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lunedì 20 novembre 2017

SAN MARCELLO PITEGLIO LEGA NORD SU RAPPORTI TRA COMUNE E SOCIAL VALLEY



Comunicato stampa della Lega Nord della montagna pistoiese relativo alle risposte del sindaco di San Marcello Piteglio sui rapporti tra Social Valley e comune.


La risposta di Marmo 



Il comunicato stampa della Lega Nord

Spesso con amici e gente con cui ho condiviso questi anni di lotte ci siamo ritrovati a disquisire sullo stile delle risposte date dall'attuale sindaco di San Marcello Piteglio. Io ho sempre detto che pur rispettandolo umanamente come persona,ha una capacità incredibile di dare a domande dirette su argomenti spinosi risposte non risposte. Alcuni l'hanno invece paragonato all'immortale personaggio del Conte Mascetti (interpretato dal grande Ugo Tognazzi) famoso per le sue supercazzole nella triologia dei film di Amici Miei. Il termine supercazzola reso famoso dai sopracitati film,in gergo indica un giro di parole privo di alcun senso, fatto allo scopo di confondere le idee al proprio interlocutore.
Di fronte però alla risposta datami alle mie domande sulla social valley con riferimento particolare a quanto successo il 30 settembre scorso,mi devo arrendere e dire che quello che mi è arrivata è una perfetta supercazzola. E se pur chiarisce un punto che terrò caro per il futuro per il resto rimango abbastanza basito dal resto.
Mezza giunta e mezzo consiglio comunale è socio/fondatore della social valley? Non c'è conflitto d'interesse ed è normale! Moreno Seghi ha diversi incarichi che gli conferiscono un certo potere? È normale! Il progetto bosco sembra stranamente simile ai progetti della social valley? È normale! E qui la citazione passa da Amici Miei al duo comico Fabrizio Biggio-Francesco Mandelli (al secolo i soliti idioti), quando interpretavano gli (im)moralisti. Ovvero marito e moglie mentre passeggiano o fanno jogging, si imbattono in persone appartenenti a varie categorie sociali particolari e la moglie di fronte a loro si blocca imbarazzata perché non sa quale sia il comportamento da tenere. Lei infatti si spaventa sempre nel vedere gente che secondo lei è anormale.Il marito viene costretto anche lui a bloccarsi, nonostante continui a ripeterle "È normale, Marialuce, è normale...".
L'unica cosa apparentemente chiara è che il Sindaco non è d'accordo con la presa in carico del progetto bosco da parte della social valley, e ne rivendica l'autonomia da questa.
Terrò bene questa affermazione da parte per il futuro, ora però questo apre nuove domande. Come mai la social valley ha fatto tale annuncio? Non avevano chiesto prima al sindaco? Forse hanno venduto la pelle dell'orso prima di averlo ucciso? O semplicemente ci sono malumori in famiglia e qualcuno ha fatto il passo senza sentire altri? Forse le mie domande sono state scomode e si è preferito ritrattare? Solo il tempo potrà dirlo,ma per ora conserverò le risposte del sindaco per il futuro e insieme alla Lega continuerò a vigilare sulla vicenda.

Marco Poli

Lega Nord Montagna Pistoiese


martedì 24 ottobre 2017

SAN MARCELLO PITEGLIO LEGA NORD DOMANDE AL SINDACO SUL RAPPORTO TRA PROGETTO BOSCO,SOCIAL VALLEY E COMUNE


Comunicato stampa della Lega Nord contenente domande per il sindaco di San Marcello Piteglio

Oggi come rappresentante della Lega Nord ho protocollato in comune,la seguente lettera contenente una serie di domande rivolte al sindaco di San Marcello Piteglio. I quesiti posti vertono sullo strano rapporto che appare sempre più palese tra comune e social valley. Specie da quando quest'ultima nel consiglio aperto alle associazioni del 30 settembre ha manifestato la volontà di prendere in carico il vecchio progetto bosco dell'ex comune di Piteglio. Progetto promosso proprio da Marmo allora sindaco dell'estinto comune.
Si può essere d'accordo o contro il progetto,ma è bene fare chiarezza su alcuni aspetti,specie se si tratta di cose che riguarderanno il comune e quindi il pubblico. Ed è bene fare chiarezza anche sulla figura di Moreno Seghi in tutto questo,che appare in conflitto d'interesse tra i tanti ruoli ricoperti.
Attendo le risposte del Sindaco e anche qualora non rispondesse (come alla lettera su Giurlani) questa sarebbe già una risposta, non edificante,ma sempre tale rimarrebbe.

Data: 24 Ottobre 2017

A: Luca Marmo Sindaco di San Marcello Piteglio e per conoscenza a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza

Oggetto: Domande su Social Valley,Comune e progetto Bosco

Da più di due anni diverse persone si interrogano sul progetto denominato “Social Valley”. E più precisamente dal 3 Ottobre 2015, quando durante l'annuale open day della Dynamo Camp ne dette l'annuncio Vincenzo Manes. Fondatore della stessa dynamo, finanziatore di Matteo Renzi fin dai tempi della fondazione Open per farsi eleggere sindaco di Firenze, e di recente nominato dallo stesso capo del terzo settore,ovvero quello che riguarda il volontariato.
Nell'open day del 2 ottobre 2016 (un anno dopo) Manes annuncia il progetto dell'oasi all'interno del ben più ampio disegno della social valley.
Ora tornando indietro nel tempo, nel 2015 nel fu comune di Piteglio, partì il progetto bosco da lei voluto e sponsorizzato come sindaco del comune ora estinto. Come già saprà all'epoca espressi i miei dubbi su tale progetto.In tempi recenti ho notato però la somiglianza con il progetto dell'oasi, distinguendo però che il progetto bosco era strettamente legato ai terreni privati, il più ampio disegno della social valley comprende anche la gestione delle foreste pubbliche,o meglio è quanto traspare da un qualcosa che ancora fumoso a livello pubblico.
Comprenderà che comunque il progetto bosco sembra propedeutico all'Oasi.Cosa che sembra ancora più evidente leggendo l'articolo del corriere fiorentino del 17 dicembre 2016, dove si parla della social valley e vi è riferimento proprio al progetto bosco. Nello stesso articolo poi si fa riferimenti precisi alla riapertura della piscina,cosa che poi si è concretizzata, questo per dire l'accuratezza dello stesso.
Nel secondo consiglio comunale di sabato 30 settembre 2017, durante il quale erano state invitate a parlare varie associazioni e aziende del territorio,tra cui la social valley. Al momento per essa ha parlato la figlia di Valerio Sichi,uomo del PD e della Dynamo, questo specificato per dire che si parte e si torna da lì. Ed ha annunciato la presa in carico del progetto bosco da parte della social valley. Ora tanti indizi non fanno una prova, questo no,ma fanno nascere qualche legittimo sospetto.
Senza contare che metà della sua giunta comunale (Alice Sobrero,Roberto Rimediotti) e due consiglieri (Lorenzo Mucci,Alice Cinotti ) è tra i soci della Social Valley,così come il presidente del consiglio Moreno Seghi.Quest'ultimo poi rappresenta un vero e proprio elefante nella stanza per il comune. Seghi è consigliere comunale e presidente del consiglio,presidente del Dynamo tennis e uomo della Dynamo, uomo del PD,dipendente della provincia e referente della stessa per il progetto bosco nonché ex sindaco ed ex presidente della comunità montana. Verrebbe quasi da definirlo un “collezionista di cariche”, termine che non uso però perchè recentemente usato per un altro sindaco Oreste Giurlani recentemente arrestato ( coincidenza vuole che questo fosse assessore al bilancio dell'ex comunità montana proprio mentre Seghi ne era il presidente).Ne approfitto per ricordarle che sul punto Giurlani c'è una lettera protocollata a cui lei non ha ancora rispsoto. Con questo discorso non si mette in dubbio l'onestà di Moreno Seghi,che non risulta indagato per niente,ma solo esprimere il concetto che tanto potere nelle mani di un solo uomo non è mai una buona cosa.
Alla luce di tutti questi elementi le pongo delle domande scritte,protocollate in comune a cui lei è tenuto a rispondere nei termini di legge.
  • Allo stato attuale qual è la posizione ufficiale dell'attuale giunta comunale e del consiglio comunale sulla social valley? E la sua?
  • Con 5 consiglieri della maggioranza anche soci del comitato per la social valley (di cui 3 fondatori),come possiamo fidarci che in futuro dovendo deliberare su essa, saranno imparziali,visto il possibile conflitto d'interesse?
  • Il progetto bosco da lei promosso è nato genuinamente prima di quello dell'Oasi o è stato fatto in vista di questo?
  • Se no,come spiega la presa in carico del suo progetto che sembra incastrarsi perfettamente nell'oasi,da parte della Social Valley? Sopratutto ne era a consocenza?
  • A fronte di questa notizia come si comporterà da ora in poi il comune col progetto bosco? Saranno avvertiti che aveva precedentemente aderito e che a fronte di queste nuove notizie potrebbe non essere più d'accordo?
  • I diversi incarichi di Moreno Seghi non possano sfociare ora o in futuro in un possibile conflitto d'interessi? Non sarebbe il caso, anche per la stessa onorabilità dello stesso Seghi toglierli qualche incarico?

A prescindere dalla posizione che si ha su tutto la questione della Social Valley (la mia è palesemente contraria), è bene cominciare a fare chiarezza su alcune cose. La fumosità del progetto presentato non permette ancora molti chiarimenti, anche se è mio pensiero che sia già pronto e presentato a pezzi e bocconi, sia per farlo digerire piano piano alla gente, sia per le voci di corridoio che vedrebbero le dimissioni del Presidente della regione Enrico Rossi il prossimo anno,rendendo così la situazione politica toscana instabile. Però è bene almeno chiarire il rapporto comune-progetto bosco-social valley rispondendo a questi quesiti.
La seguente sarà mandata anche a tutti i consiglieri comunali di minoranza nella speranza che si vogliano fare carico di questi quesiti.


Cordiali saluti
Marco Poli
Lega Nord Montagna Pistoiese


lunedì 28 dicembre 2015

PROGETTO BOSCO:PERPLESSITA' Appennino Pistoiese di Marco Poli


Da qualche mese il comune di Piteglio,ha lanciato il cosiddetto”progetto bosco” che ha sollevato prima il mio interesse,poi i miei dubbi e infine le mie preoccupazioni.
Il progetto si propone di:”creare le condizioni affinché sui nostri territori si determinino le condizioni per una gestione razionale ed economicamente vantaggiosa degli innumerevoli appezzamenti di bosco presenti sulla Montagna.”e fin qui nulla da dire,penso che il proposito sia giusto e anzi qualcosa del genere và attuato.Anche la parte che dice:”Ci sono migliaia di piccoli proprietari che spesso, presi singolarmente, non riescono a garantire una gestione sistematica delle loro proprietà. Questo per i motivi più disparati (scarsa infrastrutturazione dei boschi, vincoli di tipo normattivo, bassa capacità operativa) ma, non ultimo, per il fatto che ciò non è finanziariamente sostenibile.
Da questi limiti oggettivi nasce l'idea di una gestione coordinata di ampie porzioni di territorio boschivo. L'obiettivo è quello di garantire al proprietario un reddito proporzionale al valore del bene e alle imprese una massa produttiva in grado di assicurare utili e sostenibilità degli investimenti necessari. Tutto ciò, con un meccanismo semplice e senza spese per i proprietari.”bellissimo nella sua demagogicità,perchè qui cominciano le prime magagne.
Infatti per ora il tutto pare campato in aria,in quanto manca una previsione di quanto un terreno effettivamente renderà al proprietario.I burocrati mi diranno che è impossibile farla prima,certo perché sono tali e più di questo non possono rispondere.Nelle aziende(ma anche un semplice muratore per esempio),si devono fare questo tipo di preventivi,altrimenti il cliente non ci pensa neanche lontanamente a mettersi con”dilettanti del genere”.
Oltra al”quanto”si guadagna,manca per”quanto”tempo i boschi sarebbero a disposizione dell'ente.Senza contare che non è chiaro se la gestione riguarderebbe solo la legna o anche tutto il sottobosco(ad esempio i funghi).
Ma questo in verità non è importante,perchè se è come sospetto,l'azione principale è costruire le centrali a bionassa,unica cosa”concreta”ad oggi del progetto bosco.
Allora iniziamo ponendo una domanda,l’energia prodotta da impianti a biomassa o biogas possiamo definirla energia da fonte rinnovabile?No perchè si può parlare di fonti rinnovabili solo se ne usufruisce nel territorio di origine e se si ripristina nel tempo di utilizzo quanto consumato.
Tutto questo avviene per l’energia solare, eolica e idrica, ma non si applica totalmente alle biomasse intese come materiale prodotto da piante e destinato alla combustione.
Di centrali a biomasse ne esistono di tre tipi:
a) a biomasse solide (legno, cippato, paglia, ecc.), sono impianti tradizionali con forno di combustione della biomassa solida, caldaia che alimenta una turbina a vapore accoppiata ad un generatore.Che è poi quelle che vorrebbero sviluppare sulla nostra montagna.

b) a biomasse liquide (oli vari: palma, girasole, soia,ecc.); sono impianti, alimentati da biomasse liquide (oli vegetali, biodiesel), costituiti da motori accoppiati a generatori (gruppi elettrogeni).

c) a biogas ottenuto da digestione anaerobica (utilizzando vari substrati: letame, residui organici, mais o altro). Da tener presente che una centrale a biogas con
colture dedicate può ricorrere legalmente anche alla Forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani) in base al DL n°387 del 29/12/2003 e alla sentenza del Consiglio di Stato Sez. V n °5333 del 29/07/2004

Parliamo ora un po' più approfonditamente delle prime,le centrali a biomassa solide(legna e derivati, olii vegetali,sansa, mais, ecc).
Riassumiamo qui di seguito alcuni PRINCIPI INDISCUTIBILI che si basano su autorevoli studi scientifici internazionali (francesi e soprattutto svedesi) e sulle ricerche condotte in Italia .

1. le centrali a biomasse a combustione diretta hanno bassa efficienza energetica e inquinano circa 30 volte più di quelle a metano e il doppio perfino rispetto alle centrali a carbone causando un netto peggioramento della qualità dell’aria, del suolo e dell’intero habitat circostante.

2. la combustione delle biomasse sviluppa inevitabilmente e in grandi quantità numerosi inquinanti (polveri sottili e ultrasottili, ossidi di azoto e di carbonio, furani, metalli pesanti, ozono, ecc) tra i quali 4 sicuri cancerogeni: benzene, formaldeide,
diossine e idrocarburi policiclici aromatici. La pericolosità di questi composti non è dovuta solo alla loro concentrazione nell’aria inalata ma anche alla loro deposizione sul suolo ed all’accumulo crescente nella catena alimentare con effetti negativi sulla salute umana.

3. un ulteriore elemento di inquinamento è rappresentato dal trasporto in quanto nella maggioranza dei casi le biomasse da bruciare provengono da molto lontano se non addirittura dall’estero (Africa, Asia) come nel caso dell’olio di palma dall’Indonesia. In questo caso le conseguenze negative derivano anche dalla deforestazione in atto in quelle zone per sostituire le piantagioni tradizionali con quelle da esportazione sottraendo così ossigeno all’intero pianeta.

4. c’è infine il problema delle CENERI prodotte dalla combustione delle biomasse che sono a tutti gli effetti un rifiuto tossico che va trattato come tale con tutte
le controindicazioni del caso incluso il surplus di inquinamento derivante dal trasporto.

Ma alla luce di questi problemi,perchè costruire queste centrali?perchè ervono agli imprenditori che realizzano l’opera, per beneficiare di generosi incentivi statali ed europei previsti per le “fonti rinnovabili”;qui corre un brivido se si pensa al parallelismo,con quanto avvenuto con la costruzione dei 4 nuovi ospedali in Toscana,stesso spartito con strumenti diversi. Senza questi incentivi verrebbe meno la ragione economica principale di questa attività. In ogni caso è possibile ritenere che la generalizzata propensione alle centrali a biomassa e biogas rientra anche in una più generale prospettiva di riutilizzo di queste centrali per il trattamento di rifiuti. Infatti, la frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) è equiparata alle biomasse con decreto ministeriale. Facile prevedere che una volta costruite queste centrali, invece di essere alimentate con biomasse agricole, di cui l’Italia non dispone e che hanno un costo sempre maggiore, potranno essere alimentate con Forsu, il cui costo di smaltimento è già una prima fonte di redditività. Il conferimento della Forsu vale da 80 a 110 €/t, il verde circa 60 €/t e i fanghi da depurazione circa 90 €/t.
Praticamente riassumendole sono le seguenti:

  • che in un primo tempo usando i finanziamenti statali ed europei si costruiscano parecchie piccole centrali a biomassa(cippato).Le dimensioni piccole garantiscano di poter bypassare parecchie autorizzazioni.
  • Si finirà il materiale alla svelta, anche avendo a disposizione tutti i boschi della montagna,ci vuol poco,specie se viene fatto un taglio indiscriminato senza un piano di riforestazione,che mi sembra manchi.
  • A quel punto si utilizzeranno le centrali a biomassa costruite come termovalorizzatori,ovvero per bruciare a rifiuti

Il tutto proponendo alla popolazione come”inevitabile soluzione”per pagare debiti e/o stipendi di chi ci lavorerà.La sensazione che la fregatura sia alta,mi nasce anche perché ho visto che come”Supporto tecnico alle misure di finanziamento comunitario”per la provincia,è apparso Moreno Seghi(che ultimamente è un po' dappertutto.Per mitigare i miei sospetti di recente con la stessa mansione,ma per UNCEM appare Aldo Morelli...siamo a posto abbiamo un duo stile Gatto e la Volpe,che se volevano fare del bene alla comunità,dovevano smettere di fare politica prima di entrarci.
Se i promotori del progetto bosco vogliono zittire un”gufo”come me,per iniziare mi devono presentare il progetto di sviluppo finanziario,per vedere se il tutto si regge senza finanziamenti esterni,e darmi garanzie che le centrali a biomassa costruite in montagna non saranno mai utilizzate per bruciare rifiuti né ora né in futuro.Per questo il”progetto Bosco”specie nelle mani del PD troverà sempre in me un nemico.

Distinti saluti