giornalista professionista
ufficio stampa e comunicazione
Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
Questi gli obiettivi concreti di mandato di Cortopassi, contenuti nel documento politico elaborato nelle assemblee delle nove Leghe e discusso nel congresso provinciale che si è svolto l'11 ottobre al Real Collegio di Lucca. Cortopassi - 70 anni, viareggino, ex lavoratore Telecom - è stato rieletto all'unanimità; aveva assunto l'incarico il 29 marzo scorso e, subito dimissionario, ha gestito la stagione congressuale della categoria che conta oltre 17 mila iscritti.Lega nord Mediavalle e Garfagnana: fuorvianti le dichiarazioni del segretario cgil
Apprendiamo sconcertati dalla stampa la posizione della Sig.a Mariarosa Costabile segretario provinciale della cgil -dichiara il commissario locale L.N Simone Simonini- tali dichiarazioni sono fuorvianti, inesatte e anche offensive, assolutamente non idonee rispetto ai principi del nostro movimento e delle persone che lo rappresentano.
Nessuno ha mai parlato di ronde di territorio bensì di controllo e segnalazioni alle forze dell’ordine, di cui siamo molto grati per il lavoro che svolgono quotidianamente, anche se troppo spesso lasciate da sole a combattere una criminalità ormai in forte aumento.
Non ci riteniamo superiori a nessuno- prosegue Simonini- più semplicemente portiamo avanti le nostre idee per amore della nostra patria e per conto di quella popolazione che oggi si sente abbandonata e che vede calpestati i propri diritti e la propria libertà, “così come sancito dalla nostra costituzione”, e non è assolutamente un fatto di colore di pelle, sono ben accetti tutti coloro che intendano rispettare la legge italiana e le nostre tradizioni.
Questo fatto lo testimoneano le numerose firme raccolte da cittadini stranieri e ben integrati.
Non ci riteniamo mistificatori bensì realisti, -prosegue il commissario- il progetto accoglienza è fallito sotto tutti i punti di vista, questa è un immigrazione confusionaria e senza organizzazione, dove chi governa si dovrebbe prendere le proprie responsabilità.
Abbiamo-conclude Simonini- sempre più richiesta di firmatari per questa iniziativa, Proseguiremo nella raccolta firme senza indugio e senza timore consapevoli di essere dalla parte dei cittadini nel rispetto delle regole.

AREA PROGRAMMATICA CGIL - DEMOCRAZIA E LAVORO
Provincia di Lucca
Se Del Ghingaro facesse il sindaco come Bindocci fa il sindacalista i viareggini potrebbero dormire sonni tranquilli, invece non possono stare affatto sereni e il sindaco di Viareggio rivolge gravi offese al funzionario della Filcams Cgil solo per cercare di coprire i propri errori.
Se ci sono i lavoratori del Principino a casa licenziati da ottobre e quelli della Viareggio Patrimonio a rischio, questo è solo frutto della scelta scellerata di portare queste società al fallimento, millantando garanzie occupazionali che oggi non è in grado di mantenere.
Hanno scelto la scorciatoia del fallimento, facile perche' scaricava tutte le responsabilità sulle Amministrazioni precedenti, dispensando gli attuali Amministratori dal ricercare soluzioni vere e condivise con un serio ed organico piano di riassetto delle società capace di affrontare le questioni economico finanziarie e quelle occupazionali.
Lo diciamo dalla scorsa estate, le scelte di Del Ghingaro & c. sono le più facili per l'Amministrazione ma non risolvono i problemi dei lavoratori ne quelli di Viareggio che rischia di essere oggetto di mere speculazioni.
Del Ghingaro dovrebbe informarsi meglio e si accorgerebbe che il sindacato si è sempre battuto contro il proliferare delle società e richiedendo interventi di riorganizzazione che le precedenti amministrazioni, anche quelle con la presenza dei suoi assessori e di altri componenti della sua maggioranza, non hanno mai fatto.
Invece che scaricare responsabilità sul sindacato secondo chi lo rappresenta, il sindaco è bene che guardi in casa sua e, soprattutto, dia risposte concrete ai lavoratori, non offese ai sindacalisti.
Democrazia e Lavoro Cgil Lucca
Invio il comunicato stampa odierno a firma di Nicola Riva (Fiom Versilia) sulla vicenda ORESTE PARDINI srl di Camaiore
Di nuovo, questa mattina, i lavoratori e la Fiom sono tornati davanti alla fabbrica di via Sterpi, mentre già sono arrivati i camion delle ditte chiamate dalla proprietà a smantellare il sito produttivo.
Noi sappiamo che la scelta della chiusura in queste modalità, è una scelta deliberata che taglia nei fatti ogni possibilità di proseguimento dell'attività della Oreste Pardini di Camaiore.
Di tutto questo chi è responsabile?
I lavoratori e il sindacato che nonostante tutto, continuano a tentare ogni via per difendere i posti di lavoro?
Oppure è la proprietà, che ha scelto i tempi e i modi, spesso lasciandoci all'oscuro sul suo modo di procedere e sugli interessamenti che si erano manifestati per l'avvio di una trattativa, poi rifiutata, finalizzata alla cessione?
Quello che vediamo oggi è un progetto pianificato, finalizzato a liberare le aree aziendali nel più breve tempo possibile dai dipendenti e dai macchinari, ai quali generazioni di lavoratori hanno operato negli ultimi trent'anni.
Quanto alle accuse di voler privare i lavoratori delle loro tutele, le respingiamo al mittente responsabile della situazione di fatto! Il sindacato ha il dovere di contrattare e di ricercare, come ha fatto per l'ottenimento della cassa integrazione, la soluzione migliore fino alla fine e questo è quello che stiamo facendo. Semmai la domanda è un'altra, carte alla mano; la proprietà può dire altrettanto?
Venerdì prossimo è già stato fissato un incontro con azienda, sindacato e gli uffici della Provincia di Lucca, per esaminare i necessari adempimenti burocratici relativi alla cassa integrazione straordinaria e alla futura procedura di mobilità.
In merito ai chiarimenti intercorsi con il giudice o noi non ci spieghiamo, oppure è bene dirsi nuovamente quello che abbiamo compreso, ovvero che la proprietà può decidere come ritiene opportuno, tanto più che il soggetto che si era fatto avanti (Elexos spa, ndr) aveva messo per scritto anche la propria disponibilità a farsi carico degli eventuali contenziosi.
Tutto il resto è un inutile tentativo di coprire le proprie responsabilità e scaricarle sui lavoratori e sulla comunità camaiorese.
Nicola Riva Fiom Versilia
SE LA SUONANO E SE LA CANTANO!
Ancora una volta hanno voluto dimostrare che una certa cultura aziendalista continua a prevaricare le pratiche di socializzazione e condivisione dal basso, vale a dire del coinvolgimento dei delegati e degli iscritti che dovrebbe invece essere propria della Cgil, ma che la nostra Segreteria provinciale ha completamente abbandonato.
Infatti, in Garfagnana il direttivo di zona, quando un anno fa fu riunito per eleggere il Segretario di zona, venne presentato come un' importante ed innovativa pratica partecipativa, mentre oggi, dopo le dimissioni di quel responsabile a cui non sono stati dati gli strumenti per lavorare, il direttivo non è stato né convocato né minimamente coinvolto. Se questo accadrà, sarà fatto tardivamente (nella riunione dei segretari categoriali prevista il 5 novembre a Castelnuovo) a nomina già avvenuta e quindi solo per informare delle scelte fatte
In Versilia, se non ricordiamo male, il segretario generale a seguito delle richieste avanzate dai delegati sindacali il 6 ottobre scorso, si era impegnato a convocare di lì a poco un'assemblea dei delegati di zona e invece, al posto di un'assemblea con i delegati, è arrivata l'investitura del nuovo responsabile e successivamente hanno convocato i segretari di categoria e gli operatori dei servizi sulla falsa riga di ciò che accadrà giovedì in Garfagnana.
La segreteria confederale ha scelto, per la Versilia e la Garfagnana, membri della segreteria calati dal cielo, confermando la prassi della democrazia a corrente alternata: si pratica solo quando si ha il consenso e quando il consenso non c'è, allora si impongono le scelte.
Hanno nuovamente deciso in forma ristretta al chiuso nelle proprie stanze infischiandosene della volontà e del giudizio degli iscritti e dei delegati, del resto in piena coerenza metodologica con le dichiarazioni stampa rilasciate dal segretario della CDL di Massa che, sostenuto, almeno così dichiara, dai livelli regionali e nazionali, si assegna l'investitura di nuovo segretario generale una volta accorpate le due Camere del Lavoro.
Non solo, lo stesso metodo e la stessa pratica politica arrogante, ma anche in perfetta armonia, si è vista rispetto alla spartizione degli incarichi. Il segretario prescelto lancia un messaggio chiaro: le zone continueranno ad esistere mentre la segreteria confederale, una volta effettuato l'accorpamento, dovrà ridursi della metà e per garantire il posto agli attuali componenti della segreteria di Lucca eccoli nominati responsabili di zona. Proprio il modo per valorizzare i territori, rafforzare le zone, favorire la partecipazione degli iscritti e dei delegati.
In questo modo, si fanno soltanto danni alla Cgil e ai lavoratori, c'è bisogno di cambiare, di ridare spazio e ruolo agli iscritti e ai delegati, solo così, abbandonando logiche autoreferenziali e dirigiste si può difendere il radicamento del sindacato nei luoghi di lavoro e nel territorio, ed è per queste ragioni che stiamo raccogliendo le firme per fare un CONGRESSO STRAORDINARIO e ridare finalmente voce agli ISCRITTI.
Comitato per la Partecipazione, per la Democrazia e per la Cgil
Lucca 04\11\2015
LA MIA VITA DA DELEGATO SINDACALE - NO ALLA CGIL DI LUCCA COME UNA CASTA DI YES MAN
PREMESSA
Chi scrive negli ultimi anni ha sempre cercato di dare il proprio (modestissimo) contributo per rilanciare una CGIL provinciale con un sacco di problemi economici ed interni che hanno portato a ben 3 cambi al vertice ed infine un Commissariamento. Beghe economiche. Quando si tratta dei soldi di chi lavora bisogna arrabbiarsi e, per senso di responsabilità, raccontarle tutte... anche le vicende personali più banali. Magari dal "piccolo" si capisce anche perché i vari sindacalisti CGIL a Lucca stanno andando avanti a botte sulla stampa con una litigiosità che sembra non finire più.
BIOGRAFIA SINDACALE
15 anni fa (circa a metà della vita dato che ho appena 35 anni) sono entrato a lavoro da "interinale". Mi sono tesserato ed ho iniziato il percorso sindacale da Delegato di fabbrica. Ancor prima di avere un contratto di lavoro "fisso", con tutti i "rischi" di un sindacalista senza tutele. Poi sono stato eletto Rappresentante alla Sicurezza, ho fatto la formazione, ho partecipato ai primi Direttivi di Categoria in FIOM e ad oggi continuo ad essere invitato nonostante la chiusura della fabbrica metalmeccanica dove lavoravo.
Ho ricevuto, insieme ad altri colleghi, un ingiusto licenziamento richiamando le tutele generali del celeberrimo Art. 18. Abbiamo aperto una vertenza sindacale ed causa legale lunghe diversi anni, supportandole con manifestazioni e col presidio dello stabilimento, che poi ha chiuso, come purtroppo annunciavamo da tempo, spesso inascoltati pure dalle Istituzioni locali. Il sindacalista in questi casi è sempre il primo che ci rimette.
Magra consolazione un piccolo risarcimento e l'obbligo di reintegro (quando la fabbrica non c'era già più).
Ma non mi sono arreso. Ho ricominciato da zero tornando a fare il precario in fabbrica (cartiera stavolta) e continuando l'attività sindacale "a tempo libero". Addirittura facendo le Assemblee Congressuali "da sindacalista" negli altri luoghi di lavoro il giorno... ed il turno di lavoro "da operaio precario" la notte. Senza permessi né tutele. Quasi clandestino per intendersi. Ma il precariato, si sa, per un Sindacalista è una vera e propria guerra. Scuole, supermercati, cantieri, imprese di ogni tipo, Comuni... sono stato a fare le Assemblee un po' in ogni dove pur lavorando in fabbrica su 3 turni con contratto interinale. Il più delle volte gratis!
In quel periodo difficilissimo sono stato eletto anche nel Direttivo della CGIL Provinciale (insieme agli altri che lo facevano "di mestiere" il Sindacalista... e più "comodamente") ed ho iniziato a seguire la Categoria dei precari, il NIDIL-Cgil in cui sono ancora membro del Direttivo.
Sempre da precario ho seguito anche il recente Congresso della CGIL continuando a girare per i luoghi di lavoro a fare le Assemblee ed ottenendo i voti necessari per essere eletto nei Direttivi in cui militavo prima. Non si sa perché, tuttavia, in quello Generale della CGIL Provinciale non ci sono più. Poco male. Evidentemente i miei voti sono finiti nel dimenticatoio, con le famose "quote a rovescio" dove se sei precario, disoccupato, migrante... se appartieni insomma ad una di quelle Categorie che la CGIL per Statuto e per etica dovrebbe valorizzare, vieni invece messo da parte.
Amen. Il mio modesto contributo di Sindacalista l'ho dato senza timore del licenziamento in fabbrica, figuriamoci se mi faccio intimorire da chi il precariato e le nuove forme contrattuali le conosce solo "per sentito dire". Per chi ragiona col proprio cervello - magari modestamente e certe volte sbagliando - succede.
Sono anch'io in attesa di una telefonata. L'ultimo mio datore di lavoro è stato la CGIL di Lucca durante il Congresso. Basterebbe il classico "i nostri progetti non la riguardano" in stile padronale... tanto ormai quello è il mantra che circola nelle Camere del Lavoro del nostro territorio. Invece niente. Vedo regalare incarichi a chi non ha mai lavorato né fatto il Delegato, senza alcuna legittimazione democratica... ma non mi stupisco più.
Continuo a seguire i precari "per passione" da membro del Direttivo NIDIL. Una Categoria che dovrebbe essere considerata importantissima e che invece praticamente è azzerata, con ipotesi discutibili di fusione con Massa, servizi praticamente assenti, partecipazione democratica nulla e Direttivi che vengono convocati solo per giustificare la voce di spesa relativa allo stipendio dello stesso Segretario.
Cosa fa oggi il Sindacato per me? Non lo so. Ma continuo a dare il mio contributo. E finché trovo riscontro in un precario che lo apprezza non smetto di sicuro.
LA CGIL IN MEDIAVALLE
Eppure la CGIL che avevo conosciuto era un'altra. Un luogo dove andavi volentieri anche se avevi fatto 8 ore in fabbrica e 3 di sonno. Dove prendevi appunti quando un Sindacalista interveniva. Dove ti confrontavi con altre realtà lavorative. Dove imparavi la solidarietà. Dove ti connettevi con i servizi e con le Camere del Lavoro della tua zona di residenza.
Oggi? La Mediavalle non ha più un Segretario, in Versilia recentemente si paventava il "siluramento" del Responsabile (Massimiliano Bindocci) perché - dicono i più maliziosi, non era perfettamente allineato con alcuni politici locali.
La CGIL - e per amore della mia zona parlo della Mediavalle - dovrebbe saper fornire le nuove tutele anche in questi territori difficili. Invece provate ad immaginare, ad esempio, con una fusione con la Provincia di Massa, quale tipo di servizio "vicino" potrebbe ricevere un Lavoratore precario, ad esempio, di Barga.
Nemmeno io, dopo 15 anni di Sindacato in CGIL, saprei dove, quando e come indirizzare un precario od una partita IVA per avere risposte non da un semplice addetto al Patronato ma da un vero e proprio Segretario Sindacale di zona e di Categoria.
Queste zone esprimevano anche autonomia, sfornavano nuovi Delegati e nuovi Sindacalisti. Abbiamo scritto anche pagine bellissime nella storia provinciale dei diritti sindacali.
Ma forse è proprio tutto ciò che non piace.
Non piace chi pensa con la propria testa, non piace chi rivendica l'autonomia di giudizio, chi è svincolato da certi assetti di piccolo o grande potere politico-sindacale locale, chi il Sindacato, ancora, lo ritiene fattibile dal basso, tra le persone, a partire da coloro che di diritti ne hanno meno.
LA CGIL PROVINCIALE
In CGIL a Lucca c'è un clima da resa dei conti. Le Categorie portano avanti le vicende che si presentano nel caso specifico (una fabbrica che chiude, un supermercato che licenzia, un'impresa che delocalizza) ma non c'è quella visione d'insieme, quel lavoro di squadra, quella fiducia nelle proprie energie (i Delegati).
Non c'è spazio, insomma, per progettare qui ed ora il Sindacato provinciale del futuro. Ci sarebbe... ma viene censurato e non si capisce il motivo. Chi dissente da questa parabola (a mio avviso pericolosamente discendente) è quasi considerato un "nemico" da abbattere.
Questa Segreteria si presentò al Congresso provinciale (al Grand Hotel Guinigi perché non bisogna farsi mancare nulla in periodi di "Spending di più") respingendo - avete letto bene - addirittura un ordine del giorno in solidarietà alle famiglie delle vittime della strage di Viareggio.
Respinto a maggioranza. Perché quando il capo chiama bisogna alzare la mano a comando. Yes Man sarà pure una definizione azzardata ma calza bene.
Forse già da quel bruttissimo episodio bisognava trarre una conclusione: così non si va da nessuna parte.
Non si può stare chiusi per mesi a discutere dei bilanci che, uniche società in Italia, i Sindacati non sono neppure obbligati a pubblicare. Non si può stare in eterno a discutere di robe burocratiche, di incarichi, avvitandosi su dibattiti che a Lavoratori e Cittadini, specialmente ai giovani, ai precari, alle partite IVA, non interessano minimamente.
URGE UN CAMBIAMENTO. A LUCCA, IN MEDIAVALLE, IN GARFAGNANA
E' finito il tempo del pulpito da cui predicare un'ora di discorsi vuoti ricevendo l'applauso di rito.
E' tempo, casomai, di sporcarsi le mani. E forse qualcuno sarebbe l'ora che se le sporcasse con quel "lavoro" di cui tanto parla dalla comodità e dall'agio di una poltrona in pelle.
Forse, in questa sorta di "nuova casta provinciale" (perdonate la definizione), c'è chi pensa di essere entrato in Parlamento. Invece il Sindacato sarebbe una cosa molto più umile, modesta e bella.
Significherebbe organizzarsi, a partire proprio dalla dimensione locale, per difendersi dagli attacchi, per aiutare i Lavoratori. Dal semplice disbrigo della pratica fino alla Vertenza passando per l'iniziativa sindacale. Significherebbe fare Assemblee dove parla chi conosce il precariato e le condizioni di lavoro "moderne"... e chi le ha solo predicate ma mai provate sulla propria pelle prende appunti. Dove il "datore di lavoro" è l'iscritto ed il Sindacalista si mette semplicemente a servizio. Aprirsi anche ai Cittadini ed i giovani che il Sindacato non lo conoscono o non lo possono praticare.
Fantascienza? Può darsi. Ma se non si cambia e non si diventa una cosa del genere - aperta, social, moderna - il destino è il tramonto.
Ma voglio concludere questo quadro con positività. Non è tutto da buttare via. E faccio appello a chi ancora ci crede. Non ci arrendiamo. In Mediavalle ed in Garfagnana dobbiamo lottare contro l'assenza di lavoro ma anche con chi vorrebbe vederci disorganizzati, disuniti, impreparati sindacalmente. Un territorio dove non funziona il Sindacato è un territorio dove ci sono meno diritti e peggiori condizioni. Non lo possiamo permettere!
Faccio appello a quei precari, a quelle partite IVA, a quei disoccupati, a quei cassaintegrati, a quei Lavoratori che non hanno neppure l'assegno di disoccupazione perché sono assunti "a voucher", a quelli che fanno la "stage", ai giovani.
Cambiamola noi questa CGIL di Lucca con la partecipazione. Perché il loro cambiamento è un falso cambiamento. E' solo rendita di posizione, difesa di vecchie logiche di potere, chiusura.
Cambiamola noi. Prima possibile.
PAOLO SIMONCINI - Direttivo Nidil-CGIL Lucca