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mercoledì 4 luglio 2018

LAMMARI, CAPANNORI: Baldassarri cavi , una vergogna il mancato lutto della ditta, la condanna dei Comunisti.


RICEVUTO ED INTEGRALMENTE E DEMOCRATICAMENTE RIPUBBLICATO
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BALDASSARRI CAVI NON SI FERMA PER LUTTO : LA CONDANNA DEL PARTITO COMUNISTA.

La sezione della provincia di Lucca  del Partito Comunista condanna duramente la decisione della Baldassarri Cavi di Lammari  di non fermare il lavoro per lutto nei confronti di un suo dipendente , Alessandro Vornoli  , morto per malore mentre svolgeva le sue mansioni dentro l'azienda .

"Riteniamo grave il fatto che non sia stato rispettato il lutto da parte dell'azienda" : la condanna del segretario regionale del Partito Comunista Salvatore Catello
"Non solo abbiamo riscontrato questa grave mancanza , ma anche vari infortuni nella stessa azienda , anche se la morte del lavoratore in questo caso è dovuta a un malore e non per insicurezza"

"È evidente purtroppo che , per i padroni , conta di più il profitto della vita dei lavoratori " conclude Catello .

Il Partito Comunista inoltre manifesta preoccupazione per la sicurezza dei lavoratori nella provincia di Lucca e condanna la giunta regionale di Enrico Rossi che non ha mai fatto niente di concreto per il lavoro in Toscana e nella provincia lucchese .

Partito Comunista Toscana



giovedì 19 aprile 2018

DIRETTIVA BOLKESTEIN: TUTTO IL CENTRODESTRA LUCCHESE INTERVIENE SULLA VICENDA - MALLEGNI e BERGAMINI (FI), MONTEMAGNI (LEGA), ZUCCONI (FDI)

 
Bolkestein, Mallegni-Bergamini (FI) con Elisa Montemagni (LEGA): ora al lavoro per disegno di legge, salvataggio imprese priorità prossimo governo. In Toscana settore produce 100milioni di fatturato
 

“Ora un disegno di legge per portare fuori dall’incertezza 30mila imprese balneari. Ci faremo carico, insieme al collega Maurizio Gasparri e agli alleati che in questi anni hanno portato avanti questa battaglia nell’interesse di economie strategiche del nostro paese come il turismo balneare, di convocare un inter-gruppo per predisporre un disegno di legge che il prossimo governo dovrà sostenere prendendo finalmente una posizione nei confronti dell’Europa”: lo assicurano Massimo Mallegni e Deborah Bergamini, rispettivamente senatore e deputato di Forza Italia, e il consigliere regionale della Toscana, Elisa Montemagni della LEGA in merito all’audizione di Fritz Bolkestein, ispiratore della direttiva Bolkestein alla Camera dei Deputati che ha definitivamente confermato che le concessioni si applicano ai beni e non ai servizi tirando fuori, di fatto, le imprese dal rischio aste

Mallegni, già sindaco di Pietrasanta, e Bergamini, entrambi eletti in Toscana e tra i più battaglieri in questi anni nel difendere le imprese balneari dall'asta delle concessioni intravedono una via di uscita:
"In Toscana – spiegano Mallegni e Bergamini - il turismo balneare ha un significato che in molti dimenticano: quasi mille imprese, per lo più di piccole dimensioni con una media di 3 addetti, quasi 8mila tra diretti ed indiretti che lavorano tra spiaggia, bar e ristorante e quasi 100milioni di euro di fatturato stimato. Forza Italia si è impegnata molto nei confronti delle imprese sostenendo la tesi che abbiamo sempre affermato: ovvero che siamo di fronte ad una direttiva servizi, e le concessioni balneari sono considerate beni come da lui ammesso.
Quindi niente aste.
Più chiaro di così.
Siamo sicuri che siamo ad un cambio di rotta".

Andrea Berti
Ufficio Stampa
 



INTERVIENE ANCHE ZUCCONI (FDI)

Si è svolto ieri 19 Aprile 2018 l’incontro con Frits Bolkestein a Montecitorio, voluto da “Donnedamare”.

L'Onorevole Riccardo Zucconi, in qualità di rappresentante politico di Fratelli d'Italia, ha ritenuto di primaria importanza parteciparvi in quanto si è sempre battuto insieme al suo partito affinché si superassero gli aspetti della direttiva ritenuti fortemente penalizzanti per le categorie economiche.
 
"L’incontro è stato molto produttivo, soprattutto quando il relatore ha specificato che sua direttiva non riguarda i balneari e gli ambulanti perché non si tratta di servizi ma di beni. Quindi la Direttiva Bolkestein non si applica ai beni in concessione ancorché demaniale.
 
Una tesi che sostenevamo da tempo  afferma Zucconi  ed alla quale abbiamo cercato di dare concretezza".

Cosa succederà ora? Qual è il valore di questa interpretazione “autentica” della Direttiva? Che ne sarà delle costosissime Procedure d'infrazione comminate all'Italia dalla UE?

La Commissione Europea farà marcia indietro?

Per questo l’On. Zucconi di FdI , presente all'incontro di ieri, ha sposato lo studio della dottoressa Michela Guidi (projet manager) coadiuvata dall’architetto Patrizio Puccinelli, dalla dottoressa Maria Miceli e dalla dottoressa Sara Monnanni che pone una soluzione alle due infrazioni contestate al Governo italiano, ovvero la compatibilità del diritto preferenziale di insistenza e la compatibilità del rinnovo automatico.

Ora però si pone la necessità di operare in modo urgente e incisivo, tramite anche il coordinamento delle attività produttive del Parlamento, al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:
  • Quantificazione del danno provocato dalla Unione Europea e dai precedenti governi a suddetti sistemi produttivi ed al nostro macrosistema paese;
  • Preparazione di una immediata proposta di legge che convalidi l’idea dimostrata dallo studio che le concessioni debbano avere una durata congrua e coerente al fine d’impresa (per esempio minimo 75 anni, massimo 90 anni). Eliminando qualsiasi ipotesi di evidenza pubblica per le concessioni in essere;
  • Individuare un sistema balneare e del commercio su area pubblica come modello da proporre all’Unione Europea.
Questi obiettivi sono innovativi nel panorama legislativo nazionale ed europeo e verranno seguiti e perseguiti dal' On. Zucconi anche nella veste di Membro della Commissione Attività Produttive della Camera.
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martedì 24 novembre 2015

FRANCESCO COLUCCI: Un Piano per la "Difesa della Patria e degli Italiani"


L'On.le Bergamini da notizia che i gruppi parlamentari di Forza Italia hanno proposto un piano organico operativo in 12 punti per dare più sicurezza al popolo italiano, una sicurezza che tuteli liberta' e necessita' di affrontare un pericolo incombente, affrontando le metastasi di un cancro che cerca di insediarsi tra noi e vuole colpirci.


Il titolo del programma azzurro sulla sicurezza e' "Per la difesa della Patria e degli italiani", e si concretizzera' in una serie di proposte che "Forza Italia avanza al tavolo delle forze politiche del centrodestra e si rivolge, altresi', al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, affinche' si apra un confronto a partire dal nostro contributo. Questo sarebbe un modo eccellente di dare seguito al giusto invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una 'coesione e compattezza' nazionali: con la concretezza di scelte forti e  adeguate". Le proposte spaziano dalla richiesta di piu' risorse per il comparto sicurezza, fino alla modifica delle norme sulla legittima difesa. Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa. 

Ecco i 12 punti del programma di Forza Italia:

- 1) Conferma della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace e alla coalizione gia' impegnata nell'area siriana; verifica dell'utilita' di altre missioni che, ad esempio nel Mediterraneo, invece di contrastare l'attivita' degli scafisti finiscono per incrementare gli ingressi illegali nel nostro Paese.

- 2) Stanziamenti economici immediati per il rinnovo dei contratti del comparto sicurezza-difesa, imposto dalla sentenza della Corte Costituzionale del giugno scorso; risorse per il riordino delle carriere e per il potenziamento degli organici delle forze di polizia e del corpo dei vigili del fuoco. Attualmente gli organici delle forze di polizia sono largamente al di sotto delle piante organiche e i recenti provvedimenti di riforma della pubblica amministrazione prendono atto, sbagliando, di questa contrazione di forze che sta portando alla chiusura di numerosi uffici sul territorio e all'impoverimento della presenza dello Stato a difesa dei cittadini, in un momento di massimo pericolo.

- 3) Rafforzamento del ruolo dell'intelligence e tutela degli agenti. Incrementare e velocizzare il reclutamento

nell'intelligence di esperti, individuati nell'ambito accademico e scientifico, in grado di contribuire a inquadrare le nuove minacce alla sicurezza. E' necessario anche un rafforzamento delle garanzie funzionali, per evitare che il timore di conseguenze giudiziarie scoraggi le pratiche di infiltrazione o di prevenzione necessarie allo svolgimento del lavoro di intelligence.

- 4) Maggiore impiego delle forze armate nella vigilanza di obiettivi fissi e nel controllo del territorio interno e nelle zone di confine, potenziando le operazioni in corso. Dotare le forze di polizia di armi non letali. In questo caso le forze di polizia avrebbero una maggiore liberta' di movimento, nell'attuazione delle loro azioni repressive nei confronti dei fenomeni criminali.

- 5) Piano organico di controllo del territorio, introducendo procedure e strumenti di controllo piu' efficaci. Si pensi ad esempio all'assenza di metal detector nelle stazioni e nelle metropolitane italiane, alla presenza di migliaia e migliaia di varchi nel sistema del trasporto pubblico privi di qualsiasi forma di vigilanza, ai rischi che si corrono non soltanto dove ci sono obiettivi sensibili ma nelle aree particolarmente affollate. Si deve incoraggiare l'uso delle videocamere di sorveglianza a favore delle forze dell'ordine. Le nostre citta' infatti sono ricche di punti di videocamere installate da privati per la sorveglianza delle loro abitazioni e dei loro negozi. L'accesso diretto delle forze dell'ordine alle riprese effettuate da queste videocamere sarebbe prezioso, ai fini della lotta a ogni forma di criminalita'.Sicurezza: proposte FI in 12 punti, da risorse a legittima difesa

- 6) Revisione delle normative penali vigenti. Prima di parlare di altre norme, vedere quali abbiano prodotto effetti concreti, quali debbano essere potenziate, quali debbano essere varate o quali addirittura siano invece superate, arrivando alla redazione di un vero e proprio testo unico per la sicurezza interna, anche in riferimento alle nuove forme di terrorismo e all'attivita' dei pendolari del terrore che alternano periodi di combattimento nel medio oriente e periodi di presenza nei Paesi europei che spesso si concludono con vere e proprie imprese terroristiche.

- 7) Introduzione di una disciplina piu' stringente ed efficace della legittima difesa. L'aumento dei fenomeni di criminalita' "ordinaria" comporta uno sforzo crescente da parte delle forze dell'ordine. Gran parte di queste energie possono essere dirette a combattere il terrorismo di matrice jihadista. Una disciplina piu' stringente in materia di legittima difesa puo' avere effetti dissuasivi nei confronti della cosiddetta criminalita' "ordinaria", a tutto vantaggio dell'operativita' delle forze dell'ordine, impegnate nella lotta al terrorismo di matrice jihadista.

- 8) Come ha chiesto Hollande, distinguere con maggiore precisione i profughi che scappano dalle guerre dai clandestini, che devono essere immediatamente espulsi dai nostri Paesi. L'Italia deve rivedere le norme vigenti ed arrivare, nel quadro di una intesa europea, al varo di misure che consentano l'espulsione effettiva e rapida di chi entra illegalmente nel nostro Paese. Cio' comporta la cessazione di ogni attivita' di trasporto di coloro che, non essendo profughi, sono da considerare clandestini che non hanno diritto all'ingresso nel nostro Paese. A tal fine e' possibile introdurre misure per rendere piu' efficiente e veloce il lavoro delle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. In attesa della riscrittura (o scrittura) di una coerente e organica disciplina del diritto di asilo, e', comunque, possibile, gia' OGGI, rendere piu' veloce ed efficiente il lavoro di selezione delle domande dei richiedenti protezione internazionale, per individuare i veri rifugiati e isolare gli infiltrati e, in generale, i non aventi diritto alla protezione. Si puo' aumentare il numero delle commissioni territoriali di selezione delle domande e prevedere un rafforzamento del loro organico, in chiave sia quantitativa sia qualitativo. Utile anche l'introduzione di misure per dare piu' tempo alle forze dell'ordine per smascherare i finti rifugiati. Attualmente, le forze dell'ordine dispongono infatti di appena 24 ore per procedere all'identificazione dei richiedenti asilo. Si tratta di un tempo del tutto insufficiente, in base all'esperienza di questi anni. E' possibile aumentare il tempo, a 72 ore, rispondendo a  un'esigenza fatta presente da diversi esponenti delle forze dell'ordine.

– 9) In considerazione della possibilita' per l'ordinamento Italiano che la cittadinanza possa essere revocata al cittadino abbia svolto attivita' in contrasto con i doveri di fedelta' verso lo Stato, prevedere la revoca della cittadinanza ai foreign fighters e a tutti i terroristi neo-jihadisti. E' possibile, dunque, intervenire sull'attuale disciplina per fare in modo che la cittadinanza venga revocata a chiunque abbia partecipato, a qualunque titolo, ad azioni riconducibili al Daesh e, in generale, al terrorismo di matrice jihadista.

- 10) Uso corretto delle possibilita' di incremento delle spese per la sicurezza dal terrorismo che potranno essere autorizzate dall'Unione Europea. Destinazione di queste spese a chiari e specifici obiettivi riguardanti la sicurezza e la lotta al terrorismo, senza trucchi contabili che possano destinare tale possibilita' di sforamento ad altri obiettivi estranei a queste assolute priorita'

- 11) Istituzione dell'albo-Registro pubblico delle moschee e dell'Albo nazionale degli imam per regolamentare, per la prima volta in Italia, il crescente fenomeno della diffusione di moschee e per disciplinare la figura dell'imam.

- 12) Garantire con immediatezza a tutti i gruppi parlamentari la rappresentanza all'interno del Copasir.