Qualche malalingua comincia a sussurrare che Papa Francesco tenga più ai Musulmani che hai Cristiani. Certo una bestialità da non condividere, ma l'esistenza nel mondo di milioni di perseguitati cristiani di cui pochi parlano che sono anch'essi alla ricerca di un rifugio da guerre e persecuzioni da parte di fondamentalisti musulmani, potrebbe far pensare a Matteo Renzi e anche a Papa Francesco che forse sarebbe meglio soccorrere nel nostro Paese questi Cristiani che hanno radici comuni con noi anzichè ingolfarci di miscredenti che spesso hanno la cattiva abitudine di odiare le nostre tradizioni e le nostre abitudini. Ho letto un ottimo articolo su questo tema da un importante giornalista su "Il Giornale" e ne faccio partecipe i nostri lettori ove fosse loro sfuggito. L'opinione di Alessandro Sallusti su "Il Giornale" Più che per motivi umanitari, la Cancelliera si è mossa per evitare un'invasione indiscriminata. «Mi prendo un po' di siriani», ha annunciato, aprendo per due giorni le frontiere e riscuotendo l'applauso di mezzo mondo. Nessuno si è sognato di darle della razzista perché discriminava i profughi per nazionalità o razza. Ha ritenuto che i siriani fossero più compatibili di altri con la società tedesca e così ha fatto. Allora io faccio una proposta. Il governo italiano apra un corridoio umanitario preferenziale per accogliere, nel limite delle nostre possibilità o quote decise da accordi internazionali, profughi cristiani. Parliamo di un esercito di oltre un milione e 400mila perseguitati che vagano nel mondo in cerca di salvezza. Fuggono da eccidi, persecuzioni e torture che subiscono per il solo fatto di essere cristiani. Scappano da Siria, Irak, Pakistan, Nigeria, Eritrea e altri Paesi dove regimi islamici fanno da carnefici o, nella migliore delle ipotesi, lo lasciano fare a bande di estremisti. Delle oltre duecentomila persone sbarcate quest'anno sulle nostre coste, si calcola che almeno uno su otto sia cristiana: parliamo quindi di ventimila disgraziati fratelli di fede. Molti di loro si sono portati appresso il certificato di battesimo pensando costituisse un lasciapassare nell'Occidente cristiano, a maggior ragione nel Paese dove impera il vicario di Cristo. Non è stato così: quel certificato – a differenza dal passaporto siriano caro alla Merkel - è ritenuto da noi carta straccia. Non voglio scomodare Papa Francesco, che ha molte cose a cui pensare, ma quel gregge di fedeli perseguitato perché crede nel nostro stesso Dio, disperso nei nostri campi profughi o accampato in chissà quale periferia, merita una corsia preferenziale. Riconoscendo, come sosteneva l'atea Oriana Fallaci, che «è il cristianesimo a garantire la libertà dell'Occidente». Se la statista Merkel può dettare le sue preferenze, perché il nostro governo non potrebbe fare altrettanto? Senza scomodare il basilare concetto di «immigrazione culturalmente compatibile» caro a una parte della Chiesa, facciamo valere nelle graduatorie degli aventi diritto all'accoglienza il certificato di battesimo. È un bel passaporto. Lo stesso nostro. | |
Fatti non fummo per viver come bruti, ma per professar virtute e conoscenza..... Per etica ed onesta', per la gente tra la gente con la gente. In memoria di Albano Fini. capitan.futuro3000@gmail.com
giovedì 17 settembre 2015
COLUCCI: Immigrati: Accogliamo i Cristiani perseguitati dai fondamentalisti musulmani
domenica 23 agosto 2015
FRANCESCO COLUCCI: Il Papa e i Vescovi......
Lasinone, ha ricevuto alcune critiche di scarso rispetto delle autorità religiose compreso il Papa. Lasinone, si è sempre riportato all'assioma: Libera Chiesa, in Libero Stato, ma se un Vescovo entra a gamba tesa in maniera brutale sul Governo Italiano e su alcuni Partiti per questioni che attengono alla politica, allora per parità, noi laici possiamo criticare i Vescovi e persino il Papa quando disserta su cose che non riguardano la fede o la chiesa, ma la politica. Se i Vescovi invadono il campo della politica, noi possiamo criticarli e riprenderli. Per chiarezza voglio riepilogare cosa rimprovero alla Chiesa di Papa Francesco: Sono anni che fanatici religiosi musulmani attaccano in Africa e non solo, Chiese e comunità cristiane uccidendo migliaia di fedeli. Sono mesi che l'Isis distruggere templi cristiani, decapitando religiosi e credenti, stuprando e torturando. Sono anni che le donne in alcune parti del mondo musulmano sono ridotte in schiavitù, private dei primari diritti di dignità civile, lapidate, vendute, oppresse e in alcuni casi anche in Italia. In tutta Europa, dalla Gran Bretagna alla Macedonia, si prendono misure contro l'assalto incontrollato e devastante di un immigrazione clandestina di proporzioni bibliche, che fa presumere anche l'infiltrazione di cellule terroristiche islamiche. In Europa diminuiscono drasticamente le vocazioni, aumentano le chiusure di seminari, le disaffezioni da matrimoni cattolici e dalle funzioni religiose. L'europa vuole togliere i simboli della religione cristiana dalle aule delle scuole, della giustizia, dello Stato. In Italia una crisi economica profonda colpisce molte famiglie nei bisogni primari, i giovani nel diritto al lavoro, gli anziani nell'assistenza e nella sanità. Su tutte queste cose in questi anni la voce di Papa Francesco è stata flebile, sporadica, di maniera e quella dei Vescovi poi, completamente assente. Solo sulla immigrazione clandestina in Italia questo Papa, parla e straparla e i suoi Vescovi si permettono anche di sbeffeggiare Partiti e Istituzioni che non attaccano l'asino dove vogliono loro, dimenticando che l'Italia non è una repubblica sudamericana. Come mai, per questa Chiesa, solo questo è prioritario, perchè solo in Italia si fa la voce grossa?? Spero vivamente che non abbia ragione Salvini che sospetta che tutto questo sia legato ai lucrosi affari che si fanno sui i soggiorni degli immigrati, certo che questa Chiesa ora tutta protesa su i poveri clandestini è la stessa Chiesa che omaggia potenti e mafiosi, con l'inchino delle Processioni alla case dei boss in carcere o consente funerali obbrobriosi ai Re di Roma oggi, di Palermo e Catanzaro di ieri o di domani. Questo è il mio pensiero sulla Chiesa di Papa Francesco, che non vuol essere quella del politologo Sartori che lo definisce solo un "argentino furbetto", ma che certo nella sua azione pastorale solleva molti interrogativi che non ci siamo mai lontanamente posti con i suoi eccellenti precedessori negli ultimi 50 anni. francesco colucci
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