma, cosa accadeva? 
Il proprietario di casa veniva processato per Eccesso Colposo e, dopo anni e anni di processo, se condannato doveva pagare non solo le spese processuali ma anche risarcimenti esorbitanti ai criminali o ai loro parenti.

Invece ora cosa è cambiato?
Ora, come nel testo della famosa canzone di Lucio Battisti, "da quando ci sei tu, tutto questo non c'è più". È infatti previsto che chi ha ecceduto nella legittima difesa, ma lo ha fatto in stato di "minorata difesa" (dovuta all'età, o alle condizioni di tempo e luogo) o di "grave turbamento", non potrà essere processato. Il grave turbamento quindi diviene causa di non punibilità.
Ciò non gli eviterà il risarcimento dei danni, però l'indennità spettante al criminale danneggiato, dovrà essere calcolata dal giudice tenuto conto "della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta" posta in essere dal malfattore. Sostanzialmente, chi si introduce in casa altrui per rubare o rapinare e viene ferito dal proprietario di casa che ha ecceduto colposamente nella reazione, essendo lui stesso causa del danno subito, ne deve accettare le conseguenze, per cui… addio agli esosi risarcimenti.
A proposito di risarcimenti, prima della riforma anche chi causava delle lesioni ai ladri, pur se veniva scagionato penalmente con il riconoscimento della legittima difesa, doveva comunque sostenere un processo civile per risarcimento danni. Anche tale nefasto evento viene scongiurato dalla riforma che elimina, per chi viene assolto in sede penale, qualsiasi responsabilità sul piano civile.
E non scordiamo il calvario che affrontava il proprietario di casa indagato: anni infiniti di processi e spese legali insostenibili. Ebbene, da ora in poi, tali procedimenti avranno priorità finendo su una corsia preferenziale nella formazione dei ruoli di udienza. Inoltre ci sarà l'estensione delle norme sul gratuito patrocinio in favore della persona nei cui confronti sia disposta l'archiviazione, il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo.
Al contrario, chi dovrà sborsare denaro non saranno le vittime dell'aggressione domiciliare ma gli autori del reato. È infatti previsto che, nel caso di condanna per furto in abitazione e scippo, i condannati potranno ottenere la sospensione condizionale della pena solo dopo aver ottemperato al pagamento integrale dell'importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.
E anche questa mi pare essere senza ombra di dubbio cosa buona e giusta.

Chi critica la riforma, sostiene che con tale norma lo Stato si arrende e delega ai cittadini il mantenimento della pubblica sicurezza. C'è del vero secondo lei?
Assolutamente no. La norma tutela solo le vittime che si difendono dalle aggressioni criminali, riconoscendo loro lo stato di stress emotivo in cui si trovano ad agire al fine di tutelare la propria e l'altrui incolumità, evitandogli così di subire un'ulteriore e ingiusta violenza da parte di quello Stato che non è riuscito a proteggerli.
Il mantenimento dell'ordine e della sicurezza, nonché il controllo del territorio è ben altra cosa e, a mio avviso, non si ottiene aumentando gli organici delle forze dell'ordine, ma diminuendo quelli dei delinquenti. Tale risultato lo si può ottenere solo con la certezza della pena. Gli autori dei reati predatori sono quasi sempre delinquenti seriali arrestati e denunciati dalla polizia giudiziaria infinite volte e altrettanto infinite volte rimessi rapidamente in libertà, spesso con provvedimenti giudiziari insensati.
Proprio allo scopo di tentare di limitare le cosiddette scarcerazioni facili, nella norma che modifica le disposizioni inerenti la legittima difesa sono previste pene più severe per i reati di violazione di domicilio, furto e rapina.

Un ultima domanda. L'associazione nazionale dei magistrati si è scagliata contro la nuova legge sulla legittima difesa asserendo che è sostanzialmente inutile e restringe gli spazi di valutazione dei magistrati. Lei cosa ne pensa?
Non comprendo che danni possa fare una disposizione ritenuta "inutile". Se, come loro sostengono, tale legge "non tutelerà i cittadini più di quanto erano già tutelati fino ad oggi", anche chi avversa la legge non dovrebbero preoccuparsi. Insomma, se nulla cambia cosa c'è da temere? Al limite si è trattato solo di una perdita di tempo del potere esecutivo e legislativo che verrà valutata negativamente dagli elettori e non certo dalla magistratura.
Premesso, poi, che dinanzi ad alcune sentenze creative sconvolgenti, una sana riduzione degli "spazi di valutazione" dei magistrati non sarebbe negativa, non mi pare sia stata intaccata la loro discrezionalità nell'accertamento dei fatti. Saranno sempre i giudici ad appurare, caso per caso, sia la presenza dei requisiti che qualificano la legittima difesa, sia il "grave turbamento" che comporta la non punibilità.
Ritengo tali polemiche pretestuose e temo che possano essere dettate da una non celata avversione ideologica e politica. Un siffatto atteggiamento esplicato da chi non solo dovrebbe essere super partes ma tale dovrebbe anche apparire, sia deleterio e criminogeno. Come asseriva Calamandrei: "quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra".
‎
( Colonnello Salvino Paternò ).

lunedì 24 settembre 2018

MARCELLA MANIGLIA - LEGA LUCCA : la MANCANZA di SICUREZZA è TANGIBILE e REALE, e NON è UNA SENSAZIONE


"La mancanza di sicurezza è tangibile, reale e non è una percezione, al contrario di quanto afferma il sindaco e la sua giunta" - così inizia il comunicato di Marcella Maniglia, segretario della Lega di Lucca e piana che continua - "Chiediamolo alla donna che, a Sant'Anna, ha trovato un estraneo in casa ed è stata minacciata di morte, se si fosse permessa di chiamare le forze dell'ordine. Uomini e donne picchiati nei vicoli, ai semafori o all'interno delle proprie abitazioni, senza che possano avere la possibilità di difendersi. Come Lega chiediamo una modifica della legge sulla legittima difesa e sono fiduciosa che presto arriverà, perché è assurdo trovarsi una persona in casa e non poterla chiudere in una stanza, fino all'arrivo delle forze dell'ordine, senza essere denunciati per sequestro di persona. Lo abbiamo sottolineato e denunciato più volte, che i cittadini hanno il diritto di sentirsi al sicuro, sia all'esterno che all'interno della propria abitazione, ma pare che le leggi attuali tutelino i delinquenti. Le forze dell'ordine fanno il possibile con i pochi mezzi che hanno a disposizione, perdendo tra l'altro, tanto del loro prezioso tempo,m nel compilare verbali con minuziosi dettagli o nel testimoniare in inutili processi, nonostante le prove siano state acquisite e messe a disposizione. La Lega sarà sempre dalla parte dei cittadini onesti, senza distinzione di colore, ma solo di fedina penale. A tal proposito, presto distribuiremo lo spray al peperoncino, a chi ne farà richiesta durante le nostre attività sul territorio ".

Marcella Maniglia
Segretario Lega Lucca e piana

domenica 4 giugno 2017

GIOVANNI BALDACCI, LUCCA: SERVONO SCELTE CORAGGIOSE !!!


 
 
Sappiamo di scandalizzare buonisti di sinistra, ma bisogna far diventare reati la prostituzione in strada, l'accampamento abusivo e l'abusivismo commerciale.
 
Solo in questo modo le polizie locali e le forze dell'ordine statali potranno combattere per la sicurezza e il decoro della nostra città senza essere travolti dal degrado urbano e della micro-criminalità.
Infine bisogna garantire il diritto alla legittima difesa dei cittadini.
 
In una società dove sono sempre più frequenti le aggressioni, gli atti predatori e la violenza più efferata, non si può continuare a criminalizzare le persone che sono costrette a difendersi da sole .
 
Si deve porre fine alla paradossale situazione per cui chi è vittima, perfino in casa propria, di aggressioni alla persona o al patrimonio, si , trovi poi nella condizione di accusato di "eccesso di legittima difesa" se ha reagito e si è difeso.

Giovanni Baldacci , LUCCA.
 

mercoledì 31 maggio 2017

VIAREGGIO, PACCHINI (LEGA NORD), DEPOSITA MOZIONE PER LA TUTELA LEGALE DI CHI APPLICA LA LEGITTIMA DIFESA



La cronaca nazionale, riporta con cadenza quotidiana, la notizia che cittadini e proprietari di attività commerciali che per aver reagito a tutela della propria incolumità personale, quella dei propri cari o dei propri beni e lavoro, sono costretti a subire pesanti vicende giudiziarie,sia dal punto di vista  economico che umano, per  l'imputazione di eccesso colposo di legittima difesa.

Cerchiamo perciò di porre al centro dell'attenzione delle forze politiche e istituzionali il tema dello squilibrio tra gli autori e le vittime dei reati stessi - ribadisce Maria Pacchini, capogruppo in Consiglio Comunale a Viareggio-  recentemente il Governo ha presentato una prima proposta normativa, finalizzata a rivedere la vigente legislazione in merito di legittima difesa, ma è presumibile attendersi che la sua approvazione subisca  rimbalzi e lungaggini, a causa dei vari emendamenti che potrebbero modificare il testo proposto, per  smussare le differenze ideologiche spesso in contrapposizione e le criticità emerse.

Con la mozione che depositiamo, vogliamo perciò impegnare il Sindaco e la Giunta a istituire un fondo nel bilancio del Comune, per quanto possibile a causa a causa dell'attuale situazione viareggina, almeno fino al momento dell'approvazione della modifica di Legge, che serva a sostenere le spese legali in cui incorrono le vittime accusate di eccesso colposo di legittima difesa.

Maria D. Pacchini
Alfredo Trinchese
Massimiliano Baldini

lunedì 8 maggio 2017

MARCELLA MANIGLIA (Lega Nord) : LEGITTIMA DIFESA A FASCE ORARIE, ENNESIMA BARZELLETTA DEL GOVERNO

 
"E' notizia di questi ultimi giorni, che la legittima difesa ha degli orari, come i supermercati,  gli uffici e le altre attività commerciali." -  Così inizia il comunicato stampa di Marcella Maniglia, segretario della Lega Nord di Lucca e piana e candidata di punta del partito per la carica di consigliere comunale - "D'altronde" - prosegue Maniglia - "se delinquere è diventato un mestiere, secondo il nostro  ' buon Governo ' è giusto regolamentarlo ed è altrettanto giusto fornire una tabella per il risarcimento dovuto ai danni sul lavoro. Solo un anno fa ci siamo indignati e scandalizzati per la sentenza di un giudice che ha condannato un Carabiniere a risarcire un malvivente per   '' arresto violento '' , quindi oggi non possiamo meravigliarci se venendo aggrediti, prima di rispondere all'offesa , dobbiamo controllare l'orario.

In un Paese serio sarebbe considerata una barzelletta anche il solo pensare ad una simile ipotesi, invece in Italia, dove finisce la logica, inizia la legge.
Raccontiamo questa legge-barzelletta alle donne vittime di stalking (depenalizzato grazie a Renzi e alla maggioranza targata PD), vediamo quante di loro, prima di essere uccise, stuprate o bruciate come la nostra Vania, avevano sporto denuncia senza ottenere alcun risultato.
Raccontiamola anche agli anziani, ai disabili, alle persone sole, che si illudono di essere al sicuro tra le mura domestiche e che invece se ricevono una visita non gradita, sono considerate colpevoli di sequestro di persona, anche nella remota e fortunata possibilità che riescano  a chiudere l'intruso in una stanza.

Il paradosso è che anche le Forze dell'ordine hanno limiti e restrizioni, non tanto legate a possibili abusi di potere, ma all'esercizio dell'attività per cui si sono arruolati : difendere lo Stato e i cittadini che rappresentano e garantire loro il diritto alla sicurezza.
Ma cos'è la sicurezza? E' una compressa da somministrare ad orari o è una condizione di vita auspicabile 24 ore su 24?!

La posizione della Lega Nord è molto chiara ed inequivocabile, sono anni che sosteniamo che la legittima difesa è un diritto e come tale va esercitato, tant'è che nel nostro programma elettorale abbiamo scritto, alla voce sicurezza, tra le altre proposte, le seguenti:  gli agenti di Polizia Municipale devono essere messi in grado di intervenire efficacemente in qualsiasi situazione di emergenza, come rapine, aggressioni, vigilanza su obiettivi sensibili, servizi notturni.
Inoltre, le istituzioni devono mostrare solidarietà e vicinanza a chi subisce aggressioni o furti in casa propria. E' per questo che ci prefissiamo di  istituire un fondo per coprire le spese legali dei cittadini che dovessero essere accusati di eccesso di legittima difesa.
Contributi da parte dell'A.C. ai cittadini, privati e titolari di imprese, per l'installazione di impianti di videosorveglianza, porte e serramenti blindati e abbonamenti ad istituti privati di vigilanza.
Aumentare l'illuminazione specialmente nei parchi e nei giardini, in prossimità di fermate dei mezzi pubblici ed in luoghi periferici particolarmente a rischio, dove predisporre anche il collocamento di colonnine di pronto intervento per la richiesta di soccorso (Legge 38/2009 art. 6).  , installazione di telecamere nei luoghi sensibili (scuole, parcheggi, centri commerciali).
Intervenire con mano ferma sui parcheggiatori abusivi, causa di fastidio e di episodi di violenza ai danni dei nostri cittadini.
Intervenire con fermezza su tutte le forme di accattonaggio molesto, soprattutto nei casi aberranti in cui vengono sfruttati i minori.
A tutela del diritto di ognuno alla sicurezza in casa propria e al lavoro, è necessario che gli stranieri che non riescano a dimostrare di possedere una fissa dimora, un regolare lavoro autonomo o un regolare contratto di lavoro che consenta loro una completa autonomia, siano allontanati dal territorio comunale.

Lega Nord sostiene Remo Santini come candidato a sindaco ed è dalla parte di chi, al posto di subire e morire, sceglie di difendersi e vivere!"

Marcella Maniglia
Segretario Lega Nord Lucca e piana

venerdì 5 maggio 2017

I PARADOSSI DELLA LEGGE SULLA LEGITTIMA DIFESA. A. Pesetti.

"I paradossi della legge sulla legittima difesa che è stata discussa alla Camera giovedì sono ben sintetizzati in un post che è diventato virale su Facebook nel quale si legge, seppur con qualche errore ortografico, che la legittima difesa osserverà orario invernale dalle 18,00 alle 7,00 ed estivo dalle 23,00 alle 6,00" lo dichiara all'indomani della trasferta romana per la presentazione della proposta di legge di FdI per modificare la normativa a tutela delle vittime di crimini violenti Antonella Pesetti, responsabile Dipartimento Tutela Vittime Fratelli d'Italia Provincia di Lucca.

"La maggioranza di Governo nazionale, che ad esempio, non interviene in toto sul problema della legittima difesa, ma solo su quella legata alla violazione di domicilio – sottolinea Pesetti – gioca con le parole per mascherare il fatto di non voler intervenire legislativamente su una questione che gran parte dei cittadini invocano. La difesa è sempre legittima, noi di Fratelli d'Italia lo abbiamo ribadito dentro e fuori da Montecitorio e andremo avanti a chiedere a gran voce che questo principio venga riconosciuto. Se qualcuno mi entra in casa devo guardare l'orologio? Il PD sa che il testo è stato composto con malizia per tutelare, come sempre, i carnefici e non le vittime. Qualcuno ha anche parlato di modificarlo per allargare la maggioranza in Senato, noi vogliamo modifiche per tutelare quegli italiani che si sentono minacciati e privi della sicurezza in casa propria".  

martedì 25 aprile 2017

LEGA NORD A VERONA, la difesa è sempre LEGITTIMA !!! (FOTO GALLERY) 25/04/17

Le foto della manifestazione di Verona
Tratte dai post dei miei amici leghisti su FaceBook
------------------ Giovanni Donati.


 
FAGNI , MARCONI e MONTEMAGNI
__________________
 
MARCATO e MARISA DIANDA


DELEGAZIONE LEGA NORD TOSCANA


CARMIGNANI C'E'

 
PIENO DENTRO......


E PIENO ANCHE FUORI !!!!

venerdì 7 aprile 2017

RACCOLTA FIRME PER LA LEGGE SU LEGITTIMA DIFESA, la difesa è sempre legittima !!!

 


VAI NEL TUO COMUNE
 
LA DIFESA NELLA PROPRIA CASA DEVE ESSERE SEMPRE LEGITTIMA!
I sempre più frequenti e tragici episodi di cronaca, che mostrano in tutta la sua portata una vera e propria emergenza sicurezza nel Paese, hanno spinto il MNS a lanciare una proposta di Legge d'iniziativa popolare volta a riscrivere le norme del codice penale sulla legittima difesa. Il nostro obiettivo è quello di evitare che le vittime di aggressioni in casa propria, divengano degli imputati costretti a difendersi nei tribunali e a risarcire i loro aggressori.
Crediamo nel diritto all'autotutela dei cittadini, che sottende la difesa immediata contro chi, illecitamente, sta pregiudicano il possesso dei beni materiali e mettendo in pericolo l'incolumità fisica delle persone.
Con tale proposta di Legge intendiamo stabilire tre principi assoluti:
1.  La perfetta "proporzionalità" fra offesa e difesa così come oggi richiesta, deve tenere conto dello stato psicologico della vittima che non è messa in condizione di ponderare lucidamente la sua reazione se crede di essere in pericolo di vita e deve reagire in pochi attimi.
2.  Gli strumenti, gli oggetti ed eventualmente le armi adoperate da chi si difende non devono essere giudicate, nell'apprezzamento del giudice, come sproporzionate se la vittima non ha altro con cui difendersi da un pericolo certo e violento alla incolumità fisica.
3.  La difesa domestica deve considerarsi sempre lecita contro chi si introduce illegalmente e clandestinamente in una privata abitazione.
La sensibilità del MNS su questo tema è molto forte, perché il concetto stesso di Sovranità, cioè essere padroni a casa propria, come popoli e come persone, deve valere nel caso concreto di chi deve difendere la propria vita e la propria famiglia.
FIRMA ANCHE TU
PER LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE SULLA LEGITTIMA DIFESA
LUCCA
 



martedì 12 aprile 2016

LEGITTIMA DIFESA. SOVRANITA': qualcuno provveda ad ampliare le possibilità di firmare.

Riceviamo e diffondiamo il comunicato di Sovranità Lucca:

Lucca, 11 aprile – Sulla raccolta firme relativa alla proposta di legge sulla legittima difesa interviene Sovranità, che invita i cittadini a firmare e chiede al Comune di dar loro la possibilità di poterlo fare. Il movimento mette a disposizione il proprio ufficio ai consiglieri di opposizione.
“Come al solito il Comune di Lucca si distingue in modo negativo – dichiara Sovranità in una nota – come dimostra la vicenda della raccolta firme per la legittima difesa. Dopo che Montecarlo e Capannori si sono mossi sin da subito, finalmente anche Lucca mette a disposizione i propri uffici; peccato che i lucchesi possono firmare soltanto presso un unico ufficio, nel cuore del centro storico e aperto in orari non molto comodi, con classica chiusura di sabato. Non ci sembra il miglior modo di andare incontro alle esigenze dei cittadini, in una città che in quanto a numero di furti in abitazione si attesta nei primi posti a livello nazionale. Come sempre, si dimostra poca vicinanza ai problemi concreti dei cittadini”.
“Sovranità Lucca è favorevole alla proposta di legge a tutela dell'inviolabilità del domicilio – continua il movimento – ed invitiamo i cittadini a firmarla. Ci sembra una proposta mossa da buonsenso, che andrebbe a modificare un ambito legislativo ormai fuori controllo perchè, di fronte ad un aumento intollerabile di furti in appartamento in tutta Italia, non è più possibile lasciare indifesi i cittadini italiani e metterli a costante rischio di incriminazione per eccesso colposo di legittima difesa.”
“Chiediamo dunque al Comune di mettere a disposizione altri uffici, magari con orari che vadano maggiormente incontro alle esigenze di chi lavora – conclude Sovranità – ma chiediamo anche ai consiglieri di opposizione di ritirare i moduli e dare la propria disponibilità a raccogliere le firme ed autenticarle, come nelle loro facoltà. Da parte sua, Sovranità mette a disposizione dei suddetti consiglieri il proprio ufficio in orari da poter stabilire insieme, in modo da andare incontro ai cittadini a prescindere dalla volontà del Comune.”