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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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giovedì 20 giugno 2019

CHIARA GRASSINI - LIVORNO : IL CAFFE' DEL DIRETTORE. Incontro con il nuovo direttore de ''IL TIRRENO''.


IL CAFFÈ DEL DIRETTORE


Livorno


Si è svolto ieri, mercoledì 19 giugno nella sede del Tirreno di via Alfieri, l'incontro con i lettori.
A ospitare il pubblico è  Fabrizio Brancoli, il nuovo direttore. L'appuntamento è  alle 18 su prenotazione gratuita: basta registrarsi  online e stampare il biglietto.


Prima di iniziare l'incontro  una diretta Facebook mentre viene servito il caffè nella sala riunione. Prende la parola il direttore e racconta della sua nomina e degli esordi giornalistici come collaboratore. La nuova linea editoriale prevede il mantenimento della tradizione storica ma con tante novità. Tra esse quelle di fare del Tirreno un giornale popolare, ovvero che si possa confrontare con il lettore ma che continui comunque a narrare le storie delle persone.


Nel corso del pomeriggio la parola passa al responsabile  della piattaforma online spiegando i contenuti e la crescita del digitale. Secondo quanto riportato ci sarebbe un incremento di circa  80.000 utenti  a partire dagli ultimi mesi. Gli abbonamenti permettono di accedere a qualsiasi tipo di articolo oltre a ricevere sei newsletters settimanali e gli eventi speciali per ogni città.


Il cronista, il caposervizio e il viceredattore hanno testimoniato il loro ruolo all'interno del giornale riportando esempi concreti per far capire meglio. Il primo si occupa di analisi politica, mentre gli altri di controllare e quindi verificare le notizie per fare poi una selezione di quelle più importanti. Significative sono le due videoconferenze che si svolgono nell'arco della giornata. Quella mattutina si concentra sull'aspetto organizzativo, quella pomeridiana invece, di impostare  la prima pagina.

 

lunedì 28 gennaio 2019

CHIARA GRASSINI, ci racconta : #fuoridalcoro trend, il programma di Mario Giordano.

" Ve l'avevamo promesso, eccoci qui. Da stasera alle 19:30 su Mediasetplay e su tutti i nostri social #fuoridalcoro trend. Commenteremo i vostri commenti e daremo la classifica degli argomenti che vi hanno appassionato di piu" annuncia Mario Giordano in un video di ieri, sabato 26 gennaio.

Il giornalista conduce uno speciale per il web della durata di tre minuti.
Sullo schermo dello studio appare una grafica che illustra una classifica dei temi piu discussi della settimana. Quelli della prima puntata sono stati i seguenti: il patto stipulato tra Macron e Merkel, Lino Banfi all'Unesco, Matteo Salvini e la Diciotti.

Giordano sceglie i commenti piu coinvolgenti degli utenti e li legge pubblicamente.
Il secondo appuntamento sara' sabato 2 febbraio sempre alle 19:30.
 

Chiara Grassini

venerdì 21 dicembre 2018

CHIARA GRASSINI : Mario Pannunzio, il Premio, e gli eventi culturali

 

" Qui nacque  il 5 marzo 1910 Mario Pannunzio maestro di giornalismo e libertà" recita l'insegna in via Cenami 12.
Il testo della lapide fu dettato da Pier Franco Quaglieni, direttore del centro studi di Torino. Nel 2010 Lucca ha celebrato il centenario della scomparsa del giornalista, e a ricordarlo una tavola rotonda con illustri ospiti a villa Bottini.

L' anno precedente, ovvero il 2009, la biblioteca civica Agorà ha celebrato  la memoria di Pannunzio con la presentazione del libro " I profeti disarmati". Oltre all' autrice Mirella Serra, anche Maurizio Belpietro,  Gaetano Quagliariello, Deborah Bergamini e Pier Franco Quaglieni.

Nel febbraio 2015 alla biblioteca statale di Lucca sono state donate le due annate mancanti de " Il Mondo", il settimanale fondato e diretto da Pannunzio. 
Come riporta la cronaca locale, sono state lasciate le copie del 1952 e del 1957.
Alan Friedman, economista e nono presidente del centro studi di Torino, è  stato tra i presenti in quell' occasione. Così come il 14 dicembre 2018. A intervenire anche Carla Sodini, docente universitario dell' ateneo fiorentino e autrice di " Amici per sempre" edito da Maria Pacini Fazzi.

In chiave discorsiva e semplice la Sodini si è  soffermata sulle figure femminili che hanno lavorato a " Il Mondo" .
Tra esse molte scrittrici e giornaliste di fama internazionale. Virginia Woolf ne e'un chiaro esempio. In tutto erano 133 e si firmavano con pseudonimi. Adele Cambria, tanto per citarne una, diventava Leone Paganini e Pannunzio sviolinava ironicamente il cognome.

Le autrici erano sedici e scrivevano venti articoli. I  " contributi occasionali" si contavano essere in tutto quarantanove. Per non parlare di Giulia Massari. Definita snob, curava la rubrica " Mano Nera" anticipando i temi dell'eutanasia. Riuscì a pubblicare ben 413 titoli di cui 110 nella rubrica summenzionata. Il fotografo ufficiale era Paolo Di Paolo.

Se Carla Sodini analizza le figure femminili, vediamo adesso che cosa si intendeva con il termine liberale. Innanzitutto il richiamo va a una delle famiglie più antiche, quelle della costruzione unitaria e al tempo stesso responsabili del regime fascista e della crisi bellica. Ma secondo Pannunzio il senso della parola liberale assume altre connotazioni. È  stata una scelta di totale spontaneità- e soprattutto di coraggio- quella di definirsi liberale. 
In seguito alla caduta di Mussolini i giornali non godono ancora della piena libertà. Nonostante ciò, " Risorgimento Liberale" è  considerato uno dei migliori giornali del dopoguerra. Escono quattro numeri in clandestinità ( 1943- 1944) e qualche manifesto politico. Mario Pannunzio fonda il Partito Radicale, allora Liberale, poi Movimento Liberale Italiano. Il quotidiano- che abbiamo citato- presentava tutte le caratteristiche di uno legato al partito.
Il 5 giugno 1944, anno della Liberazione di Roma, Mario vuole creare un giornale indipendente dalla politica. Nasce cosi la Società Editrice Autonoma  di cui egli fa parte. In cosa consiste dunque l'autonomia? Semplice: riportare fatti di cronaca politica, occuparsi di letteratura e di cultura. Insomma, un quotidiano aperto a tutti, a un pubblico amplio con notizie di varia natura ( costume, cinema, sport).
Nel 1946, ad esempio, Franco Libonati scrive a Pannunzio in occasione del derby Roma- Lazio. Di li a poco " Risorgimento Liberale" chiuderà anche se il lucchese già nel 1947 aveva espresso i dissensi sulla linea di partito.


" La libertà di stampa è  fondamentale e a Lucca Pannunzio è  stata una figura significativa" dichiara Alan Friedman al convegno del 14 dicembre. E ancora :" E' rinfrescante che un comune come questo si sia interessato a promuovere la difesa dei  valori" prosegue. 

La parola passa a Pier Franco Quaglieni, direttore del centro. Spiega le attività della fondazione. Fondata dopo la morte del giornalista, ovvero nel 1968, svolge attività  culturali aperte a tutti, non ad un élite. 
" È un buon motivo per migliorarsi culturalmente. I concetti sono due e diversi tra loro: NO CENTRO CULTURA LIBERALE e CENTRO DI CULTURA LIBERALE. Nel primo caso si tratta di ideologizzazione, nel secondo di disponibilità al dialogo" spiega Quaglieni.
 
Risorgimento Liberale affermava i seguenti valori: quello cavouriano e il rifiuto dell'antisemitismo. Non solo: Pannunzio è  stato amico e sostenitore dello stato di Israele. Nel 1967 Mario e Arrigo Benedetti si ritroveranno a lavorare insieme dopo che il fondatore de l' Espresso si dimette.


Quaglieni frequentera la vedova di Pannunzio, colei che ha ideato il centro di Torino. " Aveva un' immagine di Giovanni XXIII perché amava il papa.L'unica volta che ho conosciuto Mario e' stata a cena insieme ad Arrigo Olivetti  e a Carandini" conclude il direttore.

E dal 1982 il Premio Pannunzio. Consiste in un' incisione su argento consegnata alle personalità italiane che si sono distinte in ambito giornalistico, artistico e culturale grazie al loro spirito libero.
Vale la pena ricordare Indro Montanelli, Marcello Pera o Giampaolo Pansa. Dal 2009, invece, il premio  si è  esteso anche ad Alassio dove Mario Giordano, allora direttore del Tgcom24, ha ricevuto tale onorificenza.

" È stato un momento emozionante sulla terrazza dell' hotel Savoia. In quell'occasione firmai anche la mattonella che sta sul mitico Muretto di Alassio..." spiega il conduttore di Fuori dal Coro.

Chiara Grassini 


martedì 27 novembre 2018

CHIARA GRASSINI: Recensione de " Il Borghese " , il nuovo libro di Vittorio Feltri


IL BORGHESE  è  il nuovo libro di Vittorio Feltri, fondatore e attuale direttore di Libero. Si tratta di un' autobiografia suddivisa in dieci capitoli di cui cinque sono dedicati a illustri giornalisti e politici. Tra essi ricordiamo:Oriana Fallaci, Eugenio Montale, Enzo Biagi, Indro Montanelli, Gaetano Afeltra, Giulio Andreotti, Amintore Fanfani, Ciriaco De Mita, Bettino Craxi e Giorgio Bocca. Feltri- che li ha conosciuti- delinea le caratteristiche di ciascun personaggio fornendo al lettore un quadro completo sulla loro personalità.

Nella parte introduttiva il giornalista parte dal racconto della sua infanzia, della sua vita a Bergamo e della sua passione per i quotidiani. Spiega- capitolo dopo capitolo- come si e' costruito la carriera giornalistica partendo dagli esordi fino ad arrivare a oggigiorno.  A tal proposito occorre citare l'Europeo, l' Indipendente e il Giornale oltre ai quotidiani bergamaschi da dove tutto è  iniziato. Feltri riporta inoltre i dialoghi in ciascun capitolo. Seppur brevi sono densi di significato e memorabili. Essi mettono in risalto la figura di Andreotti o di Fanfani per far capire meglio a chi legge la loro personalità al di fuori della politica.

Il linguaggio utilizzato invece  è  chiaro ma a tratti diviene colorito. In alcuni punti prevale un lessico familiare e intimo, in altri i toni si fanno più cupi e seri. Feltri riporta episodi piacevoli e periodi grigi della sua vita. Come la morte della prima moglie dopo aver dato alla luce due gemelle.

Man mano che si giunge alla conclusione del libro l' attenzione al particolare e alla cura dell'esposizione rendono la lettura ancora più interessante, coinvolgente e istruttiva.

Insomma, IL BORGHESE  può essere considerato  una sorta di manuale dove pagina dopo pagina si impara a capire come si lavora nel mondo del giornalismo e soprattutto quali sono i rischi di questo mestiere. 

Chiara Grassini

martedì 13 novembre 2018

CHIARA GRASSINI: La Verità di Maurizio Belpietro, dalla fondazione all'acquisto di Panorama.


La Verità, il quotidiano indipendente fondato e diretto da  Maurizio Belpietro due anni fa, é  ora acquistabile  sia in Costa Azzurra che nel Canton Ticino.

Il giornale è  cresciuto cosi come le vendite delle copie. Ha esordito  con l' inchiesta sull'Inps  nel 2016 per poi approfondire  altre tematiche. Tra le più significative quelle della famiglia Renzi.

Grazie agli articoli  dettagliati, precisi e ben curati di Giacomo Amadori, capiamo chi è  realmente l' ex premier fiorentino. Fabio Amendolara, il cronista, aggiunge  particolari che gli altri giornali non raccontano.


Nello stesso anno Belpietro pubblica I SEGRETI DI RENZI. Seguirà I SEGRETI DI RENZI 2 E DELLA BOSCHI con Francesco Borgonovo e Giacomo Amadori.


La Verità cresce anche online e nasce www.laverita.info, la piattaforma che approfondisce le notizie. Il lettore crea il proprio profilo e salva gli articoli che preferisce.

Dalla pagina Facebook si possono seguire le dirette del direttore e di Giordano. Entrambi rispondono alle domande del lettore oppure - tramite video editoriali- commentano i fatti del giorno.

Dal 2018 collaborano nuove firme già conosciute al pubblico,ovvero Gianluigi Nuzzi, Federico Novella e Daniele Capezzone.
Il primo si occupa di Vaticano, il secondo intervista il personaggio della settimana e il terzo analizza la politica internazionale.

Recentemente Belpietro ha acquistato Panorama, lo storico settimanale. Sotto la sua direzione si tornerà a un giornalismo vero fatto di inchieste e di esclusive.
Da domani, ad esempio, Giampaolo Pansa, scriverà il suo BESTIARIO.
Mentre accade tutto questo, Raffaele Leone- che ha diretto Panorama per nove mesi- inizierà una nuova avventura  scientifico- divulgativa a Focus.

Chiara Grassini


domenica 4 novembre 2018

CHIARA GRASSINI: Mario Giordanio a Tv Talk parla del suo programma e della nuova Rete 4.


" Sapete fra l' altro oggi sono stato a parlare a Tv Talk. Andra' in onda domani e mi hanno parlato di voi. E mi dicono:" Ma tu fai video prima della diretta e inviti tutti a urlare? Se io li faccio e li rivendico sono orgoglioso di voi.
 
Dice: ma tu inviti quelli che vengono a urlare?
Certo invito ad urlare. E allora cosa c' e' di strano?". Cosi inizia il video di Mario Giordano prima di Fuori dal Coro.

Ogni sera alle 19:27 svela i temi del programma sulla sua pagina social. Tra le anticipazioni anche l'ospitata a Tv Talk dove si parla della nuova Rete4.

Cosa e' cambiato dunque rispetto a prima?
Sicuramente le trasmissioni e i giornalisti.
Gli storici programmi come Dalla Vostra Parte e  Quinta Colonna hanno chiuso.
Al loro posto: Quarta Repubblica, Stasera Italia, W l' Italia e Fuori dal Coro.

Secondo quanto ribadito da Mario Giordano la linea populista si sarebbe ammorbidita anche se il direttore continua a seguire una linea anticasta. Non solo: se prima rete 4 abbondava di telenovelas ora il punto di vista commerciale e' diverso e rivolto ad un pubblico "pregiato".

Nel corso della puntata non sono mancati i confronti tra i vecchi talk show con quelli attuali. Vediamo dunque il cambiamento.
Secondo uno studio il pubblico di Porro sarebbe piu' colto rispetto a quello di Del Debbio. Ma la media resta uguale cioe' pari al 3, 8%.

Ci sarebbe invece una leggera crescita a Stasera Italia, il programma condotto da Barbara Palombelli. La trasmissione, con il suo 4,9%, supererebbe quella di Belpietro ferma al 4, 2% con un totale di 1.000.000 di telespettatori. 

Fuori dal Coro registra invece 650.000 telespettatori con una media del 3, 5%. La conduzione in piedi e con tanti primi piani ricorda  i programmi della tv americana dove si svela il gioco del conduttore imparziale oltre a commentare i fatti della giornata.

La nuova Rete 4 dunque non e' piu' quella delle piazze ma rivolta a un pubblico generalista.

Chiara Grassini

sabato 5 settembre 2015

LA LIBERTA' DI STAMPA CHE NON C'E', CON GIORNALISTI POLITICIZZATI.

ITALIA
LA LIBERTA' DI STAMPA E' UN UTOPIA......
Alla faccia dell'articolo 21 della Costituzione !!!!!
https://it.wikipedia.org/wiki/Articolo_21_della_Costituzione_italiana

Giornali e telegiornali politicizzati che prima di pubblicare una notizia devono sentire il politico di turno, perche' le magagne non devono arrivare alla popolazione !!!!
Allora vedi il tg locale che parla di feste ed inaugurazioni ma non cita il processo di Napoli dove a giudizio per il sangue infetto ci sono noti esponenti locali.......
Vedi che la notizia di una bimba sbranata al collo da un cane, che altrove trova riscontro nazionale, non viene citata da nessun organo di stampa e quando si pubblica noi, ricevi una telefonata che dice: «ma non sapevi che non bisognava pubblicare???».
Vedi le continue segnalazioni e blocchi portati da forze politiche di ogni parte e genere.
Senti dire: «non posso aiutarti, perderei il lavoro....»
Continuano a segnalarti sui social network per bloccare un modo libero di informare la gente, ma mi spiace per loro, non riusciranno con le loro lorde mani a bloccare il getto d'acqua delle notizie parecchia acqua gli sfuggira' tra le dita !!!!
Vedi che gente che dovrebbe essere ''opposizione'' rema invece insieme agli altri, e comprendi che il tuo modo onesto di vedere la politica stride con i loro metodi di spartizione della torta del ''magnamagna'' politico, perche' su una cosa son daccordo: PIGLIARSI OGNUNO IL SUO PEZZO !!!!
Ma io ed il mio gruppo, gente libera, che cresce sempre di piu', andiamo avanti e ad ogni attacco reagiremo picchiando ancora piu' duro, non abbiamo nulla da perdere, e voi ???
Vedi che il muro di gomma tocca pure la giustizia, con chi deve far indagini che non chiude solo un occhio, ma ben due !!!
Vedi comuni che assumono addetti stampa che pero' sono solo per la maggioranza e non per l'opposizione, e che i giornali pubblicano integralmente certi interventi e cestinano o tagliano quelli di altri.....
La stampa non potra' mai essere libera quando un organo di stampa e' di proprieta' di un politico, ma di certo i politici non modificheranno mai una legge che li favorisce.
E chi da una libera informazione viene bastonato.... ma seppur bastonato va avanti lo stesso, non mi piego e non mi spezzo, non vi resta che ammazzarmi e forse ci avete pure pensato........

Andreotti Roberto.

venerdì 9 gennaio 2015

ELEONORA CASULA: GIOVANI NON PIU' GIOVANI PROFESSIONISTI DELL'OGGI.

Freelance: giovani non più giovani professionisti dell'oggi

Dimenticati dal Jobs Act ci sono giovani che non si sono arresi prima e non si arrendono ora. Stay hungry, stay foolish , citando Steve Jobs è il leit motiv della nuova generazione di creativi della rete.

Inventarsi un lavoro non è facile occorrono coraggio e perseveranza, una buona dose di formazione e di coaching. Nessun timore per tasse, casse, INPS, ritenute e tutto ciò che comporta avere una Partita Iva.

Mettersi in gioco, lanciarsi su un mercato, provare a lavorare in modo indipendente e con i propri strumenti è possibile, ma lo è solo ed esclusivamente se si ha la giusta formazione, il giusto carattere e sopratutto una ottima conoscenza della rete e dei suoi infiniti piccoli e grandi segreti.

Tra i giovani c'è chi è in grado di ritagliarsi uno spazio professionale. Un caso, quello di Eleonora, libero professionista e Partita Iva del settore comunicazione.

Internet, la rete, la comunicazione, la fantasia, la capacità di scrivere, la conoscenza di più lingue straniere, queste le sue risorse.

Eleonora, , ha iniziato il suo viaggio nel mondo dei freelance, un po' per gioco, un po' per noia ma sopratutto per amore.

Stanca di inviare curriculum, rispondere a proposte di candidatura e non ricevere mai una richiesta di colloquio, diversi anni fa Eleonora ha deciso di provare da sola a costruire la propria professione. Un solido percorso di formazione e piccole collaborazioni, spesso gratuite o frequentemente non pagate sono stati un ottimo background per tentare.

Provare, provare sempre, mettersi in gioco quotidianamente, la sua ricetta, quella di brava freelance.

Scrivere per il web non è un gioco da ragazzi ma significa: riuscire ad intercettare al meglio algoritmi complessi; creare una buona campagna di web marketing. Grazie alla buona conoscenza del Seo è possibile lavorare bene e sopratutto soddisfare le esigenze del cliente. Oggi con internet anche la figura dell'addetto stampa cambia, un testo per avere visibilità deve essere realizzato in chiave Seo e deve soprattutto essere accattivante così tanto da poter stimolare una ipotetica viralità anche nelle testate o negli spazi che lo rilanceranno.

Eleonora comunica, in tutti i modi possibili e probabili grazie alla rete. Scrive, pubblicizza, crea contenuti, posiziona al meglio siti aziendali e personali, prodotti e sopratutto soddisfa le necessità di chi vuole avere la giusta visibilità online.

Dalle campagne stampa tradizionali a quelle più innovative attraverso tutti i media raggiungibili, dalla carta stampata alla radio, alla televisione e ai blog. Crea e gestisce pagine social, rivestendo il ruolo di social media manager; genera campagne pubblicitarie di web marketing per privati e agenzie; cura la comunicazione politica attraverso internet per singoli o partiti.

Eleonora si definisce una creativa della rete, una web writer, content editor, web marketer, digital PR ,social manager e addetto stampa nel mondo 2.0. Flessibile, una flessibilità intelligente e non casuale. Eleonora come ogni freelance continua la ricerca di collaborazioni per accrescere le conoscenze e per scoprire nuove realtà al www.webjournalist.eu --

Ufficio stampa

Eleonora Casula

lunedì 23 giugno 2014

LETTERA DI UN GIORNALISTA RUSSO SULLA CRISI IN UCRAINA NEL DONBASS

Lettera aperta di un Giornalista russo a tutti i suoi colleghi del Pianeta

Cari colleghi giornalisti di tutte le nazioni , vi invito a visitare Donbass in Ucraina, questo appello lo faccio specialmente a coloro che si definiscono giornalisti nella Repubblica Federale Tedesca, al fine di poter constatare con i propri occhi quello che veramente stanno facendo coloro che si definiscono i nuovi liberatori dell’Ucraina, mi chiamo Alexander Zhilin , giornalista e Blogger russo, nato e cresciuto in Ucraina , attivo come giornalista , invito tutti coloro che si sentono di essere giornalisti LIBERI e non al soldo delle Multinazionali che hanno sponsorizzato il colpo di stato da parte di un gruppo di persone che da anni lo preparavano con l’aiuto di paesi occidentali sotto il comando del governo Americano, vi invito a filmare e fotografare il Genocidio che si stà consumando a danno della popolazione civile nel Donbass, solo la vostra presenza in numero abbastanza numeroso 50 /100 potrà fermare la mattanza che stanno attuando i sicari di Kiew, non c,è neonato ,persona anziana o civile che venga risparmiata , in questi giorni si stà consumando un Genocidio basato sulla pulizia Etnica della popolazione Ucraina , quando sarete qui ,vi accorgerete che cosa è l’inferno che la giunta di Kiew ha preparato con l’aiuto di Washington , potrete vedere che il Fascismo di Poroskenko è peggio del Fascismo di Hitler , perché vi dico di venire nel Donbass, assieme a voi e con l’aiuto dell’Organizzazione per la tutela dei giornalisti possiamo fermare questo massacro che Poroskenko ha messo in atto contro le diverse Etnie che vivono in Ucraina , mostrare a coloro che siedono dietro le poltrone nelle Redazioni dei giornali e TV nei paesi occidentali che ,tutto quello che scrivono e diffondono non corrisponde con la etica del libero giornalismo, specialmente mi appello ai colleghi Tedeschi che sono in prima fila nel diffondere disinformazione su quello che realmente stà succedendo in Ucraina, questo vale anche per coloro che si definiscono giornalisti negli altri paesi della UE, invece di fare i copia ed incolla dei dispacci che arrivano dall’Ufficio Stampa della NATO senza aver mai visto di presenza la situazione, vi prego di prendere in considerazione questo mio appello al fine di evitare che le prossime generazioni di Giornalisti non cadano nelle trappole di chi a tutti i costi vuole che la verità non venga fuori, oggi il giornalismo occidentale si stà scavando al fossa con le proprie mani ,e non solo il giornalismo-