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martedì 28 luglio 2015

RASSEGNA STAMPA LUCCA E PROVINCIA DEL 29/07/2015: meteo, approvato piano triennale opere pubbliche e delibera alienazioni, dati ARPAT su inquinamento piana, cena sulla Francigena, nuova tangenziale di Lucca, riorganizzazione ASL, Stadio pronto per il campionato, chiusura Summer Festival

 


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Lucca: piano opere triennale approvato, 96 milioni di euro di interventi ma con quali coperture finanziarie?

PREVISIONI METEO LAMMA

Lucca: nuova tangenziale, un piccolo passo in avanti ma siamo in grave ritardo sui tempi previsti... sempre che si faccia...

Viareggio: turisti rischaino di annegare alla Lecciona, salvati dai bagnati presenti in spiaggia

Altopascio: 700 persone a cena sulla Francigena, grande successo dell'iniziativa

Capannori: il comune mette a norma lo stadio di Marlia

Lucca: il comune da in gestione le stazioni per bici elettriche

Lucca: ARPAT indica la provenienza degli inquinanti atmosferici, dati chiari ma lo saranno anche le soluzioni?

Lucca: artigianato crisi infinita, crollano i fatturati

Lucca: NoiTV acquisisce ReteVersilia

Lucca: la ASl si riorganizza per la fusione

Lucca: in autunno le prime 11 assunzioni di esuberi della Provincia

Stadio Porta Elisa: Marchini annuncia la fine dei lavori entro l'inizio del campionato

Summer Festival: chiusura con Snoop Dogg e Miller

Simone Togneri

LUCCA: APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL PIANO TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE di Simone Togneri




Si è tenuto stasera un altro importante consiglio comunale a Lucca; argomento dell'assise era l'approvazione del piano triennale delle opere pubbliche che ha visto l'approvazione con 17 voti a favore e 4 contrari.
Nella sostanza il piano prevede opere per 96 milioni di euro (43 per il 2015, 42 per il 2016 e 11 per il 2017). Preoccupante è il fatto che le coperture per questi investimenti di fatto non siano ancora a bilancio tanto che l'amministrazione comunale dichiara apertamente che tali coperture dovranno derivare da fondi regionali.
Dai banchi delle opposizioni, una volta tanto efficace nel merito, arriva la netta presa si posizione di Martinelli che fa giustamente notare come la Giunta Tambellini anche quest'anno non abbia rispettato la promessa elettorale di presentare il bilancio ad inizio anno (quest'anno sarà presentato ad Agosto) e come i fondi previsti per il capitolo di spesa strade nel bilancio 2014 siano stati in realtà dimezzati all'atto pratico e che quindi le cifre realmente investite rappresentano un livello al di sotto del limite minimo della decenza per un comune come Lucca.
Preoccupazione per l'incertezza sulle coperture è stata espressa anche da Luca Leone e da Roberta Bianchi in una strana condivisione "bipartisan" che fa pensare ad una reale e pericolosa esistenza del problema delle coperture finanziarie per queste opere.
Venendo al dettaglio delle opere incluse nel piano triennale balzano agli occhi i 520  mila euro destinati alla realizzazione delle 5 opere definite dai cittadini attraverso le commissioni dei lavori pubblici partecipati e ci viene spontaneo chiedere se e quando saranno messi a bilancio i 500 mila euro che dovrebbero portare alla realizzazione dei progetti che saranno definiti dalle medesime commissioni entro la fine di Settembre e che dovrebebro essere messe a bilancio per il 2016.
L'edilizia scolastica godrà di 2.5 milioni di euro di investimenti mentre fanno la loro comparsa i 3 parcheggi gratuiti per il San Luca, la pista ciclabile a S. filippo e 3 sottopassi sulla cinconvallazione (zona Porta Elisa, zona Porta Sant'anna e Viale Carducci) oltre che, finalmente, la riqualificazione del tempietto del Nottolini oramai in condizioni degradate da troppi anni.
Da quanto è emerso sono stanziati anche 900 mila euro per le asfaltature che, viste le vacche magre del 2014, potrebbero essere anche se realmente spesi per intero, troppo pochi per ridare condizioni di decenza al manto stradale lucchese.
Direi che l'unica certezza, come al solito in questi anni, è il finanziamento della Fondazione CRL per il monumento di Piazzale Verdi... per fortuna che Lattanzi e soci ci sono...
Nel corso del consiglio comunale è stata approvata anche la delibera dell'assessore Sichi riguardante le alienazioni degli edifici pubblici ovvero la vendita degli stessi. Questa delibera era stata presentata anche la settimana scorsa ma l'uscita dall'aula delle minoranze fece finire il consiglio comunale per mancanza del numero legale.

Simone Togneri 

mercoledì 8 aprile 2015

Cancri italiani: il project financing. Così i sacrifici degli italiani vanno nelle tasche dei soliti noti. di Francesco Fedi

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"Cancri italiani: il project financing. Così i sacrifici degli italiani finiscono nelle tasche dei soliti noti" di Francesco Fedi
 
E' ottimo l'articolo di Giorgio Meletti su Il Fatto Quotidiano di oggi : "…il project financing. Questo sistema è il vero cancro nascosto della finanza pubblica. Con o senza corruzione sta scavando una voragine nelle casse dello Stato…."

Noi toscani lo sappiamo bene e lo sappiamo bene grazie al Presidente Enrico Rossi e ai suoi quattro nuovi ospedali toscani, costruiti , inaugurati e resi operativi in fretta e furia, per una spesa di centinaia di milioni di Euro per il ventennio a seguire…
 
Tuttavia, Enrico Rossi è in buona compagnia, visto che, come ci ricorda appunto Meletti nel suo articolo, alcuni giorni fa  l'Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone ha chiesto alla Asl 3 di Nuoro i documenti sul contratto di project financing per la costruzione del nuovo ospedale. Come in Toscana, anche a Nuoro, per un investimento da 45 milioni di euro, si è fatto ricorso alla modalità del project financing: un lucroso affare sul quale si sono immediatamente riversati multinazionali e cooperative rosse, del settore delle costruzioni.
 
Lo schema è esattamente identico a quello toscano, ben descritto da Daniele Rovai nel suo libro,  "La nuova sanità Toscana - I 4 NUOVI OSPEDALI TOSCANI E LA LEGGE TRUFFA DEL PROJECT FINANCING", ovvero l'impresa di costruzioni edifica il progetto, su suolo di proprietà dell'ente pubblico, e poi viene remunerato da un canone di concessione che tiene conto anche di vari contratti per servizi ospedalieri non sanitari (pulizia, guardiania etc.) che, nel caso di Nuoro, ha una durata di 28 anni. Cos' la ASL di Nuoro ha contratto verso i costruttori un impegno a pagare un totale di 800 milioni ai costruttori privati. Una modalità, questa, che avviene nella completa violazione di tutta quella normativa europea per la quale è previsto che gli appalti dei servizi non possano avere durate superiori ai 3-5 anni.
 
Anche di là dall'Appennino, non sono stati certo lì a guardare: nel 2010 l'ospedale Sant'Orsola di Bologna ha allo stesso modo assegnato alla Manutencoop, del pluriindagato Claudio Levorato, la realizzazione di quella che è stata chiamata la "nuova centrale tecnologica"; il tutto per un ammontare complessivo di circa 400 milioni di Euro, da corrispondersi nei successivi 25 anni e detto anche che il caso è degno di nota, perché questi numeri sono frutto  della ricostruzione della PM Rossella Poggioli, in un indgine che ha avuto inizio da un esposto presentato dalla seconda classifica del bando vinto da Manutencoop, che altri non è che quella cooperativa coinvolta nei fatti di Ischia, venuti alla ribalta nei giorni scorsi.
 
Ma perché questi contratti di "project-financing" sono così in voga?... Perché li troviamo così diffusi nel settore ospedaliero? Oltre alla possibilità di eludere tutte quelle norme sugli appalti che regolerebbero la costruzione di un nuovo ospedale da parte dell'ente che ne sarebbe immediatamente proprietario, ci sono motivi legati a patti di stabilità e ferree regole di bilancio, che vengono aggirata facendo leva sul fatto che le "forniture dei servizi" non figurano né tra gli investimenti, né tra i debiti. Sono infatti uscite che competono la "spesa corrente" e che viaggiano su di un binario separato rispetto alle spese per investimenti…
 Di seguito il mio articolo di oggi:________________________________________________________________________________________________________________
"Cancri italiani: il project financing. Così i sacrifici degli italiani finiscono nelle tasche dei soliti noti" di Francesco Fedi
 
In questo modo la nuova sede del Comune di Bologna, nei suoi 28 anni di concessione di project financing, costerà 250 milioni euro (nove milioni e mezzo all'anno): come dire che costa più di servizi di pulizia e manutenzione, che per la sua costruzione iniziale, visto che l'edificio si dice sia costato 70 milioni, il che già non è poco. Comune apparentemente non ha investito un euro, il patto di stabilità è rispettato, ma di fatto al contribuente è stato accollato un debito di oltre che sarà pagato dai figli del geniale sindaco che ha fatto il contratto.

Si arriva all'assurdo smascherato da  Mariano Maugeri del Sole 24 Ore, che, nel caso della costruzione del Nuovo Ospedale di Mestre (VE), costato 140 milioni di euro al costruttore, (120 presi in prestito), ha introitato, oltre al capitale inizialmente investito, 280 milioni di interessi e contratti di forniture per oltre un miliardo per successivi 24 anni.
 
Tutte questi episodi, uniti insieme, ci aiutano a capire anche un'altra grande questione che attiene la riduzione del nostro debito pubblico, che poi è causa di una fiscalità insostenibile e della perdita di competitività delle nostre aziende, ovvero che di realizzazione in realizzazione, le amministrazioni locali, in questo caso le regioni, stanno contraendo dei debiti che non potranno essere rinegoziati per tempi lunghissimi.
 
Quindi, ogni volta che ci sentiamo dire che "Avremo il nuovo ospedale senza tirar fuori una lira", cominciamo a pensare che quell'ospedale, ci costerà d'affitto anche fino a dieci volte tanto il suo costo iniziale, mentre nel frattempo sarà di proprietà di un privato che, per giunta, non avrà neanche grande interesse a fare buona manutenzione, visto che la formula del project financing, prevede l'automatico trasferimento di proprietà dell'immobile all'ente pubblico…
 
Vale a dire che, non ci dovremo stupire se dopo 20, 24 o 28 anni, quell'immobile sarà pressoché da ricostruire di sana pianta…. .. e così, magari, il giochino ricomincerà tutto da capo.....

lunedì 30 marzo 2015

“Politica, Finanza e opere pubbliche: il disastro di Dexia Crediop s.p.a.” di Francesco Fedi

"Politica, Finanza e opere pubbliche: il disastro di Dexia Crediop s.p.a." di Francesco Fedi .

Un'autentica catastrofe finanziaria potrebbe abbattersi su molti enti locali italiani. Di mezzo, ancora una volta, c'è quella malattia tutta italiana delle opere pubbliche, e del meccanismi perversi con cui queste vengono realizzate e, soprattutto, finanziate.

Per quasi cento anni Crediop (abbreviazione di Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche) si è occupata delle concessione di mutui e prestiti a lungo termine, per la realizzazione di grandi infrastrutture.
Fu l'economista Alberto Beneduce, nel 1919, a darne impulso all'istituzione, con l'intento di evitare gravi crisi bancarie, secondo una modalità per cui con obbligazioni garantite dallo Stato, si aprivano le porte all'erogare finanziamenti a lungo termine principalmente agli enti locali, riuscendo però così a sganciare la realizzazione pluriennale delle opere dai vincoli posti dalla cadenza annuale del bilancio pubblico.
Trasformato in società per azioni, con la riforma del sistema bancario avvenuta poco più di venti ani or sono,  Crediop, vide l'entrata al suo interno di altri istituti bancari quali, in particolare il San Paolo di Torino, che acquisì completamente nel 1994.
Arriviamo poi al 1999, quando l'istituto fu di nuovo interamente rilavato dalla banca franco-belga "http://it.wikipedia.org/wiki/Dexia" Dexia, divenendo così Dexia Crediop S.p.A..
Nuove vendite di pacchetti azionari sono poi avvenute in tempi più recenti ed oggi  Dexia: http://it.wikipedia.org/wiki/Dexia detiene il 70% del capitale, mentre le restanti quote sono detenute da Banca Popolare dell'Emilia Romagna (10%), Banca Popolare di Milano (10%) e Banco Popolare (10%) .

Altre annate da ricordare sono però, il 2008, l'annus horribis della finanza internazionale e il 2011: dopo essere stata salvata nel 2008 dai fondi pubblici di Parigi e Bruxelles, dopo il fallimento di Lehman Brothers, nel 2011 Dexia venen considerata troppo esposta, nei confronti dei titoli di Stato ellenici (3,8 miliardi di euro)e con Italia e Francia, dove è presente con le proprie filiali, rispettivamente di Crediop e Dexia Sabadell. All'epoca si parlò di 21 miliardi di euro di titoli di Stato giudicati a rischio.
In Italia la situazione è drammatica, con la follia di comuni, province, regioni indebitati per la costruzione di asili nido, ospedali o strade, pagati grazie a prestiti alimentati dalla speculazione e dalla "operazioni sui derivati". Un situazione pazzesca che ha portato ad inchieste e contenziosi. Tra questi, tanto per rimanere in Toscana, la Provincia di Pisa, il Comune di Firenze e di Prato.
Il risultato è che Dexie è una banca di appetibilità praticamente nulla per un soggetto privato. Infatti lo smantellamento del gruppo sembrava passare attraversola Caisse des dépôts et des consignations (Cdc, l'equivalente della nostra Cassa depositi e prestiti) e dalla Banque postale, entrambi organismi francesi di ragione pubblica.
Insomma l'affaire-Dexia sarà destinato a mettere a nudo tutta l'assurdità  della commistione fra settore pubblico, finanza  e speculazione.
Una data importante per Dexia Crediop S.p.A. è poi il 28 dicembre 2012, quando la Commissione Europea ha approvato il piano di risoluzione ordinata del Gruppo Dexia che prevedeva, tra le varie cose, la gestione in ammortamento senza nuove attività di tutte le entità del Gruppo Dexia ad eccezione di Dexia Crédit Local e di Dexia Crediop, soggette a una specifica disciplina. Con particolare riferimento a quest'ultima è stata prevista la possibilità di generare nuovi attivi per un importo limitato a euro 200 milioni, destinati solo alla clientela esistente per un periodo di un annodalla data di approvazione del piano, poi procrastinato al 28 giugno 2014,   nel corso del quale Dexia Crediop doveva essere oggetto di cessione.
Questo però non è avvenuto, e  in data 15 luglio 2014 è stata riconfermata la gestione in ammortamento senza nuova produzione di Dexia Crediop.

Siamo dunque ai Marzo 2015 e Dexia ha avviato qualche giorno fa una cura dimagrante della propria struttura, che altro non appare che il preludio ad una vendita imminente. D'altro canto, poiché la banca si occuperà solo della "gestione in ammortamento" delle attività già avviate e dunque il personale è sovrabbondante.

In un convegno tenutosi alcuni giorni fa all'Accademia dei Lincei, l'ex-premier Giuliano Amato, ha definito la vicenda  «un suicidio» la scelta all'epoca fatta sulla vendita di  Crediop, quando, a fine anni '90 era così in salute da attirare l'appetito dell'allora gigante franco-belga, Dexia.
Difficile per Crediop pensare a un futuro diverso alla definitiva chiusura, con tanto che ciò si porterà dietro anche la tragica conseguenza che a Prato si è già vissuta con l'acquisto della Cassa di Risparimo di Prato da parte della Popolare di Vicenza, ovvero l'inizio di un progressivo  smantellamento della Galleria degli Alberti; Crediop racchiude infatti al suo interno un https://www.dexia-crediop.it/cgi/bjcms.custom.H_Site_Index.showPage?section=57  imponente collezione d'arte, con opere di Fattori, Sironi, Veronese, Vanvitelli, e molti altri.
Difficile dire però quale sarà il danno più importante: quanto all'aspetto finanziario, una nota di FisacCgil, che si sta interessando della difficile situazione dei 177 lavoratori rimasti in bilico in Italia, viene spiegato che un patrimonio di centinaia di milioni di euro che per il 30 % è nelle mani di banche popolari italiane, andrà in fumo con la liquidazione  e  18 miliardi di mutui e bond di regioni, provïnce e comuni italiani saranno ricollocati all'estero, di fatto, senza più possibilità di essere rinegoziati, con un pericoloso aggravio per la flessibilità dei bilanci dei nostri Enti territoriali.

Dunque una vicenda che traccia in modo inequivocabile tutta l'incompetenza di una classe politica italiana, sia livello centrale che locale. Sembra quasi che nella mente di questa classe politica, ci sia in buona sostanza la convinzione che ci si possa permettere di essere e di agire da incompetenti, visto che tanto poi i danni di un simile stato delle cose e di decisioni avventare, finirà per essere immancabilmente spalmato sull'intera collettività.

Con tanto poi che a rappresentare un caso di rilievo in questa densa situazione melmosa, vi è il Comune di Prato, che con Dexia Crediop  ha in corso due diverse cause, una civile, impiantata da Dexia in Inghilterra, e una pensale in Italia, nelle quali si parla di 5 milioni di danni e un aggravio potenziale aggravio dei costi per circa 17 milioni sui conti dell'ente, che rimanendo in tema di disastri della politica, sono pari al circa costo pari di un "viadotto del Soccorso" o di una fetta importante del suo interramento….
Tutto questo, senza considerare quelle che poi saranno i compensi da capogiro dei legali incaricati e con tanto che, anche su questo specifico argomento http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2015/03/26/news/blitz-della-finanza-nell-ufficio-legale-del-comune-1.11115660 , il Comune non ha mancato di attirare l'attenzione della Corte dei Conti.  Si dica poi anche che il tema specifico del http://iltirreno.gelocal.it/prato/cronaca/2014/07/03/news/la-ragioniera-che-non-sapeva-niente-di-swap-1.9531424 l'incompetenza è al centro degli atti del processo penale.

Abbiamo infatti la controversia presso un tribunale londinese, nella quale Dexia Crediop ha citato il Comune per la sospensione "in autotutela" nel 2010 del pagamento delle rate previste nei derivati swap sottoscritti dall'ente fra il 2002 e il 2006, all'epoca delle sciagurate Giunte Mattei II e Romagnoli.
La partita è tutta da giocare e se vince il Comune, Dexia Crediop potrebbe dover pagare all'ente  risarcimento davvero importante, m se il verdetto sarà di esito contrario allore le conseguenze saranno inimmaginabili.
"A Prato… ..la banca è stata sia consulente dell'ente che venditore dei prodotti … …Questa circostanza grave non si riscontra poi in altri luoghi. …", ha spiegato qualche tempo l'avvocato Manuele Ciappi, incaricato di assistere il Comune di Prato nel giudizio penale italiano. Una situazione di una gravità inaudita.
Lo sa bene ad esempio la Regione Piemonte, che pure avendo sospeso il pagamento di 52 milioni di Euro,  si trova a fare i conti con il pagamento delle spese legali ed interessi di mora.
Sintomatico infatti il caso del ben più piccolo Ente Comune di Forlì il quale, non avendo spalle abbastanza larghe, ha preferito piegarsi al rispetto dei contratti all'epoca sottoscritti; per questo motivi il caso è interessante anche perché chi dice come a non essere stata in alcun modo valutata, è stato anche il rapporto di forza che in caso di controversia per cui, come poi verificatosi, Dexia Crediop avrebbe avuto di fronte ad un qualsiasi ente locale italiano.
Quindi non rimane che rimanere che rimanere a vedere e sperare per il meglio. Dopodichè, in ogni caso,  teniamo ben presente che tutta questa vicenda è ancora una volta figlia della follia della scriteriate realizzazione di opere pubbliche e dei meccanismi ancora più perversi del finanziamento di queste. 

FRANCESCO FEDI .

---------- Messaggio inoltrato ----------
Data: 30/mar/2015 ore: 16:10
Oggetto: "Politica, Finanza e opere pubbliche: il disastro di Dexia Crediop s.p.a." di Francesco Fedi
A: <capitan.futuro3000@gmail.com>

mercoledì 14 gennaio 2015

COMUNE DI SAN MARCELLO PISTOIESE LAVORI PUBBLICI E NUOVI MUTUI di Marco Poli.

 
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Sul sito del comune di San Marcello è stato finalmente pubblicato il"PROGRAMMA TRIENNALE DELLE OPERE PUBBLICHE 2015-2017"al link:

 http://www.comune.sanmarcellopistoiese.pt.it/installazioni/san_marcello/file_system/allegati/contenuti_blocco/768/PIANO%20_ADOZIONE.pdf

Speravo di aver capito male,ma a questo punto è confermato,il comune aprirà mutui per un complessivo di 650.000€ per coprire i lavori nei prossimi tre anni,lascio ogni giudizio a chi legge.
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Distinti saluti
Marco Poli