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martedì 15 agosto 2017

PROPOSTA DELIBERA A FAVORE DEI CAREGIVER FAMILIARI DDL 2128


IDV Laboratorio Sociale e Disabilità Regione Toscana
Capezzoli IDV :Stiamo dalla parte del Coordinamento Nazionale famiglie di Disabili e chiediamo alla Regione, alle Province e Comuni della Toscana di approvare una delibera a favore del ddl 2128

PROPOSTA DELIBERA A favore del ddl 2128 sulla figura del Caregiver familiare

 
PREMESSO che il Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili, che si occupa a vario titolo
per la tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie ed è presente sul nostro
territorio ormai da molti anni con una propria rappresentanza, ha sollecitato l'adesione e il
sostegno del Consiglio per l'approvazione del DDL 2128/XVII.
PRESO ATTO che al Senato, in data 5 Novembre 2015 è stato presentato il disegno di
legge 2128/XVII, finalizzato a riconoscere e a tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a
riconoscerne il valore sociale ed economico per la collettività.
APPURATO che tale disegno di legge, a prima firmataria la senatrice Bignami, al 24
gennaio 2017 è stato firmato da 92 Senatori della Repubblica, afferenti ad una gran quantità
di partiti e gruppi politici a dimostrare l'importanza orizzontale e senza bandiere di questo
DdL.
VERIFICATO che il DdL 2128, ha iniziato il suo iter parlamentare il 24 gennaio 2017 in
Commissione lavoro al Senato.
PRESO ATTO che con il termine caregiver familiare si designa colui che volontariamente
e gratuitamente si prende cura in ambito domestico di una persona cara in condizioni di non
autosufficienza a causa di severe disabilità. Le prestazioni sono rese a titolo gratuito e
volontario, in funzione di legami affettivi e che senza il lavoro svolto dai caregiver familiari in
forma gratuita, il costo economico delle tante persone che hanno bisogno di assistenza
continua sarebbe insostenibile per lo Stato.
CONSIDERATO che prendersi cura di un proprio familiare è una scelta d'amore che deve
essere valorizzata e sostenuta dallo Stato. Il caregiver familiare deve farsi carico
dell'organizzazione delle cure e dell'assistenza; può trovarsi, dunque, in una condizione di
sofferenza e di disagio riconducibili ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine,
consapevolezza di non potersi ammalare, per le conseguenze che la sua assenza potrebbe
provocare, il sommarsi dei compiti assistenziali a quelli familiari e lavorativi, possibili problemi
economici, frustrazione.
OSSERVATO che queste persone vivono in una condizione di abnegazione quasi totale,
che compromette i loro diritti umani fondamentali: quelli alla salute, al riposo, alla vita sociale
e alla realizzazione personale e che l'impegno costante del caregiver familiare prolungato nel
tempo può mettere a dura prova l'equilibrio psicofisico del prestatore di cu re ma anche
dell'intero nucleo familiare in cui è inserito.
LETTO che il Premio Nobel 2009 per la medicina, Elizabeth Blackburn, ha dimostrato che
i caregiver familiari hanno una aspettativa di vita fino a 17 anni inferiore alla media della
popolazione.
OSSERVATO drammaticamente che secondo quanto emerso dalle ricerche condotte su
questo delicato tema, i caregiver familiari, logorati da un carico assistenziale senza pari, sono
stati costretti nel 66 per cento a lasciare del tutto il lavoro e nel 10 per cento dei casi a
chiedere il part-time o il telelavoro.
PRESO ATTO che le legislazioni di molti Paesi europei prevedono specifiche tutele
per i caregiver familiari, tra le quali supporti di vacanza assistenziali, benefici economici e
contributi previdenziali, come avviene in Francia, Spagna e Gran Bretagna, ma anche in
Polonia, Romania, Bulgaria e Grecia.
RITENUTO opportuno e necessario riconoscere ai caregiver familiari una condizione
giuridica di tutele, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori domestici, meglio se
corrispondente alla posizione lavorativa attuale nel caso il caregiver sia riuscito a conservare il
proprio posto di lavoro.
ACCERTATO che la centralità della famiglia nella cura della malattia e nell'assistenza
delle conseguenti disabilità risulta essere un dato consolidato ai sensi della legge 8 novembre
2000, n. 328, si ritiene opportuno e necessario riconoscere ai caregiver familiari una
condizione giuridica di tutele, equivalente almeno a quella riconosciuta ai lavoratori
domestici, e come si debba, inoltre, tener conto del riconoscimento delle competenze
lavorative acquisite in ambito informale riconosciute dal decreto legislativo 16 gennaio 2013,
n. 13, e dalla raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sulla convalida
dell'apprendimento non formale e informale del 20 dicembre 2012.
EVIDENZIATO che in Italia manca una piena coscienza e un'adeguata tutela per queste
figure, anche se come sancito dall'articolo 35 della nostra Carta costituzionale: «L a Repubblica
tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni» e come stabilito dalla sentenza n. 28 del
1995 della Corte costituzionale, che afferma: «il lavoro effettuato all'interno della famiglia,
per il suo valore sociale ed anche economico, può essere ricompreso, sia pure con le peculiari
caratteristiche che lo contraddistinguono, nella tutela che l'articolo 35 della Costituzione
assicura al lavoro in tutte le sue forme» e ancora «l'articolo 230-bis del codice civile che,
apportando una specifica garanzia al familiare che, lavorando nell'ambito della famiglia o
nell'impresa familiare, presta in modo continuativo la sua attività, mostra di considerare in
linea di principio il lavoro prestato nella famiglia alla stessa stregua del lavoro prestato
nell'impresa».
PRESO ATTO che con sentenza di Corte Costituzionale n.275/2016 è stato sancito che
non è possibile che «ogni diritto, anche quelli incomprimibili, debbano essere sempre e
comunque assoggettati ad un vaglio di sostenibilità nel quadro complessivo delle risorse
disponibili».
DATO ATTO della volontà di appoggiare formalmente la suddetta iniziativa
parlamentare, cofirmata da Senatori di tutti gli schieramenti politici, in quanto i diritti
incomprimibili succitati non hanno colore politico ma i n uno Stato civile necessitano di
risposte politiche atte a garantire a tutti eguali diritti e pari opportunità.
Visto il Decreto Legislativo n. 267 del 18 agosto 2000.
Visto lo Statuto Comunale.
Con voti favorevoli unanimi, resi nelle forme di legge dai n.10 consiglieri presenti e votanti
nella pubblica seduta,
DELIBERA
1) di dare piena e formale adesione e sostegno alla predetta iniziativa legislativa.
2) di sollecitare un tempestivo iter parlamentare della suddetta proposta per giungere, in
tempi brevi, ad una sua auspicabile approvazione.
3) di inviare una copia della presente Deliberazione al Coordinamento Nazionale Famiglie
Disabili e a italia dei valori della toscana , affinché possano inoltrarla a loro  volta agli organi competenti.



Email dove inviare la delibera
                                                                         domenicocapezzoli@yahoo.it
 Facciamo presente che taleproposta  è inviata  anche tramite email a tutti i Comuni le province e la regione stessa della toscana 
Domenico Capezzoli ITALIA DEI VALORI

 


domenica 13 agosto 2017

Capezzoli (Idv) - Lavoratori Compass , PIETRASANTA : "Politica deve essere vicina alle esigenze dei lavoratori".

Capezzoli (Idv) -Lavoratori Compass, Pietrasanta: "Politica deve essere vicina alle esigenze dei lavoratori". Chi fa politica ha il dovere di garantire risposte concrete e non interessi pesonali del politico di turno.


Italia dei Valori spiega il referente del partito nella provincia di Lucca Domenico Capezzoli :concorda con Nicola Conti del Pd Pietrasanta in merito al probabile licenziamento delle quattro cuoche della cooperativa Compass a partire dal 31 agosto.
Come già spiegato dall'esponente del Pd "La vicenda delle quattro lavoratrici Compass che dal 31 agosto rischiano seriamente di rimanere senza lavoro ci rattrista e angoscia perché stiamo parlando della vita di persone che, ad ulteriore beffa del danno morale ed economico che subiranno, vedono le Istituzioni locali lontane in un misto di incompetenza e scaricabarile -
Anche noi scrive Capezzoli riteniamo demoralizzanti le dichiarazioni alla stampa dell'Assessore Tartarini che "scarica" il problema sul Presidente della Pietrasanta Sviluppo, giustificando il ridimensionamento del personale perché la richiesta dei pasti è calata del 5%.
Bene garantire i pasti ai ragazzi ma se non garantiamo i lavoratori che danno questo servizio, non possiamo garantirli e in più il servizio è scadente.
In oltre riteniamo che le istituzioni oltre a pensare ai propri interessi debbano garantire i lavoratori perciò riteniamo opportuno che si intervenga e anche Idv è vicino alle 4 lavoratrici della Cooperativa Compass.
Anzi noi ci adopereremo e seguiremo la vicenda anche per vie legali

 
Domenico Capezzoli ITALIA DEI VALORI

 


venerdì 11 agosto 2017

CAPEZZOLI (IDV) CAPANNORI: CRISI NEXIVE-POSTA DIRETTA, DOPO LO SCIOPERO SI INTRAVEDONO SPIRAGLI POSITIVI.

IDV Lucca provincia 


COMUNICATO STAMPA
Capezzoli Idv : I dipendenti della Posta gestita da L.A.Posta Diretta per conto di Nexive con sede di in via Vecchia Pesciatina a Lucca attendono ancora da otto mesi la tredicesima e gli stipendi di Luglio,bene l'intervento di una responsabile da Firenze della Nexive. Che garantisce il subentro di una nuova azienda per la gestione della filiale lucchese e il pagamento, in via diretta, di tutti gli arretrati. Noi dell'italia dei valori spiega Domenico Capezzoli portiamo la nostra solidarietà ai dipendenti.  

I dipendenti, circa 15, della filiale lucchese, infatti, hanno deciso di incrociare le braccia in mattinata dopo aver ricevuto la notizia che l'azienda di Calenzano, che gestisce il marchio Nexive per Lucca, non avrebbe onorato gli stipendi di luglio e neanche il pagamento della tredicesima di dicembre, attesa da otto mesi dai lavoratori. i dipendenti, si sono subito attivati per chiedere rassicurazioni sul futuro. Le quali arrivate nel pomeriggio, grazie all'intervento della casa madre Nexive, la quale ha garantito il cambio di gestore per la filiale di Lucca e un intervento diretto per onorare le spettanze dei lavoratori ancora pendenti. C'erano tutti, questa mattina (10 agosto) all'interno della piccola sede a due passi dal bar Catelli di San Vito, sulla via Vecchia Pesciatina. A interrogarsi su un futuro sul quale sembravano addensarsi nuvole minacciose. Dipendenti provenienti non solo da Lucca, ma anche da tutta la Piana, da Pisa e da Pescia, intenzionati a portare avanti una protesta fino ad avere risposte. Il più giovane ha 20 anni, il più 'anziano' 50, ma tutti nella stessa situazione: nessuna certezza sullo stipendio e delle pendenze che risalgono addirittura al dicembre scorso. "Sotto questa sigla – spiegano – eravamo rimasti solo noi, dopo la chiusura degli altri uffici L.A. Posta Diretta a Calenzano, Montecatini e Viareggio. E senza stipendio abbiamo dovuto comunque tenere aperta la filiale, consegnare la posta e mettere benzina da soli ai mezzi con cui lavoriamo, senza garanzia di rimborso. Quando abbiamo saputo che non ci sarebbe stato garantito lo stipendio di luglio abbiamo deciso di capire il da farsi. Da una parte aspettavamo una comunicazione scritta che ci autorizzava ad andare in ferie per non dover continuare a pagare di tasca nostra per lavorare, dall'altra non volevamo uscire per effettuare il servizio fino ad aver ricevuto delle risposte, anche perché non volevamo fare beneficenza".
La situazione, spiegano i lavoratori, è precipitata da aprile in poi: "Prima è iniziato ad arrivare lo stipendio in ritardo – dicono ancora – nonostante si tratti di buste paghe che vanno dai 700 ai 900 euro netti in busta per cinque ore al giorno di lavoro che non sono mai tali. Poi non sono mai arrivate notizie certe sulla tredicesima di dicembre. Eppure noi abbiamo sempre garantito il servizio, che comprende anche la consegna delle bollette dell'Enel e che va dalla consegna di una media di 500 lettere al giorno a molte di più nei periodi in cui dobbiamo consegnare le notifiche. Oltre all'apertura dello sportello per consegnare le raccomandate". "Non vogliamo recare danno a nessuno – dicono ancora prima che la protesta si sgonfi per le rassicurazioni della casa madre – ma non vogliamo neanche perdere i nostri diritti".
A rasserenare la situazione serve l'arrivo di una responsabile da Firenze della Nexive. Che garantisce il subentro di una nuova azienda per la gestione della filiale lucchese e il pagamento, in via diretta, di tutti
gli arretrati. Alcuni passaggi tecnici, poi, saranno spiegati in un nuovo incontro che si terrà lunedì. Ma, intanto, il servizio è garantito. E anche la serenità dell'agosto dei 15 dipendenti dell'azienda.

 
Domenico Capezzoli ITALIA DEI VALORI