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venerdì 8 gennaio 2016

ASTRONEWS 09/01: La newsletter di Media INAF, con il saluto del direttore



Ecco gli ultimi articoli pubblicati su MEDIA INAF

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INGANNEVOLI SONO LE GALASSIE LINERS

Nane bianche in abito nero

Si travestono da buchi neri supermassicci. Alla scoperta, presentata oggi da Francesco Belfiore all'AAS227, in Florida, hanno preso parte tre astrofisici italiani tutti quanti all'estero: oltre allo stesso Belfiore, Claudia Maraston e Roberto Maiolino, che Media INAF ha intervistato

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IMMORTALATO PRIMA E DOPO LO SPEGNIMENTO

Lo strano caso del quasar mancante

Grazie alla lunga durata della Sloan Digital Sky Survey è stato possibile osservare un quasar a distanza di dodici anni. Il risultato è stato sorprendente: il quasar ha diminuito di 50 volte l'intensità della sua emissione in questo breve lasso di tempo. Il commento di Andrea Merloni del Max-Planck Insitute for Extraterrestrial Physics

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CAPTATI DA WISE E SPITZER

Segnali infrarossi dalle stelle in fuga

I due telescopi spaziali della NASA hanno osservato il comportamento di alcune stelle fuggitive, espulse a velocità supersonica dai loro siti di formazione

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I DATI DI HUBBLE, CHANDRA E SPITZER

Quanto "pesa" un ammasso di galassie?

IDCS 1426 si trova a 10 miliardi di anni luce dalla Terra: è così lontano da noi che la luce rilevata dai telescopi risale a quando l'Universo aveva circa un quarto della sua età attuale. Pensate che la sua massa è pari a quella di 500 trilioni di stelle simili al nostro Sole. E se questo non bastasse a renderlo speciale, IDCS 1426 è anche l'ammasso di galassie più massiccio rilevato ad un'età così precoce

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SOTTO LA LENTE DEL TELESCOPIO SPAZIALE CHANDRA

Il rigurgito del buco nero

È un buco nero supermassiccio che sta attraversando una fase di violente eruzioni. Si trova all'interno della galassia NGC 5195, nel sistema Messier 51, e i dati sembrano indicare che stiamo assistendo a una fase intermedia del processo di feedback, ovvero il rimescolamento del gas interstellare da parte dei getti del buco nero

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RISCRITTO IL SOFTWARE DEL SATELLITE DELLA NASA

Fermi si migliora

Grazie a PASS 8, il nuovo software che ricostruisce l'interazione dei fotoni gamma con i rivelatori di Fermi, il satellite della NASA, cui l'Italia collabora con ASI, INAF e INFN, dedicato allo studio della radiazione gamma di alta e altissima energia, l'esperimento è ora in grado di fornire prestazioni senza precedenti

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IL SALUTO DEL DIRETTORE

Cambio alla guida di Media INAF

A dirigere Media INAF non sarò più io, ma due validi componenti di una redazione che ha permesso a questo giornale on line dedicato all'astronomia e all'astrofisica, ma non solo, di raggiungere un certo successo nell'ambito di questo settore, di nicchia certo, ma forse è proprio questo che ne caratterizza il valore

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PRESENTE NEL CUORE DEI GIGANTI GASSOSI

Ecco l'idrogeno metallico, o quasi

Ricercatori dell'Università di Edimburgo sono riusciti a ottenere una forma iniziale di idrogeno metallico, un "materiale" che esiste solo a pressioni elevatissime e che si ritiene costituisca molta parte interna dei pianeti giganti gassosi

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RISOLTO UN VECCHIO MISTERO

La natura delle antiche nubi di gas

Osservazioni profonde realizzate con i maggiori telescopi terrestri hanno permesso di individuare antiche nubi di gas freddo. I risultati di questo studio, riportati su ApJ Letters, forniscono nuovi indizi per la soluzione di un vecchio problema che riguarda la natura dei cosiddetti 'damped Lyman alpha systems'

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LE IMMAGINI DI SPITZER

I gemelli di Eta Carinae

Nel 2015 un team di esperti ha trovato ben due candidati nella galassia M83 e altri tre oggetti candidati nelle galassie NGC 6946, M101 e M51. Questi cinque oggetti imitano le proprietà ottiche e infrarosse di Eta Carinae, indicando che ognuno contiene molto probabilmente una stella molto massiccia sepolta da un alone di gas e polvere 5 o 10 volte la massa del Sole

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UNO STUDIO INTERNAZIONALE MULTIBANDA

Buchi neri ad occhio nudo

Un team internazionale di scienziati, guidato da ricercatori dell'Università di Kyoto, afferma che i buchi neri possono essere osservati anche nella banda visibile. Lo studio ha riguardato V404 Cygni, un sistema binario che contiene un buco nero, ed è stato condotto da una rete mondiale di telescopi da Terra e satellitari. I risultati sono apparsi oggi sulla rivista Nature

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DOVE CERCARE LE CIVILTÀ INTERSTELLARI?

Opportunità dell'ammasso globulare

Uno studio recente, presentato oggi al 227° meeting dell'American Astronomical Society, suggerisce che gli ammassi globulari, sistemi stellari molto densi e compatti che risalgono all'epoca di formazione della Via Lattea, potrebbero rappresentare luoghi particolarmente speciali dove cercare pianeti potenzialmente abitabili. Lo scopo è quello di individuare la presenza di segnali artificiali generati da qualche civiltà intelligente

 


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Alla ricerca del quasar perduto: ha esaurito il gas?

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Intervista a Federica Bianco su V404 Cygni, il buco nero che si vede

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Juno ed ExoMars: un anno nel segno di Giove e di Marte

04.01.2016

Poker di nuovi elementi per la tavola periodica

Gli approfondimenti di INAF-TV

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