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venerdì 22 aprile 2016

APPELLO PER IL REFERENDUM DI OTTOBRE. di Lorenzo Puccinelli Sannini.

REFERENDUM DI OTTOBRE SUL SENATO

APPELLO A TUTTE LE ASSOCIAZIONI CHE HANNO A CUORE LA LIBERTA' E L'AVVENIRE DEL POPOLO ITALIANO

Scriviamo all'indomani del referendum sulle trivelle. Che questo fallisse era scontato, data la proverbiale ignoranza del cittadino medio circa i problemi tecnici e il suo abissale disinteresse verso ogni chiamata elettorale. Purtroppo, la maggior parte degli elettori non si rende conto che disertare le urne non è affatto una forma di protesta contro la classe politica, la quale al contrario gongola, ritenendo giustamente che l'assenteismo elettorale favorisca la propria gestione indisturbata del potere. Se ciò poteva essere moderatamente vero  nel caso delle trivelle, diviene invece assolutamente allarmante in riferimento al referendum confermativo sulla riforma del Senato voluta da Renzi.
La suddetta riforma, infatti, ben lungi dal garantire il risparmio  di pubblico denaro e di snellire l'elefantiaca macchina legislativa, rappresenta un passo importante e forse decisivo verso l'instaurazione di un regime capital-comunista, nel quale della democrazia resterebbero soltanto le forme ma non  la sostanza. L'abolizione del Senato elettivo si affianca poi alla nuova legge elettorale per la Camera, la quale assegna la maggioranza assoluta non alla coalizione, bensì alla lista che ha raggiunto quella relativa. Ciò significa, esemplificando, che se il Pd risultasse primo con un semplice 20% dei suffragi, ma il restante 80 %  si frazionasse fra tanti partiti  nessuno dei quali  superasse quella percentuale, esso governerebbe  in modo esclusivo e praticamente senza opposizione con un misero quinto del voto totale. A questo punto, libero dal timore di un prossimo rendiconto elettorale, Renzi porterebbe a compimento indisturbato il disegno  di svendere l'Italia agli stranieri ( che è la ragione per cui questi  lo hanno voluto al potere) e di distruggere quel poco che resta del benessere dei cittadini.
Scontato purtroppo il risultato negativo delle elezioni amministrative di giugno, per colpa di una destra insulsa, litigiosa e disunita, l'ultima opportunità per fermare il ducetto di Rignano sull'Arno è il referendum costituzionale previsto per ottobre. Gli italiani non possono più sottrarsi ai loro doveri, giustificando il proprio menefreghismo con le solite, qualunquistiche parole : "Tanto sono tutti uguali, non andiamo a  votare perché vogliamo impartire una lezione a quei farabutti dei politici", e simili sciocchezze. Saranno proprio quei farabutti dei politici a tirarglielo brutalmente in tasca, se i cittadini non voteranno un massiccio : NO !
Concludiamo quindi affermando che non ci interessano affatto, in questa fase di scelte  di sopravvivenza, i distinguo e i pregiudizi ideologici. Di destra, di centro o di sinistra, tutti coloro che si oppongono a Renzi li consideriamo alleati. A litigare, se sarà necessario, provvederemo dopo la vittoria. Adesso occorre unirsi  per salvare il Paese dalla più grave iattura che sia possibile immaginare: il consolidamento del regime voluto dai poteri forti globalizzati e dalla finanza internazionale. Il CESI ( Centro Nazionale  di Studi politici e Iniziative Culturali), ha in programma alcuni convegni  dedicati a questo tema da tenere nella prossima campagna referendaria. Perché non unire le forze di noi tutti e creare qualche evento davvero memorabile,  capace di aprire gli occhi agli italiani?
Attendiamo  le vostre risposte e i vostri suggerimenti .

Carlo Vivaldi-Forti
(Presidente di ITALIA DOMANI,
membro del Consiglio Direttivo del CESI)

Lorenzo Puccinelli Sannini
(Segretario di ITALIA DOMANI,
membro del Consiglio Direttivo del CESI)

Giovanni Gentile
(Coordinatore di ITALIA DOMANI)