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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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martedì 3 ottobre 2017

GARFAGNANA, FUSIONI SENZA SENSO, NON FATEVI FREGARE, DISAGI PER TANTI, E VANTAGGI PER POCHI....

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UN COMUNE COSI' NON HA SENSO...
DALL'ORECCHIELLA FINO AL CIOCCO...
CON ALTRI DUE COMUNI ALL'INTERNO...
 
GIA' LE DUE FUSIONI FATTE HANNO AVUTO POCO SENSO, SILLANO-GIUNCUGNANO e FABBRICHE DI VERGEMOLI, RISPARMI POCHI VISTO CHE PER FAR CONTENTI TUTTI VENGONO MANTENUTE TUTTE LE SEDI, ANZI VISTO CHE HANNO INCENTIVI SE LI SPENDONO PROPRIO LI....
NON SONO TANTO LONTANI, SE CONOSCETE QUALCUNO CHIEDETE, COME HAI CITTADINI DI VERGEMOLI, CHIEDETE LORO QUALI E QUANTI VANTAGGI HANNO AVUTO, DELLE MIE PAROLE POTRESTE DIRE CHE RACCONTO BALLE, ANCHE SE NON HO NULLA DA GUADAGNARCI O RIMETTERCI.
 
NON CHIUDETE I VOSTRI OCCHI, POI INDIETRO NON SI TORNA, IN QUESTE TERRE DOVRANNO STARE ANCHE I VOSTRI FIGLI E DISCENDENTI, SE GLI TOGLIAMO I SERVIZI ED I VANTAGGI L'UNICA SCELTA SARA' ANDARSENE COME TANTI STANNO GIA' FACENDO.
 
SONO I PICCOLI COMUNI A DARE UN VERO VANTAGGIO, NON CREDETE A QUELLI CHE DICENDOVI LE SOLITE BELLE PAROLE HANNO TOLTO I DIRITTI SUL LAVORO, HANNO CALATO LE PENSIONI, STANNO SVENDENDO LA SANITA', HANNO TAGLIATO I TRASPORTI PUBBLICI E LE SCUOLE, DICENDO SEMPRE : ''SERVONO LE RIFORME''
 
BEH, CI HANNO PRESO IN GIRO, ADESSO DICIAMO BASTA, ED INIZIAMO DA QUESTA INUTILE E DANNOSA FUSIONE, SALVIAMO LE NOSTRE TRADIZIONI !!!
 
VOTATE NO !!!
AD ''APPENNINO IN GARFAGNANA''
Un nome più stupido non potevano trovarlo......
 
Andreotti Roberto, un mio pensiero personale.... 03/10/2017 , Ceserana - Fosciandora.


martedì 27 giugno 2017

GARFAGNANA, LE NUOVE COMICHE: IL PUGLIA SI VUOL CANDIDARE A CASTELNUOVO !!!

Oggi ho fatto un giro a Castelnuovo, nell'attesa di andare a Roggio in quel di Vagli....

IL CALDO DARA' ANCHE ALLA TESTA, MA ULTIMAMENTE IN GARFAGNANA DI COMICHE POLITICHE SE NE SENTE TANTE....

PRIMA LE ASTRUSE FUSIONI, GIA' TRATTATE IN QUESTO POST DI UN PAIO DI GIORNI ORSONO:
http://andreottiroberto.blogspot.it/2017/06/comiche-politiche-in-garfagnana-cari.html

POI DI CERTO NON POTEVA MANCARE IL PIU' COMICO DI TUTTI !!!
IL PUGLIA, CON UN ARTICOLO SULLA GAZZETTA, ANNUNCIA DI VOLERSI CANDIDARE A CASTELNUOVO, DI CERTO A VAGLI IN TANTI NE SAREBBERO BEN CONTENTI.
MA SI CANDIDA, SPONSORIZZATO DA CHI ??
QUI DI CERTO DI POLITICI DI DESTRA NON NE VEDO.
E SE FOSSE IL NUOVO AMICO SENATORE ??
CHISSA' COSA NE PENSA L'ATTUALE SINDACO PD, TAGLIASACCHI ??
SALTEREBBE L'IPOTETICO SECONDO MANDATO ??
A CHI IL COMICO VAGLINO ANDREBBE A CERCAR APPOGGIO NEL CENTRODESTRA ??
A QUELLI CHE HA DEFINITO ''URLATORI SECESSIONISTI'' ?? O A GADDO GADDI ??

BEH, LE DOMANDE SON TANTE, MA ANCHE SE VI DICONO CHE LA GENTE DI CASTELNUOVO L'ACCOGLIEREBBE A BRACCIA APERTE, PER QUELLI CHE HO SENTITO IO STAMANI NON MI SEMBRAVA PROPRIO !!

LA NOSTRA SITUAZIONE POLITICA ED ECONOMICA E' GRAVE E CREDO CHE SERVA IN PRIMIS SERIETA' E PERSONE PREPARATE ED ONESTE, VISTO CHE ANCHE LA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE IN VALLE, NON SOLO LATITA A MIGLIORARE, MA IN CERTI CASI POTREBBE PEGGIORARE, IL FLUSSO TURISTICO TANTO ANNUNCIATO, NON SE NE VEDE L'OMBRA, ED ALLORA LA CRICCA POLITICA HA BEN PENSATO DI METTER SU UN BEL CIRCO MEDIATICO-POLITICO AFFINCHE' GLI ANIMI, DIVERTITI DALLE TANTE CAVOLATE, NON SI ACCORGANO CHE TUTTO VA A ROTOLI....

APRITE GLI OCCHI, E RIFLETTETE, CHE IL CERVELLO L'AVETE !!!

domenica 13 marzo 2016

VOLTERRA,ORGOGLIO A TESTA ALTA



ORGOGLIO COMUNE



Giornata indimenticabile A Volterra.........

Una piccola cittadina ha abbracciato un'intera Nazione, erano presenti alla chiamata a raccolta 106 sindaci rappresentanti tutte le regioni d'Italia, ad esclusione del Trentino. Purtroppo abbiamo notato l'assenza dei sindaci di Abetone e Cutigliano.
Vista l'importanza dell'avvenimento, è stato ancora un successo sperato da Marco Buselli sindaco di Volterra, l'infermiere sindaco come ama definirsi lui stesso.

Due i temi cari ad amministratori e cittadini uniti per lo stesso scopo:Sanità e Fusione dei comuni.
Chi meglio di lui a parte dei cittadini interessati può sottolineare la distruzione totale da parte di questo governo e delle Regioni complici di tanto sfacelo nella sanità pubblica e dell'entità orgogliosa dei piccoli comuni d'Italia.
Oltre ai sindaci e loro collaboratori, erano presenti le organizzazioni e le associazioni delle varie località toscane presenti sul territorio.
A dire il vero, per dare la giusta risonanza all'evento, alcune televisioni locali tra cui Rai 3 e Canale 50, avevano dato la disponibilità ad effettuare delle riprese ma evidentemente, caso ha voluto che forse per motivi di traffico o per veti del padrone di turno, non erano presenti per documentare una giornata dove cittadini e sindaci si erano uniti ed avevano fatto sentire democraticamente la loro voce per dire no, alla scempiaggine delle piccole realtà italiane.
Non è stato il solo obiettivo della sanità a mantenere vivo l'interesse dei partecipanti, ma anche la fusione dei piccoli comuni, fino ad oggi non sappiamo quantificare il numero del piccolo, medio e grande comune.
Si è parlato della fusione passata ormai alla storia dei comuni toscani di Abetone 697 abitanti e Cutigliano 1580 abitanti.. Dopo referendum consultivo, il comune di Abetone si è espresso per il NO! Alla fusione mentre al comune di Cutigliano è emerso il SI!
La regione Toscana con un intervento antidemocratico, ha deciso per la fusione a prescindere, non rispettando la volontà popolare. Insomma una partita giocata da sola a tavolino. I cittadini sono decisi a far rispettare le loro volontà senza decisioni arbitrarie calate dall'alto, e senza imbrogli e false ideologie.
Esistono comuni con 36.000 abitanti che sono stati indicati come bottino di fusione dei comuni limitrofi, con un evidente falsità sui numeri tanto sbandierati. Non esiste ad oggi un'idea di quali comuni fondere e quali restano in piedi; sono sicuro che il lettore ci arriva da solo quali sono i comuni da eliminare, ovvero quelli scomodi alla compagine governativa.
Il vero risparmio attraverso la fusione è di valore irrisorio visto che per i comuni montani ed i piccoli comuni ogni consigliere viene saldato con un gettone di presenza di un valore simbolico di circa 9/10 euro; il corpo di Polizia Urbana composta da 2/3 unità, eppure i servizi vengono svolti con diligenza e puntualità al contrario dei grandi centri.
Tutto ciò ci porta a sospettare quale vera ragione si sia insinuata nella mente di chi ha ideato la fusione di alcuni piccoli comuni, d'Italia.
Tutti conosciamo quali sono gli enti e quali carrozzoni sono la ragione dello sperpero di risorse degli italiani; Province e le Regioni? In alcune regioni si annida covo di malaffare e malcostume come evidenziato in alcune regioni dagli ultimi sviluppi e le ultime indagini portati alla luce. Mentre i piccoli comuni lasciati volutamente nel dimenticatoio, con tanti oneri e senza onori. Si sa, la presenza di attori governativi latita là dove poche risorse impegnate nella gestione di pubblica utilità sono già destinate al funzionamento della cosa pubblica e difficilmente restano quantitativi di facile distrazione.
La manifestazione è stata ben supportata dalla presenza di piccole ma importanti associazioni dei comuni montani quali: C.r.e.s.t- Zeno Colò-Montagna Pistoiese è qui che voglio vivere.





I cittadini insorgono uniti...... Dignità e orgoglio dei comuni.

- “ARRENDETEVI SIETE CIRCONDATI”-

martedì 2 febbraio 2016

SAN MARCELLO - PITEGLIO................................. COMUNE UNICO?...........ANCHE NO!

 

FUSIONE DEI COMUNI

SAN MARCELLO-PITEGLIO
DECIDONO I CITTADINI!


Partiamo dal principio l’ipotesi fusione dei comuni dovrebbe partire per aprire il dibattito sul territorio all’inizio del percorso e non alla fine per permettere un doveroso processo partecipativo ed alimentare il conseguente dibattito che avrebbe sicuramente concorso alla definizione di un vero progetto finale, ovvero portando al dibattito la vera fusione dei comuni montani e cioè, il comune unico della MONTAGNA, Abetone-Cutigliano-San Marcello Pistoiese-Piteglio.
Ma l’apertura di un processo partecipativo avrebbe richiesto un dibattito a quattro, mentre le due amministrazioni comunali in concertazione con la regione ancora una volta hanno palesemente dimostrato ed hanno già deciso: la “fusione” si fa.
Fusione a due Abetone – Cutigliano anche se il desiderio dei cittadini al referendum consultivo hanno manifestato la contrarietà ad unirsi.
Ciò che era importante per l'intero percorso era una partecipazione informata e consapevole dei cittadini , interessava ed interessa, assai meno alle amministrazioni coinvolte, che hanno deciso a monte sulla loro fusione senza cercare il consenso ed informare la popolazione sui vantaggi e svantaggi della fusione.
Ovvero senza girare intorno al vero problema per salvaguardare alcune casse il perché, delle decisioni imposte dalla regione Toscana.
Nonostante l'esito negativo alla fusione, perché questo repentino cambio di strategia? Da quando? E perché non è informata la cittadinanza prima di sperperare denaro pubblico con false consultazioni? Bastava dire come per la Sanità “QUI' COMANDO IO”.
Ci eravamo illusi che la presentazione del precedente studio di fattibilità a quattro Comuni desse inizio sul territorio ad una discussione, costituendo un promettente inizio per un dibattito che avrebbe dovuto approfondire e focalizzare meglio rischi ed opportunità del “comune unico”. Possibilità che si è arenata sul nascere e che ha portato ad un nuovo studio realizzando il "ABETONCUTI" solo ultimamente in meno di un mese, anche qui PRESTO le relative risorse economiche finiranno, quindi, sprecate come quelle dell’Unione che ha dimostrato non funzionare.
Ormai il coinvolgimento attraverso specifici tavoli di studio delle minoranze e delle Categorie Economiche e Sociali non si è palesato, ed è iniziata sin da subito, da parte delle amministrazioni, la fase del marketing politico, ovvero della “vendita” del prodotto “Comune Unico”.
Infatti Sabato 6 Febbraio 2016 ore 10,30 sala Baccarini di San Marcello Pistoiese, vi sarà un dibattito a senso unico , presenti i rappresentanti dei due Comuni, Sindaci: Cormio e Marmo, insieme ai rappresentanti regionali di maggioranza incontreranno la popolazione per venderci una nuova fusione San Marcello Pistoiese-Piteglio.
Anche in questo caso come, per l'Abetone e Cutigliano dovrebbero tenere conto di : “E' obbligatorio lo svolgimento del referendum prima di procedere alla fusione con altro Comune e tenere conto della volontà della popolazione”.(DISATTESO su Abetone Cutigliano. )
Oggi, indipendentemente dalle opinioni degli attori costituzionali, se il voto dell’eventuale referendum risultasse con un esito negativo, la fusione San Marcello -Piteglio non dovrà avere luogo.
Ci sorge comunque il dubbio che Sabato 6 Febbraio 2016 ore 10,30 si parlerà pro o contro la fusione, vantaggi e svantaggi addolciti da interessi comuni. E, francamente, si comprende bene come sia più facile far passare l’idea anche con la minima partecipazione vista l'ora dell'evento.
Non ci pare un gran esercizio di democrazia da parte della Politica! Evidenziamo, peraltro, come per la validità dei referendum comunali una cosa e lo statuto comunale altra la legge regionale.
L’esclusione delle minoranze regionali dal dibattito pubblico, dalla compartecipazione al percorso pre-istitutivo ci, pare una prova di forza delle maggioranze al governo dei due Comuni e dei consiglieri regionali che per quanto riguarda la fusione, si sono assunte il diritto di decidere da sole (in pratica), dando il via ad un così grande cambiamento che condizionerà il futuro di tutti noi, senza il naturale coinvolgimento delle altre realtà politiche, sociali ed economiche e senza il dovuto approfondimento. Così come la mancata diffusione dell'evento che solo Meetup  MONTAGNA 5 STELLE ha portato alla conoscenza della popolazione; l'atto di arroganza che subisce una decisione calata dall’alto, non fa che evidenziare anch’essa la scarsa volontà di condividere il percorso alla faccia della “democrazia partecipata” tanto declamata in campagna elettorale, ma di fatto non essere mai stati in grado di sostenere.
Vogliamo cogliere l’occasione, comunque, per mettere in luce alcune criticità o impostazioni non convincenti del progetto o meglio dello studio presentato perché di progetto non ne ha né la parvenza né i contenuti che ci dovrebbero invece essere per definirsi tale. Precisiamo che siamo “idealmente” non contrari a priori alla fusione dei quattro Comuni come risposta all’eccessiva frammentazione amministrativa che caratterizza l’Italia (più del 70% degli 8.100 comuni ha meno di 5.000 abitanti) ed alle conseguenti inefficienze e perdita di capacità di governo. Ma ci è anche molto chiaro che per processi complessi di questo tipo non basta l’ottimismo della volontà o manifestazioni di intenti o soluzioni astratte e soprattutto, a nostro avviso, non esiste risparmio con la fusione a due.
Da quello che abbiamo potuto leggere in questo poco tempo ci pare che non si approfondiscono i nodi critici ed in merito alle soluzioni organizzative si limitano a presentare prospettive astratte (dichiaratamente tali) ed a suggerire alcune possibili piste di lavoro, senza la presentazione di un vero e proprio “piano industriale”, senza quantificare l’impiego di risorse necessarie (economiche, umane, organizzative) e le modalità e tempistiche di implementazione, come sempre ci sembrano caratterizzate da improvvisazioni.
La popolazione vuol sapere, conoscere, partecipare....... Basta allo scempio della Montagna Pistoiese.
E, aggiungiamo, non si risponde in modo inequivocabile alla domanda “fusione sì o fusione no”, infatti in premessa si conclude scrivendo che non vanno intesi impliciti giudizi di valore.
E’ chiaro, infatti, che un incremento dell’efficienza operativa si sarebbe conseguita anche incrementando la quota di funzioni e servizi trasferiti all’attuale Unione (una soluzione che, almeno, avrebbe avuto il vantaggio di non dover compensare la “perdita” di rappresentanza politica con un’architettura degli organi elettivi o di consultazione articolata in livelli superiori all’esistente - nello studio peraltro non ne sono prospettati i relativi costi - e dunque plausibilmente inefficace ed inefficiente). Non vogliamo con questo concludere che nell’attuale situazione dei comuni di SAN MARCELLO PISTOIESE E PITEGLIO la soluzione di un’Unione rafforzata sia preferibile a quella del comune unico. Ma la mancanza di questo confronto testimonia piuttosto la fragilità dell’analisi e delle argomentazioni, facendo pensare che comunque la decisione è già presa “a prescindere”.
Uno degli argomenti più volte utilizzato nelle discussioni per sostenere il comune unico richiama il ruolo propedeutico dell’esperienza dell’Unione dei comuni. E’ un tema che merita qualche riflessione aggiuntiva. E’ infatti certamente vero che l’esperienza dell’Unione dei Comuni costituisce una “palestra” per più ambiziosi livelli di integrazione, sino alla fusione degli stessi comuni interessati. Ma forse non basta il dato in sé dell’Unione. Occorre invece considerare il “peso” che essa ha in termini di funzioni e servizi gestiti. E rispetto a questo punto di vista non si può non rilevare che l’Unione dei Comuni, in piedi da anni ormai, è un’Unione decisamente “leggera”. Ovvero che ha sin qui gestito un ammontare assai ridotto di funzioni e servizi comunali.
Occorrerebbe dunque chiedersi se questo basso livello di gestione associata possa costituire un ostacolo all’implementazione del comune unico. Ovvero se non sarebbe stato preferibile un percorso maggiormente progressivo, che prima facesse crescere in quantità e qualità le funzioni ed i servizi assegnati all’Unione e poi, superata una certa soglia, dischiudere eventualmente il percorso verso la fusione.
Inoltre con la costituzione del comune unico si dovrà comunque affrontare il problema di una necessariamente rapida armonizzazione non solo delle politiche fiscali, tariffarie e di bilancio, ma anche di funzioni e servizi ancora oggi gestiti a livello comunale, e dunque con impostazioni differenti a livello politico ed organizzativo, con danni superiori ai cittadini di Piteglio. Plausibile ritenere che ciò possa produrre disagi e tribolazioni. Disagi e tribolazioni che potevano essere evitate se si fosse negli anni passati “investito” di più sull’Unione allo scopo di arrivare a questo punto meglio preparati.
Non si tratta, certo, di un argomento decisivo contro l’ipotesi della fusione, ma non c’è dubbio che ad oggi manca completamente una valutazione di un aspetto, ovvero dell’implementazione del comune unico a livello di “costi” e “disagi” che il superamento d’un sol colpo di questo forte gradino potrebbe determinare sui cittadini e sul territorio. Col senno di poi forse non sarebbe stato inopportuno che i processi di fusione di comuni venissero subordinati al raggiungimento di una soglia minima di funzioni e servizi a gestione associata (a livello di Unione), così da evitare gli inconvenienti ed i disagi dello start-up del comune unico tutto d’un colpo.
Infatti se è giusto che le esperienze di Unione vengano considerate propedeutiche alla fusione di comuni è altrettanto importante che la gestione associata abbia già raggiunto un buon livello di esercizio consolidato, rispetto a cui la costituzione del comune unico possa davvero configurarsi come il completamento di un percorso progressivo piuttosto che come un “grande balzo” (con le incertezze che ne conseguono).
E questo, obbiettivamente, non è il nostro caso, basta fare un esame della situazione attuale della Unione in essere per non parlare dell’immobilismo a cui è stata costretta in questi ultimi anni.
A nostro avviso la fretta, l’approssimazione e la non poca superficialità con cui le maggioranze al governo dei due Comuni si apprestano a formalizzare la richiesta dell’avvio dell’iter per la fusione non è supportata dai fatti e dalle argomentazioni. Si deve procedere con prudenza e progressivamente, approfondendo la questione anche dal punto di vista di documentazione reale ma soprattutto dopo aver conferito all’attuale Unione tutti i servizi e le funzioni prendendosi il tempo necessario a sperimentare in Essa la gestione così da giungere ad una ipotesi di fusione. Ciò che è mancato ad Abetone Cutigliano.
Questo non significa che siamo contrari alla fusione a prescindere, come già accennato, anzi avremmo voluto compartecipare volentieri alla sua realizzazione ma con tempi, modi e forme più consone e utili alla stessa. Non per ultima la necessità di coinvolgere, come era per noi doveroso, le cittadinanze nella definizione del progetto che sarebbe risultato compartecipato e avrebbe messo, noi tutti, loro rappresentanti in seno ai Comuni, in grado di dare risposte alle loro giuste domande, compiendo così un nostro preciso dovere.
Ma non ci è stato concesso.
Assicuriamo, nel contempo, che informeremo con decisione i cittadini, per evitare quanto successo in precedenza con il referendum di Abetone Cutigliano e mettendoci fino da adesso a disposizione per tutte quelle iniziative che si vorranno mettere in campo per portare alla loro piena conoscenza l’argomento del comune unico in vista del progetto del Comune Unico e del referendum consultivo.