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giovedì 16 marzo 2023

BAGNONE in SALUTE: Troppe le morti per infarto e uno specialista spiega come si fa prevenzione a 360 gradi.


Troppe le morti per infarto e uno specialista spiega come si fa prevenzione a 360 gradi .

“In Italia muoiono circa 275 persone al giorno, 11 ogni ora. Purtroppo ancora oggi nel nostro Belpaese almeno il 50% dei pazienti che ha un infarto (STEMI) muore prima di raggiungere l’ospedale, importante la prevenzione". Così esordiscono due specialisti il Dott. Fabio Costantino Scirocco Specialista in malattie dell'apparato cardio-vascolare Ospedale delle Apuane e Distretti sanitari zona delle Apuane Massa-Carrara,2 e il dottor Ezio Szorenyi, nefrologo, internista, tossicologo e per diversi anni Direttore dell’Unità Operativa  provinciale di Emodialisi e Nefrologia dell’Asl Massa-Carrara ed attuale presidente provinciale dell’Ail, l’Associazione contro le leucemie-linfomi e mieloma di Massa-Carrara che parla, invece della prevenzione per le complicazioni renali da diabete. 
Il dottor Costantino aggiunge dicendo: “sposo nella maniera più assoluta questa lodevole  giornata di prevenzione che si terrà sabato 25 marzo con orario 9-13-15-19 a Bagnone in Lunigiana (Massa-Carrara) dal titolo accattivante “Bagnone in salute” nel Centro polifunzionale in località Grottò” , 

L’iniziativa è della Confraternita di Misericordia locale presieduta dal Governatore Mareno Barbieri (componente anche il Consiglio Nazionale della Federazione delle Misericordie Italiane) con il patrocinio della Confederazione regionale delle Misericordie, del Comune  e d’intesa con il Coordinamento provinciale delle Misericordie apuane .Coinvolte anche le Misericordie di Pontremoli, Villafranca, Pontremoli oltre a quella, ovviamente, di Bagnone. Per effettuare le prestazioni gratuite occorre prenotarsi telefonando in orario d’ufficio alla Misericordia di Bagnone Tel 0187-429234. In questa giornata, come spiegheremo verranno effettuati: le misure di pressione arteriosa, peso, altezza, circonferenza vita, elettrocardiogramma (ECG), eco-elastometria e steatometria  epatiche  per il calcolo dell’indice pressorio braccio/caviglia per la prevenzione delle alterazioni vascolari responsabili soprattutto del piede diabetico. 

Nella giornata presente anche il dotto Lorenzo Bertellotti radiologo, ecografista meglio noto come la “Tac umana” per la precisione millimetrica nelle diagnosi. “In Europa . continua lo specialista -  muoiono ogni anno per SCD (Sudden Cardiac Death) ovvero morte cardiaca improvvisa (MCI) circa 400000 persone, 1000 ogni giorno. Un bilancio giornaliero decisamente molto pesante (tante persone quante ne trasportano due jumbo jet) che come già è stato ampiamente detto fa di questa situazione clinica il “killer numero uno nel mondo occidentale”.Ed entro il 2030 sono attesi nel mondo 24 milioni di decessi all’anno per malattie cardiovascolari (ad oggi sono 18 milioni le persone che muoiono all’anno). In Italia attualmente sono circa 230000/anno. Ecco che la prevenzione assume un ruolo “vitale” soprattutto in questo setting. Fare quindi prevenzione ed importanti queste giornate  significa ridurre sensibilmente il numero di persone affette da patologie cardiache. L’elettrocardiogramma (ECG) è senza ombra di dubbio uno dei primi esami da eseguire per cercare di intercettare queste persone. Sia per le patologie cardiache che riguardano il ritmo (fibrillazione atriale in primis) che per quelle coinvolgenti il muscolo (miocardio) in senso stretto, l’apparato valvolare e le coronarie (ovvero quelle arterie che sono la principale causa di infarto miocardico quando si occludono). Concludo quindi dicendo che fare prevenzione per me significa riuscire nel mio scopo di medico ovvero cercare di salvare più vite possibili motivo, come dicevo.  sposo nella maniera più assoluta questa lodevole.” 

Gli fa eco il dottor Nino Giordano Giudicelli, specialista in Medicina Interna, Reumatologia, Medicina Nucleare notissimo soprattutto in Lunigiana. “Prevenire è meglio che curare, E’ questa una frase che continuamente la si sente nelle strade, sulla bocca delle persone, scritta sui giornali e pronunciata nei varii programmi di divulgazione cosiddetta medica-scientifica della televisione. Si sente dir così di frequente, prevenzione, prevenzione, prevenzione”, tanto da esser un luogo comune, un richiamo pubblicitario e, come ogni cosa che sia diventata comune, finisce che non ci si badi più o, una volta detta, quasi fosse un motto apotropaico ovvero uno scongiuro tipo il nostro italico “facciam le corna” o, come la moda anglo-americana impone oggidì, “incrociamo le dita”, si pensa ad altro. Tutto il contrario, naturalmente. La prevenzione, invece, è uno dei presidii più utili che ci sia in medicina e non solo. In un aspetto della nostra esistenza in cui la prevenzione risulta estrinsecarsi nella sua quasi totale efficacia è nei luoghi di lavoro. Riducendo al massimo possibile (e lo si può) l’inquinamento da polveri, gas e fumi, con filtri, dispositivi di protezione individuali (maschere, ecc.) la quasi totalità delle patologie polmonari, vedi la silico-asbestosi e le altre, scompare o, per lo meno, non produce più le invalidità così gravi che erano quasi la norma, anni fa, negli operai addetti a determinate mansioni. Utilizzando i dispositivi di protezione individuale,  quali, oltre le ben note maschere, le cuffie anti-rumore, gli indumenti adatti (tute, elmetti, calzature, guanti, visiere, grembiuli, ecc.), la sordità da rumore, le malattie industriali della pelle, traumi vari, ecc., si legge esser state consistentemente ridotte o, in alcuni casi, del tutto  scomparse. Venendo alle  patologie che toccano tutti noi, che cosa si può prevenire in modo efficace? Innanzi tutto l’ obesità/sovrappeso. E’ dovuta a varie cause, tra le quali l’ eredità familiare, la scarsità di moto, l’ eccessiva quantità di cibo il quale, tutto sommato, ha ora un prezzo per così dire “abbordabile” per tutti, è di facile assorbimento e gusto come i cosiddetti “zuccheri semplici” e “grassi insaturi” i quali danno immediato senso di sazietà e soddisfazione. Troppi chili in più significano lavoro cardiaco e polmonare aumentato, per semplificare. Inoltre c’è tutto il danno metabolico il quale, a sua volta, va a interessare l’ apparato vascolare con aumento di patologia delle arterie e, ovvio, danni ai vari organi quali cuore, come detto, reni, sistema nervoso centrale e periferico, organo della vista, ecc. Più si mangia e più si corre il rischio d’ aumentare la quota di sodio tollerata, con tutte le conseguenze che può portare, in primis l’ipertensione, detta anche “pressione alta”. Prevenire queste patologie è, se vogliamo, abbastanza alla portata di tutti noi; basterebbe evitare o, per lo meno, ridurre, con una dieta, studiata e personale, la quantità di cibi e, in particolare, quelli contenenti i componenti dei quali s’ è detto prima, oltre a camminare, tutti i giorni, per circa 30-40 minuti a passo svelto. Naturalmente si prevengono determinate patologie oltre che con il controllo del peso corporeo, con gli opportuni esami di laboratorio, per esempio il monitorare i livelli della glicemia, del colesterolo e le sue principali frazioni, i livelli dell’ acido urico e altri parametri, oltre a quelli già elencati, quali l’ omocisteinemia, i quali contribuiscono ad incrementare la frequenza d’ altre e varie patologie, non solo le cardio-vascolari. Dal punto di vista strumentale, o d’indagini d’immagine, oltre ai tradizionali esami RX-grafici , l’eco-tomografia Doppler dei vasi arteriosi e venosi, del cuore e dell’ addome, che tende a stimare, con una certa precisione, i danni organici in atto con un certo anticipo di tempo, in modo tale da prendere i dovuti accorgimenti terapeutici o cambio di stile di vita. Un’ altra patologia che sta diventando argomento d’ indagine e che, spesso, è connessa con il nostro stile di vita e la stessa obesità-sovrappeso, è l’ epato-steatosi, comunemente detta il “fegato grasso” oggetto appunto della giornata di prevenzione a Bagnone e sulla quale si è a lungo parlato e scritto.  

Naturalmente e sempre parlando di prevenzione, non si deve dimenticare quella delle malattie infettive che s’ effettua con le comuni misure d’ igiene personale e pubblica. A questo proposito e dato il periodo che stiamo passando, non si può trascurare la vaccinazione per le malattie infettive, quali l’ influenza stagionale, particolarmente per i soggetti a maggior rischio che son i “fragili”  la vaccinazioni anti-pnemococcica per i soggetti bronchitici cronici ma non solo, quella contro il virus della varicella-Herpes zoster, l’ epatite virale “B” e tutte le altre obbligatorie per legge. Non si posson trascurare, quali misure preventive, le periodiche auto-valutazioni delle mammelle per il sesso femminile, in particolare per le donne che sono in quella che è considerata l’ età più a rischio per la patologia neoplastica mammaria, oltre alla periodica mammografia. Da prender sempre in considerazione pure le visite ginecologiche, anch’ esse periodiche, dato che ormai anche i colleghi ginecologi sono per così dire “attrezzati” per esaminare da punto di vista strumentale, le ghiandole mammarie. Sempre nell’ ambito di patologia femminile, si raccomanda anche la valutazione del contenuto minerale osseo, che s’ esegue mediante la mineralo-metria ossea, in sigla M. O. C., per prevenire le fratture ossee da osteo-porosi. E’ detta patologia femminile, l’osteo-porosi ma NON E’ SOLO nella donna che si manifesta questa malattia, c’ è anche negli uomini e le raccomandazioni per la prevenzione son le medesime, tant’ è che, a differenza di qualche anno fa, i farmaci per il trattamento dell’ osteo-porosi maschile  son gli stessi e sono distribuiti dal SSN. Per qual che riguarda il “sesso forte”, si consiglia, sempre nell’ “età a rischio”, cioè dopo i cinquant’ anni, almeno una visita urologica annuale, per valutare la prostata.. Per ciò che riguarda la prevenzione dì alcune neoplasie intestinali, si consiglia d’ eseguire la ricerca del sangue occulto nelle feci, esame semplice è che già, in alcune regioni, onde eseguirlo a casa propria, il famoso “kit” o corredo, è fornito dalla stessa ASL d’ appartenenza. A questo punto, però, non si può concludere un discorso sulla prevenzione senza menzionare il fumo di tabacco e l’ alcool. Il primo, come lo si definiva un dì, altro non è che il prodotto della distillazione secca delle foglie di tabacco. Questo è uno dei prodotti più dannosi per l’uomo. E’ causa e concausa di numerose malattie polmonari, cardio-vascolari e neoplastiche, quindi è solo da evitarsi sempre e in ogni caso. I vecchi adagi tipo “tre-cinque sigarette al giorno non fan male” e altri sono fandonie. Noti sono ormai i casi di soggetti che non fumavano più sigarette al giorno di quanto espresso da questi “numeri magici” e che s’ ammalarono del classico tumore polmonare broncogeno “da fumo”.  A ciò si deve aggiungere il tumore polmonare da “fumo passivo” che si sviluppa nei soggetti che vivono accanto a fumatori anche se gli stessi non han mai messo una sigaretta in bocca. Conclusione e come s’ è già detto, mai fumare. Per quel che riguarda l’ alcool bisogna fare alcune distinzioni tra la quantità  giornaliera che può esser tollerata senza che siano apportati danni irreversibili allo organismo e quella non tollerata o tossica. Sia chiaro che l’ apporto calorico dell’ alcool non ha alcun contenuto nutritivo, son solo calorie in più che posson portare a un aumento di peso. Infatti un’ unità alcoolica consumata è pari a 70 kCal., inoltre è da tener presente che le calorie apportate dall’alcool non sopprimono lo stimolo della fame, anzi, spesso lo aumentano. Un’ unità alcoolica è pari a 12 gr d’ alcool; per l’ uomo posson esser considerate sicure 36 grammi al giorno; nella donna, per le ragioni testé esposte, non oltre 24 grammi e negli anziani non più di 12 gr al giorno. Al di là di queste quantità, che è meglio non oltrepassare, inizia la tossicità, tossicità che può interessare l’ apparato gastro-enterico e le sue ghiandole, soprattutto il fegato, pancreas, il midollo osseo, il sistema nervoso centrale e periferico, l’ apparato urinario, ecc., senza contare le gravi ripercussioni sulla vita affettiva, sociale, di relazione, 
  
Nelle foto: la locandina dell’evento; il cardiologo dottor Fabio Costantino Scirocco; il dottor Lorenzo Bertellotti; il dottor  Nino Giordano Giudicelli.

Alberto Ruffini...

domenica 19 aprile 2020

OPA MASSA : Dr. BERTI, INFARTI RIDOTTI, MA NON ABBASSATE LA GUARDIA.


 “Infarti ridotti”  lo dice il dottor Sergio Berti  ma non bisogna abbassare la guardia  che bisogna prendersi cura del proprio cuore:  in prima linea l’Ospedale del Cuore di Massa anche con le televisite.

Infarti ridotti “miracolo”, si fa per dire,  del coronavirus! . lo dice il dottor Sergio Berti  ma non bisogna abbassare la guardia  che bisogna rendersi cura del proprio cuore:  in prima linea l’Ospedale del Cuore di Massa anche con le televisite.
Nelle ultime settimane la nostra attenzione è stata catturata dalla pandemia da Covid-19 distraendoci dalle altre malattie che, purtroppo, continuano ad affliggere la popolazione: in particolare le malattie dell’apparato cardiovascolare, tra le prime cause di morte nel mondo occidentale. In tutti i Paesi colpiti della pandemia sono osservati due fenomeni.
La significativa riduzione degli accessi al Pronto Soccorso e la riduzione a circa la metà dei pazienti che si presentano in ospedale o che contattano il 118 perché colpiti da infarto: un dato, questo, confermato dalle principali società scientifiche. In prima linea, come al solito, l’Ospedale del Cuore il meglio noto O.P.A. dove le equipe operano in modo massiccio 24h.
Per venire sempre di pù in aiuti alla collettività all’Opa si attua ano anche le televisite. 
Andiamo con ordine- C’è realmente una riduzione degli infarti? “
Nelle ultime settimane abbiamo osservato una riduzione di pazienti  - dice il  Dr. Sergio Berti, Direttore della Unità Operativa Complessa di  Cardiologia Diagnostica ed Interventistica dell’Ospedale del Cuore della Fondazione Monasterio.che accedono in ospedale per infarto, mentre sono numerosi pazienti con infarto giunti tardivamente.

Verosimilmente la preoccupazione di un possibile contagio in ospedale ha spinto molti a non rivolgersi alle strutture sanitarie o, comunque, a farlo in ritardo, aumentando così i rischi per la propria salute. Sappiamo bene, infatti, come in questa malattia arrivare presto significa ridurre la mortalità e le dimensioni dell’infarto.”
Il dottor Berti avverte che bisogna non sottovalutare i sintomi: “Assolutamente! L’organizzazione della rete ospedaliera adottata dalla Regione Toscana per fronteggiare la pandemia in corso ha efficacemente separato i percorsi garantendo, anche in questo momento, l’accesso alle cure in particolare per le cosiddette malattie “tempo-dipendenti”, come appunto l’infarto.
In tale organizzazione le strutture della Fondazione sono identificate come “no-covid” e garantiscono l’erogazione delle prestazioni in urgenza, ambulatoriali e di ricovero, nella più totale sicurezza grazie anche ai rigidissimi protocolli adottati. In presenza, quindi, dei sintomi caratteristici dell’infarto (tipicamente dolore oppressivo del torace) si deve chiamare immediatamente il 118: la rete per la gestione dell’infarto nella nostra area è, infatti, particolarmente efficiente e riesce a garantire il raggiungimento delle sale di emodinamica in tempi quanto mai rapidi.”
Discorso a parte per le visite ambulatoriali: dove  l’accesso alle strutture sanitarie è possibile solo per visite e prestazioni urgenti.
“Questa situazione e la nostra volontà di restare a fianco dei nostri pazienti, ci ha portato ad adottare soluzioni alternative alla consueta visita cardiologica, che prevede la presenza del medico e del paziente nel medesimo ambiente: soluzioni che siano di reale supporto per i pazienti cardiopatici e consentano di monitorarne meglio le condizioni anche in presenza di queste limitazioni che di fatto impediscono lo svolgimento dei controlli di routine con le modalità tradizionali.
La strategia adottata all’Ospedale del Cuore si basa su metodiche proprie della telemedicina, cioè di attività medica a distanza, in linea con le indicazioni fornite dalla  Regione Toscana con la Delibera n. 464 di pochi giorni fa.
In particolare proponiamo al paziente la possibilità di essere “visitato” a distanza da un cardiologo che lo aiuti nella valutazione del proprio stato di salute ed effettui una rivalutazione della terapia anche prescrivendo eventuali indagini urgenti o fissando un accesso in ospedale per una visita laddove le condizioni lo richiedano.” In caso di visita o esame urgente, come avviene l’accesso all’Ospedale del Cuore? “
Alla data fissata per la visita o esame urgente, il paziente accede agli ambulatori dell’Ospedale del Cuore dopo essere transitato attraverso l’area filtro all’ingresso: qui è accolto da un operatore sanitario che lo invita ad igienizzare le mani con gel, fornisce una mascherina qualora il paziente ne sia sprovvisto, esegue una breve anamnesi per valutare il rischio di infezione da coronavirus, misura la temperatura e, quindi, verifica la prenotazione e consente l’accesso agli ambulatori. 
La visita si svolge come di consueto, tranne che per il fatto che medico e paziente indossano i dispositivi di protezione individuali per garantire la massima sicurezza per entrambi.”Importante è  anche la “televisita”: sostituisce la usuale visita ambulatoriale?“
Non esattamente è più preciso definire che la affianca.

Il medico, infatti, in base a quanto emerso dalla “televisita” ha un quadro dello stato di salute del paziente dal quale scaturisce la successiva azione diagnostica/terapeutica che può portare anche ad un’eventuale visita urgente, ad indagini strumentali urgenti o, in casi di particolare gravità, al ricovero ospedaliero: in ognuno di questi casi, comunque, è il nostro cardiologo che provvede a fissare e coordinare gli accertamenti urgenti o l’eventuale ricovero.” Televisita ok ma occorre l’ impegnativa del proprio medico per usufruire della “televisita”?“
No, è il nostro cardiologo che provvede a fare l’impegnativa elettronica per questa prestazione che, peraltro, non prevede il pagamento del ticket; ed è il cardiologo che provvede alla prescrizione elettronica di eventuali ulteriori accertamenti.  Non è, quindi, necessario, che il paziente si rechi dal proprio medico di medicina generale” Quanti Cardiologi sono dedicati a questa attività e quali sono i primi riscontri?“Al momento quattro cardiologi sono dedicati a questo tipo di attività e riscontriamo un alto livello di apprezzamento da parte dei pazienti “visitati”. Si tratta sicuramente di un’attività impegnativa, ma che crediamo possa costituire un banco di prova di nuove modalità di approccio, soprattutto nella gestione della cronicità e stiamo valutando come sviluppare ulteriormente queste tecniche per il futuro sulla base dell’esperienza di questi giorni. La “televisita” all’Ospedale del Cuore.

I pazienti ai quali era stato fissato un appuntamento per visita di controllo nel periodo successivo al  blocco delle attività ambulatoriali (9 marzo) sono contattati telefonicamente dagli operatori dell’ufficio prenotazioni dell’Ospedale del Cuore che spiegano in cosa consiste la “televisita” e chiedono se sono interessati.

Se il paziente accetta, viene fissato l’appuntamento concordando le modalità di collegamento (videochiamata, se il paziente ha un computer con videocamera o di uno smartphone, o contatto telefonico): il paziente ha anche la possibilità di inviare via mail prima dell’appuntamento i referti di esami eseguiti recentemente. Al momento del contatto il cardiologo sottopone al paziente una serie di domande per capire le sue condizioni di salute ed i sintomi che avverte e mette in relazione le informazioni ricevute con le informazioni cliniche presenti nella cartella clinica informatizzata dell’ospedale, seguendo le linee guida per il triage telefonico predisposte dal Ministero della Salute: la valutazione può essere integrata con quanto il paziente ha inviato in precedenza per posta elettronica. La televisita si conclude con un referto stilato dal medico dove sono riassunte le decisioni prese (ad esempio modifica della terapia, prescrizione di ulteriori indagini o altro): il referto è inviato al paziente secondo la modalità preferita.”


Nella foto: il dottor Sergio Berti
Fondazione “Monasterio” Massa-Pisa

Alberto Ruffini.

domenica 10 marzo 2019

MASSA: ALLA GIORNATA DI PREVENZIONE SALVATA DONNA CON INFARTO IN CORSO


Va alla giornata di prevenzione del Centro Ponticello e la cardiologa si accorge che la donna ha un infarto in corso. Oltre 200 le visite effettuate

Una signora di Massa sessantotto anni  è stata salvata stamani dalla cardiologa del Centro Medico Ponticello di Massa: dottoressa Valentina Barletta in occasione de "La prevenzione in……  rosa" la giornata (di prevenzione del rischio cardio vascolare e tumore al seno e tiroide) che, promossa dal Gruppo di specialisti volontari, si è tenuta   nei moderni ambulatori del "Centro Medico Ponticello" di via Ponticello sud 4 . La signora si era recata al Centro per partecipare appunto alla "giornata"e per sottoporsi alle visite gratuite  programmate . Mentre scorreva il tracciato la cardiologa si è accorta che era in corso un infarto. Immediato l'arrivo dell'ambulanza che ha portato in ospedale la signora. Molti gli specialisti presenti all'evento:  Dottor Gianni Barattini: Visite dermatologiche (controllo Nei); Dott.ssa Valentina Barletta: Visite cardiologiche complete (con ecocuore) e ECG; Dottor Lorenzo Bertellotti:  Ecodoppler TSA ed eco al seno; Dottor Antonello Giannoni: Visite nutrizionali; Dott.ssa Erica Giovannelli: Consulenze riabilitative pavimento pelvico; Dottor Paolo Migliorini:  Visite ginecologiche;  Dottor Tito Torri:  Ecografia Tiroide, Dottor Valli Mario: Visita senologica; tutti hanno refertato casi non gravi come l'infarto ma suscettibili di attenzione. Ancora una volta di più giornate come queste che non vogliono sostituirsi alle varie strutture sanitarie del territorio o ai medici di famiglia sono di forte ausilio per la prevenzione. Da dire che fin dalle 8  davanti all'ingresso del Centro si era assiepata una grande folla di donne: l'evento era solo dedicato a loro in occasione della Giornata internazionale della donna  che ricorre, come è noto, l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, economiche e politiche, sia le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono state e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo.  Un ringraziamento agli specialisti ed alla proprietà è stati rivolto dall'Amministrazione comunale rappresentata dall'assessore Andrea Cella. "La grande folla presente stamani al Ponticello è la chiara dimostrazione di quanto la collettività vuole iniziative come questa che fortunatamente non sono episodiche nel nostro comprensorio". Da parte sua il dermatologo dottor Gianni Barattini ha sottolineato che "una delle carte vincenti della medicina moderna è la prevenzione degli eventi morbosi con conseguente abbattimento a lungo termine dei costi. In questa ottica  il servizio medico dermatologico di Ponticello in occasione della "festa della donna" ha offerto la propria opera nella prevenzione del melanoma della cute attraverso un sofisticato apparecchio un video dermatoscopio di ultima generazione che consente di sezionare, ancor prima del melanoma, quei nevi con caratteristiche di atipia destinati,poi, alla rimozione chirurgica e quindi alla prevenzione del melanoma. Un ringraziamento da parte dell'organizzazione al "Centro Medico Ponticello" che mette a disposizione macchinari di ultima generazione e la bellissima struttura dell'Alta Toscana dedicata alla prevenzione, riabilitazione ed alla tutela della salute di tutta la famiglia.

Nelle foto: i dottori Gianni Barattini e Lorenzo Bertellotti; moderne apparecchiature del Centro



Alberto Ruffini

venerdì 18 maggio 2018

COME COMPORTARSI IN CASO DI INFARTO ACUTO , SPIEGATO DAGLI SPECIALISTI .

 
Vogliamo cercare di sopravvivere all'infarto acuto? Al primo dolore toracico chiamare subito il 118 e non perdere altro tempo: questo il soccorso efficiente e rapido". L'invito giunto dal corsi convegno sull'infarto acuto dell'Opa.  Durante i lavori  tre emergenze  di infarto acuto.

"Hai un dolore toracico? Chiama il 118" questo in estrema sintesi il primo messaggio emerso in modo chiaro da questo importante corso convegno interregionale. Ancora troppi i pazienti che ogni giorno giungono al pronto soccorso dei nostri ospedali con questo sintomo perdendo in questo modo tempo prezioso. Perdere tempo, dal momento della comparsa del sintomo, significa aumentare le probabilità di morire di infarto e questo è un problema di grandi dimensioni.
Il mio desiderio è che noi insieme ai responsabili del 118 che oggi partecipano a questo evento facessimo passare dopo questa importante giornata.  Un incontro stampa a livello di tutta la nostra area per sensibilizzare la popolazione che nel momento si avverte un forte dolore toracico non deve andare al pronto soccorso ma chiamare subito il 118.". Così ha detto    in apertura dei lavori del  corso-convegno interregionale  dal titolo: "" L'infarto miocardico acuto - STEMI nel 2018" il   dottor Luciano Ciucci Direttore Generale  della Fondazione Toscana" Gabriele Monasterio" per la Ricerca Medica e di Sanità Pubblica. CNR. Il corso  accreditato Ecm,  promosso dalla stessa  Fondazione "Gabriele Monasterio" e dal 118 di Massa Carrara si è tenuto nella sala convegni della 'ospedale pediatrico apuano. Un corso di elevato profilo professionale e formativo che ha visto la presenza di esperti che hanno affrontato tutti i vari aspetti del'infarto acuto: dalla diagnosi precoce attraverso l'elettrocardiogramma eseguito sul territorio  all'intervento di angioplastica in sala di emodinamica ma coralmente è stata sottolineata l'importanza di non perdere tempo: ai primi sintomi e chiamare subito il 118.
Presenti i vertici del 118 dell'area Massa-Carrara – Lunigiana-Versilia Lucca: dott. Luca Nicolini – direttore della Centrale operativa dei questa arera. Dottor Umberto Roberto Vatteroni. Responsabile Struttura 118 e soccorso cave  Massa Carrara Lunigiana; il dottor Giovanni Orlandi Direttore Unità operativa Neurologia dell'Azienda sanitaria; il dottor Gino Volpi Direttore Struttura operativa complessa multizonale Asl Centro –Pistoia e professore di Neurologia Università di Firenze; Dott. Luca Fialdini vice presidente provinciale Ordine professioni infermieristiche di Massa Carrara. E soprattutto specialisti,  medici di medicina generale giunti anche dall'Umbria e dalla Liguria, medici del 118 e da infermieri nonché responsabili di Istituti scolastici superiori. Presente anche in qualità di responsabile scientifico la dottoressa Maria Laura Valcelli referente per la formazione del personale sanitario 118, la dottoressa Alessandra Landini   sempre del 118 Referente per la formazione al Volontariato e utenti esterni, il dottor Fabio Rota Conti, medici del nostro pronto soccorso, della Versilia e, come dicevamo di altre Regioni .  Da sottolineare che anche il dottor Alberto Ranieri De Caterina era componente la segreteria scientifica. Mentre nella sala convegni i lavori del convegno procedevano l'attività in sala emodinamica non si è fermata, ben tre emergenze con persone di varia età dai 34 ai 70,  colpite da infarto acuto; questa malattia non conosce soste.
Il corso prevedeva anche collegamenti live con la sala ed i partecipanti hanno condividere le scelte terapeutiche e gli interventi dei professionisti della Fondazione C.N.R. operativi 24 ore su 24  trasmessi su grandi schermi.

Vero mattatore della giornata il dottor Sergio Berti , direttore del corso, e dell'Unità operativa complessa di  Cardiologia Diagnostica ed Interventistica Ospedale del Cuore della stessa  Fondazione "G. Monasterio" . Ogni anno, con la sua equipe tratta più di 400 infarti acuti.  "L'evento di oggi è un  corso  - dice il dottor Berti – ma soprattutto un momento di confronto tra tutti gli attori che operano quotidianamente per combattere l'infarto acuto. L'obiettivo è quello di mettere a fuoco le problematiche e gli aspetti che caratterizzano la nostra rete per la cura immediata dell'infarto acuto pensata in una riunione dicembre del 1999. Come in tutti i cambiamenti, a quel tempo la fibrinolisi era il trattamento di riferimento e l'angioplastica è stata una innovazione epocale, ci sono stati strenui sostenitori che vi hanno creduto e si sono spesi per realizzarla, qualche contrario e molti indifferenti. Per utilizzare le parole del professor Luigi Donato nostro maestro, a questi ultimi dobbiamo il nostro riconoscimento perché ci hanno spinti a profondere tutte le energie possibili per realizzare nostra la rete per la cura dell'infarto nella forma in cui è oggi. Alla nascita della rete è stato fatto un grande lavoro di preparazione, abbiamo messo a fuoco tutti gli aspetti organizzativi, analizzato le caratteristiche del territorio e cercato di prevedere le possibili criticità che avrebbero potuto nascere. Dobbiamo essere orgogliosi del lavoro fatto e del risultato ottenuto, oggi la nostra rete è una delle più consolidate in Italia. Per fare un po' di "Storia" l'attuale rete prende la sua forma organizzativa nel 2003 -2004 grazie all'acquisto da parte della ASL di Massa Carrara su un progetto regionale per le zone montane, di tre sistemi per la trasmissione dell'elettrocardiogramma dal territorio della Lunigiana alla sala di emodinamica della Fondazione CNR.   In quel tempo il problema più pressante era come gestire i pazienti della Lunigiana, dove si registrava una mortalità per infarto decisamente più elevata rispetto all'area di costa. Dopodichè nel 2006 c'è un altro passo importante e strategico che è l'istituzione di un registro permanente dei pazienti con infarto acuto che giungevano all'OPA. Dal 2006 a oggi sappiamo per ciascun paziente affetto da infarto giunto all'OPA esattamente dopo quanto tempo è intercorso dalla comparsa del dolore al momento in cui il paziente chiama il 118 o si reca in pronto soccorso, quanto tempo impieghiamo a fare diagnosi, quanto tempo per il trasferimento e quanto tempo impieghiamo per fare l'intervento.
Questa mole di dati raccolti giorno per giorno è un grande patrimonio culturale ed è la "storia della nostra rete per l'infarto acuto" dodici anni di storia dell'infarto acuto nel nostro territorio. Nella giornata dopo i vari interventi come dicevamo molte le ore di collegamento con la sala di emodinamica nel pomeriggio sono state fatte esercitazioni di trasmissioni ed interpretazione dell'ECG utilizzando il sistema di teletrasmissione attualmente in uso sulle nostre ambulanze. L'esercitazione ha coinvolto tutti i presenti simulando momenti della vita reale della gestione dell'emergenza nelle sindromi coronariche acute.

Nelle foto: il dottor Sergio Berti, immagini del pubblico  
   
  Alberto Ruffini.

giovedì 22 gennaio 2015

BORGO A MOZZANO: MUORE DI INFARTO ALLA GUIDA DAVANTI AL FIGLIO 22/01/15 19:30

Fabiano Angiolini, sessantenne di Pontedera , mentre si trovava in auto con il figlio e' stato colto da un infarto, inutili i tempestivi soccorsi del 118.
L'uomo si e' accasciato sul volante subito dopo il distributore di Borgo a mozzano, ed il figlio e' riuscito ad accostare tirando il freno a mano.
Il fatto non ha creato incidenti, ma ha causato un po' di rallentamenti dovuti ai soccorsi e agli inutili curiosi.
I due tornavano dalla garfagnana dove hanno una casa e procedevano in direzione lucca sulla lodovica, quando e' avvenuto il triste evento, e purtoppo non sono serviti i rapidi soccorsi, che hanno provato a lungo ad rianimarlo.

giovedì 13 marzo 2014

FARMACI PERICOLOSI, FRANCIA CHIEDE IL RITIRO DEL DOMPERIDONE

Allarme Farmaci per reflusso e nausea, provocano infarti e morte. La Francia chiede il ritiro dal mercato.

Nome del principio attivo: DOMPERIDONE, Farmaco di classe C, a carico del cittadino. Indicazioni farmacologiche: Attenuazione della nausea e del senso di pienezza e pesantezza gastrica; trattamento coadiuvante della malattia da reflusso gastroesofageo; dispepsia; rigurgito.

Effetti collaterali: morte?

E’ allarme in Francia per gli effetti provocati dai farmaci che contengono come principio attivo il domperidone. Con l”obiettivo di tutelare la salute dei pazienti, infatti, l”autorevole rivista francese “Prescrire” lancia un appello per chiedere il ritiro definitivo dal mercato dei farmaci a base di questa sostanza. La decisione di lanciare questa sorta di ultimatum nasce dall”analisi dei risultati di uno studio, pubblicato il 19 febbraio scorso, condotto dal board editoriale della rivista, sui dati di prescrizione di domperidone in Francia nel corso del 2012 e alla stima degli effetti avversi gravi attribuibili all”impiego di questo farmaco. Da alcuni anni è nota l”associazione tra domperidone e rischio cardiaco tanto che l”Agenzia italiana del farmaco aveva già emesso nel 2011 una Nota informativa importante per mettere in guardia gli operatori sanitari. Nel 2010 erano stati infatti pubblicati due studi epidemiologici sul rischio di aritmia ventricolare, arresto cardiaco, morte improvvisa ipotizzando un collegamento di tali eventi con il farmaco. Il domperidone rientra infatti in quella categoria di molecole capaci di aumentare il rischio di “torsione di punta”, una grave aritmia ventricolare associata al prolungamento dell’intervallo QTc che, se non trattata tempestivamente, porta a morte. Basando la sua analisi sui rimborsi dell”assicurazione medica e sull”incidenza di morte cardiaca improvvisa in Francia, la rivista Prescrire ha calcolato che domperidone è stato dispensato almeno una volta nel corso del 2012 al 7% circa della popolazione francese (tre milioni di adulti) ipotizzando che alla sua assunzione possa essere associato un numero di morti cardiache improvvise comprese tra 25 e 120 in un anno. Da qui l”esortazione a ritirare il domperidone dal mercato, ancora prima di marzo 2014 quando è prevista la pubblicazione di un parere da parte dell”Agenzia europea dei medicinali (Ema) su questa tematica. Utilizzato per il trattamento sintomatico della nausea, del vomito e del senso di pienezza epigastrica, i farmaci contenenti domperidone, a giudizio degli autori di Prescrire, possono essere facilmente sostituiti con prodotti più sicuri tra cui omeprazolo per trattare il reflusso gastroesofageo, consigli sulla dieta o addirittura un placebo. I rischi cardiaci associati all”impiego di domperidone sono ignorati dalla maggior parte dei pazienti che spesso utilizza questo farmaco con disinvoltura.

Fonte: farmacista33.it