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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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domenica 8 maggio 2016

REFERENDUM #CORMIO&CVISFIDO di Marco Poli


Cari amministratori locali e membri del comitato per il SI alla fusione,ho esercitato il mio diritto/dovere,come sempre,ma sopratutto come da voi detto in maniera ridondante per questo referendum.Questa volta è stata dura,perchè detto da voi  sà di cosa molto ipocrita e quindi faceva venire voglia di non andare,se sono andato è solo per il rispetto che provo verso chi a combattuto( anche costo della vita),per garantirci questo diritto.
Questa è la foto della mia scheda elettorale che prova che sono andato a votare oggi per il referendum sulla fusione San Marcello-Piteglio.Ora io sfido Silvia Cormio,Sabrina Innocenti,Valerio Sichi,ecc...insomma tutta l'allegra brigata PDina locale,a mettere la foto della loro scheda col timbro del 17 aprile per vedere se hanno fatto il loro diritto/dovere,sappiate che mi auguro in anticipo di perderla questa sfida.
Invito anche chi leggera questo post,che girerà per i vari social(Facebook,Twitter,Google+,ecc...) a mettere sotto la sua foto della scheda elettorale di oggi,per dimostrare ai nostri amministratori,chi fà il suo dovere e chi no.
#CORMIO&CVISFIDO

Distinti Saluti

lunedì 18 aprile 2016

PERDERE Fà PARTE DEL GIOCO,ARRENDERSI NO di Marco Poli

La prima tornata referendaria si è conclusa,ce ne aspettano altre due in montagna,quella sulla fusione del 8 e 9 maggio e quella ben più importante di ottobre,la costituzionale.
Indubbiamente quello del 17 aprile è stata una sconfitta,non tanto del referendum in se,ma della democrazia in sé.Un conto è votare su un quesito si o no,e veder vincere la risposta opposta alla propria,un altro è veder annullare il tutto per il non raggiungimento del quorum,sopratutto quando questo è chiesto da un presidente del consiglio,che paradossalmente non è stato eletto da nessuno.
Vero che questo referendum era azzoppato.All'inizio prevedeva 6 referendum.,5 dei quali molto più importanti ma annullati con gli abili giochetti tanto cari al PD,ovvero provvedimenti,deroghe,ecc... studiato a tavolino per annullare la volontà popolare.
Ma comunque quando si è chiamati ad esprimere il proprio diritto/dovere,non ci dovrebbero essere ma che tengono.E se qualcuno non vuole venire alle urne,non ci dovrebbe essere quorum facendo così che a decidere siano solo quelli a cui interessa esercitare il proprio diritto.
Detto questo le ragioni del fallimento del referendum sullo stop alle trivelle sono almeno 3:

  • Il menefreghismo della gente sulla questione,tra chi non l'ha capito ma neanche si è preoccupato d'informarsi o comunque pensa che siano questioni che non gli interessano.
  • Quelli che sostengono che”tanto sono tutti uguali”e che l'unico sistema per cambiare sia non andare a votare.La meglio che ho sentito il 17 è di un montanino che non andava a votare per protesta contro un governo che chiede di non andare a votare...come dire che uno tromba per mantenere la propria verginità.
  • La paura!infatti con l'invito da parte del premier non eletto di”astenersi”molti avranno avuto paura che andando a votare,venissero”schedati”come 5 stelle.Con questa paura dovuta a motivazioni più o meno legittimi,se ne sono stati a casa.

Nella nostra zona,la montagna pistoiese,si è visto un comportamento vergognoso da parte degli amministratori locali.Il Sindaco di San Marcello Silvia Cormio,se corrispondessero al vero certi comportamenti di cui si vocifera nel comune,si sarebbe allineata col Sindaco d'Italia,ostacolando seppure in maniera velata il referendum.Peccato che non sappiamo se sia vero o meno.Marmo Sindaco di Piteglio non ha proferito parola neanche per condannare l'astensionismo,un comportamento decisamente omertoso;meno male che i suoi amministrati sono stati più bravi i lui e il comune di Piteglio sia stato quello con più affluenza nella provincia di Pistoia.Omertà anche da parte dei sindaci di Abetone e Cutigliano.
Il segretario PD di San Marcello Innocenti,chiusa anche lei nel silenzio,il”giorno dopo”non trova niente di meglio da fare che accusare di incitare all'astensionismo sul referendum sulla fusione,il meetup montagna a 5 stelle.Ma si sa che quando parla commette gaf ogni volta,non fa più neanche notizia.
E ora?Siccome ho la testa dura e son qui da anni a lottare si ricomincia a lottare di nuovo,perchè si è perso una battaglia,non la guerra e ricordatevi che è difficile vincere contro chi non si arrende.
Vorrei chiudere con una nota scritta da Gianroberto Casaleggio.

"Io non mollo e continuerò a battermi insieme a milioni di italiani onesti fino al successo del MoVimento che ho contribuito a fondare. Chi sperava il contrario può mettersi l'anima in pace"
(Gianroberto Casaleggio)

Distinti Saluti


mercoledì 6 aprile 2016

GLI INFILTRATI....................di Nicola Polito

QUALI SEGRETI?


Sarà che non mi fido di quello che mi viene riportato e, come da buon montanaro preferisco toccare con mano, verificare con i miei occhi ciò che in realtà sta succedendo.
Così è iniziata la nostra discesa, l'orda degli scettici, (Gruppo Meetup Montagna a 5 Stelle) discesi dalla montagna pistoiese alla volta di Monsummano Terme.

REFERENDUM SULLE TRIVELLE

Iniziativa organizzata dal circolo PD "Angelo Vassallo".

Premetto: gli inviti a votare NO! Al prossimo referendum, oppure in alcuni momenti il disastroso boicottaggio del referendum proclamato dal primo ministro, con scarso senso di democrazia, non trovano riscontro nelle persone informate, proprio lui dovrebbe invitare a recarsi al voto e ad inneggiare alla pratica della democrazia..........Ormai tutti sappiamo di che pasta (fuori lievitazione) è fatto.
Ha aperto i lavori il responsabile delle energie rinnovabili Legambiente Pistoia,ing, David Casini 

 pur cercando di mantenersi super partes, con numeri e argomentazioni inconfutabili ha fatto emergere il SI'!
A controbattere, il dr. Samuele Agostini, geologo e ricercatore del CNR di Pisa ha manifestato per il proseguimento dello sfruttamento delle estrazioni, di conseguenza per il NO! Con argomentazioni in verità che non hanno entusiasmato i presenti. Tipo il bisogno irrinunciabile di bicchieri e piatti di plastica e di diversi contenitori. A qualcuno sfugge che da anni lottiamo per eliminare la mole dei rifiuti urbani per avviarci verso i vuoti a rendere.
Sul piatto della bilancia di David Casini vi era, l'inutilità delle perforazioni in quanto il guadagno per l'Italia è misero Leggi finanziarie o decreti d’urgenza, hanno consentito di costruire un sistema di regole a tutto vantaggio di coloro che estraggono petrolio e gas. Il ricavato è stato di appena 300 mln, il costo del referendum si aggira sui 400 mln tirate voi le somme.
Dalle concessioni a vita per le piattaforme (e nessun controllo sullo smantellamento) introdotte nella legge di stabilità 2016, alle royalties irrisorie (e deducibili dalle tasse), dai costi minimi per le aree in concessione, ai milioni di euro (246) in investimenti e finanziamenti da enti pubblici.
Nello specifico, rispetto alle concessioni, con l’ultima legge di stabilità 2016 il Governo, mentre vietava tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, stabiliva che tutti i titoli abilitativi già esistenti potessero andare avanti fino a vita utile del giacimento, ovvero a tempo illimitato: «bel regalo alle compagnie petrolifere - dice il dossier - che oggi possono quindi estrarre petrolio e gas entro le dodici miglia a loro piacimento, senza alcun limite di tempo, senza dover interpellare nessun altro ente competente e senza doversi preoccupare troppo dell’obbligo di smantellamento delle piattaforme e di ripristino dello stato iniziale dei luoghi, legato, con questa norma, alla fine delle attività. Fine che solo le compagnie petrolifere decideranno».
Le royalties in Italia sono pari solo al 10% per il gas e al 7% per il petrolio in mare. Sono inoltre esenti dal pagamento di aliquote allo Stato le prime 20 mila tonnellate di petrolio prodotte annualmente in terraferma, le prime 50 mila tonnellate di petrolio prodotte in mare, i primi 25 milioni di metri cubi standard di gas estratti in terra e i primi 80 milioni di metri cubi standard in mare: cioè, entro quei limiti è tutto gratis. Il risultato? Nel 2015 su un totale di 26 concessioni produttive solo 5 di quelle a gas e 4 a petrolio, hanno pagato le royalties. Tutte le altre hanno estratto quantitativi tali da rimanere sotto la franchigia e quindi non versare il pagamento a Stato, Regioni e Comuni. Ulteriore regalo alle multinazionali.

Molto conveniente anche per le imprese straniere, che altrove trovano ben altre condizioni: in Danimarca dove non esistono più royalties ma si applica un prelievo fiscale per le attività di esplorazione e produzione, questo arriva fino al 77%. In Inghilterra può arrivare fino all’82% mentre in Norvegia è al 78% a cui però bisogna aggiungere dei canoni di concessione. «Se in Italia avessimo portato le royalties al 50%, (proposta avanzata da Legambiente), nel 2015 ci saremmo trovati invece che con un gettito di 352 milioni di euro con uno da 1.408 milioni».
246 milioni di euro in investimenti e finanziamenti da enti pubblici (The fossil fuel bailout: G20 subsidies for oil, gas and coal exploration di ODI): si tratta di aiuti erogati sotto forma di investimenti e finanziamenti da enti pubblici come Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Servizi Assicurativi del Commercio Estero (SACE). A questi aiuti indiretti vanno aggiunti quelli più diretti legati alla riduzione dell’accisa sul gas naturale impiegato negli usi di cantiere, nei motori fissi e nelle operazioni di campo per la coltivazione di idrocarburi, pari a 300 mila euro nel 2015 e previsti in egual misura fino al 2018.

Grande soddisfazione vedere il disappunto dei presenti elettori PD propendere per il SI'!
Il premier perde ancora pezzi per strada.


Non conta più la bandiera di appartenenza ma i cittadini seguono l'istinto, il cuore e la giusta informazione per il bene di questa terra, la nostra terra.