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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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martedì 7 agosto 2018

LUCCA vs INNSBRUCK: Tutte le strade portano a Roma. In alcuni casi direttamente nelle buche..... di Chiara Grassini.

In Austria le strade sono ottime.
A Lucca no, le rattoppano come il cucito ai pantaloni.


Camminare nel centro di Innsbruck è una meraviglia.
Il manto stradale è in ottime condizioni e le strisce che separano la carreggiata sono ben marcate e le biciclette hanno una propria corsia. Poi però pensi a Lucca e rifletti.
Qui è diverso.
Le passeggiate serali sono tranquille e ogni via e' illuminata dai lampioni. A Mutigliano invece spariscono e aumentano le tasse. Non esistono le buche  e il sevizio trasporti è efficace. Gli  autisti parlano l'inglese e aiutano i passeggeri dando loro indicazioni. Le segnaletiche sono ovunque e perdersi è difficile. Da noi ti perdi a un incrocio perché mal indicato. Gli orari degli autobus sono aggiornati e i vetri che protegggono il cartaceo sono pulitissimi.
Tornare a Lucca e vedere le enormi buche viene voglia di pedalare veloce, si, per non vedere quelle condizioni in cui vertono le nostre strade.
 
Chiara Grassini.

venerdì 8 settembre 2017

La Lega Nord Viareggio risponde al PD sulla "EX Caserma Carabinieri"



"Ovviamente il PD che appoggia l'accoglienza senza se e senza ma, invece di "cercar casa" ai cittadini italiani che non possono avere accesso ad un alloggio, si fa venire in mente di adibire all'accoglienza l'ex caserma dei Carabinieri, che potrebbe date le dimensioni, "contenere" numeri imprecisati di "richiedenti", e  che necessita sicuramente di onerosa ristrutturazione. - Chissà che ne pensa Rossella Martina, oggi iscritta al pd, che ne richiedeva con forza ben altro impiego legato alle attività culturali e scolastiche, partendo dalle nuove generazioni per una rinascita della Città." Aggiunge Maria Pacchini Segretaria della Lega Nord Versilia, "Noi riteniamo che quest'accoglienza a oltranza non sia accettabile, seppur pianificata e attuata nell'impossibilità di un Comune in stato di dissesto, in virtù di immobili dello Stato, della Provincia, di Associazioni come la Croce Rossa, piuttosto che del Clero (ex presidio Polizia Municipale- Istituto De Sortis, tanto per citarne un paio). Per noi le priorità sono altre e le risorse dovrebbero essere indirizzate solo in tal senso.

A tal proposito saremo presenti alla conferenza stampa di iniziativa dei cittadini di Via Sauro, del quale riceviamo formale invito per il 9 settembre alle ore 9,15


Cons. comunale Viareggio Maria D. Pacchini Capogruppo Lega Nord. 


mercoledì 1 marzo 2017

VIAREGGIO, BALDINI: L'ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA' POLITICA DEL DISSESTO E' UN OBBLIGO MORALE !


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L'ACCERTAMENTO DELLA RESPONSABILITA' POLITICA DEL DISSESTO E' UN OBBLIGO MORALE ! 

Il Dott. Donato Bellomo, Curatore Fallimentare della Viareggio Patrimonio, non parteciperà alla Commissione di Controllo che il Presidente Annamaria Pacilio ha convocato per venerdì 3 marzo.
La motivazione, inviata proprio ieri, è chiara e precisa: "risposte relative al tema dell'accertamento delle eventuali responsabilità del dissesto, in questa fase, dopo quella operativa dell'esercizio provvisorio e del difficile passaggio di consegne dei servizi, nella quale è appunto su tale tema che si sta lavorando, costituirebbe atto non concesso a chi vi scrive in relazione agli obblighi di riservatezza che fanno carico ai curatori".
Il fatto che il Curatore Fallimentare ci comunichi chiaramente che, dopo la fase operativa dell'esercizio provvisorio, si sia aperta la fase dell'accertamento delle eventuali responsabilità del dissesto, è una notizia positiva perchè la città, i cittadini, i contribuenti che pagano le tasse, attendono da anni di sapere chi sono i responsabili dello stato di dissesto in cui è sprofondata Viareggio.
Non si può assistere alla vendita del Principino, non si può pensare a come sta finendo la storia di questo straordinario monumento della città - per fare solo l'esempio che in questo momento è di massima attualità - e non chiedersi di chi è la colpa. Chi dobbiamo ringraziare. Chi, fra coloro che hanno amministrato la città, non deve tornare a farlo perchè ha gia fatto danni irreparabili.
E' da tempo che vado dicendo che i viareggini ed i torrelaghesi hanno diritto di sapere chi siano i responsabili del depauperamento delle casse comunali e quindi mi auguro che qualcosa cominci a muoversi.
Certo però, al di là delle responsabilità giuridiche che saranno oggetto di verifica nelle sedi competenti, ribadisco che anche la classe politica dovrebbe avere la forza morale di darsi una risposta per quanto è accaduto.
Non possiamo girarci da un'altra parte, continuare a far finta di nulla, lavarsene le mani e delegare solo alla magistratura l'accertamento di responsabilità che sussistono anche sul piano politico delle scelte che le amministrazioni passate hanno fatto e che si sono rivelate un disastro per Viareggio.
Ad esempio, al di là di sapere chi ha compiuto atti erronei nella gestione delle società fallite, compito che spetta agli organi giudiziari che mi auguro siano celeri, vogliamo aprire una seria discussione politica riguardo alle scelte che, a suo tempo, sono state fatte in ordine al diluvio di società partecipate costituite in questa città ?
Vogliamo dirci chi le ha politicamente ideate e volute ? E chi invece non le voleva !
E vogliamo ripensare a chi è stato politicamente disponibile nel ricoprirne gli incarichi, nel gestirle ?
Sussiste, in ordine al dissesto viareggino, una responsabilità giuridica ma ne sussiste anche una di ordine politico.
Ne vogliamo parlare o preferiamo nasconderlo sotto il tappeto ancora una volta ?
Anche perchè molti di quegli attori - in un modo o in un altro - continuano a calcare le scene della politica attuale, ne prendono parte, sostengono questo o quello.
La città, almeno dal 1998 ad oggi, quindi quasi da vent'anni a questa parte, è stata amministrata da più compagini diverse e di diverso colore.
Chi fu, politicamente, il "deus ex machina" del sistema che, un passo dietro l'altro, ci ha portato diritti, diritti al dissesto ?
Che facevano la politica, i partiti, chi ricopriva incarichi nelle amministrazioni comunali del decennio marcucciano ma anche in Regione Toscana nel mentre la Corte dei Conti inviava i suoi rilievi sempre più negativi relativamente agli equilibri di bilancio ed all'effetto delle partecipate ?
Quali sono le responsabilità politiche - se vi sono ed in che termini - di chi quel sistema economico disastroso l'ha trovato nel 2008, ormai nel suo stadio finale, fino all'indagine del Mef ed alla dichiarazione di dissesto dell'ottobre 2014 ?
La città sta per vivere, con la possibile liquidazione e la vendita di tanti beni pubblici che hanno fatto la storia di Viareggio, un momento che segnerà, in negativo, la memoria dei cittadini.
La trasparenza degli atti e delle scelte amministrative continua ad essere, malgrado tutto, un esercizio difficile anche oggi e, ad esempio, non sono il solo a dire che la trasformazione di Asp in I Care lascia molti dubbi e che non vorremmo trovarci, fra qualche anno, di fronte ad un'altra Viareggio Patrimonio.  
Allora, anche alla luce di tutto questo, le responsabilità politiche (oltre che giuridiche) di quanto è accaduto non devono essere sottaciute, nascoste o sottovalutate da nessuno.
E' giusto che, anche moralmente, si apra una discussione, un confronto, magari attraverso una Commissione di Indagine ex art. 18, e si sappia chi porta sulle spalle la colpa delle politiche fallimentari che ci hanno portato dove siamo oggi.
Anche per evitare che possano ripetersi domani !

Avv. Massimiliano Baldini
Capogruppo
Movimento dei Cittadini per
Viareggio e Torre del Lago Puccini

venerdì 16 dicembre 2016

VIAREGGIO, IL DISASTRO DELLA VIAREGGIO PATRIMONIO, la denuncia della Lega Nord


LEGA NORD VIAREGGIO:
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Le vicende della Viareggio Patrimonio, delle società partecipate, della montagna di debiti che ha portato il Comune al dissesto, che per anni, chi ha governato ha ingenuamente pensato di "nascondere sotto il tappeto" trasferendole nei bilanci delle partecipate stesse per non sforare il patto di stabilità o, in altri casi, tirando a campare e rimandando la resa dei conti, stanno esplodendo in tutta la loro gravità e urgenza, ma noi riteniamo di non poter continuare a girarci intorno, il dissesto è sempre più grande e la città deve conoscere chi ne è stato responsabile.


  La notizia della decisione dell'OSL di respingere l'istanza della fallita Patrimonio srl per l'ammissione alla massa passiva del dissesto del Comune di crediti per 17.441.568 euro è una notizia che apre - anzi conferma - scenari inquietanti e che, a prescindere da possibili ricorsi al TAR, in ogni modo si riflette sulla sorte dei beni pubblici, dei beni comunali.
Beni comunali che - baratto o non baratto lo vedremo - a fronte del rischio di un declassamento dei crediti comunali verso la stessa Patrimonio a banali crediti chirografari,  sarebbero ben lungi dal poter essere salvati perchè privi di possibili concrete contropartite e garanzie.
E siccome, chi rischia di dover pagare il conto di questo dissesto sono i cittadini, sarebbe bene che la classe politica odierna, per quanto di propria competenza, non avesse timore di accertare, verificare e dire chiaro e tondo alla città chi sono i responsabili di questo disastro.
Non è giusto che, ad oggi, nessun amministratore sia stato chiamato ancora a pagare pegno per questa gestione inconsulta della cosa pubblica !

Se è vero che gli organi giudiziari preposti hanno le loro competenze ed in tal senso sollecito a darne corso e risposta quanto prima ai viareggini perchè non è possibile che  tutto  questo marasma finisca nell'oblio della prescrizione. Dall'altra il Consiglio Comunale ha fra le sue prerogative quello di aprire una Commissione di Indagine ex art. 18 e dare una risposta circa le responsabilità politiche del dissesto.
E' l'ora di dire basta ai rimpalli negli uffici, nelle segrete stanze degli organismi, il Consiglio Comunale deve portare alla luce del sole quanto è successo negli ultimi diciotto anni di amministrazione, quanto meno a cominciare dalle Giunte Marcucci.

La Lega Nord, insieme agli alleati del Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago Puccini, ha avanzato più volte tale proprosta, anche in Consiglio Comunale ma ci vogliono dieci Consiglieri per darvi corso, da soli non bastiamo.
Chiediamo a tutte le forze politiche e civiche presenti in Consiglio Comunale (ma anche a quelle fuori dal Consiglio almeno sotto il profilo della condivisione) che, con senso di responsabilità verso i cittadini e senza ritrosie di parte e/o di corrente, si convincano della doverosità di quanto andiamo dicendo, rendendosi disponibili a firmare la richiesta ex art. 18 del Regolamento Comunale.
La Lega Nord è pronta a dare alla città, ai viareggini ed ai torrelaghesi, finalmente, un'indagine seria ed incisiva su chi siano i veri responsabili del disastro economico che stiamo patendo !

Maria Domenica Pacchini
Alfredo Trinchese
e
Gruppo Consiliare
Lega Nord Toscana


mercoledì 10 febbraio 2016

PROVINCE .............ABOLITE.

LE PROVINCE.........


Basta chiacchiere.  BLA....BLA....BLA....BLA....BLA....BLA....BLA....
Le scuse del governo e di UPI sui dipendenti delle province da ricollocare. Certo un'incombenza simile risulta molto gravosa.
Sembra che ci siano persone inadatte a posti inadatti, le scuse ormai non reggono più. L’obiettivo primario era quello di tagliare il costo del personale, qualcuno si è chiesto, dove è stato il taglio? La risposta certa e senza ombra di dubbio è: -I servizi-. Il dimezzamento delle risorse da parte dello Stato ha provocato conseguenze a catena sull’efficacia dei servizi e l’impasse sulla distribuzione delle funzioni. L’argomento semplice è stato reso un po’ tecnico, sono state create scappatoie per non fare niente: i nuovi Enti sopravvissuti alle vecchie Province mantengono alcune funzioni dette fondamentali; hanno in carico 5.100 edifici scolastici per due milioni e mezzo di studenti, si occupano della manutenzione di circa 130mila km di strade («pari a tre volte il giro della terra passando per l’Equatore», calcola Riva Vercellotti), gestiscono la tutela ambientale e, ultimo regalo del governo, adesso devono anche garantire assistenza ai comuni, si ma facciamola.
Nell'attesa avanza il dissesto idrogeologico ma, guai a voler fare gestione.
 Girando per alcune località, dopo una giornata di pioggerella ecco come si presentano le strade gestite dalla provincia.



Nessuno ha ancora detto che spazzano con le granate di saggina i giardini pubblici, cioè sembra che senza l'esistenza delle province il mondo del lavoro e dei servizi è destinato a collassare. Mi verrebbe da dire "Disagi creati ad arte". Altre funzioni – dalla ormai famosa caccia e pesca all’agricoltura – sulla carta dovevano essere ridistribuite tra gli altri enti: ma, spesso, sono state tenute per un po’ a bagnomaria ( possono sempre far comodo come scappatoia ), per poi tornare da dove erano venute. Cioè le Province?, Scusate, gli Enti di area vasta.

Le funzioni portano con sé chi di quello si è sempre occupato: chi, per esempio, ha visto assegnare la propria competenza alla Regione lì si è dovuto trasferire: in questo caso sono un po’ meno di seimila. Oltre cinquemila hanno continuato a svolgere il proprio lavoro nei discussi Centri per l’impiego, mentre quasi tremila hanno maturato i requisiti per la pensione. Dal ministero della Pubblica amministrazione assicurano che l’iter di ricollocamento procede come previsto: entro l’anno sapranno qual è la nuova destinazione anche i quasi duemila ancora in esubero (la Funzione pubblica ha creato un sito per incrociare domanda e offerta). Vista da Upi, la riforma Delrio va nella direzione giusta? Nei fatti sconta troppi ritardi e tagli massicci erano previsti a partire dalla Legge di stabilità 2015. Regioni che hanno adottato all’ultimo minuto le leggi necessarie per stabilire chi deve fare cosa.  «Il problema è che noi dobbiamo comunque provvedere a garantire dei servizi: ma dobbiamo farlo con meno uomini e risorse e, paradossalmente, con più funzioni».””””MA MI FACCIA IL PIACERE””” Con quel «paradossalmente», Riva Vercellotti intende sottolineare quel che più spesso sta avvenendo: le Province aspettano ancora i rimborsi regionali degli investimenti fatti per far fronte a funzioni a loro riassegnate dalle Regioni, con soldi giocoforza sottratti ad altri usi. E così, le scuole restano al freddo e le strade rischiano di rimanere coperte di neve, intanto per la mancata pulizia delle cunette, le strade oggi sono coperte da acqua.



MA LE PROVINCE NON DOVEVANO SPARIRE DALLA FACCIA DELLA TERRA?
Ovvero, esistono se devono partecipare a riscossioni............ non esistono se devono contribuire ai servizi. Eppure sembrerebbe facile come l'uovo di colombo; si sa a volte le cose facili è più facile renderle difficili.
Le strade (uno dei servizi) di arteria principale potrebbero passare alle regioni con alcuni dipendenti, le strade minori o di intersecazione potrebbero passare ai comuni con altri dipendenti ecco il gioco fatto. Ma sarebbe fin troppo semplice e la semplicità non può essere adottata in un paese di estrosi come l'Italia.
Sia le regioni sia i comuni, sono carenti di personale per poter mantenere e non sempre i servizi essenziali, i comuni e regioni potrebbero ottenere una boccata di ossigeno con trasferimento di personale da enti inesistenti, garantendo un'efficienza da manuale. E' vero alcuni “manager” occupanti di poltrone di prestigio non saprebbero dove sedersi, in questo caso vengono riconvertiti in occupazioni minori. Ma pensano alla fusione di piccoli comuni, le province non si toccano.
Che l'Italia è in recessione è stato loro detto? Ai tanti operai di aziende private che sono state delocalizzate, e sono restati senza stipendio, non hanno avuto la stessa opportunità, in caso di rifiuto possono licenziarsi ce ne faremo una ragione.
Un nodo ancora da risolvere è quello dei 550 Centri per l’impiego, oggetto del contendere tra enti diversi. Il personale resta al momento in Provincia, con stipendio pagato da un fondo creato appositamente da Regioni e Ministero del lavoro, fino a quando non arriverà l’ok definitivo alla riforma costituzionale, che prevede il passaggio delle politiche occupazionali dalle Regioni allo Stato. Nel frattempo, solo la Toscana ha già creato una sua Agenzia per il lavoro. E' stato calcolato che ogni dipendente dei Centri per l’impiego ha 500 persone da gestire in cerca di lavoro, (come no?), cosa c'è da gestire?.Quale lavoro?. Sempre e comunque invece di togliere i CARROZZONI ci risulta che se ne creano di nuovi. 

Basta chiacchiere BLA....BLA....BLA....BLA....