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sabato 30 gennaio 2016

RIORDINO 118, SOCCORRITORI MANDATI ALLO SBARAGLIO di Francesco Saisi



Premetto che non mi importa se verrò redarguito, espulso, criticato o altro a seguito di questa mia lettera di protesta, voglio solo che tutti siano al corrente di ciò che sta succedendo, visto il pubblico servizio che stiamo svolgendo sul nostro territorio, e nello specifico mi riferisco alla Mediavalle e bassa Garfagnana - perché nell'alta Garfagnana sembra che tutto fili liscio - in seguito al passaggio alla Centrale Operativa 118 Alta Toscana. Dopo aver letto l'articolo dove i governatori di alcune misericordie prendono le distanze da quanto apparso alcuni giorni fa sulla Gazzetta del Serchio riguardo ai disservizi segnalati da alcuni volontari, sempre riguardo alla nuova Centrale Versilia, e dove si legge pure che problemi così minuziosamente raccontati vengono via via segnalati per essere risolti, posso solo giungere alla conclusione che quanto leggo è la chiara dimostrazione che esiste veramente una situazione insostenibile e chi dovrebbe tutelarci prende distanze da noi volontari. C'è chi svolge l'attività di soccorritore come professione e chi come me e nella maggior parte dei casi come volontario, ma i rischi a cui siamo messi difronte oggi portano a farmi riflettere su quello che ritenevo un servizio utile per la comunità, pur consapevole delle responsabilità a cui dover far fronte. In pochi giorni abbiamo subito uno stravolgimento, in fase di intervento, radicale; il sistema in un primo momento sarebbe dovuto partire con il supporto di terminali, tablet o smartphone, con sistema di navigazione integrato, mentre invece di tali apparecchiature nemmeno l'ombra, ma non solo, il cartografico a disposizione degli operatori in Versilia non da nemmeno la giusta localizzazione del luogo di intervento, così noi siamo continuamente alla ricerca di una meta tipo caccia al tesoro in un territorio montano ed insidioso. Quello che era un sistema rodato ed efficiente, il vecchio 118 Lucca, si è trasformato in un incubo. Se poi vogliamo aggiungere che all'attivazione di un soccorso di una certa entità, non viene neppure inviata in supporto l'automedica con dottore ed infermiere a bordo, ma solo ambulanze con operatori BLSD, ecco che le cose si complicano ulteriormente: arrivati in un'abitazione i familiari cercano, giustamente, il medico. Prima di tutto questo riassetto era a pochi minuti da noi, ora non si sa bene se arriverà o quando e non è facile spiegarlo a chi in quei momenti concitati pensa solo ai suoi cari, ed intanto il tempo passa senza che qualcuno possa fare più di tanto, va a finire che prima o poi qualcuno se la rifarà con noi, del resto chi c'è in prima linea? Il sistema funzionava bene così com'era, ma i geni alla Regione, che forse non hanno di meglio da fare che pettinare le bambole, lo vogliono stravolgere ed i numerosi politici locali sembrano dormire sonni tranquilli, sia per quanto riguarda il riassetto 118 che le problematiche dei nostri ospedali. Del resto la valle di lacrime, politicamente rossa come la regione, non può che inchinarsi al volere dei poteri forti ed a questo punto credo che anche le opposizioni stiano facendo il loro gioco, o almeno fino alle prossime campagne elettorali.
Francesco Saisi  

LINK ARTICOLI:
118, un passo avanti e due indietro
http://www.lagazzettadelserchio.it/garfagnana/2016/01/118-un-passo-avanti-e-due-indietro/

45 minuti per l'intervento del 118: e il secondo tempo?
http://www.lagazzettadelserchio.it/l-evento/2016/01/45-minuti-per-l-intervento-del-118-e-il-secondo-tempo/

Ancora buone notizie dal programma di efficientamento regionale. Questa volta riguardano il 118. https://www.facebook.com/osservatoriosanitabarga/photos/a.523064187744588.1073741825.502485239802483/1047785501939118/?type=3&theater

Governatori delle Misericordie: "La polemica sul 118 solo cattiva informazione" http://www.lagazzettadelserchio.it/notizie-brevi/2016/01/governatori-delle-misericordie-la-polemica-sul-118-solo-cattiva-informazione/



mercoledì 18 marzo 2015

Le dure prove della vita da soccorritore... Tratto da una storia vera

Che la vita ci metta spesso a dura prova ormai è cosa certa, anche se svolgo questa attività da poco tempo di situazioni difficili ne ho già vissute parecchie, ma questa eventualità va messa in preventivo da subito. Non però quella che mi sono trovato a fronteggiare la scorsa notte. 
Durante la serata dedicata alla lezione di retraining per il mantenimento del secondo livello da soccorritore, arriva una chiamata dalla Centrale Operativa 118, dove chiede la disponibilità di una squadra per la notte, visto il durare del maltempo che in questi giorni ci sta colpendo. Anche se con alle spalle una giornata lavorativa do il mio assenso e al termine della lezione corro a casa a cambiarmi, pronto per entrare in turno dalle ore 23 alle 07 del mattino successivo. Il tempo di una check list e squilla il telefono, accorro mentre la collega sta già rispondendo alla C.O. Mi rendo subito conto che la cosa è seria, viene evidenziato sulla scheda di intervento "codice rosso", il paese e la via del luogo in cui dobbiamo intervenire mi sono familiari, ma ancora di più il nome della persona da soccorrere. Appena trascritto sento un brivido percorrermi lungo tutta la schiena e inizio a gridare: "è mio cugino...!!!" Come dei missili ci catapultiamo in garage e partiamo, nel giro di meno di un minuto, visto la vicinanza del targhet, sto letteralmente volando le scale che portano all'appartamento situato al secondo piano. Tutti i volti che incontro lungo il mio cammino sono persone che conosco da una vita, volti che spesso mi salutano in modo sorridente hanno invece questa sera il terrore negli occhi. Entrato nell'appartamento lo vedo li, seduto con il volto rivolto sul tavolo. "Presto! Aiutatemi a metterlo a terra...", mentre ormai attorno a me ci sono solo persone rassegnate, "dobbiamo rianimarlo". Ha così inizio una disperata manovra di rianimazione cardio polmonare, colleghiamo anche il defibrillatore ma purtroppo nessuna scarica ci viene consigliata dall'apparecchio. "Proseguiamo, proseguiamo...", non voglio arrendermi, arriviamo allo sfinimento di tutta la squadra in attesa del medico che al suo arrivo non può fare altro che constatare la peggiore delle mie paure, il decesso di una persona cara, un parente. 
In una serata nella quale non avrei nemmeno dovuto essere in servizio il destino, o chi per lui, mi ha messo difronte, quasi in maniera di sfida, ad una delle più terribili situazioni che un soccorritore possa affrontare.

F.S. Soccorritore Volontario Misericordie d'Italia
6 marzo 2015