Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
giovedì 16 marzo 2023
BAGNONE in SALUTE: Troppe le morti per infarto e uno specialista spiega come si fa prevenzione a 360 gradi.
domenica 19 aprile 2020
OPA MASSA : Dr. BERTI, INFARTI RIDOTTI, MA NON ABBASSATE LA GUARDIA.
“Infarti ridotti” lo dice il dottor Sergio Berti ma non bisogna abbassare la guardia che bisogna prendersi cura del proprio cuore: in prima linea l’Ospedale del Cuore di Massa anche con le televisite.
Infarti ridotti “miracolo”, si fa per dire, del coronavirus! . lo dice il dottor Sergio Berti ma non bisogna abbassare la guardia che bisogna rendersi cura del proprio cuore: in prima linea l’Ospedale del Cuore di Massa anche con le televisite.
Nelle ultime settimane la nostra attenzione è stata catturata dalla pandemia da Covid-19 distraendoci dalle altre malattie che, purtroppo, continuano ad affliggere la popolazione: in particolare le malattie dell’apparato cardiovascolare, tra le prime cause di morte nel mondo occidentale. In tutti i Paesi colpiti della pandemia sono osservati due fenomeni.
La significativa riduzione degli accessi al Pronto Soccorso e la riduzione a circa la metà dei pazienti che si presentano in ospedale o che contattano il 118 perché colpiti da infarto: un dato, questo, confermato dalle principali società scientifiche. In prima linea, come al solito, l’Ospedale del Cuore il meglio noto O.P.A. dove le equipe operano in modo massiccio 24h.
Per venire sempre di pù in aiuti alla collettività all’Opa si attua ano anche le televisite.
Andiamo con ordine- C’è realmente una riduzione degli infarti? “
Nelle ultime settimane abbiamo osservato una riduzione di pazienti - dice il Dr. Sergio Berti, Direttore della Unità Operativa Complessa di Cardiologia Diagnostica ed Interventistica dell’Ospedale del Cuore della Fondazione Monasterio.che accedono in ospedale per infarto, mentre sono numerosi pazienti con infarto giunti tardivamente.
Verosimilmente la preoccupazione di un possibile contagio in ospedale ha spinto molti a non rivolgersi alle strutture sanitarie o, comunque, a farlo in ritardo, aumentando così i rischi per la propria salute. Sappiamo bene, infatti, come in questa malattia arrivare presto significa ridurre la mortalità e le dimensioni dell’infarto.”
Il dottor Berti avverte che bisogna non sottovalutare i sintomi: “Assolutamente! L’organizzazione della rete ospedaliera adottata dalla Regione Toscana per fronteggiare la pandemia in corso ha efficacemente separato i percorsi garantendo, anche in questo momento, l’accesso alle cure in particolare per le cosiddette malattie “tempo-dipendenti”, come appunto l’infarto.
In tale organizzazione le strutture della Fondazione sono identificate come “no-covid” e garantiscono l’erogazione delle prestazioni in urgenza, ambulatoriali e di ricovero, nella più totale sicurezza grazie anche ai rigidissimi protocolli adottati. In presenza, quindi, dei sintomi caratteristici dell’infarto (tipicamente dolore oppressivo del torace) si deve chiamare immediatamente il 118: la rete per la gestione dell’infarto nella nostra area è, infatti, particolarmente efficiente e riesce a garantire il raggiungimento delle sale di emodinamica in tempi quanto mai rapidi.”
Discorso a parte per le visite ambulatoriali: dove l’accesso alle strutture sanitarie è possibile solo per visite e prestazioni urgenti.
“Questa situazione e la nostra volontà di restare a fianco dei nostri pazienti, ci ha portato ad adottare soluzioni alternative alla consueta visita cardiologica, che prevede la presenza del medico e del paziente nel medesimo ambiente: soluzioni che siano di reale supporto per i pazienti cardiopatici e consentano di monitorarne meglio le condizioni anche in presenza di queste limitazioni che di fatto impediscono lo svolgimento dei controlli di routine con le modalità tradizionali.
La strategia adottata all’Ospedale del Cuore si basa su metodiche proprie della telemedicina, cioè di attività medica a distanza, in linea con le indicazioni fornite dalla Regione Toscana con la Delibera n. 464 di pochi giorni fa.
In particolare proponiamo al paziente la possibilità di essere “visitato” a distanza da un cardiologo che lo aiuti nella valutazione del proprio stato di salute ed effettui una rivalutazione della terapia anche prescrivendo eventuali indagini urgenti o fissando un accesso in ospedale per una visita laddove le condizioni lo richiedano.” In caso di visita o esame urgente, come avviene l’accesso all’Ospedale del Cuore? “
Alla data fissata per la visita o esame urgente, il paziente accede agli ambulatori dell’Ospedale del Cuore dopo essere transitato attraverso l’area filtro all’ingresso: qui è accolto da un operatore sanitario che lo invita ad igienizzare le mani con gel, fornisce una mascherina qualora il paziente ne sia sprovvisto, esegue una breve anamnesi per valutare il rischio di infezione da coronavirus, misura la temperatura e, quindi, verifica la prenotazione e consente l’accesso agli ambulatori.
La visita si svolge come di consueto, tranne che per il fatto che medico e paziente indossano i dispositivi di protezione individuali per garantire la massima sicurezza per entrambi.”Importante è anche la “televisita”: sostituisce la usuale visita ambulatoriale?“
Non esattamente è più preciso definire che la affianca.
Il medico, infatti, in base a quanto emerso dalla “televisita” ha un quadro dello stato di salute del paziente dal quale scaturisce la successiva azione diagnostica/terapeutica che può portare anche ad un’eventuale visita urgente, ad indagini strumentali urgenti o, in casi di particolare gravità, al ricovero ospedaliero: in ognuno di questi casi, comunque, è il nostro cardiologo che provvede a fissare e coordinare gli accertamenti urgenti o l’eventuale ricovero.” Televisita ok ma occorre l’ impegnativa del proprio medico per usufruire della “televisita”?“
No, è il nostro cardiologo che provvede a fare l’impegnativa elettronica per questa prestazione che, peraltro, non prevede il pagamento del ticket; ed è il cardiologo che provvede alla prescrizione elettronica di eventuali ulteriori accertamenti. Non è, quindi, necessario, che il paziente si rechi dal proprio medico di medicina generale” Quanti Cardiologi sono dedicati a questa attività e quali sono i primi riscontri?“Al momento quattro cardiologi sono dedicati a questo tipo di attività e riscontriamo un alto livello di apprezzamento da parte dei pazienti “visitati”. Si tratta sicuramente di un’attività impegnativa, ma che crediamo possa costituire un banco di prova di nuove modalità di approccio, soprattutto nella gestione della cronicità e stiamo valutando come sviluppare ulteriormente queste tecniche per il futuro sulla base dell’esperienza di questi giorni. La “televisita” all’Ospedale del Cuore.
I pazienti ai quali era stato fissato un appuntamento per visita di controllo nel periodo successivo al blocco delle attività ambulatoriali (9 marzo) sono contattati telefonicamente dagli operatori dell’ufficio prenotazioni dell’Ospedale del Cuore che spiegano in cosa consiste la “televisita” e chiedono se sono interessati.
Se il paziente accetta, viene fissato l’appuntamento concordando le modalità di collegamento (videochiamata, se il paziente ha un computer con videocamera o di uno smartphone, o contatto telefonico): il paziente ha anche la possibilità di inviare via mail prima dell’appuntamento i referti di esami eseguiti recentemente. Al momento del contatto il cardiologo sottopone al paziente una serie di domande per capire le sue condizioni di salute ed i sintomi che avverte e mette in relazione le informazioni ricevute con le informazioni cliniche presenti nella cartella clinica informatizzata dell’ospedale, seguendo le linee guida per il triage telefonico predisposte dal Ministero della Salute: la valutazione può essere integrata con quanto il paziente ha inviato in precedenza per posta elettronica. La televisita si conclude con un referto stilato dal medico dove sono riassunte le decisioni prese (ad esempio modifica della terapia, prescrizione di ulteriori indagini o altro): il referto è inviato al paziente secondo la modalità preferita.”
Nella foto: il dottor Sergio Berti
Fondazione “Monasterio” Massa-Pisa
domenica 10 marzo 2019
MASSA: ALLA GIORNATA DI PREVENZIONE SALVATA DONNA CON INFARTO IN CORSO
Una signora di Massa sessantotto anni è stata salvata stamani dalla cardiologa del Centro Medico Ponticello di Massa: dottoressa Valentina Barletta in occasione de "La prevenzione in…… rosa" la giornata (di prevenzione del rischio cardio vascolare e tumore al seno e tiroide) che, promossa dal Gruppo di specialisti volontari, si è tenuta nei moderni ambulatori del "Centro Medico Ponticello" di via Ponticello sud 4 . La signora si era recata al Centro per partecipare appunto alla "giornata"e per sottoporsi alle visite gratuite programmate . Mentre scorreva il tracciato la cardiologa si è accorta che era in corso un infarto. Immediato l'arrivo dell'ambulanza che ha portato in ospedale la signora. Molti gli specialisti presenti all'evento: Dottor Gianni Barattini: Visite dermatologiche (controllo Nei); Dott.ssa Valentina Barletta: Visite cardiologiche complete (con ecocuore) e ECG; Dottor Lorenzo Bertellotti: Ecodoppler TSA ed eco al seno; Dottor Antonello Giannoni: Visite nutrizionali; Dott.ssa Erica Giovannelli: Consulenze riabilitative pavimento pelvico; Dottor Paolo Migliorini: Visite ginecologiche; Dottor Tito Torri: Ecografia Tiroide, Dottor Valli Mario: Visita senologica; tutti hanno refertato casi non gravi come l'infarto ma suscettibili di attenzione. Ancora una volta di più giornate come queste che non vogliono sostituirsi alle varie strutture sanitarie del territorio o ai medici di famiglia sono di forte ausilio per la prevenzione. Da dire che fin dalle 8 davanti all'ingresso del Centro si era assiepata una grande folla di donne: l'evento era solo dedicato a loro in occasione della Giornata internazionale della donna che ricorre, come è noto, l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. Un ringraziamento agli specialisti ed alla proprietà è stati rivolto dall'Amministrazione comunale rappresentata dall'assessore Andrea Cella. "La grande folla presente stamani al Ponticello è la chiara dimostrazione di quanto la collettività vuole iniziative come questa che fortunatamente non sono episodiche nel nostro comprensorio". Da parte sua il dermatologo dottor Gianni Barattini ha sottolineato che "una delle carte vincenti della medicina moderna è la prevenzione degli eventi morbosi con conseguente abbattimento a lungo termine dei costi. In questa ottica il servizio medico dermatologico di Ponticello in occasione della "festa della donna" ha offerto la propria opera nella prevenzione del melanoma della cute attraverso un sofisticato apparecchio un video dermatoscopio di ultima generazione che consente di sezionare, ancor prima del melanoma, quei nevi con caratteristiche di atipia destinati,poi, alla rimozione chirurgica e quindi alla prevenzione del melanoma. Un ringraziamento da parte dell'organizzazione al "Centro Medico Ponticello" che mette a disposizione macchinari di ultima generazione e la bellissima struttura dell'Alta Toscana dedicata alla prevenzione, riabilitazione ed alla tutela della salute di tutta la famiglia. venerdì 18 maggio 2018
COME COMPORTARSI IN CASO DI INFARTO ACUTO , SPIEGATO DAGLI SPECIALISTI .

Vogliamo cercare di sopravvivere all'infarto acuto? Al primo dolore toracico chiamare subito il 118 e non perdere altro tempo: questo il soccorso efficiente e rapido". L'invito giunto dal corsi convegno sull'infarto acuto dell'Opa. Durante i lavori tre emergenze di infarto acuto. "Hai un dolore toracico? Chiama il 118" questo in estrema sintesi il primo messaggio emerso in modo chiaro da questo importante corso convegno interregionale. Ancora troppi i pazienti che ogni giorno giungono al pronto soccorso dei nostri ospedali con questo sintomo perdendo in questo modo tempo prezioso. Perdere tempo, dal momento della comparsa del sintomo, significa aumentare le probabilità di morire di infarto e questo è un problema di grandi dimensioni.
Il mio desiderio è che noi insieme ai responsabili del 118 che oggi partecipano a questo evento facessimo passare dopo questa importante giornata. Un incontro stampa a livello di tutta la nostra area per sensibilizzare la popolazione che nel momento si avverte un forte dolore toracico non deve andare al pronto soccorso ma chiamare subito il 118.". Così ha detto in apertura dei lavori del corso-convegno interregionale dal titolo: "" L'infarto miocardico acuto - STEMI nel 2018" il dottor Luciano Ciucci Direttore Generale della Fondazione Toscana" Gabriele Monasterio" per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica. CNR. Il corso accreditato Ecm, promosso dalla stessa Fondazione "Gabriele Monasterio" e dal 118 di Massa Carrara si è tenuto nella sala convegni della 'ospedale pediatrico apuano. Un corso di elevato profilo professionale e formativo che ha visto la presenza di esperti che hanno affrontato tutti i vari aspetti del'infarto acuto: dalla diagnosi precoce attraverso l'elettrocardiogramma eseguito sul territorio all'intervento di angioplastica in sala di emodinamica ma coralmente è stata sottolineata l'importanza di non perdere tempo: ai primi sintomi e chiamare subito il 118.
Presenti i vertici del 118 dell'area Massa-Carrara – Lunigiana-Versilia Lucca: dott. Luca Nicolini – direttore della Centrale operativa dei questa arera. Dottor Umberto Roberto Vatteroni. Responsabile Struttura 118 e soccorso cave Massa Carrara Lunigiana; il dottor Giovanni Orlandi Direttore Unità operativa Neurologia dell'Azienda sanitaria; il dottor Gino Volpi Direttore Struttura operativa complessa multizonale Asl Centro –Pistoia e professore di Neurologia Università di Firenze; Dott. Luca Fialdini vice presidente provinciale Ordine professioni infermieristiche di Massa Carrara. E soprattutto specialisti, medici di medicina generale giunti anche dall'Umbria e dalla Liguria, medici del 118 e da infermieri nonché responsabili di Istituti scolastici superiori. Presente anche in qualità di responsabile scientifico la dottoressa Maria Laura Valcelli referente per la formazione del personale sanitario 118, la dottoressa Alessandra Landini sempre del 118 Referente per la formazione al Volontariato e utenti esterni, il dottor Fabio Rota Conti, medici del nostro pronto soccorso, della Versilia e, come dicevamo di altre Regioni . Da sottolineare che anche il dottor Alberto Ranieri De Caterina era componente la segreteria scientifica. Mentre nella sala convegni i lavori del convegno procedevano l'attività in sala emodinamica non si è fermata, ben tre emergenze con persone di varia età dai 34 ai 70, colpite da infarto acuto; questa malattia non conosce soste.
Il corso prevedeva anche collegamenti live con la sala ed i partecipanti hanno condividere le scelte terapeutiche e gli interventi dei professionisti della Fondazione C.N.R. operativi 24 ore su 24 trasmessi su grandi schermi.
Vero mattatore della giornata il dottor Sergio Berti , direttore del corso, e dell'Unità operativa complessa di Cardiologia Diagnostica ed Interventistica Ospedale del Cuore della stessa Fondazione "G. Monasterio" . Ogni anno, con la sua equipe tratta più di 400 infarti acuti. "L'evento di oggi è un corso - dice il dottor Berti – ma soprattutto un momento di confronto tra tutti gli attori che operano quotidianamente per combattere l'infarto acuto. L'obiettivo è quello di mettere a fuoco le problematiche e gli aspetti che caratterizzano la nostra rete per la cura immediata dell'infarto acuto pensata in una riunione dicembre del 1999. Come in tutti i cambiamenti, a quel tempo la fibrinolisi era il trattamento di riferimento e l'angioplastica è stata una innovazione epocale, ci sono stati strenui sostenitori che vi hanno creduto e si sono spesi per realizzarla, qualche contrario e molti indifferenti. Per utilizzare le parole del professor Luigi Donato nostro maestro, a questi ultimi dobbiamo il nostro riconoscimento perché ci hanno spinti a profondere tutte le energie possibili per realizzare nostra la rete per la cura dell'infarto nella forma in cui è oggi. Alla nascita della rete è stato fatto un grande lavoro di preparazione, abbiamo messo a fuoco tutti gli aspetti organizzativi, analizzato le caratteristiche del territorio e cercato di prevedere le possibili criticità che avrebbero potuto nascere. Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro fatto e del risultato ottenuto, oggi la nostra rete è una delle più consolidate in Italia. Per fare un po' di "Storia" l'attuale rete prende la sua forma organizzativa nel 2003 -2004 grazie all'acquisto da parte della ASL di Massa Carrara su un progetto regionale per le zone montane, di tre sistemi per la trasmissione dell'elettrocardiogramma dal territorio della Lunigiana alla sala di emodinamica della Fondazione CNR. In quel tempo il problema più pressante era come gestire i pazienti della Lunigiana, dove si registrava una mortalità per infarto decisamente più elevata rispetto all'area di costa. Dopodichè nel 2006 c'è un altro passo importante e strategico che è l'istituzione di un registro permanente dei pazienti con infarto acuto che giungevano all'OPA. Dal 2006 a oggi sappiamo per ciascun paziente affetto da infarto giunto all'OPA esattamente dopo quanto tempo è intercorso dalla comparsa del dolore al momento in cui il paziente chiama il 118 o si reca in pronto soccorso, quanto tempo impieghiamo a fare diagnosi, quanto tempo per il trasferimento e quanto tempo impieghiamo per fare l'intervento.
Questa mole di dati raccolti giorno per giorno è un grande patrimonio culturale ed è la "storia della nostra rete per l'infarto acuto" dodici anni di storia dell'infarto acuto nel nostro territorio. Nella giornata dopo i vari interventi come dicevamo molte le ore di collegamento con la sala di emodinamica nel pomeriggio sono state fatte esercitazioni di trasmissioni ed interpretazione dell'ECG utilizzando il sistema di teletrasmissione attualmente in uso sulle nostre ambulanze. L'esercitazione ha coinvolto tutti i presenti simulando momenti della vita reale della gestione dell'emergenza nelle sindromi coronariche acute.
Nelle foto: il dottor Sergio Berti, immagini del pubblico
Alberto Ruffini.
giovedì 22 gennaio 2015
BORGO A MOZZANO: MUORE DI INFARTO ALLA GUIDA DAVANTI AL FIGLIO 22/01/15 19:30
Fabiano Angiolini, sessantenne di Pontedera , mentre si trovava in auto con il figlio e' stato colto da un infarto, inutili i tempestivi soccorsi del 118.
L'uomo si e' accasciato sul volante subito dopo il distributore di Borgo a mozzano, ed il figlio e' riuscito ad accostare tirando il freno a mano.
Il fatto non ha creato incidenti, ma ha causato un po' di rallentamenti dovuti ai soccorsi e agli inutili curiosi.
I due tornavano dalla garfagnana dove hanno una casa e procedevano in direzione lucca sulla lodovica, quando e' avvenuto il triste evento, e purtoppo non sono serviti i rapidi soccorsi, che hanno provato a lungo ad rianimarlo.
giovedì 13 marzo 2014
FARMACI PERICOLOSI, FRANCIA CHIEDE IL RITIRO DEL DOMPERIDONE
Allarme Farmaci per reflusso e nausea, provocano infarti e morte. La Francia chiede il ritiro dal mercato.
Nome del principio attivo: DOMPERIDONE, Farmaco di classe C, a carico del cittadino. Indicazioni farmacologiche: Attenuazione della nausea e del senso di pienezza e pesantezza gastrica; trattamento coadiuvante della malattia da reflusso gastroesofageo; dispepsia; rigurgito.
Effetti collaterali: morte?
E’ allarme in Francia per gli effetti provocati dai farmaci che contengono come principio attivo il domperidone. Con l”obiettivo di tutelare la salute dei pazienti, infatti, l”autorevole rivista francese “Prescrire” lancia un appello per chiedere il ritiro definitivo dal mercato dei farmaci a base di questa sostanza. La decisione di lanciare questa sorta di ultimatum nasce dall”analisi dei risultati di uno studio, pubblicato il 19 febbraio scorso, condotto dal board editoriale della rivista, sui dati di prescrizione di domperidone in Francia nel corso del 2012 e alla stima degli effetti avversi gravi attribuibili all”impiego di questo farmaco. Da alcuni anni è nota l”associazione tra domperidone e rischio cardiaco tanto che l”Agenzia italiana del farmaco aveva già emesso nel 2011 una Nota informativa importante per mettere in guardia gli operatori sanitari. Nel 2010 erano stati infatti pubblicati due studi epidemiologici sul rischio di aritmia ventricolare, arresto cardiaco, morte improvvisa ipotizzando un collegamento di tali eventi con il farmaco. Il domperidone rientra infatti in quella categoria di molecole capaci di aumentare il rischio di “torsione di punta”, una grave aritmia ventricolare associata al prolungamento dell’intervallo QTc che, se non trattata tempestivamente, porta a morte. Basando la sua analisi sui rimborsi dell”assicurazione medica e sull”incidenza di morte cardiaca improvvisa in Francia, la rivista Prescrire ha calcolato che domperidone è stato dispensato almeno una volta nel corso del 2012 al 7% circa della popolazione francese (tre milioni di adulti) ipotizzando che alla sua assunzione possa essere associato un numero di morti cardiache improvvise comprese tra 25 e 120 in un anno. Da qui l”esortazione a ritirare il domperidone dal mercato, ancora prima di marzo 2014 quando è prevista la pubblicazione di un parere da parte dell”Agenzia europea dei medicinali (Ema) su questa tematica. Utilizzato per il trattamento sintomatico della nausea, del vomito e del senso di pienezza epigastrica, i farmaci contenenti domperidone, a giudizio degli autori di Prescrire, possono essere facilmente sostituiti con prodotti più sicuri tra cui omeprazolo per trattare il reflusso gastroesofageo, consigli sulla dieta o addirittura un placebo. I rischi cardiaci associati all”impiego di domperidone sono ignorati dalla maggior parte dei pazienti che spesso utilizza questo farmaco con disinvoltura.
Fonte: farmacista33.it



