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sabato 9 agosto 2025

Simonini: Trasporto Pubblico Locale a Lucca come il Far West tra abusi di alcol, risse e coltellate.


Simonini "Noi Moderati": intervenire con fermezza contro  l'aumento di atti di violenza sui treni in Provincia di Lucca.

Atti sempre più gravi nei luoghi di attesa dei mezzi pubblici, in particolare nelle stazioni ferroviarie di Lucca e Viareggio.

Con una nota ad intervenire è Simone Simonini Commissario Provinciale di "Noi Moderati" che da tempo segnala l'aumento di atti di violenza sui treni e nelle stazioni ferroviarie.

Non è possibile -dichiara Simonini- assistere inermi a questo tipo di atteggiamenti non solo violenti ma anche intimidatori e provocatori da parte di certi soliti soggetti.
Non ci sono più le premesse per lasciare tutto alla casualità e alla buona sorte.
Nella giornata di ieri, ad esempio sul treno 19554 Lucca-Castelnuovo di Garfagnana delle 17.00 si è assistito ad una scena degna del peggiore Far West con extracomunitari che si menavano a colpi di cocci di bottiglia poco prima che lo stesso partisse per la Garfagnana.
È ora di intervenire con decisione su queste situazioni che rischiano di travolgere la libertà di ogni singolo cittadino che utilizza i mezzi pubblici, divenuti ormai strumenti di caos e di scarsa sicurezza.

Come pendolare e Commissario di partito chiederò per quanto possibile ad ogni livello istituzionale la garanzia sul ripristino della normalità.

mercoledì 13 settembre 2023

Comunicato stampa Europa Verde - Verdi Lucca: Richiesta di adeguamento del trasporto pubblico locale alle esigenze della popolazione.


Come Europa Verde - Verdi Lucca, abbiamo inviato al Sindaco di Lucca Mario Pardini, all'assessore Remo Santini, al Presidente della Provincia Luca Menesini e al Presidente di Autolinee Toscane S.p.A. la seguente proposta, relativa al miglioramento del trasporto pubblico locale.

Oggetto: Richiesta di adeguamento del trasporto pubblico locale alle esigenze della popolazione

Come Europa Verde – Verdi Lucca ci appelliamo alle autorità territoriali e ai dirigenti della società Autolinee Toscane riguardo una tematica che ci appare sempre più centrale: la necessità di un trasporto pubblico funzionale e appetibile.

A Lucca la popolazione non crede nel trasporto pubblico, è evidente. Le corse dei mezzi pubblici sono poche, spesso in ritardo e poco frequentate, ad eccezione degli orari di entrata e uscita dalle scuole. Eppure il trasporto pubblico potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per combattere il traffico che ammorba costantemente la città, un problema molto sentito dalla cittadinanza, che porta inquinamento e degrado. Se più persone utilizzassero i mezzi pubblici, è evidente che vi sarebbero meno vetture private circolanti, e la diminuzione di queste è l'UNICO modo per risolvere il problema del traffico, oltre a non rendere necessaria la falsa soluzione della costruzione di nuove strade, un approccio obsoleto e distruttore.

Purtroppo, allo stato attuale, utilizzare abitualmente i mezzi pubblici è molto difficile. Le corse non sono distribuite in modo omogeneo durante il giorno, sono insufficienti soprattutto nelle zone periferiche e quasi del tutto assenti la domenica o dopo le 20. Troppo spesso, il cittadino medio considera l'auto privata l'unico mezzo possibile per spostarsi, e questo genera anche una disuguaglianza perché, sebbene quasi del tutto invisibilizzate, ci sono persone che non possono permettersi di guidare un'auto, per motivi economici, di salute o di età. Per queste persone, l'unica possibilità è affidarsi ai mezzi pubblici, che però sovente non rappresentano un'alternativa affidabile.

Come ecologisti, considerando anche e soprattutto la terribile crisi climatica in atto, causata dalle crescenti emissioni di gas serra dovute alle attività antropiche, rifiutiamo il modello di mobilità basato sull'uso dell'auto privata. Un modello insostenibile, individualista e in pieno accordo con il modello economico-produttivo che sta portando la nostra specie e gli ecosistemi alla rovina. Un modello iniquo, in cui l'auto non rappresenta solo un mezzo di trasporto, ma anche un indicatore dello status sociale che rende una persona valida o meno per la società. Un modello che, come detto, marginalizza e ridicolizza chi, per impossibilità o per scelta, decida di usufruire di altre modalità di spostamento. Ecco perché CREDIAMO nel trasporto pubblico, ma per convincere la cittadinanza, e in particolare per incentivare l'utilizzo del trasporto pubblico soprattutto per gli spostamenti periodici (come il raggiungimento del posto di lavoro) è necessario apportare urgenti migliorie, tra cui:


1) Omogeneizzazione degli orari delle corse durante la giornata, e aumento della frequenza delle corse, anche nelle zone periferiche.

2) Estensione degli orari limite delle corse ai giorni festivi e fino almeno alle ore 00.00

3) Realizzazione di parcheggi scambiatori in zone già cementificate per consentire alla cittadinanza di integrare l'uso del mezzo privato con l'uso del mezzo pubblico.

A proposito dell'ultimo punto, vogliamo rilanciare una proposta relativa alla zona dell'Oltreserchio, una delle zone più periferiche del comune di Lucca, che soffre particolarmente della mancanza di mezzi pubblici. In zona S. Maria a Colle ex Casina Rossa esiste un parcheggio privato di grandi dimensioni che potrebbe essere acquisito per farne un parcheggio scambiatore, allungando contestualmente il tragitto della LAM Blu (che arriva attualmente nella vicina frazione di Nave). Tale proposta, avanzata anche dall'Associazione Uniti per l'Oltreserchio e recentemente discussa anche nell'ambito dell'Assemblea pubblica organizzata dal Centrosinistra "Ascolto e Partecipazione" a Balbano, allevierebbe notevolmente uno degli snodi più critici del traffico della Piana di Lucca, quello di Ponte S. Pietro.

Un'altra proposta importante riguarda il ripristino di un servizio LAM che colleghi il centro di Lucca con Pontetetto senza passare da Mugnano. Tale provvedimento aiuterebbe a sgravare dal traffico un'altra arteria fondamentale, quella del Viale S. Concordio – Pontetetto, sede di importanti attività produttive, ed è già stata oggetto di una petizione popolare (https://www.change.org/p/appello-per-una-navetta-a-pontetetto-e-san-donato?redirect=false). Rilanciando questa proposta, aggiungiamo che sarebbe opportuno fissare il capolinea di questo servizio LAM nella zona industriale di Guamo, in cui attualmente il servizio di trasporto pubblico è gravemente carente.

Ci auguriamo che quanto da noi espresso sia valutato attentamente e rimaniamo a disposizione per chiarimenti e incontri, sempre con l'obiettivo di operare per una società più equa e per un ecosistema più equilibrato che sia in grado di sostenere la nostra vita e quella delle generazioni future.

Luca Fidia Pardini

Co-portavoce Europa Verde – Verdi Lucca

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martedì 13 giugno 2023

Simonini: un'altra stagione estiva difficile per i pendolari della tratta ferroviaria Aulla-Lucca.


Si riparte con una stagione di passione per tutti i pendolari della linea ferroviaria Lucca/Aulla in particolare per la tratta Fornaci di Barga/Aulla, dove per tutto il periodo estivo i treni saranno sospesi a causa di lavori, eccetto alcune occasioni giornaliere dove sarà possibile usufruire del servizio fino a Castelnuovo di Garfagnana.

Con queste parole a farsi carico del disagio poco attenzionato a livello locale è -Simone Simonini ex Consigliere Provinciale-.
"Non è possibile trovarsi per il quarto anno consecutivo senza un servizio garantito ed indispensabile per le zone periferiche e montane.
Dispiace che se ne parli poco, anzi niente in Mediavalle e Garfagnana, come se alla fine non si abbia piena contezza di quanto il servizio sia fondamentale.
Se da una parte sono importanti gli investimenti ed i lavori, dall'altra non è possibile tagliare ogni anno il servizio per tutto il periodo estivo.

Se gli studenti non subiranno disagi, -ha proseguito Simonini- a pagarne le conseguenze più pesanti oltre ai pendolari abituali e abbonati, sarà una gran fetta del comparto turistico, poiché solo chi usa la strada ferrata quotidianamente può rendersi realmente conto, di quanti turisti si muovano sui treni, per raggiungere le nostre località nel periodo estivo.
Una situazione che rischia di aggravare anche la nostra viabilità già sottodimensionata, che vedrà aumentare notevolmente il suo flusso di automezzi tra quelli in sostituzione dei treni e quelli di chi sceglierà per comodità di spostarsi a Valle autonomamente.
A completezza, una situazione che rischia di essere più difficoltosa del previsto anche in quanto i mezzi sostitutivi per esperienze passate non potranno eguagliare il servizio ferroviario per tempistica, certezza e comodità.

La speranza rimane quella che i lavori siano effettuati concretamente ed in tabella, poiché inpassato a detta di molti, pare che così non sia stato tra sporadicità e rallentamenti.
In chiusura -ha concluso Simonini- una nota amara sulla politica locale che forse non ha valutato così approfonditamente la potenziale situazione, poiché nessuno ne ha provato a mitigare gli effetti potenzialmente negativi, salvo alcuni esponenti istituzionali della Lunigiana".

Simone Simonini 

domenica 7 aprile 2019

#NARDELLATE a FIRENZE: di tramvia se ne parla............



CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/

DI TRAMVIA SE NE

PARLA
 
Sul proseguimento dei progetti tranviari per il Centro storico (VACS T2) e per i viali del Poggi fino a Bagno a Ripoli (T3.2) si continua a discutere in città, anche animatamente. In questi giorni alcuni articoli su  La Nazione e su alcuni quotidiani on line hanno parlato di discussioni e di una lettera della quale ci eravamo fatti latori noi stessi due mesi fa.
https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/

Segnali da non sottovalutare per un'Amministrazione che dà per realizzati quei prolungamenti tranviari, elevati a vessillo di un'agevole rielezione. Tanto più che i candidati dell'opposizione, compreso quello del centrodestra, parlano di alternative e di servizio ferroviario metropolitano.
 
Campagna elettorale a parte, per decidere insieme su un tema di tale importanza occorre uscire dalle tifoserie e dalle assemblee orchestrate dall'alto, rimettendo in campo l'informazione, la competenza, il confronto organizzato e praticato dal basso.

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per leggere agevolmente gli articoli entra nel blog al link sotto l'intestazione
 
 
 
 
      
Questo messaggio è stato inviato a capitan.futuro3000@gmail.com da newsletter@cittadiniareafiorentina.eu
Via Antonio Scialoia, 55, Firenze, FI 50132, Italy
      
 

giovedì 21 febbraio 2019

FIRENZE: Soprintendenza si oppone alla tramvia, plauso di Italia Nostra e CCTA



CITTADINI AREA FIORENTINA
TRAMVIA SUI VIALI: COMUNICATO DI ITALIA NOSTRA E CCTA
Una simulazione del passaggio della "Variante per il Centro storico" della Linea 2 lungo il viale Spartaco Lavagnini
La decisione del Soprintendente Pessina di bloccare in Conferenza dei servizi la nuova linea tranviaria per Bagno a Ripoli, rifiutandosi di approvare l'abbattimento di tutti gli alberi del viale Matteotti, è un primo segnale di opposizione istituzionale a quell' opera.  "Voglio che i cittadini sappiano che la Soprintendenza ha espresso fermamente la sua posizione contraria al passaggio sui viali" ha detto il Soprintendente. E i cittadini apprezzano la sua fermezza  esprimendogli solidarietà preventiva per le pressioni che dovraà subire da parte degli interessi politico-economici raccolti attorno all' affaire tranviario.

Questo il comunicato di Italia Nostra e CCTA (Coordinamento Cittadino Tutela Alberi)
VIALI ALBERATI DEL POGGI. UN SUSSULTO DI INDIGNAZIONE DOPO L'ENNESIMA PROPOSTA DI SCEMPIO STORICO-ARTISTICO E PAESAGGISTICO
Apprendiamo dai giornali ( La Nazione del 17.02.2019) l'assurda ed ennesima proposta di taglio delle alberature e di scempio paesaggistico proposta dall'amministrazione comunale. Evidentemente non bastava il danno arrecato in Piazza Stazione, con quei pali di ferro al posto dei pini storici, abbattuti tra l'altro in pieno stato di salute. Non bastava l'azzeramento delle alberature esistenti e la trasformazione dell'inizio di Viale Belfiore (ex viale in Curva del Poggi), di Porta al Prato e della Piazza Vittorio Veneto, in raccordi autostradali e ferroviari.
Per fortuna, esistono ancora istituzioni in questo Paese, come la Soprintendenza, che limitano ed arginano la spregiudicatezza e l'incultura delle classi dirigenti, che negli anni hanno messo a rischio l'incolumità dei beni culturali e ambientali di Firenze.
Si ricorda che il sistema dei Viali di Circonvallazione e del Viale dei Colli, e tutta l'area di estensione del progetto del Poggi, in attuazione sino al 1925, ricade nella Zona A del Piano Strutturale di Firenze e per questo, è vincolata non solo paesaggisticamente, ma anche e soprattutto dal punto di vista storico e culturale  de jure. 
Forse i nostri amministratori non sanno, che  ai sensi dell'art. 12 comma 1, e dell'art 10 comma 4 lettera g del D.Lgs 42/2004 e ss.mm.ii. (Codice dei Beni Culturali ) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico di proprietà del Comune, costituiscono beni culturali oggetto di tutela, e pertanto anche un  boulevard come i viali circondari, comprese le sue alberature secondo l'impianto, i sesti e le specie originari, sono oggetto di specifica tutela, e non modificabili come i nostri amministratori vogliono far credere ( la Repubblica del 18.02.2019).
Ricordiamo ai nostri amministratori che l'Area Centro Storico Unesco, le piazze ed ambedue i lati della cerchia dei Viali, i Lungarni e gli argini dal ponte alle Grazie al ponte San Niccolò, ed i siti dichiarati di interesse culturale, quali ad esempio il Piazzale Michelangelo, la passeggiata del Viale dei Colli e il Parco delle Cascine, sono sotto tutela e qualunque piano di sostituzione, di rinnovo e comunque di abbattimento di alberi, deve essere,  ex lege, autorizzato preventivamente dalla Soprintendenza a mezzo di un "Progetto di conservazione e restauro complessivo dei luoghi"; quindi, la semplice sbrigativa autorizzazione paesaggistica non è sufficiente, anzi costituisce violazione delle leggi vigenti.
Da troppi anni a questa parte, al posto del restauro conservativo, si spaccia come riqualificazione ciò che risulta essere una alterazione grave e permanente dei siti storici e del paesaggio urbano, che elude i percorsi procedurali in capo al sopra citato Codice dei Beni Culturali. Tutto questo, però, sta ora manifestandosi in tutta la sua gravità ed i cittadini stanno prendendone coscienza.
Italia Nostra Firenze
CCTA – Coordinamento Comitati Tutela Alberi – Firenze
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sabato 9 febbraio 2019

I CITTADINI DI FIRENZE SCRIVONO UNA LETTERA AL PRESIDENTE MATTARELLA


CITTADINI AREA FIORENTINA

LETTERA AL PRESIDENTE

MATTARELLA
 Una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lunedì 11 febbraio inaugurerà la Linea 2 della tramvia, è stata inviata a nome del coordinamento Ferma Tramvie di Firenze. Nella lettera si rappresenta il punto di vista di quella parte di cittadinanza che, non aderendo affatto al racconto encomiastico che si sta facendo di quest'opera, vuole invece mettere in guardia il Presidente da una plateale  strumentalizzazione elettorale.
Analoghe lettere, che chiedono la sospensione dell'iter amministrativo e  la revoca dei finanziamenti, sono state inviate al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Consiglio superiore dei LL.PP, ai Ministeri dei Beni Culturali e a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti. https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/lettera-al-ministro-delle-infrastrutture/
……
Signor Presidente, un gruppo di cittadini, allarmati per l'accelerazione nella progettazione e realizzazione di linee tranviarie a Firenze ha scritto due lettere, una al Ministero dei Beni Culturali e l'altra al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per segnalare il grave impatto che esse hanno sul patrimonio storico culturale ed ambientale di Firenze, città patrimonio Unesco, costituendo anche paradossalmente un grave ostacolo all'efficacia del trasporto pubblico. Del loro contenuto intendiamo brevemente riferirLe, tenendo presente che lunedì prossimo Lei verrà a Firenze per inaugurarne una.
In città si sta realizzando un'estesa, costosissima e invasiva rete tramviaria e una totale riorganizzazione dell'intero sistema dei trasporti pubblici e privati, senza un Piano dei Trasporti e malgrado il risultato negativo di un referendum popolare. Emerge invece sempre più la portata di un progetto condotto per parti bypassando studi, verifiche, valutazioni, approvazioni che per un intervento così esteso e radicale sarebbero state necessarie.
 
La realizzazione di questa rete tranviaria prevede la cessione di importanti porzioni di suolo pubblico ad un soggetto privato a cui viene concesso il totale controllo funzionale ed economico dell'investimento e affidata ogni decisione circa un diritto fondamentale dei cittadini come quello della mobilità, di un efficace trasporto pubblico e l'accessibilità alle funzioni primarie. Un esempio sotto gli occhi di tutti dell'impatto negativo sulla città, sul suo inestimabile valore storico e sulla mobilità è la totale frammentazione dello spazio tra la Stazione ferroviaria e l'abside di Santa Maria Novella dove, con la frequenza di un convoglio al minuto, si raggiunge un inimmaginabile livello di congestione di quel nodo.
 
Le segnaliamo, quali esempi negativi, inoltre gli interventi attuati nel Parco monumentale delle Cascine, sui Viali alberati del Poggi e attorno alla Fortezza da Basso (di Antonio da Sangallo). Mentre il prolungamento della linea 2 per il Centro Storico correrà a fianco del Convento di S. Marco, dell'ex casino mediceo del Buontalenti ed ostruirà la veduta dell'Orto Botanico. Tutti ambiti vincolati e "tutelati" da leggi dello Stato.
 
L'opera si caratterizza per una pesante sottostruttura di fondazione, un sistema completo di ponti, sottopassaggi e sovrappassaggi che impegna gran parte della rete viaria primaria della città e dei principali nodi di smistamento e di scambio del trasporto pubblico e privato, asservendo tutte le intersezioni.
 
La tramvia si sovrappone al sistema dei sottoservizi, interferisce con essi e ne limita manutenzione, sviluppo e innovazione. Si tratta di una cessione di futuro  mediante convenzioni di grande portata e prolungate nel tempo attraverso ripetuti atti aggiuntivi. Ciò impedirà l'adozione di nuove tecnologie di trasporto, quali l'uso di infrastrutture "wireless" e a guida automatica, sistemi innovativi di mobilità, ecc. relegando la città all'uso di una modalità di trasporto, quella del tram classico su sede riservata, già vecchia e certamente inadatta per un tessuto insediativo storico come quello di Firenze.
 
La realizzazione dell'opera comporterà la distruzione di tutto il patrimonio arboreo nella quasi totalità dei viali di Firenze, con sostituzioni inaccettabili per tipi, dimensioni ed allineamenti, senza alcun riguardo per il valore storico – monumentale, paesistico ed ambientale, malgrado la tutela di diversi vincoli di legge.
 
In pratica, con questa operazione, si è finito per delegare funzioni di programmazione e pianificazione generale a soggetti esclusivamente privati, ciascuno dedito al profitto più che alla pubblica utilità, con interessi contrapposti nella gestione, che svolgono funzioni di direzione, controllo e potenziale rivalsa sui cittadini in caso di previsioni errate o per adeguamenti nel tempo.
 
Restano intanto irrisolti storici problemi della città, quali ad esempio
 
  • la frattura fra l'Est e l'Ovest dell'abitato che anzi si accresce con la distruzione di cruciali nodi della circolazione,
  • le strozzature nella rete delle comunicazioni e la frammentazione dello spazio, aggravate dalla presenza di una "ferrovia" con sedi protette ed incroci asserviti,
  • la ridotta accessibilità al Centro Storico per tutti i cittadini di Firenze, adeguata nei modi e compatibile con il contesto,
  • la mancata integrazione tra rete tranviaria e rete ferroviaria, aggravata dalla errata collocazione della prevista nuova stazione AV,
  • la difficile accessibilità per importanti Ospedali, il Palazzo di Giustizia e il Polo Universitario di Novoli.
 
Nell'esprimere il nostro gradimento per la sua visita ci auguriamo anche che Ella vorrà farsi tramite presso gli amministratori della città delle preoccupazioni di una parte rilevante dei cittadini di Firenze.
 
Distinti saluti
 
arch. Francesco Re
arch. Paolo Celebre
coordinamento Ferma Tramvie (FTF)
 
 
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domenica 3 febbraio 2019

FIRENZE: la riqualificazione è finita........ #NARDELLATE



CITTADINI AREA FIORENTINA
LA RIQUALIFICAZIONE E' FINITA !
FIRENZE E' DAVVERO "PIU' EUROPEA" CON LA TRAMVIA ?
 
Sfogliando un testo del marzo 2006 "Dieci anni di governo delle complessità territoriali" a cura del Miitt (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), Dipartimento per il coordinamento dello sviluppo del territorio, ci ricordiamo che col DM 21 dicembre 1994, era stata avviata una vasta operazione di rigenerazione economico territoriale su iniziativa della Direzione generale del coordinamento territoriale del  Ministero.
 
Tale operazione si rivolgeva a molti Comuni italiani prevedendo una riqualificazione di aree industriali dismesse o comunque degradate mediante una ingente quantità di denaro pubblico che, in sinergia con le risorse investite dagli operatori privati, avrebbe dovuto costituire un  potente motore di rinascita urbana.
 
In particolare a Firenze i Programmi complessi hanno riguardato alcune aree ex industriali fra le quali l'ex area Superpila di piazza Leopoldo, nella quale era prevista, oltre alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica e privata e di edilizia commerciale anche la realizzazione di opere pubbliche.
 
I lavori furono conclusi nel 2006 con un contributo ministeriale complessivo pari ad €. 7.912.456,60 di cui €. 2.196.754,62 per opere urbanizzazione, verde e parcheggi.
 
Fra queste ultime opere ricordiamo la sistemazione a verde pubblico di piazza Leopoldo di cui possiamo vedere alcune foto relative alle aiuole, ai percorsi, al verde, ai totem illuminanti per "segnare" i due lati del percorso stradale, a una statua-fontana con vasca, ai giochi per bambini.
 
 
Confrontando tale situazione con quella offerta oggi dalla stessa piazza a seguito del passaggio della tranvia che ha "asfaltato" anche i totem illuminanti, ci convinciamo che la riqualificazione urbana, assieme a tutti i propositi espressi allora a seguito di quel coraggioso intervento che ci poneva finalmente a confronto con altre realtà europee, non è più all'ordine del giorno. Infatti è stata sostituita da una "cura del ferro" insostenibile per la città, Tale da sovvertire le caratteristiche precipue di un tessuto particolarmente delicato e con spazi di transito ristretti.
 
Milioni di euro investiti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stati buttati senza ritegno per far passare, in una zona che prosegue l'impianto urbanistico del Poggi, una vera e propria ferrovia urbana con tutti gli annessi e connessi di binari, cordoli, transenne, pali, semafori e centraline elettriche. Si è seguita in questo modo la logica dello sperpero di denaro pubblico per 'rottamare' un recente intervento di riqualificazione sovrapponendovi una infrastruttura tranviaria, peraltro nata già obsoleta.
 
E questo non è certo il solo caso in cui la tramvia fiorentina ha comportato il pesante sacrificio di recenti investimenti effettuati dallo Stato.
 
 
Le nuove sistemazioni della piazza e del marciapiede: spariscono i totem segnavia, la vasca con statua fontana e i giochi per i bambini
                                                                      
Il nuovo caos dell'illuminazione: globi, pastorali, neon della fermata tranviaria e residui dei totem originari collocati marginalmente
 
 Inoltre possiamo osservare dal confronto tra la situazione del 2014 con quella odierna, come anche i lecci che caratterizzavano la spina centrale della viabilità dai primi anni del '900, siano stati eliminati per far posto alla tramvia.
 
 
                                                                     
 
 
 
                 
 
 
 
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