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BORGO A MOZZANO - Piano di Gioviano, SP2 Lodovica.

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mercoledì 1 luglio 2015

MISERICORDIA DEL BORGO, PROTESTA CONTRO POSTE ITALIANE. di Giuseppe Bini.

Misericordia di Borgo a Mozzano

COMUNICATO STAMPA :

La Misericordia lamenta un disservizio di Poste Italiane: 12 giorni per consegnare le lettere di convocazione dell’assemblea dei soci
La Misericordia di Borgo a Mozzano lamenta un disservizio di Poste Italiane,  verificatosi alcuni giorni fa, nello specifico quando la confraternita si è rivolta alle Poste per spedire ben 3500 lettere, inerenti la convocazione dell’assemblea annuale dei soci.
Il giorno di spedizione era il 17 giugno, mentre la convocazione era per il 29 giugno, quindi 12 giorni dopo. Le rassicurazioni avute sui tempi di consegna sono state però disattese, quando addirittura il giorno 29 stesso, dodici giorni dopo la spedizione, non erano ancora state consegnate le lettere destinate alla zona di Fabbriche di Vallico, dove è presente un gran numero di soci, appartenenti alla sezione della Val di Turrite.
Parte quindi un lettera ufficiale di protesta, firmata dal Governatore della Misericordia di Borgo a Mozzano Gabriele Brunini, destinata alla Direzione provinciale di Poste Italiane di Lucca, al Centro di smistamento di Piano di Coreglia e all’ufficio postale di Fabbriche di Vallico, in cui ci si lamenta del disservizio e si chiede spiegazioni dell’accaduto.
Ad onore di cronaca poi, bisogna dire che nella mattinata stessa del 29, a seguito delle seccate lamentele telefoniche, a cui gli operatori di Poste non hanno saputo dare spiegazioni sufficientemente esaustive, le lettere venivano consegnate, giungendo nelle case nella tarda mattinata.
“Capiamo bene – commentano dalla Misericordia -,  che diversi nostri soci, avvisati la mattina per la sera, non hanno potuto partecipare all’importante assemblea”.
Resta l’interrogativo sugli elefantiaci tempi di consegna del servizio postale: dodici giorni per consegnare da Borgo a Mozzano a Fabbriche di Vallico!

Giuseppe Bini
Addetto Stampa

lunedì 16 febbraio 2015

LA FREGATURA DI POSTE ITALIANE S.P.A. di Marco Poli


 Le parole più pronunciate in questi giorni sono state:”Ci risiamo!” riferite al relativo annuncio di Poste Italiane di ridurre ancora gli uffici postali,se non erro questa è la IV°volta in pochi anni;c'è da dire che questo taglio sarebbe avvenuto già l'anno scorso,se non ci fosse stato il”fattaccio”, ovvero l'acquisizione di quote dell'Alitalia da parte delle Poste.

Ma come siamo arrivati a questo?semplice con la privatizzazione di Poste Italiane che è una S.P.A.,che verrà quotata in borsa,si esce dalla logica del”servizio pubblico” e si entra in quella dell'”azienda privata”, vero è che il servizio postale si sarebbe dovuto comunque reinventare nei prossimi anni,perchè l'aumento dell'uso della tecnologia,farà diventare obsoleto l'attuale sistema postale,ma in una nazione con un colsi alto numero di anziani la cosa è ancora prematura.

Io personalmente sono contrario alle privatizzazioni e sarei stato per mantenere un servizio pubblico,che mettesse al centro le persone a prescindere da quanto sia conveniente un singolo ufficio in un paese piuttosto che in un altro,certo sempre tentando per quanto possibile di far quadrare i conti.

La scelta è invece ricaduta come al solito a rendere Poste Italiane un soggetto privato,dove paradossalmente il classico servizio postale e tutti i derivati sono diventati la parte minore,delle attività svolte negli uffici postali;infatti si può vedere specialmente gli uffici più grandi(le città in primis)che sono diventati più dei piccoli centri commerciali,dove si vende dalla gomma da cancellare ai televisori passando per i gratta e vinci,il resto svolge funzioni di banca,con conti correnti e mutui,senza dimenticare la propria linea di telefonia mobile.

Ma anche in questo caso nell'immancabile metodo”all'italiana”pur essendo ormai un soggetto privato Poste Italiane,a questo viene ogni anno dato il mandato per mantenere il servizio pubblico,che è di circa 900milioni di euro l'anno,e nonostante un attivo di un miliardo di euro nel 2013,questa pensa ancora a tagli;a questo punto andrebbe indetta una gara d'appalto per il servizio postale pubblico a cui potrebbe partecipare anche Poste Italiane S.P.A.,ma questo punto si potrebbero piantare dei paletti ben precisi.

Ma questo metodo conviene a chi gestisce il tutto,con la complicità di chi mantiene sistema e se anche ci rimettano gli Italiani,chi se ne frega?


Distinti saluti
Marco Poli