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venerdì 4 aprile 2025

L’OBESITA’ IN ETA’ PEDIATRICA . Dott.ssa Sonia Toni - Ospedale Meyer.

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L’OBESITA’ IN ETA’ PEDIATRICA

Quali sono le principali criticità perché un intervento multidisciplinare sull'obesità infantile possa essere efficace?

  1. Che cosa possono fare le famiglie e le altre agenzie educative per prevenire il problema?

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Nella nostra società le problematiche alimentari e la disponibilità di cibo si sono modificate rispetto ad un passato neanche troppo remoto. Siamo passati da una carenza qualitativa e quantitativa di cibo ad un problema di eccesso, di disponibilità, di varietà. Negli ultimi 50 – 60 anni le generazioni uscite dal dopoguerra hanno sperimentato, con la complicità dei loro genitori che avevano vissuto la carestia, l’abbondanza   del cibo. In questo periodo sono state poste le basi per lo sviluppo dell’obesità che sta dilagando ai giorni nostri. In Italia all’incirca 1 bambino su 3 è sovrappeso e di questi circa il 10% è obeso. E stiamo parlando della forma cosiddetta essenziale della obesità, cioè quella legata esclusivamente alla malnutrizione in eccesso. Un altro aspetto che non è da sottovalutare è l’idea serpeggiante che ha le sue basi ancora più profonde nel passato, addirittura nei tempi preistorici è che l’aspetto florido sia espressione di salute, che nel passato era  garanzia di salute per avere maggiori chance di sopravvivenza.

Oggi il bambino obeso è invece un bambino acutamente ammalato di una malattia che è ingravescente per il futuro, minata da complicanze (cardiovascolari, muscoloscheletriche, metaboliche, respiratorie) e da diminuita aspettativa di vita. 

I fattori coinvolti nella patogenesi dell’obesità sono multipli: costituzionali, psicologici, socio-ambientali, educativi, culturali.

Pertanto, l’obesità è una malattia psico-sociale che coinvolge il bambino, la famiglia, la scuola, la società, la sanità stessa, l’ambiente.

L’intervento multidisciplinare dovrebbe essere un intervento allargato a ciascuna di queste componenti al fine di creare una sorta di alleanza sociale e sanitaria.


E il pediatra di fronte ad un bambino obeso si trova purtroppo a combattere in solitaria una sfida, una battaglia difficile che è segnata spesso da insuccessi in un susseguirsi dinamico di progressi e delusioni.

Quali sono le difficoltà… moltissime.

  1. È importante costruire un team multidisciplinare sanitario che accanto al pediatra necessariamente preveda lo psicologo per il bambino e per la famiglia, il dietista, il laureato in scienze motorie, l’educatore.

  2. Dobbiamo costruire nel bambino e nella famiglia, la CONSAPEVOLEZZA del problema (intesa proprio nel significato intrinseco della parola: Sapere e Volere).

    1. La famiglia si aspetta una soluzione a portata di mano, “la pillola” che risolva il problema velocemente e che permetta di perdere peso pur mantenendo le abitudini in essere

  3. L’intervento non può essere puntiforme, ma duraturo nel tempo

    1.  Dobbiamo stringere una alleanza terapeutica non solo con il bambino, ma anche con la famiglia

    2. Mantenere la motivazione 

    3. Richiede di porsi dei sotto-obiettivi che non necessariamente comprendono nell’immediato la perdita di peso

  4. Dobbiamo noi stessi avere la consapevolezza che non esiste un unico approccio al problema, ma ogni caso sottende a problematiche diverse che dovranno essere affrontate nello specifico

  5. L’intervento sul singolo ha dei costi che sono insostenibili, raggiunge solo una minima parte dei pazienti e non è detto che sia efficace; l’approccio di gruppo sicuramente può rappresentare una scelta vincente  sia in termini di efficacia che di sostenibilità.


Cosa può fare la società?

L’intervento sanitario da solo comunque non basta, la società deve fare la sua parte sia per la cura che per la prevenzione agendo su più fronti: 

  1. Ruolo dei comuni per la progettazione e la realizzazione di piste pedonali, ciclabili (no al diabete urbano), parchi dove muoversi e giocare in sicurezza

  2. ruolo dei media nel promuovere stili di vita sani, alimentazione corretta, lettura delle etichette dei cibi

  3. limitare o relegare la pubblicità fuorviante e  obesiogena in fasce orarie non fruibili dai bambini

  4. selezionare le offerte alimentari proposte nei distributori all’interno delle scuole

  5. corsi ad hoc durante la gravidanza (periodo estremamente motivante per la futura mamma che è quindi molto recettiva). La salute futura del bambino è nettamente influenzata dalla corretta alimentazione materna durante la gestazione. Insegnamento a riconoscere i segnali di fame nel bambino “il pianto non è sinonimo di fame, importanza della relazione madre/bambino”  

  6. promozione dell’allattamento al seno

  7. sfatare i miti sulle diete miracolose

  8. prevedere uno spazio didattico all’interno delle scuole (fin dalla materna) sull’alimentazione e creare la cultura del cibo

  9. interventi di concerto con il medico di medicina generale sulle famiglie “obese” anche precedenti la nascita dei figli


Non dobbiamo scoraggiarci e dobbiamo avere la consapevolezza che i nostri interventi preventivi porteranno a risultati tangibili probabilmente solo nel lungo periodo.

Per quanto riguarda il trattamento dobbiamo ripensare a un counseling sostenibile che in epoca di pandemia Covid-19 coniughi l’efficacia e la sicurezza.


Sonia Toni

Responsabile Diabetologia ed Endocrinologia Pediatrica

AOU Meyer


martedì 1 aprile 2025

In aumento il diabete in età pediatrica, lo dice la dott.ssa Sonia Toni resp. di Diabetologia ed Endocrinologia del Meyer.


In aumento il diabete in età pediatrica così come dilaga l’obesità infantile e in Toscana lo screening per il diabete di tipo 1 sui bambini. Lo dice la dottoressa Sonia Toni responsabile della Diabetologia ed Endocrinologia del Meyer.



^^Ogni anno – in Toscana – a circa 140 bambini viene diagnosticato il diabete. Una patologia cronica in continua ascesa purtroppo anche nell’ambito pediatrico. E con più di un campanello di allarme: se il diabete che colpisce i bambini è stato per anni per definizione il diabete di tipo 1 (insulinodipendente, autoimmune, detto anche giovanile perché colpiva i bambini e i giovani), oggi, purtroppo sullo scenario si sta affacciando anche il diabete di tipo 2, quello che era di appannaggio “degli adulti”^^. Così dice la dottoressa Sonia Toni  Responsabile della prestigiosa Struttura Operativa Complessa di  Diabetologia ed Endocrinologia Pediatrica della famosissima  Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, il meglio noto ospedale  dei bambini di Firenze  Istituto di ricovero e cura anche a carattere scientifico europeo cioè IRCSS che nella mattinata di sabato prossimo 5 aprile sarà ad Albiano Magra in occasione della Giornata di prevenzione interregionale. Colpo grosso per gli organizzatori avere una specialista di questo calibro uno dei numeri uno in Italia per la cura del diabete infantile. ^^ Albiano continua la prevenzione^^  sulla prevenzione della sindrome metabolica cioè del diabete anche infantile e patologie ad esso correlate, Saranno effettuate visite gratuite da specialisti.  L’evento è promosso dal Comitato della Croce Rossa di Albiano .La dottoressa innanzitutto  mette soprattutto l’accento sul bimbo sovrappeso o obeso.  . 

^^Nella nostra società – dice -  le problematiche alimentari e la disponibilità di cibo si sono modificate rispetto ad un passato neanche troppo remoto. Siamo passati da una carenza qualitativa e quantitativa di cibo ad un problema di eccesso, di disponibilità, di varietà. Negli ultimi 50 – 60 anni le generazioni uscite dal dopoguerra hanno sperimentato, con la complicità dei loro genitori che avevano vissuto la carestia, l’abbondanza   del cibo. In questo periodo sono state poste le basi per lo sviluppo dell’obesità che sta dilagando ai giorni nostri. In Italia all’incirca 1 bambino su 3 è sovrappeso e di questi circa il 10% è obeso. E stiamo parlando della forma cosiddetta essenziale della obesità, cioè quella legata esclusivamente alla malnutrizione in eccesso. Un altro aspetto che non è da sottovalutare è l’idea serpeggiante che ha le sue basi ancora più profonde nel passato, addirittura nei tempi preistorici è che l’aspetto florido sia espressione di salute, che nel passato era  garanzia di salute per avere maggiori chance di sopravvivenza. Oggi il bambino obeso è invece un bambino acutamente ammalato di una malattia che è ingravescente per il futuro, minata da complicanze (cardiovascolari, muscolo scheletriche, metaboliche, respiratorie) e da diminuita aspettativa di vita.

I fattori coinvolti nella patogenesi dell’obesità sono multipli: costituzionali, psicologici, socio-ambientali, educativi, culturali. Pertanto, l’obesità è una malattia psico-sociale che coinvolge il bambino, la famiglia, la scuola, la società, la sanità stessa, l’ambiente. L’intervento multidisciplinare dovrebbe essere un intervento allargato a ciascuna di queste componenti al fine di creare una sorta di alleanza sociale e sanitaria.^^ La Dottoressa Toni sottolinea che ^^ Il diabete tipo 1 è in aumento, infatti ogni anno le nuove diagnosi di diabete crescono del 3,6%, nella nostra regione abbiamo circa 120 nuove diagnosi all’anno. A breve partirà anche in Toscana lo screening per il diabete di tipo 1, che prevede un test su tutti i bambini in determinate fasce di età per la ricerca degli anticorpi diretti contro le cellule che producono insulina. Già da molti anni al Meyer facciamo uno screening nei soggetti a rischio di sviluppare diabete: sono bambini che hanno in famiglia un genitore o un parente di primo grado con il diabete di tipo 1 o con altre malattie autoimmuni (celiachia, psoriasi, tiroidite, artrite reumatoide), bambini che hanno una malattia autoimmune (celiachia, psoriasi, tiroidite) o che in corso di esami del sangue hanno riscontrato una iperglicemia occasionale. Oggi possiamo dire che intercettare questi soggetti a rischio ci permette di avviarli a terapie che possono ritardare di molti anni l’insorgenza del diabete di tipo 1, pertanto è importante che i genitori abbiano queste informazioni per effettuare questo screening e avviare questo percorso. Sul diabete di tipo 1 – precisa la dottoressa Toni -  la disinformazione continua ad essere molta, portando a trascurare i sintomi che caratterizzano l’esordio e condizionando l’arrivo del bambino in ospedale in condizioni gravi. Parlando di diabete, infatti si pensa che questa malattia colpisca solo gli adulti e gli anziani: anche i bambini possono sviluppare il diabete. Il diabete di tipo 1, insulino-dipendente e ad insorgenza giovanile, è la malattia cronica più frequente in età pediatrica, dovuta alla distruzione delle cellule che producono insulina.^^E’ possibile prevenire questa forma di diabete? ^^ Al momento non è possibile prevenire il diabete tipo 1, ma serve una diagnosi precoce e riconoscere i primi sintomi: aumento del bisogno di urinare, aumento della sete, svegliarsi la notte per bere ed urinare,  riprendere a fare la pipì a letto, stanchezza, dimagrimento, infezioni dell’area genitale. In presenza di questi sintomi è importante fare subito un controllo della glicemia dal pediatra o portare il bambino al pronto soccorso senza perdere tempo.

Infatti, se questi sintomi vengono trascurati le condizioni del bambino si aggravano rapidamente, compaiono, alito acetonico, dolori addominali, vomito e si arriva al coma chetoacidosico, condizione che può comportare il rischio per la vita e gravi danni cerebrali. Tutti i nostri sforzi sono rivolti alla prevenzione della chetoacidosi facendo informazione alla popolazione.^^

Dottoressa parlando invece del  diabete tipo 2 possiamo dire che  è dovuto ad uno stile di vita non corretto? ^^ Certamente la dieta mediterranea, patrimonio del nostro territorio, ha lasciato il posto al consumo di alimenti poco salutari: merendine del commercio, cibi confezionati, cibi raffinati, il consumo di frutta e verdura è ai minimi termini ; a  questo si aggiunge il fatto che la vita all’aria aperta e l’attività fisica sono soppiantati da un aumento della sedentarietà, del tempo trascorso al computer o davanti ai videogiochi. Questa forma di diabete si può prevenire adottando uno stile di vita sano, contrastando il sovrappeso e l’obesità che rappresentano la strada maestra per lo sviluppo della tanto temuta, quanto grave sindrome metabolica.^^ 

Qualche decennio fa il diabete tipo 2 nei bambini non esisteva? ^^ In effetti è così. Da far riflettere il fatto che oggi – conclude la dottoressa Sonia Toni -  sempre nella nostra regione, ogni anno abbiamo circa 10 – 15 nuove diagnosi. ^^


Nelle foto: la dottoressa  Sonia Toni ed una veduta del Meyer


Alberto Ruffini.

mercoledì 26 marzo 2025

MEGA GIORNATA di PREVENZIONE GRATUITA alla CRI di ALBIANO MAGRA, SABATO 5 APRILE.

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Mega giornata di prevenzione in occasione del Giubileo degli ammalati ed
operatori sanitari con visite specialiste gratuite contro il diabete soprattutto per i bambini e patologie annesse alla Croce Rossa di Albiano Magra, Massa
Carrara .
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^^ Ritorna Albiano in salute con una mega giornata di prevenzione gratuita.
Dunque ricominciamo con la prevenzione sanitaria dopo una pausa di alcuni
mesi durante la quale però non siamo stati con le mani in mano. Riprendiamo
anche perchè le giornate sono state fortemente richieste oltre che dai nostri
compaesani anche da persone residenti in diverse province, alcune anche fuori
regione.^^ Così dice Marcello Lo Presti presidente dal maggio scorso del
Comitato della Croce Rossa di Albiano Magra, Massa Carrara in Lunigiana che
guida uno ^^ squadrone^^ di oltre cento venti volontari. ^^Un’estate di fuoco
dunque con tante, tante attività che ci hanno fatto registrare una miriade di
partecipanti giunti soprattutto anche da diverse province, che abbiamo sempre
organizzato in collaborazione con vari nostri collaboratori come per esempio
Sosia & friends che è all’undicesima edizione, Panigacci sotto le stelle con la
partecipazione del Gruppo astrofili massesi, Serata con il Toscana Musical. 
Ed ancora: inaugurazione di nostri nuovi mezzi, Giochi sul prato per bambini,
Torneo di pallavolo, Prevenzione epatite C con appositi test ma soprattutto
attività di solidarietà che continua ancora per il nostro piccolo Andrea e molte
altre che non sto ad elencare. Ora torniamo alle giornate di prevenzione. ^^
Perchè abbiamo scelto la data del 5 aprile? ^^ Non è una data scelta a caso. 
Il 5 e 6 aprile sono due date dedicate dal Giubileo, al quale abbiamo partecipato a
Roma con un gruppo di volontari, alle persone ammalate, con i loro familiari e
assistenti e a tutte le figure professionali legate al mondo della sanità: quindi
medici, infermieri, operatori sanitari, volontari in ambito sanitario ed altri . 
Il Papa infatti definisce: malati e operatori sanitari “angeli di speranza” e testualmente dice
^^ siete inno alla dignità umana. Tutti “angeli di speranza”, tutti “messaggeri di
speranza”, tutti “messaggeri di Dio, gli uni per gli altri, in ogni luogo in cui si
trovano: famiglie, ambulatori, case di cura, cliniche, ospedali.^^ Francesco torna
a lodare il nostro lavoro di operatori sanitari e incoraggia chi di questo lavoro ne
beneficia. ^^In questo Giubileo aggiunge ancora il Papa, tutti voi “avete più che
mai un ruolo speciale. Il vostro camminare insieme, infatti, è un segno per tutti
‘un inno alla dignità umana, un canto di speranza’ la cui voce va ben oltre le
stanze e i letti dei luoghi di cura in cui vi trovate, stimolando e incoraggiando
nella carità la coralità della società intera;.^^ Forti di queste parole ecco perché
ripartiamo il 5 aprile con un gruppo di specialisti di alto spessore. Nella giornata
effettueremo con un ^^battaglione^^ di specialisti di spessore la prevenzione
della sindrome metabolica e patologie annesse soprattutto prevenzione nei
confronti dei bambini , test glicemia ed epatite C, nel dettaglio : visita
cardiologica ed elettrocardiogramma; visita diabetologia, internistica,
nefrologica, visita ortopedica e prevenzione delle patologie delle grosse
articolazioni, visita reumatologica, consulto nutrizionale, test udito, visita
oculistica, oltre a rilievo pressione arteriosa, peso, altezza, circonferenza,
pulsiossimetria, test epatite C ,glicemia ed altro. Nei prossimi giorni – conclude il
presidente della Cri di Albiano Magra - dati i molti ambulatori si potrà
telefonare per le prenotazioni al mattino al numero 0187-415493 ^^

Nella foto: gruppo volontari della Croce Rossa

Alberto Ruffini.

lunedì 10 marzo 2025

FIBROMIALGIA: Ancora mancato riconoscimento, lo dice la vice presidente nazionale AISF Giusy Fabio.

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^^Ancora mancato riconoscimento della fibromialgia: la “lotta” di alcune persone  di affette da questa grave  patologia continua anche con sciopero della fame in atto ^^ .Lo dice la vice presidente nazionale AISF Giusy Fabio.

^^Ancora mancato riconoscimento della fibromialgia: la “lotta” di alcune persone affette da questa grave  patologia continua anche con lo sciopero della fame in atto ^^ .Lo dice la vice presidente nazionale AISF ODV Giusy Fabio. ^^Innanzitutto è bene dire- continua Giusy Fabio -  che la  fibromialgia o sindrome fibromialgica, è una delle cause più comuni di dolore muscoloscheletrico diffuso. Si accompagna anche ad affaticamento (astenia) , disturbi del sonno e alterazioni cognitive, e colpisce approssimativamente 2.5 - 3 milioni di italiani. Sebbene possa assomigliare ad una patologia articolare, non si tratta di artrite e non causa deformità delle strutture articolari. Questa condizione viene definita “sindrome” poiché, a parte la sintomatologia dolorosa che è preponderante, esistono più segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti. Nonostante questo la fibromialgia non è riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale nei LEA cioè nei livelli di essenziali di assistenza che comportano, come è noto le visite ed i farmaci dispensati in modo gratuito. In Italia- continua la vice presidente nazionale -  è nata  AISF ODV ( Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) che ha come obiettivo assistere e indirizzare i pazienti che si rivolgono a noi per consigli sul difficile percorso della diagnosi e del trattamento della Sindrome. Sviluppare e rendere esecutivi programmi dedicati al miglioramento della qualità di vita dei pazienti affetti da Sindrome Fibromialgica. Rendere nota l’esistenza della Sindrome Fibromialgica, ancora oggi non sufficientemente conosciuta presso la Comunità Scientifica e gli Enti Pubblici. Ottenere il riconoscimento di tale Sindrome e la possibilità di disporre di terapie farmacologiche tramite il Servizio Sanitario Nazionale.^^ Giusy Fabio  appoggia la giornata sulle visite gratuite reumatologiche e fibromialgiche che, come riferito, si terranno il quindici marzo prossimo dai Fratelli delle Scuole Cristiane a Massa. L’evento si inserisce nel progetto del Giubileo 2025 che è attuato dalla Fondazione Opera Pia San Filippo Neri a Massa  nei locali appositamente attrezzati della Scuola San Filippo Nari, appunto i Fratelli Cristiani. Da dire che è già esaurito il numero previsto di visite che saranno effettuate dalla nota reumatologa Dott. Laura Bazzichi uno dei numeri uno in Italia della Reumatologia e della Fibromialgia e membro del Consiglio direttivo di Aisf  Odv ^^Quello che chiediamo da ben 19 anni – aggiunge   Giusy Fabio   -  da quando Aisf  Odv (Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica) è nata, è il riconoscimento della Fibromialgia come malattia cronica e invalidante e il suo inserimento nei LEA( Livelli Essenziali di Assistenza). Nel 2016 – precisa -  in occasione di un sit-in davanti Montecitorio, c’è stata la svolta, la presa in carico del problema, in maniera trasversale, da tutte le forze politiche di allora, che ha avviato un percorso che arriva ad oggi, un percorso complicato, lento, interrotto, riavviato, che per certi versi dà la speranza che non si è mai spenta, quella di vedere i diritti alla CURA e SALUTE dei pazienti fibromialgici, garantiti e tutelati.^^ I Governi in tutto questo tempo che hanno fatto o stanno facendo ?? ^^In questo percorso, dobbiamo distinguere due linee all’interno dei vari Governi che si sono susseguiti: quella tecnica e quella politica.
Il percorso tecnico ha portato la Commissione Lea, che si è riunita nel 2020 a dare parere favorevole a inserire la fibromialgia nel prossimo aggiornamento che però risulta ancora bloccato sebbene sia stata raggiunta l’intesa sul Decreto Tariffe e i Lea del 2017 da fine Dicembre scorso risultano attuati.
Il parere favorevole, quindi, vedrebbe la fibromialgia inserita nei Lea, seppur con delle limitazioni, ovvero i criteri di severità della malattia, criteri richiesti dall’Istituto Superiore di Sanità e definiti attraverso uno studio multicentrico realizzato dalla Sir (Società Italiana di Reumatologia). L’esenzione pertanto sarà data solo ai pazienti che manifestano una severità grave della malattia, riconosciuta da uno specialista.
Questi vincoli e limitazioni che evidenziano disuguaglianza e difformità tra i pazienti, nascono a causa della numerosità di casi, che non potrà essere sostenuta da un punto di vista economico.^^ Attualmente che succede? ^^Il percorso politico di questa legislatura, non sto qui a elencare ciò che è stato fatto e non fatto dalle precedenti, ha evidenziato un interesse trasversale da parte di tutti i partiti politici e sia alla Camera dove sono state approvate un anno fa circa ben sei mozioni che hanno impegnato il Governo e al Senato dove sono stati incardinati nello specifico in Commissione Decima Affari Sociali e Sanità ben 10 Disegni di Legge, c’è interesse.
I lavori della Commissione Decima del Senato per la realizzazione di un Testo Unico sono iniziati nel 2023, ma per più di un anno, dopo tre sole sedute, sono stati bloccati, il problema che hanno evidenziato, la numerosità dei pazienti e la mancata conoscenza del percorso del Governo tecnico.^^ Ci risulta che sia in corso per protesta anche uno sciopero della fame? ^^Solo lo scorso Luglio  - precisa la vide presidente nazionale - siamo riusciti a colloquiare con il Presidente della Commissione, il Senatore Zaffini, facendo ripartire i lavori attraverso una pressione mediatica e sui social legata a una Conferenza Stampa organizzata in Senato, una manifestazione pubblica in piazza Vidoni a Roma e l’inizio di uno sciopero della fame a staffetta ancora in corso dallo scorso 29 Ottobre.
Aisf scendendo in campo con le altre associazioni, con le società scientifiche, con i sindacati, ha chiesto in maniera forte e chiara risposte concrete per i pazienti fibromialgici, ovvero il riconoscimento della malattia come cronica e invalidante attraverso una Legge specifica, l’inserimento nei Lea, tutela sul lavoro e tutela di tutti i diritti garantiti dalla Costituzione Italiana. In realtà il silenzio da parte della Commissione Decima è stato rotto, lo scorso 8 Gennaio sono iniziate una serie di audizioni per procedere con i lavori riguardo la stesura di un testo unico, ma il timore di basarsi su un testo non specifico sulla fibromialgia, ma sulla reumatologia e quindi su tutte le malattie reumatiche, e ciò che fino a qualche giorno fa fermentava, purtroppo è diventato realtà.^^ Sembra che si navighi ancora in alto mare…..^^Oggi, a malincuore, constatiamo che nel momento in cui si dovevano tirare le fila di tutto, con l’approvazione di una legge sulla patologia, si è pensato bene di dare seguito a un’azione politica che riteniamo irrispettosa nei confronti dei pazienti affetti da fibromialgia. Tra i disegni di legge incardinati in Commissione, scegliere il DDL 946 è stata la scelta più sbagliata che si potesse fare. Evidentemente però è stata la più comoda per eliminare il problema fibromialgia e dare comunque la parvenza di risposta ai pazienti, nonostante all’interno del testo non esista nessuna garanzia per la patologia. Inserire la fibromialgia in un calderone di patologie reumatiche ben codificate, riconosciute e trattate, senza un inserimento nei LEA della patologia, senza un riconoscimento nel Piano di Cronicità, significa non aver fatto nulla. È solo uno specchio per le allodole, il modo più efficace per non investire fondi, per non dare risposte concrete e per continuare a relegare la fibromialgia nel limbo dell’invisibilità all’interno di un sistema, quello della reumatologia, che ancora oggi in moltissimi casi, nega il supporto ai fibromialgici.^^ Dunque lotta dura e…continua. ^^ In effetti è così. Stiamo combattendo con unghia e denti affinché i lavori vadano avanti e soprattutto che non si rischi di non avere risposte concrete e valide. Con lo sciopero stiamo manifestando un dissenso verso un Governo sordo, muto e senza rispetto verso i pazienti fibromialgici, verso la sofferenza che genera questa malattia. Ci stiamo mettendo la faccia pazienti, caregiver, familiari, medici, avvocati, giornalisti, portando ogni giorno alla luce quello che la fibromialgia determina a livello fisico, mentale, sociale colpendo anche la famiglia, il lavoro. Non possiamo e vogliamo più aspettare, da troppo tempo i diritti sacri alla cura e salute e anche umani sono calpestati e negati. Occorre fare qualcosa e lo stiamo facendo, per ricevere risposte, aiuto e supporto. Non ci tiriamo più indietro, lotteremo finché le Istituzioni, la classe medica non faranno il loro dovere di assumersi la responsabilità di mettersi accanto ai pazienti per farli uscire dall'INVISIBILITÀ. La lotta di Aisf è la mia lotta, quella di una paziente che ha impiegato 7 anni per avere una diagnosi, che è stata costretta a lasciare la sua terra, i suoi affetti, il suo lavoro per curarsi, che conosce la sofferenza, ma che ha trovato una strada per riprendersi in mano la propria vita seppur dovendo rinunciare a tanto, ma non perdendo mai la voglia di lottare e di mettersi accanto a chi come lei vive e subisce la cronicità di una malattia. “Nulla è per caso”, questo è il mio motto e so che uscendo dall’invisibilità e avendo una dignità come paziente, darò un senso alla mia sofferenza – conclude Giusy Fabio - e a quella di tutti i pazienti che rappresento.^^ 

Alberto Ruffini

domenica 2 marzo 2025

MASSA: Per la prevenzione importanti gli ambulatori infermieristici, lo dicono il Dott. Fialdini e la D.ssa Del Re.

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Per la prevenzione importanti gli ambulatori infermieristici, Lo dice il presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Massa-Carrara dott. Luca Fialdini e Dott. Rebecca Del Re.



 “Le giornate di prevenzione, organizzate dalla Fondazione Opera Pia San Filippo Neri di Massa  presieduta da Fratel Alberto che si stanno tenendo dallo scorso mese di gennaio nei locali della Scuola paritaria dei Fratelli delle Scuole Cristiane in città e che non sono episodici perché seguiranno il Giubileo 2025  e che registrano una sensibile affluenza di persone e testimoniano, ancora oggi, l’importanza degli Ambulatori Infermieristici. Questo lo si verifica anche in occasione di eventi di associazioni nel territorio provinciale. Dunque importante è l’ambulatorio infermieristico che creiamo, come dicevamo, in occasioni degli eventi dai Fratelli-” così dicono il  Presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche di Massa Carrara Dott. Luca Fialdini Infermiere in Terapia Intensiva Adulti Fondazione Toscana Cnr Gabriele Monasterio  Ospedale del Cuore e la Consigliera Dott. Rebecca Del Re.



Da sottolineare che il quindici marzo prossimo dai Fratelli grande giornata di prevenzione per le malattie reumatiche e fibromialgia con visite gratuite effettuate dalla celebre reumatologa Dott. Laura Bazzichi.

 ^^La prevenzione sanitaria – aggiungono -  è uno degli strumenti più importanti per garantire il benessere individuale e collettivo. In un momento storico in cui le malattie croniche e le problematiche legate allo stile di vita sono in costante aumento, adottare comportamenti sani e informarsi su come prevenire le malattie non è solo una scelta personale, ma una vera e propria responsabilità sociale. Ogni anno, infatti, milioni di vite potrebbero essere salvate grazie a diagnosi precoci, abitudini più salutari e una maggiore consapevolezza dei rischi sanitari, Siamo lieti di poter dare il nostro supporto per la terza importante giornata di prevenzione organizzata dalla Fondazione Opera Pia San Filippo Neri. Come professionisti sanitari, gli infermieri sono da sempre in prima linea nel prendersi cura della salute dei cittadini e in queste occasioni il loro ruolo diventa ancora più cruciale. Non solo partecipano attivamente a queste iniziative con esperienza e competenza, ma impegnandosi a diventare punto di riferimento per le persone che necessitano di informazioni chiare e di supporto nella gestione della loro salute. Un approccio integrato e multidisciplinare, che coinvolge professionisti sanitari, associazioni e istituzioni, è la chiave per una prevenzione efficace. Ogni iniziativa di sensibilizzazione rappresenta una possibilità per promuovere la cultura della prevenzione, che è un investimento fondamentale per il futuro di tutta la collettività” Presidente le giornate di prevenzione, organizzate dalla Fondazione Opera Pia San Filippo Neri e nel territorio provinciale testimoniano, ancora oggi, l’importanza degli Ambulatori Infermieristici? ^^ In effetti è proprio così. La professionalità e le competenze acquisite negli ultimi anni da parte degli infermieri consentono loro di ricoprire ruoli sempre più attivi e autonomi fino alla conduzione di alcuni ambulatori e/o di percorsi assistenziali. Il tutto in squadra con le altre professioni.  aggiungono Fialdini e Del Re -  mentre in altri paesi come la Gran Bretagna l’assistenza infermieristica ambulatoriale a gestione autonoma è ampiamente sviluppata già dagli anni settanta in Italia questo modello organizzativo è stato adottato solo da alcune Regioni e solo negli ultimi anni”. Dunque occorre investire negli ambulatori infermieristici, a livello ospedaliero e territoriale? ^^ In effetti è così, questi sono  utili per allentare i sovraffollamenti dei Pronto Soccorso e per abbattere i tempi delle liste d'attesa. Non dimentichiamo che oggi gli Infermieri studiano molti anni in Università, dalla laurea triennale, ai master di I e II livello, alla Laurea Magistrale, fino al Dottorato di Ricerca. Stiamo lavorando inoltre a livello nazionale per il riconoscimento di ulteriori competenze- concludono  Luca Fialdini e Rebecca Del re -  anche attraverso l’attivazione di Lauree Specialistiche ad indirizzo clinico”  .



Nelle foto. Fratel Alberto e Rebecca Del Re; un gruppo di infermieri; il dott. Luca Fialdini.


Alberto Ruffini