Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
martedì 22 maggio 2018
LUCCA, MARCO CHIARI (FDI) : LA STAZIONE FERROVIARIA NEL DEGRADO, TANTE PROMESSE NESSUN INTERVENTO CONCRETO.
venerdì 6 febbraio 2015
NUOVI TRENI SULLA LINEA LUCCA — AULLA , A BREVE I NUOVI CONVOGLI POLACCHI .
Il primo convoglio a diesel Atr 220 dell'azienda polacca Pesa sarà presto in servizio sulla tratta e verrà presentato il 13 febbraio
FIRENZE — Si sono concluse positivamente le prove dinamiche dei nuovi treni e ora i report delle prove, corredati dal rapporto di valutazione, sono stati trasmessi dal Verificatore indipendente della sicurezza (Vis), presente alle prove, all'Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria (Ansf) per l'ammissione finale al servizio commerciale.
I treni Atr220 sono ciascuno composto da 3 carrozze, con un totale di 160 posti a sedere, 2 dei quali riservati ai passeggeri con mobilità ridotta. Il convoglio ha livelli di confort di viaggio elevati ed è interamente video sorvegliato.
"Questa è una buona notizia che giunge da Trenitalia - commenta l'assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli - e prelude all'ormai prossima entrata in servizio dei nuovi treni diesel sulla Lucca-Aulla, una linea certamente critica sulla quale da mesi stiamo lavorando, in collaborazione con il territorio, i pendolari e Trenitalia".
"Sono 3 attualmente i convogli già presenti nell'impianto di Pisa, battezzati per l'occasione con il marchio 'Swing' - conferma Orazio Iacono Direttore Nazionale del Trasporto Regionale di Trenitalia - e sono pronti ad iniziare il servizio non appena completate le ultime procedure necessarie per l'omologazione definitiva al servizio commerciale".
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mercoledì 17 dicembre 2014
La tassa occulta sulle bollette della luce per far guadagnare Fs
Dopo l'aumento dell'iva sul Pellet,.....
arriva un'altra trappola del Governo Renzi.
Cosa succederà?
Verrà ceduta parte della rete elettrica delle Ferrovie dello Stato, prima di quotarsi in Borsa, a Terna.
Scrive il Giornale .... Le Fs, risanate da Mauro Moretti (ora a Finmeccanica) e attualmente guidate da Michele Mario Elia, sono in utile e, soprattutto, in buona salute. Ma, visto l'andamento ondivago dei mercati, un «aiutino» al bilancio giova sicuramente. Il governo di Matteo Renzi ha così pensato di inserire un emendamento alla legge di Stabilità per sostenere la privatizzazione di Fs. Venderanno la rete elettrica (circa 8mila chilometri) a Terna per un corrispettivo che, secondo fonti bene informate, dovrebbe aggirarsi attorno a un miliardo di euro e potranno continuare a usufruire dei contributi pubblici destinati alla manutenzione della rete stessa (come previsto dal Contratto di Programma) trasferendoli su altri capitoli. Un'ipotesi veramente vantaggiosa: Fs avrà una plusvalenza monstre (la rete, concentrata nella controllata Self, è a bilancio per 35mila euro) e potrà beneficiare di quei 100 milioni circa che ogni anno lo Stato le devolve.
La rete che consente ai treni di marciare, infatti, è di elevato standard tecnologico solo nella porzione dell'Alta Velocità (oltre mille chilometri), il resto sente il peso degli anni e, dunque, necessita di interventi il cui costo - se si trattasse di un contratto tra privati e non tra società a maggioranza pubblica - andrebbe detratto dal prezzo di vendita. Quegli interventi, invece, dall'anno prossimo saranno a carico di Terna.
Qui nasce il problema per tutti i cittadini. Anche Terna è un soggetto che svolge un servizio per conto dello Stato: garantire la regolarità del flusso dell'energia elettrica. Un compito che viene remunerato sulla base di parametri stabiliti dall'Authority per l'energia. La quantificazione del servizio avviene sulla base della Rab (acronimo di Regulatory asset base , ovvero «beni relativi all'attività regolamentata) ed entra nelle nostre bollette come «servizi di rete».
Terna, quindi, avrà da recuperare il miliardo speso per l'acquisto oltre ai 100 milioni annui di manutenzione. L'emendamento alla stabilità glielo consente. Circostanza che ha scatenato l'indignazione dell'Istituto Bruno Leoni, think tank liberista. «I soldi - si legge in una nota - arriveranno dalle bollette future dei consumatori elettrici, che si troveranno non solo a strapagare l'opera, ma a strapagarla due volte, perché in buona parte l'hanno già finanziata con le loro tasse attraverso i trasferimenti alle Ferrovie» che, con questa operazione, usufruiranno di «un sussidio attraverso una tassa occulta sul consumatore elettrico.
