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venerdì 23 febbraio 2018

SERAVEZZA - Festa di popolo questa mattina a Ripa per l’inaugurazione del Monumento agli Sminatori

 

COMUNICATO STAMPA
Seravezza, 23 febbraio 2018

Festa di popolo questa mattina a Ripa per l'inaugurazione del Monumento agli Sminatori

A memoria perenne di coloro che, mettendo a repentaglio la loro vita, si adoperarono dopo la Seconda Guerra Mondiale per la bonifica del territorio da mine e ordigni bellici, contribuendo in tal modo a dare sicurezza e un'opportunità di rinascita alla Versilia. È questo il significato del Monumento agli Sminatori, inaugurato questa mattina con una folta partecipazione di cittadini a Ripa nei giardini di piazza Lorenzo Iacopi. Un segno tangibile di riconoscenza che la comunità ha voluto testimoniare oggi a quei coraggiosi volontari, a settant'anni dalla chiusura della fase più impegnativa e critica dello sminamento postbellico in Versilia.

Alla cerimonia di questa mattina erano presenti le autorità comunali di Seravezza con in testa il sindaco Riccardo Tarabella e il presidente del Consiglio Comunale Riccardo Biagi, il vicepresidente Giovanni Cipollini con alcuni componenti del direttivo della sezione Anpi "Gino Lombardi" Versilia e delegazioni istituzionali dei Comuni di Stazzema, Forte dei Marmi e Montignoso. Presenti anche il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri, il colonnello Vittorio Lino Biondi, ufficiale del Genio ed ex artificiere capo, rappresentanti delle forze dell'ordine e delegazioni di numerose associazioni, sodalizi combattentistici e d'arma. La cerimonia è stata vivacizzata e resa ancor più significativa dagli studenti di alcune classi della scuola media "Enrico Pea" e dai bambini della scuola elementare di Ripa che hanno intonato l'inno nazionale all'alzabandiera e allo scoprimento del monumento, poi benedetto dal parroco di Ripa don Roberto Buratti.

Nell'occasione sono stati ricordati i sei versiliesi periti fra il settembre 1945 e il luglio 1946 nelle operazioni di sminamento del Monte di Ripa e della zona di Porta – Guido Manetti, Antonio Landi, Giovanni Paoli, Romeo Gregori, Aladino Mafaldo Coluccini e Armando Reinke – così come lo sminatore e partigiano Moreno Costa, protagonista di quelle vicende e oggi impossibilitato a presenziare per motivi di età e di salute. Comune di Seravezza e Anpi hanno nuovamente ringraziato aziende e persone che, a titolo gratuito, hanno contribuito alla realizzazione del Monumento: la Società Henraux per aver donato il marmo, lo Studio Giorgio Angeli, lo scultore Pietro Navari e il collaboratore Giancarlo Bertozzi per l'esecuzione materiale dell'opera.

mercoledì 4 novembre 2015

04/11/1918 TERMINA LA GRANDE GUERRA 689.000 ITALIANI MORTI. UN RICORDO.....

 1.050.000 di Mutilati.

Perchè il 4 novembre è un giorno importante per la storia d'Italia? Perchè si celebra in questa data l'armistizio che nel 1918 pose fine alle ostilità tra l'Italia e l'Austria - Ungheria, concluse sul campo con la vittoriosa offensiva di Vittorio Veneto. Una vittoria frutto della dedizione, del sacrificio e dell'unità del popolo italiano. Una vittoria che costò la vita a 689.000 italiani mentre 1.050.000 furono i mutilati e i feriti: cifre che devono far riflettere, numeri da ricordare.

Come cominciò? Il 28 giugno 1914 uno studente serbo spara contro l'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria. L'attentato, di matrice anarchica, innesca una serie di reazioni che culminano il 28 luglio del 1914 quando l'Austria presenta la dichiarazione di guerra alla Serbia: è l'inizio di un conflitto che, per la prima volta nella storia, assume un carattere mondiale. L'Austria, la Germania e poi la Turchia scendono in campo contro la Serbia, mentre con quest'ultima si schierano la Russia, la Francia, l'Inghilterra e poi il Giappone e gli Stati Uniti.

La guerra sul fronte italiano durò 41 mesi: più di tre anni di freddo e fame sotto il rombo delle artiglierie nemiche, con in prima linea ragazzi provenienti dalle più diverse aree geografiche d'Italia, uniti tutti da una bandiera: il Tricolore. Le perdite italiane e in uomini e in materiali furono gravissime. Nel pomeriggio del 3 novembre i delegati austriaci firmano la resa. L'armistizio (patto di Villa Giusti) entra in vigore il 4 novembre 1918. Termina così la guerra sul fronte italo -austriaco, pochi giorni prima della conclusione generale del conflitto, che vede il crollo della Germania e dell'Impero austro - ungarico.

RICORDIAMO:
Il freddo, il fango, il sangue, il dolore, i morti, i feriti, i mutilati, la pazzia, le bombe, la distruzione, la devastazione, lo strazio delle madri, le donne violentate, i figli rifiutati, l'odio, ecc....
PERCHE' NON ACCADA MAI PIU' !!!!!

martedì 18 agosto 2015

UN ELOGIO FUNEBRE ..... di Maria Pacchini.

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Il funerale di un Eroe, un uomo straordinario che purtroppo non conoscevo di persona, ma del quale posso dire di aver conosciuto l'essenza, così come quella della sua famiglia alla quale rinnovo le più sentite condoglianze, nel mio essere stata figlia di un fante della divisione Pasubio, tornato dalla Russia coi piedi congelati e nuora di un Parà della Folgore, reduce di El Alamein, fatto prigioniero dagli inglesi ma con l'onore delle armi, mi ha molto commosso in questo pomeriggio di mezza estate. La solennità del "silenzio fuori ordinanza" mi commuove sempre, eredità trasmessami dal mio caro padre, ogni volta che, in qualche Sacrario lo vedevo chiudere gli occhi e ricordare i commilitoni ventenni che avevano dato la vita per onorarci di un Paese per cui essere orgogliosi. Guardando il Picchetto d'onore degli Incursori e le tante divise bianche, e le associazioni degli "ex" marinai d'Italia, inevitabilmente ho pensato ai nostri Marò, alla situazione che sembra non trovare mai fine. Ho pensato al pezzo di Storia che è venuta a mancare con questo illustre centenario e che, anche se la Storia ha decretato che quella era la parte "sbagliata" della barricata, questo Eroe, come altri rimasti sconosciuti, ha agito con la massima lealtà verso un Paese, che sempre più raramente conosce il significato di coraggio e lealtà.

Maria D. Pacchini